sabato 21 gennaio 2017

AQP: basta mistificazioni!



Comunicato stampa
AQP: basta mistificazioni!
Siamo indignati. Tavolo tecnico subito

Siamo rimasti profondamente indignati dalle recenti parole del Presidente Emiliano all'ultimo Consiglio Regionale, riportate dalla stampa “Aqp va ai Comuni così non diranno che voglio svendere ai privati”.
In primis perché il Presidente Emiliano cerca – seppur fra le righe - di attribuire al Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” le origini di una SUA scelta che, invece, va nel senso opposto rispetto alle richieste del Comitato e della maggioranza dei Pugliesi che, nel referendum 2011, si sono espressi per abrogare l’obbligo di gestione attraverso società di diritto privato, a scopo di lucro, qual è, per l’appunto, AQP SpA.
In secondo luogo perché cedere le azioni di Aqp ai Comuni, non solo non cambierebbe nulla dal punto di vista della forma giuridica, che rimarrebbe privatistica ma, anzi, faciliterebbe una potenziale accelerazione di un processo di privatizzazione definitiva, dal momento che sarebbe più facile la compravendita di azioni di Aqp dai Comuni-azionisti, che magari, strozzati dal Patto di Stabilità e impossibilitati a fornire i servizi più basilari ai propri cittadini, sarebbero costretti a venderle per un po' di “ossigeno” sul piano economico. E in questo senso, ogni patto parasociale inteso a vietare la compravendita di azioni a privati sarebbe nullo (fatto confermato da illustri giuristi come il prof. Alberto Lucarelli).
Inoltre, c'è un altro aspetto piuttosto deludente: la sensazione è che cedere oggi le azioni di Aqp ai Comuni, sia un buon modo da parte del Presidente Emiliano e dell’amministrazione regionale per lavarsi le mani rispetto alla scadenza dell'attuale gestione di Aqp nel 2018, passando la patata bollente ad altri (i Comuni).
L’AQP SpA non è una “azienda pubblica” come continua a dichiarare il Presidente ai giornalisti. Come sa bene ogni studente di diritto oltre che ogni cittadino che abbia aperto il codice civile, AQP è una società per azioni che, in quanto tale (e a prescindere dal fatto che sia a capitale pubblico), ha come scopo il conseguimento dell’utile senza alcun meccanismo di partecipazione alla gestione da parte della cittadinanza.
Pertanto, tali dichiarazioni potrebbero indurre a pensare che in Regione Puglia si abbiano le idee confuse o che, piuttosto, si voglia confonderle agli altri! “Confusione” che, probabilmente non per caso, agevola le manovre di “investitori” privati per impossessarsi del nostro Acquedotto e così rubarci la nostra acqua. L’AQP deve invece restare nostro, gestito da noi, bene comune al servizio di tutti gli abitanti della Puglia.
Pertanto,
-          torniamo a chiedere con determinazione l’istituzione del tavolo tecnico per la ripubblicizzazione di Aqp (così come approvato all'unanimità dal Consiglio Regionale del 3 agosto scorso) entro il mese di gennaio (così come assicurato nel Consiglio regionale di dicembre)
-          torniamo a convocare tutti i cittadini per un’ASSEMBLEA aperta domenica 29 gennaio alle ore 16.30 presso “Bread and Roses” (Via Amendola, 189/A).
Un governo per dirsi democratico non può ignorare le istanze dei cittadini che esigono il rispetto del loro diritto all’accesso all’acqua, bene comune, né, tanto meno, gli impegni presi
Oggi, più che mai, Si scrive ACQUA e si legge e DEMOCRAZIA
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

venerdì 20 gennaio 2017

DALL'ABRUZZO inferno di neve e scosse di terremoto


DALL'ABRUZZO
Riceviamo via mail e inoltriamo


Cari tutti,
qui in Abruzzo siamo così disperati (io no che sono a Pescara ma sulle colline e in montagna è una cosa indescrivibile) che anch'io ho iniziato a scrivere ai giornalisti nazionali sulla reale situazione di vero e proprio crash delle istituzioni. Ci sono anche post di sindaci e presidenti di provincia disperati. Faccio solo notare che come forum acqua avevamo mandato un' email di fuoco a Calenda già lunedì!
Questo il messaggio,
ciao,
augusto
cara...,
mi permetto di scrivervi da semplice cittadino perchè qui in Abruzzo ci sono centinaia di migliaia di persone senza energia elettrica e riscaldamento da giorni e giorni, in una gravissima inefficienza delle strutture che dovrebbero garantire il servizio (TERNA e ENEL).
Ciò sta causando gravissimi problemi a cascata, come denunciano i messaggi di stamattina di cariche istituzionali (qui alcuni).
Addirittura i sindaci hanno denunciato di non riuscire neanche a parlare con enel.
Scusate, ma qui la situazione è veramente grave nonostante l'arrivo della perturbazione fosse nota almeno con cinque giorni di anticipo (e in quella precedente di 12 giorni fa era capitato lo stesso in scala minore).
Stiamo tutti chiedendo una mano per far conoscere la reale situazione e far arrivare quanti più mezzi possibile.
Augusto

>>>>Sindaco di Lanciano
“E’ una situazione intollerabile, non più sostenibile, di cui chiederemo conto ai gestori Enel e Terna. Ma ora l’urgenza non più differibile è offrire un posto caldo alle famiglie stremate di Santa Maria dei Mesi, parte di Torre Marino e di altre eventuali zone senza luce dalle ore 9.25 di lunedì scorso – dichiara il sindaco Mario Pupillo – sono in totale 74 ore senza energia elettrica, non tornata neanche per un minuto. In qualità di responsabile della Protezione Civile del Comune di Lanciano ho disposto questa misura per fronteggiare i disagi di questa vera e propria emergenza; ringrazio fin da ora per la collaborazione le strutture alberghiere che si metteranno a disposizione”

>>>>Presidente Provincia di Teramo
“La mancanza di elettricità, ormai da quattro giorni, sta creato una catena di problemi: non riusciamo a parlare con gli operatori sulle strade , con i sindaci, i cittadini non riescono a chiamare e segnalare le emergenze – spiega il presidente Renzo Di Sabatino – abbiamo centinaia di messaggi sui social da parte di parenti che non hanno notizie dei congiunti da giorni. Le ultime ore sono state da Apocalisse: abbiamo anche un problema con i mezzi che ci inviano, in molti casi sono del tutto inutilizzabili per la nostra situazione: ci vogliono turbine di sfondamento e terne le abbiamo affittate ma non sono certo sufficienti”.

>>>>Sindaco di Notaresco
“Mi scuso per l’ora, siamo nelle case con 5 gradi. La mia comunità deve sapere di che morte morire, per potersi organizzare. Siamo a mercoledì notte e ancora manca energia elettrica a Notaresco, GuardiaVomano, Pianura, Collemarino, Bivio Fontanelle, Villascapoli, Ponte cavalcavia, Veniglio, Caporipe, Grasciano, Cordesco, Capracchia, Crocevecchia. Entro questa mattina voglio sapere con una nota quante zone saranno ripristinate, altrimenti dovrò predisporre un piano di evacuazione per garantire l’incolumità dei miei concittadini

giovedì 5 gennaio 2017

Acquedotto pugliese: Emiliano come Vendola Tante parole e pochi fatti


Comunicato stampa
Acquedotto pugliese: Emiliano come Vendola
Tante parole e pochi fatti

«Nel nostro programma di Governo la privatizzazione dell’Acquedotto pugliese è esclusa, non è possibile, non ci sarà mai, almeno fino a quando io sarò Presidente della Regione» ha dichiarato qualche giorno fa il Presidente Emiliano in Consiglio regionale. La stessa affermazione che fece Vendola a più riprese durante le passate legislazioni!
E se è vero che le azioni di AQP SpA non sono state vendute a privati è anche vero che il governo Vendola non ha fatto l’unica cosa che avrebbe dovuto fare per mettere al riparo l’Acquedotto da una possibilità del genere, ovvero ripubblicizzarlo, cioè trasformarlo in Azienda speciale di Diritto Pubblico, sull'esempio dell’Azienda speciale “Acqua Bene Comune” di Napoli.

A tale proposito, ricordiamo al Presidente che in data 3 agosto 2016, il Consiglio Regionale Pugliese ha votato una mozione presentata dal M5S che ha fatto propria la nostra richiesta di istituzione di un tavolo tecnico paritario fra Regione e Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” per la ripubblicizzazione di Aqp SpA (ultimamente, il Presidente Emiliano sembra si sia impegnato a convocare il tavolo per il mese di gennaio).
Ma intanto il Presidente Emiliano cosa fa? Va nella direzione opposta con la proposta di trasformazione dell’Acquedotto in una multiutility, per arrivare a trasformare Aqp SpA in una vera e propria holding che diverrebbe l’unico gestore del Sud, inglobando tutti gli altri acquedotti!  
«Stiamo andando ad una gestione puramente manageriale, che probabilmente ci porterà anche alla fine a risparmiare dei soldi» anche ciò è simile a quanto sostenne Vendola al momento della nomina dell’Ing. Monteforte (fino ad oggi non è stato possibile visionare il puano industriale di Aqp). E a distanza di qualche anno abbiamo visto come è andata in termini di assenza di trasparenza, mancanza di applicazione dell’esito referendario, violazione del diritto umano all’acqua potabile, … infine l’ingegnere è finito indagato per reati ambientali e, più recentemente, per truffa e peculato (ovviamente sempre nell’esercizio delle sue funzioni di amministratore unico AQP)!
La storia dimostra – a tutti i livelli - che i manager (o i cosiddetti tecnici) non è detto che siano più onesti dei politici, ancor meno che siano interessati a indirizzare l’attività economica a fini sociali, come prescrivono gli art. 41 e 43 della Costituzione e la volontà espressa da 27 milioni di cittadini nel referendum del 12 e 13 Giugno 2011. Ancora una volta si cerca di sviare l’attenzione dal nodo della questione: il rispetto della volontà dei cittadini pugliesi e la ripubblicizzazione di AQP SpA.

L’istituzione immediata del tavolo tecnico per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese è condizione ineludibile per scongiurare la privatizzazione di AQP SpA!
Tutto il resto sono chiacchiere!

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”


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Comitato pugliese "Acqua Bene Comune"

per ulteriori informazioni sulla campagna per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Puglia si invita a visitare il blog  www.lacquanonsivende.blogspot.com o il sito internet: www.benicomuni.org

per informazioni sulla campagna a livello nazionale, si invita a visitare il sito: www.acquabenecomune.org"

mercoledì 21 dicembre 2016

La Regione Puglia e l’inganno del Biogas


   

Abbiamo sottoscritto il documento sottostante insieme a diverse associazioni e gruppi che, si occupano di salvaguardia dell'ambiente in Puglia. 
Lo abbiamo fatto perchè ancora una volta la Regione Puglia predica bene, ma razzola male. Il bando regionale per la localizzazione di impianti di compostaggio fa riferimento ai c.d. impianti ANAEROBICI che sono: MOLTO COSTOSI, EMETTONO DIVERSI INQUINANTI E NON GARANTISCONO LA QUALITA' DEL COMPOST. 
MA SOPRATTUTTO non  risolvono il problea di far tornare alla terra la frazione umida. Gli agricoltori che non saranno mai incentivati ad utilizzare compost di dubbia qualità come quello che proviene da impianti anaerobici.

La Regione Puglia e l’inganno del Biogas
Il 6 dicembre, sul sito della Regione Puglia, è stato pubblicato, nell’ambito del Programma Operativo Puglia FERS 2014-2020, un avviso ai sindaci per l’individuazione di siti per la localizzazione di impianti per il trattamento della frazione organica con processo di digestione anaerobico integrato dal compostaggio aerobico, con cogenerazione di energia derivante dalla combustione di biogas, recuperato dal processo digestivo della frazione organica.

Si legge che la Regione Puglia intende avviare tutte le attività propedeutiche all’individuazione di siti utili alla localizzazione di tali impianti di cui intende cofinanziare la realizzazione nei termini previsti dall’art. 61 del Regolamento (UE) N.1303/2013del Parlamento Europeo.

Nell’avviso la Regione si spinge a definire questa tecnologia “consolidata e che assicura la massima tutela per la salute pubblica e la tutela dell’ambiente in tutte le sue componenti.”

Niente di più falso
C’è molta confusione sulla reale tipologia di questi impianti e sulle ricadute ambientali. Facciamo chiarezza. Questi impianti dovrebbero trattare la Forsu (frazione organica rifiuti solidi urbani) a cui possono essere aggiunti alcuni rifiuti speciali non pericolosi (fanghi di depurazione, liquami, letame, scarti di natura animale) che, attraverso diversi processi produttivi, ricavano biogas e compost.
Il biogas ricavato dalla digestione anaerobica serve, attraverso la combustione, alla produzione di energia elettrica. Il digestato, anch’esso risultato della digestione anaerobica, viene convertito in compost con un successivo processo aerobico.
La digestione anaerobica con biogas per la produzione di energia elettrica ha molte controindicazioni ambientali dovute principalmente alla combustione del biogas. 
I biogas più ricchi di contaminanti sono quelli derivati da discarica e da fanghi, ma anche quelli da rifiuti organici e agricoli non sono certo puliti e la loro combustione non è priva di conseguenze.
Le variazioni di composizione sono importanti perché comportano la presenza di composti dannosi per la salute umana e per l’ambiente quando vengono immessi in atmosfera. La grande variabilità del biogas dipende anche da altri parametri quali la composizione dei consorzi batterici e la loro efficienza nella produzione di metano.
Il biogas contiene anche componenti minori quali idrogeno solforato e altri composti dello zolfo, silossani (composti organici della silice), composti aromatici e alogenati. Anche se le quantità di questi composti sono basse rispetto al metano, esse possono avere impatti ambientali pesanti sullo strato di ozono stratosferico, sull’effetto serra e sul peggioramento della qualità dell’aria a livello locale.
Agli effetti delle emissioni di composti nocivi vanno sommati quelli che riguardano i COV (composti organici volatili). Questi composti sono dannosi per l’ambiente e per l’uomo, poiché reagendo con gli ossidi di azoto formano ozono e smog per reazione fotochimica. L’esposizione prolungata a composti organici volatili può causare danni al fegato, reni e sistema nervoso centrale.
Esiste anche un rischio microbiologico nella digestione anaerobica. Escherichia coli e Salmonella non sono abbattute completamente ma solo a livelli “accettabili” mentre nel caso dei fanghi di depurazione c’è un patogeno, Shigella, che alberga solo nell’intestino umano e che non è per nulla abbattuta nei biodigestori anaerobici. Nel caso di impianti che trattano anche fanghi di depurazione di acqua fognarie questo è un grave problema.
Questi e altri agenti patogeni sono stati rilevati nei digestati da diversi studi e ciò può rappresentare un rischio contaminazione nel caso di utilizzo di questo compost su terreni coltivati. Oltre a queste motivazioni la fitotossicità del digestato è stata attribuita all’elevata concentrazione di azoto ammoniacale che caratterizza tutti i digestati da digestione anaerobica e non solo quelli derivati da trattamento dei fanghi di depurazione.
La digestione anaerobica inoltre produce percolato e scarti non compostabili che devono a loro volta essere smaltiti come rifiuti speciali pericolosi e disposti in discarica.
Questa tipologia di impianti è inoltre energivora e solo con l’accesso agli incentivi statali (incremento consistente del prezzo di acquisto da parte del gestore) e alla produzione di certificati verdi, evita di chiudere in perdita il ciclo produttivo. Spesso questi incentivi sono il vero core business di tali impianti.
I problemi che si pongono sono quindi molteplici: emissioni in atmosfera, polveri sottili, odori, scarti e rifiuti, rumori, rischi sanitari, rischi idrogeologici, traffico e inquinamento.
Altro che quanto dichiarato dalla Regione Puglia.
A questo punto ci chiediamo, chi c’è dietro questa scelta di puntare su una tecnologia che presenta notevoli rischi invece di sostenere le buone pratiche di recupero di materia attraverso impianti di compostaggio aerobici?
Ci chiediamo, come mai il Presidente Emiliano, che a parole dice di condividere la strategia Rifiuti Zero, si presta a queste operazioni unidirezionali verso impianti di questo tipo che, ovunque in Italia, trovano contrarie le popolazioni e le istituzioni locali?
Riteniamo gravissimo l’aver pubblicato questo avviso minimizzando i rischi di tale tecnologia, traendo così in inganno gli amministratori locali che si ritroverebbero sul loro territorio, a loro insaputa, delle potenziali bombe ecologiche.
Chiediamo al Presidente Emiliano il ritiro immediato di questo avviso ai sindaci e la riformulazione dello stesso verso impianti di compostaggio aerobici per la produzione di compost di qualità.
Chiediamo inoltre un incontro urgente con il Presidente Michele Emiliano per esporre le succitate ragioni e le evidenze scientifiche che bocciano questa tecnologia.
Ricordiamo infine che questa priorità è dettata dell’art. 4 comma 6 del D.Lgs. n. 205/2010 (in recepimento della direttiva europea 2008/98/CE): «Nel rispetto della gerarchia del trattamento dei rifiuti le misure dirette al recupero dei rifiuti mediante la preparazione per il riutilizzo, il riciclaggio o ogni altra operazione di recupero di materia sono adottate con priorità rispetto all’uso dei rifiuti come fonte di energia».
FIRMATARI
Movimento Nazionale Legge Rifiuti Zero - Puglia
Federazione dei Verdi - Bisceglie
Federazione dei Verdi Manduria
Federazione dei Verdi Carovigno
Federazione dei Verdi Provincia di Brindisi
Coordinamento NOTriv Terra di Bari
Comitato Bene Comune Trani
Maurizio Portaluri, Associazione Salute Pubblica
AmbientiAmo Cerignola – Cerignola (Fg)
Comitato pugliese Acqua Bene Comune
L'Airone – Stornarella (Fg)
Capitanata Rifiuti Zero – Foggia
Comitato contro l'inceneritore di Borgo Tressanti – Cerignola
Movimento ilGrillaio Altamura
Forum Salute e Ambiente di Barletta
Convochiamoci per Bari
Consulta Comunale per l’Ambiente – Santeramo in Colle
Emanuele Larini – Galatina
Maria Lucia Tummolo – Stornarella






























giovedì 15 dicembre 2016

17.12.2016_ASSEMBLEA Rete RIFIUTIZERO dell'ARO BA4




Il futuro dell'Aro Ba4 è nero se non è RifiutiZero
 
ASSEMBLEA cittadini, comitati, associazioni e movimenti
della Rete RIFIUTIZERO dell'ARO BA4


sabato 17 dicembre 2016 - ore 17,30
c/o la Sala Incontri parrocchia SS.Rosario
via Pompei - ALTAMURA (BA)

 

La Rete “RIFIUTI ZERO” dell'Aro Ba4 invita tutti coloro che ne hanno promosso la nascita e i cittadini esidenti nei comuni di Altamura, Gravina, Santeramo, Cassano, Toritto, Grumo e Poggiorsini, che intendono lavorare per un futuro “senza rifiuti”, a partecipare all'assemblea prevista per il prossimo 17 dicembre 2013 ore 17,30 ad Altamura.

Obiettivo dell'assemblea:
rilanciare i principi posti alla base della proposta di legge RIFIUTI ZERO;
avanzare proposte all'ARO BA/4, (ancora in attesa dall'aggiudicazione definitiva del nuovo bando) soprattutto in merito ai Centri Comunali di Raccolta;
dare il proprio contributo in vista delle eventuali gare “provvisiorie” per i servizi di raccolta;

Da oltre tre anni attendiamo l'avvio del nuovo sistema di raccolta “porta a porta” con tariffazione puntuale e da tre anni pungoliamo le istituzioni perché sia possibile partecipare, con proposte costruttive e puntuali cercando di scongiurare la possibilità che si arrivi a bruciare la raccolta differenziata per farne “energia”. Soprattutto abbiamo cercato di promuovere forme di partecipazione attiva dei cittadini.
Nessun sistema di raccolta può funzionare senza la collaborazione dei cittadini, come dimostrano anche le attuali inefficienze del servizio con cassonetti di prossimità.
La CONSIP, per quanto ci è dato sapere, sta completando la procedura per l'aggiudicazione, mentre il Comune di Altamura sta per bandire una gara – ponte. C'è molto lavoro da fare!!

La cittadinanza non è ancora stata adeguatamente formata ed informata su come ridurre il quantitativo di rifiuti prodotti, come fare una corretta raccolta differenziata, come partecipare alla gestione del servizio. Ci sono procedure da seguire passo passo, per evitare ulteriori ritardi e passi falsi che ci consegnino ancora una volta un “futuro nero”.
Vogliamo un servizio che funzioni e che, progressivamente, costi meno perché si riducono i rifiuti prodotti, si differenzia correttamente, si premiano i cittadini virtuosi e si sanzionano coloro che non collaborano.






 Associazioni e cittadini
dei comuni di Altamura, Gravina, Santeramo, Cassano, Toritto, Grumo e Poggiorsini
sono invitati 

    Perchè il futuro è nero, se non è Rifiutizero.

11.12.2016
La Rete RifiutiZero dell'Aro Ba4

domenica 4 dicembre 2016

La costituzione non è un ostacolo da "rimuovere"

La Sig.ra Italia ha votato stamattina di buon'ora.
Ha votato NO. È entrata nella cabina elettorale con la testa piena di slogan, 

ma la sacralità dell'urna l'ha fatta tornare rapidamente alla realtà. 
La costituzione non è un ostacolo da "rimuovere", ma il presidio a tutela del BENE.

'U Sìne e Nàun (il Sì ed il NO: la promessa)

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https://www.youtube.com/watch?v=GAliNldg0FM

U Sìne e Nàun (per un approccio spassionato al  Referendum Costituzionale del 4 dicembre).
Da gustare con genitori, nonni e ziii. A breve, versione con i sottotitoli per non altamurani