giovedì 19 novembre 2009

LA FINANZIARIA DELLE MAFIE



Ieri il governo ha posto ed ottenuto la fiducia della Camera dei Deputati.
Se convertito in legge, il DL 135/09, sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto. Da qualche giorno, però, un altro atroce dubbio ci assilla:
E se i capitali di evasori e mafiosi che rientrano grazie alla legge sullo scudo fiscale, servissero ad acquistare gli acquedotti??
E se finissimo in mano ai casalesi, agli strisciuglio, ai comunella di turno?
Chi ha i soldi per queste operazioni costosissime, ma remunerativissime???
Non sarà certo il simpatico personaggio di piazza Castello con i suoi trigliardi...
Non sarà nemmeno un imprenditore locale onesto...


Beni confiscati alle mafie: don Ciotti "L'emendamento della Finanziaria votato oggi al Senato tradisce lo spirito della legge sui beni confiscati"


«Con l'emendamento votato oggi al Senato che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l'impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività.
Il divieto di vendere questi beni è un principio che non può e non deve, salvo eccezioni, essere messo in discussione. Se l'obbiettivo è quello di recuperare risorse finanziarie strumenti già ce ne sono, a partire dal "Fondo unico giustizia" alimentato con i soldi "liquidi" sottratti alle attività criminali, di cui una parte deve essere destinata prioritariamente ai famigliari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia.
Ma è un tragico errore vendere i beni correndo di fatto il rischio di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e già pronte per riacquistarli, come ci risulta da molteplici segnali arrivati dai territori più esposti all'influenza dei clan.
Facciamo un appello a tutte le forze politiche perché questo emendamento, che rischia di tradursi in un ulteriore "regalo" alle mafie, venga abolito nel passaggio alla Camera».
Luigi Ciotti

Firma l'appello di Libera: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra

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