Visualizzazione post con etichetta vendola. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta vendola. Mostra tutti i post

domenica 5 ottobre 2014

il Movimento 5 Stelle puglia scrive a Vendola: chiarimenti su ARO, ATO e ciclo dei rifiuti


Al Presidente della Regione Puglia
dott. Nichi Vendola
e p.c.   all’assessore regionale  all’ambiente
dott. Lorenzo Nicastro
ai consiglieri regionali
REGIONE PUGLIA

Ai Sindaci dei comuni pugliesi

ALLA STAMPA

Oggetto: Richiesta di chiarimento su ARO, ATO e ciclo dei rifiuti in Puglia

Egr. Presidente Nichi Vendola,
il buon andamento della Pubblica Amministrazione è principio fondamentale dell’ordinamento giuridico Italiano;
ai sensi dell’art. 14 dello Statuto Regionale: “La Regione riconosce e garantisce il diritto dei cittadini all’informazione sull’attività istituzionale. 2. La Regione riconosce e garantisce il diritto dei cittadini a essere informati sulle  condizioni e qualità dell’ambiente, sui rischi per la salute derivanti dall’esercizio di  attività economiche o dall’esecuzione di opere pubbliche o private e, in generale, su  ogni situazione di pericolo che possa loro derivare da attività incidenti sul territorio.  3. La Regione attiva adeguate forme di ascolto finalizzate alla migliore conoscenza  dei bisogni dei cittadini e delle istanze sociali per il miglioramento dei servizi e delle  prestazioni. 4. La legge regionale disciplina l’esercizio dei diritti di cui al presente articolo”;
a due anni dall’entrata in vigore della Legge Regionale n.24/2012, la parte residua dei rifiuti delle raccolte differenziate, detta anche RUR, rappresenta ancora la parte più rilevante della raccolta dei rifiuti essendo, sul totale dei rifiuti raccolti, una percentuale che nel 2012 si aggirava intorno all’ 81%,  materiale che è quindi destinato a “smaltimento”, tra discariche ed inceneritori disseminati sul nostro territorio;
di contro, la parte “differenziata” era ad un misero 19% circa del totale dei rifiuti raccolti, in netto ritardo con la piena applicazione della Direttiva Europea 2008/98/CE e il suo recepimento nell’ordinamento italiano attraverso le modifiche apportate nel D.Lgs 152/2006, che esigono che al 31/12/2012 il raggiungimento di una percentuale di raccolta differenziata almeno pari al 65% del totale dei rifiuti prodotti.
Attualmente i dati non sono molto incoraggianti: fino a luglio 2014 si registra una percentuale di raccolta differenziata pari al 25%, segnale che davvero scarsi sono stati la politica ed i suoi effetti nell’ambito della gestione dei rifiuti i generale.
rifiuti_14
La quasi totalità degli ARO versa in una situazione di stallo imbarazzante, a prova dell’inefficacia della suddetta legge regionale e della irresponsabilità degli amministratori locali.
Tanto premesso, i sottoscritti parlamentari, coadiuvati dal lavoro dei meet up, attivisti e comitati territoriali
VISTA
  • la mancanza di comunicazione pubblica sulle convocazioni delle riunioni degli ARO e ATO;
  • l’assenza di trasparenza nella pubblicazione degli atti (vedi delibere degli ARO e ATO);
  • l’assenza di discussione in merito all’interno dei consigli comunali;
  • la mancanza di coinvolgimento della cittadinanza e la previsione di adeguati strumenti di partecipazione attiva nelle procedure consultive e decisionali;
RAVVISATI
  • ritardi e rallentamenti nei lavori in sede di approvazione di Piano industriale, carta dei servizi e regolamento nella quasi totalità degli ARO;
  • Il commissariamento da parte della regione Puglia, con D.G.R. n.1169 del 10 Giugno 2014 di parte degli ARO, nello specifico: ARO8/BA, ARO1/BT, ARO4/FG, ARO8/FG, ARO2/LE, ARO5/LE, ARO10/LE, ARO11/LE, ARO5/TA in quanto non adempienti alle disposizioni di cui alla L.R. 24/2012 e ss.mm.ii. ed alla DGR 2877/2012
CHIEDONO
  • quale sia la destinazione di parte della differenziata al recupero di “energia” (cosa che non esclude l’incenerimento, vedi articolo 12 regolamento dell’ARO BA 4).
  • maggior controllo da parte degli enti regionali preposti all’attività degli ARO garantendo la trasparenza nei percorsi decisionali degli stessi;
  • che i consigli comunali si riuniscano in sedute monotematiche pubbliche e che da esse se ne tragga un atto di indirizzo da portare nelle riunioni, anch’esse pubbliche, di ARO e ATO, affinché questi ultimi ambiti possano recepire e valorizzare le singole esigenze e renderle comuni);
  • che le convocazioni e la totalità delle delibere degli ARO e ATO siano pubbliche, e disponibili nel portale “Ambiente” della Regione Puglia e sui siti web dei comuni di competenza;
  • maggior coinvolgimento dei cittadini/utenti nelle scelte che ricadranno sul futuro dell’intera collettività;
  • una presa di posizione chiara e decisa in direzione della strategia RIFIUTI ZERO, l’unica strada percorribile a tutela dei cittadini e dell’ambiente, con progressiva chiusura degli inceneritori (con e senza recupero energetico) esistenti in Puglia, nel rispetto dell’art.4 della direttiva 98/2008/CEE sulla “gerarchia dei rifiuti” che impone come prioritaria la diminuzione a monte della produzione dei rifiuti;
  • annullamento e revoca degli atti che individuano 2 discariche, Grottelline e Corigliano d’Otranto, che metterebbero a rischio rispettivamente le falde acquifere della fossa bradanica e della più grande riserva idrica sotterranea del Salento;
  • un piano di realizzazione di impianti di compostaggio pubblici e domestici che consentano di conferire la FORSU con costi di conferimento per i Comuni non elevati e sconti sulla tariffa;
  • che siano attivati impianti di selezione spinta dei rifiuti indifferenziati al fine di recuperare dagli stessi i materiali direttamente riciclabili;
  • di verifica lo stato dell’arte sugli obiettivi indicati all’art. 181 del D.Lgs 152/06 in materia di riciclaggio e recupero dei rifiuti;
  • alla Regione Puglia se sia vero il coinvolgimento di Consip e Conai nel ciclo dei rifiuti pugliese (compresi la determinazione e l’espletamento di bandi di gara per l’affidamento dei servizi);
  • alla Regione Puglia quali siano i servizi di competenza dell’ARO (raccolta, spazzamento e trasporto) che sono già stati affidati da parte dei comuni prima che gli ARO avessero deliberato in merito;
  • alla Regione Puglia quale sia il numero totale delle discariche esaurite di RSU (rifiuti solidi urbani) e RS (rifiuti speciali) presenti nel territorio regionale e loro stato di caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica, con particolare riguardo per quelle che non hanno ricevuto alcuna operazione su richiamata e giacciono in uno stato di abbandono totale o parziale;
  • alla Regione Puglia sulla possibilità di gestione “in house” dei servizi di competenza degli ARO e ATO, espletata attraverso soggetti giuridici di diritto pubblico (es. aziende speciali);
  • che venga immediatamente ri­calcolato il tempo di esaurimento della discarica di Massafra a sevizio dell’intero ATO di Taranto, a seguito della chiusura temporanea/definitiva della discarica di Manduria che accoglieva i rifiuti smaltiti dell’ex ATO TA3, rifiuti che ora sono smaltiti presso la suddetta discarica in agro di Massafra;
  • alla Regione Puglia quali siano le possibili soluzioni e siti di destinazione del residuo da raccolte differenziate di RSU e assimilati dell’ATO Taranto, destinato a smaltimento, prima e dopo l’eventuale esaurimento della discarica di Massafra
  • alla Regione Puglia la legittimità a norma di legge degli inceneritori che bruciano rifiuto tal quale come quello gestito da AMIU spa di Taranto;
  • caratterizzazione, messa in sicurezza e bonifica dei 3 lotti della discarica già esaurita e delle 2 vasche di servizio e soccorso per l’impianto di CDR in contrada Martucci a Conversano, modifica dello stesso impianto in vista di una futura conversione in impianto di compostaggio, modifica del Piano Regionale di Gestione dei Rifiuti Urbani per il sito di smaltimento dell’ATO BA5 e che la Regione Puglia individui altra soluzione per lo smaltimento del rifiuti residuo da raccolte differenziate;
  • alla luce delle gravi irregolarità accertate in sede di incidente probatorio, relative alla realizzazione delle discariche di servizio e soccorso annesse all’impianto per CDR in c.da Martucci a Conversano, la motivazione della mancata rescissione, da parte della Regione Puglia, del contratto con la Progetto Gestione Bacino Bari Cinque S.r.l.;
  • chiarimenti da parte della Regione Puglia circa la situazione degli impianti di conferimento rifiuti di Andria e Trani, anche alla luce della recente Ordinanza adottata dal Presidente della regione Puglia in data 05/09/2014, prot. 5442;
  • quali siano le intenzioni sia in merito alle discariche di rifiuti speciali che hanno ricevuto autorizzazioni senza osservare quanto previsto dal D.Lgs 152/06, nonché sulle modalità gestionali dei rifiuti speciali nelle aree ILVA oggetto di esposti al NOE di Lecce;
Una-discarica-di-rifiuti-1-e1370553517364
Se tutto questo è la conseguenza di una legge (peraltro abbondantemente disattesa) ci chiediamo se non sia il caso di fare un passo indietro e ritornare a dare dignità e sovranità ai singoli comuni evitando quei regimi di proroga perennemente perpetrati negli ultimi anni (a cominciare dal rinvio dell’ecotassa regionale) che penalizzano gli amministratori dei comuni virtuosi e premiano quelli incapaci di garantire una gestione sana dei rifiuti.
PERCHE’ IL FUTURO E’ NERO SE NON E’ RIFIUTI ZERO!
Con l’auspicio di una gradita risposta,
l’occasione è gradita per augurarLe una buona giornata

I portavoce alla Camera dei Deputati
Diego De Lorenzis
Giuseppe D’Ambrosio
Giuseppe Brescia
Giuseppe L’Abbate
Emanuele Scagliusi
Francesco Cariello

I portavoce al Senato della Repubblica
Daniela Donno
Maurizio Buccarella
Barbara Lezzi

Il portavoce Europarlamentare
Rosa D’Amato

Rete Rifiuti Zero attivisti M5S PUGLIA
MoVimento 5 Stelle Bari
MoVimento 5 Stelle Noci
Movimento ilGrillaio Altamura
Castellaneta Aperta M5S
Modugno a 5 Stelle
Amici di Beppe Grillo Taranto
Attivisti MoVimento 5 Stelle Casamassima
Adelfia 5 Stelle ­ Amici di Beppe Grillo
Conversano 5 Stelle
Terlizzi 5 Stelle
Gravina 5 Stelle
Pulsano 5 Stelle
Palo 5 Stelle
Attivisti MoVimento 5 Stelle Andria
Attivisti Mottola 5 Stelle
M5S Attivisti Lecce

mercoledì 19 marzo 2014

AMATI IL COCCODRILLO E L'ENNESIMA MANOVRA ELETTORALE DI SEL



Il 22 marzo è la giornata mondiale dell'Acqua. Il comitato Pugliese AcquaBeneComune (del quale anche noi siamo parte) ha diramato il comunicato che riportiamo integralmente. 
Nei giorni scorsi, infatti, come in ogni vigiglia elettorale pugliese che si rispetti, qualche politico si ricorda dell'Acquedotto Pugliese. Se ne ricordano non già per risolverne le relative problematiche (per es. tariffazione che non rispetta il risultato referendario, la forma giuridica spa lontanissima dal recepire le istanze di 27 milioni di italiani che hanno detto NO all'obbligo di privatizzare e NO ai profitti sull'acqua.
Se ne ricordano dimenticando che per 10 anni hanno governato la regione che oggi detiene il 100% delle azioni di AQP e che (a volerlo davvero) l'AQP oggi sarebbe al sicuro!
MOCCAVVOI!

Comunicato stampa



L’Appello dell’Ex-Assessore Amati: LACRIME DI COCCODRILLO

La proposta di legge di SEL: ENNESIMO TENTATIVO DI MANOVRA ELETTORALE



Per evitare REALMENTE la privatizzazione, il GOVERNO REGIONALE

TRASFORMI subito Acquedotto pugliese da SpA a soggetto di DIRITTO PUBBLICO

e dia corso al RISPETTO dei risultati REFERENDARI



Il Manifesto-Appello promosso dall’ex Assessore Fabiano Amati per “impedire la vendita o la gara d’appalto” dell’acquedotto pugliese NON E’ CREDIBILE. E’ sostanzialmente RIDICOLO nei contenuti, oltre che OFFENSIVO  della memoria e dell’intelligenza dei cittadini pugliesi. Lo stesso dicasi – con riferimento alla mancanza di credibilità - per la proposta di legge che Sinistra Ecologia Libertà ha presentato, lo scorso 13 marzo, al Senato e alla Camera per la "Ripubblicizzazione del servizio idrico e per la costituzione di un'azienda pubblica regionale in Puglia" (rispetto al merito ci riserviamo eventualmente di esprimerci dopo aver visionato il testo anche se, dalla presentazione, ci sembra che il ricorso alle SpA non sia venuto meno).

L’ex Assessore Amati e il Presidente Vendola per ben due legislature hanno fatto della ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese motivo di campagna elettorale per poi disattendere puntualmente gli impegni istituzionali assunti in tal senso (DG 1959/2010 e 2032/2009).

Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, dopo aver collaborato con insigni giuristi esperti al tavolo tecnico istituito con Delibera di Giunta 2032/2009, avente a oggetto l’elaborazione di un disegno di legge che ripubblicizzasse l’acquedotto pugliese, ha successivamente a più riprese e pubblicamente denunciato il comportamento reticente del Governo regionale.

Entrando nel merito di quanto sostenuto dall’ex Assessore Amati, rileviamo che:

-          L’unica maniera seria e sicura per garantire “la necessità inderogabile” di una gestione totalmente pubblica ed impedire che l’acquedotto pugliese potesse passare ai privati attraverso la vendita delle azioni sarebbe stato quello di ripubblicizzare l’acquedotto, trasformando l’attuale società per azioni in un soggetto di diritto pubblico.

-          Non c’è alcun obbligo di affidamento attraverso gara, come non c’è e non c’era alcun obbligo comunitario di privatizzare il servizio idrico integrato. Nel 2018 scade semplicemente la concessione attribuita dal d.lgs. 141/1999 dopo di che l’Autorità Idrica Pugliese cui è attribuito la funzione “di affidamento del servizio idrico” potrà decidere il tipo di affidamento e non è certo obbligata – grazie anche al risultato referendario del 2011 – ad indire una gara. Del resto, l’obbligo di vendere le azioni stabilito con Legge n. 448 del 28 dicembre 2001, art. 25, comma 4, faceva riferimento ai sei mesi immediatamente successivi all’emanazione della legge in questione. Non si comprende, dunque, come tale obbligo, di fatto disatteso per quasi 18 anni, diventi cogente proprio allo scadere della concessione.

L’unica normativa a garanzia della ripubblicizzazione sarebbe stata la proposta di legge licenziata dal tavolo tecnico congiunto con il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” nella sua versione originale, senza gli emendamenti difformi dal testo originario proposti dall’ex Assessore Amati e approvati dal Consiglio regionale nel giugno 2011 che, di fatto, ne hanno snaturato la portata politica e stravolto l’impianto giuridico a tal punto da ricevere la bocciatura di alcuni articoli da parte della Corte Costituzionale che ne ha dichiarato l’incongruenza giuridica. Si ricorda che più volte il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” ha chiesto direttamente al Presidente della Regione Nichi Vendola e all’ex Assessore alle OO. PP. Fabiano Amati un confronto che, fra le altre cose, scongiurasse i rischi di illegittimità che si andavano profilando al quale, però, il Governo regionale si è sottratto, rivolgendo al Comitato in risposta solo gravi insinuazioni.


E le successive, quanto intempestive, scuse 

http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&opz=display&id=12604 non hanno cancellato i danni prodotti anche a causa della mancanza di ascolto, confronto e interlocuzione.



La verità è che l’ex-Assessore Amati, insieme al Presidente Vendola, nell’autunno del 2011,

-          respinsero perfino la richiesta del capogruppo del PD di rendere attuativo il rispetto del referendum affermando – con un “colpo” di contabilità “creativa” (!) - che in Puglia “non è percorribile ogni richiesta di riduzione della tariffa del servizio idrico integrato, compresa la riduzione del 7% di remunerazione del capitale investito, che è per noi un costo”. Ma la remunerazione del capitale non è un costo. Neanche in Puglia, naturalmente;

-          e, successivamente, definirono l’ingresso dei privati nella gestione di rifiuti, trasporti e acqua, in ottemperanza a una non meglio precisata normativa nazionale (http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=522457&IDCategoria=1), annunciando una legge regionale con cui si sarebbe messo “in sicurezza la natura pubblica dei servizi locali” tutelandone contemporaneamente la privatizzazione (!!!) (http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/politica/2012/29-maggio-2012/vendola-l-ingiuriariparte-smart-cities-201378970047.shtml).



La verità è che, oggi, dopo due legislazioni del Governo Vendola

-          l’acquedotto pugliese non è stato trasformato in un soggetto di diritto pubblico ed è ancora una Società per Azioni

-          i risultati referendari non sono stati attuati

-          in Puglia il diritto umano all’acqua potabile non è garantito



Ricordiamo all’ex-Assessore Amati e al Presidente Vendola che, affinché parole come libertà, giustizia e legalità non siano contenitori vuoti da utilizzare per la prossima campagna elettorale, è necessario che vengano rispettate, iniziando dall’attuazione dei risultati referendari del 2011 che stabiliscono l’obbligo di eliminare la remunerazione del capitale dalle tariffe, nonché la possibilità di gestire il servizio idrico integrato con soggetti di diritto pubblico.

Se il GOVERNO REGIONALE intendesse seriamente garantire “la necessità inderogabile” di una gestione del servizio idrico totalmente pubblica e impedire che l’acquedotto pugliese possa passare ai privati ha ancora il tempo per farlo: TRASFORMI SUBITO – senza indugio – l’Acquedotto pugliese in un soggetto di diritto pubblico con partecipazione sociale!

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua


--
Segreteria del Comitato Referendario Pugliese "2 SI per l'Acqua Bene Comune"

mercoledì 12 giugno 2013

acqua e nucleare: 4 referendum e un funerale (la democrazia)


Oggi ricorre il compleanno (o anniversario di morte) dei 4 Referendum storici sull'acqua e sul nucleare. Era il 12 e 13 giugno del 2011 e oltre 27 milioni di italiani hanno detto chiaramente come volevano che fosse gestita l'acqua. 
Da allora non è cambiato assolutamente niente (o quasi). 

Se all'inizio c'erano Berlusconi col suo ministro Ronchi a trovare mille scuse per giustificare la privatizzazione dei servizi pubblici locali (tra cui la gestione del servizio idrico) con grandi menzogne come "E' l'europa che ce lo chiede!",
 con Monti e i suoi ministri/banchieri non è andata meglio. A traghettarci tra i due c'era (e c'è ancora) il presidente Giorgio Napolitano che da garante dell'unità nazionale e della costituzione avrebbe dovuto tenere in considerazione l'eccezionale portata del risultato referendario, invece niente.   

Sebbene si trattasse di un referendum abrogativo, dato che in Italia abbiamo sono quelli, il voto e la partecipazione assolutamente non scontati, non lasciavano adito a dubbi: gli italiani volevano (e vogliono) che l'acqua sia gestita da enti pubblici e sull'acqua non ci sia nessun profitto (mediamente paghiamo un + 7% in bolletta).

In Puglia, dunque ci aspettavamo un acquedotto soggetto di diritto pubblico e diminuzione delle tariffe, invece...  l'AQP resta una SpA e la tariffa è pure aumentata. 

All'indomani del referendum il governo Vendola che sulla carta (dei giornali) aveva pure sostenuto il referendum, da un lato sbandierava la cosiddetta ripubblicizzazione dell'Acquedotto (legge bocciata per motivi diversi sia dal comitato pugliese ABC sia dal consiglio di stato!!), dall'altro lo stesso Vendola dichiarava "non abbasseremo le tariffe" «Non abbasseremo le tariffe.... Occorre fare i conti con la realtà... Perché non l'ho detto prima? Nessuno me lo ha chiesto». Che gran burlone!

Referendum inutile allora? MA CERTO CHE NO!
Con quel risultato straordinario abbiamo cancellato quelle norme (già esistenti) che obbligavano gli enti locali a mettere in mano ai privati (leggi: multinazionali) per vent'anni almeno la gestione del servizio idrico. 
ABBIAMO CANCELLATO L'OBBLIGO DI PRIVATIZZARE! CHE NON E' POCO!
Certo, dopo quei numeri, ci si aspettava qualcosa qualche mossa politica più ardita, soprattutto da chi sul tema dell'acqua ha impostato ben 2 campagne elettorali. Ma tant'è.

Oggi per una strana coincidenza apprendiamo delle dimissioni del neo amministratore unico Maselli dopo a soli 6 mesi dalla nomina.

Tra due giorni invece presso il tribunale di Ginosa avrà luogo una delle cause pilota che il comitato pugliese AcquaBeneComune ha promosso contro l'AQP SpA proprio sul mancato rispetto dell'esito referendario in bolletta. 
Auguri.
Stay tuned

sabato 28 gennaio 2012

IL MIO VOTO VA RISPETTATO (soprattutto da chi lo ha utilizzato)


E' necessario fare chiarezza rispetto alle dichiarazioni rilasciate a DESTRA e a MANCA a seguito del Convegno del 20 gennaio "Referendum. A(C)QUAle punto siamo?" durante il quale è stata lanciata la campagna di OBBEDIENZA CIVILE per il rispetto dell'esito referendario.
Sentire Vendola che mette in guardia quanti "qua e là" vorrebbero (a suo dire) "legittimare una fuga da questo dovere" fa venir voglia di fargli un ben gavettone con la speranza lo shock gli faccia ritornare in mente le promesse fatte nelle sue 2 campagne elettorali e gli impegni presi durante la campagna referendaria.


A destra si DESTReggiano...  guarda qui e a manca... MANCANO (LEGGI QUI)


Comunicato stampa
Obbedienza Civile. IL MIO VOTO VA RISPETTATO


Registriamo con soddisfazione che la “Campagna di Obbedienza Civile, il mio voto va rispettato” promossa dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, l’appassionata e incessante mobilitazione di cittadine/i e associazioni che si riconoscono nel Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”-Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e la entusiastica partecipazione popolare al convegno “Referendum. A(C)QUAle punto siamo?” organizzato il 20 gennaio scorso dal nostro Comitato hanno riaperto nella Regione Puglia il dibattito sull’applicazione del REFERENDUM del giugno scorso.

Troviamo francamente priva di senso la provocatoria proposta del capogruppo consiliare PDL alla Regione Puglia di presentare un proprio disegno di legge per l’applicazione del quesito referendario sulla remunerazione del capitale. A lui ricordiamo che la norma che garantiva la “remunerazione del capitale” è stata già abrogata e, come sancito dalla Corte Costituzionale, “la normativa residua è già immediatamente applicabile”. Prendiamo atto, da parte sua, di uno scarsissimo rispetto per i cittadini nel tentativo di strumentalizzare il risultato referendario e il referendum che, invece, è uno degli strumenti più alti di democrazia nel nostro Paese.

Pur apprezzando l’apparente cambio di prospettiva del Presidente Vendola (rispetto alle singolari dichiarazioni sulle tariffe dell’acqua in Puglia rese a valle dell’esito referendario), è doveroso chiarire al Presidente, a proposito della sua ultima dichiarazione rilasciata ai media, che la campagna (nazionale) di “Obbedienza Civile il mio voto va rispettato” non è “una fuga da un dovere” da parte della cittadinanza, ma è una risposta alla mancata applicazione della volontà popolare da parte degli amministratori e delle istituzioni preposte. Se ci fosse stato rispetto della legge – e, quindi, “obbedienza” all’esito referendario da parte di chi è preposto ad attuarlo, non ci sarebbe stato bisogno di alcuna campagna da parte dei cittadini.

Ad ogni buon conto, la campagna di “Obbedienza civile, il mio voto va rispettato” consiste nel pagare le bollette dell’acqua applicando una riduzione pari solo alla “remunerazione del capitale”.

Del resto, già da settembre scorso, il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”-Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua – seguito dalle associazioni dei consumatori e da numerosi cittadini/e - aveva inviato all’AATO (e per conoscenza ai Sindaci), la diffida ad applicare con tempestività l’esito referendario, eliminando dalla tariffa la quota di remunerazione del capitale. Ma la risposta è stata uno scarica barile.

Sottolineiamo, tra l’altro, che dal “Tavolo tecnico” istituito per ridiscutere l’argomento (il cui compito sembra quello di trovare il modo di ridurre le tariffe del Servizio Idrico e non, più correttamente, dare applicazione al referendum) siano nuovamente esclusi i cittadini, le parti sociali e i movimenti, in barba ai principi di partecipazione che pure sono contenuti nella Legge Regionale n. 11/2011 dal titolo Gestione del servizio idrico integrato - Costituzione dell’Azienda pubblica regionale “Acquedotto Pugliese (AQP)” (uno dei pochi punti rimasti inalterati sulla carta rispetto al disegno di legge approvato dal tavolo paritario tra il Forum e la Regione Puglia nel ormai lontano dicembre 2009).

Il voto va rispettato. Perché si scrive Acqua e si legge DEMOCRAZIA.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” - Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

giovedì 17 febbraio 2011

VENDOLAPUGLIAMIGLIORE

(clicca qui per l'articolo)

Non si potreva tacere dinanzi a quanto dichiarato da Vendola ad Annozero esattamente una settimana fa (il 10 febbraio) : "La ripubblicizzazione dell'Acquedotto l'ho fatta!".
Almeno stai zitto, no? Chi ci segue sa che non ci piace fare il tifo: nè pro, nè contro questo o quel politico, ma le parole di Vendola ci sono suonate subito come delle mezze verità confezionate in modo tale da essere rese per verità. Vendola ha usato il blog di Grillo durante la scorsa campagna elettorale e ora è lo stesso Grillo (che finora ha pazientato, e tanto!) a sputtanarlo.
Chi, come noi, segue da qualche anno le vicende legate alla volontà (più volte proclamata) di trasformare l'AQP da Società per Azioni (qual'è oggi) in soggetto di diritto pubblico, sa bene che Vendola non ha mai tirato proprio dritto e non siamo così sciocchi da credere che nella sua stessa maggioranza tutti siano daccordo con il DDL per l'acqua pubblica pronto già da dicembre 2009!!!
In ogni caso, non è mai troppo tardi per portare il DDL per la ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese (il ddl originale, non stravolto dagli emendamenti che ne annacquano la sostanza) in consiglio regionale per l'approvazione (o, perchè no, la bocciatura).
In fondo questo gli si chiedeva. In fondo su questo (per l'affermazione del DIRITTO ALL'ACQUA) ha fondato la sua campagna elettorale. In fondo è per questo (per una NUOVA CULTURA DELL'ACQUA) che anche come meetup ilGrillaio ci si è recati da un angolo all'altro della provincia a parlare di diritto all'acqua nelle varie Fabbriche (elettorali) di Nichi che di volta in volta ci invitavano.
Ora sta anche agli operai (per restare nella metafora delle Fabbriche) aprire occhi e orecchie e chiedere conto al padrone dell'opificio (sempre per la metafora) di quanto predicato finora.

LA RASSEGNA STAMPA sul caso VENDOLA-ANNOZERO-ACQUA:

ANNOZERO VENDOLA
14 febbraio
ADNKronos
Puglia: Comitato Acqua Bene Comune a Vendola, legge non ancora operativa
http://bari.repubblica.it/dettaglio-news/20:33-20:33/3917284
http://www.libero-news.it/articolo.jsp?id=669199
http://www.ilriformista.it/stories/adnkronos/344992

Linkredulo
"Caro Nichi, su Aqp da Santoro non hai detto la verità"

15 febbraio - Bella Ciao - Vendola non dice la verità!

16 febbraio
Liberazione - Vendola ripubblicizza la sua acqua. Ma solo in TV : la legge non c'è

Bari Sera - Acqua pubblica, è polemica contro Vendola

Il Pane e le Rose - I comitati per l'acqua pubblica scrivono a Nichi Vendola

17 febbraio
Gazzetta del Mezzoggiorno - Nichi: acqua pubblica è priorità ma il Comitato pugliese protesta

martedì 7 dicembre 2010

NO AI RIFIUTI DI STATO a Taranto


Il nostro blog vuole oggi dare voce a chi voce non ha. Alcuni comunicati stampa non arrivano sui giornali o nei tg eppure da questi fatti dipende la qualità della vita di migliaia di persone.
La decisione del governatore pugliese Vendola di smaltire i rifiuti campani nel tarantino ha trovato le obiezioni legittime di tante associazioni tarantine che hanno denunciato l'ennesimo attacco alla loro terra già martoriata da decenni di politiche ambientali inesistenti.
Taranto è terra morta, come dimostrano diverse pubblicazionii tra le quali "La città delle nuvole" di Carlo Vulpio, i tarantini che non accettano di morire senza lottare sono sempre di più.

NO AI RIFIUTI DI STATO

In relazione all'offerta fatta - dal Presidente della Regione Puglia, Nicola Vendola (senza il parere del Consiglio Regionale) - di accogliere i rifiuti provenienti dall'ennesima “crisi” campana, come comitati e associazioni di Taranto e provincia sentiamo forte l'esigenza di dichiarare che non è più accettabile il tentativo di monetizzare salute e democrazia. Perchè continua imperterrito lo sfruttamento di un territorio già martoriato da un inquinamento eccezionale, che già vanta tristi primati in fatto di impianti a rischio, e non si fa mancare nulla in fatto di inceneritori e discariche di rifiuti di ogni tipo. con la possibilità di notevole incremento di malattie e la contaminazione della catena alimentare. E' anche una questione di democrazia, perchè Vendola non può assolutamente pensare di partorire una tale decisione senza consultare la popolazione.

Ci pare inoltre oltremodo fuorviante porre l'accoglimento dei rifiuti come una questione di solidarietà. Da anni ormai i comitati cittadini, i medici, gli scienziati addirittura gli economisti propongono una soluzione ecocompatibile e vantaggiosa in termini di risparmio collettivo economico ed energetico, a favore dell'incremento dell'occupazione e della tutela dell''ambiente, fatta di riduzione della produzione di rifiuti, raccolta differenziata porta a porta, riciclo, riutilizzo, con l'obbiettivo di raggiungere "Rifiuti Zero", mentre i vari governi di turno si intestardiscono nella politica dell'incenerimento e dello smaltimento in discarica, che favorisce grandi industriali - come la Marcegaglia - e clientele di dubbia legalità. La solidarietà ai cittadini campani, e come loro a tutti gli altri cittadini impegnati nella tutela del proprio territorio in questo Paese contro questa gestione anacronistica e basata sul continuo consumo senza fine dei beni comuni e notevole spesa economica per i contribuenti, consiste nell'opporsi a tutte le “soluzioni” che le perpetuino.

Riteniamo per questo indispensabile aderire alla giornata europea contro le opere inutili prevista l'11 dicembre per ribadire che gli impianti di incenerimento dei rifiuti non sono una soluzione ma una perpetuazione del problema ( dato che un terzo del conferito finisce in discarica sotto forma di ceneri altamente tossiche) ed invitiamo tutta la provincia a sostenere la manifestazione che il 12 Dicembre si terrà a Lizzano promossa per sensibilizzare le popolazioni della provincia contro lo scempio che da anni la politica di gestione dei rifiuti sta perpetrando nelle zone limitrofe alle discariche (come la Vergine che tra l'altro presenta una non conformità della barriera di confinamento alle disposizioni del lgs. 36/2003 ed Ecolevante). Pretendiamo inoltre che i sindaci teoricamente chiamati a rappresentare i cittadini prendano le dovute tutele e non si limitino a esporre a parole il loro parere negativo verso i rifiuti campani, ma che realizzino atti istituzionali concreti. Sono attese dalla Campania 50.000 tonnellate destinate ai siti di Italcave a Statte, Ecolevante a Grottaglie e Vergine ai confini tra Lizzano, Fragagnano e Faggiano.

Dopo la conferenza stampa del 29 ottobre molti rappresentanti politici provinciali e regionali ignorarono completamente l’allarme 'rifiuti campani' mentre alcuni (assessore regionale Nicastro, sindaci di Lizzano, Faggiano e Monteparano) si affannarono per sminuire il timore e l’agitazione dei 14 comitati commentando la preoccupazione come infondata. I cittadini chiedono spiegazioni sulla evidente non curanza di molti e incoerenza degli altri, domandandosi che fine abbiamo fatto questi politici oggi, quando l’arrivo di circa 200 camion è quasi imminente.
Visto che i sindaci hanno rotto il silenzio siamo tutti curiosi di vedere chi veramente farà seguire alle parole atti concreti. Quanti di questi sindaci non si limiteranno ad atti formali ma assumeranno posizioni intransigenti difronte ai rischi per la salute?

Attiva Lizzano, Comitato Taranto Libera, Associazione Malati Cronici, Comitati di Quartiere Taranto, Meet Up I Grilli delle 100 Masserie, Amici di Beppe Grillo Taranto, I Grilli di Taranto in Movimento, Taranto Ciclabile, Corita Taranto, CarosiNOdiscariche.

giovedì 18 novembre 2010

LEGGE sull'ACQUA PUBBLICA, CONGELATA. Lettera del Comitato Pugliese a Losappio.


Una settimata fa, Michele Losappio (capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà), aveva proposto di approvare la legge della regione Puglia sull'acqua pubblica "CONGELATA". Ergo: facciamo una legge e contestualmente ne blocchiamo ogni effetto fino a data da destinarsi.
Voi direte: ma a che serve? Già! A che serve?

Dopo che diversi di noi si sono chiesti "A che serve?" sul web, lo stesso Losappio ha mandato una mail al Comitato Pugliese Acqua Bene Comune nella quale spiega il perchè della sua proposta. (LEGGI QUI).

Qui sotto la risposta del Comitato Pugliese a Losappio.

Al Capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà,

Losappio Michele

15 novembre 2010

Egr. Consigliere Losappio,

nel prendere atto della sua comunicazione in merito alla discussione interna alle competenti Commissioni consiliari, che ha portato alle proposte di predisporre un'eventuale sospensione degli effetti della legge regionale sulla ripubblicizzazione di Aqp, oppure di far votare sul punto una raccomandazione posta all'Odg del Consiglio, il Comitato pugliese "Acqua Bene Comune" ritiene di dover far presente alcune considerazioni.

A noi risulta, in effetti, che nel corso dei lavori preparatori del Tavolo tecnico congiunto tra Regione Puglia, Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, che ha elaborato il ddl, poi varato dalla Giunta e successivamente da questa inoltrato alle commissioni consiliari competenti, la possibilità che da parte di organi tecnico-giuridici o di forze politiche si sollevassero dubbi e rilievi di incostituzionalità era stata già vagliata, e si era comunque di comune accordo deciso di procedere alla stesura del ddl, contenente principi costituzionalmente cruciali condivisi da tutte le componenti del Tavolo tecnico, compresa la Regione, principi tra i quali figurava e figura la "non rilevanza economica" dell'acqua in quanto bene comune e patrimonio dell'umanità.

La decisione allora condivisa di procedere nonostante i dubbi possibili di una parte della dottrina giuridico-costituzionale ci è sembrata e ci sembra un atto politicamente rilevante e qualificante, e oltretutto non insensato giuridicamente, dal momento che un'altra parte, non certo secondaria, della dottrina, con il supporto di argomentazioni di alto profilo, ha espresso - anche nel corso dei suddetti lavori preliminari del Tavolo tecnico - il proprio parere favorevole circa la costituzionalità del disegno di legge di cui si discute.

Ciò considerato, ci appare quantomeno singolare che ora le obiezioni circa l'incostituzionalità del ddl, sollevate dall'Ufficio legislativo della Regione, risultino inattese e comunque tali da cogliere impreparate le forze politiche che sostengono l'attuale governo regionale; per meglio dire, ci appare singolare che, benché il "rischio" fosse noto e le possibili obiezioni di incostituzionalità già discusse, in nessuna occasione, da quando il ddl è stato elaborato e poi approvato dalla Giunta e presentato in Consiglio, fosse mai stata ipotizzata una proposta simile a quella che, stando alla sua e-mail, l'assessore Amati ha avanzato: ci riferiamo alla ipotesi di "sospensione".

E l'ipotesi di una legge (regionale o meno) che si autosospende a tempo indeterminato nel momento stesso in cui viene varata e cioè proprio quando dovrebbe entrare in vigore - questa sì - ci sembra francamente irrituale se non addirittura un po' bizantina.

Dunque, se la maggioranza delle forze politiche presenti in Consiglio e nelle Commissioni ritiene tuttora - come al termine della sua e-mail lei peraltro ribadisce - che il disegno di legge che è in discussione nelle competenti Commissioni consiliari sia giusto e costituzionale, a nostro parere non ha senso che se ne chieda l'approvazione in questa forma puramente "apparente" (con una sospensione di fatto a tempo indeterminato, che darebbe luogo a una legge-vetrina priva di qualsiasi efficacia); perché se poi lo si ritiene, viceversa, inopportuno o addirittura incostituzionale, forse è il caso di esplicitare le riserve in maniera chiara e priva di equivoci, visto che i cittadini hanno in primo luogo il diritto ad essere informati in modo trasparente e puntuale, per poter trarre poi le loro conclusioni.

Non ci risultano comprensibili d'altra parte il senso, l'ambito di efficacia e il contenuto di una eventuale "raccomandazione" consiliare alternativa a una sospensione incorporata nel testo della legge, né quindi comprendiamo in che modo questa soluzione possa rappresentare un "compromesso" accettabile.

In ogni caso, continueremo a seguire come sempre con molta attenzione l'iter di discussione del ddl sino alla auspicata approvazione finale, perché è proprio questa attenzione costante che i cittadini pugliesi che sostengono il percorso di ripubblicizzazione di Aqp, e che si informano puntualmente su tutti i suoi sviluppi, ci chiedono.

Cordiali saluti.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”


Post post: si è diffusa oggi la notizia che la Corte costituzionale ha bocciato i ricorsi di alcune regioni (tra cui la puglia) contro l'art. 23 bis della L. 133/08 modificato dall'art. 15 della L. 135/09 (cosiddetto decreto Ronchi).
La sentenza è lunghissima e ci torneremo presto.

martedì 21 settembre 2010

L'ACQUA PUGLIESE CONGELATA

Sabato 18 e domenica 19 settembre 2010 a Firenze si sono dati appuntamento i movimenti per l'acqua di tutta Italia. Da un po' di tempo gli occhi di chi ha a cuore il tema acqua e si raccoglie attorno al Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, seguono con attenzione quanto sta accadendo in Puglia (nel bene e nel male).
Il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune è considerato dagli stessi appartenenti al Forum come il fiore all'occhiello del movimento italiano ed è per questo che, quando gli esponenti dello stesso comitato intervengono alle assemblee, tutti seguono con attenzione.
E' accaduto anche domenica a Firenze, quando Federico di Bari ha preso la parola: “È vero, a dicembre in Regione voteranno, ma i segnali al contrario di quello che speravamo non sono incoraggianti e le sorprese potrebbero essere dietro l’angolo. Altrimenti, non si spiega la decisione dell’Acquedotto, il cui azionista unico è comunque la Regione, di chiudere le unità territoriali di Trani e Brindisi, il che vuol dire che se c’è un intervento da fare, gli addetti devono partire da Bari. I sindacati si sono lamentati, noi anche, continuiamo a sperare si tratti di un incidente di percorso, ma non è un bel segnale” (leggi tutto l'articolo comparso il 19 settembre 2010 su ilFattoQuotidiano).
Il problema pugliese sta proprio nell'ambiguità che a più ripreste caratterizza l'operato del governo regionale. A livello mediatico passano dei messaggi, nella pratica si fa altro. Ed in un mondo dove ciò che appare è più importante di ciò che è, questo è un problema.

Oggi su Liberazione c'è un'altro articolo sul "dopo Firenze". E' un bel pezzo che ripercorre la storia pugliese degli ultimi anni vista dalla parte dei movimenti per la difesa del DIRITTO ALL'ACQUA. (leggi l'articolo di Liberazione 21.09.2010)
Questi sono i fatti, com'è un fatto che questo pezzo non compare nella rassegna stampa della Regione Puglia.

martedì 20 luglio 2010

L'acqua e il silenzio



Ieri il Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica ha consegnato oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme (il record era per quello sul divorzio con 1.370.000 firme).

Ora ovviamente si tratterà di portare 25 milioni di italiani a votare tre “SI” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Noi del meetUp ilGrillaio siamo ottimisti nonostante il freddo con cui è stato accolto il comunicato del Comitato Referendario per Altamura. Solo il sito altamuralife.it ne ha dato notizia (qui), NotizieOnLine l'ha messa in un angolo... della posta. All'inizio della campagna le cose andavano diversamente (vedi qui): 5.000 sono un dato POLITICO importante, o no?
Tutto il resto tace, per ora.

Il Forum Italiamo dei Movimenti per l'Acqua chiede ora al governo di "emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum". E alle amministrazioni locali "di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze" (come il comune di Roma, nds)
Prossimo appuntamento per il popolo dell'acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l'assemblea dei movimenti per l'acqua.

A proposito di silenzi, è stato assordante, esplosivo (come Eyjafjallajökull) quello con cui si è tenuto fuori l'argomento Acqua dagli Stati Generali delle Fabbriche di Nichi dello scorso fine settimanta a Bari. L'ACQUA è stato uno degli argomenti elettorali con cui Vendola ha vinto sia le primarie che le regionali qualche mese fa. Tantissime poi sono state le "Fabbriche" che hanno promosso incontri pubblici per parlare di una diversa cultura dell'acqua, di Diritto all'Acqua, dei rischi legati a privatizzazione e mercificazione di un Diritto Umano non scritto, noi stessi abbiamo preso parte a tante iniziative (Ruvo, Barletta, Conversano, Rutigliano, Locorotondo, Palo...). E' un silenzio tanto più inspiegabile quanto più il fine settimana che chiamava a raccolta i vendoliani d'Italia, coincideva con la chiusura della campagna referendaria che già aveva superato UN MILIONE DI FIRME. E poi c'è la legge di trasformazione dell'AQP SpA in Ente Pubblico (i cento giorni scadono al rientro delle vacanze!). Quale teatro migliore del capoluogo pugliese in questo momento? Invece niente!
Tra le eruziondi di buona politica non c'è spazio per la Buona Politica dell'Acqua. Pensate che l'argomento avrebbe RAFFREDDATO il clima vulcanico? Secondo noi NO, anzi.

Staremo a vedere...abbiamo fiducia nei ragazzi che fanno parte delle fabbriche e che si sono avvicinati con entusiasmo al tema dell'Acqua e che, ne siamo sicuri, hanno interesse quanto noi a mantenere "caldo" il tema!