Visualizzazione post con etichetta referendum acqua. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta referendum acqua. Mostra tutti i post

giovedì 28 novembre 2013

Lettera aperta al Sindaco Emiliano sulla delibera AIP e (mancato) rispetto del referendum 2011

L'Autorità idrica pugliese (AIP, che ha sostituito l'ATO puglia) è il soggetto rappresentativo dei comuni pugliesi per il governo pubblico dell’acqua, con sede legale in Bari. Ilconsiglio dell'AIP è composta da:

  • Presidente: Dr. Paolo Perrone - Sindaco di Lecce (LE)
  • Vicepresidente: Dr. Michele Emiliano - Sindaco di Bari (BA)
  • Avv. Nicola Giorgino - Sindaco di Andria (BT)
  • Dr. Francesco Angelo Scoditti - Sindaco di Mesagne (BR)
  • On. Angelo Cera - Sindaco di San Marco in Lamis (FG)

L'AIP la scorsa estate ha approvato il nuovo metodo tariffario che, in pratica, se ne frega del referendum sull'ACQUA del 2011 con il quale 27 milioni di italiani hanno detto chiaramente che sull'acqua non si può fare profitto. Ora, poichè tra questi cinque sindaci, ce n'è uno (Michele EMILIANO) che ha dichiarato più volte di volersi spendere per il rispetto dell'esito referendario, capite bene che qualcosa non quadra... 


Lettera aperta al Sindaco Emiliano


Gentilissimo Sindaco Emiliano,

Il 5 ottobre scorso, il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune ha tenuto una conferenza stampa all’ingresso del Municipio, proprio sotto la finestra del suo ufficio. Da quella stessa finestra per qualche tempo l’anno scorso è stato affisso lo striscione della campagna “Obbedienza Civile”, in difesa del risultato referendario dell’11 giugno 2011.

Ricordiamo bene la sua decisa presa di posizione il 5 maggio 2012 in difesa del voto di 27 milioni di italiani. Il comune di Bari convocò persino un coordinamento degli enti locali per l’acqua pubblica, giurando in quell’occasione una lotta dura per il ripristino della democrazia. Prendendo così una posizione opposta a quella che hanno avuto sia i governi nazionali succedutisi in questi tre anni, come anche quello pugliese.

Potrà quindi comprendere l’enorme sorpresa nel venire a conoscenza della delibera n. 26 del 16.07.2013 votata dal direttivo dell’Autorità Idrica Pugliese, di cui il Comune di Bari fa parte e Lei è vice-presidente. Sì, perché la delibera in questione adegua fedelmente la tariffa Aqp, senza colpo ferire, al nuovo modello tariffario emanato dall’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas.

Avversiamo fortemente questa decisione, poiché si tratta di un metodo tariffario che nega l’esito referendario che pure Lei stesso un anno fa diceva di voler tutelare, dal momento che reintroduce nella voce di “oneri finanziari”, la remunerazione del capitale investito che era stata abrogata dal secondo quesito. In più, si individua la relativa quota da restituire agli utenti nel solo lasso di tempo Luglio/Dicembre 2011, introducendo un principio di retroattività del tutto inedito e scorretto.

Eppure si sarebbe potuto seguire l’esempio ben più virtuoso di altri enti locali che invece si sono opposti a viso aperto alla truffa del nuovo modello tariffario targato AEEG.

Ecco alcuni esempi:

MILANO: ll Consiglio comunale di Milano ha approvato nella seduta di lunedì 9 settembre la Delibera dell'ATO-Milano relativa al calcolo tariffario del SII e contestualmente l'OdG proposto dal Comitato Milanese Acqua pubblica e dal Comitato Italiano per il Contratto Mondiale per l'Acqua di presa di posizione contro il Metodo Tariffario Transitorio (MTT) dell'Autorità per l’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS (AEEG). L'OdG è stato approvato anche dalle opposizioni.

PESCARA: Il 26 giugno è saltata l'approvazione del nuovo MTT da parte dei sindaci della provincia di Pescara.

VERBANIA CUSIO OSSOLA: La Provincia di Verbania Cusio Ossola ha approvato un ordine del giorno in cui si esprime un giudizio fortemente negativo sul Metodo Tariffario Transitorio dell'AEEGin quanto viola esplicitamente l'esito referendario e si chiede le dimissioni dei membri dell'Authority.

FIRENZE-PISTOIA-PRATO: Venerdì 10 maggio, all’ultima assemblea della conferenza territoriale n.3 Mediovaldarno (Firenze, Pistoia, Prato) è stata ribadita all’unanimità dai sindaci la bocciatura della nuova tariffa idrica 2012-2013 dell’AEEG (Autorità per l’Energia Elettrica e Gas) che non ha recepito l’esito referendario. La delibera dell’assemblea sottolinea anche che la mancata determinazione dei costi standard non permette di verificare il costo degli interventi fatti dai gestori, ponendo al di fuori del controllo dei sindaci le cifre contabilizzate come investimenti.

L'ex Ato 3 - Firenze, Prato e Pistoia : La conferenza dei Sindaci dell'ex ATO 3 Toscana (Firenze, Prato e Pistoia, gestione Publiacqua) riunitasi oggi ha detto no alla tariffa voluta dall'AEEG. Lo scorso martedì i sindaci dei Comuni della provincia di Arezzo l'avevano bocciata a grande maggioranza e ieri anche il Comune di Montecatini Terme (PT) ha preso posizione contro il sistema tariffario deliberato dall'AEEG approvando all'unanimità una mozione contro la tariffa truffa.

PIACENZA: Un documento da inviare all’Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per i servizi idrici e i rifiuti per esprimere la contrarietà dei sindaci piacentini verso il nuovo metodo tariffario transitorio - relativo al servizio idrico - adottato dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas (Aeeg).

REGGIO EMILIA: Martedì 16 aprile il Consiglio Locale ATERSIR della provincia di Reggio Emilia ha bocciato il nuovo metodo tariffario.

AREZZO,: La Conferenza Territoriale dei sindaci dei comuni della provincia di Arezzo dell'ATO4 ha bocciato a grande maggioranza il nuovo metodo tariffario proposto dall'AEEG,

MONTECATINI: Giovedì 18 aprile il Consiglio Comunale di Montecatini ha approvato all'unanimità una mozione che boccia il metodo tariffario transitorio elaborato dall'AEEG.

Ci saremmo aspettati, dati gli impegni da Lei presi di fronte ai cittadini pugliesi, che il Comune di Bari apparisse in questo elenco. Purtroppo non è così. Le ricordiamo inoltre che il direttivo dell’Aip composto da soli 5 membri, ha preso tale importante decisione a nome di tutti e 258 comuni pugliesi.

Come se tutto questo non bastasse, veniamo a conoscenza del fatto che la Giunta Comunale da Lei presieduta ha nuovamente avanzato la candidatura della città di Bari ad ospitare il World Water Forum nel 2015. Siamo davvero allibiti. Già il 10 settembre 2010, all’indomani della prima candidatura, avemmo modo di spiegare a Lei, all’assessore Sannicandro, attraverso una lettera messa agli atti, che si tratta della convention triennale delle multinazionali e delle potentissime lobby che spingono, per i propri interessi, i governi a privatizzare i servizi idrici integrati. Alcuni di questi soggetti sono gli stessi che vorrebbero mettere le mani su Aqp nel 2018, quando scadrà l’attuale affidamento. Ricordiamo, per rendere meglio l’idea, che l’ultimo World Water Forum tenutosi ad Istanbul ha derubricato, nelle tesi conclusive, l’acqua da “diritto” a “bisogno” (non diritto di cittadini/esseri umani ma bisogno di clienti/consumatori da soddisfare con i noti meccanismi di mercato), e che persino l’Onu ha voluto pubblicamente disconoscere tale iniziativa.

Pensiamo che una città come Bari, che due anni fa ha visto il 52% degli aventi diritto votare per il diritto all’acqua pubblica, non meriti questo sfregio.

Le chiediamo quindi, di rimettere in discussione il metodo tariffario adottato dall’Autorità Idrica Pugliese, opponendosi per davvero alle scelte dell’AEEG, e di ritirare la vergognosa candidatura della città di Bari ad ospitare il World Water Forum nel 2015.

Perché sappiamo per certo che la coerenza non è un bene comune come l’acqua e la democrazia, ma di sicuro è ciò che è lecito aspettarsi come un obbligo da parte di chi amministra una città, e domani vorrebbe amministrare una regione.

Distinti saluti.

Comitato Pugliese Acqua Bene Comune.

venerdì 4 ottobre 2013

Il DIRITTO (mancato) all'ACQUA e il RISPETTO (mancato) del REFERENDUM. Conferenza stampa con Petrella

 Se qualcuno domani fosse a Bari, potrebbe fare un salto ed ascoltare Riccardo Petrella che parla di DIRITTO all'ACQUA (negato) in PUGLIA e di RISPETTO (mancato) del REFERENDUM...


Sabato 5 ottobre 2013, ore 11,00
Conferenza stampa presso ingresso Palazzo di Città di Bari
 Referendum su Acqua. DISATTESO E VIOLATO.
Al contrario di quanto annunciato,
 in Puglia
·       nessuna restituzione sulle tariffe idriche 2011
·       ripubblicizzazione AQP SpA bloccata
·       diritto umano all’acqua non garantito
Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” convoca una conferenza stampa sabato 5 ottobre 2013 alle ore 11.00 presso l’ingresso del Palazzo di Città a Bari. Sarà presente il prof. Riccardo Petrella che, il 21 maggio scorso, ha presentato nel capoluogo pugliese “Il Nuovo Manifesto dell’Acqua e degli altri Beni Comuni”.
Oggetto della conferenza è la recente approvazione del nuovo modello tariffario da parte dell’Autorità Idrica Pugliese fortemente in contraddizione con l’esito referendario del 12 e 13 giugno 2011 e l’ulteriore notizia che – contrariamente a quanto dichiarato ai giornali - in Puglia non ci sarà alcun rimborso della remunerazione del capitale investito NEANCHE per il 2011 in virtù della compensazione con i costi finanziari (tale notizia di cui si è chiesto riscontro all’AIP non è stata ancora smentita).
I luoghi non sono neutri. E il Comune di Bari è stato scelto come luogo della conferenza stampa poiché, il Sindaco Emiliano - che ha sostenuto il referendum aderendo anche alla campagna di “Obbedienza Civile” per il rispetto dell’esito referendario - è responsabile (insieme ai Sindaci di Lecce, Andria, Mesagne e San Marco in Lamis componenti del Direttivo dell’AIP) del mancato rispetto dell’esito referendario.
Nell’occasione, verrà presentata una lettera aperta indirizzata ai sindaci membri del Direttivo dell’Autorità Idrica Pugliese, ai Presidenti a tutti i Consiglieri dei Comuni sopramenzionati, nonché al Presidente della Regione Puglia e a tutti i consiglieri affinché – ognuno per quanto di competenza – ripristinino senza indugio e al più presto una situazione di legalità e di rispetto della democrazia.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

 


--
Segreteria del Comitato Referendario Pugliese "2 SI per l'Acqua Bene Comune"

mercoledì 12 giugno 2013

acqua e nucleare: 4 referendum e un funerale (la democrazia)


Oggi ricorre il compleanno (o anniversario di morte) dei 4 Referendum storici sull'acqua e sul nucleare. Era il 12 e 13 giugno del 2011 e oltre 27 milioni di italiani hanno detto chiaramente come volevano che fosse gestita l'acqua. 
Da allora non è cambiato assolutamente niente (o quasi). 

Se all'inizio c'erano Berlusconi col suo ministro Ronchi a trovare mille scuse per giustificare la privatizzazione dei servizi pubblici locali (tra cui la gestione del servizio idrico) con grandi menzogne come "E' l'europa che ce lo chiede!",
 con Monti e i suoi ministri/banchieri non è andata meglio. A traghettarci tra i due c'era (e c'è ancora) il presidente Giorgio Napolitano che da garante dell'unità nazionale e della costituzione avrebbe dovuto tenere in considerazione l'eccezionale portata del risultato referendario, invece niente.   

Sebbene si trattasse di un referendum abrogativo, dato che in Italia abbiamo sono quelli, il voto e la partecipazione assolutamente non scontati, non lasciavano adito a dubbi: gli italiani volevano (e vogliono) che l'acqua sia gestita da enti pubblici e sull'acqua non ci sia nessun profitto (mediamente paghiamo un + 7% in bolletta).

In Puglia, dunque ci aspettavamo un acquedotto soggetto di diritto pubblico e diminuzione delle tariffe, invece...  l'AQP resta una SpA e la tariffa è pure aumentata. 

All'indomani del referendum il governo Vendola che sulla carta (dei giornali) aveva pure sostenuto il referendum, da un lato sbandierava la cosiddetta ripubblicizzazione dell'Acquedotto (legge bocciata per motivi diversi sia dal comitato pugliese ABC sia dal consiglio di stato!!), dall'altro lo stesso Vendola dichiarava "non abbasseremo le tariffe" «Non abbasseremo le tariffe.... Occorre fare i conti con la realtà... Perché non l'ho detto prima? Nessuno me lo ha chiesto». Che gran burlone!

Referendum inutile allora? MA CERTO CHE NO!
Con quel risultato straordinario abbiamo cancellato quelle norme (già esistenti) che obbligavano gli enti locali a mettere in mano ai privati (leggi: multinazionali) per vent'anni almeno la gestione del servizio idrico. 
ABBIAMO CANCELLATO L'OBBLIGO DI PRIVATIZZARE! CHE NON E' POCO!
Certo, dopo quei numeri, ci si aspettava qualcosa qualche mossa politica più ardita, soprattutto da chi sul tema dell'acqua ha impostato ben 2 campagne elettorali. Ma tant'è.

Oggi per una strana coincidenza apprendiamo delle dimissioni del neo amministratore unico Maselli dopo a soli 6 mesi dalla nomina.

Tra due giorni invece presso il tribunale di Ginosa avrà luogo una delle cause pilota che il comitato pugliese AcquaBeneComune ha promosso contro l'AQP SpA proprio sul mancato rispetto dell'esito referendario in bolletta. 
Auguri.
Stay tuned

sabato 28 gennaio 2012

IL MIO VOTO VA RISPETTATO (soprattutto da chi lo ha utilizzato)


E' necessario fare chiarezza rispetto alle dichiarazioni rilasciate a DESTRA e a MANCA a seguito del Convegno del 20 gennaio "Referendum. A(C)QUAle punto siamo?" durante il quale è stata lanciata la campagna di OBBEDIENZA CIVILE per il rispetto dell'esito referendario.
Sentire Vendola che mette in guardia quanti "qua e là" vorrebbero (a suo dire) "legittimare una fuga da questo dovere" fa venir voglia di fargli un ben gavettone con la speranza lo shock gli faccia ritornare in mente le promesse fatte nelle sue 2 campagne elettorali e gli impegni presi durante la campagna referendaria.


A destra si DESTReggiano...  guarda qui e a manca... MANCANO (LEGGI QUI)


Comunicato stampa
Obbedienza Civile. IL MIO VOTO VA RISPETTATO


Registriamo con soddisfazione che la “Campagna di Obbedienza Civile, il mio voto va rispettato” promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, l’appassionata e incessante mobilitazione di cittadine/i e associazioni che si riconoscono nel Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”-Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e la entusiastica partecipazione popolare al convegno “Referendum. A(C)QUAle punto siamo?” organizzato il 20 gennaio scorso dal nostro Comitato hanno riaperto nella Regione Puglia il dibattito sull’applicazione del REFERENDUM del giugno scorso.

Troviamo francamente priva di senso la provocatoria proposta del capogruppo consiliare PDL alla Regione Puglia di presentare un proprio disegno di legge per l’applicazione del quesito referendario sulla remunerazione del capitale. A lui ricordiamo che la norma che garantiva la “remunerazione del capitale” è stata già abrogata e, come sancito dalla Corte Costituzionale, “la normativa residua è già immediatamente applicabile”. Prendiamo atto, da parte sua, di uno scarsissimo rispetto per i cittadini nel tentativo di strumentalizzare il risultato referendario e il referendum che, invece, è uno degli strumenti più alti di democrazia nel nostro Paese.

Pur apprezzando l’apparente cambio di prospettiva del Presidente Vendola (rispetto alle singolari dichiarazioni sulle tariffe dell’acqua in Puglia rese a valle dell’esito referendario), è doveroso chiarire al Presidente, a proposito della sua ultima dichiarazione rilasciata ai media, che la campagna (nazionale) di “Obbedienza Civile il mio voto va rispettato” non è “una fuga da un dovere” da parte della cittadinanza, ma è una risposta alla mancata applicazione della volontà popolare da parte degli amministratori e delle istituzioni preposte. Se ci fosse stato rispetto della legge – e, quindi, “obbedienza” all’esito referendario da parte di chi è preposto ad attuarlo, non ci sarebbe stato bisogno di alcuna campagna da parte dei cittadini.

Ad ogni buon conto, la campagna di “Obbedienza civile, il mio voto va rispettato” consiste nel pagare le bollette dell’acqua applicando una riduzione pari solo alla “remunerazione del capitale”.

Del resto, già da settembre scorso, il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”-Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua – seguito dalle associazioni dei consumatori e da numerosi cittadini/e - aveva inviato all’AATO (e per conoscenza ai Sindaci), la diffida ad applicare con tempestività l’esito referendario, eliminando dalla tariffa la quota di remunerazione del capitale. Ma la risposta è stata uno scarica barile.

Sottolineiamo, tra l’altro, che dal “Tavolo tecnico” istituito per ridiscutere l’argomento (il cui compito sembra quello di trovare il modo di ridurre le tariffe del Servizio Idrico e non, più correttamente, dare applicazione al referendum) siano nuovamente esclusi i cittadini, le parti sociali e i movimenti, in barba ai principi di partecipazione che pure sono contenuti nella Legge Regionale n. 11/2011 dal titolo Gestione del servizio idrico integrato - Costituzione dell’Azienda pubblica regionale “Acquedotto Pugliese (AQP)” (uno dei pochi punti rimasti inalterati sulla carta rispetto al disegno di legge approvato dal tavolo paritario tra il Forum e la Regione Puglia nel ormai lontano dicembre 2009).

Il voto va rispettato. Perché si scrive Acqua e si legge DEMOCRAZIA.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” - Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

martedì 24 gennaio 2012

Referendum: AcQUAle punto siamo?



Venerdì 20 gennaio 2012, presso l’Università degli Studi di Bari, si è svolto il Convegno “Referendum. A(C)QUAle punto siamo?” organizzato dal Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, per fare il punto sull’attuazione del referendum e in particolare sul contesto pugliese e per lanciare la campagna nazionale di “Obbedienza Civile”.


Qui di seguito i “risultati” del Convegno – al quale sono intervenute personalità di riferimento della battaglia della difesa del diritto umano all’acqua (Riccardo Petrella , Alberto Lucarelli , Rosario Lembo , Consiglia Salvio , padre Alex Zanotelli ). Al Convegno hanno partecipato decine di Comitati territoriali dalla Capitanata al Salento, il Comitato dei lavoratori AQP e numerosi cittadini/e. L’aula Aldo Moro dell’Università di Bari era gremita a tal punto che la gente era seduta per terra, in piedi e fin fuori la porta. Una partecipazione straordinaria che conferma l’interesse della cittadinanza pugliese per la difesa del diritto umano all’acqua potabile e per la costruzione di una gestione pubblica e partecipata della risorsa.


L’acqua si conferma come paradigma della difesa di tutti i beni comuni, dalle risorse naturali ai saperi e alla conoscenza: in gioco è il senso stesso della democrazia.

Dunque, difendere l’acqua significa molto di più che occuparsi di un tema specifico o specialistico, significa agire per cambiare un sistema basato sull’individualismo, la competizione e la mercificazione, in un sistema fondato sul rispetto, l’equità e la solidarietà nell’interesse del bene comune.


Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

CHIEDE

alle istituzioni

coerenza e coraggio nello scegliere da che parte stare, se con il potere della finanza e degli interessi privati o con i cittadini,

e, in particolare,

CHIEDE

al Comune di Bari (presente ufficialmente all’evento) e a tutti i Comuni pugliesi di:

  • - modificare i rispettivi Statuti inserendo il principio che il Servizio Idrico Integrato è privo di rilevanza economica;
  • - esporre le bandiere “Il mio voto va rispettato” sugli edifici istituzionali come comunicazione permanente della richiesta di rispetto della legalità e della Carta costituzionale;
  • - rilanciare il Coordinamento degli Enti Locali per la Ripubblicizzazione dei Servizi Idrici;

alla Regione Puglia di

  • trasformare l’AQP SpA in azienda speciale o consortile, soggetto di diritto pubblico con partecipazione sociale (ripresentando in Consiglio, prima della sentenza della Corte Costituzionale sull’impugnazione, il testo originario e preparandosi a difenderlo da ogni possibile ed eventuale “attacco” da parte dei poteri che sostengono la privatizzazione);
  • riaprire il confronto con la cittadinanza e riavviare pratiche di partecipazione congiunta affinché la Puglia possa diventare il laboratorio innovativo nella sostanza (gestione pubblica e partecipata dei beni comuni) e nella metodologia (interlocuzione costruttiva con la cittadinanza e sperimentazione di forme di partecipazione) al fine, fra le altre cose, di diventare insieme a Napoli l’apripista di una nuova stagione in Italia.

Ai cittadini di
  • aderire alla campagna di “Obbedienza civile” (per informazioni: segreteriareferendumacqua@gmail.com; www.lacquanonsivende.blogspot.com; www.acquabenecomune.org).

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” - Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

domenica 22 gennaio 2012

ACQUE

Nei giorni in cui siamo costretti a difendere con i denti il risultato del referendum, riaffermando il diritto all’acqua pubblica. Ci piace trascrivere di seguito due articoli tratti dalla Costituzione dell’Ecuador in cui l’acqua è definita un diritto umano. Capitolo secondo: Diritti del buon vivere: Prima sezione: Acqua e alimentazione. Art. 12.- Il diritto umano all’acqua è fondamentale e irrinunciabile. L’acqua costituisce un patrimonio nazionale strategico di uso pubblico, inalienabile, imprescrittibile, irrinunciabile ed essenziale per la vita. Art. 13.- Le persone e le collettività hanno diritto all’accesso sicuro e permanente ad alimenti sani, sufficienti e nutrienti; preferibilmente prodotti localmente e conformemente alle loro diverse identità e tradizioni culturali. Lo Stato Ecuadoriano promuoverà la sovranità alimentare.

Tratto da Mosaico dei Giorni di don Tonio Dell'Olio


COMUNICATO STAMPA
Il Governo Monti fa marcia indietro: la ripubblicizzazione dell'acqua è possibile

La mobilitazione paga: il popolo dell'acqua ha costretto il Governo a ritirare il provvedimento che vietava la gestione del servizio idrico attraverso enti di diritto pubblico, quali le aziende speciali.
È una vittoria dei cittadini e dei comitati che in tutto il paese hanno fatto sentire forte la loro voce in difesa del voto referendario.
Rimane ampiamente negativo il giudizio del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua sul decreto liberalizzazioni che, a dispregio voto del giugno scorso, peggiora le già pessime misure del precedente Governo sulla privatizzazione degli altri servizi pubblici locali.
La mobilitazione del popolo dell'acqua continua per la piena attuazione del risultato referendario: avanti tutta con la ripubblicizzazione del servizio idrico e la campagna di obbedienza civile per una tariffa corretta e coerente coi referendum. Si scrive acqua, si legge democrazia.
Roma, 20 gennaio 2012

giovedì 19 gennaio 2012

Obbedienza Civile in uno stato disobbediente (al referendum)



A sette mesi dal referendum con cui gli italiani hanno ribadito il carattere di bene comune dell’acqua e hanno detto no ai tentativi di privatizzare i servizi idrici, la volontà popolare non è stata ancora rispettata. Ad oggi, infatti, a livello locale nessun gestore ha abbassato le tariffe idriche intervenendo sulla voce «remunerazione del capitale investito» oggetto del secondo quesito referendario.
Per questo, in tutta Italia, è stata lanciata la campagna di “Obbedienza Civile” che in Puglia presenteremo venerdì 20 gennaio (ore 17.00 presso l’Aula Aldo Moro dell’Università di Bari, Facoltà di Giurisprudenza, Via C. Battisti, 1) organizzando un dibattito pubblico con personalità, fra le altre, come il prof. Riccardo Petrella (fra i massimi esponenti a livello europeo e mondiale sul tema del diritto all'acqua), il prof. Alberto Lucarelli (fra gli estensori dei quesiti referendari ), il dott. Rosario Lembo (Presidente del Contratto Mondiale sull'Acqua-Forum Italiano dei Movimenti sull'Acqua) e Padre Alex Zanotelli (Missionario Comboniano impegnato in prima linea per la difesa del diritto umano all'acqua potabile).

Il Convegno sarà l’occasione per fare il punto sulla situazione con uno sguardo particolare al contesto pugliese: nella nostra regione quest’anno le bollette dell’acqua potabile aumenteranno nonostante la volontà popolare abbia abrogato con il referendum del 12 e 13 giugno 2011 la “Remunerazione del Capitale” in tariffa che avrebbe dovuto comportare un immediato abbassamento delle tariffe, mentre rimane insoluto il nodo della ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese che resta al momento una S.p.A (diversamente da quanto previsto dal testo di legge partorito dal tavolo tecnico Regione Puglia – Movimenti per l’Acqua Bene Comune).

L’incontro di venerdì sarà l’occasione per provare a fare luce anche su questo tema.

Questi i relatori dell’iniziativa:
Riccardo Petrella, Presidente IERPE (Institut Européen de Recherche pour la Politique de l'Eau)
Alberto Lucarelli, Ordinario di Diritto Pubblico, Università Federico II Napoli
Rosario Lembo, Presidente Contratto Mondiale sull'Acqua-Forum Italiano Movimenti per l'Acqua
Consiglia Salvio, Coordinamento campano per la gestione pubblica dell'acqua
p. Alex Zanotelli, Missionario Comboniano.

Bari, 18 gennaio 2012

Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” - Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua.
per informazioni: 339/6894675

mercoledì 11 gennaio 2012

CI STANNO FREGANDO. Il voto del referendum va rispettato!

Comunicato Stampa - PUGLIA: BOLLETTE ACQUA, AUMENTO “ILLEGITTIMO”

Anche quest’anno le bollette dell’acqua potabile in Puglia aumenteranno nonostante la volontà popolare abbia abrogato con il referendum del 12 e 13 giugno 2011 la “Remunerazione del Capitale” in tariffa che avrebbe dovuto comportare un immediato abbassamento delle tariffe.  Tuttavia, i cittadini pugliesi hanno continuato a pagare in maniera invariata – e ingiusta - per tutto il 2011 e rischiano di dover fare lo stesso anche per il 2012!

Secondo i dati forniti dal Piano d’Ambito 2010-2018 e la successiva delibera dell’esecutivo dell’Ato (7/02/2011) di rimodulazione della tariffa 2011 in base ai consumi di acqua prevista, la remunerazione del capitale dovrebbe costare alle tasche dei pugliesi circa 24 milioni di euro.
Con il nuovo anno non solo la remunerazione del capitale risulta ancora in tariffa ma è anche aumentata e, sempre sulla base dei dati, sembra essere l’unica voce in tariffa destinata ad aumentare vertiginosamente arrivando, nel 2018, ad oltre il 225% rispetto al 2010, che tradotto in cifre è pari a una somma di oltre 56 milioni di euro, una cifra maggiore rispetto agli investimenti previsti per lo stesso anno!
Tale condizione, peraltro, è determinata da un’inspiegabile corsa all’indebitamento che raddoppierà nel corso di soli quattro anni a oltre 400 milioni di euro nel 2014!

La “Remunerazione del Capitale” deve esser scorporata dalla tariffa in quanto la volontà popolare ne ha sancito l’abrogazione ed è quindi illegittimo pretenderla, a maggior ragione in un periodo di crisi economica come quello che stiamo attraversando in questo momento storico.

Per questo a breve partirà anche in Puglia la campagna di “obbedienza civile” promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua affinché l’esito referendario sia rispettato e le tariffe ridotte!
Per saperne di più PARTECIPA e INVITA A PARTECIPARE al
Convegno del 20 gennaio 2012 “Referendum. A(C)QUAle punto siamo?”, dove interverranno:
Riccardo Petrella, Presidente IERPE (Institut Européen de Recherche pour la Politique de l’Eau)
Alberto Lucarelli, Ordinario di Diritto Pubblico, Università Federico II Napoli
Rosario Lembo, Presidente Contratto Mondiale sull’Acqua-Forum Italiano Movimenti per l’Acqua
Consiglia Salvio, Coordinamento campano per la gestione pubblica dell'acqua
p. Alex Zanotelli, Missionario Comboniano.

Il convegno del 20 gennaio è un appuntamento molto importante anche per fare chiarezza e per capire COSA FARE per ripubblicizzare per davvero l’acquedotto pugliese.

NON MANCATE!

Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune" e Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

venerdì 25 novembre 2011

IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA, I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA



IL 26 NOVEMBRE IN PIAZZA PER L’ACQUA, I BENI COMUNI E LA DEMOCRAZIA

PER IL RISPETTO DELL'ESITO REFERENDARIO, PER UN'USCITA ALTERNATIVA DALLA CRISI

Domani il popolo dell’acqua tornerà in piazza. Lo facciamo perché il 12 e 13 giugno scorsi la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico.
Ad oggi nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali - ad eccezione del Comune di Napoli - proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso S.p.A. e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa.
Non solo. Con l’alibi della crisi e dei diktat della Banca Centrale Europea, il Governo Berlusconi ha rilanciato, attraverso l’art. 4 della manovra estiva successivamente rafforzato con la legge di stabilità, una nuova stagione di privatizzazioni dei servizi pubblici locali, addirittura riproponendo il famigerato”Decreto Ronchi” abrogato dal referendum.
Gli stessi soggetti gestori e gli ATO non hanno finora proceduto all’elimininazione del profitto garantito dalle tariffe del servizio idrico, di fatto disconoscendo l'esito del secondo referendum e lo stesso pronunciamento della Corte Costituzionale chiaramente esplicitato nella sentenza di ammissibilità del quesito stesso.
L'ostinarsi a procedere lungo questa strada produce non solo una chiara lesione dei principi democratici, ma arriva a legittimare posizioni che non vogliono tener conto della volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno. Su questa base abbiamo chiesto un incontro al nuovo Presidente del Consiglio Monti, perché riteniamo che anche il nuovo esecutivo non può sottrarsi dal rispettare l'esito referendario.
Il popolo dell'acqua torna a riempire le strade di Roma per ribadire con forza che non ci sta a subire questo “vulnus” democratico e che, nonostante i grandi media abbiano tentato di far calare un silenzio assordante su questi temi, la spinta che ha portato al raggiungimento del quorum nei referendum di giugno non si è esaurita con essi.
Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale “Obbedienza civile”, ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario.
La manifestazione nazionale sarà anche l'occasione in cui rilanciare l’iniziativa per la ripubblicizzazione del servizio idrico, sia con azioni a sostegno della nostra legge di iniziativa popolare affinché sia discussa e approvata dal Parlamento, sia per avviare a livello territoriale la trasformazione in enti di diritto pubblico dei soggetti gestori privati ad oggi operanti, in particolare a partire dalle S.p.A. a totale capitale pubblico presenti in grandi città come Torino, Milano, Venezia, Palermo e altre ancora.
Quello che avviene per l’acqua è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l'art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia.
Un altro modello di società è necessario per l’intero pianeta e insieme proveremo a costruirlo anche nei prossimi appuntamenti internazionali, come la conferenza sui cambiamenti climatici di Durban di fine novembre e a Marsiglia nel Forum Alternativo Mondiale dell'acqua a Marzo 2012.
Indietro non si torna. Dalla crisi non si esce se non cambiando sistema, per vedere garantiti il benessere sociale, la tutela dei beni comuni e dell’ambiente, la fine della precarietà del lavoro e della vita delle persone, un futuro dignitoso e cooperativo per le nuove generazioni.


Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

mercoledì 26 ottobre 2011

Puglia. L'Acquedotto è ancora una SpA.



Puglia. L'Acquedotto è ancora una SpA.


Il secondo quesito referendario non è stato attuato e le tariffe non sono state ridotte.


Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” prende spunto dalle recenti affermazioni del Capogruppo del PD alla Regione, il quale insiste sulla necessità di dare reale attuazione all’esito referendario che “impone l’obbligo di una rideterminazione della tariffa con l’esclusione della quota, pari al 7%, relativa alla ‘remunerazione del capitale investito”, sollecitando tutte le forze politiche che siedono nel Consiglio Regionale ad adoperarsi, senza tentennamenti, per la piena attuazione della volontà così chiaramente espressa dai cittadini con i Si ai referendum.

E all’Assessore Amati - che respinge la richiesta del suo capogruppo affermando “non è percorribile ogni richiesta di riduzione della tariffa del servizio idrico integrato, compresa la riduzione del 7% di remunerazione del capitale investito, che è per noi un costo” (http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&id=11468&opz=display) ricordiamo che la “remunerazione del capitale investito” non è un costo come del resto ben sa l’AATO che, nel documento di “RIMODULAZIONE PIANO D’AMBITO 2010-2018 (CAPITOLO)”-, afferma che “La remunerazione del capitale investito rappresenta il ristoro economico e l’incentivo riconosciuto al soggetto gestore per il finanziamento degli interventi mediante l’impiego di mezzi propri”. Allo stesso tempo si fa presente all’Assessore Amati - che nella stessa nota afferma che “L'unica attività consentita in futuro all'Autorità Idrica Pugliese sarà quella di rimodulazione tariffaria sulla capacità reddituale dei Cittadini, senza modificare il piano degli investimenti […]" - che la remunerazione del capitale non incide sul piano degli investimenti che, peraltro viene “recuperato” in tariffa attraverso l’ammortamento e che, comunque, non potrebbe essere imposta da un soggetto di diritto pubblico nel quale l’acquedotto pugliese dovrebbe trasformarsi.

Siamo altresì ancora in attesa che trovi concretizzazione l’impegno assunto dal Capogruppo del SEL alla Regione che, in un comunicato del luglio scorso, aveva annunciato di volersi adoperare “per ricollegare le attese del Comitato e dei referendari all’azione della Giunta regionale”.

In questa fase così drammatica della nostra Nazione, nella quale, indifferente alle esigenze espresse dai cittadini, la politica sembra sempre più arroccata a difendere i propri privilegi e sembra incapace di costruire un vero dialogo con le persone, chiediamo con forza e determinazione che sia ripreso il percorso per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese.

NON E’ PLAUSIBILE che dopo quasi sette anni di mandato legislativo della attuale maggioranza di governo regionale - che per ben due campagne elettorali ha fatto della ripubblicizzazione del servizio idrico integrato in Puglia il proprio cavallo di battaglia - l’ACQUEDOTTO PUGLIESE sia ancora una SOCIETA’ PER AZIONI.

Continuiamo e continueremo con inflessibile fermezza a chiedere, a nome degli elettori pugliesi - che in stragrande maggioranza hanno dimostrato adesione al SI all’acqua pubblica - che gli impegni e le dichiarazioni di principio si traducano in atti concreti. Per questo ci associamo all’auspicio del Prof. Alberto Lucarelli affinché “dalla Puglia, prima paladina dell'acqua pubblica in Italia, arrivi un ulteriore segnale di sostegno alla volontà degli oltre 27 milioni di italiani che hanno votato per il referendum, ad esempio, riproponendo i contenuti della legge elaborati dal tavolo tecnico”.



Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”- Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

giovedì 15 settembre 2011

CERCASI ATO REFERENDUM ADEGUANTESI


Raccogli più di 400.000 firme per la legge di iniziativa popolare per la GESTIONE PUBBLICA DELL'ACQUA (era il 2007) ti ignorano. Raccogli oltre 300.000 firme durante il primo V-DAY per una proposta di legge di iniziativa popolare: neanche la discutono. Si raccolgono oltre 1.400.000 firme per indire un REFERENDUM sull'ACQUA, a votare ci vanno oltre 27.000.000 di italiani che dicono chiaro e tondo:
  1. la gestione degli acquedotti DEVE essere PUBBLICA;
  2. l'Acqua NON DEVE essere oggetto di profitti sia pubblici sia privati (perchè il meccanismo che porta ad arricchirsi sulla sete della gente è deprecabile in ogni caso);
eppure tutto resta così com'era. Fatta eccezione per certi personaggi che fino al 13 giugno erano PRO-Referendum (forse non immaginando quel risultato straordinario) ed oggi fingono di non capire. (vedi qui)

Tutto questo avviene a TrIsTALIA (vedi S.Benni) o Malincònia (per dirla con Caparezza). A piu di 2 mesi dalla ufficializzazione del risultato referendario, le cosiddette ATO (per noi pugliese il nuovissimo Ente Idrico Pugliese) ancora non si decidono a ridurre le tariffe di quel 7% che oggi va nella saccoccia di gestisce. Diverse le lettere di diffida che associazioni dei consumatori e movimenti per l'Acqua Bene Comune stanno inviando a chi non vuole sentire la voce chiarissima del popolo.


Invito alla mobilitazione per

APPLICAZIONE IMMEDIATA REFERENDUM

Il secondo quesito dei referendum dello scorso 12 e 13 giugno ha stabilito l'eliminazione dalla tariffa della remunerazione del capitale investito (attraverso l'abrogazione parziale del comma 1 dell'articolo 154 del decreto legislativo n.152/2006).

Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”-Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua ha inviato all'Autorità d'Ambito, all'Autorità Idrica Pugliese e per conoscenza ai Sindaci una nota per chiedere l'applicazione immediata dell'esito referendario (pubblicato nella G.U. n. 167 del 20/07/2011) e cioè l'eliminazione dalla tariffa della remunerazione del capitale investito.

In un Paese democratico, le autorità competenti, così come stabilito dalla legge, devono dare – senza indugio - piena, corretta e tempestiva esecuzione alla volontà popolare, soprattutto quando questa si esprime attraverso strumenti costituzionali come il referendum.

Poiché a circa due mesi dalla pubblicazione dei risultati referendari sulla Gazzetta Ufficiale questi sono rimasti inattuati,

Il comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

invita

tutti i cittadini (in particolare quelli titolari di un contratto di utenza),
le associazioni e le organizzazioni a mobilitarsi direttamente inviando una richiesta di applicazione immediata dell'esito referendario
(allo scopo si può utilizzare, adattandolo, anche il testo in allegato inviato dal Comitato)


Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Il cambiamento dipende da ognuno di noi. Mobilitiamoci e mobilitiamo.



Ecco i documenti:

richiestaATO-AIP-Puglia.doc
richiesta-Agenzia nazionale per la regolazione e la vigilanza in materia di acqua.doc

domenica 24 luglio 2011

promiSELand



Il Comitato Pugliese AcquaBeneComune-Forum Italiano Movimenti Acqua è stato ricevuto (per la seconda volta in un mese) dal gruppo SEL del Governo Regionale.
I consiglieri regionali Losappio e Ventricelli incontrano i referenti del Comitato e si mostrano "convinti" nella volontà di concertare alcuni punti del Regolamento tenendo presenti quelli che erano gli elementi qualificandi del ddl prima che che venisse emendato da Amati:
- diritto all'acqua;
- forma giuridica: ente di diritto pubblico (non SPA o miscugli che delegano ai privati);
- partecipazione di cittatini, movimenti e lavoratori alla gestione...

Sebbene ci ritroviamo dinanzi a promesse è sicuramente meglio delle non-risposte ricevute durante la votazione del ddl il giorno dopo il referendum... Oggi però, è necessario andare oltre le promesse
- cominciate nel gennaio 2009 (era l'epoca delle primarie, ricordate?)
- seguite dalle promesse pre-elettorali
- rifatte nel post-elezione,
ma non mantenute.

La TERRA promessa, evidentemente, non c'entra, anche perchè parliamo di ACQUA.

Comunicato stampa

Il 20 luglio scorso, il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” - Forum Italiano Movimenti per l’Acqua ha incontrato il Gruppo di SEL alla Regione. L’incontro è stato occasione, da parte di SEL, per rispondere ad alcuni quesiti sollevati dal Comitato nel corso del precedente confronto del 29 giugno.

A tale riguardo, si prende atto del convincimento del capogruppo Losappio e del Consigliere Ventricelli che il governo regionale procederà a modifiche statutarie e a procedimenti amministrativi attraverso i quali dovrebbe essere mutato lo status giuridico dell’AQP da S.p.A. ad Azienda Speciale e della volontà di “concertare” alcuni dei punti “qualificanti” del Regolamento come quello riguardante le forme di gestione pubblica partecipata dell’AQP da parte dei cittadini e dei lavoratori.

Tuttavia, il Comitato Pugliese – alla luce di quanto sancito nell’Assemblea del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua dello scorso 2 luglio a Roma - ritiene indispensabile una dichiarazione ufficiale del Governo regionale su quanto anticipato dai consiglieri.

Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” ha ribadito la necessità che, anche alla luce del risultato referendario, i temi da sempre sottolineati dal Forum Italiano Movimenti per l’Acqua, sin dal deposito presso la Camera della Repubblica nel luglio 2007 della legge di iniziativa popolare (gestione pubblica e partecipata del SII – esclusione del profitto dall’acqua – diritto al quantitativo minimo vitale), non rimangano solo degli auspici o vuote enunciazioni di principio ma si traducano in atti concreti:

  1. che l’AQP cessi di essere una società di capitale di diritto privato e torni ad essere finalmente un soggetto di diritto pubblico;
  2. che tutte le attività afferenti il Servizio Idrico Integrato siano realizzate in proprio dal nuovo soggetto, non escludendo pertanto dalla ripubblicizzazione le Società a Responsabilità Limitata (AQP Pot s.r.l. e PURA s.r.l.), attualmente controllate da AQP S.p.A., che oggi gestiscono la potabilizzazione e la depurazione;
  3. che il principio, enunciato nella legge, di “Gestione Pubblica e Partecipata” sia reso efficace e non rimanga una mera narrazione;
  4. che si superi l’equivoco di avere legato gli investimenti e l’esigibilità dei fondi per il diritto all’acqua e di solidarietà internazionale a un ipotetico avanzo di gestione il cui perseguimento, peraltro, è in contrasto con l'obiettivo del pareggio di bilancio al quale l’acquedotto pugliese sarebbe legalmente obbligato qualora dovesse effettivamente assumere la natura di soggetto di diritto pubblico;
  5. che, anche con il concorso degli altri soggetti istituzionali coinvolti, si dia applicazione all’esito referendario di esclusione dalla tariffa della remunerazione del capitale e si avvii un percorso che garantisca realmente per tutti l’accesso al quantitativo minimo vitale.

In attesa di una dichiarazione ufficiale del Governo regionale, il Comitato pugliese rinnova la propria disponibilità a fornire, nel corso della redazione del regolamento e dello statuto di AQP, il proprio concreto contributo perché si giunga al migliore recepimento dei principi sopra richiamati, così chiaramente espressi dal voto referendario, e per superare gli aspetti giuridicamente e politicamente più controversi della legge regionale.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”- Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
--
Segreteria del Comitato Referendario Pugliese "2 SI per l'Acqua Bene Comune"

domenica 12 giugno 2011

IL TERZO REFERENDUM DELLA STORIA!



ORE 12.00 L'affluenza è quasi al 12% in tutt'Italia, in Puglia quasi al 9 % (ma crediamo che una parte della differenza sia legata al ritardo con cui noi meridionali pranziamo visto che il dato altamurano continuava a salire anche dalle 12.00 alle 13.00).
Il referendum dell'87 sul nucleare registrava alle 11.00 un'affluenza del 6,7 %.
Il dato dei quattro referendum su acqua, nucleare e legittimo impedimento è il terzo più alto della storia della repubblica: segue solo il quesito su divorzio e finanziamento pubblico ai partiti.
La foto che abbiamo scelto per questo primo dato (che fa ben sperare!) è quella di due signore che, insieme, raggiungono 180 anni: il passato che vota per il futuro!
Ora tocca a chi si è alzato tardi o ha pensato di passare la mattinata sulla spiaggia recarsi alle urne! Alle 15.00 ci sarà il secondo aggiornamento dei dati!
Popolo dell'acqua...SIATE MAGGIORANZA!

mercoledì 8 giugno 2011

Consigli per il DIRITTO all'ACQUA



Comunicato Stampa.

9 giugno Altamura, Consiglio straordinario urgente sull'ACQUA BENE COMUNE e DIRITTO UMANO


Apprendiamo con soddisfazione che il prossimo 9 giugno 2011 è stata convocata una seduta aperta urgente del Consiglio Comunale per l’esame del seguente argomento: RICHIAMI STATUTARI AL PRINCIPIO DELL’ACQUA COME BENE COMUNE E COME DIRITTO INALIENABILE DELL’UOMO” in contemporanea ad analogo consiglio che si svolge al Comune di Bari.

Alla vigilia del Referendum, il nostro comune, che già nel 2010 ha votato all'unanimità l'integrazione del DIRITTO all'ACQUA nello STATUTO COMUNALE, si aggiunge alla sempre più numerosa lista dei comuni (di destra e di sinistra) che promuovono il dibattito sul tema del DIRITTO all'ACQUA e della RIPUBBLICIZZAZIONE dei SERVIZI IDRICI.

Il lavoro che abbiamo iniziato quasi due anni fa ci ha portati ad incontrare persone appartenenti a diversi schieramenti politici e di differente estrazione sociale, dimostrandoci che il tema dell'acqua è capace di "scavare" le più diverse coscienze verso la consapevolezza della sua natura di bene comune.

A prescindere dall'esito della consultazione referendaria - essenziale per riaffermare la natura di diritto dell'accesso dell'acqua potabile e la necessità di una gestione pubblica e partecipata, fuori dalle logiche di profitto - riteniamo quantomai opportuno proseguire l'impegno affinché si affermi una nuova cultura dell'acqua che tenga conto del suo valore e non semplicemente del prezzo.

Con queste premesse parteciperemo al consiglio comunale del 9 giugno per riaffermare - nell'assise che rappresenta tutta la città - che l'acqua è un diritto umano, che la sua gestione non può piegarsi alle logiche del profitto e che gli attori sociali devono compiere scelte che siano in linea con tali principi.

Partecipare è importante, perché si scrive acqua ma si legge democrazia.

Michele Loporcaro

Loretta Moramarco

Comitato 2Sì Acqua Bene Comune Altamura



http://www.comune.altamura.ba.it/dbfile/9%20GIUGNO%202011.doc

lunedì 6 giugno 2011

Hanno zero

COMUNICATO STAMPA
Ballarò e Anno Zero: no ai comitati referendari in studio

A sei giorni dai referendum del 12 e 13 giugno, il Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune è costretto a rilevare un vero e proprio muro di gomma rispetto ai talk show di informazione Rai.

Le prossime puntate di Ballarò e Anno Zero saranno interamente dedicate ai referendum, nonostante questo le testate giornalistiche preferiscono chiamare in trasmissione rappresentanti partitici: gli unici, a quanto pare, abilitati a parlare in televisione. Troviamo scandaloso che il Comitato Promotore, quello che ha raccolto un milione e quattrocentomila firme e che ha promosso i referendum venga sistematicamente escluso o ridotto al ruolo di comprimario. Un vero e proprio blocco a chi non ha in tasca una tessera partitica, in barba agli autorevoli appelli del Presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Sergio Zavoli, che aveva raccomandato la presenza dei comitati promotori nei programmi Rai. Ricordando a tutti che il Comitato Promotore è un soggetto costituzionalmente riconosciuto rimaniamo basiti di fronte alla mancanza di rispetto per il lavoro di migliaia di volontari sparsi per tutto il territorio nazionale.

Ci spiace constatare la disattenzione di programmi percepiti più attenti alle tematiche sociali. Diamo invece atto a Bruno Vespa di aver invitato a Porta a Porta un rappresentate del Comitato Promotore dei referendum pro acqua pubblica.

Se volete scrivere a Ballarò per dire la vostra potete farlo a ballaro@rai.it, se volete fare lo stesso con Anno Zero potete utilizzare il form presente sul loro sito http://www.annozero.rai.it/dl/portali/site/articolo/ContentItem-5e39f909-2a39-4b2a-bb7d-002e4dc375b1.html

Roma, 6 giugno 2011
Comitato "2 Sì per l'AcquaBeneComune"

mercoledì 1 giugno 2011

Voto fuori sede e rappresentanti di lista per il referendum per l'acqua bene comune

ULTIMA ORA: La Corte di Cassazione ha stabilito che il 12 e 13 giugno si terrà ANCHE il referendum sul nucleare.






Voto fuori sede


tramite questo link del sito referendario puoi votare anche se sei lontano da casa. Basta essere nominato rappresentante di lista.
Per farlo abbiamo bisogno dei tuoi dati anagrafici: nome, cognome, luogo e data di nascita. Sarai ricontattato e ti verrà consegnata una delega. Verrai assegnat* a un seggio elettorale della città in cui desideri votare. Puoi anche indicare il municipio o il quartiere di preferenza.

Puoi votare in un seggio diverso da quello di appartenenza se verrai nominato Rappresentante dei promotori.
Basta avere con te la tessera elettorale e la carta di identità sempre con te!

Per diventare Rappresentante compila il form che trovi di seguito e verrai inserito/a e contattato/a.
Non aspettare c'è tempo fino al Domenica 5 Giugno!
vai su: http://www.referendumacqua.it/voto-fuori-sede.html


Inoltre i Comitati promotori dei referendum hanno bisogno di tutti noi per svolgere il compito di

"Rappresentante di lista"

Per adempiere alle funzioni di rappresentante dei Promotori per i Referendum occorre essere elettori di un comune della Repubblica.
Hanno diritto ad assistere a tutte le operazioni e controllano lo svolgimento del voto.
I rappresentanti possono essere titolari o supplenti.
A seconda della vostra disponibilità scegliete se essere presenti in tutte e due le giornate di voto per aiutare i comitati territoriali.
Ad ogni modo, iscrivetevi per poter almeno votare.

E' semplice ed è importante!


Come è possibile diventare Rappresentate di Lista qui in Puglia???
Basta mandare una mail entro il 5 giugno
alla Segreteria del Comitato Referendario Pugliese "2 SI per l'Acqua Bene Comune", il cui indirizzo mail è segreteriareferendumacqua@gmail.com

o ai vari referenti provinciali del comitato,
per Bari e provincia è

Federico Cuscito
mail: federico.cuscito@live.it
cell: 3802370343

con OGGETTO: RAPPRESENTANTI DI LISTA

specificando
NOME e COGNOME
LUOGO e DATA di NASCITA
Indicando la Città, il municipio, il quartiere di preferenza, o il seggio elettorale in cui si vuole svolgere il compito di rappresentante dei promotori dei referendum del 12 e 13 giugno

(se lo si vuol fare nel seggio in cui si vota normalmente i riferimenti numerici del seggio si trovano sulla propria tessera elettorale)


FAQ

Cosa comporta la nomina?
La nomina comporta essere rappresentanti del comitato promotore. Per questo i titolari dovranno essere presenti per i due giorni del voto con particolare attenzione alle operazioni di scrutinio.
Per i supplenti non sono previsti particolari impegni se non la sostituzione in caso di necessità.
In ogni caso potrai indicare se voler essere titolare o supplente (a secondo delle disponibilità di tempo) una volta che verrai ricontattato/a dai referenti del territorio in cui hai chiesto di votare.
Ad ogni modo in questa pagina trovi altre informazioni, obblighi e diritti sul ruolo dei rappresentanti.
Quali documenti servono?
Per noi non è necessario nessun documento, ma quando vai al seggio è necessaria la tua scheda elettorale e un documento di identità. Se no non potrai votare.

per maggiori info visitate il sito
referendumacqua.it

acquabenecomune.org
acquabenecomune.org/raccolta firme



--
Segreteria del Comitato Referendario Pugliese "2 SI per l'Acqua Bene Comune"

mercoledì 25 maggio 2011

AltamuraAquaBeneComune







Il comitato AcquabeneComune ha ricevuto la nota (qui sopra) della Presidenza del Consiglio del Comune di Altamura: è proprio vero che l'acqua scava la roccia e supera anche le barriere ideologiche!
Il nostro Comune su proposta del Comitato (e dopo l'incontro dello stesso Comitato con i Capigruppo) ha partecipato alla riunione del Coordinamento pugliese degli enti locali per la ripubblicizzazione dei servizi idrici che si è tenuta a Bari lo scrorso 18 maggio.
Per Altamura c'erano l'ass. Centonze ed il Presidente del Consiglio Comunale Dambrosio.

L'obiettivo è portare al voto il 50% più uno degli elettori, anche ad Altamura, e per farlo occorre che tutti gli attori istituzionali si attivino perché si dica Sì all'acqua pubblica.

sabato 21 maggio 2011

Acqua Pubblica: il comune di Altamura fa passi avanti, la Regione chissà...


Il 18 maggio si è riunito il Coordinamento Pugliese Enti Locali per la ripubblicizzazione dei servizi idrici di cui fa parte il Comune di Altamura per discutere delle iniziative a sostegno del referendum del 12 e 13 giugno.
Anche il nostro Comune era presente, in persona del Presidente del Consiglio Nico Dambrosio.

Ci auguriamo che al più presto Altamura metta in campo iniziative concrete a sostegno del referendum in coerenza con il percorso di riconoscimento del diritto all'acqua che la giunta e il consiglio comunale hanno fatto in questi anni, dopo numerose e partecipate sollecitazioni di tutto il popolo dell'acqua di Altamura.

Notizie meno incoraggianti ci arrivano, invece, dalla Regione Puglia: sembra che le commissioni competenti abbiamo licenziato il DDL per la ripubblicizzazione dell'AQP (quello scritto a quattro mani con esperti del Forum dei movimenti per l'acqua nel dicembre 2009) comprensivo degli emendamenti che suscitano la perplessità del Comitato Pugliese e del Forum stesso. Aspettiamo notizie più precise per valutare con più precisione l'operato di quanti in campagna elettorale hanno speso oceani, mari e fiumi di parole sul diritto all'acqua e sulla ripubblicizzazione dell'AQP.

Sull'acqua ci giochiamo tutto: restiamo con gli occhi e le orecchie ben aperte!


Ieri, 18 maggio nella sala consigliare del Comune di Bari si è riunito il “Coordinamento pugliese EE. LL. per ripubblicizzazione dei Servizi Idrici” convocato dal Sindaco di Bari, Michele Emiliano, e avente ad oggetto le iniziative a sostegno del referendum del 12 e 13.

Durante la riunione è stata anche affrontata la questione del Disegno di Legge per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese. A tale riguardo è stata presentata la bozza di lettera da inviare al Presidente della Region e all'Assessore Amati., e da parte del Comune di Bari è stata presentata la sollecitazione già avanzata dal Sindaco al presidente della Regione Puglia e all'Assessore alle OO. PP. affinché

Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”, invitato ufficialmente alla riunione, ha presentato delle proposte di sostegno alla campagna referendaria (in allegato) ai Comuni che si sono dichiarati pronti ad assumersi immediatamente un impegno attivo.

Contemporaneamente, alla Regione Puglia, si svolgeva la riunione delle Commissioni congiunte (II e V) che, a quanto si apprende dalle agenzie di stampa regionali, hanno licenziato il Disegno di Legge sull’Acquedotto pugliese con gli emendamenti proposti dall’Assessori Amati che, di fatto, snaturano il senso e la portata giuridica e politica del testo originario. Il rilievo più grande, fra quelli di cui al momento siamo a conoscenza, attiene proprio la (mancanza di) garanzia del diritto vitale. Infatti, il subemendamento all’art. 13 recita “L’erogazione gratuita dell’acqua avverrà esclusivamente nei limiti finanziari dell’avanzo netto annuale di gestione del soggetto gestore del servizio idrico integrato”. Contro questo emendamento si è pronunciato anche il Consigliere dell’UDC, Salvatore Negro (vedere agenzie di stampa qui di seguito).

Destinare parte degli utili a due fondi non farà del DDL una delle leggi più innovative in Europa, al contrario di quanto sostengono i consiglieri regionali del SEL. Infatti, non solo sono diversi i casi in cui sono stati istituiti fondi dall’impiego di parte degli utili, ma soprattutto questo non garantisce il diritto vitale all’acqua (nella quantità necessaria alla sopravvivenza e alla vita dignitosa).

Inoltre, sarebbe importante sapere se sono state sciolte le ambiguità derivanti dagli emendamenti (se accolti) e relative al tipo di gestione di non meglio specificati servizi e attività "strettamente legati al servizio idrico integrato" che sarebbero attribuiti a società miste. In pratica, se così fosse, rientrerebbe dalla finestra ciò che è uscito dalla finestra ciò che è uscito dalla porta!

Ci appelliamo a tutti i partiti e singoli rappresentanti politici che in campagna elettorale hanno assunto un impegno preciso con la cittadinanza, affinché tengano fede a tale impegno e lo portino fino in fondo.

Ci appelliamo all’onestà intellettuale e al senso di responsabilità di ogni singolo soggetto istituzionale e di ogni gruppo politico, di ogni circolo e di ogni iscritto. Chiediamo ad ognuno di fare quanto in suo potere per garantire davvero il diritto all’acqua. Basta mistificazioni!

Comitato pugliese "Acqua Bene Comune"

martedì 17 maggio 2011

QUESTA SERA Assemblea Comitato Referendario "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" Altamura

Riceviamo e diffondiamo

Assemblea Comitato Referendario
"2 Sì per l'Acqua Bene Comune" Altamura

mercoledì, 18 maggio ore 20.30
Sala incontri SS. Rosario
Altamura

Cari tutti,
a meno di un mese dal week-end del 12 e 13 giugno, il Comitato Altamurano torna a riunirsi in assemblea per stabilire i prossimi passi. Dopo 20 incontri pubblici (scuole, parrocchie, gruppi religiosi, associazioni diverse...) e 3 banchetti in piazza in poco più di due mesi, dobbiamo capire insieme come muoverci per ottimizzare tempi e risorse. E' il primo referendum promosso da movimenti (e non partiti politici) e questo porta indiscutibili pregi (è LIBERO) ma inevitabili problemini (non ci finanzia nessuno).
Ecco perchè è necessario il contributo di TUTTI.

O.D.G.:
- spazi elettorali assegnati dal Comune (associazioni sostenitrici non mancate!);
- spot radio-televisivi referendum;
- materiale informativo e manifesti;
- iniziative prossimi week-end;
- critical mass nei nuovi quartieri;
- iniziativa 29 maggio (piazza DUOMO);
- varie ed eventuali;

SPARGETE LA VOCE, sull'ACQUA ci giochiamo TUTTO!
La gente comune pensa che NON ANDARE A VOTARE SIGNIFICHI LASCIARE TUTTO COM'E'.
Spiegategli che una legge che PRIVATIZZA gli Acquedotti GIA' C'E' e che se non la cancelliamo con il referendum il nostro futuro è questo:
Se l'ACQUA diventa PRIVATA, scavatevi la... fossa

michele loporcaro
loretta moramarco
(referenti comitato "2 Sì per l'AcquaBeneComune" Altamura)


CALENDARIO PROSSIMI INCONTRI
(invitate la gente a partecipare)

16 maggio incontro c/o Centro Anziani "Simone Viti Maino”
" incontro insegn. materna VI c.d. Don Milani
17 maggio ore 20,00 c/o parrocchia Sacro Cuore
18 maggio ore 20,30 ASSEMBLEA Comitato AcquaBeneComune - c/o Parrocchia SS. Rosario
19 maggio ore 20,30 c/o parrocchia S.G. Bosco
20 maggio ore 19,00 c/o chiesetta S.Lucia
22 maggio (orario da definire) c/o parr. Sant'Anna
24 maggio ore 20,00 c/o parr. S.Sepolcro

venerdì 13 maggio 2011

LA BORSA DELL'ACQUA




Riceviamo e diffondiamo con piacere il comunicato stampa dell'I.E.R.P.E (Istituto Europeo di Ricerca sulle Politiche dell'Acqua) - di cui è presidente Riccardo Petrella - che contesta indignato la proposta della Nestlé di istituire una borsa dell'acqua. Del resto la Nestlè è una delle aziende che imbottigliano acqua e quindi di mercificazione di questo bene comune se ne intende!
Anche per questo occorre votare Sì per i due referendum di giugno: occorre ripensare le politiche di gestione del bene acqua, sottrarle alle logiche del mercato e della speculazione.


Carissimi
riceviamo da Bruxelles la notizia che segue, vi chiediamo di aiutarci a diffonderla.
Alleghiamo anche comunicato del Comitato Italiano per un Contratto Mondiale sull'Acqua.
Ringraziando, auguro buon lavoro
Alessandro Mazzer
Facoltà dell'Acqua – Ass. Monastero del Bene Comune


COMUNICATO STAMPA Nestlé vuole una Borsa dell'Acqua; una proposta irresponsabile e ridicola dichiara IERPE

"Istituire una Borsa dell'Acqua così come per altre materie prime, contribuirebbe a regolare il problema della carenza di questo bene prezioso", ha affermato martedì 10 maggio a Ginevra Peter Brabeck, presidente della Nestlé (fonte Reuters).
Commentando la notizia da Bruxelles, Riccardo Petrella presidente dell'I.E.R.P.E (Istituto Europeo di Ricerca sulle Politiche dell'Acqua) ha affermato che si tratta di una proposta irresponsabile e ridicola.
Brabeck vuole "risolvere" il problema della concorrenza, nella regione canadese di Alberta, tra agricoltori che necessitano d'acqua per i raccolti e le compagnie petrolifere che ulitizzano ingenti quantità d'acqua per estrarre il petrolio dalle sabbie bituminose. "Quando la domanda aumenta, il mercato reagisce e la gente comincia a usare la risorsa in maniera più efficiente", ha osservato.
La "proposta" di Nestlé ha già trovato consenso nel governo di Alberta che come primo passo, ha "inventato" la distinzione tra diritti alla terra e diritti all'acqua, in modo che il possesso della terra non dia automaticamente diritto all'acqua che vi scorre.
"Affidare l'acqua alla borsa significa confiscare ai popoli della Terra un bene comune pubblico insostituibile per la vita, consegnando il futuro della vita di milioni di persone al potere di arricchimento di pochi grandi speculatori finanziari" ha affermato Riccardo Petrella.
"I propagandisti dell'acqua rara (oro blu) sono gli stessi che hanno prodotto la penuria della risorsa idrica imponendo politiche economiche predatrici ed usi insostenibili e inquinanti. Non possiamo permettere a questi gruppi la possibilità e il potere di imporre la loro irresponsabilità! Sarebbe indecente."

Contatti stampa:

Alessandro Mazzer, Facoltà dell'Acqua,Verona
email: monasterodelbenecomune@gmail.com

Riccardo Petrella, I.E.R.P.E. tel. +32 475 288 856
email: petrellariccardo@skynet.be









-----------------------------------------------

Ass. MONASTERO DEL BENE COMUNE - c.f. 93211450239

via Mezzomonte 28, 37142 Verona (loc. Sezano)

t. 045 4853060 begin_of_the_skype_highlighting 045
4853060 end_of_the_skype_highlighting / 347 2256997
begin_of_the_skype_highlighting 347 2256997
end_of_the_skype_highlighting - f. 045 550811

monasterodelbenecomune@gmail.com
www.monasterodelbenecomune.org
skype: ass.monastero.del.bene.comune