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sabato 25 febbraio 2017

26.02.2017 CATENA UMANA SULLE SPONDE DEL PERTUSILLO



UNA CATENA UMANA SULLE SPONDE DEL PERTUSILLO
Raccogliamo l'invito ad un inizio di manifestazione cosciente.
Per non lasciare soli gli abitanti della Val d'Agri.
Perchè la distanza tra la puglia e la basilicata si annulla quando apriamo i rubinetti.
PERCHE' L'ACQUA STA ALLA TERRA COME IL SANGUE STA AL CORPO UMANO. #salvalacqua Condividi


lunedì 14 aprile 2014

Nasce la RETE APPULO-LUCANA “SALVA L'ACQUA”

Qualche settimana fa vi abbiamo dimostrato (con la vicenda di Borgo Venusio)  quanto sia necessario non fermare lo sguardo al confine tra Puglia e Basilicata. Si parlava di aria, ma già sapevamo che per l'acqua è la stessa cosa. Infatti...
Fate una prova: sovrapponete le due immagini e capirete perchè è il caso di preoccuparsi di quanto sta accadendo in Basilicata. Nelle prossime settimane partirà una importante campagna informativa. Stay tuned


comunicato stampa
Nasce la RETE APPULO-LUCANA “SALVA L'ACQUA”

RIAFFERMARE IL PRIMATO DELL'ACQUA sul PETROLIO E' POSSIBILE.
L'ACQUA NON SI FERMA AL CONFINE REGIONALE ED UNISCE I COMITATI DI PUGLIA E BASILICATA

Sabato 5 aprile 2014, ad Altamura diversi gruppi e singoli cittadini attivi pugliesi e lucani si sono incontrati per dare vita alla RETE APPULO-LUCANA SALVA L'ACQUA.
All'appello lanciato dal Comitato Pugliese AcquaBeneComune hanno risposto in molti.
Si tratta di persone che operano in diversi contesti, ma tutti hanno a cuore le sorti del diritto all'acqua potabile e la salvaguardia del Bene Comune.
L'acqua è il bene comune per eccellenza oltre che paradigma culturale e chiave di lettura di un sistema economico (e politico) che sembra aver perso il senno.
L'incontro è stato convocato dopo una serie di allarmi provenienti da diverse zone della Basilicata ed in particolare dalla zona dell'invaso del Pertusillio. Allarmi legati alle attività estrattive e di trivellazione, e al conseguente rischio di inquinamento, in relazione ai quali esistono già segnalazioni/denunce provenienti da cittadini e associazioni operanti sul territorio della Basilicata.
In particolare si è discusso dei risultati di analisi provenienti dall'invaso del Pertusillo condotti dalla prof.ssa COLELLA (Ordinario di Geologia, Università di Potenza).
Analisi che hanno evidenziato la presenza nelle acque dell'invaso (da cui attingono molti comuni della Puglia) di sostanze inquinanti, tra cui idrocarburi.
Sulla base di tali risultati si è proceduto ad inoltrare una formale denuncia alla Unione europea per le violazioni di numerose norme del diritto comunitario, compiute dalla Regione Basilicata. La denuncia ha messo in evidenza la mancata tutela delle acque, lo sfruttamento intensivo del territorio, la distruzione delle economie locali e di ogni forma di economia sostenibile.
I gruppi provenienti dalla Basilicata hanno socializzato quanto sta accadendo nella loro Regione, dove fare ricerche petrolifere costa solo 2 € per kmq. L'intero bacino imbrifero che fornisce l'acqua potabile alla Puglia, per uso civile e agricolo rischia seriamente un definitivo e irreversibile inquinamento, le cui conseguenze, a fronte dei ricavi modesti, provenienti dal petrolio, potrebbero costituire una vera e propria catastrofe nell'imminente futuro.
Ciò che manca – sostengono – è la necessaria presa di coscienza del pericolo che incombe, sia da parte dei cittadini pugliesi e lucani sia da parte degli Enti locali e, per questo, a breve, partirà una campagna di divulgazione.
Obiettivo prossimo della Rete SALVA L'ACQUA è la promozione di campagne informative che nel prossimo futuro potrebbero fare la differenza tra chi si attiva per difendere il Bene Comune per eccellenza (l'ACQUA) e chi resta a casa a guardare la tv pensando "tanto io bevo l'acqua minerale!!!".
A chiusura della campagna di sensibilizzazione si prevede di realizzare un evento che veda coinvolte le comunià pugliesi e lucane e che porti all'attenzione dei media, degli amministratori locali e, perchè no, delle stesse procure quanto sta accadendo stiamo rischiando di diventare come il Texas.

Perchè si scrive salva l'acquae si legge salva la vita

Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA

Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata, Mediterraneo NO TRIV, Ass. Ross@, AcquaBeneComune Giovinazzo, AcquaBeneComune Lecce.


martedì 30 novembre 2010

MA L'ACQUA CONGELATA BOLLE? Incontro ad Altamura



Cosa ne è stato delle firme raccolte per il REFERENDUM sull'ACQUA?
Cosa ci aspetta, nel frattempo, con il Decreto Ronchi?
Che fine ha fatto il DDL sull'acqua pubblica approvato dalla giunta uscente e odierna della Regione Puglia?
L'acqua bolle oppure è ancora fredda?
COS'é la campagna nazionale per la moratoria del 4 dicembre 2010?


Appuntamento del Comitato Altamurano Acqua Bene Comune

QUESTA SERA, 30 novembre 2010 - ore 20,00
Sala Incontri c/o Parrocchia SS. Rosario
via Pompei
Altamura


Carissimi AcquAmici di Altamura,

la campagna referendaria della scorsa estate ci ha visti tutti protagonisti di una serie di iniziative che hanno consentito lo straordinario risultato di oltre 5000 firme raccolte in soli 2 mesi.
Altamura, inoltre, è stata protagonista di una grande operazione di politica partecipata che ha consentito l'inserimento del DIRITTO ALL'ACQUA nello STATUTO COMUNALE.
E' il primo caso in Puglia ed uno dei pochi in Italia. Un caso che ha fatto scuola, come dimostra l'attenzione prestata da altri comuni ed il paragrafo dal titolo "L'Acqwe e 'u Puéine" nel Libro di C. Jampaglia dal titolo SALVARE L'ACQUA (Feltrinelli, 2010).

Dalla scorsa estate sono successe tante cose e non tutte, purtroppo, passano sui media tradizionali.

FRONTE NAZIONALE
Come sapete la raccolta firme a livello nazionale ha raggiunto cifre record, oltre 1.400.000 firme.
Il Referendum dovrebbe essere indetto per la prossima primavera-estate (salvo elezioni politiche anticipate), ma...
MA IL DECRETO RONCHI, votato con la fiducia un anno fa produrrà i suoi effetti già dall'inizio del 2011.
Infatti l'art. 15 quello che si vuole abrogare con uno dei tre quesiti referendari, obbliga a cedere ai privati almeno il 40% di quelle società che gestiscono gli acquedotti e pone come termine il 31/12/2010.

Ecco perchè il 4 dicembre 2010 in tutta Italia i movimenti per l'Acqua Bene Comune scenderanno in piazza per chiedere all'attuale governo nazionale una MORATORIA sugli effetti del decreto Ronchi.
Il buon senso imporrebbe uno STOP agli effetti di una legge che il popolo italiano potrebbe abrogare fra qualche mese. Non si può non tenere presente quel milione e mezzo di persone che hanno detto NO ALLA PRIVATIZZAZIONE del SERVIZIO IDRICO e NO AI PROFITTI SULL'ACQUA solo qualche mese fa.

IN PUGLIA
Intanto anche in Puglia, le cose non vanno benissimo. Sono passati già 60 giorni oltre i 100 entro i quali si doveva approvare la legge regionale che avrebbe dovuto trasformare l'AQP spa in soggetto di diritto pubblico. Il ddl sarebbe dovuto approdare in consiglio regionale il 23 novembre scorso, ma... Ma qualche giorno prima il capogruppo di SEL (Losappio) propone un emendamento al testo che ne congelerebbe gli effetti a tempo indeterminato. A questo punto tutto l'iter si è bloccato anche per via della sentenza della corte costituzionale che ha bocciato i ricorsi di alcune regioni (tra cui la Puglia) contro il Decreto Ronchi appunto.

Il 4 dicembre, quindi, in Puglia ci saranno iniziative volte a INFORMARE i cittadini pugliesi (sono 105.000 quelli che hanno firmato per il referendum) sull'iter del DDL di ripubblicizzazione e CHIEDERE al governo regionale di procedere con i lavori.

Per organizzarci anche ad Altamura, è previsto un incontro

OGGI, 30 novembre 2010 - ore 20,00
Sala Incontri c/o Parrocchia SS. Rosario
via Pompei
Altamura


E' importante la partecipazione di molti ed il contributo di tutti.

mercoledì 14 luglio 2010

il Popolo dell'Acqua chiama Bruxelles RISPONDE (1)



Lo scorso 23 maggio partiva da Sezano (VR) sede del Monastere del Bene Comune e della
Facoltà dell'Acqua un comunicato stampa ed una video-denuncia denuncia di Riccardo Petrella per stigmatizzare le parole del portavoce della Commissione Europea Joe Hennon il quale dichiarava: "Noi consideriamo l'acqua una merce come tutte le altre" (leggi qui)
Seguiva un invito ad un mail bombing che ha portato nei giorni scorsi ad un primo risultato: una interrogazone scritta da parte di alcuni europarlamentari nella quale accusano la Commissione Europea di aver abbandonato la pozione di neutralità relativa al regime di proprietà dell’acqua e della gestione dei servizi idrici la cui scelta compete alla sovranità degli stati membri.

Associazione Monastero del Bene Comune

COMUNICATO STAMPA

Primo RISULTATO dopo la denuncia della dichiarazione del portavoce C.E. "l'acqua è una merce"

A seguito dell’iniziativa di denuncia della Facoltà dell'Acqua dell'U.B.C. (22/05/2010 vedi link), contro la dichiarazione del portavoce della Commissione Europea in favore della mercificazione dell’acqua, centinaia sono state le e-mails inviate a Bruxelles da cittadini italiani e francesi.

La risposta inviata dal portavoce della Commissione Europea Joe Hennon - centrata sul classico "avete mal interpretato" - non è stata così convincente da impedire ad un gruppo di parlamentari europei di deporre lo scorso 2 luglio un'interrogazione scritta rivolta alla Commissione Europea, in cui la accusano di aver abbandonato la pozione di neutralità relativa al regime di proprietà dell’acqua e della gestione dei servizi idrici la cui scelta compete alla sovranità degli stati membri.

Il testo dell’interrogazione (vedi link) vede fra i primi firmatari gli europarlamentari italiani del Pd, Guido Milana, Vittorio Prodi, Debora Serrachiani, unitamente alla Vicepresidente del Parlamento Europeo Isabelle Durant (Belgio, Les Verts) ed al noto José Bové (Francia, Europe Ecologie). La Commissione Europea dovrà rispondere entro la fine di settembre 2010.

Oltre a continuare la sensibilizzazione dei parlamentari europei di altri Paesi, annunciamo che, all'inizio di settembre proporremo di effettuare un nuovo e-mail bombing indirizzato direttamente ai Commissari europei responsabili della politica dell'acqua.

Riccardo Petrella, presidente Facoltà dell'Acqua - U.B.C. (Bruxelles)

Rosario Lembo, direttore Facoltà dell'Acqua - U.B.C., presidente Comitato Italiano Contratto Mondiale dell'Acqua (Milano)

Alessandro Mazzer, presidente Ass. Monastero del Bene Comune (Verona)

Per ogni informazione:

Riccardo Petrella, Facoltà dell'Acqua - U.B.C. tel. +32 475 288856

Alessandro Mazzer, Ass. Monastero del Bene Comune tel. 349 8126644

P.S.: Segnaliamo altresì che diversi organismi di stanza a Bruxelles quali Forum della Società Civile, Via Campesina, Climate Justice Now, hanno espresso la loro disponibilità a dar vita ad un gruppo di lavoro che si prefigge di promuovere la costituzione di una piattaforma europea di associazioni e movimenti per lanciare nel 2011 l'iniziativa cittadina europea per la modifica della direttiva quadro europea sull'acqua. Ritorneremo sull'argomento nella seconda metà di settembre, seguiteci su www.monasterodelbenecomune.org e www.universitadelbenecomune.org

sabato 3 aprile 2010

PARTE IL REFERENDUM per DIFENDERE L'ACQUA


il 25 aprile partirà in tutta Italia la raccolta firme.
Dai cittadini di Altamura, primo comune pugliese ad aver sancito il diritto all'acqua nello statuo comunale, dalle sue associazioni, dalle sue parrocchie, dai suoi partiti politici ed organizzazioni sindacali ed associazioni di categoria (fornai e panettieri per esempio) ci si aspetta molto. Tutti saranno chiamati a fare la loro parte.
Ovviamente ci saranno anche quelli del MeetUp ilGrillaio che faranno da catalizzatori com'è già successo per la straordinaria campagna di sensibilizzazione e "sollecitazione democratica" che ha portato alla integrazione dello STATUTO COMUNALE.
Oltre 3.300 le firme raccolte (tuttora continuano ad arrivarne!)

Quella per l'acqua è una battaglia valoriale. NON ideologica, NON partitica.
Politica? Se la politica è "risolvere i problemi per tutti" allora questa s
ì che è politica per l'interesse più grande che esista: l'interesse di TUTTI!
Riappropriamoci dunque di questa splendida parola che negli ultimi anni ha assunto un significato negativo perchè ridotta a propaganda pre-elettorale quando non a strumento per contrapporre un gruppo di interessi (privati) ad un altro.
E' l'occasione per riappropriarci dei "sani" significati delle parole.
Mercoledì 31 marzo il Comitato pugliese ha chiamato a raccolta tutte quelle realtà che saranno attivamente impegnate durante la campagna referendaria. E' stato un incontro caratterizzato da una partecipazione straordinaria (oltre cento partecipanti giunti da ogni angolo della puglia)

LEGGI il REPORT dell'INCONTRO con le Associazioni (IMPORTANTE)

l'articolo su ilbaricento.info

venerdì 12 febbraio 2010

Diritto all'Acqua silente




Altamura è il primo comune Pugliese ad aver inserito il diritto all'acqua nello statuto comunale. E' un fatto importante che farà certamente da catalizzatore per molti altri comuni pugliesi (e non solo) a seguito della campagna "salva l'acqua" lanciata dal forum nazionale dei movimenti per l'acqua. E' un fatto, dicevamo.
Ed è un fatto che il comune stesso non abbia dato adeguata pubblicità alla notizia: solo un rigo confuso tra gli altri provvedimenti da parte dell'ufficio stampa del comune, come se l'acqua avesse la stessa importanza di un provvedimento urbanistico.
Chi prova a fare informazione nella nostra città, non sembra essersi accorto di questo significativo atto Politico (con la P).
Gli unici ad aver diffuso la notizia sono notizie online e altamura2001, che ricorda l'impegno di Enzo Colonna (Aria Fresca), primo dei 17 consiglieri firmatari della proposta di integrazione dello Statuto Comunale.
Neanche il sito dell'UDC giovani - a dispetto dei valori cui si ispira - ritiene necessario spendere una riga: si spende un comunicato per il crocifisso, ma non per il diritto all'acqua.


Ora, sperando di fare cosa gradita ai nostri colleghi piemontesi, riportiamo una notizia simile alla nostra, ma dalla portata ancora più grande trattandosi della città di Torino che conta quasi 900.000 abintanti (più di 10 volte Altamura).

Anche a Torino l'acqua rimane pubblica grazie a una delibera di iniziativa popolare approvata in Consiglio Comunale. La delibera è stata sottoscritta da 12.000 cittadini su iniziativa del Comitato Acqua Pubblica e ha avuto parere favorevole delle 10 circoscrizioni torinesi. E' stato inserito nello Statuto del Comune il testo:
"In osservanza della legge, la proprietà delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato è pubblica e inalienabile. La Città si impegna per garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente mediante soggetti interamente pubblici"
Il Governo delle privatizzazioni è stato sconfitto. Il sindaco Chiamparino in tutto questo non c'entra, anzi. L'approvazione è stata ardua: due votazioni, ma ne sarebbe stata sufficiente una se nella prima avessero detto sì i due terzi dei consiglieri. Mancavano tre voti, uno era del sindaco Chiamparino. Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure. (info su: acquapubblicatorino.org)

mercoledì 10 febbraio 2010

DIRITTO ALL'ACQUA: STATUTO COMUNALE MODIFICATO!






Altamura Città del Pane
e dell'ACQUA BENE COMUNE



Comunicato Stampa

ALTAMURA modifica lo Statuto Comunale:
L'ACQUA è un DIRITTO ed il Servizio Idrico non ha rilevanza economica


Ieri 09.02.2010 alle 23,30 circa il Comune di Altamura, ha votato all'unanimità (23 presenti) l'integrazione dello STATUTO COMUNALE volta a sancire che:
- l’acqua è un diritto inalienabile di ogni essere vivente;
- il servizio idrico, in quanto risponde ad un diritto primario di ogni essere vivente, non può che essere privo di rilevanza economica e deve essere esercitato salvaguardando l’accesso di tutti all’acqua;

Un ulteriore risultato del Movimento dell'ACQUA che ha visto ad Altamura una attivazione senza precedenti da parte del MeetUp ilGrillaio (componente del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune) per la campagna SALVA L'ACQUA :

- ben 16 incontri pubblici nei luoghi più disparati;
- iniziative di raccolta firme da parte di volontari di diversa natura (parrocchie, condomini, scuole...);
- due manifestazioni in piazza con banchetto per racogliere firme;
- una petizione con oltre 2700 firme;
- lettere di sollecitazione a consiglieri, assessori e sindaco (GUARDA LE RISPOSTE)
- colloqui più o meno informali con tutti gli amministratori;

Tutto questo al fine di inserire il DIRITTO all'ACQUA nello STATUTO COMUNALE. Un diritto strettamente connesso con il diritto alla vita che viene oggi messo in discussione da un quadro normativo nazionale che spinge verso una gestione privata dei servizi idrici, ma che non trova il consenso neanche delle amministrazioni locali di centro-destra come, per l’appunto, il Comune di Altamura.

Di particolare rilievo è stato un Comunicato dei sacerdoti di Altamura che "deplorano la privatizzazione" di un “bene essenziale” qual'è l'acqua.

Ricordiamo che il ns. comune si era già espresso nel merito con una DELIBERA di GIUNTA del maggio 2008 che ieri ha portato all'integrazione dello STATUTO COMUNALE.

ALTAMURA E' IL PRIMO COMUNE PUGLIESE AD AVER INTEGRATO LO STATUTO COMUNALE con questi due principi, ma sono tantissimi i comuni che hanno intrapreso lo stesso percorso sull'ONDA dei movimenti locali di cittadini attivi,

Perché si scrive ACQUA, ma si legge DEMOCRAZIA


MeetUp ilGrillaio Altamura
Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”

martedì 2 febbraio 2010

L'ACQUA ALL'ORDINE DEL GIORNO AD ALTAMURA!


Visualizza Acqua. L'appropriazione sociale in una mappa di dimensioni maggiori

Ci sono argomenti che non hanno un colore politico, attengono soltanto al buon senso ed alla ragionevolezza.
Ci sono questioni che portano la gente a decidere se votare un candidato piuttosto che un altro.(Vendola, a proposito di Acqua, ne sa qualcosa: se ha stravinto lo deve anche alle vecchiette che si recavano ai seggi delle primarie chiedendo: "Dove si vota per l'ACQUA?").
Ci sono problematiche che arrivano dritto dritto al cuore della gente.
L'ACQUA la capiscono tutti e chiunque venga correttamente informato arriva ad UNA (unica) conclusione: l'ACQUA non può essere trattata alla stregua di una merce, sull'acqua non si fa profitto, l'acqua non può finire in mano a chi ne farà strumento per arricchire i soci di una SpA, fosse anche una SpA ad intero capitale pubblico come il nostro Acquedotto pugliese.

Con un governo nazionale che aggirando il dibattito parlamentare (ponendo la fiducia) e ricorrendo alla mistificazione degli "Obblighi Comunitari", ha approvato il 24 novembre scorso il c.d. Decreto "Ronchi/Calderoli" 135/09 che, all´ art. 15, privatizza di fatto il bene comune per eccellenza;

Tanti sono gli enti locali (comuni e Regioni) che si stanno "attrezzando" con delibere in favore dell'acqua pubblica, sono oltre 100 finora. Tra questi crescono anche quelli che stanno integrando il proprio STATUTO COMUNALE per inserirvi il diritto all'acqua come diritto inalienabile di ogni essere vivente e la NON rilevanza economica del servizio idrico. Certo, si tratta di gesti che nulla possono contro una legge, ma hanno un altissimo valore politico.
E' quella che Margherita Ciervo del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune ha definito la "riappropriazione sociale"

Il nostro comune aveva già recepito questi principi in una delibera di giunta.
Oggi hanno finalmente mes
so all'OdG la proposta di deliberazione che potrebbe essere votata in uno degli ultimi 4 consigli comunali (il primo è oggi dalle 17,00).
Ricordiamo che nei mesi scorsi il MeetUp ilGrillaio si è fatto promotore anche con il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune di una campagna di sensibilizzazione che ha visto partecipi tanti cittadini, studenti, lavoratori, disoccupati, pensionati, casalinghe, credenti, non-credenti, cattolici, evangelici, giovani, meno giovani, scolari.... (16 incontri, oltre 2600 firme, 2 eventi in piazza...)
Se la delibera fosse messa ai voti e fosse approvata, potremmo essere il primo comune pugliese ad aver messo nero su bianco nel proprio statuto il DIRITTO all'ACQUA!
E siamo tra i primi a farlo tra quanti non hanno già "pagato caro" il passaggio al gestore privato tout court (vedi Latina, Anghiari e molti comuni siciliani)

E' questo è il risultato di una salutare presa di coscienza di qualche migliaio di cittadini che senza nessun interesse (se non il Bene Comune) è sfociata il 28 gennaio scorso in una colorato presidio democratico al consiglio comunale da parte di una trentina di rappresentanti del popolo dell'acqua altamurano.

Al momento non vediamo ostacoli ad un esito positivo della votazione. Infatti la proposta di deliberazione è stato sottoscritta già da 17 consiglieri che diventerebbero 19 se si considerano i due del PD che non hanno fisicamente firmato, ma hanno espresso parere favorevole. Con il voto del Sindaco saremmo ai 20 necessari (2/3 dei consiglieri): a poco più di un mese dalle votazioni prevediamo l'unanimità.
Se saltasse oggi, le prissime date sono: 4, 9 e 12 febbraio.
Abbiamo conservato tutte le gocce!

giovedì 28 gennaio 2010

l'ACQUA e la ag GIUNTA faticosa al comune Altamura!



QUESTA MATTINA sono state consegnate/protocollate altre 423 firme in 22 moduli.
Sono quasi 2700 firme.
Qualche giorno fa l'assemblea dei capigruppo ed il Presidente del Cosiglio comunale hanno pubblicato il 2° Odg aggiuntivo ed anche questa volta la proposta di delibera per il DIRITTO all'ACQUA nello Statuto Comunale non è stata inserita.

Agli oltre 2600 cittadini che hanno firmato la petizione durante la campagna SALVA l'ACQUA, andrebbe spiegato il perchè di questo incomprensibile ritardo.
Sono passati quasi 2 anni dal maggio 2008, quando con una delibera di Giunta il sindaco e i suoi assessori:
- aderivano alla legge di iniziativa popolare per l'ACQUA PUBBLICA e la RIPUBBLICIZZAZIONE dei SERVIZI IDRICI;
- aderivano al coordinamento pugliese enti locali per la ripublicizzazione dei servizi idrici;
- si IMPEGNAVANO..... (leggete bene!) AD INSERIRE IL DIRITTO ALL'ACQUA NELLO STATUTO COMUNALE !!!!!!


Sono passati 2 mesi da quando abbiamo protocollato la prima richiesta con le prime 1650 firme (era il 24nov09); quasi contemporaneamente la ns richiesta veniva formalizzata dal cons. E. Colonna (la nostra, così come la petizione, non ha un valore giuridico, ma HA UN GRAN VALORE POLITICO!!!).
A questa proposta di delibera, il 12 gennaio 2010, se ne è aggiunta un'altra (sostanzialmente uguale) sottoscritta da altri 16 (sedici!) consiglieri di ogni colore (guarda qui): se messo in condizioni di ascoltare/capire nessun consigliere mediamente ragionevole NON SOTTOSCRIVEREBBE l'istanza "dell'ACQUA". E allora?
Com'è che si riesce ad inserire OdG di varia natura fino a qualche ora prima del consiglio ed, invece, si lascia fuori qualcosa che è richiesta da 2 mesi??

La questione è tutta qui: portare la delibera in consiglio e far votare.
La gente vuole sapere (con i fatti!) di chi ci si portrà fidare, non solo quando avrà da lottizzare l'orto della bisnonna o il pascolo del prozio...Vuole sapere chi starà dalla parte del popolo, quando bisognerà battersi per mantenere il controllo pubblico su un Bene essenziale come l'acqua! (vi pare poco?)

Che strano.... sembra un deja vù... in quella che Dante definì "terra sitibonda ove il sole si fa vino". E l'acqua?


lunedì 11 gennaio 2010

ACQUA IN COMUNE (n. 4): è quasi maggioranza qualificata!

Torniamo a parlare di acqua. E ci torneremo ancora finchè il comune di Altamura non avrà sancito nello Statuto comunale il riconoscimento del DIRITTO ALL'ACQUA e che SULL'ACQUA NON SI FA PROFITTO! Torniamo sull'argomento dopo aver pubblicato la lista dei consiglieri che hanno/non hanno risposto alla nostra lettera del 15 dicembre 2009.
In quell'occasiono abbiamo dimenticato la giunta.


Nessuno di loro ha risposto e questo ci dispiace molto. Abbiamo provveduto anche a rinviare la ns lettera alle loro caselle e.mail. Nei prossimi giorni torneremo ad occuparci della giunta, la stessa che nel 2008 si espresse con grande chiarezza in materia di diritto all'acqua (vedi delibera), e vi parleremo anche della posizione (rispettabile, ma non condivisibile) del presidente del consiglio Nunzio Lagonigro per il quale "la privatizzazione rende di più!".

Ma torniamo in consiglio comunale. Ad una proposta di deliberazione per l'integrazione dello STATUTO COMUNALE (secondo quanto chiesto dal movimento per l'ACQUA BENE COMUNE) presentata il 24 novembre scorso dal consigliere Enzo Colonna, sta per aggiungersene un'altra sottoscritta da un gruppo di consiglieri "trasversale".
Questo documento è stato sottoscritto ad oggi da:
1. Iurino Massimo
2. Cornacchia Michele (PD)
3. Dambrosio Nicola (PDL)
4. Forte Giacinto (IDV)
5. Ventricelli Michele (SEL)
6. Diperna Saverio (PD)
7. Natuzzi Nicola (PD)
8. Petronella Francesco (PD)
9. Ventricelli Michele (UDC)
10. Centonze Gioacchino (UDC)
11. Colonna Giacinto (UDC)
12. Crapuzzo Pascquale (UDC)
13. Donatangelo Ferrulli (PDL)
14. Giandomenico Marroccoli (MPA)
15. Lucariello Oronzio (Rinnovamento Altamura)

aggiungete E. Colonna e siamo a 16, aggiungete altri due consiglieri del PD, che hanno risposto alla ns lettera come gruppo consigliare esprimendosi a favore... siamo a 18 su 29! Con il sindaco siamo a 19 su 29! E' una maggioranza assoluta!!!! E dato che per le modifiche dello STATUTO serve il voto favorevole della maggioranza qualificata (cioè i due terzi, cioè 20 persone) basterebbe SOLO UN ALTRO VOTO A FAVORE per recepire il diritto all'acqua all'interno del nostro statuto comunale. Ricordiamo che ad oggi lo chiedono (oltre che il buon senso) anche 2300 cittadini che hanno sottoscritto la petizione ed hanno chiaro che il servizio idrico in mano a i privati è un rischio per il diritto alla vita che va scongiurato!
La raccolta firme continua e ci auguriamo che la suddetta proposta di deliberazione vada in consiglio prima possibile: i tempi stringono!

mercoledì 23 dicembre 2009

Liceali per l'acqua Bene Comune a Gravina in P.



Alcuni liceali di Gravina in Puglia (BA) hanno realizzato un video sull'ACQUA BENE COMUNE. Tra coloro che vengono intervistati ci sono Margherita Ciervo (referente del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune) e Michele Loporcaro (MeetUp ilGrillaio Altamura).
E' interessante notare la differenza di "vedute" tra la gente e gli amministratori locali: per la gente la privatizzazione del servizio idrico è vista come qualcosa da evitare... la puzza di chi vuole fare soldi su qualcosa di essenziale per la vita, si sente! Non è ben identificata, è una strana sensazione, ma.... la gente sente puzza di imbroglio!
"Gestione privata dell'acqua (che è BENE COMUNE)" è un ossimoro. La gente comune lo capisce, è giustamente sospettosa!
A nulla servono i tentativi di mistificare. Dire che "la proprietà resta pubblica"! E' un modo per ingannare con le parole, un modo per rabbonire le menti della gente.
Chi gestisce l'acqua ne è sostanzialmente proprietario. E se a gestire è una società per azioni, ne deriva che: SE NON PAGHI, NIENTE ACQUA!!!
E la cosa peggiore è che questo abominio è di fatto sancito da una legge: la 135/2009 che per giunta non ci era affatto richiesta dall'Europa (è bene ricordale queste cose!)
Ci piace illuderci che qualcuna di quelle risposte siano il frutto anche minimo dei due incontri che abbiamo tenuto nella città di Gravina il 25 ed il 30 ottobre scorsi!

COMPLIMENTI a questi ragazzi ed ai loro insegnanti!
Questa battaglia per la difesa del bene comune per eccellenza (l'ACQUA) ha bisogno di muoversi su gambe giovani!