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martedì 14 dicembre 2010

il fotovoltaico fotoVoltato a schifìo


In questi giorni si parla molto in Puglia degli enormi interessi della criminalità organizzata nel settore delle energie alternative che specie da noi stanno diventando una valida "alternativa" al traffico di droga. L'allarme lanciato da Pisanu sulle infiltrazioni mafiose nella Green Economy ha svegliato gli ultimi addormentati (veri e/o presunti).
Già, perchè i fatti di cui Pisanu parla oggi, in realtà sono stati attenzionati da Cosimo Forina (Gazzetta del Mezzogiorno), da Carlo Vulpio (Corriere della Sera), Gianni Lannes (giornalista free lance alla cui vita hanno attentato diverse volte e cui recentemente è stato oscurato il sito internet (www.italiaterranostra.it >>> sito di emergenza: congiannilannes.blogspot.com)...
Facciamo questi nomi perchè sono tutti pugliesi, perchè fanno il loro mestiere scrivendo sempre fatti, nomi, cognomi, luoghi... Magari queste persone fanno fatica a verdersi pubblicati i loro pezzi, magari è scomodo averli ospiti nei convegni politically correct presidiati dai politici di ogni colore, magari cercano di zittirti con le cattive o (cosa peggiore) con le buone.
Ma i loro racconti, e non sono i soli, ci sono e chi non sa, non vuole sapere.

In puglia, il fotovoltaico è stato fotoVOLTATO. Tra Gravina e Poggiorsini, ettari ed ettari di terre fertilissime sono state rivestite di pannelli di silicio. Molti dicono: ma che male c'è! E' energia pulita, no?! Noi rispondiamo:
sì, se non occupassero altro suolo;
sì, se rendessero economicamete indipendenti le abitazioni;
sì, se non fosse un modo per dare l'assalto ai fondi pubblici da parte dei soliti noti
sì, se alla base di tutto ci fosse l'amore per la propria terra;
sì, se queste scelte scellerate non mettessero in discussione la sovranità alimentare dei nostri paesi sottraendo terra alla coltivazione del cibo.

Per capire cosa c'è dietro i c.d. conto energia leggete questo paragrafetto

La truffa del fotovoltaico (fonte: controtuttelemafie.it)

La psicosi del risparmio energetico ha scatenato la disperata ricerca della fonte energetica alternativa che consente di liberare i cittadini da questa schiavitù. Tra gli investimenti maggiormente pubblicizzati da una rete di imprese, associazioni e banche figura come primario quello dell'impianto fotovoltaico, godendo di un sistema di incentivazione particolare: il conto energia. Il caro petrolio ha lanciato la psicosi del risparmio energetico e ha scatenato la disperata ricerca della fonte energetica alternativa per uscire dal circolo vizioso dei rincari insostenibili. Cominciano così ad accreditarsi sempre più le fonti di energia alternative, sostenute da una politica promossa dall'Unione Europea e dagli stessi governi di incentivi per abbattere le emissioni di CO2 nell'atmosfera, come sancito dal Trattato di Kyoto. Tra gli investimenti maggiormente pubblicizzati da una rete di imprese, associazioni e banche figura come primario quello dell'impianto fotovoltaico, godendo di un sistema di incentivazione particolare. In particolare, il Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2007, ha previsto una procedura amministrativa in virtù della quale viene concesso una forma di finanziamento, mediante il pagamento ad una tariffa fissa, l'energia prodotta mediante il proprio impianto fotovoltaico. In tal modo, il Ministero dell'Ambiente decide di trasferire al proprietario dell'impianto, nonché assegnatario del progetto di finanziamento, una cifra annuale commisurata alla capacità energetica dell'impianto, remunerando l'elettricità prodotta dall'impianto per un certo numero di anni. Stiamo parlando del progetto "conto energia" che va a ripagare con un piano di ammortamento l'acquisto degli impianti già acquistati, funzionanti e connessi alla rete elettrica di distribuzione della casa, predisponendo degli appositi contatori che indicano non solo l'energia consumata ma anche quella prodotta. Ovviamente viene prevista anche la possibilità di poter vendere alla rete nazionale energetica il surplus prodotto, acquistando un credito nei confronti dell'Enel. La norma in sé sembra conveniente e allettante, considerando che riconoscerebbe ad una famiglia media di 4 componenti, che costruisce un impianto di 4 Kw, un finanziamento di 2500€ all'anno, a cui occorre aggiungere il risparmio energetico derivante dal mancato pagamento di bollette energetiche e gas.

Di fatto, per applicare tale norma è stato costruito un contorto sistema che vede imprese, banche e assicurazioni coinvolte in una rete viziosa allo scopo di trarre ovviamente un guadagno dall'incentivazione statale ad acquistare impianti fotovoltaici. I soggetti promotori del progetto sono il più delle volte società, spesso con una struttura multilevel, che si fanno carico delle pratiche di progettazione ingegneristica e civile dell'impianto, nonché del montaggio e del collegamento dello stesso alla rete di distribuzione interna e nazionale. Costruiscono a tal fine una rete di agenti che - come i nostalgici rappresentanti degli elettrodomestici e casalinghi - propongono al cliente la costruzione di un impianto fotovoltaico a costo pari a zero, grazie alla possibilità di usufruire degli incentivi statali. In realtà, in una seconda fase del colloquio, l'agente spiega che al momento dell'acquisto dell'impianto, viene sottoscritto un "mutuo chirografario" di 20 anni, ad un tasso del 5-6%, grazie al quale la Banca anticipa l'intera somma del costo dell'impianto e poi si rifà sulle somme trasferite dal Ministero.

Il punto critico viene allo scoperto proprio esaminando questo "piccolo" particolare, in quanto l'acquisto dell'impianto implica direttamente la sottoscrizione del mutuo, ma non necessariamente l'attribuzione degli incentivi statali, la cui concessione si ha solo dopo che l'impianto diventa funzionante e deve comunque scontare la valutazione delle condizioni esistenti. Nel momento in cui, dunque, acquistate l'impianto verrà subito acceso il mutuo, che non sarà collegato alla pratica inoltrata presso il Ministero: i due contratti vengono ad esistere in momenti diversi, e le vicende dell'uno non posso influire l'esito dell'altro. In altre parole, qualora lo Stato non conceda il finanziamento o interrompa il trasferimento perché "le quote energetiche" sono state tutte aggiudicate, il mutuo non cesserà di esistere e incomberà sul soggetto che lo ha sottoscritto, unico e solo debitore "chirografario", ossia responsabile personalmente e con i suoi beni. Nel meccanismo è stata prevista anche una forma di "copertura assicurativa" in caso di furto o di guasto dell'impianto, che potrebbero portare all'interruzione dei trasferimenti dello Stato: in questo caso occorre aggiungere l'ulteriore costo della componente assicurativa. Stesso discorso vale per la manutenzione e per la garanzia dell'impianto, in quanto l'impresa dà una copertura di oltre 20 anni per alcune componenti, mentre per altre la garanzia non può essere superiore a 10 anni considerando che alcuni componenti - come l'inverter che consente di convertire l'energia continua in energia alternata come necessita al sistema elettrico. Allo stesso modo, la garanzia non è collegata al mutuo, in quanto qualora il guasto non rientri nelle clausole previste né dall'assicurazione né dalla garanzia, il debito della banca resta lì, e deve essere pagato in ogni caso.

Infine, stiamo parlando di impianti che costituiscono una tecnologia "vecchia", risalente agli sessanta, e che in quanto tale dovrebbe essere venduta ad un prezzo di mercato ragionevole, oltre ad aver coltivato esperienza e conoscenza tale da poter far fronte ad ogni inconveniente. Nella realtà gli impianti fotovoltaici vengono venduti a prezzi molto elevati, per circa 7 mila euro ogni Kw di potenza, senza tuttavia garantire che la potenza dell'impianto rimanga nel tempo immutata e non sia sottoposta a degrado, e molto spesso le società comprano dei materiali scadenti per rivenderli ad alte tariffe, con costi che vanno alle stelle se si considera che dovranno alimentare la multilvel, le Banche e le assicurazioni. È chiaro che, dietro al fotovoltaico - entrato nell'immaginario collettivo come una fonte di energia alternativa ed ecologica - hanno costruito un sistema intenzionalmente contorto e complesso per fare, ancora una volta, dell'energia un business, ai danni dei cittadini e dello Stato stesso.

Per quanto possa essere giusta e solida la motivazione di fondo della norma, il modo in cui viene applicata è sbagliato, è poco trasparente e potrebbe rivelarsi una vera e propria truffa, per far girare la macchina bancaria e delle multilevel. Poteva essere elaborato un qualsiasi altro sistema, come un diretto coinvolgimento dell'Enel, che avrebbe beneficiato degli incentivi, oppure avrebbe messo nel conto di ammortamento il risparmio delle bollette, senza richiedere così l'intervento di una banca. D'altronde se il sistema era davvero conveniente, funzionale ed efficiente, avrebbe avuto una pubblicità su larga scala, e avrebbe preso piede tra la popolazione in poco tempo. Invece sono anni che non si muove nulla, e in questi ultimi mesi l'unica cosa che sono riusciti a muovere sono stati - come sempre d'altronde - i mutui, i debiti, i finanziamenti. Allora ci chiediamo perché l'Enel non comincia già da domani a fornire ad ogni famiglia un impianto fotovoltaico, acquistando dai cittadini l'energia, investendo così della "produzione diffusa" e non in quella concentrata in obsolete centrali termoelettriche. Molto spesso abbiamo risposto a questa domanda dicendo che "vi sono grandi interessi delle lobbies petrolifere" che impedisce il diffondersi di tecnologie differenti. La triste realtà tuttavia fa capire che questo è un grande alibi, che il problema di base siamo noi stessi, i nostri governi, le nostre imprese, che complicano una cosa così semplice solo per speculare, per lucrare sulla speranza dei cittadini di uscire dall'incubo del petrolio e del gas. I mutui, le multilevel: non sono questi i mezzi che porteranno i popoli ad ottenere energia libera, perché sono strumenti di potere.

I clan pugliesi mettono le mani sul business della «green economy». Se fino a poco tempo fa c’erano dubbi, ora c’è più di un indizio che ha superato lo step del mero sospetto, arrivando a un passo dalla «prova». L’allarme arriva direttamente dal presidente della commissione parlamentare antimafia, Beppe Pisanu, al termine della «missione» di due giorni in Puglia del 10 dicembre 2010. Il senatore parla per oltre mezz’ora, in Prefettura, rispondendo a una serie di domande dei giornalisti.

Un argomento suscita subito l’attenzione ed è il riferimento agli affari nell’energia pulita. I clan acquistano e rivendono terreni dove collocare la pale eoliche o un parco fotovoltaico che gestiscono anche in proprio attraverso società prestanome: «Non chiedetemi altro, sono vincolato al segreto istruttorio», taglia corto Pisanu che conferma l’esistenza di indagini sulla piovra dell’energia da fonti rinnovabili. Il presidente non indica aree specifiche, ma è evidente che il fenomeno non può riguardare solo il Gargano, zona regina per l’eolico, e dove «la criminalità tende ad assumere forme più oculate di controllo del territorio e caratteristiche di vera e propria mafia». Del resto, la Puglia è la regione italiana con la più alta potenza di eolico, quindi va da sè che la criminalità fiuti l’affare e cerchi di approfittarne, chiosa il presidente dell’organismo bicamerale. Ma di eolico e fotovoltaico a iosa vi è anche nel Salento. Come a iosa sono le polemiche in fazioni contrapposte nello stesso marasma ambientalista salentino.

Pisanu ha parlato anche di borghesia mafiosa facendo riferimento a quel salto di qualità che vede la regione proiettata nell’olimpo di quei territori dove i colletti bianchi trovano terreno fertile. È il caso del riciclaggio di denaro sporco alimentato da connivenze e collusioni con una platea di professionisti che hanno ammodernato il modus operandi delle organizzazioni criminali, sempre più propense a far tacere le armi per poter operare sottotono.

sabato 24 luglio 2010

NO a Puglie e Basilicata petrolizzate

Video streaming by Ustream
DIRETTA STREAMING A PARTIRE DALLE 19,30 circa
relatori:

- dott.sa Maria Rita D’Orsogna. paladina dell’ambiente: Fisico, Docente al Dipartimento di Matematica della California State University, a Northridge. ricercatrice nel campo della Statistica meccanica, nei modelli matematici e nella simulazione computerizzata. Autrice di decine di pubblicazioni, in gran parte incentrate sui modelli matematici applicati alla biologia. La docente della State University è referente della Physical Review Letters, della Physical Review E, dell'Institute of Electrical and Electronics Engineers Conference Proceedings, e membro dell'American Physical Society, della Società per le applicazioni matematiche per l'industria, e della Biophysical Society;
- dott. Carlo Vulpio giornalista, inviato del Corriere della Sera. Autore del libro “Roba Nostra” e “La Città delle Nuvole”;
- l’avv. Michele Di Lorenzo vice presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia.


intanto a Spinazzola, l'iniziativa di questa sera deve superare una serie di incredibili ostacoli:


Intanto il Comune permette di occupare parte della Piazza San Sebastiano

Come è noto il sindaco di Spinazzola Carlo Scelzi ha affermato di non voler contrastare sul suo territorio le ricerche petrolifere. Ma a chi è del parere opposto succede anche questo. “Definiamolo cosi: un episodio ridicolo, neanche increscioso. Il peggior declino di chi si sottrae al confronto”. E’ quanto afferma Cosimo Forina del Comitato “No all’Italia Petrolizzata” che ricostruisce: “sin dall’8 luglio il sindaco Carlo Scelzi ci ha autorizzato l’uso di piazza San Sebastiano, senza concedere il patrocinio del Comune e l’uso delle sedie dell’Ente per il convegno in programma il 24 luglio alle 19,30. Ieri mattina, inspiegabilmente, uffici e adepti del sindaco hanno concesso di far occupare gran parte della piazza, che sarebbe stata utilizzata ad ospitare l’evento, ad una attività

commerciale. Una struttura in metallo, un enorme gazebo, che ben sarebbe potuto essere montato il giorno dopo la manifestazione”.
Quest’oggi componenti del comitato “No all’Italia petrolizzata” di Spinazzola constatata l’occupazione, a meno di 24 ore dall’evento, si sono rivolti ai vigili urbani e ai carabinieri, mostrando la loro regolare autorizzazione concessa dal sindaco Scezi dove inequivocabile si legge: “si concede la disponibilità all’utilizzo di Piazza San Sebastiano per la giornata di sabato 24 luglio”.I più per quell’autorizzazione sono persino cascati dalle nuvole. Come se non avessero nemmeno notato le decine di manifesti affissi in città.
Il comandante dei Vigili Urbani Michele De Marinis ha dichiarato: “l’ufficio tecnico e un assessore mi hanno riferito che anche l’attività commerciale è autorizzata se pur da poche ore”.
Una doppia autorizzazione quindi all’utilizzo dello stesso luogo che produce una sintesi innegabile, pur nella necessità di garantire ordine pubblico: “noi facciamo quello che vogliamo”.
Meno superficialità è stata mostrata dal comandante della locale caserma dei carabinieri, maresciallo Giuseppe Vitale, il quale ha cercato in tutti i modi di far conciliare le parti chiamando in caserma il titolare dell’esercizio commerciale Canio De Bonis e un esponente del comitato promotore del convegno.
Enigma in diritto: “far smontare il gazebo che si è scoperto in vero non essere ancora autorizzato o riorganizzare con diversi allacci elettrici e cavi di collegamento per la diretta web tutto il convegno”.
Per non essere tacciati di impedire la crescita alle attività commerciali in un paese che sempre più va morendo, riferisce Forina, il comitato ha optato per la seconda soluzione. Il convegno si svolgerà regolarmente pur in spazi più ristretti. Si è cercato di mettere i bastioni tra le ruote per la buona riuscita di un momento d’informazioni verso i cittadini sui tantissimi dubbi, rischi ambientali, della salute, dovuti alla ricerca e alla perforazione per il petrolio anche sul nostro territorio. In vero più che di bastoni dovremmo parlare di stecchini. Come la ridicola storia di non mettere a disposizione le sedie tra l’altro frutto di donazione di un cittadino, neanche comprate dal Comune. Quanti giungeranno a Spinazzola e gli stessi cittadini comunque stiano tranquilli, potranno comodamente seguire il convegno perché a mettere a disposizione le sedie ci ha pensato, con la sensibilità di sempre sui temi ambientali, il Comune di Poggiorsini”.
Credo, ha concluso Forina, che alla fine ci toccherà ringraziare l’amministrazione comunale di Spinazzola. I suoi bizzarri atteggiamenti sono il più grande veicolo pubblicitario alla nostra iniziativa”.
Per il comitato, Cosimo Forina

sabato 17 luglio 2010

Saremo tutti ricchi (e oleosi)



Avete mai pensato alla pecora nera alla rizzola? Ve lo immaginate un pane nero (nel vero e oleoso senso del termine)? Comprereste un fiasco di vino nero petrolio? Quando una società petrolifera si offre di far progredire un territorio con il petrolio, gli amministratori e le comunità locali, a volte abboccano, ma nel tempo ci si rende conto che non c'è prezzo per il nostro habitat. Lo hanno sperimentato sulla loro pelle gli abitanti della val d'agri.


La società statunitense AleAnna Resources LLC che ricerca e coltiva di idrocarburi titolare del progetto "Palazzo San Gervasio", ha chiesto di poter avviare le trivellazioni per cercare petrolio tra Puglia e Basilicata.
Quindici i comuni coinvolti, su di una superficie di 561 kmq: Acerenza, Banzi, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Maschito, Montemilone, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, Ripacandida, Rapolla e Venosa che ricadono in Basilicata; Minervino Murge e Spinazzola in Puglia.

Cosimo Forina, del Comitato No all'Italia petrolizzata di Spinazzola, scrive per la Gazzetta del Mezzogiorno e segue questa ed altre vicende da tempo (leggi l'articolo del 29 giugno su GdM).
Il Comitato il 24 luglio 2010 alle ore 19,30 a Spinazzola organizza un Convegno internazionale per capire meglio cosa comporta questo tipo di "sviluppo".
I relatori:
Mariarita D’Orsogna: Fisico, Docente al Dipartimento di Matematica della California State University, a Northridge. Ricercatrice nel campo della Statistica meccanica, nei modelli matematici e nella simulazione computerizzata. Autrice di decine di pubblicazioni, in gran parte incentrate sui modelli matematici applicati alla biologia. La docente della State University è referente della Physical Review Letters, della Physical Review E, dell'Institute of Electrical and Electronics Engineers Conference Proceedings e membro dell'American Physical Society, della Società per le applicazioni matematiche per l'industria, e della Biophysical Society;
Carlo Vulpio giornalista, inviato del Corriere della Sera. Autore del libro
“Roba Nostra” e “La Città delle Nuvole”;
Michele Di Lorenzo vice presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

L'evento sarà trasmesso in diretta streaming su questo blog.

mercoledì 29 luglio 2009

SCUOLA SOLARE



Quattro scuole altamurane saranno "illuminate" dal sole: l'I.P.S.S.C.T. “N. Lorusso”, l'I.T.C. Genco, l'I.T.G. Nervi e il Polivalente "Genco" sono tra le scuole della provincia di Bari destinatarie dell'istallazione dei pannelli fotovoltaici.
Si tratta di una notizia importante per due ragioni:
1) si promuove l'energia "alternativa" o meglio le uniche fonti energetiche compatibili con l'equilibrio ambientale di cui siamo parte e non padroni;
2) non si occupano terreni per super-mega impianti solari con conseguente soffocamento della terra.
Il posto dei pannelli solari è sui tetti delle abitazioni.
Il futuro (prossimo) dell'energia è l'autoproduzione che porta ad una reale indipendenza delle famiglie dalle difficoltà di arrivare a fine mese sollevandole almeno dalle bollette energetiche.
Ci vuole tanto a capirlo?!?

lunedì 30 marzo 2009

la Rivoluzione VERDE parte dai blogs



Di fronte alla crisi economica e energetica Berlusconi fa esattamente il contrario di Obama. In Usa stanno investendo miliardi in fonti rinnovabili, in Italia si fa il contrario arrivando a peggiorare le già poche misure a favore della razionalizzazione energetica. E’ necessario impegnarsi per la cancellazione dei nuovi balzelli di Berlusconi sugli impianti di pannelli solari fotovoltaici. Ma non basta.

In questi mesi il fronte ecologista ha giocato in difesa provando a difendere i risultati attenuti sotto il Governo Prodi. Oggi è arrivato il momento di chiedere all'Italia di fare un passo in avanti verso la sostenibilità ambientale. Come? Passando dalla protesta alla proposta. La nostra idea è quella di lanciare una seconda catena di blog Contro il suicidio energetico e nucleare. Abbiamo visto che è uno strumento di comunicazione efficace. Qui sotto trovate alcune richieste che vanno da piccole iniziative fino a grandi cambiamenti.

Per una settimana discuteremo di queste e altre idee che chiunque potrà portare nei blog www.jacopofo.com e blog.libero.it/kudablog. Dopodiché elaboreremo un documento con il pacchetto legge blog-ambiente che sottoporremo ai nostri parlamentari, forse qualcuno di loro riterrà le nostre proposte sensate e le porterà in aula. Ecco le prime idee, nei commenti lo spazio per migliorarle o proporne di nuove:

1- TOGLIERE L'ICI DAL FOTOVOLTAICO, RIPRISTINARE LE CONDIZIONI DI PAGAMENTO INIZIALI DEL FINANZIAMENTO SUGLI IMPIANTI: gli impianti solari fotovoltaici a terra e sui tetti quelli non integrati, vengono classificati come impianti industriali e si impone l'onere di accatastarli e di pagare quindi l'Ici. Inoltre il governo Berlusconi ha modificato una serie di aspetti secondari dei meccanismi di pagamento in modo peggiorativo: vogliamo sia ripristinata la situazione iniziale. (+ info)

2- RIPORTARE IL RECUPERO DEL 55% DELL’IRPEF SPALMABILE SU 10 ANNI: per i lavori sull'efficienza energetica, con le nuove norme, si può recuperare il 55% di detrazione spalmandolo su un periodo di 5 anni. Di fatto si penalizza chi ha un reddito inferiore e quindi può recuperare ogni anno una quota inferiore di finanziamento. Chiediamo che anche i cittadini che non pagano l’Irpef e quindi non possono recuperare nulla venga dato modo di usufruire di pari incentivi o rimborsi. E’ assurdo che possa investire in efficienza energetica solo la fascia medio alta della popolazione. Inoltre chiediamo che vengano immediatamente emessi i decreti attuativi per la detrazione 2009, senza i decreti attuativi la detrazione del 55% del’Irpef non esiste. (+ info)

3- RECUPERO DELL'OLIO FRITTO PER FARNE BIODISEL: istituire la raccolto degli olii alimentari come in Germania dove si consegnano ai distributori di carburante che rilasciano un buono sconto proporzionato alla quantità d'olio fritto. Inoltre togliere il divieto di commercializzare liberamente il biodiesel, oggi i produttori hanno l'obbligo di conferirlo ai petrolieri che lo mischiano con il diesel. (+ info)

4- OBBLIGARE I COMUNI A PUBBLICARE LA LORO BOLLETTA ENERGETICA e chiedere un impegno perchè ogni anno ci sia una diminuzione del consumo pro-capite. (+ info)

5- ISTITUIRE FORME DI CREDITO PERMANENTI PER CHI VUOLE INVESTIRE IN ECOTECNOLOGIE magari su esempio di quello che ha fatto la Provincia di Milano.

6- SBLOCCARE LA RACCOLTA DEI RIFIUTI ELETTRONICI: Il 1 gennaio 2008 sarebbe dovuto partire il nostro sistema di raccolta dei rifiuti hi-tech. Ufficialmente ma non nella realtà! Mancano all’appello diversi decreti attuativi necessari a tradurre in pratica le disposizioni di legge. Tra questi, c’è il cosiddetto “Decreto Semplificazioni”, che obbliga la distribuzione a ritirare gratuitamente, in ragione di uno contro uno, l’apparecchiatura usata al momento dell’acquisto di un nuovo articolo simile destinato a un nucleo domestico. Questo decreto doveva entrare in vigore entro il 28 febbraio 2008, ma ancora non vede luce. (+ info)

7- SOSTEGNO ALLA MOBILITA' CICLABILE: introdurre in tutti i comuni la legge che prevede il diritto di parcheggiare le biciclette nei cortili dei palazzi e delle aziende. Obbligare i gestori dei trasporti pubblici a permettere il trasporto delle biciclette su metropolitana ed autobus per almeno il 50% del tempo di servizio. (+ info)

8- RIDURRE L'USO DI BATTERIE USA E GETTA: tassazione sulle batterie usa e getta per finanziare un incentivo a quelle ricaricabili. (+ info)

9- SOSTEGNO ALLA RACCOLTA DIFFERENZIATA: mettere simboli chiari su ogni materiale utilizzato nelle confezioni in modo da evitare confusioni. (+ info)

e poi una proposta macro:
no al suicidio energetico e nucleare
10- INVESTIRE NELLE FONTI RINNOVABILI I SOLDI DEL NUCLEARE, DELLE CENTRALI ELETTRICHE ALIMENTATE DA FONTI ENERGETICHE NON RINNOVABILI E DEI NUOVI INCENERITORI: nei recenti accordi Francia-Italia si parla di una spesa di oltre 20 miliardi di euro per costruire centrali nucleari in Italia che daranno energia solo tra 12/15 anni. Investire subito le stesse risorse sul centrali e microimpianti alimentati da fonti rinnovabili per avere energia da subito e non trovarsi il problema delle scorie e di eventuali incidenti. (+ info)