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mercoledì 20 aprile 2016

Referendum Sociali: si ricomincia da 6!

riceviamo e pubblichiamo un appello del Comitato ScuolaBeneComune Altamura

Alla Cortese Attenzione di
Cittadini attivi, Comitati, Associazioni, forze sindacali e politiche
ALLA STAMPA

OGGETTO: Costituzione Comitato Referendum Sociali

giovedì 21 aprile 2016 ore 19,30

polisede COBAS Scuola Altamura - via Metastasio 64 (alle spalle di S.G. Bosco).

Il percorso referendario appena concluso sulle trivellazioni in mare vale anche la delusione del mancato raggiungimento del quorum.
L'obiettivo di cancellare la norma non è stato raggiunto ma dei risultati sono stati ottenuti:
1. si è tornato a parlare di energia, di rinnovabili, di impatto del petrolio sull'ambiente e sul­l'economia a livello nazionale;
2. il governo è stato costretto a fare marcia indietro su alcune norme per evitare che fossero oggetto del referendum (3 quesiti su 6 iniziali sono stati "soddisfatti" nella Legge di Stabili­tà 2016);
3. 15 milioni di italiani hanno creduto nello strumento referendario nonostante i media e il governo;
4. persone di cultura politica differente hanno unito le forze per informare la popolazione e raggiungere il quorum.
Ecco perchè il percorso referendario non deve fermarsi. Dobbiamo parlare di * SCUOLA * BENI COMUNI * INCENERITORI * TRIVELLE ZERO* e soprattutto della Costituzione Italiana.
Il Comitato ScuolaBeneComune di Altamura vuole promuovere i 6 referendum sociali avviando an­che ad Altamura la campagna referendaria (che terminerà il 18 giugno) coinvolgendo il maggior nu­mero di persone, gruppi, comitati associazioni anche con il sostegno di forze sindacali e politiche.
Prepareremo, inoltre il terreno in vista del referendum "costituzionale" del prossimo autunno con il quale saremo chiamati a votare in merito alla riforma del TITOLO V della costituzione.
I moduli per la raccolta firme, già vidimati presso la segreteria del comune di Altamura sono già di­sponibili presso la sede dei Cobas della Scuola di Altamura che mette a disposizione uno spazio per il primo incontro.



Cosa saremo chiamati a firmare con i 6 quesiti dei REFERENDUM SOCIALI?
Lo strumento referendario ci permetterà di abrogare gli elementi più pericolosi della legge 107 sulla scuola, la legislazione che consente le trivellazioni in mare e in terraferma e quanto prevede lo "Sblocca Italia" rispetto ad un piano strategico per nuovi inceneritori, mentre una grande raccolta di firme per una petizione popolare vuole contrastare la ripresa dei processi di privatizzazione dell’acqua.  INFO: www.referedumsociali.info

lunedì 14 aprile 2014

Nasce la RETE APPULO-LUCANA “SALVA L'ACQUA”

Qualche settimana fa vi abbiamo dimostrato (con la vicenda di Borgo Venusio)  quanto sia necessario non fermare lo sguardo al confine tra Puglia e Basilicata. Si parlava di aria, ma già sapevamo che per l'acqua è la stessa cosa. Infatti...
Fate una prova: sovrapponete le due immagini e capirete perchè è il caso di preoccuparsi di quanto sta accadendo in Basilicata. Nelle prossime settimane partirà una importante campagna informativa. Stay tuned


comunicato stampa
Nasce la RETE APPULO-LUCANA “SALVA L'ACQUA”

RIAFFERMARE IL PRIMATO DELL'ACQUA sul PETROLIO E' POSSIBILE.
L'ACQUA NON SI FERMA AL CONFINE REGIONALE ED UNISCE I COMITATI DI PUGLIA E BASILICATA

Sabato 5 aprile 2014, ad Altamura diversi gruppi e singoli cittadini attivi pugliesi e lucani si sono incontrati per dare vita alla RETE APPULO-LUCANA SALVA L'ACQUA.
All'appello lanciato dal Comitato Pugliese AcquaBeneComune hanno risposto in molti.
Si tratta di persone che operano in diversi contesti, ma tutti hanno a cuore le sorti del diritto all'acqua potabile e la salvaguardia del Bene Comune.
L'acqua è il bene comune per eccellenza oltre che paradigma culturale e chiave di lettura di un sistema economico (e politico) che sembra aver perso il senno.
L'incontro è stato convocato dopo una serie di allarmi provenienti da diverse zone della Basilicata ed in particolare dalla zona dell'invaso del Pertusillio. Allarmi legati alle attività estrattive e di trivellazione, e al conseguente rischio di inquinamento, in relazione ai quali esistono già segnalazioni/denunce provenienti da cittadini e associazioni operanti sul territorio della Basilicata.
In particolare si è discusso dei risultati di analisi provenienti dall'invaso del Pertusillo condotti dalla prof.ssa COLELLA (Ordinario di Geologia, Università di Potenza).
Analisi che hanno evidenziato la presenza nelle acque dell'invaso (da cui attingono molti comuni della Puglia) di sostanze inquinanti, tra cui idrocarburi.
Sulla base di tali risultati si è proceduto ad inoltrare una formale denuncia alla Unione europea per le violazioni di numerose norme del diritto comunitario, compiute dalla Regione Basilicata. La denuncia ha messo in evidenza la mancata tutela delle acque, lo sfruttamento intensivo del territorio, la distruzione delle economie locali e di ogni forma di economia sostenibile.
I gruppi provenienti dalla Basilicata hanno socializzato quanto sta accadendo nella loro Regione, dove fare ricerche petrolifere costa solo 2 € per kmq. L'intero bacino imbrifero che fornisce l'acqua potabile alla Puglia, per uso civile e agricolo rischia seriamente un definitivo e irreversibile inquinamento, le cui conseguenze, a fronte dei ricavi modesti, provenienti dal petrolio, potrebbero costituire una vera e propria catastrofe nell'imminente futuro.
Ciò che manca – sostengono – è la necessaria presa di coscienza del pericolo che incombe, sia da parte dei cittadini pugliesi e lucani sia da parte degli Enti locali e, per questo, a breve, partirà una campagna di divulgazione.
Obiettivo prossimo della Rete SALVA L'ACQUA è la promozione di campagne informative che nel prossimo futuro potrebbero fare la differenza tra chi si attiva per difendere il Bene Comune per eccellenza (l'ACQUA) e chi resta a casa a guardare la tv pensando "tanto io bevo l'acqua minerale!!!".
A chiusura della campagna di sensibilizzazione si prevede di realizzare un evento che veda coinvolte le comunià pugliesi e lucane e che porti all'attenzione dei media, degli amministratori locali e, perchè no, delle stesse procure quanto sta accadendo stiamo rischiando di diventare come il Texas.

Perchè si scrive salva l'acquae si legge salva la vita

Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA

Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata, Mediterraneo NO TRIV, Ass. Ross@, AcquaBeneComune Giovinazzo, AcquaBeneComune Lecce.


sabato 22 febbraio 2014

MATERA E ALTAMURA RESPIRANO LA STESSA ARIA... O GLI STESSI FUMI



Comunicato stampa

Il Movimento il Grillaio esprime solidarietà ai cittadini materani che protestano Borgo Venusio contro il progetto della Valdadige di bruciare il temibile Pet-coke

MATERA E ALTAMURA SONO SULLA STESSA TERRA, BEVONO LA STESSA ACQUA, RESPIRANO LA STESSA ARIA... O GLI STESSI FUMI

Insieme possiamo riaffermare la sovranità popolare persa nei meandri della burocrazia e annacquata dal ricatto occupazionale

Il Movimento ilGrillaio/Rete Rifiutizero Aro Ba4 esprime solidarietà agli abitanti materani che, negli scorsi giorni, hanno ottenuto uno stop temporaneo al progetto di combustione del terribile PET COKE, nello stabilimento di Borgo Venusio.
Siamo consapevoli di essere legati da una sorte comune e non intendiamo sottovalutare il ruolo che abbiamo nella vicenda Valdadige: sappiamo che non sono pochi chilometri a risolvere il problema dei paesi limitrofi. Condividiamo le vostre perplessità sul silenzio altamurano sul tema.
Il nostro attuale impegno, teso a chiedere una corretta gestione dei rifiuti (che ESCLUDA L'INCENERIMENTO e che si ponga l'obiettivo della RIDUZIONE degli stessi) si sposa perfettamente con la richiesta, legittima, dei cittadini materani di poter continuare a respirare aria salubre, mangiare cibo sano, bere acqua pulita.

E’ ORMAI CHIARO A TUTTI CHE IL NOSTRO FUTURO DIPENDE DA UNA CORRETTA GESTIONE DEI RIFIUTI: BRUCIARLI IN QUALUNQUE MODO E' DA MEDIOEVO

Il pet coke (petroleum-coke) è un “rifiuto di lavorazione” del petrolio che contiene un elevato tasso di sostanze nocive, dannose per la salute umana.
La normativa italiana, purtroppo, consente l’utilizzo di questo “combustibile”. Le carte spesso sono a posto, ma ciò, non significa che non ci siano problemi, anzi.
I dati scientifici sono inequivocabili: dove si brucia ci si ammale e si muore più che in altre zone. Se a questo aggiungiamo la facilità con cui in Italia è possibile eludere tali norme, capite che il minimo che i cittadini possono fare è ribellarsi.
Il Movimento il Grillaio con la Rete RIFIUTIZERO di Altamura, Gravina, Santeamo e Cassano parte dal presupposto che ogni cittadino debba occuparsi del proprio territorio affermando quella “sovranità popolare” che i governanti ci riconoscono ormai solo quando si vota e che scompare nei meandri della burocrazia.
Oggi “sovranità popolare” significa poter partecipare alle decisioni riguardanti il cibo che mangiamo, l'acqua che beviamo... l'aria che respiriamo.
Ci auguriamo di non assistere, come spesso accade in questi casi, al triste teatrino del ricatto occupazionale: il lavoro dev'essere il mezzo per vivere meglio non il fine (o “la Fine”) di una esistenza in cui tutto è precario.

Ribadiamo la nostra piena disponibilità a avviare un confronto con i cittadini materani per condividere questa battaglia che è anche nostra. Agli amministratori locali dev'essere chiaro che i cittadini non possono subire le decisioni riguardanti la propria vita e quella dei propri figli.


Movimento ilGRILLAIO Altamura
Rete Rifiutizero Aro Ba4

sabato 11 gennaio 2014

PIANO RIFIUTI: SENZA PARTECIPARE, MI RIFIUTO DI PAGARE


Comunicato stampa
SENZA PARTECIPARE, MI RIFIUTO DI PAGARE
 I SINDACI PREVEDANO DEI SISTEMI DI MONITORAGGIO DA PARTE DEI CITTADINI ALL'INTERNO DELLA CARTA DEI SERVIZI

 13.01.14 ore 12,00 PRESIDIO ASSEMBLEA PER CHIEDERE DI ESSERE ASCOLTATI

Apprendiamo soltanto questo pomeriggio dal sito dell'ARO www.unionecomunialtamurgia.it (consorzio dei comuni di Altamura, Santeramo, Gravina, Cassano, Toritto, Grumo e Poggiorsini) che lunedì 13 gennaio 2014 l'assemblea dei sindaci presieduta dal Sindaco di Gravina, si appresta ad approvare il Regolamento e la CARTA DEI SERVIZI del nuovo piano di raccolta.
Ciò significa che lunedì potrebbe chiudersi ogni spazio utile per prevedere seri meccanismi di partecipazione/monitoraggio da parte degli utenti.
I sindaci dei 7 comuni non possono permettere che questo accada.
In particolare non dovrebbe permetterlo il Sindaco del Comune di Altamura, essendo mancato un qualsiasi passaggio (quantomeno) in consiglio comunale. Il consiglio avrebbe la possibilità di esprimersi il 15 gennaio essendo stato convocato per tale data (grazie a 7 consiglieri di minoranza) per discutere sul futuro della gestione dei rifiuti. Può essere un passaggio essenziale a patto che la maggioranza sia presente in aula e consenta la discussione come primo punto.
La presidenza dell'ARO nella persona del dott. Alesio Valente, che più volte ha dichiarato la propria disponibilità ad ascoltare la Rete RIFIUTI ZERO, non può consentire che si proceda a porte chiuse all'approvazione di questi documenti. Il nuovo piano di raccolta non può funzionare senza coinvolgere attivamente le comunità.
Non è pensabile che ai cittadini sia dato spazio solo attraverso un numero verde, dove una voce registrata ringrazia della segnalazione!
CHIEDIAMO
che nella Carta dei Servizi siano inseriti gli articoli ALLEGATI (nel rispetto della normativa vigente);
che all'assemblea dell'ARO, possa partecipare una delegazione della Rete RIFIUTI ZERO dell'ARO.
La Rete RIFIUTI ZERO dell'ARO BA4 INVITA tutti i cittadini, associazioni, comitati, movimenti ad attivarsi per sventare questa pericolosa deriva che ancora una volta mortifica i cittadini che vogliono vederci chiaro e vogliono che il servizio di raccolta dei rifiuti (servizio che pagheranno profumatamente) sia fatto sempre meglio perchè costi sempre meno.

SENZA PARTECIPARE, MI RIFIUTO DI PAGARE
LUNEDì 13 GENNAIO 2014 ore 12,00
PRESIDIO c/o ASSEMBLEA ARO
Gravina di Puglia – Palazzo Comunale

Perchè il futuro è nero
 se non è rifiutizero,
e non ci sarà soldo bucato
 se non è partecipato

Rete RIFIUTI ZERO dell'ARO BA4

Movimento ilGRILLAIO Altamura, Comitato RIFIUTI ZERO Altamura, Legambiente Santeramo, G.A.S. “Chiacchiereffrutt” Altamura, Ass. Circolo delle Formiche, Comitato AcquaBeneComune Altamura, meetup Altamura 5 Stelle, Associazione Santeramo in Movimento, Movimento cittadino Aria Fresca Altamura, Legambiente Gravina in Puglia, Associazione Ross@ Altamura, Legambiente Altamura




Ipotesi Governance Partecipata della gestione raccolta rifiuti
a cura della Rete RIFIUTIZERO dell'AROBA4

Articolo 1
Comunità di utenti
1. Possono essere istituite tante comunità di utenti quante sono le zone omogenee di raccolta di rifiuti (es. centro storico, quartieri decentrati etc….) oltre ad un comitato di esercenti per categorie omogenee dal punto di vista della produzione dei rifiuti (es. ristorazione, ortofrutta, copisterie...).
2. La partecipazione ai comitati è gratuita e volontaria. I comitati possono nominare un referente che assume l’incarico per un anno, al termine del quale non è rieleggibile. Le modalità di elezione sono autonomamente stabilite da ciascun comitato.
3. Il Comune si impegna a fornire propri locali per gli incontri che si terranno con cadenza mensile.
4. Almeno una volta l’anno i referenti dei comitati dovranno essere auditi dal sindaco, e dalla conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, e potranno presentare una relazione sul lavoro svolto dalla società affidataria.
 
Articolo 2
Poteri di proposta dei comitati
1. I comitati hanno la facoltà di presentare proposte di miglioramento della gestione dei rifiuti che dovranno essere obbligatoriamente discusse con un delegato della società affidataria del servizio se presentate da un comitato con l’appoggio di almeno il 40% della popolazione interessata.
2 In caso di impossibilità di dar seguito alle proposte di miglioramento presentate dalla collettività dovrà essere fornita idonea risposta scritta che potrà essere rivalutata alla presenza del sindaco o di un suo delegato e di una rappresentanza del consiglio comunale.
3. Le proposte dovranno essere presentate preferibilmente ogni trimestre.
4. Qualora accolte potranno essere revocate solo dopo almeno un semestre di prova.
5. In caso di reiterato silenzio e/o ostruzionismo da parte della ditta affidataria sarà applicata una penalità.
 
Articolo 3
Poteri di controllo dei comitati
1. I comitati, tramite loro referenti o esperti da questi individuati, potranno visitare gli impianti di smaltimento ed assistere alle operazioni di raccolta e trasporto previo accordo con la ditta affidataria del servizio che dovrà assicurare due visite di controllo annue.
2. I comitati hanno diritto di visionare e presentare osservazioni sul piano industriale che dovranno essere discusse con un referente della ditta appaltatrice secondo le modalità indicate all’articolo 2.
3. I comitati hanno diritto di visionare e presentare osservazioni sulla gestione economica che dovranno essere discusse con un referente della ditta appaltatrice secondo le modalità indicate all’articolo 2.
4. La ditta affidataria del servizio dovrà comunicare annualmente con chiarezza i costi variabili su cui i cittadini possono incidere con i propri comportamenti virtuosi.

Articolo 4
Poteri di monitoraggio dei comitati
1. I comitati hanno poteri di monitoraggio sul rispetto della normativa ambientale nei territori di afferenza da parte dei concittadini.
2. I membri dei comitati con funzioni di vigilanza potranno essere individuati liberamente dai comitati nel numero ritenuto congruo (in ogni caso non inferiore a due unità). La carica è volontaria e gratuita. Potranno esercitare tale attività per un biennio. La carica non è rinnovabile. I nominativi saranno comunicati alla Polizia Municipale per il necessario coordinamento.

Rete Rifiuti Zero dell'ARO Ba4


martedì 1 ottobre 2013

BANNING POVERTY 2018. giovedì 03.10.13 ad ALTAMURA




Giovedì 3 ottobre 2013, Altamura ospiterà il Prof. RICCARDO PETRELLA Docente Emerito di Economia all'Università Cattolica di Lovanio in Belgio) e già presidente dell'Acquedotto Pugliese. Petrella è al suo terzo viaggio ad Altamura e la sua presenza ha sempre lasciato un segno. Vi invitiamo caldamente a partecipare.


Comunicato stampa 
2^ Conferenza Nazionale Itinerante 
“Dichiariamo Illegale la Povertà” 
Altamura, giovedì 3 ottobre 2013 


Il Gruppo DIP di Altamura ospiterà il prossimo 3 ottobre 2013, ore 18,30 presso la Sala Convegni ABMC in p.zza Zanardelli (sotto i portici) una delle tappe della 2° Conferenza Nazionale della Campagna Internazionale “Dichiariamo illegale la povertà - Banning Poverty 2018”. L'evento è organizzato dal gruppo DIP Puglia (Gruppo Altamura) in collaborazione con i Missionari Comboniani di Bari e la Rete dei Comitati per i Beni Comuni.

Interverranno: il Prof. Riccardo Petrella, Docente Emerito di Economia all'Università Cattolica di Lovanio in Belgio) e già presidente dell'Acquedotto Pugliese, insieme a rappresentanti del mondo associativo e della cittadinanza attiva; Demetrio Spanti (ass. Monasteo del Bene Comune) esperto in pedagogia dell'impoverimento. Coordina Lucia Difonzo.

La povertà non è un fatto di natura, inevitabile, come la pioggia, ma è invece il risultato di processi sociali, culturali, economici e politici. Un'economia ingiusta e una società ineguale comportano la creazione dei fattori strutturali all'origine dei processi di impoverimento, come dimostra l'aumento scandaloso dei poveri in Italia. Non si nasce poveri ma si diventa impoveriti.

La Campagna Nazionale e Internazionale “Dichiariamo illegale la povertà - Banning Poverty 2018” mira a realizzare delle azioni di intervento su leggi, istituzioni e pratiche sociali e collettive che costituiscono i fattori strutturali all'origine dei processi d'impoverimento nelle società attuali.

Durante la conferenza saranno presentate le 3 campagne:
- Mettiamo fuori legge la finanza predatrice;
- Diamo forza ad un’economia dei beni comuni;
- Costruiamo le comunità dei cittadini;
e le azioni prioritarie per ciascuna campagna:
1. Togliere ai meccanismi della Borsa i settori relativi ai beni e servizi essenziali e insostituibili per la vita;
2. Eliminare le cooperative di lavoro da caporalato;
3. Chiudere a livello anche europeo i Cie.

Obiettivo della campagna è ottenere nel 2018 (70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani) una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’Onu che dichiari illegali le leggi, le istituzioni e le pratiche sociali e collettive che generano e alimentano i processi di impoverimento nei vari paesi e regioni del mondo. Una dichiarazione analoga, per portata e impatto, alla dichiarazione di illegalità della schiavitù.

Tutte le tappe della Conferenza Nazionale Itinerante pugliese:
30 settembre: Conversano (Ba), Biblioteca del Seminario Vescovile in via Paolotti 2, ore 19:00
1 ottobre: Lecce, Officine Cantelmo, ore 18,00
2 ottobre: Brindisi, sala Mario Marino Guadalupi del Comune, ore 17:30
3 ottobre: Altamura (Ba), Sala Convegni ABMC p.zza Zanardelli (sotto i portici) ore 18:30
4 ottobre: Polignano a Mare (Ba), Aula consiliare “Domenico Modugno”, ore 19:00
5 ottobre: Bari (giornata conclusiva), Sala Consiliare del Comune, corso Vitt Emanuele II, ore 17.00 (con il Patrocinio del Comune di Bari). A seguire, in Cattedrale si esibirà l’Orchestra MusicaInGioco-MomART diretta dal maestro A. Gargiulo, ore 20:30.

Per informazioni:
banningpoverty.org
benicomuni.org

giovedì 26 settembre 2013

Dichiariamo illegale la povertà – Banning Poverty 2018 in PUGLIA



Inoltriamo un c.s. proveniente dalla Rete dei Comitati per i Beni Comuni: 

2^ Conferenza Nazionale ITINERANTE
Dichiariamo illegale la povertà – Banning Poverty 2018


Puglia, 30 settembre – 5 ottobre 2013


La povertà non è un fatto di natura, inevitabile, come la pioggia, ma è invece il risultato di processi sociali, culturali, economici e politici.
Un'economia ingiusta e una società ineguale comportano la creazione dei fattori strutturali all'origine dei processi di impoverimento, come dimostra l'aumento scandaloso dei poveri in Italia. Non si nasce poveri ma si diventa impoveriti.
Per questo occorre non limitarsi a curare i sintomi o gli aspetti dolorosi della povertà, ma è necessario intervenire sulle cause strutturali dell'impoverimento.
Di questo e delle iniziative specifiche che per fermare i meccanismi dell’impoverimento se ne parlerà durante le tappe della conferenza itinerante qui di seguito elencate (per maggiori informazioni sui singoli appuntamenti www.banningpoverty.org), alle quali prenderà parte il 
Prof. Riccardo Petrella insieme a rappresentanti del mondo associativo e della cittadinanza attiva.

NON MANCARE! …. Partecipa e invita a partecipare :-)
 
30 settembre  CONVERSANO
Biblioteca Seminario Vescovile, ore 19:00
 1 ottobre  LECCE
Officine Cantelmo, ore  18:00
 2 ottobre  BRINDISI
Sala M.M. Guadalupi del Comune,  ore 17:30
 giovedì 3 ottobre  ALTAMURA

Sala convegni ABMC, ore 18:30
 4 ottobre POLIGNANO A MARE
Sala Consiliare D. Modugno, ore 19:00

5 ottobre BARI
 Sala Consiliare del Comune, ore 17:00
Riccardo PETRELLA
Università del Bene Comune, Bruxelles
Antonietta POTENTE
teologa, Università di Verona
Antonio Felice URICCHIO
Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
 Cattedrale di San Sabino, ore 20:30
Orchestra MusicaInGioco-MomART 

Gruppo “Dichiariamo Illegale la Povertà – Puglia”

Iniziativa organizzata in collaborazione con
i Missionari Comboniani di Bari e la “Rete dei Comitati per i Beni Comuni”
 per maggiori informazioni:


Rete dei Comitati per i Beni Comuni

giovedì 27 giugno 2013

DICHIARIAMO ILLEGALE LA POVERTA' - Bari 29 giugno 2013





Nel paese in cui l'essere clandestino è ancora un reato (nel silenzio assordante dei vertici vaticani) quella di "BANNING POVERTY" è una gran bella sfida.
Si tratta di una campagna lanciata l'8 settembre 2012 da diversi soggetti (gruppo promotore) che ruotano intorno al Monastero del Bene Comune di Sezano (VR), dove ha sede l'Università del Bene Comune promossa da Riccardo Petrella, Rosario Lembo e la comunità degli Stimmatini di Sezano. 

Sabato prossimo si parte anche a Bari con la Rete dei Comitati per i Beni Comuni.


 I Assemblea pugliese
per Campagna internazionale “Dichiariamo Illegale la Povertà – 2018”
convocata dalla Rete dei Comitati per i Beni Comuni
Sabato 29 giugno, ore 16.00
presso la Casa dei Padri Comboniani di Bari
(Via Giulio Petroni, 101)

 “La povertà non è un fatto di natura, inevitabile, ma il risultato di processi sociali, economici, culturali e politici. L'obiettivo dell'Iniziativa è di mostrare che è possibile una società "senza povertà" mettendo "fuori legge" le leggi e disposizioni amministrative, le istituzioni e le pratiche sociali e collettive che sono all'origine dei fattori generatori dei processi strutturali dell'impoverimento”.    Un’utopia? Forse, oggi. Parafrasando Danilo Dolci, non domandiamoci se è facile o difficile, ma se è necessario o no. “E quando una cosa è necessaria, magari occorreranno molta fatica e molto tempo, ma sarà realizzata".             
                                                           
Ordine del Giorno:
A) CAMPAGNA “BANNING THE POVERTY - Dichiariamo Illegale la Povertà 2018”:
-            presentazione e approfondimento dei temi con riferimento ai concetti di povertà e ai meccanismi di impoverimento
-            individuazione delle azioni prioritarie (vedi documento in allegato) sulle quali focalizzarsi da proporre al gruppo promotore nazionale
-            disponibilità delle varie realtà ad aderire alla DIP e a ospitare una tappa della carovana-conferenza itinerante (e prima bozza del calendario della Carovana)
-            organizzazione dell’evento
B) LIP “Rifiuti Zero”: raccolta moduli con le firme certificate. Si invita tutti i comitati a portare i propri moduli.

Tutte le realtà/associazioni/gruppi/reti/cittadini/e interessate ad approfondire l’argomento dell’impoverimento e a conoscere la campagna “Dichiariamo illegale la povertà” sono invitate a partecipare :-)

Si invita quanti prenderanno parte alla riunione
- a darne comunicazione, per questioni organizzative, a: retecomitati@benicomuni.org
- a leggere (e condividere con il proprio gruppo) il documento in allegato (principi fondatori, obiettivi e campagne con le azioni prioritarie) e a visitare il sito: www.banningpoverty.org.

L’incontro sarà trasmesso via streaming.
A prestissimo :-)


--
Rete dei Comitati per i Beni Comuni


SCARICA SCHEDE INFORMATIVE IN PDF

martedì 21 maggio 2013

RICCARDO PETRELLA e il NUOVO MANIFESTA dell'ACQUA

martedì 21 maggio a BARI
RICCARDO PETRELLA
presenta

Il Nuovo Manifesto dell'Acqua e degli altri Beni Comuni

Sarà possibile seguire la conferenza in streaming sul sito di Radio LuogoComune, media partner dell’evento, al seguente link www.radioluogocomune.com

venerdì 29 marzo 2013

Pronta la LEGGE di INIZIATIVA POPOLARE "RIFIUTI ZERO" - Ad Altamura siamo pronti



La legge di iniziativa popolare RIFIUTI ZERO sta per iniziare il suo cammino verso il parlamento italiano. Ieri in cassazione, subito dopo le vacanze nelle piazze e nelle città, per poi approdare (si spera) in qualche commissione parlamentare. 
Si tratta di una legge complessa (LEGGI LA PROPOSTA) che pone una moratoria agli inceneritori in costruzione, che prevede la conversione di quelli esistenti, che obbliga i comuni al passaggio al sistema "porta a porta", che mirà sì a RICICLARE, ma soprattutto a RIDURRE la produzione di rifiuti... 
Siamo abituati a vedere mortificati gli sforzi profusi per questo strumento di democrazia diretta: raramente arrivano ad essere discusse e quasi mai sono diventate legge. 
Questa volta, però, potrebbe andare diversamente. I deputati e i senatori del Movimento 5 Stelle (e speriamo non siano gli unici) sono una sponda importante per questo tipo di inziativa.

Noi del Grillaio siamo pronti a fare la nostra parte. Stay tuned.


comunicato stampa

Legge Rifiuti Zero consegnata in Cassazione, dopo Pasqua inizia la raccolta firme

Questa mattina è stata depositata in Corte di Cassazione la Legge di Iniziativa Popolare Rifiuti Zero da 14 cittadini tra i rappresentanti delle realtà sociali promotrici e tra i coordinatori regionali della Campagna di raccolta firme.

Per essere presentata la Legge di Iniziativa Popolare necessita di 50mila firme, i promotori mirano ad almeno il doppio, potendo contare su una rete già costituita in tutta Italia: sono già 14 i coordinamenti regionali già costituiti e 6 quelli in costituzione.

La legge mira ad una riforma organica di tutto il sistema della raccolta e smaltimento riufiuti e si articola su 5 parole fondamentali enunciate già nel primo articolo: sostenibilità, ambiente, salute, partecipazione e lavoro. Quest'ultimo punto – sottolineano i promotori – non è da sottovalutare: la diffusione della raccolta rifiuti porta a porta, che è uno degli obiettivi, sarebbe l'unica grande opera di cui il paese ha bisogno.

La raccolta firme, che partirà in tutta Italia subito dopo Pasqua, si annuncia molto partecipata specialmente in quei territori dove sono già attive vertenze su rifiuti, discariche, inceneritori. La conclusione della raccolta e la successiva presentazione della Proposta di Legge sono previste prima della pausa parlamentare estiva.
La Campagna Legge Zero Rifiuti, di cui fanno parte realtà sociali e comitati territoriali, invita tutte le forze politiche presenti in parlamento a sostenere la raccolta firme e a promuovere incontri per approfondire i contenuti innovativi presenti nel testo nonché ad impegnarsi a portare avanti l'iter legislativo una volta raccolte le firme.

Roma, 27 marzo 2013

domenica 10 marzo 2013

Obiettivo: RIFIUTI ZERO entro il 2020



Video streaming by Ustream


Il centro culturale di via Borrelli che ha ospitato il seminario di formazione sulla legge di iniziativa popolare "Rifiuti Zero", ieri 9 marzo, era gremito. Tanta gente, cittadini, esponenti di associazioni locali, movimenti pronti ad ascoltare ed attivarsi per raggiungere l'obiettivo rifiuti zero entro il 2020. 
Ci sono battaglie culturali da fare e firme da raccogliere (minimo 50.000) perché ci sia la possibilità di discutere questa legge innovativa e fondamentale in Parlamento. Sappiamo bene, avendo vissuto la stagione della raccolta firme per la legge di ripubblicizzazione dei servizi idrici, che le leggi di iniziativa popolare possono essere ignorate dal Parlamento e dimenticate nel cassetto mentre di pensa a scudare i capitali portati all'estero o a tagliare i fondi alla scuola pubblica, ma abbiamo anche visto come il lavoro di informazione/formazione compiuto durante quella raccolta firme abbia portato ad una  maggiore consapevolezza della cittadinanza  sul tema dell'acqua tanto da consentire ai due referendum di giugno 2010 di superare il quorum (non succedeva da quasi 20 anni!!).
Crediamo che lo stesso effetto positivo si possa ottenere per questa legge sicuramente perfettibile ma importante per cominciare a cambiare strategia ed evitare che il 2050 sia l'anno della fine dei beni comuni e della lotta per la sopravvivenza (alla faccia dello spread).
Il dato negativo della bellissima riunione di ieri (partecipata e piena di spunti importanti) è l'assenza di sindaci e la scarna presenza di qualche consigliere comunale.
Tra questi vannno segnalati gli interventi di Enzo Colonna (Aria fresca - minuto 06:15) e Riccardo Rossi (Brindisi Bene Comune - minuto 18:20). Dunque un solo amministratore altamurano presente, sebbene la nostra città sia tristemente nota per il problema della gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, per le inchieste che coinvolgono più o meno direttamente la Tradeco, per le percentuali risibili di raccolta differenziata.
Per quanti non abbiano avuto la possibilità di seguire la diretta streaming (disturbata da problemi tecnici) pubblicheremo a breve i video caricati su you tube. Intanto potete leggere il testo della legge e saperne di più sulla strategia rifiuti zero sul sito: http://www.leggerifiutizero.it/

CLICCA QUI per gli altri spezzoni di VIDEO DELL'INCONTRO (presto il video integrale)

intervento di Margherita Ciervo (comitato Pugliese AcquaBeneComune - minuto 30:00)

mercoledì 11 luglio 2012

Consiglio Regionale nella Rete dei Beni Comuni



Vi abbiamo raccontato della nascita, sabato scorso a Bari, della Rete dei Comitati per i Beni Comuni. Circa 70 tra uomini e donne attive sui territori in varie forme dal salento alla capitanata, non già per creare un nuovo comitato, ma per coordinarsi in una struttura meglio articolata.

Questa mattina la Rete dei Comitati per i Beni Comuni ha tenuto una conferenza stampa sotto i portici del Consiglio Regionale Pugliese in via Capruzzi a Bari. La data non è casuale: oggi consiglio regionale e nel pomeriggio conferenza dei capigruppo per discutere del DDL per la privatizzazione della gestione dei rifiuti e dei trasporti (ex) pubblici.
la conferenza stampa è andata molto bene, con una grande partecipazione di comitati e gruppi di numerosi Comuni e province.
Abbiamo consegnato la lettera qui di seguito e il Presidente Introna, che ci ha raggiunto al banchetto, ci ha assicurato che la discussione sul DDL sui rifiuti si sarebbe fermata almeno fino a settembre.
In ogni caso, gli chiederemo di convocare quanto prima la conferenza dei capigruppo per poter porre la questione dei servizi pubblici locali e l'attuazione dell'esito referendario, con particolare riguardo, allaripubblicizzazione dell'acquedotto pugliese, all'eliminazione della remunerazione del capitale dalle tariffe, e la discussione del modello di gestione dei rifiuti.
Nel frattempo,
  • attendiamo la risposta dei consiglieri alle richieste poste nella nota consegnata stamane;
  • continua la presentazione del libro di Andrea Palladino promossa dalla Rete dei Comitati per i Beni Comuni. E' fondamentale, utilizzare tale occasione per comprendere a fondo i meccanismi perversi alla base della gestione dei rifiuti e, contemporaneamente, far conoscere la nascente rete(www.benicomuni.org).

Mobilitiamoci :-) mobilitiamoci :-) mobilitiamoci :-)....la resistenza continua :-)
Ai Consiglieri Regionali
                                                                                  Consiglio Regione Puglia
                                                                                  Via Capruzzi
                                                                                  70121 Bari BA
                                                                                                         
e p.c. Ai membri della Giunta Regionale
Alla stampa


Oggetto: lettera aperta sulla proposta di legge per l’organizzazione dello svolgimento del ciclo integrato della gestione dei rifiuti urbani.


Gentili Consiglieri,

vi scriviamo in vista della discussione sul disegno di legge in oggetto presentato dal Governo regionale che il Consiglio si appresta a ridiscutere.

Leggiamo in questi giorni, interventi da parte di diverse forze politiche circa la volontà di tutelare l’acqua pubblica e di rispettare l’esito referendario e riguardo a queste affermazioni di impegno politico ci permettiamo segnalare che :

  • Il quesito referendario non riguardava solo il servizio idrico integrato ma anche gli altri servizi pubblici locali compresi, dunque, rifiuti e trasporti (come la Corte Costituzionale precisa nella sentenza 24/2011 affermando che “non sarebbe stato possibile formulare un quesito diretto ad abrogare la normativa dell’art.23-bis solo per alcuni settori di servizi pubblici e non per altri”);
  • Gli oltre 27 milioni di cittadini che hanno votato per i referendum hanno inteso abolire la disposizione secondo cui l’affidamento della gestione del servizio pubblico locale avvenga, «in via ordinaria», mediante procedure competitive ad evidenza pubblica, cioè a privati (la Corte Costituzionale nella sentenza 24/2001 rileva come “appare evidente che l’obiettiva ratio del quesito n. 1 va ravvisata nell’intento di escludere l’applicazione delle norme, contenute nell’art. 23-bis, che limitano, rispetto al diritto comunitario, le ipotesi di affidamento diretto […] Non sussiste, pertanto, alcuna contraddizione o incongruità tra tale intento intrinseco e la formulazione – del tutto chiara, semplice ed univoca − della richiesta referendaria di abrogare l’intero art. 23-bis”);
  • Non sussiste alcun obbligo comunitario a privatizzare i servizi pubblici locali, motivo per cui il primo quesito referendario è stato ammesso (come, del resto, la Corte Costituzionale aveva precisato già nella sentenza 325/2010 e poi ribadito nella sentenza di ammissibilità dei referendum 24/2011).

Pertanto, l’apertura della gestione dei servizi pubblici locali e, in particolare il reinserimento dei rifiuti e dei trasporti tra i servizi da affidare ai privati, tramite gara è una scelta dei governi nazionali e di quelli regionali (per le materia di loro competenza).

Le leggi nazionali e/o regionali in contraddizione con l’esito referendario sono da considerarsi illegittimepoiché contrarie alla volontà popolare espressa attraverso referendum.

E se da un lato abbiamo apprezzato il ricorso presentato dalla Regione Puglia alla Consulta rispetto al D. Lgs. 138/2011, dall’altro ci chiediamo, a questo punto, perché tanta urgenza da parte della Regione Puglia di adottare un provvedimento ad hoc sui rifiuti che, di fatto, accetta l’inclusione del ciclo dei rifiuti tra i servizi da mettere a gara?
La Regione Puglia, infatti, più di altre, avrebbe un “titolo” in più da spendere a difesa dell’esito referendario, ovvero il ricorso presentato alla Corte Costituzionale contro l’art. 4 del D.Lgs. 138/2011.


Pertanto, sulla base di tali preoccupazioni, chiediamo ai Consiglieri regionali, in qualità di Legislatori, di

  • chiedere la sospensiva di ogni provvedimento che spinge la gestione del ciclo dei rifiuti verso l’affidamento ai privati tramite il ricorso alla gara in attesa almeno della pronuncia della Corte Costituzionale;
  • adottare un modello di gestione regionale del ciclo dei rifiuti che valorizzi l’autonomia dei Comuni e sia rispettoso della volontà popolare espressa attraverso l’esito referendario del giugno 2011;
  • esplicitare la posizione del proprio gruppo rispetto a questa proposta di legge e al modello di gestione dei rifiuti che si ritiene sia più appropriato per salvaguardare il territorio della Regione Puglia ;
  • non arrendersi politicamente (e, ancor prima, culturalmente) al ruolo ritagliato ad hoc per il pubblico dal sistema liberista, ovvero esclusivamente quello di programmazione, regolazione e controllo.
  • eliminare “l’incenerimento” come pratica di trattamento del rifiuto residuo e l'immediata adozione per tutto il territorio regionale della virtuosa 'Strategia Rifiuti Zero', essenziale per una sana gestione del ciclo veramente integrato delle 'materie prime seconde', impropriamente definite 'rifiuto'. Si chiede inoltre la trasformazione degli impianti, già esistenti e quelli di prossima realizzazione in Puglia, di ”Trattamento meccanico biologico” finalizzati alla produzione di combustibile da rifiuti (cdr) e vincolati da contratti pluridecennali, in impianti che recuperano maggiormente il residuo rispettando la “gerarchia” europea del trattamento dei rifiuti, eliminando quindi la parte destinata alla combustione, avvalendosi anche del processo di estrusione. Oltre a ciò, è’ di fondamentale importanza il recupero della frazione umida-organica per la produzione di compost che troppo spesso non può essere raccolto dai Comuni per mancanza di impianti idonei.


In attesa di un pronto riscontro

Rete dei Comitati per i Beni Comuni



Comitati e forum territoriali
Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”;
Forum Ambiente Salute Lecce;
Comitato No Inceneritore – Cerignola;
Forum “Amici del territorio” – Cutrofiano (LE),
Attiva Lizzano (TA),
Comitato antinucleare di Maruggio (TA),
Assemblea popolare Taranto,
Capitanata rifiuti zero,
Comitato “Danilo Dolci”,
Comitato referendario Galatina (LE),
Gruppo Egerthe Onlus – Galatina (LE),
Forum Ambiente e Salute del Grande Salento;
Comitato SalentAmbiente; Comitato Contro sprechi e privilegi;
Comitato “Minervino Sana”;
Comitato per la corretta gestione dei rifiuti Massafra (TA);
Comitato Cittadino Fibronit (Bari);
Comitato "Modugno in ... dignità",
Comitato Beni Comuni di Barletta;
Comitato “Pro Ambiente” Modugno;
Comitato "cambiamo Aria" di Galatina (LE)

Associazioni territoriali
Associazione Giovani Menti Attive – Modugno (BA);
Associazione Gaia – Corsano (LE);
Associazione “Pensa Libero” di Bari;
Associazione “Sviluppo Sostenibile” – Bari; WWF Taranto;
Associazione “Nuova Messapia”,
Associazione Antigone per i diritti e le garanzie nel sistema penale (LE);
Associazione “Ingegneria Senza Frontiere” Bari;
Associazione Artemia Salina di Margherita di Savoia (BT),
Associazione “FucinAsud” di Salice Salentino (LE);
Associazione "grilli salentini" (LE)
Associazione “Terrarossa”  Mesagne

Gruppi Territoriali
Collettivo “Rivolta il Debito”;
Laboratori Sociali Alchera – Laterza (TA);
Collettivo “Iqbal Masih” di Lecce;
ilGrillaio Altamura (BA);
Missionari Comboniani Bari;
Collettivo EXIT di Barletta;
Meetup di Lecce,
Meetup163 I Grilli di Bari;
Rete della Conoscenza Puglia,
Atenei in Rivolta