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venerdì 4 marzo 2016

TOILET FIRST (PRIMA IL GABINETTO)



PERCHE' in Basilicata si continua a trivellare attorno all'invaso del Pertusillo (mettendo a rischio la qualità dell'acqua di milioni di persone (pugliesi)????
Semplice: perchè siamo in un mondo in cui garantire l'uso di un cellulare conta di più che garantire accesso all'acqua potabile ed ai servizi igienici.
Nel mondo 4 MILIARDI di persone hanno un cellulare
mentre 2,5 MILIARDI di persone NON NANNO accesso all'ACQUA...
In pratica 1,5 MILIARDI di persone possiedono un cellulare,
ma non ha accesso alla toilette!
Gli antichi romani portavano l'acqua ovunque arrivavano.
Noi moderni portiamo i cellulari.




domenica 7 luglio 2013

SE SCRIVI LEGGI sull'ACQUA e NON LEGGI DEMOCRAZIA


Mentre diversi parlamentati e meetup si apprestato a "scusarsi" in merito alla vicenda del ddl sull'Acquedotto pugliese, in alcuni gruppi Facebook altamuresi, pare non si riesca a non buttarla in caciara e neanche a rimanere sul tema.
RIschio inevitabile considerato che mancano le informazioni minime su come stanno le cose a livello di Acquedotto Pugliese, di cosa sia avvenuto a livello di governo regionale dal 2008 ad oggi, di cosa sia il comitato Pugliese AcquaBeneComune (un soggetto POLITICO) di cosa sia il Forum italiano dei movimenti per l'acqua (altro soggetto Politico), di quale sia il ruolo di alcuni senatori del M5S nell'intreccio tra Vendola e l'Acquedotto Pugliese, della differenza tra leggi nazionali e leggi regionali (capisc' ammè!) ...
Non è affatto una questione di "prima io": solo una mente priva di giudizio (o con il gusto della caciara) può continuare meccanicamente a ripetere------.
Quando si dice che il METODO è SOSTANZA ci si riferisce al fatto che non è sufficiente RIPUBBLICIZZARE l'acquedotto pugliese attualmente una Società per Azioni il cui unico azionista AD OGGI è la Regione Puglia (capisc' a mmè!!), ma è FONDAMENTALE che la forma giuridica sia quella di Ente di diritto pubblico PARTECIPATO. Pochi di voi sanno che Vendola - che Ciampolillo mandò ad intervistare in giacca e cravatta alla vigilia delle ultime elezioni facendogli promettere una cosa che avrebbe potuto/dovuto fare prima delle elezioni (guarda Vendola e il sogno dell'Acquedotto Pubblico) - per anni ha sostenuto che l'Acquedotto era pubblico dato che era in mano alla regione e che la FORMA giuridica era una "questione OZIOSA"... l'importante è l'ACQUA PUBBLICA (come pure si legge in alcuni commenti)... SBAGLIATO!!
Anche in questo caso la FORMA (giuridica) il METODO (di gestione) NON E' NEUTRO.
E' evidente allora che questo non è un campo dove misurarsi a "CHI ARRIVA PRIMA" e questo il sen. Ciampolillo non l'ha considerato.
Del resto alcune settimane fa era stato lo stesso M5S a stigmatizzare la "FUGA" in avanti di SEL in parlamento: QUESTA NON è UNA BATTAGLIA DA STRUMENTALIZZARE! L'ACQUA NON HA COLORE (neanche partitico).
SAPETE PERCHE' GLI ULTIMI REFERENDUM SONO STATI UN SUCCESSO CON 27 MILIONI DI PARTECIPANTI?
SAPETE COME SI RIESCE A PORTARE AVANTI BATTAGLIE COME LA MODIFICA DEGLI STATUTI COMUNALI?
creando un fronte ampio su temi (come l'ACQUA) che non possono non essere sposati da chiunque abbia un minimo di comprendonio. E il fronte ampio OGGI il M5S non ce l'ha, il M5S oggi doveva/deve essere uno strumento al servizio del bene comune che passa dalla PARTECIPAZIONE ad un percorso CONDIVISO (anche da altre forze politiche, sennò col cacchio che passa quel DDL!!).
Chi continua a dire l'importante è avere il DDL non capisce che quel DDL, se non PARTECIPATO dal fronte ampio fatto di cittadini, di comitati, di associazioni è destinato a rimanere Disegno...  chi pensa che il fine giustifica i mezzi non ha idea della superficialità di queste parole e della miopia politica di un simile approccio.
Da qui la posizione critica di chi da diversi anni ha forse imparato qualcosina che potrebbe evitarci qualche altro colpo basso (come quello all'indomani del referendum o dopo la sentenza della Corte costituzionale sulla legge regionale).

A questo proposito, forse non tutti sanno che all'epoca della raccolta firme per i referendum, l'italia dei Valori di Di Pietro tentò una fuga in avanti scavalcando i movimenti per l'acqua e presentando altri quesiti sul tema acqua. Sapete com'è andata a finire? Bocciati dalla corte costituzionale!

Provate ad immaginare cosa sarebbe successo se non ci fossero stati i due quesiti del Comitato per l'ACQUA BENE COMUNE... Obbligo di andare a gara e campagna mediatica del tipo: "Visto? I quesiti non sono ammissibili! La privatizzazione della gestione degli acquedotti è inevitabile! Ma non vi preoccupate: L'ACQUA RESTA PUBBLICA e noi rimaniamo il popolo bue che SE LE BEVE TUTTE!

lunedì 11 febbraio 2013

UN VOTO PER IL DIRITTO ALL'ACQUA


Pubblichiamo la lettera indirizzata a tutte le liste candidate in Puglia da parte Comitato pugliese "Acqua Bene Comune" - Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. Entro il fine settmana saranno rese pubbliche le risposte (e anche chi non ha risposto).
L'informazione è alla base di ogni scelta corretta.

Bari, 11 febbraio 2013



 Gentile Segretari*, gentil* candidat*,

i governi italiani degli ultimi anni (così come il Governo pugliese) non hanno garantito il diritto umano all’acqua potabile sancito dalla Risoluzione dell’ONU del 28/07/2010 e hanno ripetutamente violato i principi, le norme e gli strumenti alla base dell’esercizio della democrazia, nella misura in cui:

- è stata ignorata la proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico” (consegnata al Presidente della Camera il 10/07/2007 e mai discussa in Parlamento);

- è stato ignorato, aggirato e violato l’esito referendario del giugno 2011 sull’acqua e sugli altri servizi pubblici locali che prevedeva, fra le altre cose, l’abolizione della remunerazione del capitale dalla tariffa.

Pertanto, in vista delle eminenti elezioni politiche del prossimo 24 e 25 febbraio,



CHIEDIAMO  di:

  1. Dichiarare il proprio impegno politico in sede parlamentare e di governo a sostegno del diritto umano all’acqua riconosciuto a ogni essere umano, senza discriminazioni di genere, opinioni politiche e religiose, provenienza geografica, sesso e orientamento sessuale.
  2. Ridepositare, discutere e approvare in Parlamento la Legge di Iniziativa Popolare sull’Acqua (che ha raccolto il maggior numero di firme dalla nascita della Repubblica), applicando immediatamente per legge il principio del minimo vitale garantito (50 litri al giorno a persona).
  3. Applicare i principi ispiratori degli esiti referendari, iniziando dall’abrogazione immediata del decreto 70 del 2011 e della collegata delibera AEEG 585-12 del 28 dicembre 2012 che reintroducono nelle tariffe l’equivalente (e oltre) della remunerazione del capitale sotto mentite spoglie.
  4. Presentare e approvare un disegno di legge che, a garanzia del diritto umano all’acqua, sancisca il divieto di distacco totale della fornitura idrica per il consumo umano delle utenze domestiche.
  5. Decretare per legge l’obbligo per tutte le amministrazioni pubbliche e gli esercenti di utilizzare e somministrare solo acqua di acquedotto.



Restiamo in attesa di una Sua risposta entro venerdì 15 febbraio comunicandole che renderemo pubblici i pareri espressi (così come le risposte non pervenute) attraverso comunicati stampa e permanentemente sui nostri siti www.lacquanonsivende.blogspot.com; www.acquabenecomune.org, www.benicomuni.org, sulla pagina facebook L’acqua non si vende, nonché su tutti siti e i blog delle organizzazioni aderenti al Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.



In attesa di un cortese riscontro, si porgono cordiali saluti.

Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.



Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

lunedì 26 marzo 2012

I TECNICI DEI DOVERI (ALTRUI)



Il governo dei super-tecnici ha senza alcun dubbio riportato serietà nella politica italiana. Trattasi di professoroni di straordinaria competenza che hanno strumenti tecnici che molti politicanti di ieri (e di oggi) si sognano. Ma la credibilità è un'altra cosa e quando devi convincere gli altri a fare sacrifici DEVI ESSERE CREDIBILE. La credibilità dei tecnici svanisce come la nebbia al sole, via via quando si leggono attentamente i loro atti, si ascoltano attentamente le loro parole e si capisce dove vogliono davvero andare a parare.
Sono gli esperti della competitività, della produttività, del Dio Mercato, dei mercati finanziari (virtuali) da accattivare facendo a pezzi i diritti (sindacali e umani), ma ben lontani dal rifiutare doppi, tripli, quadrupli incarichi.
Si sono guardati bene dal chiamare in causa le banche, anzi (vedi la questione dei conti per i pensionati).

Per fortuna una buona notizia, finalmente il congedo obbligatorio per i papà volenterosi di stare con i propri figli. Da ora potranno farlo.... per 3 giorni!!

Da: ALTRAMURA

La riforma del lavoro prevede anche il congedo di paternità obbligatorio per  "favorire una cultura di maggiore condivisione dei compiti di cura dei figli". Idea non nuova, ma giusta. Peccato che il congedo duri solo tre giorni. Sarà anche un primo passo simbolico, ma è uno schiaffo sia alle madri (sole nella quotidianità con i figli) che ai padri che vogliono poter fare i padri non solo nei weekend. Possibile che il diritto alla bigenitorialità sia fatto valere solo quando ci si separa??
Speriamo che su questo punto ci sia la stessa "indignazione" che è scoppiata sull'art. 18. Se si vuol davvero consentire ad entrambi i genitori di prendersi cura dei figli bisogna guardare al modello svedese. Il congedo dei padri, lì, è di ben 11 settimane. Un tempo lungo che consente ai padri di poter sperimentare il rapporto quotidiano con i figli e ai figli di vivere la quotidianità con i padri. Un'esperienza educativa importantissima. Ma è tutta la società a guadagnarci. Se il congedo non è solo "questione di donne" le aziende sono meno propense a licenziare o a far dimettere le donne o a non assumerle se "in età fertile". Voler creare una famiglia e prendersi cura dei figli deve diventare un "problema" per il datore di lavoro sia  che abbia assunto un uomo, sia che abbia assunto una donna. E non si tratta di creare una protezione in più per le donne, ma di riconoscere l'arricchimento per il mondo lavorativo che porta la donna (ad esempio recenti ricerche dimostrano che un maggior numero di donne nelle forze dell'ordine comporta una diminuzione delle violenze e degli abusi da queste perpetrati) e il grande contributo che possono dare gli uomini nella crescita dei figli.
Ed invece ci troviamo in un paese che discute del diritto alla doppia genitorialità solo quando si tratta di padri separati. Stupisce che ci sia tanta comprensione nei confronti di questi padri che  lamentano di poter vedere i figli solo a week-end alterni quando nella maggior parte delle famiglie questa è già la realtà visto che agli uomini non viene riconosciuto alcun congedo per godersi la bellezza (e la fatica) di crescere un figlio.

domenica 18 marzo 2012

I FORUM MONDIALI dell'ACQUA

Flash mob - giornata internazionale contro le grandi dighe - 14/03 from Massimo Lupo on Vimeo.


Il 6°Forum Mondiale dell'acqua (FME) 2012 in corso a Marsiglia è organizzato dalle multinazionali del settore (VEOLIA, SUEZ, Lyonnaise-des-eaux...) e legittimata dalla presenza di 140 governi (e tra questi c'è anche la Regione Puglia).
Sono le più grandi aziende del mondo ad aver messo su il Consiglio Mondiale dell'Acqua che insieme alla Banca Mondiale si arroga dal 1997 il diritto di decidere la politica dell'acqua a livello mondiale. Finora il massimo che sono riusciti ad deliberare è che l'acqua è un bisogno. Non un diritto. E la cosa più assurda è che in quell'assise ci sono i vari governanti che ovviamente approvano e magari si convincono anche.
Ve lo ricordate Onofrio Introna (allora assessore alle OO.PP.) ed oggi presidente del Consiglio Regionale Pugliese che sosteneva che "... l'acqua non è più un diritto... l'acqua è un bisogno" ? (clicca qui per ricordare)

Le multinazionali dell'ORO BLU sono state capaci in vent'anni di trasformare gli italiani in uno dei popoli con il maggior consumo di acqua in bottiglia; una massa di idioti che "...non mi fido dell'acqua di rubinetto" (che, invece, è mediamente molto buona) e che non si pone nessuna domanda sulla reale utilità e/o salubrità dell'acqua in bottiglia.
Figuratevi quanto ci mettono a convincere i nostri politici.

Per fortuna dal 2003 al FME si è aggiunto il FAME (FORUM ALTERNATIVO MONDIALE DELL'ACQUA), voluto da movimenti e associazioni, che già nel 2009 trovò una importante sponda nel Presidente dell'assemblea Generale delle Nazioni Unite (H.E. Miguel D'Escoto Broockmann) posizione sfociata nella Risoluzione ONU del 28 luglio 2010 che ha dichiarato per la prima volta nella storia il diritto all'acqua un diritto umano universale e fondamentale. 
Ed è strano che questo importante concetto venga ignorato nella bozza di documento finale del Forum Mondiale dell'Acqua. Merito del Canada che ha chiesto di modificare il testo da approvare. Tutti gli altri zitti, tranne la Bolivia.
Per fortuna il FAME (iniziato tra polizia a go-go e diversi attivisti in stato di fermo per ore senza motivo) - con oltre 2000 partecipanti - ha raggiunto risultati di ben altra portata. E' stata ufficializzata la rete europea dei movimenti per l'acqua (clicca qui), promossa a Napoli e fortemente sostenuta dal Forum Italiano dei movimenti per l'acqua. Tra gli obiettivi c'è quello di raccogliere un milione di firme per sostenere una legge di iniziativa popolare europea per una gestione pubblica e partecipata dei servizi idrici. Il documento finale del FAME contiene anche un appello all'ONU per organizzare un forum dell'acqua slegato dalle multinazionali.

P.S.: i lavori del FAME sono stati interrotti dalla preoccupante notizia relativa all'assassinio di un attivista messicano Bernardo Vasquez Sanchèz che si batteva contro lo sfruttamento del sottosuolo nel suo paese.

mercoledì 21 settembre 2011

Appello: Contro il muro dell’acqua



Le Carovane dell’Acqua sono un’esperienza itinerante promossa dal Comitato Italiano per il Contratto Mondiale sull’acqua - Onlus. Con questa iniziativa (giunta alla 5^edizione) ci si propone di raggiungere regioni/paesi fortemente colpite nella violazione del diritto all’acqua o nella distruzione del bene acqua e dove sono in atto azioni e progetti politicamente strategici rispetto all’uso dell’acqua. L'ultima carovana ha girato nei territori palestinesi occupati....

(fonte: www.contrattoacqua.it)
I partecipanti alla Carovana per il Diritto all’Acqua, che dal 10 al 17 Settembre ha percorso i Territori Palestinesi Occupati da Israele, per conoscere i problemi di accesso all’acqua e le violazioni di tale diritto umano, insieme ai Comitati Popolari palestinesi di Resistenza Nonviolenta lanciano il seguente appello al Governo italiano e ai Governi europei, alla luce di quanto visto e delle testimonianze raccolte. In questi 7 giorni in cui la Carovana ha percorso i Territori Occupati Palestinesi, dalla Valle del Giordano a Tulkarem, da Jenin a Hebron, e negli incontri con le comunità palestinesi si è appurato:

che la gestione dell’acqua è tutt’ora sottoposta agli Ordini Militari del 1967, che negano il diritto all’acqua del popolo palestinese limitando e di fatto impedendo:
la costruzione di nuovi pozzi o la riabilitazione di quelli esistenti,
la costruzione di reti idriche e di impianti di trattamento delle acque reflue;
la gestione complessiva delle risorse idriche da parte dell’Autorità Palestinese dell’Acqua.

La costruzione del Muro, illegale nel suo percorso, come da sentenza del Tribunale Internazionale dell’Aja, ha sradicato migliaia di alberi, confiscato e praticamente annesso terre fertili, pozzi e falde acquifere.
Con continue ordinanze militari Israele sottrae le terre più fertili e ricche d’acqua alle popolazioni palestinesi, compresa quella beduina, cercando di far abbandonare la terra ai palestinesi, come i partecipanti alla carovana hanno visto nella Valle del Giordano e a Sud di Hebron.
Allo stesso tempo viene impedito all’Autorità Palestinese lo sviluppo di politiche ambientali a salvaguardia delle risorse idriche e per la riduzione dell’inquinamento dalle acque reflue e dagli scarichi industriali provenienti anche dalle colonie israeliane, che scorrono nei torrenti e nei fiumi inquinando il territorio a rischio di provocare malattie sia agli esseri umani che agli animali.
Le limitazioni che la popolazione locale subisce quotidianamente negli spostamenti in territorio palestinese, aggrava ulteriormente questa situazione.

Tutto ciò è in violazione non solo del diritto umano all’acqua riconosciuto dall’ONU, ma anche degli accordi di Oslo e del diritto internazionale.

Alla vigilia della presentazione all’Assemblea delle Nazioni Unite da parte dell’Autorità Palestinese di una proposta di riconoscimento dello Stato Palestinese come 194° paese membro della comunità internazionale,
i partecipanti alla Carovana per il Diritto all’Acqua, i Comitati Popolari palestinesi, e tutti i comitati italiani ed europei, persone e istituzioni che difendono il diritto all’acqua che vorranno sottoscrivere il presente appello,

si rivolgono ai Presidenti e premier dei Paesi membri dell’UE ed in particolare al presidente italiano, ai rappresentanti dei parlamenti dell’Europa, chiedendo di:

sostenere la proposta di risoluzione per il riconoscimento dello Stato Palestinese presso l’Assemblea delle Nazioni Unite e presso il Consiglio di Sicurezza, auspicando che i membri con diritto di veto di tale organismo non lo esercitino;

esercitare una pressione sul Governo Israeliano e sulla comunità internazionale affinché venga garantito il diritto all’acqua al popolo palestinese, cessino immediatamente le violazioni al diritto internazionale e l’occupazione militare.

Betlemme, 17 settembre 2011

(clicca qui per saperne di più)

martedì 26 luglio 2011

Forze vecchie e stronzate nuove



Stendere uno striscione abusivo dinanzi al centro interculturale per rivendicare il diritto degli italiani (soltanto "agl'italiani") è segno di visione parziale e anacronistica del mondo che ci circonda. Un decennio di leghismo condito con celodurismo e notiziari che fanno leva sulla PAURA del diverso, dello straniero hanno (ri)portato un clima di xenofobia, intolleranza e razzismo nel nostro paese. Ma fin qui...
Aggiungeteci la sconcertante idea di fare proseliti strumentalizzando anche la morte della cantante britannica Amy Winehouse (leggi qui) ed avrete ancora più chiaro il quadro ideologico di questi soggetti che hanno finanche promosso i referendum sull'acqua, ma senza evidentemente capire che l'acqua è un paradigma culturale (e non potrebbe essere diversamente) non una battaglia settoriale per difendere i privilegi di uno stato o di una razza a danno degli altri.

Essere per l'acqua pubblica è molto di più di una dichiarazione di principio: significa concepire l'intero pianeta in termini di relazioni. Tutto è in relazione con tutto: non esiste l'acqua "mia", non esiste il "mio" diritto alla salute! Dire no alla mercificazione dell'acqua significa concepire l'uomo come parte integrante del ciclo dell'acqua: gli uomini (tutti) sono parte dell'incessante ciclo dell'acqua.
Chi glie lo spiega a questi che nel 70% del loro corpo potrebbe scorrere il sudore di pelli scure degli abitanti dell'Africo sub-sahariana, le lacrime degli occhi stretti cinesi... la saliva degli arabi o l'urina degli ebrei?

Abbiamo motivo di pensare che questi atteggiamenti razzisti non sempre si trasformano in comportamenti razzisti soprattuto quando si hanno davanti le persone... diverse, di colore, di diversa religione... soprattutto quando ci soffermiamo a pensare che quelli che oggi chimiamo extracomunitari altro non sono che una replica di quello che sono stati i nostri nonni e bisnonni quando emigravano alla MERICA perchè sognavano un futuro migliore.
GUARDA QUESTO VIDEO e fallo girare...

giovedì 29 luglio 2010

FINALMENTE SI INIZIA A SCRIVERLO. Dal Consiglio Comunale di Altamura all'Assemblea Generale dell'ONU. L'ACQUA é UN DIRITTO.



All’indomani del risultato referendario quasi due altre buone notizie.

1. la scorsa notte l'assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione che (badate bene) sancisce che "L'accesso all'acqua potabile è un diritto umano".
E' stata la Bolivia (teatro della prima guerra dell'acqua di questo secolo a Cochabamba nel 2000) a presentare il documento che è passato con il voto a favore di 122 Paesi, nessun contrario e 41 astensioni. Nel documento si afferma che "l'accesso a un'acqua potabile pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell'uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita". E si invitano gli Stati e le organizzazioni internazionali ad adoperarsi per fornire aiuti finanziari e tecnologici ai Paesi in via di sviluppo, esortandoli ad "aumentare gli sforzi affinché tutti nel mondo abbiano accesso all'acqua pulita e a installazioni mediche di base".
Ci hanno messo 15 anni ed ovviamente i paesi ricchi (molti tra gli astenuti) non vedevano di buon occhio una cosa ovvia: L'ACQUA e LA VITA coincidono. NO ACQUA, NO VITA. Il diritto alla vita passa per il diritto all'acqua. Una ovvietà che oggi necessita di essere scritta e questa è la cifra (lo ribadiamo) della grave deriva morale che caratterizza noi moderni.

Il Comune di Altamura, lo ricordiamo, lo scorso 9 febbraio ha votato all'unanimità l'integrazione dello statuto comunale: per il nostro comune l'acqua è un diritto. Il meetUp ilGrillaio ha giocato un ruolo politico importante nei mesi subito prima facendosi promotore di una campagna informativa e partecipazione attiva di diverse forze della società civile alla vita politica di Altamura (oltre 3000 firme raccolte e tante iniziative di sensibilizzazione)
I primi settembre 2010 a Roma si riunisce il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la ripubblicizzazione dei Servizi Idrici. Durante la precedente amministrazione è stato l'ass. Firorelli a seguire gli incontri del coordinamento pugliese. Chi si occuperà ora di rappresentare il primo comune pugliese ad aver modificato lo statuto comunale per l'acqua?
Vedremo.

2. Regione Puglia. E' di qualche giorno fa la presentazione del testo di legge sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese che trasformerà l'AQP Spa da società per azioni a soggetto di diritto pubblico alla riunione congiunta della II e della V commissione consiliare.
Ai primi di settembre sono previste le audizioni in modo da calendarizzare la discussione in Consiglio nel mese di settembre.

I prossimi mesi saranno decisivi per la battaglia per diferendere l'acqua come Bene Comune: i mezzi di (dis)informazione di massa in mano ai grandi potentati economici faranno di tutto per gettare fango sul Referedum e sul Forum Italiano. Le varie Vespe, Scodinzolini, Fede delle tivù pubbliche e private non aspettano che un cenno dei padroni. Sarà anche divertente. Davie contro Golia, l'informazione di PORTA A PORTA contro quella del porta a porta, quella spinta a colpi di spot contro quella che passa per i cuori delle persone, quella che ha una sola motivazione (il denaro) contro quella che resiste e lotta per diferendere quello che ancora resta del Bene Comune. State attenti perché Davide ha già vinto una volta.

martedì 9 marzo 2010

DIFENDIAMO LA DEMOCRAZIA: NO AGLI ABUSI DI POTERE DEL GOVERNO SULLE ELEZIONI



Venerdì notte, il governo Berlusconi ha varato un decreto legge che costituisce il più arrogante, pericoloso e vile attacco alle regole della democrazia del nostro Paese.

Si tratta di un provvedimento, palesemente incostituzionale, che mira al di fuori di ogni regola a riammettere le liste dei partiti di maggioranza escluse in Lazio e Lombardia per gravissime mancanze (presentazione fuori tempo massimo e senza firme debitamente acquisite). Tutto ciò, fregandosene di leggi, regolamenti e pronunce della magistratura.

Siamo dunque arrivati all’attentato alle forme più basilari della democrazia: vengono stracciate le norme che regolano la competizione elettorale per “interpretarle” a favore dei potenti.

Norme delicatissime e tassative, che tutti i partiti sono chiamati a rispettare per garantire lo svolgimento regolare delle elezioni, possono pertanto essere modificate in corso d’opera a favore di coloro che la legge l’hanno spudoratamente violata: gli abusivi si fanno la legge su misura!

Noi a tutto questo non ci stiamo: difendiamo la nostra Costituzione, difendiamo l’uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge e la regolarità della competizione elettorale.

Facciamo sentire la nostra voce: dove c’è strage di regole c’è strage di democrazia.

Altamura, 8 marzo 2010

vignetta di Sergio Staino

lunedì 4 gennaio 2010

Indifferenza per l'orrore e ORRORE per l'INDIFFERENZA



Siamo fantastici! Siamo capaci di pranzare.... coooooomodi davanti ad immagini di violenza (più o meno creata nei laboratori RaiASET), come mai?

Come mai riusciamo bere del buon vino mentre vediamo la morte sopraggiungere in un bar del napoletano, per mano di un sicario armato di pistola... e la gente che salta un corpo senza vita su un marciapiede... ??

Come mai stiamo facciamo la scarpetta nel nostro bel piatto già pieno di pasta, durante un servizio sulle stragi di civili da parte di governi meno civili... com'è mai possibile che si sia arrivati ad un tale livello di abitudine all'aberrazione?

Abbiamo bisogno di tornare a spaventarci, a compiangere, a compatire... a vergognarci.
Questo il nostro augurio per il 2010.
Che possiamo e possiate tornare a soffire per il dolore altrui. Per farlo abbiamo bisogno di tornare ad incontrarci, parlare, litigare, sfottersi, ridere, piangere, camminare, cadere, riflettere.... anche perdere tempo, ma... insieme.
BUON 2010... sofferente!

mercoledì 30 dicembre 2009

CAPOSUD: l'informazione da un'altro punto di vista


Vi siete mai chiesti se le notizie che arrivano da altri paesi, altre culture, non finiscano per essere trasformate nei processi che le portano fino a noi? Il "nostro" inviato del giornale blasonato che se ne sta nel suo albergo a Gerusalemme (per esempio) può scrivere le stesse cose di chi le vive stando dentro la striscia di Gaza? E chi traduce le agenzie dei paesi arabi, è certo di non stravolgere il senso di un messaggio dato che niente è neutro (nemmeno le parole)???
Da questi dubbi e da una geniale idea di due nostri amici, Alfredo Giangaspero e Fabio dell'Olio (entrambi pugliesi e della provincia di Bari) nasce un giornale che prova a cambiare il punto di vista di chi pretende di fare informazione oltre che dare notizie!
Il loro sogno da' vita ad un progetto che grazie al bando PRINCIPI ATTIVI della Regione Puglia ed alla guida di Don Tonio Dell'Olio ha visto la luce qualche settimana fa con il primo numero.

Nessun redattore italiano: è nato Caposud, il giornale che scrive il mondo alla rovescia
Il 6 dicembre a Roma è nato il primo giornale in italiano scritto solo da corrispondenti locali dei (e dai) Paesi in Via di Sviluppo.

Gli italiani collaborano, ma a bassa voce e in posizione di ascolto. Svolgono coordinamento e traduzione. A scrivere la rivista “Caposud” sono solo i corrispondenti del Sud del mondo: è questa la sfida di Caposud, magazine bimestrale che è nata il 6 dicembre 2009 con una presentazione a Roma.

Lo scorso 6 dicembre, presso la libreria Griot di Roma, è stato presentato il primo numero, alla presenza di giornalisti, responsabili di ONG e rappresentanti del mondo universitario, italiani e non. Presente anche Amedeo Piva, responsabile delle politiche sociali di Ferrovie dello Stato. Alla presentazione ha partecipato il giornalista e politico Jean-Léonard Touadi, che è tra i fondatori di Griot, libreria dedicata all’Africa

La presentazione è stata dinamica e partecipata: in collegamento diretto un giornalista nigerino, Hassan Boukar, anche redattore del settimanale indipendente “Alternative”, media di spicco nel panorama del suo Paese e impegnato da anni nella difesa delle libertà civili del Niger. Le difficoltà di connessione non hanno impedito ad Hassan di essere presente, in rappresentanza di un gruppo di corrispondenti che si espande e si espanderà nei prossimi mesi. Tra i corrispondenti di Caposud, già alcuni nomi noti: per i Balcani il giornalista Dario Terzić.

Giovani i corrispondenti, giovani i coordinatori italiani “silenziosi” che hanno dato vita a questa iniziativa di cui Tonio Dell’Olio si è fatto “garante”, notando già nel primo numero una inversione di prospettive: il titolo del giornale è stato infatti simbolicamente stampato a piè di pagina, invece che in alto, lasciando spazio alla foto di copertina che per questo primo numero è stata messa a disposizione dal fotografo Alfredo Bini e scattata durante uno dei suoi reportage all’estero.

Tonio Dell’Olio, direttore responsabile di Caposud, è anche coordinatore della sezione internazionale della nota associazione contro le mafie “Libera”.

La rivista Caposud – che da domani sarà in consultazione gratuita presso tutte le biblioteche di Roma - verrà distribuita inizialmente tramite punti vendita selezionati, tra i quali la stessa libreria Griot, e altre librerie romane e milanesi. Il primo numero sarà comunque distribuito anche online, in versione pdf e sul sito internet www.caposud.info.

Per maggiori informazioni: www.caposud.info

domenica 20 dicembre 2009

Arrestato Luca Tornatore. Copenhagen come il G8 di Genova

(da: italianimbecilli.blogspot.com)

Copenhagen è diventata una città in mano alla polizia. Luca Tornatore, scienziato e astrofisico italiano, è stato arrestato dopo la sua partecipazione a un dibattito al vertice COP15. In subbuglio il mondo scientifico, ma non solo. L'unica colpa di Luca è quella di fornire supporto culturale e sostegno alla causa degli ambientalisti. Quello che giustamente Luca Tornatore ha chiesto al COP15 è stato di rendere più democratiche le decisioni del vertice, senza delegare queste decisioni ai capi di Stato responsabili dei disastri ambientali. Arrestato, come un delinquente! Ma altri 1500 arresti sono stati compiuti nella città danese, tutti ingiustificati. Altro che 'città della speranza'!
L'astrofisica Margherita Hack dice: 'è una cosa sconcertante. Il fatto ricorda le manifestazioni di Genova del 2001, solo pensavo che a Copenhagen ci fosse più rispetto per la democrazia di quanto ce ne sia oggi in Italia. Sono rientrata a Trieste l’altra sera, mi hanno chiamato e ho subito aderito all’APPELLO ON LINE'. E l'appello è stato firmato anche da numerosi altri scienziati, scrittori, editori, ingegneri, ecc.
Ci sono già state quattro interpellanze parlamentari e molte lettere di protesta al Parlamento danese e a quello europeo, nonché al Rettore dell'Università di Trieste e alla Provincia di Trieste. C'è anche un presidio davanti al consolato danese a Trieste.
Trascriviamo l'indirizzo del penitenziario in cui è rinchiuso Luca Tornatore, al fine di far sentire a Luca la viva solidarietà della società civile:
Luca Tornatore 211275 - Vestre Fængsel Kirke, Vigerslev Allé 1, 2450, København Ø, Danmark