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mercoledì 5 marzo 2014

A Borgo Venusio: PET-COKE alla prova (come i meloni!)



Lunedì 24 febbraio abbiamo presenziato il tavolo tecnico presso il comune di Matera sulla questione PET COKE a Venusio. L'incontro si chiuse con molte incognite (leggi il c.s. del comitato Borgo Venusio) ma con due certezze: 1. l'ILA VALDADIGE aveva sospeso l'utilizzo della "prova" del PET-COKE nei suoi impianti; 2. la VIA (concessa nel 2010) è in corso di revisione.
E' di ieri 4.3.2014, invece, una lettera (indirizzata anche al Movimento ilGrillaio di Altamura) nella quale l'azienda che produce laterizi a Borgo Venusio dice sostanzialmente:
visto che da quando è iniziata la sospensione non è accaduto nulla, noi riprendiamo le attività.
Loro, del resto, hanno le carte a posto!
E il loro ragionamento non fa una grinza. Come spesso accade in ItaGlia chi ha la responsabilità politica arriva sempre un po' dopo.
La Politica per come la intendiamo noi dovrebbe guidare la macchina burocratica, non rincorrerla.

Intanto qualcuno (prima al comune di Altamura, poi alla Regione Basilicata) ha cominciato a volerci vedere chiaro: 
Ad Altamura 3 consiglieri di minoranza (Enzo Colonna, Rosa Melodia e Lello Rella) hanno presentato una interpellanza urgente: al sindaco è stato chiesto un parere in merito alla VIA così come previsto dallo stesso codice dell'ambiente art. 30 c.2 ? E se così non è (come sembra leggendo la VIA) cosa succede? 
E cosa succede se alla lista dei non ascoltati si aggiungono i comuni di Santeramo, Gravina, Laterza, la Provincia di Bari e la Regione Puglia?

Anche in Regione Basilicata c'è stata una interrogazione a risposata immediata da parte del Movimento 5 stelle Basilicata (leggi qui).

Uno schiaffo per la comunità di Borgo Venusio che si prepara per una nuova e più incisiva mobilitazione. 

martedì 1 ottobre 2013

BANNING POVERTY 2018. giovedì 03.10.13 ad ALTAMURA




Giovedì 3 ottobre 2013, Altamura ospiterà il Prof. RICCARDO PETRELLA Docente Emerito di Economia all'Università Cattolica di Lovanio in Belgio) e già presidente dell'Acquedotto Pugliese. Petrella è al suo terzo viaggio ad Altamura e la sua presenza ha sempre lasciato un segno. Vi invitiamo caldamente a partecipare.


Comunicato stampa 
2^ Conferenza Nazionale Itinerante 
“Dichiariamo Illegale la Povertà” 
Altamura, giovedì 3 ottobre 2013 


Il Gruppo DIP di Altamura ospiterà il prossimo 3 ottobre 2013, ore 18,30 presso la Sala Convegni ABMC in p.zza Zanardelli (sotto i portici) una delle tappe della 2° Conferenza Nazionale della Campagna Internazionale “Dichiariamo illegale la povertà - Banning Poverty 2018”. L'evento è organizzato dal gruppo DIP Puglia (Gruppo Altamura) in collaborazione con i Missionari Comboniani di Bari e la Rete dei Comitati per i Beni Comuni.

Interverranno: il Prof. Riccardo Petrella, Docente Emerito di Economia all'Università Cattolica di Lovanio in Belgio) e già presidente dell'Acquedotto Pugliese, insieme a rappresentanti del mondo associativo e della cittadinanza attiva; Demetrio Spanti (ass. Monasteo del Bene Comune) esperto in pedagogia dell'impoverimento. Coordina Lucia Difonzo.

La povertà non è un fatto di natura, inevitabile, come la pioggia, ma è invece il risultato di processi sociali, culturali, economici e politici. Un'economia ingiusta e una società ineguale comportano la creazione dei fattori strutturali all'origine dei processi di impoverimento, come dimostra l'aumento scandaloso dei poveri in Italia. Non si nasce poveri ma si diventa impoveriti.

La Campagna Nazionale e Internazionale “Dichiariamo illegale la povertà - Banning Poverty 2018” mira a realizzare delle azioni di intervento su leggi, istituzioni e pratiche sociali e collettive che costituiscono i fattori strutturali all'origine dei processi d'impoverimento nelle società attuali.

Durante la conferenza saranno presentate le 3 campagne:
- Mettiamo fuori legge la finanza predatrice;
- Diamo forza ad un’economia dei beni comuni;
- Costruiamo le comunità dei cittadini;
e le azioni prioritarie per ciascuna campagna:
1. Togliere ai meccanismi della Borsa i settori relativi ai beni e servizi essenziali e insostituibili per la vita;
2. Eliminare le cooperative di lavoro da caporalato;
3. Chiudere a livello anche europeo i Cie.

Obiettivo della campagna è ottenere nel 2018 (70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani) una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’Onu che dichiari illegali le leggi, le istituzioni e le pratiche sociali e collettive che generano e alimentano i processi di impoverimento nei vari paesi e regioni del mondo. Una dichiarazione analoga, per portata e impatto, alla dichiarazione di illegalità della schiavitù.

Tutte le tappe della Conferenza Nazionale Itinerante pugliese:
30 settembre: Conversano (Ba), Biblioteca del Seminario Vescovile in via Paolotti 2, ore 19:00
1 ottobre: Lecce, Officine Cantelmo, ore 18,00
2 ottobre: Brindisi, sala Mario Marino Guadalupi del Comune, ore 17:30
3 ottobre: Altamura (Ba), Sala Convegni ABMC p.zza Zanardelli (sotto i portici) ore 18:30
4 ottobre: Polignano a Mare (Ba), Aula consiliare “Domenico Modugno”, ore 19:00
5 ottobre: Bari (giornata conclusiva), Sala Consiliare del Comune, corso Vitt Emanuele II, ore 17.00 (con il Patrocinio del Comune di Bari). A seguire, in Cattedrale si esibirà l’Orchestra MusicaInGioco-MomART diretta dal maestro A. Gargiulo, ore 20:30.

Per informazioni:
banningpoverty.org
benicomuni.org

martedì 21 maggio 2013

RICCARDO PETRELLA e il NUOVO MANIFESTA dell'ACQUA

martedì 21 maggio a BARI
RICCARDO PETRELLA
presenta

Il Nuovo Manifesto dell'Acqua e degli altri Beni Comuni

Sarà possibile seguire la conferenza in streaming sul sito di Radio LuogoComune, media partner dell’evento, al seguente link www.radioluogocomune.com

mercoledì 10 aprile 2013

COLINO FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI ad Altamura

Comunicato Stampa



“Colino (e la democrazia) fa Acqua da tutte le parti”


di e con  Giulio Bufo.
sabato 13 aprile alle 19,30
presso teatro parrocchiale San Sepolcro - Altamura (Ba)

Il Comitato AcquaBeneComune di Altamura, in collaborazione con il comitato ilGrillaio, organizza la tappa altamurana dello spettacolo satirico-civile, promosso dal Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”, che si pone l'obiettivo di informare il pubblico e fare il punto sul tema “acqua” a due anni dal Referendum di giugno 2011. Il protagonista dello spettacolo, tra l’ignorante e l’incosciente, si sforza di “capire cosa sia l’acqua come elemento naturale, quale livello di speculazione economica vi sia su di essa” ed è desideroso di “conoscere la legislazione dal livello mondiale a quello nazionale e regionale.” 
Alla rappresentazione teatrale seguirà un dibattito sulle tematiche affrontate nello spettacolo: dalla lezione di democrazia fornita dalla partecipazione massiccia dei cittadini italiani alla consultazione referendaria, al tema dell’acqua come bene comune universale e nel contempo come oggetto principale degli interessi economici di grandi gruppi multinazionali. Interverrà la dott.ssa Margherita Ciervo (referente Comitato Pugliese” Acqua Bene Comune” ).
Per gli altri appuntamenti pugliesi:

E' ancora lunga la strada da percorrere per la piena affermazione del diritto d'accesso all'acqua e di un modello di gestione pubblico e partecipato.

Dopo che la Corte Costituzionale e il Consiglio di Stato hanno bocciato le scelte degli ultimi due governi che hanno tentato di reintrodurre la privatizzazione dei servizi idrici locali e riformulato una tariffa che surrettiziamente reintroduceva la remunerazione del capitale investito, è arrivata recentemente anche la sentenza del TAR Toscano (n. 436/2013 del 21 marzo 2013) che ha accolto il ricorso presentato dal Forum Toscano dei Movimenti per l'Acqua, confermando l'illegittimità delle tariffe applicate dai gestori dopo il referendum.
Inoltre, ad oggi, il Governo Nazionale, ed anche quello Pugliese, non garantiscono il diritto umano all’acqua potabile (con applicazione del principio del minimo vitale garantito di 50 litri al giorno per persona) sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28/07/2010.

La proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”presentata nel 2007 dal “Forum Italiano dei Movimenti Per L’Acqua” non è stata mai discussa in Parlamento.
In Puglia, dove l’Acquedotto Pugliese resta una società per azioni, prosegue la campagna di obbedienza civile promossa dal "Comitato Pugliese Acqua Bene Comune": dopo la raccolta di migliaia di reclami per mettere in mora l'AQP s.p.a. per il mancato rispetto dell'esito referendario, si stanno svolgendo le prime udienze per la restituzione della remunerazione del capitale investito agli utenti. 

“SI SCRIVE ACQUA, SI LEGGE DEMOCRAZIA”.
Comitato AcquaBeneComune Altamura
MAIL: acquabenecomune.altamura@gmail.com
FB: acquabenecomune altamura

domenica 1 luglio 2012

Rete Pugliese per i Beni Comuni per "ingabbiare" la vera antipolitica




La conferenza stampa che ieri mattina ha sfidato il caldo torrido del capoluogo pugliese segna l'inizio di un percorso per un coordinamento regionale di tutte quelle raltà territoriali che si battono per
  • la difesa del carattere pubblico dell'ACQUA, 
  • una gestione "pulita" dei RIFIUTI,
  • una politica energetica che non prescinda dall'integrita del TERRITORIO;  
 Il prossimo appuntamento è l'assemblea pubblica di sabato 7 luglio a Bari.
Noi ci saremo, in continuità con le battaglie condotte in questi anni!

venerdì 27 aprile 2012

Rifiuti zero Un affare per tutti (anche ad Altamura)


Rifiuti Zero. Sembra un'utopia e, invece, come ci ha già brillantemente spiegato Paul Connet l'anno scorso è realtà in molte città, non necessariamente di piccole dimensioni, non tutte del Nord Italia o di più avanzati paesi del mondo.
Dato che da noi stiamo ancora aspettando la prossima gara per l'appalto del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani e cercando di capire che succederà in quest'anno tra ricorsi e appelli davanti alla giustizia amministrativa, potrebbe essere utile rinfrescare la memoria sull'unica strategia che è davvero un affare per tutti, ambiente (e quindi noi!) compresi.

L'appuntamento è per oggi, 27 Aprile, dalle ore 18:30 presso la sala consiliare del comune di Altamura si terrà l'incontro RIFIUTI ZERO UN AFFARE PER TUTTI, appuntamento del ciclo di seminari “Alla ricerca del Bene comune” promosso dal Circolo delle Formiche.
“L’Italia, secondo la normativa nazionale, avrebbe dovuto raggiungere l’obiettivo del 35% di raccolta differenziata entro il 2006, del 40% entro il 2007, del 45% entro il 2008, del 50% entro il 2009, del 60% entro il 2011 e del 65% entro il 2012. Dalle ultime rilevazioni dell’ISTAT, invece, il “Bel Paese” risulta in ritardo rispetto agli standard stabiliti con una percentuale di raccolta differenziata che si attesta sul 31,7% (dati 2009).”

(dall’articolo di Giuseppe Dambrosio sul sito www.tommasofiore.it)



L’evento organizzato con la collaborazione de “Il Grillaio Altamura” sarà coordinato da Enzo Colonna e vedrà come ospiti:

Raphael Rossi
esperto in materia di rifiuti, consulente di pubbliche amministrazioni (Foggia, Torino, Napoli)

Roberto Romagno
sindaco di Rutigliano, comune virtuoso nella raccolta differenziata (78%, gennaio 2012)

Antonello Antonicelli
direttore “Area politiche per la riqualificazione, la tutela e la sicurezza ambientale” della Regione Puglia

Luigi Percoco
promotore progetto “Tutto Sfuso”

Interverrà, inoltre, Donato Emar Laborante, con un monologo tratto dalla piéce “Overdose”.

giovedì 8 settembre 2011

Lavitola, il guercio (Roberto), i finti ripubblicizzatori ed il raggiro del risultato referendario

La cricca dei privatizzatori (o finti ripubblicizzatori) stava già studiando come fregarci i risultati del referendum e mangiarci sopra. Nella giornata di ieri ilFattoQuotidiano in un articolo di Riccardo Gardel dava notizia di alcune intercettazioni telefoniche in cui Valer Lavitola ex-direttore de L'Avanti (organo del PSI) parla con il prof. Roberto Guercio docente di infrastrutture idrauliche presso a Roma e nominato commissario straordinario per le emergenze idrogeologiche in moltissime regioni d’Italia e a questo link trovate l'ordinanza le intercettazioni di cui si parla sono a pag. 6 e pag 100.
Ricapitoliamo:
  1. le grandi imprese nazionali e multinazionali (sono 3 o 4 al massimo) vogliono mettere le mani sugli acquedotti;
  2. queste aziende provano a fare lobbying sui governi sovranazionali, nazionali e localifare rovano;
  3. molti governi (tipo governo italiano) cedono alle lusinghe, ma soprattutto ai soldi e fanno leggi per assoggettare le risorse e le reti idriche a queste aziende;
  4. il popolo italiano (26.850.000 votanti) si accorge di ciò e si mobilità per scongiurare il rischio legato alla PRIVATIZZAZIONE DEGLI ACQUEDOTTI;
  5. il popolo italiano ha detto chiaramente che l'ACQUA NON PUò ESSERE VENDUTA e che L'ACQUA NON DEVE ESSERE OGGETTO DI SPECULAZIONE FINANZIARIA. Il Popolo sovrano l'ha detto.
  6. Oggi questi pseudo governanti con la scusa della crisi dei mercati tornano all'attacco a neanche e mesi dal referendum.
Ecco perchè i provvedimenti legislativi (nazionali o regionali che siano) hanno l'obbligo di essere quanto più chiari e trasparenti possibile. Ecco perchè la legge sbandierata dal governo pugliese (vendola-bis) non convince chi davvero crede nella ripubblicizzazione del servizio idrico.

COMUNICATO STAMPA

alle telefonate di Lavitola emergono le strategie su come aggirare il referendum sull’acqua. Si legge su Il Fatto Quotidiano “Se il voto ha abrogato il profitto – secondo quesito sull’acqua – stabilendo il principio della gestione pubblica, in fondo basta spostare gli utili dalla gestione al vero core business del gruppo Caltagirone, la costruzione delle infrastrutture. Questo è il piatto ricco che potrà continuare a garantire nei fatti l’interesse dei privati nell’acqua, beffando il voto del referendum”.
http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/09/07/nelle-telefonate-di-lavitola-le-strategie-su-come-aggirare-il-referendum-sullacqua/155662

E’ quello che sta avvenendo dovunque e anche con l’Acquedotto pugliese dove, come abbiamo più volte denunciato (vedi: www.acquabenecomune.org), la legge sulla cosiddetta ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese - così come emendata su proposta dell’Assessore Amati - andrebbe a trasformare l’AQP S.p.A. in Azienda Speciale (il condizionale è d’obbligo poiché tale trasformazione è ancora a livello di affermazione non confermata neanche dalla dichiarazione ufficiale del Governo regionale), lasciando in mano alle società miste il “core business” ovvero stando alla dizione della stessa legge regionale “le attività diverse dal servizio idrico integrato ma da esso rivenienti” (in particolare si veda: Legge AQP: riflessioni e valutazioni http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&view=article&id=1040:legge-aqp-riflessioni-e-valutazioni&catid=153&Itemid=72).

Ricordiamo al riguardo che attraverso gli stessi emendamenti è stato eliminato il riferimento ai consorzi pubblici come organismi per gestire le attività diverse dal Servizio Idrico Integrato. Inoltre, nel caso dell’Acquedotto pugliese è importante ricordare che, allo stato attuale, non tutte le attività afferenti il Servizio Idrico Integrato sono realizzate in proprio dal “nuovo” soggetto; non rientrano, infatti, nella cosiddetta ripubblicizzazione le attività di potabilizzazione e di depurazione gestite da Società a Responsabilità Limitata (rispettivamente AQP Pot s.r.l. e PURA s.r.l.), attualmente controllate da AQP S.p.A.

Come si vede gli emendamenti apportati sono sostanziali e decisivi!

E aver chiesto ragione di tali emendamenti ha attirato l’ira dell’Assessore Amati che – non entrando nel merito delle critiche - ha mosso verso il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”–Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua gravi insinuazioni.

Ma ciò che è più grave è l’arroganza e la disinvoltura di gran parte della classe politica nel non tenere fede agli impegni assunti, nel costruire narrazioni e/o rappresentazioni a proprio uso e consumo, nel cercare di creare categorie binarie “buono/cattivo”, “amico/nemico”, “bianco/nero” funzionali a “ricompattare” in caso di necessità!

La situazione, infatti e ovviamente, è generale! Si invita a leggere al riguardo l’articolo inviato alla stampa lo scorso mese “Acqua. Rumore mediatico ma intesa bipartisan” .

Bisogna che sia chiaro a tutti che chi cerca di raggirare i risultati del referendum, di fatto calpesta la sovranità popolare e si fa scherno della volontà collettiva, demolendo pezzo dopo pezzo i fondamenti dello Stato democratico e la cultura delle regole (e del loro rispetto) attraverso le quali la democrazia dovrebbe essere garantita.

Comitato pugliese "Acqua Bene Comune"




domenica 6 marzo 2011

o la BORSA o l'ACQUA!



Alla vigiglia del referendum c'è chi si preoccupa di informare quanta più gente possibile di ciò che è già accaduto nei comuni, nelle regioni italiane che hanno "provato" le fregature della gestione privata degli acquedotti (noi del Grillaio siamo tra questi, ovviamente). Ma c'è anche chi si preoccupa degli effetti che il referendum potrebbe avere sui mercati finanziari!
Quelli di acqualiberatutti.it per esempio. Si tratta di personaggi (quasi tutti del PD Lanzillottiano) che hanno deciso di battersi CONTRO il referendum per l'ACQUA PUBBLICA. Questi paladini del mercato a go go, sono preoccupati dei rischi che corrono i titoli in borsa a seguito della consultazione referendaria. Siamo al paradosso. E' come se per non compromettere il fiorente mercato delle armi si impedissero quegli opportuni controlli sulle transazioni finanziarie di queste industrie (vedi qui) ostacolando le iniziative pacifiste. E' come se per evitare di stoppare il flusso di denaro generato dagli stupefacenti si smettesse di parlare di dipendenze (ops! già fatto!).
L'importante è salvare il valore dei titoli in borsa, poco importa se per farlo "gioco" con i rubinetti = la sete = la vita della gente.
E' la prova (già provata) che l'acqua deve essere tirata fuori da queste logiche. Oggi, chiunque può toccare con mano la “preziosità” dell'acqua non già come bene essenziale per la vita, ma come strumento per trasformare la sete in profitto. Infatti all'indomani dell'approvazione del suddetto Decreto Ronchi (novembre 2009) le quotazioni in borsa dei titoli legati alle multinazionali dell'acqua hanno fatto registrare una forte impennata.
Ed è significativo quanto avvenuto in Emilia Romagna dove i cittadini hanno acquistato titoli emessi dalla società che gestiva il servizio idrico "scommettendo" sull'aumento delle tariffe (le proprie!). Domani andate in banca e chiedete a quali società sono legati i vostri risparmi.

Ecco uno stralcio della lettera del gruppo "acqualiberatutti":
"All’onorevole Vegas, presidente della Consob -prosegue Giannino- abbiamo segnalato che il servizio idrico e’ attualmente gestito da societa’ quotate in Borsa, ed il referendum – se si svolgera’ di lunedi’ – avra’ effetti impropri sull’andamento dei titoli a mercati aperti. Si possono tenere le consultazioni di sabato e domenica, oppure sospendere dalla trattazione i titoli interessati dalla consultazione. Certo e’ che si tratta di un problema della massima gravita’ che va valutato e affrontato per tempo. Sono a rischio i risparmi e gli investimenti di migliaia e migliaia di famiglie italiane"
E non è tutto!
In un post, i dottori di acqualiberatutti arrivano ad elogiare il PDL che organizza presso la Camera dei Deputati un convegno sponsorizzato da Veolia (prima multinazionale dell'acqua al mondo, addirittura ringraziata sul volantino!) a cui partecipa lo stato maggiore di Federutility, quello dell'ACEA , quello di Veolia ed il firmatario del Decreto... Ronchi.


sabato 11 dicembre 2010

ZTL Altamura città amica (delle auto)


Sapete qual è la cosa più curiosa di tutta la storia della ZTL durata "Trè dij che 'nu stèrze".
Ora che la ZTL all'altamurana è stata sospesa,
Ora che tutti hanno dimenticato lo slogan "Città Amica" e relativa campagna promozionale (a spese del contribuente)...
Ora che la segnaletica stradale ai c.d. "varchi" del centro storico, è stata rimossa - dopo essere stata messa su (a spese del contribuente)...
Ora che le telecamere per il telerilevamento nel centro storico (installate a spese del contribuente) non non devono telerilevare più niente...
Ora che hanno rimosso le fioriere che delimitavano l'Area Pedonale all'inizio ed alla fine di Corso Federico II di Svevia...
Ora che si è voluto cambiare tutto e, alla fine, niente
la realtà è che la situazione è persino peggiorata (video docet)!

Qualcuno in Comune avrà il coraggio di assumersene la responsabilità?

lunedì 6 dicembre 2010

Acqua bene pubblico, i parlamentari baresi disertano la mobilitazione per la moratoria



La giornata del 4 dicembre è stata caratterizzata da innumerevoli manifestazioni accomunate da un unico obiettivo: chiedere al governo nazionale una moratoria sugli effetti del decreto Ronchi. Almeno fino al referendum previsto per la primavera prossima.

IN PUGLIA, inoltre, in ben 13 piazze si è voluto contestualizzare l'iniziativa ricordando a tutti che la maggioranza dell'attuale governo aveva promesso l'approvazione della legge di ripubblicizzazione dell'Acquedotto pugliese entro i primi cento giorni di governo.
Di giorni ne sono passati olre 150.
Intanto alla conferenza stampa indetta per sabato dal Comitato Pugliese Acqua Bene Comune, non si presenta nessun parlamentare barese invitato.
Ad Altamura nonostante un freddo ed un vento glaciale e un'organizzazione dell'ultim'ora, il Comitato Acqua Bene Comune Altamura (acquabenecomune.altamura@gmail.com) è sceso in piazza per parlare con i cittadini e distribuire volantini informativi.
fonte Puglia

Non si sono presentati i parlamentari eletti nella VII Circoscrizione barese invitati dal Comitato pugliese ‘Acqua Bene Comune’ alla conferenza stampa indetta in occasione della giornata nazionale per la mobilitazione per l’acqua pubblica. Il tema su cui discutere è la campagna di moratoria sulle scadenze previste dal decreto Ronchi e sulla normativa di soppressione delle Autorità d’Ambito territoriale. Durante la scorsa legislatura Regione Puglia e Movimenti per ‘Acqua Bene Comune’ hanno redatto, grazie ad un tavolo tecnico congiunto, una legge che permetta all’Aqp di tornare definitivamente pubblico, mutando forma giuridica da ‘società per azioni’ ad ‘Ente di diritto pubblico’, a beneficio di tutti i pugliesi. Il disegno di legge era pronto già nel dicembre 2009: la Giunta votò all’unanimità in favore, facendo una precisa scelta politica. Il ddl sarebbe dovuto essere approvato in Consiglio entro la fine della legislatura, ma così non è stato. Ad oggi infatti non è stato ancora approvato. “Inoltre – specifica Margherita Ciervo, referente regionale Comitato pugliese ‘Acqua per il Bene Comune’ – in commissione consiliare è stato proposto un ordine del giorno che prevede il congelamento degli effetti del testo, trasformandolo in una legge che, seppure approvata, potrebbe mai essere applicata”. Queste scelte mortificano le aspettative dei 105 mila pugliesi che hanno posto la firma nella campagna referendaria e chiedono un Acquedotto pubblico e partecipato. “Hanno posto la loro firma – prosegue Ciervo - perchè hanno capito che la battaglia per l’acqua pubblica è una battaglia di civiltà, per la tutela e l’accesso universale ad un bene comune. Concetti incompatibili con ogni forma di privatizzazione e di consegna al mercato di un bene essenziale alla vita”. Con la loro firma si è posta in discussione tutta la normativa attualmente vigente in tema di gestione del servizio idrico, a partire dal decreto Ronchi che ne vuole rendere definitiva la privatizzazione. Ricapitolando, le richieste rivolte alle forze politiche ed istituzionali da parte dei Comitati sono: l’approvazione entro il 31 dicembre 2010 di un provvedimento di Moratoria; di procedere verso la ripublicizzazione del servizio idrico e la sua gestione pubblica e partecipativa, e di fermare tutte quelle iniziative che predispongono l’ingresso dei privati nelle società, l’ulteriore aumento delle loro quote di capitale e tutte le manovre societarie di inglobamento dei dei grandi gestori nei confronti delle piccole gestioni. Del resto, già nel 1902, riferendosi alla ‘Ercole antico’, società ligure appaltatrice che gestiva l’Aqp, Salvemini saggiamente sentenziava: “L’Acquedotto pugliese dà da mangiare più ai genovesi che da bere ai pugliesi”. (Donata Pellegrino)
il servizio del TG3 sab 04dicembre2010





mercoledì 10 novembre 2010

L'acqua congelata


Tutto filava "troppo liscio" finché non è arrivata questa mail dal Comitato Regionale...leggete.

A prima vista ci sembra una gran "furbata", che ne pensate?


Mentre tutto sembrava viaggiare molto bene verso una prossima presentazione e approvazione del DDL sulla ripubblicizzazione in Consiglio regionale, ecco che oggi a sorpresa “spunta” la proposta di Michele Losappio, capogruppo del SEL, che “ingessa il DDL”.

A quanto pare l’ufficio legislativo della Regione avrebbe emesso un parere che “non è stato proprio quello che ci aspettava” (altro non è dato di sapere al momento). A questo hanno fatto seguito “le sollecitazioni garbate” del capo groppo del PDL Rocco Palese che ha chiesto un “comportamento responsabile e cauto”.

E benché l’Ass.re Amati – da quello che si legge – abbia ben spiegato che “il tema fondamentale è quello della definizione del servizio fornito dall’Acquedotto pugliese: se è o non è “a rilevanza economica” da cui deriverebbe per principio costituzionale la potestà legislativa dello Stato (primo caso) o della Regione (secondo); il capogruppo del SEL, Michele Losappio, propone di “approvare la legge e contestualmente con un ordine del giorno proposto dalle commissioni in aula chiedere al governo una moratoria a tempo sugli effetti della legge”.

L’obiettivo a detta del Consigliere Losappio è dipreservarsi dall’eventuale effetto dirompente che potrebbe avere un esito negativo della Corte Costituzionale”!

In pratica si tratterebbe di approvare una legge che non potrà produrre i suoi effetti se non in un futuro non determinato!.....

In questo momento – e in attesa di un incontro urgente con i Presidenti di Commissione - è di fondamentale importanza che tale proposta e “congelamento” del DDL venga:

- messo all’OdG di tutte le riunioni provinciali del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” in corso (al termine delle quali convocheremo una riunione regionale)

- diffuso in tutti i canali web e fb.

Nel frattempo, chiederemo un parele legale al prof. Alberto Lucarelli, ordinario di diritto pubblico alla Federico II di Napoli e, come sapete, fra i redattori del DDL per la ripubblicizzazione dell'Acquedotto pugliese.

Leggi qui l'agenzia sulla proposta Losappio e qui l'agenzia dei consiglieri SEL tra i quali c'è Losappio.

sabato 4 settembre 2010

REGOLAMENTO DEL PARCO NAZIONALE DELL'ALTA MURGIA: parlate ora o tacete per sempre


Sta per essere varato il regolamento del Parco Nazionale dell'Alta Murgia e le amministrazioni comunali possono esprimere il proprio parere a riguardo.
Sarebbe un vero peccato se, chi ha competenza e passione per farlo, non si esprimesse ora che ne ha, sia pur in tempi molto stretti, la possibilità.
Il movimento Aria Fresca ha dichiarato la propria disponibilità a rappresentare i suggerimenti della società civile.
Se ritenete potete usare questo strumento (vedi la nota in basso), oppure rivolgervi ai vostri referenti politici per esprimere la vostra opinione.
Come nei matrimoni di hollywoodiana memoria: chi ha qualcosa da dire parli ora, o taccia per sempre!

Quasi due mesi fa, appresa la notizia dell’adozione da parte del consiglio direttivo dell’Ente Parco dell’Alta Murgia della proposta di Piano e di Regolamento del Parco e pur apprezzando la circostanza che si fosse consumato un passaggio fondamentale nella vita del Parco dell’Alta Murgia, rilevammo come l’intero processo di definizione di tali norme e contenuti fosse avvenuto senza il coinvolgimento delle popolazioni che nel Parco vivono e operano [qui il nostro documento].
Piano e Regolamento del Parco arrivavano “a scatola chiusa” presso i vertici delle istituzioni locali, per il loro parere, e alla Regione ed al Ministero per l’approvazione definitiva.
Auspicammo un rapido cambio di rotta in modo da consentire ai cittadini (associazioni, comitati e movimenti che hanno difeso e fatto conoscere la nostra terra, agricoltori ed allevatori della Murgia, istituzioni culturali, organizzazioni del mondo economico e produttivo) di conoscere, esaminare, apprezzare o rivedere, migliorare insieme alle istituzioni le norme che sono in questo momento in fase di approvazione.
In particolare, proponemmo che ogni Amministrazione dei Comuni ricadenti nel Parco organizzasse momenti pubblici di conoscenza e confronto sui contenuti di Piano e Regolamento, in modo che ogni istituzione locale possa poi sintetizzare le proprie valutazioni all’interno della Comunità del Parco.
A distanza di quasi due mesi, le nostre sollecitazioni sono state in parte recepite. Al nostro consigliere comunale Enzo Colonna (ed a tutti i consiglieri comunali di Altamura) è stata recapitata un paio di giorni fa, 26 agosto, una nota del Sindaco Stacca [di recente designato tra i cinque componenti del Consiglio direttivo dell’Ente Parco nominati dalla Comunità del Parco (composta dai comuni e enti territoriali interessati dal parco)] con la quale si invitano i consiglieri «a fare pervenire eventuali osservazioni in tempi congrui e comunque non oltre il 6 settembre p.v.» dovendo «l’Amministrazione procedere ad esprimersi in merito nelle sedi competenti».
La prima sede competente è sicuramente la Comunità del Parco chiamata ad esprimere un parere sulla proposta di Piano e di Regolamento.
Siamo felici di questa pur minima (formale) apertura, anche se avremmo preferito, perché più utili e coinvolgenti, che fossero organizzati momenti pubblici di informazione, di conoscenza e di confronto.Vogliamo comunque approfittare di questa finestra partecipativa che siamo riusciti a conquistarci. I tempi sono pure stretti.
Invitiamo chi sia interessato, chi abbia competenze, idee o proposte, a visionare la documentazione che compone le due proposte di Piano e di Regolamento [disponibilie nel sito dell'Ente Parco: clicca qui] e a farsi avanti, inviandoci entro venerdì 3 settembre, in forma sintetica, le proprie osservazioni o proposte emendative/correttive/migliorative.
Potete inviarci i vostri suggerimenti, osservazioni e proposte sotto forma di commento al relativo post nella nostra pagina Facebook oppure con una email all’indirizzo: enzo@altamura2001.com.
Sarà nostra cura raccogliere tutte le proposte pervenute e girarle entro la data del 6 settembre al sindaco.

Altamura, 28 agosto 2010

MOVIMENTO CITTADINO ARIA FRESCA
Sede: Vico Mercadante (di fronte Chiesa S. Nicola).
Sito internet: www.altamura2001.com

venerdì 3 settembre 2010

Fare affari con i poveri




fonte: ilManifesto 29.08.2010

Nel 2005 iniziò a girare un documento un po’ tenebroso: «Doing business with the poor. A field guide». Era firmato World Business Council, una lobby che mette insieme i giganti dell’energia, del nucleare e dell’acqua. In quello stesso anno la multinazionale francese Suez adottò lo slogan
«Forniamo l’essenziale della vita». Acqua, energia, ambiente. Il 2005 è stato un anno di svolta per le grandi aziende che si occupano dell’affare del millennio. Il loro obiettivo è guadagnare su quei servizi così essenziali da essere vitali, come l’acqua. Il principale problema da gestire è la vastità del mercato e il fatto che i clienti in gran parte sono, per l’appunto, poveri, con un reddito talmente ridotto da mettere in pericolo il fatturato. Se un abitante della periferia di una città del Sudafrica, ad esempio, non riesce a pagare la bolletta dell’acqua, il sistema stesso della gestione industriale dell’essenziale della vita va in crisi. Dunque andavano trovate delle soluzioni. La differenziazione del modo di «fare affari con i poveri» è la frontiera di sviluppo del business globale dei servizi pubblici. Si possono avere risposte particolarmente crudeli, come gli idrometri con carta prepagata in Sudafrica installati nelle periferie più povere e distrutti da una delle tante rivolte degli slums. Oppure risposte più sottili e insidiose, come la creazione e la manipolazione
di organizzazioni popolari nei quartieri più poveri, con l’obiettivo di convincere tutti che pagare l’acqua migliora la vita, anche quando stai morendo di fame. Lo ha fatto la Suez a Manaus, dove il servizio idrico è stato privatizzato nel 2000 e dove migliaia di persone oggi si trovano senza acqua perché non riescono a pagare le bollette, salatissime. In Italia la via per «fare affari con i
poveri» è differente. Siamo il paese del principe, del signorotto che tutto controlla, disposto ai giochi più sottili per il potere. La via migliore da queste parti è senza dubbio la politica. Dunque il modello scelto e predominante è l’accordo con la classe dirigente nazionale, attraverso il partenariato pubblico privato, le società miste. Convincere la popolazione che i servizi essenziali
hanno un costo slegato dal loro reale valore, con una cifra che deriva da strumenti finanziari sofisticati, quali i derivati, con una remunerazione per i privati garantita per legge è l’arduo compito affidato ai politici accolti nei consigli di amministrazione.
Il lavoro sporco tocca a loro. Il marketing sociale nel paese di Macchiavelli le multinazionali lo
cedono in outsourcing ai consigli comunali, alle assemblee regionali e al parlamento.
L’Italia si sta impoverendo, superando la soglia di guardia del livello minimo vitale. Pagare una bolletta dell’acqua sta diventando un problema serio, ad esempio, per le famiglie dei precari, per chi è in cassa integrazione, per la moltitudine di anziani soli e con pensioni misere. Il sistema della gestione mista dei servizi privati, dove al politico era affidato quel ruolo di mediazione che doveva garantire pace sociale e regolarità dei pagamenti, è entrato in crisi e il successo del
referendum lo dimostra. Se l’acqua non tornerà pubblica, lo scontro sarà inevitabile. Come a Johannesburg gli affari con poveri saranno garantiti dal peggior volto delle multinazionali.




giovedì 5 agosto 2010

La notte dei briganti



Da: http://lanottedeibriganti.blogspot.com/

83 assemblee aperte al pubblico, gli “Itinerari informativi” che hanno dato vita a 6 dibattiti pubblici con numerosissimi partecipanti, 20 comunicati stampa, 43 post pubblicati nei siti e blog, 12 incontri nei piani tematici di zona: l'Associazione Sud in Movimento, dopo un anno di lavoro, “si fa la festa”!

L'8 agosto 2010 presso il castello Episcopio di Grottaglie “La Notte dei Briganti” arriverà alla sua V edizione, tenendo fede a quello che è l'appuntamento annuale delle Associazioni e dei Comitati del territorio in questo ultimo lustro.

Oltre agli appuntamenti ed iniziative grottagliesi, l'associazione non ha potuto fare a meno di seguire con preoccupazione le scelte del Governo italiano che ha avviato tutte le procedure per la privatizzazione dell'acqua.

Il Sud In Movimento, coordinato con il Forum dei Movimenti dell'Acqua regionale e nazionale,è diventato comitato promotore del Referendum in Difesa dell'Acqua Pubblica.

La raccolta di firme a Grottaglie, supportata anche da altre associazioni e partiti, ha permesso a più di 800 cittadini di esprimere parere contrario alla liberalizzazione del marcato dell'acqua.

“Difendiamo l'Acqua pubblica” non è solo uno slogan, ma la paradossale rivendicazione del Bene Comune per antonomasia; Questo l'argomento centrale della V edizione de “La Notte dei Briganti”.

Alle ore 17:30, come ogni anno, avrà inizio l'assemblea dei Comitati e delle Associazioni provenienti da tutto il territorio regionale. L'assemblea sarà coordinata insieme al Forum Regionale dei Movimenti dell'Acqua Pugliese e verterà nello specifico sul tema: “Dal referendum alla ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pubblico Pugliese”.

L'assemblea sarà aperta a chiunque avrà voglia di partecipare, graditi saranno gli interventi e le domande atte a stimolare la discussione, all'esito verrà redatto un documento condiviso, che come ogni anno, rappresenterà per tutti i movimenti che vi partecipano,un punto fermo sull'argomento ed anche un punto di partenze per le strategie comuni da intraprendere.

A far ballare e divertire quanti decideranno di partecipare ad una delle serate più attese nel panorama culturale grottagliese, e non solo, saranno: I Bravi, giovanissima rock band grottagliese, l'infuocato ritmo tarantato Dei Briganti di Terra d'Otranto e l'alternativo rock underground dei Teeneger Riot.

La magia degli Acrobati, Trampolieri, Burattinai, la maestranza mista alla fantasia degli Artigiani, l'incontenibile ecletticità di Pittori, Fotografi, Scultori e la presenza di ogni singola persona che parteciperà, trasformeranno una calda notte di inizio Agosto ne ..”LA NOTTE DEI BRIGANTI”

Acqua in brocca..gridalo forte!!!!!!

Difendiamo l'Acqua Pubblica.

lunedì 2 agosto 2010

Non vale un PIRP


Altamura:

Dal sito http://www.altamura2001.com/:
[...]Siamo di fronte all’ennesima operazione immobiliare edilizia ed economica a vantaggio di pochissimi soggetti imprenditoriali mascherata da buone intenzioni, giusto per renderla più digeribile[...]
"Il consiglio comunale, nella seduta di giovedì 29 luglio, ha dato il via libera definitivo al PIRP (Piano di Intervento di Riqualificazione delle Periferie: v. l’allegata planimetria da noi rielaborata) che coinvolge la maglia urbana che va dalla zona del cimitero al quartiere San Pasquale, fino a lambire l’area di Trentacapilli. Più precisamente, il consiglio ha ratificato la consistente variante urbanistica al piano regolatore generale..." continua...

giovedì 24 giugno 2010

Palazzo AQP: che ne dite di un museo del pane e dell'ACQUA BENE COMUNE?



Una buona notizia è che la Giunta comunale altamurana ha espresso la volontà di acquisire l’immobile in caso di dismissione o di alienazione da parte dell’AQP e di esercitare il diritto di prelazione.
Già nel marzo del 2009 l'ex presidente del consiglio regionale Pietro Pepe aveva sollevato la questione scrivendo all'amministratore delegato dei AQP SpA Monteforte (leggi qui).
Con un comunicato il consigliere regionale Michele Ventricelli (che si era già occupato della questione, in ordine alla quale si era più volte espresso anche il Movimento Aria Fresca) ha espresso soddisfazione per le intenzioni della giunta ed ha auspicato che si possano "accelerare e concretizzare le procedure per l’acquisto - conclude Ventricelli - e mettere in cantiere da subito la possibilità di far partecipare tutta la cittadinanza alle decisioni politiche e amministrative sulle sorti di quell’immobile e il suo possibile utilizzo
Da mesi il meetup ilGrillaio come parte attiva del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune va in giro per la provincia ma anche fuori a parlare di diritto all'acqua, di acqua virtuale e della disastrosa situazione legislativa che vede l'Italia "lanciata a bomba" verso la privatizzazione al fine di promuovere una nuova cultura dell'acqua che si traduca in un cambiamento del proprio stile di vita e in una richiesta di provvedimenti legislativi di senso opposto agli attuali.
Dopo la intensa opera di sensibilizzazione condotta ad Altamura sfociata nella petizione con cui oltre 3000 cittadini chiedevano l'integrazione dello statuto comunale, hanno cominciato ad invitarci durante incontri, dibattiti pubblici per testimoniare il nostro impegno per il riconoscimento del DIRITTO ALL'ACQUA. L'ultmo impegno qualche giorno fa a Modugno.

Lo scorso febbraio, dopo la modifica dello Statuto Comunale con l'inserimento del riconoscimento del diritto all'acqua e del servizio idrico come privo di rilevanza economica, avevamo lanciato la simpatica immagine di Altamura Città del Pane e dell'Acqua Bene Comune, dato che quella che fu la Leonessa di Puglia è stata anche la prima ad aver previsto il diritto all'acqua nello statuto comunale.
Oggi vogliamo lanciare la nostra idea di valorizzazione del palazzo dell'AQP:
considerata la natura funzionale dello stesso, potrebbe essere un ottimo sito per un MUSEO DEL PANE e dell'ACQUA BENE COMUNE.
Si potrebbero disporre delle installazioni permanenti che illustrino il ciclo dell'acqua, le buone prassi per il risparmio idrico ma anche le nostre fonti idriche sotterranee e delicate e gli antichi sistemi di raccolta delle acque piovane.
Si potrebbe dedicare uno spazio al nostro pane che, per essere così buono, richiede pochi fondamentali ingredienti: lievito madre, farina di grano di Altamura e acqua pubblica.
Si potrebbe...e noi cercheremo di rendere questa ipotesi il più possibile reale!

p.s. per chi non lo sapesse il Palazzo dell'Acquedotto è di interesse storico-culturale.
La linea compositiva dell'edificio si ispira allo stile romanico pugliese. Il caratteristico bugnato di colore bianco ne rende più imponente l'aspetto e ne sottolinea visivamente l'importanza rispetto alle costruzioni circostanti. Il serbatoio al suo interno è stato studiato dal prof. Edoardo Orabona, ordinario di Costruzioni Idrauliche all'Università di Bari e Preside della Facoltà di Ingegneria.

sabato 12 giugno 2010

SE NON SI ARRIVA A FINE MESE...



Cosa conta la legalità se non si arriva a fine mese?
Poco ci viene da rispondere perché senza pane (e acqua) i grandi problemi esistenziali contano quanto un maglione in estate.
Se, però, fate un giro nella storia scoprirete che sulla crisi le dittature hanno sempre costruito la propria fortuna: le immagini dei tedeschi che trasportano carrelli pieni di marchi oramai ridotti a carta straccia precedono di pochissimo le folle trionfali che adulano Hitler.
E allora? Lottiamo perché il diritto resti tale a pancia vuota e ce ne freghiamo della crisi economica?
Piuttosto ragioniamo.
Perchè ci fa tanto indignare l'ultimo ddl sulle intercettazioni? Perchè toglie un importante strumento d'indagine alla giustizia che consente di incastrare, tra gli altri, quanti drogano il mercato con l'economia criminale o quanti corrompono o commettono concussione costringendo le imprese a tagliare altri costi vista la lievitazione imposta dalla tangente.
La legalità è il substrato che assicura che si venga assunti, che evita che i contratti a progetto siano usati a sproposito, che impedisce alle imprese di distruggere il territorio (imponendo la morte di altre attività), che sanziona gli amministratori che inventano società in house per sistemare amici e parenti sprecando soldi pubblici.
Spesso chi si spende per una maggiore "giustizia" dimentica di dire che il rispetto delle regole conviene, fa bene anche all'economia: non si tratta di lacci e lacciuoli che frenano i bravi imprenditori, ma di garanzie per chi vuol fare impresa e non saccheggio.

domenica 23 maggio 2010

Per la Commissione europea l'acqua è una merce: noi non ci stiamo!





COMUNICATO STAMPA

Denuncia della Facoltà dell’Acqua: per la Commissione europea l'acqua è una merce


A conclusione dei lavori della 4° sessione della Facoltà dell’Acqua 2010 (sede di Sezano-Verona) sui “Percorsi di governo dell’Acqua”, i partecipanti hanno approvato all’unanimità una dichiarazione in cui denunciano la scandalosa presa di posizione della Commissione Europea, attraverso il suo portavoce Joe Hennon, sull’acqua considerata come merce.

A tal fine invitano associazioni e movimenti attivi contro la mercificazione dell’acqua e la privatizzazione dei servizi idrici che condividono la proposta, a fare pressione sulla Commissione Europea con un mail-bombing, informazioni e video di denuncia sul sito www.monasterodelbenecomune.blogspot.com

Chiediamo agli organi di stampa di dare la massima diffusione all'iniziativa.

Segue il testo dei partecipanti alla Facoltà dell’Acqua sessione del 22 maggio 2010:
«Scandalosa e inaccettabile è la dichiarazione di Joe Hennon, portavoce della Commissione Europea dell'UE riportata da EuObserver, il quale ha affermato il 18 maggio 2010 che la Commissione Europea “considera l'acqua una merce, come qualsiasi altra cosa” (“we consider water to be a commodity, like anything else”). Questa è la risoluzione adottata dai partecipanti alla sessione del 22 maggio 2010 della Facoltà dell'Acqua dell'Università del Bene Comune, a Sezano (Verona) nella sede dell'ass. Monastero del Bene Comune, dedicata al tema “Per un governo dell'acqua pubblico e partecipato”.

Una dichiarazione inaccettabile perché conferma la deriva ultramercantile dell'Europa in materia di acqua iniziata con la Direttiva Quadro Europea sull'acqua del 2000 che sostiene “l'acqua non è una merce come le altre”, ma pur sempre una merce.

Scandalosa anche perché aggiungendo la specificazione “come qualsiasi altra cosa” conferma che la Commissione europea è favorevole alla mercificazione di ogni forma di vita materiale e immateriale.

I partecipanti alla Facoltà dell'Acqua invitano tutte le associazioni, i movimenti e quanti nella società civile sono attivi contro la mercificazione dell’acqua a prendere le iniziative appropriate di rigetto della posizione espressa dalla Commissione Europea».


Riccardo Petrella (Pres. Facoltà dell'Acqua dell'Università del Bene Comune),
Rosario Lembo (Dir. Facoltà dell'Acqua e Pres. Contratto Mondiale sull'acqua),
Silvano Nicoletto (Responsabile Comunità Stimmatini di Sezano),
Alessandro Mazzer (Pres. Ass. Monastero del Bene Comune – Verona),
Marco Job (Dir. CeVI - Udine),
Piero Pieraccini (Centro per la Pace – Cesena),
Loretta Moramarco e Michele Loporcaro (MeetUp ilGrillaio – Altamura),
Rosa Maria, Rossi, Marta Fischer, Michele Dorigatti, Gianni Mantovani, Giorgio Ceriani, Paolo Ferrari, Maria Luparelli, Natalina Colombaroli, Miria Pericolosi, Renzo Bellotti, Fulvio De Santa, Luca Cecchi, Valentina Zuccher, Francesca Ferrari, Emilio Battioni, Mariangela Abbadessa, Paola Libanti.


Invia anche tu una mail di protesta al portavoce della Commissione Europea (INFORMAZIONI e TESTO del mail-bombing su www.monasterodelbenecomune.blogspot.com o universitadelbenecomune.org


Contatti stampa:
Rosario Lembo tel 02 4079213
Alessandro Mazzer tel 349 8126644


"L'umanità non è semplicemente l'insieme degli esseri umani, ma sono gli esseri umani che vivono insieme"
(Riccardo Petrella)

martedì 6 aprile 2010

ACQUA PUBBLICA SENZA SE E SENZA SPA



La manifestazione del 20 marzo a Roma è stata una grande ed allegra onda che ha travolto la capitale con l'entusiasmo di chi difende i diritti battendosi per il diritto per eccellenza: quello all'ACQUA e quindi alla vita e alla democrazia.
Occuparsi dei beni comuni è politica e tutti - partiti, sindacati, associazioni, parrocchie, comunità, gruppi informali, coppie di diritto e di fatto, single e dissociati - sono chiamati a dare il loro contributo.
Riprendiamoci l'allegria e il colore della democrazia, della partecipazione, della condivisione delle scelte: l'acqua è incolore, appartiene a tutti gli esseri umani e non guarda le tessere elettorali.
I tre referendum per cui a breve veranno raccolte le firme in tutta Italia vogliono cancellare le norme che privatizzano il servizio idrico: il buon senso, corroborato dai dati e dai numeri - che vuole l'acqua pubbica e quindi gestita da enti di diritto pubblico - deve essere accompagnato da buone norme!
Rendiamo il diritto giusto: l'acqua deve essere pubblica senza se e senza S.p.a.
Il 25 aprile ci sarà l'apertura della campagna di raccolta firme per proporre questi tre referendum: non fate mancare il vostro sostegno.
Il popolo dell'acqua è il popolo dei diritti e del bene comune: nessuno si senta escluso!
L'acqua - come abbiamo "urlato" a Roma - è un diritto universale, non si può privatizzare!

giovedì 4 marzo 2010

Giornata d'apertura della Facoltà dell'ACQUA



Giornata di apertura della Facoltà dell'Acqua 2010.
diretta web: http://www.ustream.tv/channel/facolt%C3%A0-dell-acqua-2010
Prof. Riccardo Petrella – Presidente Università del Bene Comume
Dr. Rosario Lembo – Direttore Facoltà dell’acqua

18.00 Acqua e democrazia partecipativa.
Come promuovere un governo dell’acqua bene comune: contrastando la mercificazione dell’acqua e i processi di privatizzazione.

18.30 Le proposte della Facoltà dell’Acqua 2010
- I percorsi di cittadinanza dell’acqua.
- I percorsi di governo dell’acqua
- Esperienze di pedagogia dell’acqua

19.30 Buffet dello Chef Fulvio De Santa (iscrizione al 347.2256997)

20.45 Esperienze e testimonianze dell’Acqua: tra Bruxelles e Verona
Vincenzo Todesco – I mercanti della Terra, monologo
Arrigo Tagliaro – Acqua e cittadinanza
Lidia Marcazzan – per una pedagogia dell’Acqua
Emanuel Petrella – campagna europea Acqua Bene Comune
Contributi video di Paolo Rossi, Dacia Maraini