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domenica 16 aprile 2017

FINALMENTE SOSPESA OGNI ATTIVITA' NEL CENTRO OLI ENI A VIGGIANO.



FINALMENTE SOSPESA OGNI ATTIVITA' NEL CENTRO OLI ENI A VIGGIANO:
INADEMPIENZE E RISCHIO INQUINAMENTO.

La Giunta regionale lucana ha deliberato la sospensione di tutte le attività del COVA di Viggiano.
Una bella notizia per tutti coloro che negli ultimi anni si sono battuti per rompere il muro di silenzio che non lasciava passare soprattutto in Puglia quanto avveniva in Val d'Agri.
La distanza tra le due regioni si annulla quando si apre il rubinetto. 
Infatti l'invaso del Pertusillo (a pochi chilometri da Viggiano) è una delle più grandi "sorgenti" dell'Acquedotto Pugliese.

Nella notte del «passaggio» degli ebrei nel Mar Rosso giunge la notizia della sospensione dell'attività al COVA (Centro Oli Val d'Agri) di Viggiano.
Ora occorre un altro «passaggio». Quello con cui si mettere in relazione la presenza, "molto cospicua", di manganese e ferro e anche di idrocarburi policiclici aromatici fuori dal centro Oli CON il grande rischio che corre l'invaso del Pertusillo (dalle cui acque dipende la vita di milioni di persone soprattutto in Puglia).

Fa rabbia pensare che questa decisione arrivi dopo che per quasi 2 mesi decine di autobotti hanno cercato di contenere le "perdite" di serbatoi privi di vasche di contenimento.

Addirittura qualche settimane fa la regione Basilicata aveva diffidato ENI dall'utilizzare i serbatori a rischio (3 su 4) ma l'Eni aveva ottenuto una sospensiva dal TAR!!! #salvalacqua #sosPertusillo

LA NOTIZIA statotte è la prima di quelle presenti su diverse testate on-line:

http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/04/15/regione-basilicata-decide-sospensione-di-tutte-le-attivita-del-centro-olii-eni-di-viggiano/3526152/
http://www.trmtv.it/home/scienza-e-salute/ambiente/2017_04_15/137619.html
http://www.trmtv.it/home/scienza-e-salute/ambiente/2017_04_15/137619.html

venerdì 4 marzo 2016

TOILET FIRST (PRIMA IL GABINETTO)



PERCHE' in Basilicata si continua a trivellare attorno all'invaso del Pertusillo (mettendo a rischio la qualità dell'acqua di milioni di persone (pugliesi)????
Semplice: perchè siamo in un mondo in cui garantire l'uso di un cellulare conta di più che garantire accesso all'acqua potabile ed ai servizi igienici.
Nel mondo 4 MILIARDI di persone hanno un cellulare
mentre 2,5 MILIARDI di persone NON NANNO accesso all'ACQUA...
In pratica 1,5 MILIARDI di persone possiedono un cellulare,
ma non ha accesso alla toilette!
Gli antichi romani portavano l'acqua ovunque arrivavano.
Noi moderni portiamo i cellulari.




evento: L'impatto del PETROLIO sull'ACQUA che beviamo


riceviamo e pubblichiamo

Comunicato Stampa
L'impatto del PETROLIO sull'ACQUA che beviamo
Il M5S Altamura invita tutti all'incontro con la Prof.ssa Colella

Domenica 6 marzo 2016 ad Altamura (Salone Port'Alba alle spalle di S.Agostino)

Si parlerà della grave situazione di pericolo in cui versa il bacino del Pertusillo,
uno dei più importanti per l'Acquedotto Pugliese. 


Ospiti la Prof.ssa A lbina Colella (ordinario di Geologia – Università della Basilicata),
Loretta Moramarco (Rete appulo‐lucana SALVALACQUA) e
Mario Conca (consigliere M5S Regione Puglia).

In Basilicata si trivella per il petrolio da oltre 20 anni.
Eppure è risaputo che la Basilicata è anche ricchissima d'acqua che arriva anche nei rubinetti pugliesi. Il buon senso imporrebbe la tutela di questo bene vitale, ma cosa è stato fatto finora per tutelare la nostra salute?
La prof.ssa Albina Colella, co‐autrice del nuovo libro “L 'impatto del petrolio in terra e in mare”, attraverso diverse ricerche scientifiche, ha rilevato tracce significative di idrocarburi e metalli pesanti nell'invaso del Pertusillo, uno dei più importanti per l'Acquedotto Pugliese.
Anche gli studi dell'ARPAB fanno sospettare che il lago sia già occasionalmente soggetto a picchi di inquinamento.
Oggi il governo lucano in accordo con quello nazionale, punta a raddoppiare le estrazioni come se nulla fosse, nel silenzio assordante dei grandi media. L'incontro ha l'obiettivo di affermare il primato dell'acqua sul petrolio e coinvolgere gli amministratori e politici locali, le associazioni di categoria interessate dal problema (i panificatori per esempio) nel tentativo rilanciare azioni politico/amministrative concrete per tutelare il diritto all'acqua di buona qualità.

“Invitiamo davvero tutti a partecipare – dichiara Pietro Masi consigliere m5sAltamura – perché con l'acqua non si scherza e l'informazione è l'arma più potente che abbiamo. L'invito è rivolto in modo particolare al sindaco Forte e al presidente del consiglio Marroccoli visto che il diritto all'acqua è
sancito nello Statuto comunale di Altamura, alla deputata Ventricelli.
Ci auguriamo che siano presenti le scuole, le parrocchie e le associazioni di categoria quali i panificatori: il pane è buono se è buona l'acqua!”
Sarà anche l'occasione per prepararsi al appuntamento referendario del 17 aprile, perchè un bicchiere d'acqua vale più di mille barili di petrolio!

Gruppo consigliare Movimento 5 Stelle Altamura
Movimento 5 Stelle ­ gruppo consiliare Comune di Altamura – m5saltamura.it

mercoledì 19 novembre 2014

CICLOPROTESTA “SALVA L'ACQUA DAL PETROLIO”


comunicato stampa
CICLOPROTESTA “SALVA L'ACQUA DAL PETROLIO”
L'ACQUA NON SI FERMA AL CONFINE REGIONALE ED UNISCE PUGLIA E BASILICATA



Domenica 23 novembre 2014 partenza ore 9,00 la Puglia e la Basilicata saranno unite dall'allegria di una ciclopasseggiata (a petrolio zero) per riaffermare la priorità della tutela dell'acqua potabile di fronte ai rischi derivanti dalle estrazioni petrolifere in terra lucana.
La RETE APPULO-LUCANA SALVA L'ACQUA (costituitasi lo scorso 5 aprile) invita TUTTI a partecipare alla cicloprotesta SALVA L'ACQUA dal petrolio.
Due le partenze in sincrono alle 9,00: da Altamura (Piazza Zanardelli) e da Matera (sta­zione Villa Longo). L'arrivo è previsto per le 11,00 nel piazzale del centro commerciale di Borgo Venusio, dove i 2 “fiumi” di biciclette pugliesi e lucane si incontreranno, come si incontrano quotidianamente i nostri destini rispetto alle estrazioni petrolifere.
Le indagini scientifiche condotte da ARPAB e da EHPA (prof.ssa Colella - Univer­sità Basilicata) fanno sospettare che l'invaso del Pertusillo, che serve l'Acquedotto Pugliese, sia già occasionalmente soggetto a picchi di inquinamento. In ogni caso appare evidente che, in assenza di azioni rivolte a ridurre la pressione antropica (effetto di de­purazioni inefficienti o assenti e di estrazioni petrolifere) lo stato ecologico dell’invaso sia destinato a peggiorare e, potenzialmente, ad oltrepassare la soglia critica.
La mappa accanto è molto eloquente: circa 3/4 della Basilicata sono mi­nacciati dalle tri­velle.
La recente approvazione del­la legge c.d. “Sblocca Italia” rende il quadro ancora più preoccumpante. L'obiettivo di raddop­piare le estrazioni petrolifere sia sulla terra che in mare, mette ancora più in pericolo il DIRITTO ALL'ACQUA POTABI­LE con conseguente danno per tutta la catena alimenta­re, dall'agricoltura, all'alle­vamento, al turismo e alla vita in generale. Le attività turistiche ed agricole (e le attività economiche ad essi con­nesse rischiano la chiusura a fronte di benefici irrisori per il territorio regionale e trascu­rabili per l’intera nazione.
L’inquinamento di acqua, aria, suolo non si ferma ai confini geografici. Occorre una presa di coscienza anche delle comunità pugliesi: l'adesione alle istanze dei movi­menti lucani è dettata dal principio di solidarietà ma anche dalla necessità di tutelare in particolare l’Acqua, un bene vitale che la Puglia riceve dalla Basilicata.
UN SOLO BICCHIERE D'ACQUA VALE PIÙ DI MILLE BARILI DI PETROLIO!
Tutti i componenti della Rete Appulo-Lucana Salva-l'acqua vi aspettano pieni di energia VERDE, PULITA per dire NO AL PETROLIO e SÌ all'ACQUA, alla VITA.
Perchè si scrive salva l'acqua e si legge salva la vita

Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA

Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Movimento Aria Fresca, Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, 
AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata, Medi­terraneo NO TRIV, Ass. Ross@, 
Legambiente Matera, AcquaBeneComune Giovinazzo,, AcquaBeneComune Lecce, NO TRIV Terra di Bari.
#salvalacqua

sabato 25 ottobre 2014

La Rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA: RIAFFERMARE IL PRIMATO DELL'ACQUA sul PETROLIO



 comunicato stampa

 La Rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA alla sua 5^assemblea
ANNUNCIATE NUOVE INIZIATIVE contro lo SBLOCCA ITALIA per
RIAFFERMARE IL PRIMATO DELL'ACQUA sul PETROLIO
NON SI ESCLUDE UN RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA


Domenica 19.10.2014, ad Altamura ha avuto luogo la 5^ assemblea della Rete SAL­VA L'ACQUA che riunisce comitati e gruppi attivi pugliesi e lucani che operano in diversi contesti, ma hanno tutti a cuore il diritto all'Acqua potabile e la salvaguardia del Bene Comune per eccellenza. All'odg l'allerta suscitata dagli ultimi sviluppi legislativi che, con il decreto “Sblocca-Ita­lia” creano le condizioni per ulteriori catastrofi ambientali inevitabili laddove le leggi del mercato e del profitto hanno il sopravvento sulla salvaguardia della salute, della ter­ra nella quale viviamo e delle persone stesse.
“In tutta Italia sono centinaia i Comitati e le Associazioni che si stanno opponendo a qua­lunque trivellazione, in mare e sulla terra ferma, consapevoli dei grandissimi rischi sani­tari, sociali ed ambientali derivanti dall’oro nero (sic!) e che restano a carico delle Co­munità. Noi siamo parte attiva di questa decisa opposizione”.
Diversi sindaci lucani stanno facendo rete per cercare di arginare la deriva vertici­stica e deregolamentatrice del governo Renzi che con il decreto (che diventerà legge il prossimo 12 novembre) Lo stesso provvedimento definisce “strategiche” e quindi incom­patibili con le “lungaggini burocratiche”, le trivellazioni, ignorando gli effetti devastanti che le attività estrattive e di lavorazione del petrolio hanno ed avranno su un ecosiste­ma delicato com'è quello della Basilicata.
“L'acqua lucana disseta (e non solo) anche i pugliesi, ecco perché durante l'ultima l'as­semblea la Rete APPULO-LUCANA ha messo in cantiere una serie di iniziative volte a sol­lecitare i governi regionali di Puglia e Basilicata affinché chiedano il rispetto della pro­pria prerogativa in materia di tutela del territorio e della salute”.
I governi di Puglia e Basilicata saranno chiamati in causa con la richiesta che presentino ricorso alla Corte Costituzionale. Verranno corresponsabilizzati anche i sindaci pugliesi: non si può pensare di lasciare soli i primi cittadidi lucani. Il sindaco ha il compito di tutelare la salute dei concittadini con una delibera di consiglio o di giunta, con altro atto pubblico può lanciare un messaggio chiaro al governo nazionale: L'ACQUA VIENE PRIMA DEL PETROLIO – LA SALUTE E LA VITA STESSA VENGONO PRIMA DEI SOLDI.
La nostra protesta raggiungerà anche i parlamentari tra i quali non mancano coloro che predicano bene (in campagna elettorale) e razzolano male in Parlamento. “Per ottenere il rispetto dei nostri diritti (all'acqua, ad un ambiente salubre, alla salute) non esiteremo, infine, a rivolgerci alla Corte di Giustizia Europea”

23.10.14


Perchè si scrive salva l'acqua
e si legge salva la vita
Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA

Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, 
Movimento ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Movimento Aria Fresca, 
Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, 
AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata, 
Mediterraneo NO TRIV, Ass. Ross@, AcquaBeneComune Giovinazzo, 
AcquaBeneComune Lecce, AcquaBeneComune Brindis

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martedì 3 giugno 2014

NOI IL PETROLIO NON CE LO BEVIAMO GIU' LE MANI DALLA BASILICATA




Il movimento il Grillaio parteciperà alla manifestazione nazionale a Potenza

NOI IL PETROLIO NON CE LO BEVIAMO

GIU' LE MANI DALLA BASILICATA

Giovedì 4 Giugno 2014 ore 11
MANIFESTAZIONE dinanzi la Regione Basilicata
(Potenza - Viale Verrastro)

Il movimento ilGrillaio di Altamura risponde concretamente all'appello di cittadini, movimenti, associazioni riuniti nel “Coordinamento 4 giugno” per gridare con forza GIU' LE MANI DALLA BASILICATA, NO ALLE TRIVELLE. Come cittadini pugliesi, prima che come comitato politico, siamo coscienti della necessità di fare rete e supporteremo le proteste di chi vuole difendere la vita dalla follia di un modello di sviluppo che guarda solo al PIL.
La basilicata è ormai ridotta ad un colabrodo ed è sempre più difficile nascondere i rischi ambientali e sanitari delle trivellazioni.

Paradigmatico è l'aspetto “Qualità delle acque” recentemente sollevato dalla Rete Appulo-Lucana SALVA l'ACQUA. Pensare ad uno sviluppo basato sulle estrazioni di petrolio senza porsi il problema di quanto potrebbe accadere alla più grande riserva idrica del sud Italia è la cifra della stupidità umana, di chi pensa “Tanto beviamo l'acqua minerale!” (come se questa provenisse da altrove).

A Potenza il 4 giugno saranno presenti il presidente della regione Basilicata (da poco rieletto parlamentare europeo) Gianni Pittella e il ministro dello sviluppo economico Federica Guidi i quali manifesteremo, in sintonia con i numerosi comitati lucani, la ferma opposizione alla proposta di aumento delle estrazioni di gas e petrolio nella vicina Basilicata, già tormentata dall’inquinamento e dal silenzio sulle conseguenze ambientali legate ai pozzi petroliferi.
Invitiamo caldamente alla partecipazione tutti i cittadini, comitati e associazioni che hanno a cuore la propria salute e il futuro della propria terra.
Il 4 giugno diciamo basta a questa “democrazia nera” come il petrolio. I cittadini comuni devono tornare ad essere sovrani, e gli interessi economici non possono monetizzare il diritto alla salute e a vivere nella propria terra.”
Movimento ilGrillaio Altamura

lunedì 14 aprile 2014

Nasce la RETE APPULO-LUCANA “SALVA L'ACQUA”

Qualche settimana fa vi abbiamo dimostrato (con la vicenda di Borgo Venusio)  quanto sia necessario non fermare lo sguardo al confine tra Puglia e Basilicata. Si parlava di aria, ma già sapevamo che per l'acqua è la stessa cosa. Infatti...
Fate una prova: sovrapponete le due immagini e capirete perchè è il caso di preoccuparsi di quanto sta accadendo in Basilicata. Nelle prossime settimane partirà una importante campagna informativa. Stay tuned


comunicato stampa
Nasce la RETE APPULO-LUCANA “SALVA L'ACQUA”

RIAFFERMARE IL PRIMATO DELL'ACQUA sul PETROLIO E' POSSIBILE.
L'ACQUA NON SI FERMA AL CONFINE REGIONALE ED UNISCE I COMITATI DI PUGLIA E BASILICATA

Sabato 5 aprile 2014, ad Altamura diversi gruppi e singoli cittadini attivi pugliesi e lucani si sono incontrati per dare vita alla RETE APPULO-LUCANA SALVA L'ACQUA.
All'appello lanciato dal Comitato Pugliese AcquaBeneComune hanno risposto in molti.
Si tratta di persone che operano in diversi contesti, ma tutti hanno a cuore le sorti del diritto all'acqua potabile e la salvaguardia del Bene Comune.
L'acqua è il bene comune per eccellenza oltre che paradigma culturale e chiave di lettura di un sistema economico (e politico) che sembra aver perso il senno.
L'incontro è stato convocato dopo una serie di allarmi provenienti da diverse zone della Basilicata ed in particolare dalla zona dell'invaso del Pertusillio. Allarmi legati alle attività estrattive e di trivellazione, e al conseguente rischio di inquinamento, in relazione ai quali esistono già segnalazioni/denunce provenienti da cittadini e associazioni operanti sul territorio della Basilicata.
In particolare si è discusso dei risultati di analisi provenienti dall'invaso del Pertusillo condotti dalla prof.ssa COLELLA (Ordinario di Geologia, Università di Potenza).
Analisi che hanno evidenziato la presenza nelle acque dell'invaso (da cui attingono molti comuni della Puglia) di sostanze inquinanti, tra cui idrocarburi.
Sulla base di tali risultati si è proceduto ad inoltrare una formale denuncia alla Unione europea per le violazioni di numerose norme del diritto comunitario, compiute dalla Regione Basilicata. La denuncia ha messo in evidenza la mancata tutela delle acque, lo sfruttamento intensivo del territorio, la distruzione delle economie locali e di ogni forma di economia sostenibile.
I gruppi provenienti dalla Basilicata hanno socializzato quanto sta accadendo nella loro Regione, dove fare ricerche petrolifere costa solo 2 € per kmq. L'intero bacino imbrifero che fornisce l'acqua potabile alla Puglia, per uso civile e agricolo rischia seriamente un definitivo e irreversibile inquinamento, le cui conseguenze, a fronte dei ricavi modesti, provenienti dal petrolio, potrebbero costituire una vera e propria catastrofe nell'imminente futuro.
Ciò che manca – sostengono – è la necessaria presa di coscienza del pericolo che incombe, sia da parte dei cittadini pugliesi e lucani sia da parte degli Enti locali e, per questo, a breve, partirà una campagna di divulgazione.
Obiettivo prossimo della Rete SALVA L'ACQUA è la promozione di campagne informative che nel prossimo futuro potrebbero fare la differenza tra chi si attiva per difendere il Bene Comune per eccellenza (l'ACQUA) e chi resta a casa a guardare la tv pensando "tanto io bevo l'acqua minerale!!!".
A chiusura della campagna di sensibilizzazione si prevede di realizzare un evento che veda coinvolte le comunià pugliesi e lucane e che porti all'attenzione dei media, degli amministratori locali e, perchè no, delle stesse procure quanto sta accadendo stiamo rischiando di diventare come il Texas.

Perchè si scrive salva l'acquae si legge salva la vita

Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA

Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata, Mediterraneo NO TRIV, Ass. Ross@, AcquaBeneComune Giovinazzo, AcquaBeneComune Lecce.


lunedì 3 settembre 2012

PASSERA, TRIVELLA CASA TUA. Lettera della prof.ssa D'Orsogna a



Maria Rita D'Orsogna, ricercatrice italiana emigrata in California, già ospite del blog del Grillaio in occasione del suo incontro con il comitato "no petrolio" di Spinazzola (vedi qui) per il quale abbiamo curato la diretta streaming, ha scritto qualche giorno fa a Passera la lettera che tutti avremmo voluto scrivergli.
Noi del Grillaio la ringraziamo e consigliamo ai nostri lettori di ritagliare cinque minuti per leggerla, mezz'ora per meditarla e due mesi di lotta infuocata al rientro da questa estate per cacciare questa gentaglia a calci e ripristinare la legalità europea violata!!

 Caro signor Passera,
stavo per andare a dormire quando ho letto dei suoi folli deliri per l'Italia petrolizzata. Ci sarebbe veramente da ridere al suo modo malato di pensare, ai suoi progetti stile anni '60 per aggiustare l'Italia, alla sua visione piccola piccola per il futuro. Invece qui sono pianti amari, perche' non si tratta di un gioco o di un esperimento o di una scommessa. Qui si tratta della vita delle persone, e del futuro di una nazione, o dovrei dire del suo regresso. Lei non è stato eletto da nessuno e non può pensare di "risanare" l'Italia trivellando il bel paese in lungo ed in largo. Lei parla di questo paese come se qui non ci vivesse nessuno: metanodotti dall'Algeria, corridoio Sud dell'Adriatico, 4 rigassificatori, raddoppio delle estrazioni di idrocarburi. E la gente dove deve andare a vivere, di grazia?
Ci dica.
Dove e cosa vuole bucare? Ci dica. I campi di riso di Carpignano Sesia? I sassi di Matera? I vigneti del Montepulciano d'Abruzzo? Le riserve marine di Pantelleria? I frutteti di Arborea? La laguna di Venezia? Il parco del delta del Po? Gli ospedali? I parchi? La Majella? Le zone terremotate dell'Emilia? Il lago di Bomba? La riviera del Salento? Otranto? Le Tremiti? Ci dica. Oppure dobbiamo aspettare un terremoto come in Emilia, o l'esplosione di tumori come all'Ilva per non farle fare certe cose, tentando la sorte e dopo che decine e decine di persone sono morte?
Vorrei tanto sapere dove vive lei. Vorrei tanto che fosse lei ad avere mercurio in corpo, vorrei tanto che fosse lei a respirare idrogeno solforato dalla mattina alla sera, vorrei tanto che fosse lei ad avere perso la casa nel terremoto, vorrei tanto che fosse sua moglie ad avere partorito bambini deformi, vorrei tanto che fosse lei a dover emigrare perche' la sua regione - quella che ci dara' questo 20% della produzione nazionale - e' la piu' povera d'Italia. Ma io lo so che dove vive lei tutto questo non c'è. Dove vive lei ci sono giardini fioriti, piscine, ville eleganti soldi e chissà, amici banchieri, petrolieri e lobbisti di ogni genere. Lo so che è facile far cassa sull'ambiente. I delfini e i fenicotteri non votano. Il cancro verrà domani, non oggi. I petrolieri sbavano per bucare, hanno soldi e l'Italia è corrotta. E' facile, lo so.
Ma qui non parliamo di soldi, tasse e dei tartassamenti iniqui di questo governo, parliamo della vita della gente. Non è etico, non è morale pensare di sistemare le cose avvelenando acqua, aria e pace mentale della gente, dopo averli lasciati in mutande perchè non si aveva il coraggio di attaccare il vero marciume dell'Italia. E no, non è possibile trivellare in rispetto dell'ambiente. Non è successo mai. Da nessuna parte del mondo. Mai. Ma non vede cosa succede a Taranto? Che dopo 50 anni di industrializzazione selvaggia - all'italiana, senza protezione ambientale, senza controlli, senza multe, senza amore, senza l'idea di lasciare qualcosa di buono alla comunità - la gente muore, i tumori sono alle stelle, la gente tira fuori piombo nelle urine? E adesso noialtri dobbiamo pure pagare il ripristino ambientale? E lei pensa che questo è il futuro? Dalla mia adorata California vorrei ridere, invece mi si aggrovigliano le budella. Qui il limite trivelle è di 160 km da riva, come ripetuto ad infinitum caro "giornalista" Luca Iezzi. Ed e' dal 1969 che non ce le mettiamo più le trivelle in mare perchè non  è questo il futuro. Qui il futuro si chiama high tech, biotech, nanotech, si chiamano Google, Facebook, Intel, Tesla, e una miriade di startup che tappezzano tutta la California. Il futuro si chiama uno stato di 37 milioni di persone che produce il 20% della sua energia da fonti rinnovabili adesso, ogni giorno, e che gli incentivi non li taglia a beneficio delle lobby dei petrolieri. Il futuro si chiamano programmi universitari per formare chi lavorerà nell'industria verde, si chiamano 220.000 posti di lavoro verde, si chiama programmi per rendere facile l'uso degli incentivi. Ma non hanno figli questi? E Clini, che razza di ministro dell'ambiente è? E gli italiani cosa faranno? Non lo so. So solo che occorre protestare, senza fine, ed esigere, esigere, ma esigere veramente e non su facebook che chiunque seguirà questo scandaloso personaggio e tutta la cricca che pensa che l'Italia sia una landa desolata si renda conto che queste sono le nostre vite e che le nostre vite sono sacre.

Prof.ssa Maria Rita D'Orsogna

domenica 8 gennaio 2012

NO ALLE TRIVELLAZIONI IN ADRIATICO - Appello

 
NO ALLE TRIVELLAZIONI IN ADRIATICO
- 21 gennaio 2011 Monopoli -

APPELLO ALLE ASSOCIAZIONI ALTAMURANE

Facciamo nostro e rivisitiamo in chiave murgiana l'appello del comitato NO PETROLIO Puglia perchè siamo convinti che solo un vera rete di movimenti può sortire dei risultati.  
Il meetUp ilGRILLAIO aderisce insieme a centinaia di realtà associative alla manifestrazione prevista a MONOPOLI il prossimo 21 gennaio 2012 per DIRE NO ALLA DERIVA "PETROLIFERA" dei nostri territori che hanno ben altra vocazione (turistica, agricola, paesaggistica, gastronomica...).
Invitiamo tutte le realtrà associative locali a fare altrettanto.
Se non vogliamo fare la fine della Nigeria che annega letteralmente nel petrolio (GUARDA QUI)
se non vogliamo la "Tarantizzazione" anche della costa adriatica,
se vogliamo che le nostre aziende agrituristiche non chiudano come accade nella petrolifera Basilicata (guarda video sopra),
dobbiamo far sentire forte la nostra voce.
Al largo di Monopli vorrebbero iniziare quelle che chiamano "prospezioni sismiche" da parte di due multinazionali del petrolio. Queste aziende avrebbero dalla loro delle autorizzazioni ministeriali anche se la Regione non ha autorizzato le operazioni.

Facendo tesoro di quanto accaduto a pochi chilometri (
a Spinazzola) che alla fine è riuscita ad impedire le trivellazioni che avrebbero avvelenato le proprie campagne,
vi giriamo la lettera rivolta alle associazioni di tutta la Puglia.
L’importante è riuscire a raggiungere quanta più gente possibile,
diffondendo il documento 21.1.2012 (in allegato) o creando un appello ad hoc.

Per aderire scrivere a nopetroliopuglia@gmail.com:
NOME ASSOCIAZIONE, REFERENTE(nome e cognome), NUM. DI CELL. ED IND.
E-MAIL così man mano che arrivano le adesioni saranno visibili anche
in rete

LA LETTERA ALLE ASSOCIAZIONI PUGLIESI.
VOLANTINO MANIFESTAZIONE.

lunedì 26 luglio 2010

Futuro nero. Al contadino non far sapere quanto fanno schifo le verdure nere (di petrolio).


"For the ignorance of the public is the real capital of monopoly"
Hanry Demarest Lloyd

Come dire: al contadino non far sapere quanto fan fan schifo le verdure nere (di petrolio).
Lo sanno bene i petrolieri: la prima cosa da fare è nascondere le carte, agire in sordina, non far parlare dei reali rischi che comportano tutte le attività estrattive. La mistificazione della realtà con la promessa di progresso e posti di lavoro, magari con la faciloneria degli amministratori locali fa il resto.
Dei 15 comuni interessati dal progetto di ricerca petrolifera "Palazzo San Gervasio" solo due comuni pugliesi hanno dato l'ok: Mivervino Murge e Spinazzola, due comuni i cui territori ricadono all'interno del PARCO NAZIONALE DELL'ALTA MURGIA.
Com'è possibile conciliare il petrolio con i prodotti tipici? Mangereste voi il fungo cardoncello nero?
Alcuni di questi amministratori locali ritengono erroneamente che le attività di trivellazione per cercare il petrolio siano senza rischi: QUESTO E' FALSO e lo sa bene chi ha seguito il convegno trasmesso in diretta streaming dal Blog del Grillaio sul nostro canale web tv (http://www.ustream.tv/ilgrillaio). A 24 ore dall'evento già 112 visualizzazioni.
Una comunità locale, dunque, vuole capirci di più, organizza un convegno, chiama a raccolta i cittadini ed invita a parlare chi ne sa un po' di più chiedendo al comune di patrocinare l'iniziativa. Il sindaco di Spinazzola Scelsi non ha patrocinato l'evento ed è stato triste sentire dalla voce di Cosimo Forina (portavoce del Comitato No all'Italia Petrolizzata di Spinazzola che ha organizzato il convegno) che lo stesso comune ha negato l'utilizzo delle sedie che sono state gentilmente offerte dai "vicini" di Poggiorsini.
Il convegno è stato molto partecipato da cittadini e mezzi di informazione. Assenti i sindaci dei comuni limitrofi invitati dal comitato.
Noi ad Altamura possiamo stare tranquilli per il nostro pane dop, il grano duro con cui viene fatto il nostro pane, viene da lontano. E' al sicuro dal petrolio nostrano!
Al comune sono talmente tranquilli che all'interpellanza del 31 maggio 2010 presentata dal Movimento Aria Fresca sull'argomento non è stata data finora alcuna risposta.

La Prof.ssa Maria Rita D'Orsogna, Docente di Fisica al Dipartimento di Matematica della California State University, a Northridge, è innamorata dell'Abruzzo terra d'origine di cui è strenuo difensore contro ogni speculazione nella battaglia contro le trivellazioni ad Ortona. Coordina le sue attività di paladina dell'ambiente dal suo blog (dorsogna.blogspot.com) e la scorsa settimana ha tenuto un convegno a Metaponto ed uno, appunto, a Spinazzola.
La D'Orsogna, dispiaciuta per l'assenza degli amministratori locali, ha messo in guardia da quelli che sono i rischi legati alle trivellazioni (anche quelle esplorative): i fanghi e fluidi perforanti la cui composizione chimica molto tossica è un segreto industriale.

Cassandra del nostro territorio, Carlo Vulpio, autore de La città delle Nuvole, ha illustrato i casi allarmanti delle pecore alla diossina di Taranto, del miele agli idrocarburi della Val d'Agri e ha messo in guardia da quella che è una errata concezione di progresso in cambio di Royalties che si aggirano sul 7% (una miseria). Le conseguenze sull'ambiente e sulla salute non sono le sole, ha continuato Vulpio, la Basilicata dei giagimenti di petrolio continua ad accusare una emigrazione di giovani da fare paura. Insomma anche in questo caso si privatizzano i profitti ed in cambio di miseri compensi si socializzano gli ingenti costi.

All'incontro era presente anche il vice presidente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia Michele Di Lorenzo che ha parlato delle difficoltà da parte dello stesso Ente Parco a reperire la documentazione relativa a questo progetto di trivellazioni ed ha chiarito che questa attività non ha "nessuna possibilità di convivenza" con quelle che sono le finalità dello stesso Parco.

sabato 24 luglio 2010

NO a Puglie e Basilicata petrolizzate

Video streaming by Ustream
DIRETTA STREAMING A PARTIRE DALLE 19,30 circa
relatori:

- dott.sa Maria Rita D’Orsogna. paladina dell’ambiente: Fisico, Docente al Dipartimento di Matematica della California State University, a Northridge. ricercatrice nel campo della Statistica meccanica, nei modelli matematici e nella simulazione computerizzata. Autrice di decine di pubblicazioni, in gran parte incentrate sui modelli matematici applicati alla biologia. La docente della State University è referente della Physical Review Letters, della Physical Review E, dell'Institute of Electrical and Electronics Engineers Conference Proceedings, e membro dell'American Physical Society, della Società per le applicazioni matematiche per l'industria, e della Biophysical Society;
- dott. Carlo Vulpio giornalista, inviato del Corriere della Sera. Autore del libro “Roba Nostra” e “La Città delle Nuvole”;
- l’avv. Michele Di Lorenzo vice presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia.


intanto a Spinazzola, l'iniziativa di questa sera deve superare una serie di incredibili ostacoli:


Intanto il Comune permette di occupare parte della Piazza San Sebastiano

Come è noto il sindaco di Spinazzola Carlo Scelzi ha affermato di non voler contrastare sul suo territorio le ricerche petrolifere. Ma a chi è del parere opposto succede anche questo. “Definiamolo cosi: un episodio ridicolo, neanche increscioso. Il peggior declino di chi si sottrae al confronto”. E’ quanto afferma Cosimo Forina del Comitato “No all’Italia Petrolizzata” che ricostruisce: “sin dall’8 luglio il sindaco Carlo Scelzi ci ha autorizzato l’uso di piazza San Sebastiano, senza concedere il patrocinio del Comune e l’uso delle sedie dell’Ente per il convegno in programma il 24 luglio alle 19,30. Ieri mattina, inspiegabilmente, uffici e adepti del sindaco hanno concesso di far occupare gran parte della piazza, che sarebbe stata utilizzata ad ospitare l’evento, ad una attività

commerciale. Una struttura in metallo, un enorme gazebo, che ben sarebbe potuto essere montato il giorno dopo la manifestazione”.
Quest’oggi componenti del comitato “No all’Italia petrolizzata” di Spinazzola constatata l’occupazione, a meno di 24 ore dall’evento, si sono rivolti ai vigili urbani e ai carabinieri, mostrando la loro regolare autorizzazione concessa dal sindaco Scezi dove inequivocabile si legge: “si concede la disponibilità all’utilizzo di Piazza San Sebastiano per la giornata di sabato 24 luglio”.I più per quell’autorizzazione sono persino cascati dalle nuvole. Come se non avessero nemmeno notato le decine di manifesti affissi in città.
Il comandante dei Vigili Urbani Michele De Marinis ha dichiarato: “l’ufficio tecnico e un assessore mi hanno riferito che anche l’attività commerciale è autorizzata se pur da poche ore”.
Una doppia autorizzazione quindi all’utilizzo dello stesso luogo che produce una sintesi innegabile, pur nella necessità di garantire ordine pubblico: “noi facciamo quello che vogliamo”.
Meno superficialità è stata mostrata dal comandante della locale caserma dei carabinieri, maresciallo Giuseppe Vitale, il quale ha cercato in tutti i modi di far conciliare le parti chiamando in caserma il titolare dell’esercizio commerciale Canio De Bonis e un esponente del comitato promotore del convegno.
Enigma in diritto: “far smontare il gazebo che si è scoperto in vero non essere ancora autorizzato o riorganizzare con diversi allacci elettrici e cavi di collegamento per la diretta web tutto il convegno”.
Per non essere tacciati di impedire la crescita alle attività commerciali in un paese che sempre più va morendo, riferisce Forina, il comitato ha optato per la seconda soluzione. Il convegno si svolgerà regolarmente pur in spazi più ristretti. Si è cercato di mettere i bastioni tra le ruote per la buona riuscita di un momento d’informazioni verso i cittadini sui tantissimi dubbi, rischi ambientali, della salute, dovuti alla ricerca e alla perforazione per il petrolio anche sul nostro territorio. In vero più che di bastoni dovremmo parlare di stecchini. Come la ridicola storia di non mettere a disposizione le sedie tra l’altro frutto di donazione di un cittadino, neanche comprate dal Comune. Quanti giungeranno a Spinazzola e gli stessi cittadini comunque stiano tranquilli, potranno comodamente seguire il convegno perché a mettere a disposizione le sedie ci ha pensato, con la sensibilità di sempre sui temi ambientali, il Comune di Poggiorsini”.
Credo, ha concluso Forina, che alla fine ci toccherà ringraziare l’amministrazione comunale di Spinazzola. I suoi bizzarri atteggiamenti sono il più grande veicolo pubblicitario alla nostra iniziativa”.
Per il comitato, Cosimo Forina

sabato 17 luglio 2010

Saremo tutti ricchi (e oleosi)



Avete mai pensato alla pecora nera alla rizzola? Ve lo immaginate un pane nero (nel vero e oleoso senso del termine)? Comprereste un fiasco di vino nero petrolio? Quando una società petrolifera si offre di far progredire un territorio con il petrolio, gli amministratori e le comunità locali, a volte abboccano, ma nel tempo ci si rende conto che non c'è prezzo per il nostro habitat. Lo hanno sperimentato sulla loro pelle gli abitanti della val d'agri.


La società statunitense AleAnna Resources LLC che ricerca e coltiva di idrocarburi titolare del progetto "Palazzo San Gervasio", ha chiesto di poter avviare le trivellazioni per cercare petrolio tra Puglia e Basilicata.
Quindici i comuni coinvolti, su di una superficie di 561 kmq: Acerenza, Banzi, Barile, Forenza, Genzano di Lucania, Ginestra, Maschito, Montemilone, Oppido Lucano, Palazzo San Gervasio, Ripacandida, Rapolla e Venosa che ricadono in Basilicata; Minervino Murge e Spinazzola in Puglia.

Cosimo Forina, del Comitato No all'Italia petrolizzata di Spinazzola, scrive per la Gazzetta del Mezzogiorno e segue questa ed altre vicende da tempo (leggi l'articolo del 29 giugno su GdM).
Il Comitato il 24 luglio 2010 alle ore 19,30 a Spinazzola organizza un Convegno internazionale per capire meglio cosa comporta questo tipo di "sviluppo".
I relatori:
Mariarita D’Orsogna: Fisico, Docente al Dipartimento di Matematica della California State University, a Northridge. Ricercatrice nel campo della Statistica meccanica, nei modelli matematici e nella simulazione computerizzata. Autrice di decine di pubblicazioni, in gran parte incentrate sui modelli matematici applicati alla biologia. La docente della State University è referente della Physical Review Letters, della Physical Review E, dell'Institute of Electrical and Electronics Engineers Conference Proceedings e membro dell'American Physical Society, della Società per le applicazioni matematiche per l'industria, e della Biophysical Society;
Carlo Vulpio giornalista, inviato del Corriere della Sera. Autore del libro
“Roba Nostra” e “La Città delle Nuvole”;
Michele Di Lorenzo vice presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia.

L'evento sarà trasmesso in diretta streaming su questo blog.

sabato 10 luglio 2010

Un mare nero

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Qualche settimana fa il Tar della Puglia detto NO alle trivellazioni off shore in Puglia tra Brindisi e Monopoli. L’assessore regionale pugliese all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha reso noto che il Tar ha accolto il ricorso della Regione contro il decreto di VIA che dava l’ok a Northern Petroleum per l’esecuzione di sondaggi geosismici per la ricerca di idrocarburi al largo delle coste tra Monopoli e Brindisi.

Nell'epoca in cui il petrolio sia in via di esaurimento, si intensificano le attività di ricerca di nuovi giacimenti e sembra non fare più notizia lo sversamento tutt'oggi in corso di milioni di litri di petrolio nel golfo del messico. Nei prossimi giorni un nuovo tentativo, dopo diversi fallimenti, di bloccare la fuoriuscita di greggio che come marea nera sembra essere arrivata in Florida

Il contatore sopra conta la perdita ad oggi in galloni (1 gallone = 4 litri)