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domenica 10 ottobre 2010

Che Casino ad Altamura. La Las Vegas delle Murge.



Altamura, come Milano (guarda il video dal 9° minuto)?

Neanche il tempo di goderci la notizia dello stanziamento di 30.000 euri del Comune di Altamura per un progetto CARITAS che prevede, tra le altre cose, uno sportello antiusura e delle pregevoli "azioni (dello stesso comune, nds) tese a ridurre il disagio sociale e di quelle tese a promuovere la cultura della legalità".
Oggi dobbiamo subito intristirci (e incazzarci) per l'ennesima pessima notizia (non proprio fresca - del 15.09.2010) che annuncia la prossima l'apertura ad Altamura di un Pub Bar Casinò (leggi qui).
Sicuramente non è colpa dei nostri amministratori se ad Altamura i centri scommesse spuntano come funghi e sono pieni di ragazzi, se i tabaccai sono strapieni di persone di ogni età che "grattano" per tentare la fortuna, se aprono sempre più centri del tipo COMPRIAMO ORO, ma una cosa è certa: nella città in cui "la malavita organizzata ha fatto il salto di qualità" (come dice la DDA) nessuno si preoccupa di un fenomeno tanto pericoloso quanto subdolo. La dipendenza dal gioco, le DIPENDENZE in generale, sono un business e come business vanno trattate.
Se prima, però, a promuovere questo business erano le MAFIE oggi c'è anche lo stato che vuole la sua parte. Non si spiegano altrimenti le decine di pubblicità che invitano a giocare, scommettere. E se non hai soldi a sufficienza puoi sempre vendere la collana della nonna, il bracciale della zia o l'anello di papà (tutto rigorosamente d'ORO). Si arriva all'assurdo quando lo stesso TG della tv "pubblica" dedica minuti interi alla "febbre del superenalotto". Siamo alla follia, ragazzi!
Le MAFIE, si sà, sulle dipendenze (dalle droghe, dal sesso, dal gioco d'azzardo...) fanno cassa, ma cosa accade quando è lo stesso stato a promuovere queste attività per guadagnarci?
Chi fa politica dovrebbe avere a cuore la sorte i dei suoi abitanti, dovrebbe inoculare gli anticorpi per un uso responsabile del denaro. Cosa accade se dinanzi a questo conflitto di interessi (fare soldi-tutelare la salute dei cittadini) chi ci amministra sceglie i soldi, la crescita economica?
Accade che la gente si ammala, il tessuto sociale si degrada perchè si accentuano comportamenti viziosi che alterano il corretto rapporto che dovremmo avere con il denaro, con i beni che ci circondano. Ed è l'inizio della fine.

Oggi noi ad Altamura abbiamo una brillante organizzazione mafiosa. Abbiamo sparatorie in pieno giorno. Abbiamo un vasto parco giovani che fumano eroina (non conoscevate questa nuova tendenza? basta con le siringhe che fanno schifo ai morti). Siamo pieni di slot machine, di gratta e vinci e posti in cui puoi scommettere anche su quanto durerà ancora il governo nazionale (o la giunta comunale). Ora avremo anche un casinò. Non ci manca proprio niente. YES WE CAN (tenìme i solde... o la collène de nonne)

leggi il nostro GRATTAti tanto non VINCI postato un annetto fa.

mercoledì 20 gennaio 2010

Gratta gratta il banco vince. Sempre



Al governo l'antistato, al governo l'antipolitica, l'antiUOMO, l'andiDONNA.
Al governo la cultura dell'IPERMERCATO GLOBALE dove la vita è un prodotto da scaffale.

(da lerane.wordpress.com)

Gratta gratta il banco vince. Sempre

Si diceva che la legalizzazione delle scommese doveva servire a togliere il business alla criminalità organizzata. Si diceva che la legalizzazione delle slot machine doveva servire a togliere di mezzo le bische clandestine. Ma non è che gratta e vinci, lotterie e via estraendo servono solo a togliere soldi ai tantissimi che ne hanno pochi per premiare non più di una dozzina di fortunati l’anno e rimpinguare le finanze di uno stato sempre più biscazziere?

I giochi gestiti dai monopoli hanno incassato nel 2009 54,4 miliardi di euro e il montepremi di ciascun concorso non supera mai il 70% delle giocate (il banco, quindi, può contare su una vincita sicura del 30%). Si parla tanto (in tv, sui giornali) di febbre da superenalotto e jackpot miliardari, ma nei fatti la fonte di reddito più pingue per i monopoli sono proprio le new slot installate in bar e tabaccherie: a dicembre scorso, ad esempio, le macchinette hanno mangiato circa la metà (2,6 miliardi di euro) dei 5,3 miliardi di giocate totali; un altro miliardo e mezzo circa è arrivato da lotto e lotterie, mentre il superenalotto ha raccolto 335 milioni.

Domanda: avete notato la tipologia del giocatore tipo di slot machine? Vi sembrano, generalmente, persone che si possono permettere di perdere ogni giorno – come mediamente avviene – 10, 20 o 50 euro? 300, 600 0 900 euro al mese? Il fatto è che la mossa statale di spostare le slot nei luoghi della spesa quotidiana ha reso familiare il gioco d’azzardo a una moltitudine di persone (pensionati, casalinghe…) che prima mai si sarebbero sognate di entrare in una bisca clandestina, ha creato una sorta di tassa occulta che pagano soprattutto le categorie a basso reddito, sta facendo crescere il numero di gioco-dipendenti che si impegnano pure le mutande per infilare l’ennesima monetina nelle slot.

Ora è partito anche un altro gioco: turista per sempre. Gratta e vinci che promette un vitalizio di 6mila euro al mese per venti anni, oltre a 200 mila euro da incassare subito e un bonus finale di 100 mila euro. Due domande: 1)quanto dovranno spendere gli italiani per mandare in vacanza un unico loro connazionale? 2) Tutta questa fantasia statale non sarebbe meglio indirizzarla alla creazione di reddito piuttosto che spacciare promesse di vincite facili?

martedì 8 settembre 2009

GRATTAti pure tanto PERDI



E tristissimo vedere agli Autogrill, scolaresche intente nell'acquisto dei c.d. Gratta e Vinci.
E' il frutto dell'istigazione di Stato al gioco d'azzardo perpetrata dalle TV di Stato attraverso le pubblicità e gli pseudo-TG che rilanciano quotidianamente notizie riguardanti giochi, lotterie, lotto... Sarà pure che con tutte le notizie che non si devono dare, sorga la necessità di riempire di stronzate il tempo a disposizione, ma... a questo punto perchè non istituire direttamente una rubrica tenuta dal mago ZAGANGA che si metta a "dare i numeri".
Si potrebbe anche chiedere ai soliti politicanti intervistati di suggerire ai telespettatori cosa giocare. In questo modo risolveremmo due annose questioni:
- i giornalisti avrebbero sempre la SECONDA DOMANDA (ne fanno sempre e solo una);
- daremmo un senso a tutti quei bei faccioni che i numeri li danno già.

Le lotterie istantanee accelerano i processi di dipendenza (non devi nemmeno aspettare!), inoltre non bisogna neanche affrontare il senso di vergogna: compri direttamente alla cassa (nessuno ti vede) e giochi a casa!! Grandioso!
Le famiglie rovinate sono sempre di più. Ho cercato dei video su youtube (dipendenza da Gratta e Vinci, ma non ho trovato molto). Vi consiglio questo (GUARDA)

da CNR.it
Non solo Superenalotto: italiani a rischio ‘gambling’

Sono circa 15 milioni, il 38,3% della popolazione tra i 15 e i 64 anni, gli italiani che almeno una volta nella vita, hanno giocato d’azzardo. E di questi a risultare maggiormente coinvolta sarebbe la popolazione maschile, attestandosi al 50% a fronte del 29,2% delle donne. Lo evidenzia un’indagine condotta dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, Sezione di Epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari, analizzando i dati Ipsad-Espad 2007-2008. Si tratta di un fenomeno dunque diverso dal boom di giocate indotto dal ‘6’ da record messo in palio dal Superenalotto ma che può essere interessante focalizzare proprio in corrispondenza della ‘febbre’ da jackpot, che ha ormai superato i 100 milioni.

“I soggetti di età compresa tra i 25 ed i 34 anni sono quelli che hanno maggiormente dichiarato di avere giocato almeno una volta: il 55,1% dei maschi ed il 34,5% delle femmine”, spiega Sabrina Molinaro dell’Ifc-Cnr. “Ma lo studio evidenzia soprattutto che ben il 10,8% dei giocatori, pari a un milione e mezzo di persone, prova l’impulso a giocare somme di denaro sempre più consistenti. Un fenomeno che riguarda il 13,1% degli uomini e l’8% delle femmine. Tra questi giocatori, il 5,3% nasconde addirittura l’entità del denaro speso ai familiari”.

Il dato più preoccupante è però quello della rilevante parte che rientra nella vera e propria dipendenza da ‘gambling’. “Tra i residenti in Italia che hanno giocato almeno una volta”, continua Molinaro, “il 19,8%, pari a tre milioni di persone, potrebbe sviluppare una dipendenza da gioco d’azzardo, e fra questi il 12,4% - secondo la valutazione del Canadian Problem Gambling Index - è nella fascia a rischio minimo, il 4,6% a rischio moderato e lo 0,8%, ovvero 120.000 persone, risulta avere un profilo da gambler”.

La ‘febbre del gioco’ non risparmia neanche i ragazzi. “Circa il 40% degli studenti italiani alle scuole superiori, poco meno di un milione di iscritti”, evidenzia la ricercatrice dell’Ifc-Cnr citando i dati dell’indagine ESPAD 2008 condotta dal suo Istituto fra 45.000 studenti di età compresa fra i 15 ed i 19 anni, “dice di aver giocato con soldi almeno una volta nel corso del 2008. Sono i ragazzi a giocare di più rispetto alle coetanee, il 52,6 contro il 28,8%”.

Tra i giochi preferiti dai giovani di entrambi i generi risultano in pole position quelli tipo ‘gratta e vinci’, seguiti da Lotto, Supenalotto e simili. Tipicamente maschili, invece, i videopoker (ci hanno giocato almeno una volta il 14% dei maschi e il 4% delle ragazze) e le scommesse sportive (30% dei ragazzi e appena il 3% delle studentesse). Tra gli studenti giocatori, il 69% ha speso nell’ultimo mese fino a 10 euro, il 24% tra gli 11 e i 50 euro ed il 7% dai 51 euro in su.

“Per il 30% circa degli studenti ‘giocatori’”, conclude Molinaro, “si rileva un profilo di gioco ‘a rischio’ basso o moderato, stimato utilizzando il ‘South Oaks Gambling Screen: Revised for Adolescents’. Per lo 0,4%, si è evidenziato un profilo di rischio problematico. Anche in questo caso sono i ragazzi a far rilevare i profili più gravi”. Circa il 5% dei ragazzi ammette di essere tornato a giocare sperando di recuperare i soldi persi.

Il gioco in generale è un comportamento comunque percepito come rischioso dal 71,5% della popolazione fra i 15 ed i 64 anni, in particolare dal 75,8% delle donne e dal 66%degli uomini, e disapprovato dal 60,5% degli italiani: il 65,9% delle donne 53,5% degli uomini.

Roma, 28 luglio 2009