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martedì 18 febbraio 2014

SOLO A TARANTO: BOCCATA D'OSSIGENO SOTTO L'INCENERITORE!



Leggete un po' questo articolo. E' di una chiarezza allucinante:
emerge la responsabilità politica di un governo regionale che continua a sostenere l'INCENERIMENTO, ma non solo...
I miei complimenti al giornalista che dimostra tutta la sua bravura nel panegirico dell'incenerimento.
Farà cascare tanti lettori veloci e disinformati:
... parlare di "UNA BOCCATA D'OSSIGENO" (in alto a sn) riferendosi ad un inceneritore è grandioso!
A TARANTO POI!
Lui stesso poi ammette che c'è bisogno di un capannone per raccogliere le scorie dell'incenerimento (circa il 30% del peso totale).
Poi la chiusa è l'apoteosi: per fortuna potremo tornare a bruciare così si risparmierà sul costoso conferimento in discarica.
E QUESTI 5 MILIONI DI EURO non sono un costo?
E quanto è costato realizzarlo all'inizio?
E quanto costa tenerlo in esercizio? Non penserà che tutto bruci con un fiammifero!
E quanto costa smaltire quelle ceneri residue (anche quelle vanno smaltite quando riempiranno il nuovo capannone ).
E soprattutto QUANTO COSTA IN TERMINI DI SALUTE per i tarantini?
LEGGERE QUESTE COSE FA MALE, LA MISTIFICAZIONE IMPERA.

Le cose stanno così:
spendiamo decine di milioni di euro (soldi nostri, of course) per spargere nell'aria, nei polmoni e nel sangue di ignari cittadini ogni genere di schifezza per ritrovarci con un terzo del peso iniziale da smaltire trasformato in rifiuto speciale pericoloso. SAGACI SIAMO!

Sarebbe più economico spendere metà di quei soldi per più impianti di compostaggio per la frazione umida (circa 40%). Il 60% che avanza diventa 30% con una raccolta differenziata porta a porta "base" che consente di recuperare carta, plastica, alluminio, vetro... e riprendersi indietro quei soldini che ogni volta che acquistiamo un prodotto imballato paghiamo al CONAI.
Quindi differenziare non per bruciare, rimettendoci pure i soldi del combustibile, ma per recuperare materiali e relativa ricchezza. Da questo conto da massaia 100 meno 40, meno 30 avanza proprio quel 30% del peso totale (le ceneri) con la differenza che: 1. non sono rifiuti speciali; 2. ho risparmiato dei soldi che possono essere utilizzati per abbassare la tassa/tariffa sui rifiuti con un vero risparmio per i cittadini; 3. ho guadagnato dei soldi (rivendendo materiali + smettendo di pagare l'ecotassa + accedendo alle premialità previste per i comuni ricicloni) che investo per capire come far scendere quel 30% al 20, al 10....
4. diminuiscono i costi SANITARI per i residenti in quelle zone

I conti, cari giornalisti non tornano affatto e altro che boccata di ossigeno.
Qui la puzza di fregatura è forte: da' alla testa, annebbia la vista.
Allontanatevi di li prima di iniziare a scrivere!

Michele Loporcaro
(Movimento ilGrillaio/Rete RIFIUTIZERO AroBa4)

P.S. per i giornalisti "ambientalisti responsabili"

So già che direte: sì, ma finchè si mette passa al nuovo sistema che facciamo?
Intanto è bene sapere che il "nuovo" sistema doveva assicurare il 65% di R.D. già a fine 2012 (tanto nuovo non è). Non serve tanto tempo, soprattutto ora che tutti i comuni di puglia stanno rivedendo la loro politica dei rifiuti nei rispettivi ARO.

venerdì 10 agosto 2012

Cassandre alla diossina



Monologo per Cassandra
Sono io, Cassandra.
E questa è la mia città sotto le ceneri.
E questi i miei nastri e la verga di profeta.
E questa è la mia testa piena di dubbi.
E’ vero, sto trionfando.
I miei giusti presagi hanno acceso il cielo.
Solamente i profeti inascoltati
godono di simili viste. [...]
E’ andata come dicevo io.
Però non ne viene nulla.
[...]
*Wislawa Szymborska, Premio Nobel per la Letteratura 1996

La città sotto le ceneri, quelle piene di inquinanti dai nomi difficili come benzoapirene e o dal suono letale come diossina, è TARANTO. Il "cavallo di Troia", il dono con una sorpresa letale è l'ILVA, la grande fabbrica venuta a portare lavoro e prosperità ai cittadini di Taras.
Lavoro e prosperità che hanno, poi, rivelato la loro puzza di morte e declino: si ammalano e muoiono prima gli animali, si ammalano gli uomini, muoiono gli operai e le famiglie affacciate sulla polvere rossastra che sputa l'ILVA.
L'aveva raccontato anni fa, Carlo Vulpio prima dalle colonne del Corriere della Sera, poi nel suo libro "La città delle nuvole" (Edizioni Ambiente 2009).
Come Cassandra inascoltato, fino alla sentenza del GIP di Taranto dei giorni scorsi.
Skytg24 l'ha intervistato (in diretta). Ascoltarlo fa male perché dimostra che quello che scrivono i giudici si sapeva, che molti hanno visto e pochissimi (soprattutto nelle stanze del potere) hanno fatto.

Questo il video della serata a Taranto nel giugno 2009.


mercoledì 8 agosto 2012

TARANTO e la SALUTE PUBBLICA



Questo documento sul "caso Taranto" è stato elaborato da Salute Pubblica ed è aperto alla sottoscrizione di chiunque lo condivida.
Il senso è quello di comunicare un'adesione piena al provvedimento di sequestro dello stabilimento Ilva e, contemporaneamente, un sostegno politico e morale ai cittadini di Taranto ed ai lavoratori dell'Ilva.
Chi voglia sottoscriverlo, scriva a palmi.ius@avvstefanopalmisano.it, indicando mestiere (se c'è, non è obbligatorio) e città.

Taranto per loro

C’è una costante nelle “analisi” della vicenda Ilva di Taranto di questi giorni: esse prescindono regolarmente dai fatti, ossia dallo specifico livello di compromissione ambientale e sanitaria che è accertato dalle perizie chimiche ed epidemiologiche che il GIP Todisco, seguendo un approccio molto garantista nei confronti dell’azienda, ha affidato ad esperti di altissimo livello scientifico.

Noi, invece, pensiamo che ogni discorso sul “caso Taranto” debba cominciare proprio da questa prospettiva, ossia da questi dati.

L’Ilva di Taranto ha emesso solo nel 2010 oltre 4mila tonnellate di polveri. Un’enormità.

Ha sparso dai suoi camini oltre 1 tonnellata di benzene, più di 300chili di IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici), nonché, come noto, anche diossine e furani. Tutte sostanze ormai conosciute anche dai comuni cittadini per i pesanti effetti sanitari che provocano sull’uomo e sugli animali che a tali inquinanti sono esposti.

Ed è proprio per verificare l’entità di tali effetti che è stata disposta da un giudice un’indagine epidemiologica.

Perché sebbene fosse evidente da anni che a Taranto si registrava una concentrazione non solo pericolosa, ma direttamente dannosa di inquinamento ambientale di origine industriale; sebbene vi fossero evidenze scientifiche che coerentemente individuavano criticità sanitarie, tuttavia nessun’istituzione aveva intrapreso studi che, correlando i dati sanitari con i dati ambientali, mettendo gli uni in relazione con gli altri, soli potevano essere in grado di stabilire quali e quanti malattie e morti fossero attribuibili all’inquinamento che origina dall’acciaieria.

Tre periti del GIP Todisco hanno compiuto quest’operazione, accertando trenta morti in più all'anno attribuibili all'ILVA; morti per malattie coronariche acute attribuibili all’inquinamento industriale; ricoveri per patologie respiratorie associati e attribuibili a quelle polveri emesse
dagli stabilimenti dell’acciaieria.

Hanno anche e soprattutto attestato, i periti, un attentato (spesso andato a buon fine) allo stato di salute dei figli di Taranto, dei bambini sotto i quattordici anni che si sono ammalati per gli effetti dell’inquinamento.

Lo ripetiamo: di questo si parla, di questo si deve parlare, prima di tutto quando si tratta del rapporto tra stabilimento Ilva e Taranto.

Ma, si deve parlare anche del ruolo dei movimenti ambientalisti tarantini.

È stato, infatti, necessario l'impegno scientifico del prof. Alessandro Marescotti, che sarà pure, come scrive l'ARPA, con un’incommentabile caduta di stile, un "insegnante di materie letterarie in un liceo tarantino" (in questo paese, ormai, quando si vuole screditare una persona gli si dà dell’ “insegnante di liceo”), ma che nel 2008 ha fatto, con la sua associazione, Peacelink, quello che nessuna istituzione preposta alla tutela dell'ambiente e della salute aveva mai fatto: l'analisi del pecorino prodotto nei pascoli prossimi all'ILVA con evidenza di concentrazioni di diossina e PCB tre volte superiori ai limiti di legge. A seguito di questa iniziativa la ASL di Taranto abbatterà 1300 capi di bestiame allevati a ridosso dell'ILVA.

Nel 2010, sempre e solo i “maledetti” ambientalisti evidenziano troppa diossina nelle carni di ovini e caprini. Un'ordinanza della Regione Puglia vieta il consumo di fegato degli ovini e caprini cresciuti in un raggio di 20 km dall'area industriale di Taranto.

Anche il Consiglio Regionale deve rincorrere le associazioni: è della fine del 2008 la legge regionale che abbassa a 0.4 ng/Nm3 il valore di diossina, ma a marzo 2009 è modificata: niente controlli in continuo, ma solo per tre settimane all'anno e per parte della giornata. Il problema, però, rimane tutto, in quanto la diossina non esce solo dal camino E312, ma attraverso emissioni non convogliate, ossia diffuse.

Nel 2011 il Fondo Antidiossina del prof. Fabio Matacchiera (un altro "insegnante") fa analizzare i mitili, le famose "cozze di Taranto". Emergono valori estremamente preoccupanti. La ASL di Taranto vieta il prelievo e la vendita del cozze allevate nel primo seno del Mar Piccolo.
I mitili presentano concentrazioni di diossina e PCB superiori ai limiti di legge.

Qualche giorno prima del sequestro giudiziario, Marescotti divulga i dati di uno studio di ricercatori dell'ARPA che evidenzia un eccesso di piombo nelle urine dei tarantini. L’ARPA risponde anzitutto ricordando l’incongrua qualifica professionale di Marescotti.

Il resto è cronaca giudiziaria e “politica”. Di quella stessa politica che oggi straparla di “conciliare salute e lavoro”, “solidarizza” con gli operai, stigmatizza “l’intempestività” dell’intervento della magistratura. E così esaurisce il suo pregnante ruolo di direzione dell’economia e della società. “Di governo.”

Una sola cosa dovrebbe fare “la politica” in questo momento, a Taranto come ovunque vi siano disastri ambientali e attentati alla salute pubblica, nonché catastrofi socio – occupazionali, causati da voracità di profitto dei vari padroni delle ferriere: far applicare il principio fondamentale vigente in queste materie in ogni paese civile, a partire da quelli europei (e, peraltro, formalmente anche in Italia), “chi inquina paga.”

Poi, dovrebbe osservare qualche anno di raccoglimento.
 
Primi firmatari:
Stefano Palmisano, Avvocato – Salute Pubblica, Brindisi
Maurizio Portaluri, Primario radioncologo - Salute Pubblica, Brindisi
Anna Vitale, Docente, Ceglie Messapica
Francesca Caliolo, Mesagne
Antonio Faggioli, Libero Docente di Igiene all'Università di Bologna
Ernesto Burgio, Comitato Scientifico ISDE Italia
Lucio Giummo, Architetto/antagonista
Domenico Pignatelli, Disoccupato - Fasano di Brindisi
Osvaldo Capraro, Insegnante – Monopoli
Silvia Giummo, Direttrice di coro
Mariella Franzitta, Counselor, Formatrice di formatori – Firenze
Movimento No al carbone – Brindisi
Gioia Granito, Tecnico biologo del Mare – Rocca Massima (Lt)
Paolo Mariani, Infermiere – Ostuni
Marina Carrozzo, Architetto – Brindisi
Marika Massaro, Ricercatrice IFC-CNR – Lecce
Floriana De Donno, Avvocata – Lecce
Vincenza Luprano, Ricercatrice – Mesagne
Marco Alvisi, Ricercatore – Mesagne
Associazione Runi-Runi - Mesagne
Giusy De Milato – Francavilla F.na
Rosaria Gasparro, Insegnante - San Michele Salentino
Paola Tarullo - Brindisi
Giuseppe Losavio, Agricoltore - Cisternino
Laura Pinto, Docente - Cisternino
Genni Di Ceglie, Libero Professionista - Fasano
Domi Sbiroli, Impiegato - Roma
Fernando Falcolini, Impiegato - Fasano
Mariarosaria Lubes, Insegnante - Bari
Ciccio Lussone - Fasano
Francesco Zizzari, Avvocato - Bari
Antonella Zellino, Architetto – Mesagne
Rosaria Gasparro, Insegnante - San Michele Salentino
Silvia Russo, Avvocata – Gagliano del Capo (Le)
Antonio Greco, Assessore al Comune di Veglie (Le)
Fabio Petrosillo, Informatico – Brindisi
Marco Toracca - La Spezia
Patrizia Gentilini, Oncologa – Pistoia
Giovanni Vantaggi, Medico
Gabriela Rodi, Insegnante – Brindisi
Ricciotti D'Amelio, Consulente per la Sicurezza sul Lavoro – Brindisi
Vito Bianchi, Archeologo e Scrittore – Fasano
Agostino Di Ciaula, Medico e Amministratore pubblico – Modugno
Donatella Fregatti, Nonna preoccupata - Adria (RO)
Grazia Anna Monaco, Presidente Centro Italiano Femminile - Ceglie Messapica
Gianfranco Ciola, Presidente del Parco delle Dune costiere - Ostuni
Felice Suma, Agronomo - Ceglie Messapica
Gabriella Ciccarone, Docente - Ceglie Messapica
Maria Grazia Di Giulio, Docente - Brindisi
Isabelle Sisto, Psicoterapeuta - Ceglie Messapica
Ciciriello Giuseppe, Attore - Ceglie Messapica
Giuliano Capani – Ikon tv
Isabella Rodio, Psicologa - Ceglie Messapica
Vito Rodio, Membro dell'associazione PRISMA di Ceglie Messapica
Rosamaria Verardi, Studentessa - Ceglie Messapica
Ruggero Ridolfi, Direttore U.O. Immunoterapia e Terapia Cellulare Somatica – Meldola (Fc)
Luciana Predella, Casalinga - Canosa di Puglia
Angelo Miccoli, Dipendente Telecom – Taranto
Diego De Lorenzis, Ingegnere impiegato in ditta privata - Lecce
Sonia Gioia, Cronista – Ceglie Messapica
Giovanni Vianello – Taranto
Matteo Loguercio - Cerignola (FG)
Paola Nisi - Taranto
Federico Catucci, Commerciante – Taranto
Barbara Lezzi, Impiegata settore commercio - Lecce
Roberto Ruggieri - Martina Franca (TA)
Francesco Perrini, Segreteria USB FASANO.
Oronzo Mario Schena, Segreteria USB Fasano
Daniela Patrucco, Sociologa - La Spezia, anche a nome di Comitato SpeziaViaDalCarbone - La Spezia
Adriano Cattaneo, Epidemiologo – Trieste
Giuseppe Miserotti, Medico Medicina Generale – Piacenza
Francesco Nigro, Avvocato e Sindaco comune di Villa Castelli
Linda Maggiori – Faenza
Carmela Pentassuglia, Farmacista – Fasano
Sergio Corbascio, Avvocato – Brindisi
Martina Rodi, Studentessa - Brindisi
Ruggero Corinti, Studente - Spoleto
Emanuele Larini, Grafico artigiano - Galatina (LE)
Pietro Francioso, Educatore professionale - Animatore sociale - Ceglie Messapica (BR)
Alfredo Ronzino, Grafico e musicista – Nardò
Gabriella Mosconi, Medico di Medicina Trasfusionale – Forlì
Morena Milanesi, Tecnico di laboratorio - Forli'
Rosaria Lombardi, Insegnante in pensione - Bolano (La Spezia)
Gabriele Muratori, Medico di Medicina Generale – Santarcangelo di Romagna
Giuseppe Pugliese, Impiegato – Monopoli
Maria Stefanizzi, Impiegata – Brindisi
Angelo Sembrano, Ingegnere - Francavilla Fontana
Riccardo Rossi, Ingegnere - Consigliere comunale BBC - Brindisi
Ornella Tarullo - Brindisi
Alfio Tarullo - Brindisi
Marina Barracchia - Brindisi
Belinda Silvestro - Brindisi
Giusi Ungaro - Brindisi
Piero Calabrese - Brindisi
Ida Santoro - Brindisi
Francesco Guadalupi - Brindisi
Massimo Di Giorgio - Brindisi
Giuseppe Cellie – Brindisi
Emilio Gianicolo, Epidemiologo - Ricercatore CNR - Mesagne

martedì 7 dicembre 2010

NO AI RIFIUTI DI STATO a Taranto


Il nostro blog vuole oggi dare voce a chi voce non ha. Alcuni comunicati stampa non arrivano sui giornali o nei tg eppure da questi fatti dipende la qualità della vita di migliaia di persone.
La decisione del governatore pugliese Vendola di smaltire i rifiuti campani nel tarantino ha trovato le obiezioni legittime di tante associazioni tarantine che hanno denunciato l'ennesimo attacco alla loro terra già martoriata da decenni di politiche ambientali inesistenti.
Taranto è terra morta, come dimostrano diverse pubblicazionii tra le quali "La città delle nuvole" di Carlo Vulpio, i tarantini che non accettano di morire senza lottare sono sempre di più.

NO AI RIFIUTI DI STATO

In relazione all'offerta fatta - dal Presidente della Regione Puglia, Nicola Vendola (senza il parere del Consiglio Regionale) - di accogliere i rifiuti provenienti dall'ennesima “crisi” campana, come comitati e associazioni di Taranto e provincia sentiamo forte l'esigenza di dichiarare che non è più accettabile il tentativo di monetizzare salute e democrazia. Perchè continua imperterrito lo sfruttamento di un territorio già martoriato da un inquinamento eccezionale, che già vanta tristi primati in fatto di impianti a rischio, e non si fa mancare nulla in fatto di inceneritori e discariche di rifiuti di ogni tipo. con la possibilità di notevole incremento di malattie e la contaminazione della catena alimentare. E' anche una questione di democrazia, perchè Vendola non può assolutamente pensare di partorire una tale decisione senza consultare la popolazione.

Ci pare inoltre oltremodo fuorviante porre l'accoglimento dei rifiuti come una questione di solidarietà. Da anni ormai i comitati cittadini, i medici, gli scienziati addirittura gli economisti propongono una soluzione ecocompatibile e vantaggiosa in termini di risparmio collettivo economico ed energetico, a favore dell'incremento dell'occupazione e della tutela dell''ambiente, fatta di riduzione della produzione di rifiuti, raccolta differenziata porta a porta, riciclo, riutilizzo, con l'obbiettivo di raggiungere "Rifiuti Zero", mentre i vari governi di turno si intestardiscono nella politica dell'incenerimento e dello smaltimento in discarica, che favorisce grandi industriali - come la Marcegaglia - e clientele di dubbia legalità. La solidarietà ai cittadini campani, e come loro a tutti gli altri cittadini impegnati nella tutela del proprio territorio in questo Paese contro questa gestione anacronistica e basata sul continuo consumo senza fine dei beni comuni e notevole spesa economica per i contribuenti, consiste nell'opporsi a tutte le “soluzioni” che le perpetuino.

Riteniamo per questo indispensabile aderire alla giornata europea contro le opere inutili prevista l'11 dicembre per ribadire che gli impianti di incenerimento dei rifiuti non sono una soluzione ma una perpetuazione del problema ( dato che un terzo del conferito finisce in discarica sotto forma di ceneri altamente tossiche) ed invitiamo tutta la provincia a sostenere la manifestazione che il 12 Dicembre si terrà a Lizzano promossa per sensibilizzare le popolazioni della provincia contro lo scempio che da anni la politica di gestione dei rifiuti sta perpetrando nelle zone limitrofe alle discariche (come la Vergine che tra l'altro presenta una non conformità della barriera di confinamento alle disposizioni del lgs. 36/2003 ed Ecolevante). Pretendiamo inoltre che i sindaci teoricamente chiamati a rappresentare i cittadini prendano le dovute tutele e non si limitino a esporre a parole il loro parere negativo verso i rifiuti campani, ma che realizzino atti istituzionali concreti. Sono attese dalla Campania 50.000 tonnellate destinate ai siti di Italcave a Statte, Ecolevante a Grottaglie e Vergine ai confini tra Lizzano, Fragagnano e Faggiano.

Dopo la conferenza stampa del 29 ottobre molti rappresentanti politici provinciali e regionali ignorarono completamente l’allarme 'rifiuti campani' mentre alcuni (assessore regionale Nicastro, sindaci di Lizzano, Faggiano e Monteparano) si affannarono per sminuire il timore e l’agitazione dei 14 comitati commentando la preoccupazione come infondata. I cittadini chiedono spiegazioni sulla evidente non curanza di molti e incoerenza degli altri, domandandosi che fine abbiamo fatto questi politici oggi, quando l’arrivo di circa 200 camion è quasi imminente.
Visto che i sindaci hanno rotto il silenzio siamo tutti curiosi di vedere chi veramente farà seguire alle parole atti concreti. Quanti di questi sindaci non si limiteranno ad atti formali ma assumeranno posizioni intransigenti difronte ai rischi per la salute?

Attiva Lizzano, Comitato Taranto Libera, Associazione Malati Cronici, Comitati di Quartiere Taranto, Meet Up I Grilli delle 100 Masserie, Amici di Beppe Grillo Taranto, I Grilli di Taranto in Movimento, Taranto Ciclabile, Corita Taranto, CarosiNOdiscariche.

giovedì 5 agosto 2010

La notte dei briganti



Da: http://lanottedeibriganti.blogspot.com/

83 assemblee aperte al pubblico, gli “Itinerari informativi” che hanno dato vita a 6 dibattiti pubblici con numerosissimi partecipanti, 20 comunicati stampa, 43 post pubblicati nei siti e blog, 12 incontri nei piani tematici di zona: l'Associazione Sud in Movimento, dopo un anno di lavoro, “si fa la festa”!

L'8 agosto 2010 presso il castello Episcopio di Grottaglie “La Notte dei Briganti” arriverà alla sua V edizione, tenendo fede a quello che è l'appuntamento annuale delle Associazioni e dei Comitati del territorio in questo ultimo lustro.

Oltre agli appuntamenti ed iniziative grottagliesi, l'associazione non ha potuto fare a meno di seguire con preoccupazione le scelte del Governo italiano che ha avviato tutte le procedure per la privatizzazione dell'acqua.

Il Sud In Movimento, coordinato con il Forum dei Movimenti dell'Acqua regionale e nazionale,è diventato comitato promotore del Referendum in Difesa dell'Acqua Pubblica.

La raccolta di firme a Grottaglie, supportata anche da altre associazioni e partiti, ha permesso a più di 800 cittadini di esprimere parere contrario alla liberalizzazione del marcato dell'acqua.

“Difendiamo l'Acqua pubblica” non è solo uno slogan, ma la paradossale rivendicazione del Bene Comune per antonomasia; Questo l'argomento centrale della V edizione de “La Notte dei Briganti”.

Alle ore 17:30, come ogni anno, avrà inizio l'assemblea dei Comitati e delle Associazioni provenienti da tutto il territorio regionale. L'assemblea sarà coordinata insieme al Forum Regionale dei Movimenti dell'Acqua Pugliese e verterà nello specifico sul tema: “Dal referendum alla ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pubblico Pugliese”.

L'assemblea sarà aperta a chiunque avrà voglia di partecipare, graditi saranno gli interventi e le domande atte a stimolare la discussione, all'esito verrà redatto un documento condiviso, che come ogni anno, rappresenterà per tutti i movimenti che vi partecipano,un punto fermo sull'argomento ed anche un punto di partenze per le strategie comuni da intraprendere.

A far ballare e divertire quanti decideranno di partecipare ad una delle serate più attese nel panorama culturale grottagliese, e non solo, saranno: I Bravi, giovanissima rock band grottagliese, l'infuocato ritmo tarantato Dei Briganti di Terra d'Otranto e l'alternativo rock underground dei Teeneger Riot.

La magia degli Acrobati, Trampolieri, Burattinai, la maestranza mista alla fantasia degli Artigiani, l'incontenibile ecletticità di Pittori, Fotografi, Scultori e la presenza di ogni singola persona che parteciperà, trasformeranno una calda notte di inizio Agosto ne ..”LA NOTTE DEI BRIGANTI”

Acqua in brocca..gridalo forte!!!!!!

Difendiamo l'Acqua Pubblica.

giovedì 15 aprile 2010

INCENERITORI E FONDO ANTI-DIOSSINA: buone e cattive nuove da TARANTO


Cattive nuove da Taranto dove si continua a giocare con la salute in nome della soluzione al problema rifiuti: il meetup di taranto è intervenuto sul suo blog per commentare la scellerata riattivazione dell'inceneritore (non chiamiamoli TERMOVALORIZZATORI!).
Per fortuna arrivano anche buone notizie: il Fondo Anti-Diossina Taranto è entrato, a tempo di record, nell'anagrafe delle Onlus.
Pertanto tutti coloro che hanno effettuato versamenti e/o bonifici a favore del Fondo, potranno richiedere le detrazioni fiscali previste nella dichiarazione dei redditi, relativa all’anno 2010.
Per tutti coloro, invece, che vorranno devolvere il 5 X MILLE delle proprie tasse, lo potranno fare a partire dall’anno 2011, inserendo nella dichiarazione dei redditi il codice fiscale del FONDO ANTIDIOSSINA TARANTO 90192790732

Ecco come si chiude il ciclo dei rifiuti a Taranto…
Pubblicato il aprile 5, 2010 da Letizia del MeetUp di Taranto

Cosa trovano i tarantini nell’uovo di Pasqua post elettorale? La riattivazione dell’inceneritore da parte dell’Amiu! Ecco come si chiude il ciclo dei “rifiuti”, che sono in realtà risorse preziose da non bruciare, in questa città! Nonostante le osservazioni presentate da parte nostra lo scorso Luglio(Le trovate qui ) non è stata presa in considerazione la possibilità di dare il via alla Strategia Rifiuti Zero investendo su un centro di riciclo Modello Vedelago che avrebbe dato respiro a questa città in tutti i sensi: a livello ambientale e a livello lavorativo(il rapporto dei lavoratori impiegati è di 1:30 a favore dei centri di riciclo…) Andremo a fondo di questa questione perchè è una scelta scellerata e assolutamente non nell’interesse dei cittadini che già tanto patiscono per via della grande industria. Ci si lamenta della bassa percentuale di raccolta differenziata? Certo! Finchè si porta avanti quella domiciliare con piccoli cassoni multi-materialesotto palazzi di 10 piani accanto a cassonetti per l’indifferenziata i cittadini non sono invogliati a farla(senza contare che in un paese civile se io ti dò plastica da vendere tu mi devi quantomeno abbassare la TARSU, cosa che qui non avviene) Inoltre una campagna informativa sulle Buone Pratiche sarebbe assolutamente essenziale per aumentare questa percentuale. Dell’inceneritore non avremmo alcun bisogno!!!
Questa scelta è l’ennesimo sopruso perpetrato ai danni di una cittadinanza stanca, malata e avvilita!!!
Stigmatizziamo anche l’utilizzo, da parte del giornale, della parola Termovalorizzatore. La Comunità Europea ha ritenuto inesistente tale termine, multando l’Italia per averlo utilizzato in più occasioni. I termovalorizzatori infatti non esistono ma in Italia si gioca sul principio di funzionamento di alcuni tipi di inceneritori che recuperano parte del calore prodotto dalla bruciatura sotto forma di energia. Il problema è che per creare quel minimo calore è necessaria molta più energia di quella che si recupera e quindi il conteggio, alla fine, è sempre in passivo!!! Non si valorizza assolutamente niente! Si sprecano solo risorse!

giovedì 26 novembre 2009

I morti inventati dell'ILVA


I morti inventati dell'ILVA

da byoblu.com:
L'ILVA produce acciao. Produce anche debito pubblico e cadaveri. Non paga l'Iva da 15 anni, ha ucciso 180 persone direttamente, ne ha messi 8 mila sulla sedia a rotelle e l'inquinamento che produce, per cui Emilio Riva - il re dell'acciao - è già stato condannato, è il principale responsabile di circa 20 mila morti di cancro e leucemia.

Raggiunto da un giornalista che gli chiede conto di tutte le morti di Taranto, Riva farfuglia, chiama rinforzi e poi dice "i morti ve li siete inventati". Uno scugnizzo strappa di mano il microfono al giornalista e se lo porta via. Dopo il diritto alla vita, forse l'ILVA vorrebbe anche requisire ai suoi concittadini la libertà di parola e magari anche quella di pensiero.

Intanto a Taranto il comitato TARANTO FUTURA che sta promuovendo un referendum consultivo per la chiusura dell'ILVA, deve lottare contro gli amministratori locali. Il 12 Novembre scorso, infatti, la maggioranza del Comune di Taranto nega la concomitanza del referendum le regionali (attraverso la delibera di un emendamento ad hoc).


Sabato 28 novembre '09 a Taranto,
GRANDE MARCIA CONTRO L'INQUINAMENTO

(guarda il blog con il video "Come si vive al quartiere Tamburi")


mercoledì 3 giugno 2009

Nuvole nere

...ma speriamo che non piova, proprio oggi.
oggi in diretta alle 19 presentazione del libro di Carlo Vulpio, in collaborazione con il meetup di taranto.
l'evento si svolgerà a Taranto in Piazza Maria Immacolata, all'aperto.

Live TV by Ustream

martedì 2 giugno 2009

Nuvole nere e rifiuti pro-Indonesia



31.05.09 Taranto: maxi-sequestro rifiuti diretti in Indonesia
Circa 25 tonnellate di rifiuti speciali, in gran parte materiale cartaceo non riciclabile, sono stati sequestrati dalla Guardia di finanza in collaborazione con funzionari della Dogana nel porto di Taranto. I rifiuti erano stivati all’interno di un container con destinazione finale Indonesia. I militari del Comando provinciale hanno accertato la falsa indicazione della natura della merce oggetto di esportazione e l’assenza dei prescritti trattamenti preliminari. Secondo quanto riferito dalle Fiamme gialle, dall’inizio dell’anno i finanzieri hanno sequestrato nel porto di Taranto 13 container contenenti complessivamente circa 330 tonnellate di rifiuti speciali destinati all’estero. (Notizia su: Ansa, Corriere della Sera, Tgcom, La Gazzetta del Mezzogiorno, L’Occidentale).
Sul blog de meetUp Taranto si legge anche che tra i rifiuti, c'erano anche schede elettorali intatte che evidentemente non vengono distrutte come previsto dalla legge.

Domani 3 giugno 09 alle 19,00 il giornalista Carlo Vulpio sarà a Taranto (clicca a dx sull'icona del libro per info) per la presentazione del suo nuovo libro su una delle città più inquinate ed inquinanti d'Europa: La città delle nuvole. L'evento è organizzato insieme al MeetUp di Taranto e con diverse associazioni impegnate nella tutela dell'ambiente (o di ciò che ancora ne resta in quelle terre).
La serata sarà in DIRETTA STREAMING anche sul nostro blog.