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venerdì 1 marzo 2019

Lettera sul Movimento 5 Stelle di Loretta Moramarco e Michele Loporcaro

In questa lunga lettera Michele Loporcaro e Loretta Moramarco spiegano con le ragioni della loro uscita dal Movimento 5 Stelle.
E' bene specificare che la loro fuoriuscita dal movimento 5 stelle avviene prima che si formalizzassero le liste per le primarie.
SCARICA IL PDF della lettera sul Movimento 5 Stelle

 
Lettera sul M5S
di Loretta Moramarco e Michele Loporcaro


Movimento 5 stelle?”- “No grazie: ho letto il nuovo statuto ed il nuovo codice etico!”

Car* (e)lettore/(e)lettrice,
sono M.L. un* cittadin*-attiv* che, stanco di votare turandosi il naso ha lavorato per anni alla costruzione di una alternativa alle forze politiche ritenute non degne di fiducia. Ho creduto che la struttura dei Meetup (prima), delle liste civiche (poi) ed del Movimento 5 Stel­le (alla fine), potesse offrire una speranza ai delusi dai vecchi contenitori politici. Alla costruzio­ne di questa “alternativa” ho dedicato una decina di anni della mia vita.
Leggendo queste pagine, avrai alcuni elementi per capire:
  • perché il M5S delle ultime elezioni non è lo stesso del 2013;
  • perché l'accettazione del nuovo Statuto e del nuovo Codice Etico lede gravemente la dignità di chiunque li sottoscriva;
  • perché, oggi, ne sono fuori avendo rinunciato, di fatto, ad una candidatura in un partito quotato al 30%.
DI MAIO VUOLE CANDIDARTI ALL'UNINOMINALE”

 A fine gennaio 2018 via sms mi comuni­cavano che Di Maio, il nuovo capo politico del nuovo Movimento 5 Stelle, intendeva candidar­mi all'uninominale. Avevo da qualche giorno iniziato a leggere i contenuti del nuovo Statuto e del nuovo Codice Etico, già frettolosamente accettati. Eppure quei documenti, che nessuno aveva votato e pochi avevano letto, e che andavano contestati da subito (nel merito per il metodo), consentivano quale unico esercizio di libertà la libertà di non sottoscriverli (sic!). Ovviamente al costo di andar via dal movimento/partito abbandonando la relativa possibilità di candidarsi.
Inizialmente il mio nome campeggiava tra i pochi sopravvissuti alla selezione di Di Maio & Co. per le parlamentarie. Avrei potuto essere elett* ma c'era un piccolo particolare: dopo aver cliccato SI alla candidatura avevo revocato la mia disponibilità (via mail) e non avevo inviato i documenti richiesti. A scanso di equivoci ho pubblicato un breve post su facebook per evitare una inutile dispersione del voto on line. Ancora oggi lo staff non ha riscontrato la mia comunicazione. 
 
NUOVO M5S, NUOVO STATUTO, NUOVE PRIMARIE

Non tutti sanno che, tra Natale e Capodanno del 2017, nasce la nuova associazione Movimento 5 Stelle e da quel momento, i documenti costitutivi del nuovo M5S vengono sottoscritti da migliaia di attivisti pronti a scendere in campo per il bene comune, per il popolo, la democrazia, la Costituzione. Tantissimi tra questi sono stati eliminati dagli elenchi prima ancora delle primarie. In tanti, poi, non hanno superato lo scoglio delle c.d. parlamentarie. Diverse centinaia di questi siedono oggi nel Parlamento italiano, alcuni sono ministri, sottosegretari.
Tutti hanno un piccolo neo in comune: una sorta di patto di sangue con una nuova struttura iper-verticistica. Un partito-franchising a trasparenza interna quasi zero che in cambio del LOGO acchiappavoti di fatto controlla il tuo operato. Nello statuto, infatti, si parla di “eletti sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle”, di semplici “portavoce”.
La proclamata assenza di una ideologia di riferimento (“il m5s è post-ideologico”) ed il vincolo inscindibile di un “contratto” per governare con chicchessia, fanno di questo governo un pericoloso esperimento (per citare Jacoboni) sociale, politico e culturale.
Per quello che vale in un paese come l'Italia, mi sono accontentat* di non prendere in giro nessuno di coloro che mi avevano sostenut* alle elezioni del 2015. Non ho voluto essere complice di quella che si sta dimostrando una pericolosissima deriva.
Per alcuni ho sprecato la mia “occasione”. Io penso di aver evitato di sprofondare nel ridicolo e bruciare anni di attività sul territorio. Appena in tempo o, forse, un po' troppo tardi.

LE CLAUSOLE CONTRATTUALI DEL “PORTAVOCE”

Vediamo quali erano (e sono ad oggi) sono le condizioni per candidarsi:
  • sottoscrivere uno Regolamento che pre­vede che si possa “non convalidare” la tua elezione alle primarie senza peraltro addurre alcuna motivazione (come, di fatto, è avvenuto per le parlamentarie);
  • sottoscrivere uno statuto/codice etico che prevede una penale di € 100.000,00 (centomila) se “cambi ca­sacca” ma anche in caso di dimissioni “per dissenso politico”;
  • Accettare a priori di votare la fiducia ogni volta che questa verrà posta;
  • Accettare di cedere € 300,00 mensili ad una associazione privata che (tra le al­tre cose) possiede tutti i dati di tutti gli iscritti, nonché la piattaforma telemati­ca che governa tutte le consultazioni degli iscritti al portale delle stelle.
  • Sapere che 300 euro/mese (che sono po­chini) diventano 300 x 12mesi= 3600 x 5 anni=18.000 x230 eletti= € 4.140.000,00 ed il tutto senza nessun obbligo di rendi­contazione;
  • Accettare il controllo totale della comu­nicazione politica, sganciato da ogni meccanismo di controllo della base;
  • Accettare il sostanziale divieto di as­semblea fisica tra gruppi di attivisti du­rante tutta la campagna elettorale e delle c.d. graticole;
  • Accettare di concepire la partecipazione SOLO come un click.

A ben vedere, quindi, il termine porta-voce per indicare i parlamentari è la cifra di quale sia l'idea che gli ideologi del M5S hanno di deputati e senatori della repubblica: meri por­tavoce. Non occorre fare altro che portare la voce dei cittadini nel palazzo. Ma la voce di chi, se non sono previste assemblee o discussioni? Come per le penali previste e le minacce di espulsione, anche l'idea del mero porta-voce (ben interiorizzata da gran parte dei parlamen­tari) cozza con l'art. 67 cost. che non prevede il vincolo di mandato. Il M5S, da tempo, ne chiede l'introduzione ma tale modifica, lungi da rappre­sentare la soluzione ai cambi di casacca “per in­teresse”, determinerebbe un potere assoluto dei partiti. Lo sconcerto prodotto da cambi re­pentini di campo dovrebbe portare, semplice­mente, a chiedere a gran voce il ritorno delle preferenze che consentono all’elettore di “san­zionare” il parlamentare “ballerino” per mero interesse con la mancata rielezione. Con il vin­colo di mandato, invece, il partito vincola il parlamentare ma il “popolo” non vincola il partito. Quale sanzione colpirebbe un partito che cambia la propria linea in itinere o che re­puta, ad es., di tutelare l’ambiente privatizzan­do il servizio idrico o autorizzando gli inceneri­tori? E quale parlamentare potrebbe mai denun­ciare le incoerenze del “partito” a fronte della possibilità di essere “punito” dallo stesso?

Nella schiera dei fortunati “scampati” alla selezione delle parlamentarie, ovviamente, c'erano tutti i parlamentari uscenti (tranne qualche rara eccezione), tutti top score nelle primarie!! Pochi sanno che già nel 2013 essi ave­vano accettato di devolvere tutti i soldi che ogni gruppo parlamentare riceve per la comunicazio­ne a Beppe Grillo s.r.l.. Si tratterebbe di una ci­fra che va dai 400.000 ai 500.000 euro annui, che in 5 anni fa 2,5 milioni di euro. Se a questi si aggiungono le spese varie per consulenze e rimborsi ai vari collaboratori la cifra raggiunge i 30 milioni di euro solo nella scorsa legislatura.
Eppure la devastazione delle menti, causata dal giocattolo Movimento 5 Stelle ed il livello di sudditanza interno è tale che nessuno chiede pubblicamente conto di alcunché.
Quando nel 2013 chiesi lumi ad alcuni neo eletti (tutti rieletti a marzo 2018), mi risposero che non avevano avuto scelta e che confidavano nell'operato di Grillo, nonché nel fatto che i soldi sarebbero stati rendicontati. Cosa che non mi risulta sia accaduto.
Oggi più che mai ci sarebbe da chieder­si quale e quanta è la libertà di un candidato che sarebbe stato escluso se non avesse sottoscritto quegli impegni?

LO SLOGAN TI PIGLIA, LA RETE TI IMBRIGLIA

Attraverso una serie di slogan minimal e grazie alla pervasività del web, la propaganda di Casaleggio a 5 Stelle ha provocato una involuzione culturale.

UNO VALE UNO: è stato lo sdoganamento di una marea tuttologi on-line, ma anche off-line, nei gruppi locali. Erroneamente ma volutamente tradotto in “siamo tutti uguali ed interscambiabili”, lo slogan ha fatto perdere di vista la realtà delle cose. Sarà pure che uno vale uno, ma se la l'ultima parola, quella decisiva spetta per statuto a 2-3 persone (Grillo-Casaleggio-DiMaio) significa che queste governano il M5S senza alcun controllo. E' tutto scritto nero su bianco: “il capo politico può invalidare il risultato di una votazione on-line” e, in questo caso, la votazione andrà ripetuta e ritenuta valida solo se vota il 50%+1 degli iscritti (numero noto forse solo a Casaleggio, dato che nessun esponente locale o nazionale può accedere agli elenchi degli iscritti).

Il M5S è POST-IDEOLOGICO: con questo motto si è sdoganata sostanzialmente una ideologia dell'usa e getta: l'ideologia “fluida” si adatta a vari contesti ed uditori, può dire tutto ed il contrario di tutto e che alla fine si è palesata in una ideologia reazionaria, securitaria e nazionalista.

W la Democrazia DIRETTA: per molti è aggettivo, per altri è participio passato: diretta da chi? La democrazia ridotta a mesa consultazione (nemmeno vincolante, a leggere bene lo statuto) e la partecipazione che diventa un click! La demenza digitale (cfr. Alfred Spitzer) è una cosa maledettamente seria!

DA RIVOLUZIONARI A RIBELLI (funzionali ai reazionari): il declino degli attivisti (esempi virtuosi di cittadinanza attiva prima della nascita del Movimento 5 Stelle) è lento ma inesorabile. Nei Meetup c'era un'idea di società, di economia, di concezione dei diritti umani... insomma c'era una ideologia! Oggi a guardare quanto accade in parlamento, pare che si viva alla giornata.
Nato per contrastare il sistema partitocratico in vigore, il M5S si è trasformato in una sorta di strumento funzionale alla persistenza del sistema stesso.

IL BRAND M5S

Il M5S è un brand con ottime capacità di fidelizzazione dell'utente/consumatore. Gli eletti, dal 2013 ad oggi, sempre più testimonial. L'idea di porta-voce è calzante. Non l'individuo con le proprie capacità ma un volto (o una storia) assimilabile al brand, che porta con sé dei valori che devono essere correttamente e opportunamente veicolati.
La genialità dell'operazione (che non è nuova alla nostra storia politica ma, di certo, molto spinta e innovativa nei mezzi) è evidente se si guarda al capitolo “costi”.
I costi dell'attività locale – decisamente meno rilevanti per qualsiasi brand – sono a carico dei portavoce locali e dei gruppi di riferimento. Per i portavoce regionali e nazionali, invece, c'è un cospicuo “rimborso” che prevede, però, un contributo (rectius percentuale) da riconoscere alla “casa madre”. In fondo, senza il “simbolo”, senza il “marchio” chi sarebbero questi soggetti perlopiù sconosciuti?
Il brand vende il brand e la sua funzione è incrementare il brand.
La titolarità del marchio e delle strutture (tutte on line) non è pubblica o collettiva, bensì privata. È il mercato, bellezza! La privatizzazione dello spazio politico, il marketing elettorale che fagocita la politica.
A livello - locale e non - funziona come un
franchising. Tu metti i soldi (l'investimento iniziale) e l'impegno personale (il capitale umano), io M5S il mio potente brand. Maggiore è il ritorno economico (es. parlamentare), minore è la tua libertà di espressione. Il codice etico lo dimostra. L'obbligo di utilizzo della piattaforma Rousseau £come principale mezzo di comunicazione”, il controllo delle dichiarazioni pubbliche e le sanzioni colpiscono i consiglieri regionali e i parlamentari. Il consigliere comunale, ultima ruota del carro, è molto meno controllato/condizionato a fronte di un risibile ritorno economico e di una limitatissima notorietà.
L'utilizzo di nuovi strumenti di creazione e conservazione del potere non esclude, tuttavia, i vecchi schemi: l'occupazione dei posti di potere tramite affidamento a cerchie ristrette, la cooptazione, la selezione dei candidati (rectius dei candidabili) secondo criteri di fedeltà, le lotte interne.

LA DEMOCRAZIA NON È UN CLICK

Il M5S non è democratico. Se lo fosse avrei accettato di essere in minoranza. Mi sarebbe bastato avere un luogo in cui discutere le mie idee e provare a con-vincere la maggioranza. Ma questo luogo, per il M5S, semplicemente non esiste.
Da persona che 10 anni fa ha voluto creare un'alternativa ai partiti tradizionali, ho investito anni in attività sul territorio, unitamente a qualche migliaio di euro, in un contenitore che aveva sì delle falle ma che speravo potesse migliorare soprattutto facendo crescere al proprio interno un gruppo di persone che potessero dare vita ad una classe dirigente: in 5 anni non si è investito in questa direzione.
Anche i MeetUp (i primi gruppi di cittadini attivi nel proprio comune) sono stati lasciati morire “scientificamente” spostando tutta l'organizzazione sulla piattaforma Rousseau che ovviamente non è gestita dai singoli gruppi, ma dallo Staff (!!!). Una fine nefasta che mi ha ricordato (nella sua diabolica programmazione) quella riservata alle c.d. Fabbriche di Nichi, fatte nascere e fatte morire da Vendola a cavallo delle elezioni regionali pugliesi del 2010.

Il M5S non è democratico, neppure, nella scelta dei candidati, essendoci un filtro ossia un sistema di selezione che individua (dall'alto verso il basso) i “meritevoli”. Non essendoci nessuna trasparenza in ordine ai “referenti territoriali”, nominati e non eletti da alcuno, l'elettore/simpatizzante deve adottare un atteggiamento di fiducia anzi di fede nell'infallibilità del leader che deve essere accompagnato dalla fiducia nelle sanzioni applicate al selezionato che si riveli immeritevole. Anche il sistema sanzionatorio non prevede alcun serio sistema di controllo da parte della base che, in assenza di luoghi decisionali, si “sfoga” sui social dove, infatti, fioriscono gruppi informali a livello locale, regionale e nazionale. I social hanno, tuttavia, una eco limitata dal numero di “ascoltatori”. Anche i media tradizionali, tuttavia, non sono un'alternativa perché privi di credibilità. Ogni critica da questi proveniente è attaccata come frutto di un accordo tra “media nemico” e avversario politico con l'effetto di identificare ogni media critico (a prescindere dal contenuto della critica) con l'avversario politico.
Non esiste, poi, alcuna democrazia nelle scelte fondamentali del partito M5S.
La base non ha un luogo dove assumere le decisioni. I luoghi fisici sono banditi ab origine dal M5S che, per segnare la propria distanza dai partiti, non ha mai voluto aprire “sezioni” e, nelle sue ultime elaborazioni, ha negato ogni valore ai meet-up. Il simbolo è concesso, anche localmente, con tempi variabili e, comunque, solo in prossimità di un'elezione politica. Il vantaggio dovrebbe essere quello di evitare “rendite di posizione” e “politici di professione”. In realtà, poiché è impossibile – almeno a livello locale – prescindere dalle personalità, chi vuole presentare una lista deve crearsi una notorietà territoriale e, ovviamente, accreditarsi ai leader (o alla sua corte) per prevalere in eventuali scontri interni alla stessa comunità.
Nulla di nuovo rispetto a quanto avviene nei partiti con la differenza che si vende all'elettorato una differenza, una “verginità” che non esiste. E che soprattutto non può più esistere oggi, a sei anni dalla nascita del M5S, con rendite di posizione ben consolidate.
Il capo politico, i parlamentari, i consiglieri regionali sono piccoli centri di potere che – a loro volta- devono aver fiducia nel sistema on line da cui possono comunque essere facilmente esclusi. Basta un click. In un contesto fisico (es. assemblea) non è semplice far scomparire una candidatura. La si può osteggiare, si possono “comprare” i voti contrari, minacciare i favorevoli, costringere il candidato a ritirarsi o a non presentarsi ma un minimo di difficoltà e di polvere si crea.
On Line la candidatura sgradita semplicemente scompare. Anzi, suprema magia del digitale, scompare il candidato. Ovviamente i più visibili non possono venir meno così facilmente ed è, per questo, che il privilegio della visibilità è dato a pochissimi attraverso regole stringenti fino al ridicolo sotto il capitolo “comunicazione”, in mano a soggetti del tutto svincolati dagli organi politici e di nomina non elettiva (Casaleggio junior è, infatti, mero erede dinastico e il ruolo di Casalino non è discutibile nemmeno on line). Tutti hanno inoltre accettate supinamente che Casaleggio junior fosse allo stesso tempo presidente, tesoriere e amministratore unico dell'Associazione Rousseau che, gestisce (leggi controlla) i dati degli iscritti al Movimento 5 Stelle!
La possibilità di essere esclusi e l'impossibilità di difendersi (si può occupare una sezione di partito ma non un sito web) crea una auto-censura difensiva in (quasi) tutti. Nessuno vuole essere il prossimo escluso, il reietto, il traditore, il colluso con il “nemico”. Sia perché mosso dalla sincera (e illusoria) volontà di cambiare le cose, sia per mera convenienza.
I simpatizzanti non vogliono smettere di credere. Alcuni hanno da tempo smesso di credere che esista qualcosa di meglio. Ad altri va semplicemente bene così, perché almeno i “politici” hanno pagato prezzo per le loro azioni.

LE TRE FASI DEL MOVIMENTO

Da attivista, ho visto il M5S attraversare 3 fasi:
  1. Ia fase DELLA SPERANZA: periodo iniziale. Il M5S ancora non esiste, i vari meetup, non contenti dello stato dell'arte, si adoperano nei propri territori progettando, autodeterminandosi, percorsi di cittadinanza attiva che conducano anche ad una alternativa in sede elettorale;
  2. fase DELLA FIDUCIA: dal 2013 con l'ingresso in Parlamento dei primi “portavoce”, in molti si accorgono che la struttura che si andava creando attorno a questi, non era proprio il massimo; la trasparenza sui soldi dei gruppi parlamentari lasciava molto a desiderare. “Eppure -ci dicevamo- in questo momento non possiamo buttare all'aria tutto: diamo loro fiducia”!
  3. La terza fase (attuale) è quella DELLA FEDE: come accade in ogni religione, il M5S (versione 2018) ha dei dogmi che vanno accettati così come sono. Se li accetti (sottoscrivendoli anche da semplice attivista) sei dentro, altrimenti sei fuori.

Il “merito” degli oligarchi è stato quello di creare nel giro di una settimana una nuova associazione M5S nella quale hanno fatto confluire tutti i soci della prima versione, facendone accettare il nuovo Statuto, il nuovo Codice Etico, il nuovo Capo Politico, il nuovo Garante e soprattutto l'inedito, inscindibile e mortifero legame con l'associazione Rousseau. Accettazione, peraltro, propedeutica alla candidatura alle c.d. parlamentarie che si sarebbero svolte di lì a 2 mesi.
Appare evidente, dunque, come il Movimento 5 Stelle si sia geneticamente modificato. Da struttura libera e votata a scardinare il sistema politico-sociale del tempo, è diventato un giocattolino funzionale alla sopravvivenza di quello stesso sistema.
Se ci pensi bene, il M5S ha di fatto svuotato tantissimi movimenti politico-culturali di base (di destra e di sinistra) portandone gli esponenti di spicco a Roma e neutralizzandoli con la Rete (mai termine fu più appropriato).
Solo così ci si riesce a spiegare la svolta reazionaria di tutti quelli che oggi possiamo a ragione definire finti rivoluzionari fedeli alla linea del grande fratello.
Forse non lo sai, ma la primissima iniziativa di quelli che hanno creduto nella possibilità di una alternativa (il c.d. V-Day) fu organizzato per reintrodurre con una legge di iniziativa popolare il voto di preferenza: oggi di questa istanza non vi è nemmeno l'ombra nel c.d. contratto di governo. Come mai?

Caro lettore/elettore,
la soluzione, a mio avviso, non è guardare indietro. La degenerazione del discorso politico non è un'invenzione del M5S che ne è solo uno degli interpreti e degli artefici. Bisogna creare un nuovo campo da gioco. In cui fare rete, senza caderci dentro.

Altamura, 1 marzo 2019
Loretta Moramarco e Michele Loporcaro


 
Michele Loporcaro e Loretta Moramarco sono co-fondatori del movimento di cittadinanza attiva "IlGrillaio" e del relativo "Blog del Grillaio". Insieme hanno promosso la nascita di diversi comitati cittadini (Comitato AcquaBeneComune Altamura, Comitato ScuolaBeneComune Altamura, Comitato RifiutiZero, Rete RifiutiZero dell'ARO BA4 e la Rete Appulo-Lucana Salvalacqua".
Nel 2015 hanno partecipato alle elezioni sotto il simbolo del Movimento 5 Stelle. Il primo, con 945 preferenze è risultato il candidato più suffragato al comune di Altamura, la seconda ha raccolto 2129 preferenze nella lista regionale.





lunedì 23 febbraio 2015

CERTIFICAZIONE LISTA M5S ALTAMURA: il lavoro sul territorio paga!



Le 5 Stelle brilleranno anche ad Altamura!
La lista presentata allo staff dal Movimento il Grillaio è stata certificata: Movimento 5 Stelle Altamura!!!
Il lavoro portato avanti ininterrottamente da oltre 7 anni è stato premiato.
Sul territorio (locale e regionale) continueremo come e più di prima. Già perchè ora alla grinta di sempre aggiungiamo la voglia di entrare nel "palazzo" per portare la rivoluzione culturale del M5S! Congratulazioni e imboccallupo a Pietro Masi, Michele Loporcaro, Andrea Moramarco, Raffaele Difonzo, Tonia Dilelo, Vincenzo Lomurno, Angela Masi, Annamaria Galetta, Donato Pinto, Annamaria Perrucci, Vito Labarile, Francesco Stella, Giuliana Galati, Luca Consorte, Caterina Moramarco, Valentino Viti.

A questo link trovate la lista:
http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/altamura/

giovedì 29 gennaio 2015

Loretta Moramarco (intervista TG CANALE2)

La nostra Loretta Moramarco, candidata alle prossime regionali pugliesi con il M5S, invervistata dal TG di Canale2. Il movimento il Movimento Grillaio Altamura c'è!

mercoledì 17 dicembre 2014

REGIONARIE puglia2015 M5S: il GRILLAIO c'è con Loretta MORAMARCO e Pietro MASI



Pietro e Loretta li conoscete bene da tempo.
Siamo orgogliosi di annunciarvi che Il Grillaio Altamura si propone per regionarie del Movimento 5 Stelle, nelle persone di Pietro Masi e Loretta Moramarco
Riteniamo questa candidatura il coronamento di un lavoro svolto sul territorio e in questi anni (dal 2008) abbiao lavorato davveor tanto (vedere per credere http://ilgrillaio.blogspot.it/ )
Per le Regionarie pugliesi 2015 informati bene e scegli di poter candidare chi ha già dimostrato di volersi/sapersi spendere per il bene comune.

Per votare occorre essere registrati sul portale del M5S.

giovedì 27 novembre 2014

ilGRILLAIO A SCUOLA di ALTRA AMMINISTRAZIONE




Comunicato stampa
Il Movimento ilGRILLAIO VA A SCUOLA di
ALTRA AMMINISTRAZIONE

Venerdì 28 Novembre, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, si terrà a Bari l’appuntamento con la Scuola di Altra Amministrazione evento organizzato anche quest’anno dall’associazione “Comuni Virtuosi”.
La Scuola di Altra Amministrazione si pone come obiettivo quello di favorire lo scambio di conoscenze e buone pratiche tra diverse amministrazioni, mettendo in rete i progetti e soluzioni, creando supporti e servizi per ulteriori iniziative e sviluppando una strategia comune per perseguire i migliori risultati nella gestione dei beni comuni. In questa edizione saranno presenti:
Ezio Orzes assessore all’ambiente di Ponte delle Alpi, (il comune più virtuoso e riciclone d’Italia), il quale parlerà del servizio “porta a porta spinto”;
Gabriele Folli assessore con delega all’ambiente / mobilità / gestione del verde pubblico per il comune di Parma;
Michelangelo Marchesi assessore con delega per le materie dell'ambiente e mobilità per il comune di Trento.
Paolo Contò, direttore del Consorzio Priula, che gestisce una rete di 400.000 assunti, il quale presenterà il punto di vista di chi, con i rifiuti, riesce a fare impresa sana;
Eliana Bruschera, della Novamont di Novara, specializzata in comunicazione ambientale e raccolta differenziata che presenterà l’esperienza della raccolta domiciliare dell’umido nel Comune di Milano.
Amministratori e tecnici spiegheranno come si possono estendere a città di medie dimensioni i loro stessi progetti ottenendo risultati altrettanto positivi.

Ricordiamo che Altamura vive ancora una sorta di “anomalia” in merito alla gestione dei rifiuti. Impegniamo oltre un terzo del nostro bilancio comunale per coprire l’intero costo del servizio di gestione e ciò nonostante i risultati di raccolta differenziata sono lontani anni luce da quel 65% fissato dall’art. 205 del Dlgs 152/06. Questo accade in barba alla direttiva quadro del 2008 approvata dall’Unione Europea la quale, peraltro, stabilisce che prevenzione abbia un ruolo fondamentale all’interno del sistema di gestione dei rifiuti.
A fronte di tutto ciò, nei giorni scorsi, il movimento IlGrillaio ha protocollato presso gli uffici del comune di Altamura un invito rivolto all’intera amministrazione, convinti che questa possa essere una grande occasione per ogni Comune per condividere l’esperienza di quelle amministrazioni che hanno intrapreso da tempo il percorso per una sana gestione dei rifiuti.
Considerato che un’attenta politica di gestione dei rifiuti che punti alla logica della prevenzione e del riuso di beni e materiali, produce risultati in termini di benefici per la salute dell’ambiente e dei cittadini, abbiamo ritenuto importante estendere tale invito anche ai nostri amministratori, che ancora faticano a far propri tali concetti.
Siamo convinti sempre più che occuparsi di RIFIUTI sia un atto di profonda responsabilità verso la città oltre che di assoluta necessità.
Come sosteniamo da anni, l’unica strada percorribile è quella dei “RIFIUTI ZERO”.

PERCHE’ IL FUTURO E’ NERO SE NON E’ A RIFIUTI ZERO.
Movimento Il Grillaio Altamura


sabato 19 aprile 2014

Ri-Petizione NON BRUCIATECI IL FUTURO




comunicato stampa

La petizione NON BRUCIATECI IL FUTURO arriva al Comune di Altamura

Ora il Consiglio dovrà ri-“prendere atto” di quantoavevamo già esposto in consiglio comunale.
Il Movimento il Grillaio ri-lancia la RI-PETIZIONE:Torneremo in piazza per parlare con la gente di gestione di rifiuti”

Dopo che il Movimento IlGrillaio ha protocollato le prime 650 firme a sostegno della petizione popolare NON BRUCIATE IL NOSTRO FUTURO, la presidenza del consiglio comunica di aver avviato le procedure ai sensi dell'art. 59, che, al comma 2, recita “Il Consiglio comunale e la Giunta, entro 30 giorni dal ricevimento, se impossibilitati ad emanare provvedimenti concreti, con apposita deliberazione prenderanno atto del ricevimento dell’istanza o petizione precisando lo stato ed il programma del procedimento”.
Il fatto singolare è che le richieste erano già state oggetto di un nostro intervento durante il consiglio comunale del 30.01.2014. In quell’occasione avevamo già esposto i punti ripresi, in seguito, nel testo della petizione:
  • raccolta porta a porta e tariffazione puntuale;
  • gestione partecipata con possibilità per gli utenti di avanzare proposte e sollecitare risposte;
  • centri di riuso e recupero dei materiali;
  • impianto pubblico di compostaggio dell'Aro Ba4;
  • affidamento del servizio ad una società mista (comuni + un partner privato);
  • esclusione dal Regolamento della possibilità di “recuperare energia” cioè BRUCIARE la raccolta differenziata.

Dopo quasi 5 ore di consiglio comunale e il tentativo delle opposizioni di presentare una mozione che recepiva molte delle nostre richieste, il tutto si concludeva con un nulla di fatto, a causa dell'esodo di molti consiglieri di maggioranza, condizione che aveva fatto venir meno il numero legale.
E' stato questo comportamento poco responsabile, a farci decidere di scendere in piazza: in poche settimane abbiamo parlato con la cittadinanza, spiegato spiegando le nostre proposte e raccolto quasi 800 firme, nonostante il maltempo che ha caratterizzato gli ultimi week-end.
Abbiamo dimostrato a chi ci governa, che la gente ha le idee molto chiare e, se correttamente informata, sa scegliere per una gestione sana dei rifiuti.
Gli altamurani sono stanchi di pagare per le inadempienze di chi ha governato la città negli ultimi anni in tema di rifiuti.
Continueremo a vigilare, come ormai facciamo da tempo, su quanto accadrà, in consiglio comunale e intanto non ci fermiamo!
La raccolta firme continua e dopo la PETIZIONE a sostegno di quanto quanto già chiesto de visu, siamo pronti alla petizione per il rispetto della Petizione e poi quella per il rispetto della Petizione della Petizione della Petizione...
Ogni firma in più segnerà con forza sempre maggiore la distanza tra la piazza (i cittadini) e il palazzo (i politici locali), sottolineando l’inerzia di questi ultimi.
Gli altamurani se ne ricorderanno quando tra un anno andremo a votare, soprattutto se a partire dal prossimo giugno ci ritroveremo a pagare una “sana” ECOTASSA.
Perché si scrive gestione sana dei rifiuti e si legge salvaguarda della salute.
Movimento ilGRILLAIO Altamura

 

lunedì 3 febbraio 2014

Regolamento RIFIUTI: a Rete RIFIUTIZERO AroBa4 torna a scrivere ai Sindaci.





Al Presidente dell'ARO BA4
Dott. Alesio Valente

Al vice-presidente dell'ARO BA4
Dott. Michele Dambrosio
al Sindaco di Altamura – Dott. Mario Stacca
al Sindaco di Cassano Murge – Dott.ssa M.Pia Di Medio
al Sindaco di Toritto – Avv. Michele Geronimo
al Sindaco di Grumo Appula - Michele d'Atri
al Sindaco di Poggiorsini – Dott. Ignazio Di Mauro

e p.c. Alla SEGRETERIA DELL'ARO BA4
Ai consiglieri comunali del comuni dell'ARO BA4
AGLI ORGANI di STAMPA


Oggetto: Regolamento e Carta dei Servizi dell'ARO Ba4

I comitati, le associazioni, i circoli, i movimenti di cittadini appartenenti alla Rete RIFIUTIZERO dell'ARO BA4

PREMESSO CHE
  • che i sindaci dell'ARO BA4 (nessuno escluso) hanno espresso la propria disponibilità ad accogliere alcune delle nostre proposte e che tale indirizzo politico è stato espresso dai sindaci stessi durante l'assemblea dell'ARO BA4 in data 13.01.2014 alla presenza di esponenti della Rete RIFIUTI ZERO AroBA4;

CONSIDERATO
- l'approvazione dei documenti in oggetto è stata opportunamente rinviata al fine di coinvolgere maggiormente i cittadini;
SI CHIEDE CHE

il “Regolamento tipo di igiene urbana ed assimilazione dei Rifiuti Urbani” venga modificato al fine di garantire una maggiore partecipazione, una concreta valorizzazione delle risorse e la promozione della cultura del riutilizzo come attività sostenibile di alto valore sociale ed economico.

In particolare si propongono le seguenti modifiche/integrazioni al Regolamento sopra indicato:

  1. Sez. II. GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI Art 11 - Riutilizzo
Si chiede di disciplinare al suo interno i centri comunali di raccolta congiuntamente con i centri di riuso e riparazione. Per evidenti motivi logistici è essenziale che queste due entità siano unite o al più attigue. Di prevedere che siano gestite da un soggetto diverso rispetto all'aggiudicatario del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti al fine di evitare conflitti di interesse (l'aggiudicatario ha interesse a che i rifiuti vengano prodotti!). A tali centri potrebbero essere conferiti anche beni durevoli (mobili, passeggini, biciclette, seggioloni...) in buono stato riutilizzabili da altri cittadini.
  1. Sez. II. GESTIONE DEI RIFIUTI URBANI Artt. 12 – Recupero e smaltimento
Tale articolo non esclude l’incenerimento dei rifiuti, prevedendo che la raccolta differenziata sia «finalizzata al recupero di materia o energia». Si chiede, quindi, di eliminare la parola «energia» dalla disposizione al fine di rendere palese la scelta di non destinare i rifuti dell'ARO Ba/4 agli inceneritori bensì al solo recupero di materiali, rifiutando la pratica "medievale" di bruciare i rifiuti.
  1. Sez. VII NORME FINALI Art. 68- Partecipazione dei cittadini
Si chiede di integrare l'articolo esplicitando i diritti delle comunità di cittadini (o di esercenti), secondo lo schema di articolato che si allega alla presente.
Riteniamo che i comportamenti virtuosi si costruiscono con la comunicazione chiara agli utenti e con il loro coinvolgimento (attivo e propositivo) nella gestione del servizio. La nostra proposta è ovviamente suscettibile di miglioramenti e di adattamenti anche alla luce del concreto atteggiarsi della partecipazione nella collettività. Riteniamo, in ogni caso, essenziale che si creino “istituzioni” (ossia insiemi di regole) che facilitino la partecipazione degli utenti affinché questi siano non solo fruitori del servizio ma cittadini attori del necessario cambiamento di strategia nella gestione dei rifiuti.

Chiediamo inoltre che:

  • l'Aro Ba4 si doti di un impianto di compostaggio pubblico controllato dagli stessi comuni;
  • si proceda all'affidamento del servizio una società mista (comuni + un partner privato da scegliere tramite gara ad evidenza pubblica );
  • il partner privato sia scelto tra aziende che dimostrino di aver raggiunto almeno il 50% di raccolta differenziata in altro comune.

Certi di un positivo riscontro, come peraltro già accaduto,
Si porgono distinti saluti



Altamura, 2 febbraio 2014

Rete RIFIUTI ZERO dell'ARO BA4

SI allega IPOTESI GOVERNANCE PARTECIPATA


328 9696 766


ALLEGATO

IPOTESI DI GOVERNANCE PARTECIPATA RELATIVA AL SERVIZIO DI RACCOLTA E GESTIONE DEI RIFIUTI SOLIDI URBANI DELL'ARO BA4
a cura della Rete Rifiuti Zero dell'ARO Ba4

Articolo 1
Comunità di utenti
1. Possono essere istituite tante comunità di utenti quante sono le zone omogenee di racconta di rifiuti (es. centro storico, quartieri decentrati, etc…) oltre a comunità di esercenti appartenenti a categorie omogenee dal punto di vista della produzione dei rifiuti (es. ristorazione, ortofrutta, copisterie...). Le Comunità di utenti possono accreditarsi presso ogni comune di riferimento, per partecipare alla gestione del servizio presentando una petizione sottoscritta da almeno lo 0,2% dei residenti nel comune o degli esercenti appartenente alla stessa categoria. Potrà essere istituita anche un’unica comunità d’utenti a livello comunale.
2. Le comunità di utenti sono formate esclusivamente da utenti residenti nello stesso Comune.
3. La partecipazione alle comunità è gratuita e volontaria. Le comunità possono nominare un referente che assume l’incarico per massimo due anni, al termine dei quali non è rieleggibile qualora ci siano altre candidature. Le modalità di elezione sono autonomamente stabilite da ciascun comitato.
4. Il Comune si impegna a fornire propri locali per gli incontri delle comunità che si terranno preferibilmente con cadenza mensile.
5. Almeno una volta l’anno, ovvero prima dell'approvazione del piano industriale, ovvero prima di ogni decisione straordinaria i referenti dei comunità dovranno essere auditi in un consiglio comunale aperto e monotematico e potranno presentare una relazione sul lavoro svolto dalla società affidataria.

Articolo 2
Poteri di proposta delle Comunità di utenti
1. Le Comunità di utenti hanno la facoltà di presentare proposte di miglioramento della gestione dei rifiuti che dovranno essere obbligatoriamente discusse (entro 60 giorni) con la stazione appaltante e un delegato della società affidataria.
2. In caso di impossibilità di dar seguito alle proposte di miglioramento presentate dalla collettività dovrà essere fornita idonea risposta scritta che potrà essere rivalutata con un delegato della società alla presenza di un rappresentante dell’amministrazione e uno dell’opposizione consiliare.
3. Le proposte dovranno essere presentate preferibilmente ogni trimestre.
4. Qualora la ditta non risponda entro tale termine sarà applicata una penalità di euro ____;
5. In caso di reiterato silenzio e/o ostruzionismo da parte della ditta affidataria sarà applicata una penalità di euro _____.

Articolo 3
Poteri di controllo delle comunità di utenti
1. Le comunità, tramite loro referenti o delegati e /o esperti da questi individuati, potranno visitare gli impianti di smaltimento ed assistere alle operazioni di raccolta, trasporto e stoccaggio previo accordo con la ditta affidataria del servizio che dovrà assicurare almeno una visita di controllo annua.
2. Le comunità hanno diritto di visionare e presentare osservazioni sul piano industriale che dovranno essere discusse con un referente della ditta appaltatrice secondo le modalità indicate all’articolo 2.
3. Le comunità hanno diritto di visionare tutti i bilanci contabili e presentare osservazioni sulla gestione economica e aziendale che dovranno essere discusse con un referente della ditta appaltatrice secondo le modalità indicate all’articolo 2.
4. La ditta affidataria del servizio dovrà comunicare annualmente con chiarezza i costi variabili su cui i cittadini possono incidere con i propri comportamenti virtuosi.


Articolo 4
Poteri di monitoraggio delle comunità
1. Le comunità hanno poteri di monitoraggio sul rispetto della normativa ambientale nei territori di afferenza, con poteri di segnalazione di violazioni relative al corretto smaltimento dei rifiuti.
2. I membri delle comunità con funzioni di vigilanza potranno essere individuati liberamente nel numero ritenuto congruo. La carica è volontaria e gratuita e avrà la durata di un biennio. La carica non è rinnovabile.
3. I nominativi dei membri con funzioni di vigilanza saranno comunicati alla Polizia Municipale per il necessario coordinamento.