Sito denuclearizzato

martedì 10 novembre 2009

IL DENARO ‘PESA’ PIU’ DELL’ACQUA!



(questo video fa riferimento all'art. 23/bis, sostituito dall'art. 15 in discussione alla camera dei deputati da oggi)


Napoli,8 novembre 2009

IL DENARO ‘PESA’ PIU’ DELL’ACQUA!

E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua.

Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:

a) L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;

b) Cessazione degli affidamenti ‘in house’ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.

Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Il PD , che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell’acqua, ha proposto nella persona del senatore Bubbico, un emendamento-compromesso:l’acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la proprietà resterebbe pubblica. Questa proposta , fatta solo per salvarsi la faccia , passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la privatizzazione dell’acqua. L’opposizione (PD e IDV), vota contro il decreto-legge.

E così il Senato vota la privatizzazione dell’acqua, bene supremo oggi insieme all’aria!
E’ la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita!
E’ il trionfo del Mercato, del profitto. E’ la fine della democrazia.

”Se la Camera dei Deputati- ha detto correttamente il Forum dei movimenti dell’acqua –non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni.”

Per questo dobbiamo denunciare con forza:

  • il governo Berlusconi che , con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d’Italia. “Questo decreto segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione- scrivono Molinari e Lembo del Contratto Mondiale dell’Acqua. I Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla democrazia.”
  • il partito di opposizione , il PD, che continua a nicchiare sulla privatizzazione dell’acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre a favore della privatizzazione).
  • ed infine tutta l’opposizione, per non aver portato un problema così grave all’attenzione dell’opinione pubblica.

Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decreto o tolgano l’acqua dal decreto.

E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione nella Camera dei Deputati. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il 16 novembre.

E ai partiti di opposizione chiediamo che dichiarino ufficialmente la loro posizione tramite il loro segretario nazionale e diano mandato al partito di mobilitarsi su tutto il territorio nazionale.

E chiediamo altresì , ai partiti di opposizione di riportare in aula la Legge di iniziativa popolare che ha ottenuto nel 2007 400.000 firme ed ora dorme nella Commissione Ambiente della Camera.

Chiediamo alle Regioni di:

  • impugnare la costituzionalità dell’articolo 15 del decreto Fitto-Calderoli;
  • varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico.

Chiediamo ai Comuni di:

  • Indire Consigli Comunali monotematici sull’acqua;
  • dichiarare l’acqua bene di non rilevanza economica;
  • fare la scelta dell’Azienda Pubblica speciale per la gestione delle proprie acque. Questa opzione ,a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l’attuale legislazione . Si tratta praticamente di ritornare alle vecchie municipalizzate.

Chiediamo ai sindacati di :

  • pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua tramite i propri segretari nazionali;
  • mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.

Chiediamo infine alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) di :

  • proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano , come ha fatto il Papa Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate dove parla “dell’accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni”(n.27);
  • protestare , in nome della vita, come afferma il Papa nell’enciclica, contro la legge che privatizza l’acqua;
  • chiedere alle comunità parrocchiali di organizzarsi sia per informarsi sia per fare pressione a tutti i livelli, perché l’acqua non diventi merce.

Infatti l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è un diritto fondamentale umano. Questo bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con forza alla vigilia della conferenza internazionale di Copenhagen, dove l’acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima. Per questo chiediamo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perché ‘sorella acqua’ , fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come diritto fondamentale umano e non sottoposta alla legge del mercato.

Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi , ma soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di morti per sete.
Alex Zanotelli

lunedì 9 novembre 2009

SVEGLIA POLITICA: ci stanno fregando l'acqua!


Ieri ci sono stati due importanti appuntamenti della Campagna Salva l'Acqua per cui il Meetup ilGrillaio sta mettendo in gioco tutte le forze disponibili, comprese quelle sottratte al riposo!
Domenica mattina siamo stati in P.za Duomo per raccogliere le firme della petizione popolare per l'inserimento nello Statuto del Comune di Altamura del seguente articolo:
"L’acqua è un Bene Comune, diritto inalienabile di ogni essere vivente. Il Servizio Idrico è un servizio di interesse generale, privo di rilevanza economica”.
I cittadini altamurani hanno risposto bene, i politici meno. Il presidente del consiglio regionale Pepe - in particolare - ha pensato bene di dirci che "lui le firme non le dà, le raccoglie". Peccato che a passare la mattinata al freddo siamo stati noi. "Ma lei lo sa chi sono io?", ci ha chiesto Pepe, ma forse neanche lui sa chi siamo noi e quanto impegno stiamo dedicando a questa battaglia di civiltà.

Una bella sorpresa è stato l'incontro presso l'Auditorium di S.Anna: tante presenze, attente e con la voglia di sapere e capire. Il dibattito che si è sviluppato a fine serata ne è stata la prova.
Registriamo l'assenza di quasi tutti i consiglieri comunali, del sindaco e della sua giunta nonostante l'invito recapitato a mano durante l'ultimo consiglio comunale.
Solo Michele Ventricelli (il bi-consigliere) ha partecipato all'incontro ed è intevenuto per ribadire l'impegno della Regione per la ripubblicizzazione dell'AQP.
Ne siamo felici ma da un (bi)consigliere comunale e regionale vogliamo di più: ci aspettiamo che si impegni per organizzare un incontro in Comune sul tema e far discutere la proposta di modifica dello statuto in quella sede. Cosa che, del resto, si è impegnato a fare.
Ad onor del vero un consigliere che - lontano dalle scadenze elettorali - ha mostrato interesse alle nostre piccole e grandi battaglie per la difesa dell'Acqua Bene Comune è stato Enzo Colonna che ha portato in consiglio comunale interpellanze per il pozzo della Putta, per l'uso di acqua di rubinetto in consiglio comunale e nelle mense.
Anche in Regione servirebbe maggiore impegno ed attenzione: il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune ha dovuto faticare due anni per ottenere l'intelocuzione con il Presidente Vendola!
Per impedire alle lobbies e ai "dominanti" di procedere per la privatizzazione del bene comune "acqua" dobbiamo tutti fare uno sforzo.
Ai politici chiediamo di passare dalle promesse ai fatti: non c'è acqua da perdere.

p.s. STAMPA LA PETIZIONE E RACCOGLI ANCHE TU LE FIRME!

sabato 7 novembre 2009

Il Parlamento privatizza l'acqua! Impediamolo!



Domani 8 NOVEMBRE IlGrillaio sarà in p.zza RESISTENZA e p.zza DUOMO dalle 9.00 circa PER LA RACCOLTA FIRME per far inserire nello statuto comunale il seguente articolo:
L’acqua è un Bene Comune, diritto inalienabile di ogni essere vivente. Il Servizio Idrico è un servizio di interesse generale, privo di rilevanza economica.
NON MANCATE!!!

E' urgente e indispensabile una mobilitazione straordinaria!
Il Parlamento privatizza l'acqua!
Impediamolo!


In concomitanza con la discussione dell’Art. 15 del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati. Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio) Giovedì 12 Novembre ore 10.30

Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l'Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.
Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da lunedì 09 Novembre (in Commissione 1°) e verrà discusso dall'aula lunedì 16 Novembre.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua invita la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento giovedì 12 Novembre ore 10.30 a Piazza Montecitorio.

Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!
Partecipiamo tutte e tutti al presidio!
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Per informazioni visitare il sito www.acquabenecomune.org

Oppure contattare:
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org
--
FIRMA L'APPELLO CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA”

venerdì 6 novembre 2009

Povero Cristo




Povero Cristo in mano a Berlusconi

di Paolo Farinella, prete

I giornali del giorno 5 novembre 2009, riportano la foto di Berlusconi che tiene in mano un Crocifisso, abbastanza grande. Le cronache dicono che glielo abbia dato il prete di Fossa, nell’ambito della consegna delle case. Se c’è una immagine blasfema è appunto questa: colui che ha varato una legge incivile contro i «cristi immigrati», che parla di «difesa dei valori cristiani». Un prete che consegna il crocifisso a Berlusconi è uno spergiuro come e peggio di lui. Povero Cristo! Difeso da una massa di ladroni che non solo lo beffeggiano, ma lo crocifiggono di nuovo con la benedizione del Vaticano, che per bocca del suo esimio segretario di Stato, ringrazia il governo per il ricorso che presenterà alla Corte di appello di Strasburgo.

Possiamo dire che c’è una nuova «Compagnia di Gesù» fatta di corrotti, di corruttori, di ladri, di evasori, di mafiosi, di alti prelati còrrei di blasfemìa e di indecenza, di atei opportunisti, di cultori di valori e radic(ch)i(o) cristiani … chi prepara la croce, chi le fune, chi i chiodi, chi le spine, chi l’aceto … e i sommi sacerdoti a fare spettacolo ad applaudire. Intanto sul «povero Cristo» di nome Stefano Cucchi, morto per mancanza di «nutrizione e idratazione», da nessuno è venuta una parola di condanna verso i colpevoli di omicidio, nemmeno dai monsignori che hanno gridato «assassino» al papà di Eluana Englaro.

Povero Cristo, difeso dai preti come suppellettile e raccoglitore di polvere nei luoghi pubblici e da tutti dimenticato come Uomo-Dio che accoglie tutti e dichiara che sono beati i poveri, i miti, coloro che piangono, i costruttori di pace, i perseguitati, gli affamati! Povero Cristo, difeso dagli adoratori del dio Po e di Odino che ne fanno un segno di civiltà, mentre lasciano morire di fame e di freddo poveri sventurati in cerca di uno scampolo di vita. Povero Cristo, difeso dalla “ministra” Gelmini che trasforma il Crocifisso in un pezzo di tradizione “de noantri”, esattamente come la pizza, il pecorino, i tortellini. Povero Cristo, difeso da Bertone che lo mette sullo stesso piano delle zucche traforate.

Povero Cristo! Gli tocca ringraziare la Corte di Strasburgo, l’unica che si sia alzata in piedi per difenderlo dagli insulti di chi fa finta di onorarlo. Signore, pietà!

Guardando a quel Cristo che è il senso della mia vita di uomo e di prete, ho la netta sensazione che dalla sua comoda posizione di inchiodato alla croce, dica: Beati voi, difensori d’ufficio... beati voi che ho i piedi inchiodati, perché se fossi libero, un calcio ben assestato non ve lo leverebbe nessuno.

(6 novembre 2009)

(http://temi.repubblica.it/micromega-online/povero-cristo/)

P.s. Facciamoci due risate con l'ironia dell'Unità

Dall’opposizione parla Pier Luigi Bersani: «Un’antica tradizione come la croce non può essere offensiva per nessuno, tanto che con D’Alema stavamo pensando di metterla anche nel simbolo della coalizione», mentre per Rutelli la presenza di Gesù in croce non è in discussione ma bisogna rivalutare anche il ruolo di altre figure evangeliche. Per esempio, Giuda. Per Berlusconi è giusto che Gesù crocifisso resti nelle scuole ma bisogna stralciare la posizione dei due ladroni che non possono essere processati perché devono partecipare al Vertice sull’Alimentazione. Per La Russa, infine, è necessario che nelle classi resti il simbolo di Gesù morto in croce, mentre nelle carceri è preferibile il simbolo di Gesù morto cadendo per le scale.

giovedì 5 novembre 2009

Il servizio idrico rimane BUBBICO ehm... pubblico (di nome)



Il PD continua la sua dura, eroica e sanguinolenta battaglia contro un governo che sta massacrando quel poco di COSA PUBBLICA che ancora rimane nei nostri comuni.
Ieri sera Senato ha approvato, con il voto favorevole di PDL e Lega, il decreto legge che obbliga a privatizzare la gestione dei servizi idrici.
Il PD e le altre opposizioni hanno votato contro. Ora la legge passa alla Camera che la discuterà mercoledì 18 novembre.
Sempre ieri sera, però, chi digitava "privatizzazione acqua" su google trovava (tra le pochissime voci che compaiono) un comunicato del Sen. Bubbico che strombazzava

"...Grazie a un emendamento del Pd è stata scongiurata la privatizzazione dell'acqua, bene indispensabile, di primaria importanza per tutti i cittadini..."

Inizialmente non capivamo... poi siamo andati a leggerci questo emendamento ed abbiamo scoperto che il paladino dell'acqua pubblica ha salvaguardato il carattere pubblico dell'acqua, ma (UDITE UDITE!!) la gestione la affidiamo ai privati!!
Grandioso!
Come dire:

l'acqua è pubblica, ma... la tariffazione la fanno i privati (che vogliono lucrare!)
l'acqua è pubblica, ma... se non paghi tutta la mia efficienza di privato, non puoi averne!
l'acqua è pubblica, ma... se io turo le falle tu devi pagare...
l'acqua è pubblica, ma... se le banche portano soldi per gli investimenti, le banche vanno remunerate
l'acqua è pubblica, ma... devi paghare questo "prodotto"
l'acqua è pubblica, ma... la stiamo dando ai privati perchè diventi ancora più pubblica!

Questi maledetti hanno stravolto completamente la realtà, al punto che bisognerebbe iniziare a dubitare del loro stato di salute psico-fisico! Non bastava la bufala dell'Europa che impone la privatizzazione (cosa che non è scritta da nessuna parte!)????

Per fortuna, molti cittadini attivi in questi giorni stanno partecipando alle centinaia di incontri, dibattiti, forum più o meno virtuali, convegni, promossi dalla rete dei Movimenti per l'ACQUA. Uscendo da questi inconti hanno la consapevolezza che parlare di acqua pubblica gestita dai privati è una grossa stronzata, un non sense.
Sanno che è il DIRITTO all'ACQUA che andrebbe salvaguardato come parte integrante del DIRITTO alla VITA e non l'aggettivo "pubblico" accanto alla parola "acqua". Cosa è rimasto di pubblico nei Comuni?
Sanno, inoltre, che parlare di diritto all'acqua è il segno di un grave degrado civile e morale della nostra società, dato che nessuno ha mai pensato di mettere per iscritto questa ovvietà.

Quinti, cari PDini, non aggiungete al danno dell'art. 15 la beffa di farci credere che l'acqua pubblica è salva. Almeno state zitti visto che non siete stati capaci di far discutere la legge di iniziativa POPOLARE per l'ACQUA BENE COMUNE che prevedeva una gestione dei servizi idrici PUBBLICA (sì) ma anche PARTECIPATA dai movimenti per l'acqua che forse hanno le mani e le menti più libere di voi.

Come la raccontano i giornali:
Utility, liberalizzazioni senza fretta - Italia Oggi (05-11-09)
Sì alla riforma dei servizi locali - Il Sole 24 Ore (05-11-09)
Il centrodestra sta svendendo anche l’acqua - L’Unità (05-11-09)
Acqua, bene pubblico ma servizio (se possibile) privato - Corriere della Sera (05-11-09)
La svendita dell’acqua pubblica - La Repubblica (05-11-09)

mercoledì 4 novembre 2009

LE FORZE ARMATE DELLA PACE



Sulla terribile vicenda di Stefano Cucchi leggi l'articolo di Carlo Vulpio: licenza di uccidere e il trattato di Lisbona.
DAL SITO: UNIMONDO.ORG
Le associazioni 'Beati i costruttori di pace', il Movimento Nonviolento, Pax Christi e PeaceLink propongono il 4 novembre tutti i pacifisti e gli amanti della nonviolenza una piccola azione diretta nelle piazze d'Italia "per contestare la retorica militarista e guerrafondaia e chiedere di ristabilire la verità storica".
In alternativa all'aggregazione di massa e ai grandi cortei, che consentono la partecipazione solo a chi è in grado di viaggiare ed ha molto tempo a disposizione, PeaceLink propone per il 4 novembre una iniziativa "lillipuziana" che anche singole persone possono realizzare nella propria città, con un minimo dispendio di tempo e di denaro. Per il 4 novembre proponiamo una attività di volantinaggio in tutte le piazze d'italia (il testo del volantino in .pdf).

L'Italia entrò nella prima guerra mondiale nonostante l'Austria avesse promesso la restituzione di Trento e Trieste in cambio nella non belligeranza. L'intento era infatti quello di espandere l'Italia verso territori esteri (come avvenne con la conquista del Sud Tirolo) seguendo il mito dell'imperialismo romano, che ebbe poi nel fascismo la sua massima celebrazione. Dopo la guerra infatti si parlo' di "vittoria mutilata" perche' le mire espansionistiche non furono coronate. La prima guerra mondiale fu un affare per grandi industriali, politici corrotti, funzionari statali senza scrupoli, alti ufficiali con le mani in pasta. Le commesse di guerra fruttarono profitti cosi' scandalosi che fu nominata una commissione di inchiesta parlamentare, prontamente sciolta dal fascismo dopo la marcia su Roma.

La festa del 4 novembre fu una ricorrenza istituita dal fascismo per trasformare le vittime di una guerra spietata e non voluta in eroi coraggiosi che si immolavano per la Patria. Furono costruiti monumenti ai caduti e agli insegnanti fu chiesto di celebrare le forze armate. Questa eredita' non e' stata sufficientemente sottoposta a critica con l'avvento della Repubblica. Tutto questo e molto altro è documentato in un piccolo volantino/dossier (in .pdf) che può essere diffuso nelle piazze d'Italia durante i festeggiamenti "ufficiali" e durante le parate militari che si svolgono puntualmente ogni anno in questa data.

Oggi le edizioni Altreconomia pubblicano "Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane": una puntigliosa ricognizione sulla struttura delle Forze Armate e sulle spese militari del nostro Paese e sugli sprechi che a volte sarebbe possibile e doveroso evitare. L’Italia nel 2010 spenderà per armamenti, missioni ed esercito professionale oltre 23 miliardi di euro: in piena crisi, il Governo investe denaro pubblico in fregate e bombardieri" - riporta il volume. Ne sono autori Massimo Paolicelli (presidente dell'Associazione obiettori nonviolenti) e Francesco Vignarca (coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo).

L'Italia è oggi all’8° posto al mondo per spese militari ed ha più di 30 missioni internazionali in corso e nei prossimi anni ha in programma di acquistare, per citare solo uno dei faraonici progetti sui cosiddetti “sistemi d’arma”, 131 cacciabombardieri per 13 miliardi di euro. Il “Nuovo Modello di Difesa” ha spostato la linea del fronte dai confini geografici a quelli degli interessi economici occidentali, ovunque siano considerati a rischio. La leva obbligatoria è stata sospesa. Ma scopriamo che, nonostante le “riforme”, il nostro esercito professionale conta ancora 190mila uomini, tra i quali il numero dei comandanti - 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali - supera quello dei comandati.

martedì 3 novembre 2009

Influenza MAIALA: rischi e profitti



Riceviamo e diffondiamo:

Aldo Barbona (presidente LIDU 1948 onlus) "Qualche giornale ne sta parlando molto timidamente e allora torniamo sull’argomento perché consideriamo necessario commentare la vicenda in modo più approfondito.. Il 21 settembre 2009 la Corte dei conti, che esercita controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato, ha emanato la Deliberazione n. 16/2009/P.
La Corte con tale atto tenta di dare la sua valutazione sul contratto di fornitura di dosi di vaccino antinfluenzale A(H1N1) stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis Vaccines and Diagnostics s.r.l.
Chiede perciò chiarimenti sui seguenti 11 punti del contratto:
1) la decima premessa è parte integrante del contratto precisando che l'esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell'inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in corso di definizione, sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali;
2) la tredicesima premessa prevede l'applicazione dell'IVA vigente al momento della consegna anziché quella vigente alla firma del contratto;
3) l'art. 3.1 (ribadito dall'art. 5.3) prevede la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l'applicazione di alcuna penalità;
4) l'art. 4.1 stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza dell'autorizzazione all'ammissione in commercio in Italia, concordando in tal caso un generico "Quality Agreement";
5) le garanzie poste a favore del Ministero in caso di mancata autorizzazione all'ammissione in commercio del Prodotto in Italia previste dall'art. 4.2 non appaiono correlate all'esborso finanziario sopportato dal Ministero fino a quella data, né bilanciate con quelle poste a carico del Ministero medesimo dall'art. 9.3 nel caso di impossibilità di ritiro del Prodotto;
6) l'art. 4.4, riguardante eventuali difetti di Fabbricazione o Danni Fisici del prodotto, richiede l'accordo della Novartis sull'esistenza degli stessi;
7) l'art. 4.5 prevede rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a causa di Difetti di Fabbricazione, mentre ai sensi dell'art.. 4.6 il Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi in tutti gli altri casi;
8) l'art. 9.3 prevede il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di IVA) ai fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell'autorizzazione all'immissione in commercio del Prodotto, senza alcuna specificazione in merito ai criteri di quantificazione del predetto importo;
9) l'art. 9.5 stabilisce che, qualora il contratto venga risolto per violazione di disposizioni essenziali da parte di Novartis, il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato;
10) l'art. 10.2 considera Informazioni Riservate anche l'esistenza del contratto e le disposizioni in esso contenute, clausola in considerazione dell'evidenza pubblica della procedura impossibile da rispettare;
11) il contratto appare carente di parere di organo tecnico in grado di attestare la congruità dei prezzi in esso concordati. Analizzando il contratto suddetto, la Corte dei conti scopre che non può approfondire, il contratto è a trattativa riservata ed è stato secretato, perché valgono le stesse emergenze previste in caso di eventi calamitosi di natura terroristica (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003 Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l'emergenza derivante dall'attuale situazione internazionale).
Scopre così che il trattamento dell'influenza A (H1N1) è stata messa nella mani della Protezione civile, alla stessa stregua degli eventi calamitosi come terremoti, frane, guerre batteriologiche, ecc.
Alla luce delle considerazioni della Corte dei conti, veniamo per di più a sapere che:
- Anche se la Novartis non arrivasse in tempo a fornire i vaccini, noi pagheremmo lo stesso 24.08.000 euro. (Vedi punto 8).
- Il Ministero pagherà Novartis anche in caso di non ottenimento dell'autorizzazione all'immissione in commercio del Prodotto. (Vedi punto 8)
- Il fornitore (nel caso specifico Novartis) pagherà l'IVA alla consegna e non alla stipula del contratto. (Vedi punto 2)
- Nell’eventualità che ci siano difetti di fabbricazione, sarà la Novartis a dire l’ultima parola sulla consistenza degli stessi. (Vedi punto 6)
- Novartis pagherà i danni in caso di difetto di fabbricazione, in tutti gli altri casi di danni a terzi pagherà il Ministero. (Vedi punti 6 e 7)
- Per la Novartis non è prevista alcuna penalità. (Vedi punto 3).
La Corte dei conti conclude il documento affermando “Queste dettagliate deroghe - anche se non del tutto esaustive - inducono la Sezione a ritenere il provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali e di conseguenza - nel riconoscere l'eccezionalità e somma urgenza dell'intervento - a non procedere alla disamina dei vari punti di rilievo sollevati dall'Ufficio di controllo.
Se ce ne fosse bisogno, abbiamo avuto ulteriore prova della incapacità dei nostri governanti nello
spendere i soldi dei cittadini governati, come ci attesta la conclusione del documento al punto 11.
Roma lì, 19 ottobre 2009.
Aldo Barbona (Presidente LIDU 1948 onlus Lega Italiana dei Diritti Umani)
Massimo Andellini (Presidente UVA - Unione Vegetariana Animalista)