Visualizzazione post con etichetta biomasse. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta biomasse. Mostra tutti i post

giovedì 2 febbraio 2017

INCENERITORI E BIOMASSE BRUCIANO IL FUTURO... ANCHE LE MAGGIORANZE




Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Movimento 5 Stelle Altamura in merito agli inceneritori ed alle centrali a biomasse.
Siamo in un periodo in cui basta il prefisso "BIO" sembra pulire/legittimare anche le peggiori pratiche. E' il caso di fare un po' di chiarezza. Occorre porre un freno alle #Biocazzate,
INTANTO, come ricorda giustamente Pietro Masi, la nostra petizione "NON BRUCIATECI IL FUTURO" aspetta da 3 anni di essere discussa in consiglio comunale


 
 
 
comunicato stampa
 
L’ultimo consiglio comunale si è sciolto in anticipo: Sindaco e 4 consiglieri fanno mancare il numero legale

LOIZZO VUOL PARLARE DI INCENERITORI A BIOMASSE: SINDACO E PARTE DELLA MAGGIORANZA LO BRUCIANO.
QUAL E' LA POSIZIONE DELLA MAGGIORANZA IN MERITO?

Alla richiesta di inversione dei punti all’odg, per anticipare la discussione sulle centrali a Biomasse, proposta da Loizzo, il Sindaco e quattro consiglieri di maggioranza abbandonano l’aula facendo venir meno il numero legale. Tralasciando ogni speculazione meramente elettorale, qualche considerazione sull'argomento ci teniamo a farla.
Produrre energia attraverso la combustione di checchessia è una delle pratiche più impattanti per l'ambiente e per le persone che in quel territorio vivono.
Uno studio dell'università di Bari nel 2007 (Studio per la valorizzazione energetica di biomasse agro forestali nella Regione Puglia - ISBN 978-88-89010-06-8) evidenzia come una terra senza foreste e senza alberi non possiede una quantità di biomasse tali da giustificare la costruzione di nuove centrali. Quali biomasse brucerebbero? E' lecito pensare che comincerebbe a viaggiare sulle nostre strade un numero spropositato di TIR per consentire l'arrivo di combustibile di varia natura. Il pezzo forte della maggioranza Forte, colui che siede in Consiglio da diversi anni farebbe bene ad esplicitare la sua posizione in merito alle centrali a biomasse.
Trattasi, infatti, di un terreno assai scivoloso, a cavallo tra la materia energetica e quella dei rifiuti e non di rado finisce per essere attenzionata dalle cosiddette ecomafie che in molti territori hanno fatto un sacco di quattrini sulla pelle dei cittadini.
Qualche anno fa Loizzo aveva diffidato il commissario prefettizio di Santeramo dall’approvare, con apposita delibera commissariale, lo schema della convenzione e dell'atto di impegno tra il Comune di Santeramo in Colle e la ditta (sempre santermana) che aveva progettato una centrale a biomasse nel comune di Santeramo al confine con quello altamurano.Era la fine del 2011 e Loizzo alle centrali a biomasse diceva chiaramente NO. Ora sarebbe interessante conoscere la sua posizione oltre che quella della maggioranza e magari anche di qualcuno della minoranza.
I vari pezzi del carrozzone forte (sempre meno forte!) farebbero bene a preoccuparsi di come evitare che gli altamurani continuino a pagare l'ecotassa più alta. Non ci servono centrali a biomasse, ma strumenti per incrementare la raccolta differenziata a cominciare dalle Isole Ecologiche già finanziate anni fa, mai realizzate ed oggi rifinanziate (per fortuna) dalla Regione.
A Loizzo in veste di presidente della prima commissione vorremmo ricordare che questi sono argomenti per i quali è necessario il massimo coinvolgimento della città e a tal proposito c'è una petizione popolare “NON BRUCIATECI IL FUTURO” che da quasi tre anni attende di essere discussa e ricevere risposte.
 

sabato 25 febbraio 2012

massa, biomassa e buonamassa



Le parole di quest'uomo sono chiarissime e fanno tandem con quelle di Loizzo.
Loizzo passa a Stacca che disimpegna sui dirigenti. MA CHE BRAVI
Questi politici sono la prova provata che LA POLITICA ad Altamura non esiste.
Esistono i politici, senza politica 
dunque... vediamo un po:
- la delibera sul (ri)dimensionamento scolastico è stata "formulata" dai dirigenti scolastici... NON DAI POLITICI!
- la delibera sulla NUOVA centrale a biomasse "è un provvedimento gestionale in cui la politica non deve intervenire", (i POLITICI NON INTERVENGONO);
- "la maggioranza ha voluto dare la massima autonomia al dirigente Buonamassa  sulla questione del servizio di raccolta rifiuti (ANCHE QUI I POLITICI NON DEVONO INTERVENIRE?).
- tempo fa anche sulla MODIFICA DELLO STATUTO COMUNALE per il DIRITTO all' ACQUA un "politico" ci disse che la politica era meglio che rimanesse "fuori da queste cose".
Se la pensate davvero così, cari amministratori altamurani, fate prima a ritirarvi per lasciare spazio a chi vuole INTERVENIRE, magari PRIMA che il dirigente debba firmare in assenza di una linea POLITICA da seguire; o PRIMA CHE I TERMINI UTILI SCADANO.
C'è differenza tra i tecnici e i politici. Solo i politici possono permettersi di emettere atti liberi nel fine (di interesse pubblico, ovvio) mentre i dirigenti sono vincolati agli atti di indirizzo e ovviamente alle legge.
La sola regolarità formale di una procedura non è una garanzia di perseguimento del bene comune se l'atto d'indirizzo non ha questo fine. E questo è un compito che spetta ai politici assolvere e assolvere a tempo debito. Altrimeni ad avere la meglio saranno sempre i "professionisti delle carte a posto", quelli che "ma io rispetto la legge" anche quando ti piazzano un inceneritore sotto casa...

lunedì 20 febbraio 2012

le bioMASSE comunali, provinciali e regionali di Altamura


Una centrali a biomassa anche ad Altamura. Evviva! Potevamo farci fregare dai cugini santermani? Potenza 1 Mw. Ne veniamo a conoscenza in questi giorni solo grazie alle beghe all'interno della stessa maggioranza tra il sindaco di Altamura e il capugruppo del PDL Loizzo (noto ai nostri lettori come colui che si definì "il cireneo", ndr). 
L'ok del comune di Altamura, afferma Loizzo, è datato 10 febbraio 2012. Mentre la  "Richiesta verifica assoggettabilità ambientale a V.I.A." alla Regione Puglia è datata 18 ottobre 2009. Pensate che era possibile per chiunque avesse voluto (a saperlo!) "prendere visione degli elaborati depositati presso i su citati uffici e proporre entro 45 giorni dalla pubblicazione dell’avviso, proprie osservazioni." (link al sito della Regione)
Chi ci amministrava all'epoca e ci ri-amministra oggi, poteva sapere. Perchè non ha ritenuto fondamentale dare giusta eco a questo progetto che riguarda la vita e la salute di ognuno di noi?
Se gli altamurani avessero saputo pensate che non avrebbero proposto le proprie osservazioni (OVVIAMENTE NEGATIVE!!) su tale progetto?
Lo hanno fatto per dire NO a quella ricadente nel comune di Santeramo (vedi qui) figuriamoci per questa.
Nicola Fedele Loizzo, capogruppo del PDL di Altamura, qualche mese fa si ergeva a paladino del comitato NO ALLA CENTRALE BIOMASSE di SANTERAMO recandosi perfino a Santeramo, con il consigliere Capriati (Lista Schittulli) , per "diffidare" il commissario Marra (leggi qui). 
Lo stesso Loizzo, però, era consigliere comunale già nel 2009. E Capriati era candidato nella lista Schittulli (noto oncologo gravinese) da giugno 2009 presidente della provincia di Bari. Anche loro avrebbero dovuto sapere.
All'epoca c'era anche Ventricelli (SEL) che sedeva sia in consiglio comunale che in consiglio regionale.
Possibile che una materia tanto delicata non coinvolga, oltre che gli uffici tecnici comunali, provinciali e regionali, anche i rappresentanti politici?
Come è possibile che ciò accada?
EUREKA! A fine 2009 erano tutti presi (sia al Comune, sia alla Regione) con la campagna elettorale per le elezioni del 2010.  Ma certo!
Erano tutti troppo presi dalle inaugurazioni, dal promettere strade più asfaltate, acqua più pubblica, aria più pulita, aumento dei posti di lavoro e controlli sull'impatto ambientale delle centrali a biomasse...
Addirittura il 22 marzo 2010 (5 mesi dalla richiesta della INNOVA srl) il cadidato Sindaco Mario Stacca, rispondendo alle nostre 10 domande, sosteneva che non era pervenuta nessuna richiesta relativa a centrali a biomasse!   

domanda: Come gestirà le richieste di installare Impianti fotovoltaici e Centrali a biomasse?
L’installazione di impianti fotovoltaici è incentivata dal governo nazionale e dall’Unione europea. Quindi non frapponiamo ostacoli anche perché ci sono già i vincoli Sic e Zps a renderne difficile l’installazione sul nostro territorio. Quanto alle centrali a biomasse, parlando sempre in linea teorica perché finora non sono pervenute richieste, è dirimente il loro impatto ambientale.
E’ bene ricordare che sul nostro territorio, a causa dei vincoli (Zps, Sic, Putt, Piano paesistico), diventa difficilissimo, quasi impossibile, installare parchi per la produzione di energia fotovoltaica e ancora più difficile la localizzazione di centrali a biomasse...
Non preoccupiamoci, siamo in buone mani. La pasta affumicata o il pane fumè dop possono rapprensentare la svolta per la crisi.

venerdì 3 febbraio 2012

Santeramo, prassi consolidata (ovvero lo "strano" iter dalla cetrale a biomasse)


di Adele Dentice (PBC Puglia)

Ormai è una prassi consolidata  quella di fingere di ritirare le proposte se c’è  una forte reazione dei cittadini locali supportati dalle “coalizioni”  che, in queste occasioni, sembrano risvegliarsi da un sonno profondo e si affrettano a segnalare tutte le proprie preoccupazioni e perplessità; intanto si cercano nelle vicinanze condizioni più propizie all’affare . Questa volta parliamo della centrale a biomasse di Santeramo , in provincia di Bari ai confini con la Basilicata, il cui iter procedurale e burocratico è terminato nonostante la forte protesta popolare.

 La storia si intreccia con un’ altra quella di un  inceneritore a pochi chilometri  di distanza, dobbiamo risalire esattamente al marzo 2008 nella zona Jesce a Matera quando fu sventata l’installazione di un termovalorizzatore , previsto dal piano pluriennale delle opere del Comune di Matera; oggi, in località Montefungale Santeramo (a confini con il territorio di Matera ), i cittadini si ritrovano il progetto bello e approvato di una  centrale a biomasse da 10 Megawatt che richiede 60.000 tonnellate/anno di scarti di legname o di lavorazioni agricole.  La zona in questione comprende poco più di 70.000 metri quadrati al confine con i territori di Altamura e Matera, si tratta di un’area di pregio ambientale  a poca distanza dal Parco Nazionale dell’Alta Murgia (circondato da zone SIC e ZPS) , situato nella IBA Murge, Important Bird Areas., per via della colonia di una rara specie di  falco detta Falco Naumanni( direttiva 79/409 CEE, considerata anche "specie vulnerabile" nella Lista rossa IUCN Unione Internazionale per la Conservazione della Natura)

Il progetto parte già dal 2000 e sarebbe stato portato avanti da giunte politiche di diverso orientamento: Luglio del 2000,Sindaco di centrodestra, Michele Digregorio, richiede a Fitto di definiredi un accordo di programma per un termovalorizzatore,   la firma dell'accordo di programma, nell'Agosto 2003, da parte del Sindaco Sente Zeverino di centrosinistra, la delibera di consiglio comunale del 2009 dell'Amministrazione Lillo  riapre la possibilità di usufruire di fonti di energia rinnovabile (ivi compresa quella a Biomasse) per generare corrente elettrica.

Lo  sconcerto ha origine quando , nonostante le prese di posizioni di ambientalisti e dei rappresentanti della nuova amministrazione ,   leggiamo il documento presentato dalla ditta ORP srl in merito all'istanza da presentata alla Regione per ottenere l'Autorizzazione unica (ai sensi del Decreto Legislativo 29.12.2003 n.387), e si scopre che sono stati ben 23 gli Enti Pubblici che hanno partecipato, come per legge, al procedimento in questione. Essi sono:
  • Comune di Santeramo in Colle, 
  • Provincia di Bari (Ass. Ambiente, Rifiuti e AIA, Viabilità e Trasporti, Finanza e Tributi), 
  • Regione Puglia (Urbanistica, Servizio Industria Energetica, Ecologia), 
  • VV.FF. (Ufficio Prevenzione), 
  • AUSL BA/3 (Servizio Igiene, Sanità Pubblica, Spesal), 
  • Arpa Puglia, 
  • Comune di Matera (Servizio Igiene), 
  • Provincia di Matera (Ambiente),
  • Direzione Regionale dei Beni Culturali e Paesaggistici della Basilicata, 
  • Soprintendenza per i Beni Ambientali Architettonici e Storici della Puglia, 
  • Soprintendenza Archeologica, 
  • Soprintendenza per i beni ambientali architettonici, artistici e archeologici, 
  • Autorità di Bacino (Puglia), 
  • Ministero delle Comunicazioni, 
  • Terna Spa, 
  • Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio Basilicata, 
  • Ministero per i Beni e le Attività Culturali, 
  • Autorità di Bacino (Basilicata).

“La Regione Puglia, in data 17 Novembre 2010 con propria nota Prot. n. 0016183, dichiarava la chiusura positiva della conferenza di servizi in merito alla centrale biomasse di Santeramo”

Si evince una aperta contraddizione sia in merito al  Regolamento Regionale del 30 dicembre 2010 N. 24, che individua criteri di salvaguardia ambientale, che allo studio che la stessa Regione nel 2007 commissionava all'Università di Bari sulla disponibilità di biomasse a fini energetici nella nostra regione “  Relazione Conclusiva 2007 (a cura di Ing. Achille Pellerano, Ing Antonio Pantale, dott.ssa Patrizia Tenerelli, dott.ssa Maria Teresa Carone), da cui si desume che  dalle disponibilità di biomasse presenti nella provincia di Bari è possibile alimentare un totale di 22 MW , ma il medesimo studio evidenzia come nella stessa provincia sono installati già 40 MW e sono invia di installazione (fra cui anche Santeramo) altri 265 MW!!! Oggi si parla addirittura di 500MW (fonte TERNA).
Quindi alla superproduzione di energia corrisponde l’iter approvativo di centrali disseminate su tutto il territorio supportandole con dichiarazioni perplesse e preoccupate per la tutela dell’ ambiente mentre passano in sordina gli atti "nascosti" nell'albo pretorio online e non pubblicati nella home principale del sito del Comune.

Comunque, ritornando alla centrale di Santeramo, sorge spontaneo riflettere come nell’arco di un raggio di 100Km all’interno della zona   circostante Montefugale ci siano altre centrali a biomasse che renderanno più esigua la quantità di sostanze da utilizzare dalla O.R.P. srl. Inevitabile  chiedersi quale sarà la composizione del materiale che verrà bruciato è infatti noto che ci vogliono ben 9850 tonnellate annue di legno derivanti dalla potatura di verde pubblico e privato, altre 45.000 tonnellate annue di segatura e ritagli in legno derivanti dagli scarti del settore del mobile e del salotto, ormai in crisi .Allora questo materiale da dove verrà ricavato? Se La disponibilità di legna di zona va progressivamente diminuendo, per garantire il funzionamento degl’impianti a pieno regime, non basteranno i prodotti locali, quindi si dovrà far ricorso al reperimento di biomasse da zone sempre più distanti con il conseguente aumento dei costi di gestione, oppure si farà uso dei rifiuti solidi urbani e d’altro genere. La O.R.P. srl nella sua relazione tecnica a questo proposito  offre una serie di garanzie sia sul controllo del trasporto delle biomasse che sulla filiera corta(ai sensi dell’art.2 comma 4 della L.R. 31/2008). garantendo  di poter contare su una disponibilità di 130.000 Ton/anno di biomasse agro-forestali sulla base di pre-contratti sottoscritti con circa 200 conferitori , sono previste infatti delle convenzioni con aziende agricole di Santeramo, Altamura, Gravina e della Provincia di Taranto.
Ammettendo che si riuscisse ad evitare il grande traffico di legna da ardere si ritorna al quesito iniziale  relativo alla reperibilità  del materiale da ardere in presenza concorrenziale  di altre centrali A questo punto non resta  che  lo sfruttamento delle aree boschive , poiché una centrale una volta accesa non può essere spenta; Inoltre anche se si dovessero utilizzare solo  prodotti agricoli, ci sarà da chiedersi se   la qualità dell’aria rimarrà respirabile, infatti  se i prodotti da incenerire sono  saturi di concimi ,diserbanti e altre porcherie derivanti dal petrolio, nonostante i filtri le emissioni non potranno essere tutte contenute  e qui parliamo di nano particelle ,  diossine e altre molecole nocive oltre al sicuro incremento  di cO2.

Tutto questo passa per  green economy, una farsa , i lucrosi incentivi  sono il vero affare che si consuma nella rapina degli incentivi statali Cip 6, certificati verdi che rappresentano l’aspetto più controverso della questione ambiente nella quale l’Italia è incappata. Questo è l’unica giustificazione del proliferare di centrali termoelettriche a biomassa. Santeramo come la Basilicata o la Campania, il Nord come il Sud, nulla cambia è un sistema che caratterizza le grandi SPA dell’energia e dei rifiuti, lobby che si servono di procacciatori d’affari e gruppi finanziari  per snaturare progressivamente l’habitat e distruggere il territorio agricolo divorando con l’arma del ricatto occupazionale le categorie più deboli dei disoccupati, dei precari, degli agricoltori.


adele dentice PBC Puglia

mercoledì 16 novembre 2011

FUMI di PAROLE?



La centrale di Santeramo non c'è ancora (per fortuna!) ma i suoi fumi sono già nell'aria.
Cominciano ad arrivare le reazioni dei nostri politici alla notizia del progetto di realizzazione della centrale a biomasse.
Il primo a rispondere sulla pagina del gruppo facebook
è stato Nicola Loizzo (Pdl) che ha espresso la sua contrarietà
(peccato che il suo "collega" di Santeramo non la pensi proprio così) .
A seguire ci sono stati i comunicati del consigliere regionale Ventricelli (SEL) e de La Destra di Altamura, anche loro perplessi (timidamente) dinanzi alla notizia del progetto.
Ammettiamo di essere arrivati in ritardo sulla notizia: a lanciarla era stata la Gazzetta del mezzogiorno qualche giorno prima del nostro comunicato e, per fortuna, a Santeramo esisteva già un comitato No alla centrale a biomassa.
Se noi siamo arrivati in ritardo, però, i nostri politici non sono stati più rapidi.
Possibile che nessuno sapesse niente di questo progetto che - come si apprende dalla stampa - si porta avanti da 8 anni? Nessuna conferenza di servizi? Nessuna richiesta di autorizzazione che sia arrivata alle orecchie dei nostri rappresentanti?
Intanto domani la "società civile" scende in piazza a Santeramo per una manifestazione/corteo che si chiuderà con un sit-in davanti al municipio (a destra il volantino del comitato)
Chi riveste ruoli di rilievo nella compagine politica non può più attendere se non vuole che le parole dei comunicati stampa si riducano a mero "fumo" anche prima nella messa in funzione della centrale.

P.S.: guardate un po' i risultati di uno studio sulla disponibilità di biomasse commissionato dalla Regione Puglia.

domenica 13 novembre 2011

MANDA UNA MAIL AL COMUNE DI SANTERAMO. ALTAMURA NON VUOLE I FUMI DELLA CENTRALE BIOMASSE


Questa mattina eravamo in piazza, il nostro blog nei giorni scorsi è stato preso d'assalto. Abbiamo cercato con i nostri modesti mezzi di arrivare a quantra più gente possibile (compreso il sindaco!).

ORA DEVI AGIRE!

HAI TEMPO ANCORA FINO ALLE 14,00 di domani 14/11/2011
INVIA UNA MAIL al Comune di Santearamo per
DIRE NO ALLA CENTRALE A BIOMASSE TRA ALTAMURA E SANTERAMO.


Testo della mail: Sono un* cittadin* di Altamura e mi unisco ai cittadini di Santeramo in colle CHIEDERE al commissario Dott. Marani
DI SOSPENDERE L'ITER DI APPROVAZIONE DELLA CENTRALE A BIOMASSE che sorgerebbe tra Altamura e Santeramo, perchè:
  • Una centrale di questo tipo dovrebbe nascere per servire il territorio e non per sfruttarlo, ma così non è;
  • Una centrale da 10 MW brucia oltre 100 mila tonnellate di biomassa all’anno, cioè circa 300 tonnellate al giorno! Considerando questo notevole fabbisogno di combustibile è impossibile pensare che l’approvvigionamento possa derivare unicamente dall’uso degli scarti agricoli. È troppo facile che diventi un inceneritore di rifiuti urbani o scarti di lavorazione industriale!
  • la centrale sorgerebbe in via Alessandriello, nella zona più fertile di Santeramo (c.da Montefungale, a soli 6 Km dal centro urbano) e pregiudicherebbe in maniera irreversibile le produzioni agricole del territorio e il suo potenziale turistico;
  • le strade del nostro territorio si intaserebbero con oltre 7000 autotreni all’anno da e verso la centrale, inquinando ulteriormente aria, acqua e suolo con metalli pesanti, nano particelle, diossine, ecc;
  • la centrale avrebbe effetti negativi sulla salute dei cittadini di Santeramo e dei comuni limitroci (tra cui Altamura);
  • la centrale avrebbe ripercussioni negative sull'attività agricola locale;
Per salvaguardare il nostro territorio e la nostra salute, c’è bisogno di scelte condivise, partecipazione e consapevolezza di tutti.
Questa è una decisione che non può essere presa sulla testa dei cittadini.

Firma

A: segreteria@comune.santeramo.ba.it
CC: nocentrale@gmail.com

COMITATO NO ALLA CENTRALE A BIOMASSA - Santeramo http://www.facebook.com/groups/263533247026933/264052280308363/?notif_t=like

giovedì 10 novembre 2011

Biomasse, bio-fumi e bio-inquinamento. Torna la paura tra Santeramo, Altamura e Matera


(il dott. Montanari spiega cosa sono DAVVERO le centrali a biomasse)

Ci risiamo! Ve la ricordate la storia dell'inceneritore in zona Jesce, previsto dal piano pluriennale delle opere del comune di Matera? Era marzo 2008 e quell'opera, che avrebbe definitvamente affossato l'economia agricola delle nostre terre, fu sventata da un gruppo di cittadini attivi di Matera (vedi qui).


Laddove però in un comune non si può si può sempre provare con il comune vicino (Santeramo in Colle), magari edulcorando la "pillola" (meglio la SUPPOSTA) per le popolazioni locali. Magari si può optare per una soluzione più "leggera". Se la parola inceneritore spaventa gli indigeni rozzi e provinciali, allora perchè non proporgli una centralina a biomasse, magari affiancata dalle parole eco-sostenibile? In questo modo zittiamo anche i partiti di opposizione dello stesso comune (leggi comunicato di PD, IDV e SEL).

E' quanto sta avvenendo a Santeramo in Colle, dove da qualche settimana i cittadini si sono ritrovati con un progetto di una centrale a biomasse da 10 MW che sorgerebbe su una zona di 70.000 mq al confine tra Altamura, Santeramo e Matera (a pochi passi dalla zona Jesce). Per la cronistoria di questo ennesimo assalto al nostro territorio già malmesso, vi rimandiamo al sito santeramolive.it che tra le altre cose elenca tutta una serie di "regali" che l'azienda interessata farebbe ai santermani (pianterebbe doppi filarri di alberi, costruirebbe un parcheggio nei pressi della centrale.... addirittura ospiterebbe ben 10 studenti meritevoli!!).

Il nostro pensiero su tutto ciò che è CENTRALE (c. nucleare, c. fotovoltaica, c. eolica...) è fortemente critico: significa un solo padrone. Quanto alle centrali a biomasse, queste altro non sono che inceneritori: possono bruciare, incenerire tutto ciò che viene conferito. Ora sapendo che una centrale a biomasse non è un caminetto, una volta accesa DEVE BRUCIARE! Cosa accadrebbe se gli scarti vegetali non fossero sufficienti? Potrebbe essere autorizzato anche l'incenerimento di rifiuti solidi urbani anche a scapito della logica del riciclo? Non bisogna, poi, dimenticare che anche queste centrali vanno controllate per evitare gli abusi che si sono verificati per esempio a Pavia dove si è finiti per utilizzare la centrale (a biomasse prima poi autorizzata anche a bruciare altri tipi di rifiuti) per incenerire (illecitamente) rifiuti pericolosi.

Questo modo di stuprare le nostre terre affosserà definitivamente le PRODUZIONI AGRO-ALIMENTARI LOCALI :
1. le diossine prodotte da queste centrali si accumulano nell'ambiente (aria e terra).
2. ciò che verrà bruciato (il cippato) proviene per lo più da agricoltura convenzionale (leggi schifezze chimiche a go go!) e se bruciato sprigiona nell'aria il peggio di questi prodotti;
3. la biomassa necessaria per alimentare una centrale di queste impiegherebbe tanta di quella terra che per il trasporto delle biomasse stesse, il bilancio energetico sarebbe passivo.
Basti pensare che per coprire il 10% dei consumi energetici italiani servirebbe una superficie tre volte superiore alla terra attualmente arabile nel nostro paese, che non produce eccedenze di cibo, ma anzi importa cereali dall'estero.
4. la mistificazione delle EMISSIONI ZERO, poi, è presto chiarita: è vero che la c02 prodotta da tot quintali di biomassa è pari a quella assorbita dalla stessa biomassa assorbe per crescere (solo se vegetale!!!), ma in questo bilancio si "dimentica" di considerare la co2 prodotta per arare, seminare, concimare (con concimi chimici derivanti dal petrolio), diserbare e raccogliere quelle biomasse!!!

Nonostante la Regione Puglia abbia un eccesso di produzione di energia elettrica (circa il 25% della corrente prodotta non ci serve...) si continua a proporre questo assurdo modo di gestire l'ambiente in cui viviamo, come se fosse uno sportello bancomat.

Di solito queste grandi opere portano benefici solo in una direzione che non è mai quella della collettività. Alle aziende vanno soldi, tanti soldi, ai cittadini le briciole e l'aria "aromatizzata" che fa tanto bene ad anziani e bambini. Bene faremmo anche noi Altamurani ad attivarci perchè la concessione dell'autorizzazione sia stoppata (come chiede il neonato Comitato del NO alla Centrale a Biomasse). Non c'è molto tempo: il commissario prefettizio di Santeramo sarebbe intenzionato a firmare entro il prossimo 19 novembre. ed avvisa che eventuali osservazioni in merito alla questione potranno essere presentate, in forma scritta, entro le ore 14.00 del 14 Novembre 2011 presso la Segreteria del Comune di Santeramo oppure anche via e-mail all'indirizzo segreteria@comune.santeramo.ba.it.