Sito denuclearizzato

sabato 18 luglio 2009

La scuola del Vivere Insieme



Raccolte le iscrizioni e raccolte le idee e siamo pronti a "r-Accogliere" ad Altamura i docenti della Università del Bene Comune, i Padri Stimmatini di Sezano (VR) e tutti coloro che prenderanno parte alla SCUOLA DEL VIVERE INSIEME.
L'appuntamento è alla parrocchia di S. Sabino in Fornello dal 23 al 26 luglio.
Chi non può partecipare e non si è iscritto può comunque seguire la scuola in diretta sul nostro blog.
La partecipazione è aperta a tutti coloro che credono che il futuro non appartenga solo a pochi, ma che è possibile lavorare per costruirlo in maniera giusta, sostenibile e solidale, liberandolo dai “signori della guerra”, dai “signori del denaro” e dai “signori delle tecnologie”. Saranno ben accolti anche gli scettici perché nel confronto si cresce e ci si arricchisce. Insieme.

venerdì 17 luglio 2009

Casaleggio a chi?!?



La Casaleggio Associati è la società che gestisce il blog di Grillo e di Di Pietro. Da tempo circolano in rete notizie poco lusinghiere che ci portano a chiederci: chi è La Casaleggio?
Vi consigliamo di leggere questi due articoli non per darvi la verità ma per provare a capire insieme: nessuna libertà nasce dall'accettazione passiva delle informazioni o dalla fiducia cieca. Neanche in noi.

La Casaleggio non è solo una società di comunicazione web, è anche una sorta di laboratorio filosofico con l’ambizione di rivoluzionare il pianeta attraverso il web, di cambiare la politica (guardate sul loro sito www.casaleggio.it il video: «Gaia, il futuro della politica») per sostituire ai poteri forti un modello di democrazia dal basso, grazie al web. È Casaleggio che ha inventato i meet up, i circoli di militanti grilliani organizzati e reclutati attraverso internet, ed è sua l’idea di trasformare il sito di Grillo (e poi quello dell’Idv) in uno strumento di «democrazia» virtuale che si oppone al mondo della Casta, delle grandi lobby, delle multinazionali odiate dal comico genovese. Questa l’immagine, questo lo spirito identitario. Eppure c’è qualcosa che non torna, forse perché dietro c’è dell’altro. Da un’indagine sulla rete di soci e partner della Casaleggio il Giornale ha scoperto connessioni e interessi molto particolari che con la «democrazia dal basso» stonano un po’. Tanto per cominciare gli uomini e la società in questione hanno avuto rapporti con grandi banche d’affari, colossi della comunicazione americani, multinazionali. Continua su IlGiornale



Dal sito di Carlo Vulpio: Prima premessa, grande quanto una casa: ciò che state per leggere non è frutto né di risentimento, né di delusione, né di recriminazione. Ma di pura e semplice esigenza di verità. E questo perché, come avevo detto “prima” di accettare la candidatura come indipendente alle Europee con l’IdV, “io ho già vinto nel momento in cui mi sono candidato”. Continua a leggere

giovedì 16 luglio 2009

In quei giorni (per donne)



In quei giorni, tra dolori e lune storte, si può anche fare consumo critico evitando di aumentare a dismisura la nostra impronta ecologica.
Gli assorbenti usa e getta sono stati un'invenzione liberatoria per le donne ma rischiano di diventare un boomerang eco-distruttivo come i pannolini dei bambini.
Sono sostanzialmente in plastica ma non si possono ricliclare. Tornare alla scomodità del passato è chiedere davvero troppo. E allora?
La soluzione c'è anzi ce ne sono molte.
La più semplice è acquistare assorbenti biodregradabili, ma ci sono anche metodi più radicali come le mooncup(una morbida coppetta mestruale in silicone anallergico che raccoglie il flusso mestruale) o gli assorbenti lavabili in puro cotone e flanella di cotone biologico.
Un paese intelligente promuoverebbe la ricerca e la distribuzione di questi prodotti, ma in mancanza di dirigenti intelligenti (le poltrone - si sa - hanno un effetto omicida sui neuroni)possiamo informarci e passarci le informazioni (se ne trovate altre fateci sapere). Da donna a donna (ma anche gli uomini possono dare una mano...).

mercoledì 15 luglio 2009

EMERGENZA ACQUA



Ci ridiamo un po' sopra, ma il problema dell'accesso all'acqua è serissimo e diventa sempre più pressante.
Altamura sta vivendo in questi giorni disagi e difficoltà a causa di più guasti verificatesi in successione nelle condotte dell'Aqp.
Parliamo di "emergenza idrica" e siamo (giustamente) pronti a far sentire la nostra voce per lamentare la difficile situazione ma la vera emergenza acqua non è questa, ma quella di un miliardo e mezzo di individui che non hanno accesso all’acqua.
Dal 7 al 18 dicembre 2009 si terrà la Conferenza per il cambiamento climatico dell'ONU a Copenaghen – la seconda Kyoto – per ridefinire gli obiettivi per la salvaguardia dell’ecosistema mondiale. Al centro dell’agenda di questo fondamentale appuntamento, che dovrà anche scontrarsi con l’inosservanza dell’accordo di Kyoto da parte di molti stati, non c’è l’acqua ma l’energia. Sull'acqua si gioca la partita del potere e le multinazionali hanno le carte più forti: loro, l'acqua, la vendono.
Un'altra "emergenza" porta la data del dicembre 2010: scadenza prevista dall'art. 23bis della L.133/08 perché i comuni mettano a bando di gara internazionale anche le reti idriche.
Privatizzare l'acqua significa svuotare di senso il diritto all'acqua.
Il tempo sta per scadere.

martedì 14 luglio 2009

OGGI SCIOPERO

lunedì 13 luglio 2009

Libero Blog in libero Stato




Sono già centinaia di blog e i siti italiani che hanno aderito alla giornata di "rumoroso silenzio" della Rete indetta per domani 14 luglio contro le norme del Decreto Alfano (quello sulle intercettazioni) che vanno a colpire anche il Web. L'iniziativa, organizzata dal docente Guido Scorza, dal giornalista-blogger Enzo Di Frenna e partita dal blog Piovonorane, nasce dal fatto che nella proposta Alfano è previsto anche un "obbligo di rettifica" per i blog: un apparente richiamo alla responsabilità on line che in realtà, per il modo in cui viene imposto e sanzionato, diventa una disincentivazione molto forte alla produzione dei contenuti on line, con l'effetto di ridurre gli spazi di libertà in Rete.
«Gli ultimi mesi», scrivono gli organizzatori della protesta, « sono stati caratterizzati da un susseguirsi di iniziative legislative apparentemente estemporanee e dettate dalla fantasia dei singoli parlamentari ma collegate tra loro da una linea di continuità: la volontà della politica di soffocare ogni giorno di più la Rete come strumento di diffusione e di condivisione libera dell'informazione e del sapere. Le disposizioni contenute nel "Decreto Alfano" sulle intercettazioni rientrano all'interno di questa offensiva.
Il cosiddetto "obbligo di rettifica" imposto al gestore di qualsiasi sito informatico (dai blog ai social network come Facebook e Twitter fino a .... ) appare chiaramente come un pretesto, un alibi. I suoi effetti infatti - in termini di burocratizzazione della Rete, di complessità di gestione dell'obbligo in questione, di sanzioni pesantissime per gli utenti - rendono il decreto una nuova legge ammazza-internet.
I blogger sono già oggi del tutto responsabili, in termini penali, di eventuali reati di ingiuria, diffamazione o altro: non c'è alcun bisogno di introdurre sanzioni insostenibili per i "citizen journalist" se questi non aderiscono alla tortuosa e burocratica imposizione prevista nel Decreto Alfano. La pluralità dell'informazione, non importa se via internet, sui giornali, attraverso le radio o le tv o qualsiasi altro mezzo, costituisce uno dei diritti fondamentali dell'uomo e del cittadino e, probabilmente, quello al quale sono più direttamente connesse la libertà e la democrazia. Con il Decreto Alfano siamo di fronte a un attacco alla libertà di di tutti i media, dal grande giornale al più piccolo blog».
Attorno all'iniziativa è nato un sito, chiamato Diritto alla Rete, a cui si può aderire registrandosi, inviando commenti, foto e video.

AGGIORNAMENTO: La FNSI ha revocato lo sciopero indetto il 13 Luglio per i giornali su carta stampata e 14 Luglio per le TV e il settore multimediale, dopo la decisione del Senato di riaprire le audizioni in Commissione Giustizia (compresa quella con i giornalisti) per un confronto di merito e di rimandare l’esame del Ddl a settembre e comunque dopo la pausa estiva.
I Blogger però hanno comunque deciso di scioperare in nome del diritto alla libertà di pensiero.

sabato 11 luglio 2009

La rivoluzione della felicità



Il G8 è finito e i grandi del pianeta sono tornati a casa nelle loro nazioni iper-produttive con i buoni propositi e le tante promesse di sempre.
La loro grandezza è legata al Pil e così definiscono "emergenti" quei paesi il cui prodotto interno lordo cresce a gran velocità.
Ma la Cina è un grande paese? Inquinatissima agisce in totale spregio dei diritti umani mantenendo la stragrande maggioranza dei suoi abitanti nella povertà materiale e psicologica.
Paesi che hanno distrutto il pianeta possono dettare l'agenda del mondo.
Non dovrebbe essere così. I grandi della terra dovrebbero essere i rappresentanti di quei paesi che garantiscono un alto FIL, un'alta FELICITà INTERNA LORDA, un indicatore che smonta il mito occidentale del reddito, sostituendolo con soddisfazione personale, speranza di vita, politiche ambientali.
Un bell'articolo di Alessandra Retico, apparso su Repubblica.it ci informa che è il Costa Rica il paese con il Fil più alto: ci si vive bene, a lungo, in armonia con la natura.

Mentre i leader riuniti in Italia per il G8 si preoccupano di Pil e deflazione, la seconda edizione dell'"Happy planet index", che indica il tasso di benessere sostenibile, premia standard alternativi: impronta ecologica del sistema produttivo, lunghezza e pienezza dell'esistenza.
Consumare e consumare non porta da nessuna parte. Non a caso a guidare la classifica sono paesi a reddito medio, i ricchi e sviluppati stanno invece a metà. Nella lista, stilata sulla percezione degli abitanti di 143 paesi, la maggior parte delle nazioni "verdi" e contente si concentra in America Latina, la prima tra le europee è l'Olanda (43esima), l'Italia è 69esima (slittata dal 66esimo posto del 2006), prima di Francia, Uk e Spagna ma dopo la Germania. In coda la maggior parte dei Paesi africani, ultimo lo Zimbabwe. "Con il mondo che si trova ad affrontare la tripla sfida presentata da una profonda crisi economica, da cambiamenti climatici sempre più veloci e da un incombente picco della produzione di petrolio, abbiamo disperatamente bisogno di nuove direzioni e linee guida" scrive nel rapporto Nic Marks. "Seguire il canto della sirena della crescita economica ha dato benefici marginali ai poveri del mondo, mettendo a rischio le basi per la loro sopravvivenza. Questa strategia non ha nemmeno migliorato il benessere di chi è già ricco, né ha portato a una stabilità economica".


La vera rivoluzione è quella della felicità!