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giovedì 17 giugno 2010

Intercettazioni e reato diffamazione a mezzo stampa (dal blog di Carlo Vulpio)



Al di là di quelle che sono le considerazioni prese "a prescindere" dai supporters di questo o quel movimento, sulla questione intercettazioni, vi consigliamo questo post di Carlo Vulpio:

Cosa sta capendo la gente della discussione sulle intercettazioni telefoniche? Niente.
L’unica cosa “chiara” è che, forse, ci sarebbe un fronte per la libertà (di stampa, di espressione, e di pubblicazione di tutte le intercettazioni) e un fronte per il “bavaglio” (che vuole a tutti i costi questo disegno di legge, tanto da blindarlo con la “questione di fiducia”, e che, se potesse, annienterebbe persino ogni possibilità di pubblicazione di qualsiasi cosa).

Naturalmente, le cose non stanno esattamente così. Però in Italia ci piace semplificarle e rappresentarle così. Per mille ragioni. Non ultima, quella del “teatrino”, in cui ognuno “deve” recitare la propria parte – anche fingendo di non sapere come stanno realmente le cose –, per poter continuare a fidelizzare il proprio pubblico e il proprio elettorato.
Proviamo a dir noi qui qualcosa. Schematicamente. Per capire. Per ragionare. E magari anche per sbagliare, per poi assaporare il piacere di poterci correggere… leggi tutto

martedì 18 agosto 2009

Vade retro TV!



Ogni tanto si sente dire da qualcuno che la realtà non esiste: ogni evento ha diversi modi di essere visto, interpretato, ha mille sfaccettature, alcune meglio nascoste, più scomode, più spaventose di altre. E ognuno di noi a seconda della propria base culturale, delle proprie certezze o desideri, riesce a vedere in anticipo o in ritardo, più grandi o più piccole queste sfaccetature rispetto ad altri; ha il proprio modo di percepire lo stesso evento, ecco perchè la realtà in sè non esisterebbe, ma ce ne sarebbero tante quante sono le persone che vi assistono.
Sono le fondamenta del relativismo.

Ora, la TV è un mezzo di comunicazione broadcasting, funziona cioè come una piramide, dove dal vertice - un unico punto - parte la diffusione su larga scala, verso la base. E su quel vertice siedono (ahimè, solo metaforicamente) persone che decidono cosa trasmettere offrendo la loro realtà a intere popolazioni creando di fatto una vera e propria omogeneizzazione, quella che si chiama pensiero o cultura dominante; sono costoro a decidere cosa debba essere normale e cosa no, cosa debba essere il bene e cosa il male.

Essenzialmente, quindi, la prospettiva che il telespettatore medio ha sul mondo viene gradualmente scolpita, modellata, decisa dalla televisione, col pericolo che l'interpretazione che il telespettatore ha della vita venga rimpiazzata da quella appartenente all'élite, perdendo così l'occasione di formarsene una propria, libera e originale.

Questo plagio, schiavitù, omologazione, è invece molto più difficile nel caso di internet, un network, luogo virtuale, a maglia, dove tutti i partecipanti sono sullo stesso livello e direttamente connessi l'uno all'altro, baluardo della vera democrazia. E la piramide va a farsi benedire.

Ecco perchè la TV va spenta! Specie quella italiana. O meglio ancora, si può cliccare qui e seguire le istruzioni per disdire il canone RAI.

martedì 28 aprile 2009

TGnovelas



Siamo al 40° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa (Report sans frontières). Ci precedono paesi come Ecuador, Uruguay, Paraguay, Cile ed El Salvador, ma anche stati africani come Benin, Sudafrica e Namibia. Siamo fortissimi!!!!
Allora tanto vale divertirsi no?
Mancava solo uno stato di polizia permanente, ma con le ronde avremo l'istituzionalizzazione dei commmandos malavitosi, le sparatorie da far west in nome della nostra sicurezza!

Il TG ha sostituito pian piano la soap opera post-prandiale. Le telenovelas sudamericane ci fanno un baffo. Il Venezuela e la Colombia sono sempre più vicine.

E' la consacrazione dell'INFOTAINMENT...