lunedì 30 novembre 2009

Suoli d'oro e Terra saccheggiata

Parte 1 di 2



Questa sera vi suggeriamo un'occasione di dibattito sulla gestione del territorio ad Altamura che ha visto troppe volte prevalere l'interesse privato o le soluzioni poco lungimiranti da parte di un'amministrazione impreparata ad affrontare la complessità del territorio.
La variante concessa alla Banca Popolare di Puglia e Basilicata ne è solo l'ultimo esempio a cui si aggiungono altre scelte (pesantissime per i cittadini) come quella relativa al mercato settimanale o la mancata risoluzione dei problemi dei nuovi quartieri.
E' fondamentale incontrarci e confrontarci sulla gestione di un bene comune come il territorio per evitare che se ne continui la svendita, anche traendo spunto dalle esperienze virtuose di altre realtà.
L'appuntamento è per le ore 19.00 presso la sala T. Fiore dell'ex Monastero del Soccorso.

Diretta STREAMING su:
ilgrillaio.blogspot.com

sabato 28 novembre 2009

AI LICEALI DI STAMATTINA: GRAZIE!!


Questa mattina abbiamo avuto la prova che un paio di centinaia di adolescenti riuniti in assemblea sono capaci di ascoltare in silenzio anche un argomento complesso come la battaglia per il diritto all'ACQUA e contro la PRIVATIZZAZIONE del SERVIZIO IDRICO. E' sufficiente evitare il politichese e calare nella loro realtà i concetti.
Durante i nostri tanti incontri ACQUA si NASCE, PUBBLICA si RESTA, i giovani ci sono mancati troppo: oggi siamo rinati ed è stato bellissimo!
Creare la condizione di bisogno perchè facciate domande, solleviate dubbi, non accettiate supinamente quanto proposto, è la cosa più bella che può provare chi parla CON voi ragazzi (non A voi ragazzi).
Le politiche per l'acqua segneranno il vostro/nostro futuro (visto che siamo abbastanza giovani anche noi!). Dopo l'acqua resterebbe da privatizzare solo l'aria (neanche quella, se si pensa a zone come la vicinissima Taranto!). Se tolgono la gestione dell'acqua agli enti locali (regioni, province, comuni) non ci resterà più niente di "comune" nei nostri Comuni.
E' per questo che difendere l'acqua significa difendere la VITA (prima) e la democrazia (poi).



venerdì 27 novembre 2009

L'ACQUA la capiscono TUTTI o QUASI


Quando dei sedicenti politici (dovremmo imparare ad utilizzare con parsimonia questo termine, dati i tempi che corrono) si dichiarano per la privatizzazione del servizio idrico perchè...
"Devi capire che in queste questioni, la politica non ci dovrebbe entrare... sappiamo come vanno le cose in Italia... quindi forse i privati possono risolvere il problema (degli enti pubblici carrozzoni clientelari)", mi vien voglia di prenderli a calci in culo per un giorno intero e, dopo un meritato sonno notturno ricominciare.
MA DICO: SE LA POLITICA NON DEVE OCCUPARSI
di quello che è il BENE COMUNE PER ECCELLENZA,
di quello che è un diritto umano universale talmente ovvio che nessuno ha mai ritenuto necessario metterlo per iscritto,
di quel poco che è rimasto di COMUNE nel nostro Comune... beh! allora gli amministratori locali non hanno più motivo d'esserci.
Se devono limitarsi a dire SI o NO alle richieste di cambio di destinazione... cedere o resistere alle lusinghe "lottizzatorie" di questo o quel privato, allora... non si disturbino, GRAZIE!

Il bello di questa battaglia sull'acqua è che parlare con la gente è PRISCIANTE!
L'acqua la capiscono tutti e tutti chiedono di poter firmare la petizione per il CAMBIO dello STATUTO COMUNALE. Anzi, la proposta di una raccolta firme è partita (lo scorso giugno) proprio da una signora venuta ad ascoltarci in un salone parrocchiale. In sole due settimane abbiamo raggiunto lo straordinario risultato di 1.800 firme di cui 1645 già protocollate (vedi il video).

Domenica saremo nel salone della parrocchia S. Teresa, accompagnati dalle splendide foto dell'ing. Michele Difonzo. L'ingresso è libero e aperto a tutti. Amministratori compresi.

giovedì 26 novembre 2009

I morti inventati dell'ILVA


I morti inventati dell'ILVA

da byoblu.com:
L'ILVA produce acciao. Produce anche debito pubblico e cadaveri. Non paga l'Iva da 15 anni, ha ucciso 180 persone direttamente, ne ha messi 8 mila sulla sedia a rotelle e l'inquinamento che produce, per cui Emilio Riva - il re dell'acciao - è già stato condannato, è il principale responsabile di circa 20 mila morti di cancro e leucemia.

Raggiunto da un giornalista che gli chiede conto di tutte le morti di Taranto, Riva farfuglia, chiama rinforzi e poi dice "i morti ve li siete inventati". Uno scugnizzo strappa di mano il microfono al giornalista e se lo porta via. Dopo il diritto alla vita, forse l'ILVA vorrebbe anche requisire ai suoi concittadini la libertà di parola e magari anche quella di pensiero.

Intanto a Taranto il comitato TARANTO FUTURA che sta promuovendo un referendum consultivo per la chiusura dell'ILVA, deve lottare contro gli amministratori locali. Il 12 Novembre scorso, infatti, la maggioranza del Comune di Taranto nega la concomitanza del referendum le regionali (attraverso la delibera di un emendamento ad hoc).


Sabato 28 novembre '09 a Taranto,
GRANDE MARCIA CONTRO L'INQUINAMENTO

(guarda il blog con il video "Come si vive al quartiere Tamburi")


mercoledì 25 novembre 2009

FERMIAMO LA VIOLENZA CONTRO LE DONNE

Segnaliamo la bella iniziativa dell'Associazione Donne Protagoniste organizzata in occasione della Giornata internazionale sulla violenza contro le donne. Si tratta di un convegno che si terrà oggi alle ore 18.30, presso la Sala convegni “Tommaso Fiore” in corso Federico II di Svevia, con il titolo “Per l’amore ed il rispetto”. Previsti gli interventi di Grazia Berloco, promotrice dell'associazione, di Rosa Cicolella, presidente Commissione Pari Opportunità della Puglia, Caterina Acquafredda, Direttrice Carcere di Altamura, Milena Matera, assessore ai servizi sociali di Santeramo, Maria Bruna Moramarco psicologa. Modera la giornalista di Antenna Sud, Rosy Coviello. E' prevista inoltre la partecipazione del ten. col. Giuliano Polito, comandante del Reparto Operativo dei Carabinieri di Bari.
Durante l’evento sarà proposta l’istituzione di un numero verde anti-violenza operativo 24 ore su 24 al quale le donne che si rivolgono potranno ottenere gratuitamente consulenza legale e supporto psicologico e saranno raccolte firme ed adesioni per l’apertura di un Centro antiviolenza per le Donne ad Altamura.



da zeroviolenzadonne.it
Le ricorrenze sono sempre ambigue, una specie di Giano bifronte: vengono istituite per ricordare fatti ritenuti importanti per la collettività e, al medesimo tempo, come alibi per tornare a seppellirli nel privato lungo tutto il resto dell’anno. Così è anche per il 25 novembre, Giornata internazionale sulla violenza contro le donne, che accende per un giorno i riflettori sulla macabra rassegna di maltrattamenti, persecuzioni, omicidi in famiglia, stupri dentro e fuori casa, per lasciarli poi transitare quotidianamente sulla stampa in brevi notizie di cronaca, tra l’indifferenza crescente e l’assuefazione rassegnata.
Sono già passati alcuni anni da quando hanno cominciato a diffondersi dati allarmanti sulla quantità di donne che hanno subito violenza per mano di famigliari. Le reazioni non sono mancate, per le strade delle città sono ricomparse manifestazioni che non si vedevano da decenni. In tempi più recenti, dietro l’incalzare di vicende politiche marcatamente rivelatrici del rapporto tra sesso e potere, e nel moltiplicarsi di aggressioni a sfondo sessuale, sono tornate in uso parole come sessismo, patriarcato, femminismo, omofobia, lesbofobia, transfobia. Di maschile e femminile, corpo e politica, si parla molto più che in passato, ma restando pur sempre nell’ordine rassicurante di un privato che diventa inaspettatamente pubblico, di un malcostume individuale a cui si contrappone l’ “onesto” vivere della maggioranza degli uomini.
Nessun dubbio, nessuna incrinatura sembra scuotere la corazza di neutralità dietro cui la cultura maschilista dominante nel nostro Paese continua a pensarsi non toccata in quanto tale.
E’ per questo che anche una data, un appuntamento annuale, come la manifestazione che si terrà a Roma il 28 novembre, accanto a una molteplicità di altre iniziative diffuse sul territorio nazionale, si può permettere di sfidare la ritualità, riempiendola di una parola pubblica inusuale e di presenze femminili non riducibili ai modelli televisivi. Le ragioni per “tornare in piazza” sono tante e diverse quanto sono oggi le prospettive da cui le donne, impegnate singolarmente e collettivamente in pratiche di contrasto al dominio maschile, guardano la realtà sociale. Le molte facce della violenza, che sta avvicinando sempre più, nell’odio per il “diverso”, le donne e gli immigrati, emergono incontestabilmente dall’impegno di chi opera nei centri antiviolenza e nei consultori, di chi si occupa di prostituzione e di carceri, di chi interviene sulle questioni del lavoro, di chi, come i collettivi femministi e lesbici, nati da alcuni anni in molte città, mantiene un osservatorio e presidi permanenti sui processi per omicidi famigliari e sulle condizioni delle donne nei Centri di Identificazione e Espulsione. Si tratta di pratiche e saperi che si muovono ancora separatamente, con la frammentarietà che deriva dal doversi collocare in un ambito specifico, ma aggravata anche dal fatto che i mezzi di informazione li ignorano. Manifestare insieme non basterà a comporre in un unico disegno la figura di un dominio che ha radici così lontane nel tempo e parentele invisibili nella vita psichica di vittime e oppressori. Ma è comunque l’occasione per conoscenze e accomunamenti imprevisti.
[...] La novità importante della Giornata sulla violenza contro le donne è quest’anno la manifestazione indetta dalla associazione Maschile/Plurale e dalla rete nazionale dei gruppi “impegnati non solo contro la violenza ma per la costruzione di una critica dei modelli dominanti di ‘virilità”, “per un’altra civiltà delle relazioni tra persone, libera dalla paura e dal dominio”. Nel comunicato stampa si sottolinea che non si tratta di “un mero gesto di solidarietà”, ma che al centro c’è “una questione maschile”, che ha bisogno “di una parola e di una pratica maschile pubblica”.

Lea Melandri

martedì 24 novembre 2009

RIFIUTI E TRASPARENZA




Sul sito dell'assessorato all'ecologia della Regione Puglia (clicca sulle immagini per ingrandire) si possono leggere i dati in percentuale della raccolta differenziata. Il nostro Comune, però, è in ritardo sulla comunicazione, visto che l'ultimo dato disponibile è quello di agosto (9,98 %). Alla conta di settembre manca solo la nostra città, fino a pochi giorni fa in compagnia di Grumo Appula: come mai?
Dicembre è alle porte e invece del regalo di natale ci porterà l'aumento della Tarsu per il nuovo anno.
Cittadini: svegliatevi! Amministratori datevi una mossa!
Altrimenti l'anno nuovo sarà più freddo che mai!

p.s. per cominciare smettete di bere acqua in bottiglia: fa male all'ambiente e alle nostre tasche! Moccavvòi!

lunedì 23 novembre 2009

il sindaco, l'ACQUA e il CANALE delle noci 2



Sabato sera abbiamo passato tre ore al freddo e al gelo, riscaldati dall'entusiasmo dei giocolieri e dall'interesse dei cittadini Altamurani che sono venuti in massa a firmare la petizione per chiedere a Comune e Provincia di inserire nello statuto il riconoscimento dell'acqua come diritto e del servizio idrico come privo di rilevanza economica.
Tantissimi altamurani si sono avvicinati per chiedere informazioni, firmare e chiedere un palloncino per i bambini (scusateci se erano pochi!!!) ma la TV locale ha preferito ignorarci completamente dedicandosi alle NOCI DELLA SALUTE. L'associazione "AMICI DEL CUORE" - che aveva il banchetto a due passi da noi - stava svolgendo un'opera meritoria raccogliendo fondi per una giusta causa...ma perché EVITARCI e far calare il silenzio mediatico su una MANIFESTAZIONE IMPORTANTE che riguarda L'ACQUA cioè LA VITA e che, peraltro, si inserisce in un quadro nazionale di mobilitazione?
La bella sorpresa della serata è stata la firma del nostro sindaco, Dott. Stacca a cui abbiamo anche consegnato le "richieste" del movimento (e quindi anche nostre) alle amministrazioni comunali.
Ci ha detto di essere d'accordo..quindi aspettiamo fiduciosi che l'ordine del giorno da noi proposto sia effettivamente portato e discusso in consiglio comunale.
Ci ha lasciati dicendo "speriamo", ma noi staremo attenti perché le speranze diventino realtà: l'acqu nan'z tocc!

sabato 21 novembre 2009

l'acquw nan z' tocc! (L'ACQUA NON SI TOCCA!)



Stasera in p.zza Duomo ad Altamura dalle ore 20 circa per gridare che l'ACQUA NON SI TOCCA!
l'ACQUA è SACRA, ma l'abbiamo dimenticato
l'ACQUA è VITA e si pretende di trattarla come una qualsiasi MERCE
l'ACQUA è un DIRITTO, ma il parlamento italiano (in leggere controtendenza con quanto avviene in molti paesi europei) ne decreta la mercificazione affidando la gestione degli acquedotti ai privati con l'approvazione dell'art. 15/135 che sostituisce il precedente art. 23bis della 133/2008 constringendo gli enti locali a mettere a gara le reti idriche.
E' in ballo l'autonomia degli enti locali.
Grazie ad una legge balorda, non abbiamo potuto scegliere CHI far sedere in parlamento, ma al comune è diverso. E' al comune che la gente andrà a farsi sentire quando non potrà più pagare le bollette. Dal sindaco si recheranno i nuovi "poveri dell'acqua". Meditate politici locali...

Il nostro Consiglio Comunale di Altamura (che gli altamurani hanno eletto) può fare molto per porre un argine a questo scempio:

- può inserire all'interno del proprio Statuto che: "l'acqua è un diritto umano inalienabile e che il servizio idrico per noi altamurani è un servizio privo di rilevanza economica". Una delibera di giunta del 2008 è un passo importante, ma non è sufficiente.

- può indire un Consiglio Comunale monotematico sull'acqua, aperto e partecipato (l'acqua la capiscono tutti!);

- può sostenere la campagna SALVA l'ACQUA del Forum ACQUABENECOMUNE e del Comitato pugliese per l'Acqua Bene Comune (oltre 160 gruppi più o meno formali)

Le richieste dei movimenti per l'acqua (già consegnate di persona all'Ass. alla cultura Saponaro) saranno protocollate presso il Comune di Altamura e consegnate al Sindaco assieme alle tantissime firme raccolte in questi giorni di mobilitazione che ha visto la gente molto interessata!

venerdì 20 novembre 2009

Acqua Privatizzata: “MALEDETTI VOI….!” - Alex Zanotelli



Cari amici del Grillaio e dell'ABC (acqua bene comune),
è vero, hanno appena approvato il Decreto Ronchi che di fatto privatizza e mercifica l'ACQUA, ma è anche vero che hanno dovuto ricorrere alla fiducia! Sapevano che diversamente non sarebbe passato. Hanno superato ogni limite di decenza (non solo con questo provvedimento!), ma...
è proprio per questo che la battaglia per l'acqua è appena iniziata!
Mai come in questi giorni il tema ACQUA ha raggiunto così tante persone!
Mai come in questi giorni e nei prossimi mesi, quindi, è necessaria una mobilitazione dei quanti credono che sia ancora possibile fare qualcosa, dal basso!
Dal parlamento ora la mobilitazione passa ai singoli comuni. Devono cambiare lo statuto per "proteggersi" da queste leggi che non dovrebbero mai essere scritte (altro che "leggi!": leggitela tu!). E se non lo fanno non avranno scusanti perchè si scrive ACQUA ma si legge DEMOCRAZIA.

Quello che segue è un accorato appello di padre Alex che domani 21 novembre '09 sera distribuiremo in piazza Duomo dalle ore 20,00 durante la raccolta firme "CON l'ACQUA NON SI GIOCA". Serata di impegno divertente con i giocolieri/acrobati dell'ass. Sopra la panca. Condividi su FACEBOOK o su MeetUP

Napoli, 19 novembre 2009

"Non posso usare altra espressione per coloro che hanno votato per la privatizzazione dell’acqua , che quella usata da Gesù nel Vangelo di Luca, nei confronti dei ricchi :” Maledetti voi ricchi….!”
Maledetti coloro che hanno votato per la mercificazione dell’acqua .
Noi continueremo a gridare che l’acqua è vita, l’acqua è sacra, l’acqua è diritto fondamentale umano.
E’ la più clamorosa sconfitta della politica. E’ la stravittoria dei potentati economico-finanziari, delle lobby internazionali. E’ la vittoria della politica delle privatizzazioni, degli affari, del business.
A farne le spese è ‘sorella acqua’, oggi il bene più prezioso dell’umanità, che andrà sempre più scarseggiando, sia per i cambiamenti climatici, sia per l’aumento demografico. Quella della privatizzazione dell’acqua è una scelta che sarà pagata a caro prezzo dalle classi deboli di questo paese( bollette del 30-40% in più, come minimo),ma soprattutto dagli impoveriti del mondo. Se oggi 50 milioni all’anno muoiono per fame e malattie connesse, domani 100 milioni moriranno di sete. Chi dei tre miliardi che vivono oggi con meno di due dollari al giorno, potrà pagarsi l’acqua? “
Noi siamo per la vita, per l’acqua che è vita, fonte di vita. E siamo sicuri che la loro è solo una vittoria di Pirro. Per questo chiediamo a tutti di trasformare questa ‘sconfitta’ in un rinnovato impegno per l’acqua, per la vita , per la democrazia. Siamo sicuri che questo voto parlamentare sarà un “boomerang” per chi l’ha votato.
Il nostro è un appello prima di tutto ai cittadini, a ogni uomo e donna di buona volontà .Dobbiamo ripartire dal basso, dalla gente comune, dai Comuni.
Per questo chiediamo:
AI CITTADINI di
-protestare contro il decreto Ronchi , inviando e -mail ai propri parlamentari;
-creare gruppi in difesa dell’acqua localmente come a livello regionale;
-costituirsi in cooperative per la gestione della propria acqua.
AI COMUNI di
-indire consigli comunali monotematici in difesa dell’acqua;
-dichiarare l’acqua bene comune,’ privo di rilevanza economica’;
-fare la scelta dell’AZIENDA PUBBLICA SPECIALE.
LA NUOVA LEGGE NON IMPEDISCE CHE I COMUNI SCELGANO LA VIA DEL TOTALMENTE PUBBLICO, DELL’AZIENDA SPECIALE, DELLE COSIDETTE MUNICIPALIZZATE .

AGLI ATO
-ai 64 ATO( Ambiti territoriali ottimali), oggi affidati a Spa a totale capitale pubblico, di trasformarsi in Aziende Speciali, gestite con la partecipazione dei cittadini.
ALLE REGIONI di
-impugnare la costituzionalità della nuova legge come ha fatto la Regione Puglia;
-varare leggi regionali sulla gestione pubblica dell’acqua.
AI SINDACATI di
-pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua;
-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.
AI VESCOVI ITALIANI di
-proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano sulla scia della recente enciclica di Benedetto XVI, dove si parla dell’”accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni o discriminazioni”(27);
-protestare come CEI (Conferenza Episcopale Italiana) contro il decreto Ronchi .
ALLE COMUNITA’ CRISTIANE di
-informare i propri fedeli sulla questione acqua;
- organizzarsi in difesa dell’acqua.
AI Partiti di
- esprimere a chiare lettere la propria posizione sulla gestione dell’ acqua;
-farsi promotori di una discussione parlamentare sulla Legge di iniziativa popolare contro la privatizzazione dell’acqua, firmata da oltre 400.000 cittadini.
L’acqua è l’oro blu del XXI secolo. Insieme all’aria , l’acqua è il bene più prezioso dell’umanità. Vogliamo gridare oggi più che mai quello che abbiamo urlato in tante piazze e teatri di questo paese : “L’aria e l’acqua sono in assoluto i beni fondamentali ed indispensabili per la vita di tutti gli esseri viventi e ne diventano fin dalla nascita diritti naturali intoccabili- sono parole dell’arcivescovo emerito di Messina, G. Marra. L’acqua appartiene a tutti e a nessuno può essere concesso di appropriarsene per trarne illecito profitto,e pertanto si chiede che rimanga gestita esclusivamente dai Comuni organizzati in società pubbliche , che hanno da sempre il dovere di garantirne la distribuzione al costo più basso possibile.”

Alex Zanotelli

Chi vuole aderire alla Lettera di Zanotelli scriva un'email all'indirizzo: beni_comuni@libero.it
con la scritta: aderisco.

giovedì 19 novembre 2009

LA FINANZIARIA DELLE MAFIE



Ieri il governo ha posto ed ottenuto la fiducia della Camera dei Deputati.
Se convertito in legge, il DL 135/09, sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto. Da qualche giorno, però, un altro atroce dubbio ci assilla:
E se i capitali di evasori e mafiosi che rientrano grazie alla legge sullo scudo fiscale, servissero ad acquistare gli acquedotti??
E se finissimo in mano ai casalesi, agli strisciuglio, ai comunella di turno?
Chi ha i soldi per queste operazioni costosissime, ma remunerativissime???
Non sarà certo il simpatico personaggio di piazza Castello con i suoi trigliardi...
Non sarà nemmeno un imprenditore locale onesto...


Beni confiscati alle mafie: don Ciotti "L'emendamento della Finanziaria votato oggi al Senato tradisce lo spirito della legge sui beni confiscati"


«Con l'emendamento votato oggi al Senato che consente la vendita dei beni immobili confiscati alle mafie, viene di fatto tradito l'impegno assunto con il milione di cittadini che nel 1996 firmarono la proposta per la legge sull'uso sociale dei beni confiscati alla mafia e la loro restituzione alla collettività.
Il divieto di vendere questi beni è un principio che non può e non deve, salvo eccezioni, essere messo in discussione. Se l'obbiettivo è quello di recuperare risorse finanziarie strumenti già ce ne sono, a partire dal "Fondo unico giustizia" alimentato con i soldi "liquidi" sottratti alle attività criminali, di cui una parte deve essere destinata prioritariamente ai famigliari delle vittime di mafia e ai testimoni di giustizia.
Ma è un tragico errore vendere i beni correndo di fatto il rischio di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e già pronte per riacquistarli, come ci risulta da molteplici segnali arrivati dai territori più esposti all'influenza dei clan.
Facciamo un appello a tutte le forze politiche perché questo emendamento, che rischia di tradursi in un ulteriore "regalo" alle mafie, venga abolito nel passaggio alla Camera».
Luigi Ciotti

Firma l'appello di Libera: Niente regali alle mafie, i beni confiscati sono cosa nostra

mercoledì 18 novembre 2009

non abbiamo FIDUCIA sull'ACQUA ai PRIVATI



La grande mistificazione che si fa in questi giorni parlando di acqua e la seguente:
"L'acqua resta di proprietà pubblica: non preoccupatevi! E' la gestione che sarà affidata ai privati". Ed è qui che sta la fregatura.

Lo ripetiamo ancora una volta (ma lo facciamo e lo rifaremo volentieri, se necessario):
La forma giuridica non è neutra e da essa l’ordinamento italiano fa discendere la sostanza di obiettivi diversi di gestione.
Un soggetto privato, una SpA devono fare profitto (cioè caricare sulla tariffa la remunerazione del capitale investito) e questo non è accettabile per l'acqua.

Nella seduta di ieri della Camera è stata posta la questione di fiducia sul decreto 135/09, pertanto, se come è prevedibile non interverranno sconvolgimenti, domani verrà approvato il testo che è uscito il 04 Novembre dal Senato.
Mentre scriviamo sono in corso le dichiarazioni di voto e alle 16.00.
I movimenti per l'acqua, il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e noi, Meetup ilGrillaio che ne siamo parte, vogliamo comunque far presente che con la campagna "Salva l'Acqua" siamo riusciti a metter al centro dell'agenda politica il tema dell'acqua.
La privatizzazione dei servizi idrici è divenuta l'argomento centrale dello scontro politico e ha finalmente conquistato le prime pagine dei giornali (la Repubblica, il Manifesto e qui, ilFattoQuotidiano... presto la rassegna stampa completa) e persino di qualche telegiornale.
Il 23-bis nell'estate del 2008 era passato sotto silenzio: l'art. 15 ha ottenuto il fragore delle cascate e siamo stati soprattutto noi (movimento) a consentirlo.
La battaglia per l'ACQUA BENE COMUNE non si chiude oggi: continueranno le iniziative nazionali e territoriali.
Un'altra strada è ancora possibile, come dimostra il percorso intrapreso dalla Regione Puglia che DEVE continuare e arrivare al risultato della ripubblicizzazione dell'AQP.
L'acqua scava le montagne: noi non ci arrendiamo e continuiamo a chiedere anche a Comune e Provincia di dichiarare il servizio idrico privo di rilevanza economica.
Il Comune di Venezia l'ha fatto ieri seguendo l'esempio di molti comuni siciliani.
Intanto, anche oggi, facciamo piovere e-mail sui deputati, per chiedere loro
- di esprimersi per il ritiro delle nuove norme che privatizzano l’acqua;
- di sostenere le proposte avanzate dal Forum italiano dei Movimenti per l’Acqua.
Clicca qui per scaricare il testo della mail e l’indirizzario a cui inviarla

martedì 17 novembre 2009

L'acqua sCORRE, coinvolge, avvolge e... travolgerà tutti (nel bene e nel male)



E' proprio vero, l'acqua non ha colore.
In questo momento di particolare emergenza per quanto sta accadendo in parlamento (art. 15 DL 135/2009) soprattutto per il fatto che di informazioni a riguardo ne girano pochissime, noi siamo felici di proporre una diversa narrazione dell'ACQUA in qualunque gruppo, parrocchia, condominio, club o partito ci inviti.
PD e PDL di Altamura (giusto per prendere i più grossi), cosa aspettate? Sappiate che se la gente non potrà più pagare le bollette perchè troppo salate, non andrà certo a Roma a protestare!!!
Si recheranno dai parroci per avere aiuto economico e da voi per urlare la loro rabbia (come è già accaduto ad Aprilia).
Con questi provvedimenti stanno togliendo sovranità agli enti locali (senza che voi non ve ne rendiate conto). In parlamento decidono per voi, ma sarete voi ad affrontare il malcontento... E per uno che non ha acqua, la pazienza dura 24 ore!
Certo ai politici non chiediamo solo PAROLE, ma ATTI CONCRETI che verificheremo (e di cui vi daremo conto nel bene e nel male) a tempo debito.


ATTENZIONE
Mentre scriviamo apprendiamo che il governo ha deciso di porre la fiducia (per la 28esima volta!) sul decreto "privatizzatorio". Altro che discussioni (inutili) sulle chiacchiere!!! LEGGI su Repubblica.it

Lo scorso fine settimana è stato particolarmente insenso.
Venerdì, sabato e domenica. Tre giorni, 4 incontri in luoghi fisici, sociali e culturali diversissimi.
Filo conduttore è il bisogno a più livelli la voglia capire ciò che accade al bene comune per eccellenza.
>Venerdì 13,
l'I.T.C. Genco ci ha invitati a testimoniare il nostro ruolo di cittadini attivi con particolare riferimento all'attualissima campagna in difesa dell'acqua pubblica. E' stata anche l'occasione per condividere esperienze e conoscenze come quella della WEB-TV (www.ustream.tv) grazie alla quale i lavori della conferenza sono andati in streaming (clicca qui per i video del grillaio). Abbiamo approfittato della presenza dell'ass. Saponaro che rapprensentava il Comune di Altamura per consegnargli le richieste del movimento:
- cambio dello Statuto,
- consiglio comunale monotematico sull'acqua,
- presa di posizione in qualità di comune facente parte del coordinamento degli enti locali per la ripubblicizzazione dei servizi idrici.
A fine serata abbiamo anche parlato con lui della possibilità di passare all'acqua della fontana nelle mense scolastiche comunali e/o negli stessi uffici comunali compreso il Consiglio (come per altro avviene già in molte parti d'Italia con notevoli risparmi per le casse pubbliche).

Come cittadini attivi, ci aspettavamo un riscontro positivo, soprattutto da chi fa parte della giunta che ha approvato nel 2008 una delibera che andava nella stessa direzione, ma i pregiudizi nei nostri confronti hanno reso difficile il dialogo! Ci è stato "rimproverato" di aver raccolto a fine serata delle firme per la petizione rivolta al Sindaco per chiedere il cambio dello Statuto (leggi il testo), ma si tratta di una azione decisa da tutto il Forum Italiano Acqua Bene Comune e dal Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e di cui Sindaco, Giunta e Consiglieri dovrebbero essere a conoscenza, visto che li abbiamo invitati durante lo scorso consiglio comunale a partecipare ad uno degli ultimi incontri. Il dialogo - per noi - è aperto anche perché crediamo che su questo tema non siano possibili contrapposizioni di sorta! A chi ci accusa di fare POLITICA rispondiamo di considerare che sì, noi facciamo POLITICA, cioè ci (pre)OCCUPIAMO della COSA COMUNE. Gratis! E ne siamo fieri.

> Sabato 14,
l'IDV regionale ci ha invitati alla Conferenza Programmatica IDV Puglia, come relatori tecnici alla tavola rotonda sull’acqua. E' stato un successo: i presenti in sala erano attenti. La saletta si è riempita di chi era fuori a fumare e parlare. E' stato un incontro particolarmente proficuo soprattutto per gli inviti che ci sono giunti alla fine: la gente deve sapere ciò che ci stanno preparando con questo art. 15, denunciando il modello di privatizzazione dei servizi idrici e l’espropriazione dei Comuni della loro sovranità rispetto alle modalità di gestione.
A chi ci ha invitati abbiamo consegnato un documento con delle precise richieste, alcune delle quali sono già state accolte (vi aggiorneremo!)



>Domenica 15
il nostro ennesimo incontro con una comunità parrocchiale. Il tema non attira molta gente (in media una 40ina di persone) ma la cosa carina è che le persone restano ad ascoltarci con attenzione fino alla fine e.... da incontro nasce incontro (ieri ci hanno invitati a relazionare a Palo del Colle e da Andria).
Il prossimo incontro è previsto per il 23 p.v. (leggi accanto>>>)

lunedì 16 novembre 2009

L'ACQUA in Camera



Oggi la Camera dei Deputati inizia a discutere l'art. 15 (quello che PRIVATIZZEREBBE i servizi idrici). Vi giriamo una mail della Segreteria del Forum Nazionale.

Care/i,
oltre l'azione di mail bombing che abbiamo già in programma, vi segnalo una serie di strumenti per fare pressione e saperne di più circa l'iter dei provvedimenti in Parlamento, dl 135/09 compreso.
A dire la sincera verità non ho testato fino in fondo questo strumento, ma conoscendo che ci sta dietro mi sento di consigliarlo.
Di seguito una serie di link utili.


Il DDL 135/09 in discussione alla camera e' http://parlamento.openpolis.it/singolo_atto/44588
da questa pagina puoi:

* VOTARE CONTRO
ogni 500 voti parte una email a tutti i deputati che li informa sull'andamento delle votazioni sul sito

* COMMENTARE
l'atto, sia in generale che parti specifiche del testo

* MONITORARE
l'andamento dei lavori, questo significa che registrandosi al sito ed attivando il monitoraggio si possono ricevere in posta elettronica tutti gli aggiornamenti dei lavori parlamentari sull'atto.

questo e' il feed RSS con le ultime notizie sull'atto:
http://parlamento.openpolis.it/feed/atto/44588

se puoi vuoi conoscere ed essere aggiornato su tutti gli atti parlamentari che riguardano l'acqua vai qui:
http://parlamento.openpolis.it/argomento/acqua+e+acquedotti

a proposito, questa e' la lista completa della votazione finale al senato con il dettaglio di ogni singolo voto espresso dai parlamentari:
http://parlamento.openpolis.it/votazione/29975


FIRMA L'APPELLO
CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA”
IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !
http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-governo-privatizza-l-acqua-/133

Paolo Carsetti

Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
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sabato 14 novembre 2009

PROCESSO BREVE: LA GIUSTIZIA DELLA RAGNATELA




La giustizia è una ragnatela: i moscerini restano impigliati, i mosconi la bucano.

Tutti sapete che il nostro Parlamento, oltre ad essere occupato a votare la privatizzazione del servizio idrico e quindi ad aprire alla totale mercificazione della vita, sarà presto impegnato nell'esame dell'assurdo disegno di legge sul processo breve.
Come ha notato (persino) il PD, il ddl non si applicherà - per esempio - per il furto aggravato mentre processi come Eternit, con tutti quei morti, Thyssen, Cirio e Parmalat andranno al macero. Oltre, ovviamente, ai processi del premier.

Ci arriva e ci fa piacere condividere la riflessione sul disegno di legge del prof.Nicola Scannicchio, Ordinario di diritto civile della Facoltà di giurisprudenza dell'Università di Bari:

[...]Finora eravamo tutti convinti che le norme, civili , penali, morali, religiose e di ogni altro genere, avessero come scopo quello di dirigere e regolare i comportamenti umani. Attoniti, scopriamo adesso l’ arcano: esse hanno anche il potere (quasi magico) di produrre da sole i risultati dei detti comportamenti.

Non più prescrivere l’ obbligo, attendendo faticosamente che sia adempiuto e mettendo in campo sapienza, intelligenza e mezzi perchè ciò avvenga, ma disporne legalmente l’ effetto e considerare il risultato dell’ obbedienza per avvenuto: ecco l’ intuizione geniale. Per ridurre a due anni un processo, che rebus sic stantibus ne dura 13, non c’ è bisogno di sveltire i tempi, aumentare gli organici, migliorare l’ organizzazione, eliminare i cavilli, semplificare la gestione burocratica, etc. etc. Non c’ è nemmeno bisogno di Brunetta per licenziare giudici e cancellieri fannulloni e farli stare a lavorare in tribunale. Basta dirlo ! Ecco la novità: DEVONO durare due anni, è così semplice. Se no, cessano, finiscono, terminano. Sono “terminati” per legge.

Ma allora, mi domando, perchè fermarsi ai processi? Perché non sfruttare appieno le immani possibilità di questa stravolgente intuizione? Perché non prescrivere altresì anche che in due anni DEVONO terminare gli espropri, DEVONO venir realizzati gli appalti e vivaddio le loro revisioni, la costruzioni delle opere pubbliche e persino, questa sarebbe una rivoluzione, DEVONO arrivare le raccomandate ? Perché non aggiungere che – pena l’ estinzione del procedimento – le lauree DEVONO espletarsi in due anni, le multe e sanzioni DEVONO pervenire in due giorni, i mutui si DEVONO estinguere in due anni, invece che cinquanta ? E perché fermarsi al mondo dei risultati dei comportamenti umani e non raggiungere il mondo dei fenomeni materiali: ordinando che le crisi economiche non DEVONO durare più di 6 mesi, se no finiscono; che le automobili si DEVONO costruire in due settimane, gli aerei si DEVONO produrre in due mesi e i transatlantici in quattro. Perché non migliorare la produttività ordinando che i film di due ore si DEVONO vedere in 10 minuti, che i 400 metri DEVONO durare 20 secondi; le partite di calcio alla televisione si DEVONO vedere in mezz’ ora (anche se durano un’ ora e mezzo) e che, infine ,anche quella faccenda fastidiosa di cui si occupò Vespasiano, per lo meno sui luoghi di lavoro, si DEVE fare in 5 secondi? Limitare la grandezza della scoperta mi sembra criminoso e sicuramente perfino l’ On.le Violante non potrebbe risparmiarsi un certo entusiasmo, una volta che tutte le potenzialità ne siano svelate.

Il limite materiale per cui tutte le cose hanno il loro tempo e per cui, come scoprì Vespasiano, non si possono ottenere per legge i risultati di certi comportamenti umani, se non si adottano gli appositi artifici meccanici ed organizzativi che li rendono possibili (e che giustamente ancora portano il suo nome) è stato finalmente superato. Il TEMPO (quello di Einstein) è stato finalmente domato ed incatenato alla sua dimensione giuridica. Alla storia stabilire se la grandezza imperiale del diritto di Roma fu finalmente trascesa dalla nostra classe politica e dirigente, ovvero se di essa grandezza, eliminata l’ esigenza degli artifici meccanici ed organizzativi, sia rimasta esclusivamente la materia finale, l’ effluescente risultato.. Del quale l’ Imperatore non ebbe il genio politico moderno di prescrivere per legge direttamente la scomparsa (il risultato), ma si limitò, povero ignorante, a prescrivere l’ OBBLIGO di depositarla in appositi ricettacoli, faticosamente progettati, costruiti e messi in opera dai suoi ingegneri (artefices).

La cosa è veramente importante e su questo ha ragione Violante ad essere bipartisan, cooperative, politically correct. Ma ove mai ciò non avvenisse, so già come devo fare a convincere gli scettici.

Aspetterò che la novità sia esportata al processo civile e chiederò un prestito a qualche esponente del Governo (possibilmente della Lega, che quelli sono industriosi e hanno denari da investire). Quando verrà per farsi pagare gli dico di agire in giudizio e poi mi siedo in poltrona. Anche i processi civili, in Italia, sono lunghissimi. Di più di quelli penali. Dopo che, trascorsi i due anni, il procedimento si sarà estinto, voglio proprio vedere come deve fare a farsi pagare. E allora sono sicuro che comprenderà appieno la grandezza sconfinata della sua stessa invenzione.

p.s. per chiarezza Vespasiano è colui che ha inventato i bagni pubblici...i vespasiani!

venerdì 13 novembre 2009

No impegno? no città migliore!

Partecipare alla vita politica della ns. città è un impegno che richiede tanta... pazienza!
La pazienza per non arrendersi al marcio (è tanto) che ci circonda...
la pazienza per non cedere alla violenza stupida...
la pazienza per chiedere anche quando ci vengono chiuse le porte in faccia
la pazienza per saper dire no alle lusinghe di chi... "ma tu chi voterai?"
la pazienza di sopportare chi stravolge il significato delle parole...
la pazienza di essere cittadini attivi, ma... "è meglio se stai zitto!"
la pazienza di... incazzarsi (questa è la più importante!)

Il nostro intervento è al min. 1:25:00 circa


giovedì 12 novembre 2009

Acqua in croce!





Mentre i parlamentari spaccavano il capello (e non solo) in quattro sulla questione del crocefisso, gli indomiti difensori dell'acqua bene comune presidivano la Camera per ricordargli che è in discussione la privatizzazione del servizio idrico (= della vita).
Putroppo il Parlamento sembra orientato ad approvare l'art. 15 d.l. 135/09 che costringerà a porre sul mercato i nostri acquedotti e consentirà alle multinazionali di fare profitto sull'acqua e di trasformare un diritto umano in un bisogno la cui soddisfazione dipenderà dalle capacità economiche.
Fortunatamente la Regione Puglia va avanti verso la ripubblicizzazione dell'Aquedotto Pugliese: stamattina si è tenuta la conferenza stampa di presentazione della delibera di giunta e dei componenti del Tavolo Tecnico che, a termine della conferenza, ha già cominciato a lavorare. Si tratta di un grande risultato del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e del Forum Nazionale dei Movimenti per l'acqua che scriverà con i rappresentanti della Regione la legge di trasformazione dell'AQP s.p.a. in ente pubblico.
In gioco c'è la possibilità di segnare la distanza rispetto alle politiche nazionali e rilanciare il percorso di ripubblicizzazione dei servizi idrici in tutta Italia.
La competenza in materia - infatti - è regionale, a patto che il servizio idrico sia dichiarato privo di rilevanza economica (e Vendola sembra intenzionato a far questo!)
Tutti i cittadini devono impegnarsi perché questo risultato non resti una promessa pre-elettorale.

Partecipate agli incontri promossi dal Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e dal MeetUp ilGrillaio Altamura. (calendario a destra)
Domani 13 novembre 09 alle 17,30, il meetUp parteciperà alla conferenza CITTA' e CITTADINANZA organizzata dall'ITC "Genco" di Altamura.
DIRETTA STREAMING su questo blog.

mercoledì 11 novembre 2009

A tutti gli amministratori della cosa pubblica di Altamura



Benedetta partecipazione
Lettera aperta a tutti gli amministratori della cosa pubblica di Altamura


Cari politici e amministratori,
nel corso della storia repubblicana del nostro Paese, il concetto si democrazia si è evoluto e involuto a fasi alterne. Come ci hanno insegnato i greci, democrazia significa “governo del popolo”, cioè gestione della res publica attraverso la partecipazione di tutti i cittadini, i quali hanno il diritto e il dovere di occuparsi della polis.
Grecismi a parte, coloro che hanno a cuore il governo della cosa pubblica da tempo lamentano una crisi di democrazia, altrimenti identificata come crisi di partecipazione. I politologi, cioè gli studiosi della politica, da tempo sollevano questo strano fenomeno. Anche i politici se ne sono accorti, ma, generalmente, soltanto all’indomani di una qualche tornata elettorale, quando la partecipazione alla cosa pubblica viene squallidamente quantificata attraverso la percentuale di affluenza alle urne. In questa circostanza, gli allarmismi dilagano. Qualcuno, allora, si sveglia e comincia a riflettere seriamente sul problema. La maggior parte dei politici e degli amministratori, però, con fare impulsivo e risoluto, solitamente minimizzano e sottovalutano il problema. Troppo spesso, infatti, si crede che per poter arginare la mancanza di partecipazione dei cittadini alla politica sia sufficiente fare comizi e promesse, al fine di destare in tutti noi un benché minimo interesse all’operato politico.
Queste dinamiche politiche, cui la democrazia del XXI secolo è ormai assuefatta, sono però viziate da una mistificazione di fondo: la partecipazione non è un processo a senso unico. Le promesse e le illusioni che spesso ci regala la politica contemporanea tentano di richiamarci al dovere della partecipazione. In realtà, la partecipazione è prima di tutto un diritto che non nasce per iniziativa del politico di turno, ma nasce dal basso, cioè dalla scelta libera e incondizionata di ogni singolo cittadino di partecipare alla vita politica del proprio Paese, della propria città, del proprio territorio. La partecipazione è l’altra faccia della medaglia della politica e va di pari passo con questa, avendo con unico fine quello di portare avanti l’interesse della collettività e non singoli interessi privatistici.
Nella più ottimistica e remota delle ipotesi, i politici e gli amministratori della nostra città non dovrebbero avere bisogno di una lezione di politica o di democrazia. Sicuramente però non è mai fuori luogo riflettere sul tema. Da dove nasce la partecipazione e, soprattutto, cosa può fare la politica per promuovere la partecipazione? Per ridurre la crisi di partecipazione bisogna innanzitutto creare un sano rapporto di fiducia tra la politica e i cittadini. Infatti, la fiducia nella politica e nelle istituzioni è alla base di qualunque forma partecipativa, come in qualsiasi rapporto umano. A sua volta, la fiducia si basa principalmente sulla lealtà. Una politica leale è una politica trasparente, in cui le decisioni politiche vengono portate a conoscenza del pubblico dalla stessa politica che non dovrebbe aver motivo di censurare le proprie deliberazioni, essendo esente da logiche clientelari.
Recentemente, per volontà del Ministro Brunetta, è stata promossa nelle pubbliche amministrazioni l’“Operazione Trasparenza”, volta a far conoscere ai cittadini il curriculum, la retribuzione e la presenza dei propri dirigenti comunali. Non c’è dubbio che il fatto di sapere se un proprio concittadino si occupa della cosa pubblica a tempo pieno o a tempo parziale e con quali guadagni è un passo importante verso la partecipazione. Sebbene con qualche mese di ritardo, il Comune di Altamura ha recepito la legge nazionale n. 69 del 18 giugno 2009. Tuttavia questo non è affatto sufficiente. Come mai sul sito internet del Comune di Altamura le delibere del Consiglio e della Giunta non sono rese pubbliche? Mi rendo conto che non sia semplice mettere in atto politiche trasparenti nell’Italia meridionale, ma le amministrazioni pubbliche hanno il dovere di dar conto del proprio operato non soltanto ai propri amici di partito o elettori, ma a tutta la collettività, senza distinzione alcuna. Del resto, alcuni Comuni certamente attenti ai propri cittadini (come Roma, Bari o la vicina Santeramo) da tempo pubblicano su internet le proprie delibere e ordinanze.
Cari politici e amministratori, i cittadini del XXI secolo non costituiscono più la massa analfabeta e credulona di qualche secolo fa. Oggi, i cittadini conoscono benissimo i loro diritti e i loro doveri e sanno distinguere e riconoscere il politico affidabile/credibile da quello meno, poco o per nulla affidabile/credibile. Tra qualche mese ci saranno le elezioni comunali, seguite da quelle regionali: c’è ancora qualcuno che crede che la partecipazione possa nascere esclusivamente come il frutto di dei soliti giochi elettorali?

Antonella Galetta

martedì 10 novembre 2009

IL DENARO ‘PESA’ PIU’ DELL’ACQUA!



(questo video fa riferimento all'art. 23/bis, sostituito dall'art. 15 in discussione alla camera dei deputati da oggi)


Napoli,8 novembre 2009

IL DENARO ‘PESA’ PIU’ DELL’ACQUA!

E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha sancito la privatizzazione dell’acqua.

Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge 133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6 agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il 9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge (l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23 bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi idrici, prevedendo:

a) L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) , con capitale privato non inferiore al 40%;

b) Cessazione degli affidamenti ‘in house’ a società totalmente pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.

Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Il PD , che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell’acqua, ha proposto nella persona del senatore Bubbico, un emendamento-compromesso:l’acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la proprietà resterebbe pubblica. Questa proposta , fatta solo per salvarsi la faccia , passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la privatizzazione dell’acqua. L’opposizione (PD e IDV), vota contro il decreto-legge.

E così il Senato vota la privatizzazione dell’acqua, bene supremo oggi insieme all’aria!
E’ la capitolazione del potere politico ai potentati economico-finanziari. La politica è finita!
E’ il trionfo del Mercato, del profitto. E’ la fine della democrazia.

”Se la Camera dei Deputati- ha detto correttamente il Forum dei movimenti dell’acqua –non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la delegittimazione delle Istituzioni.”

Per questo dobbiamo denunciare con forza:

  • il governo Berlusconi che , con questo voto al Senato, ora privatizza tutti i rubinetti d’Italia. “Questo decreto segna un passaggio cruciale per la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione- scrivono Molinari e Lembo del Contratto Mondiale dell’Acqua. I Comuni e le Regioni vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla democrazia.”
  • il partito di opposizione , il PD, che continua a nicchiare sulla privatizzazione dell’acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato sempre a favore della privatizzazione).
  • ed infine tutta l’opposizione, per non aver portato un problema così grave all’attenzione dell’opinione pubblica.

Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo decreto o tolgano l’acqua dal decreto.

E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione nella Camera dei Deputati. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il 16 novembre.

E ai partiti di opposizione chiediamo che dichiarino ufficialmente la loro posizione tramite il loro segretario nazionale e diano mandato al partito di mobilitarsi su tutto il territorio nazionale.

E chiediamo altresì , ai partiti di opposizione di riportare in aula la Legge di iniziativa popolare che ha ottenuto nel 2007 400.000 firme ed ora dorme nella Commissione Ambiente della Camera.

Chiediamo alle Regioni di:

  • impugnare la costituzionalità dell’articolo 15 del decreto Fitto-Calderoli;
  • varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico.

Chiediamo ai Comuni di:

  • Indire Consigli Comunali monotematici sull’acqua;
  • dichiarare l’acqua bene di non rilevanza economica;
  • fare la scelta dell’Azienda Pubblica speciale per la gestione delle proprie acque. Questa opzione ,a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile anche con l’attuale legislazione . Si tratta praticamente di ritornare alle vecchie municipalizzate.

Chiediamo ai sindacati di :

  • pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua tramite i propri segretari nazionali;
  • mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.

Chiediamo infine alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) di :

  • proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano , come ha fatto il Papa Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate dove parla “dell’accesso all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza distinzioni né discriminazioni”(n.27);
  • protestare , in nome della vita, come afferma il Papa nell’enciclica, contro la legge che privatizza l’acqua;
  • chiedere alle comunità parrocchiali di organizzarsi sia per informarsi sia per fare pressione a tutti i livelli, perché l’acqua non diventi merce.

Infatti l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è un diritto fondamentale umano. Questo bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con forza alla vigilia della conferenza internazionale di Copenhagen, dove l’acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima. Per questo chiediamo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perché ‘sorella acqua’ , fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come diritto fondamentale umano e non sottoposta alla legge del mercato.

Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi , ma soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di morti per sete.
Alex Zanotelli

lunedì 9 novembre 2009

SVEGLIA POLITICA: ci stanno fregando l'acqua!


Ieri ci sono stati due importanti appuntamenti della Campagna Salva l'Acqua per cui il Meetup ilGrillaio sta mettendo in gioco tutte le forze disponibili, comprese quelle sottratte al riposo!
Domenica mattina siamo stati in P.za Duomo per raccogliere le firme della petizione popolare per l'inserimento nello Statuto del Comune di Altamura del seguente articolo:
"L’acqua è un Bene Comune, diritto inalienabile di ogni essere vivente. Il Servizio Idrico è un servizio di interesse generale, privo di rilevanza economica”.
I cittadini altamurani hanno risposto bene, i politici meno. Il presidente del consiglio regionale Pepe - in particolare - ha pensato bene di dirci che "lui le firme non le dà, le raccoglie". Peccato che a passare la mattinata al freddo siamo stati noi. "Ma lei lo sa chi sono io?", ci ha chiesto Pepe, ma forse neanche lui sa chi siamo noi e quanto impegno stiamo dedicando a questa battaglia di civiltà.

Una bella sorpresa è stato l'incontro presso l'Auditorium di S.Anna: tante presenze, attente e con la voglia di sapere e capire. Il dibattito che si è sviluppato a fine serata ne è stata la prova.
Registriamo l'assenza di quasi tutti i consiglieri comunali, del sindaco e della sua giunta nonostante l'invito recapitato a mano durante l'ultimo consiglio comunale.
Solo Michele Ventricelli (il bi-consigliere) ha partecipato all'incontro ed è intevenuto per ribadire l'impegno della Regione per la ripubblicizzazione dell'AQP.
Ne siamo felici ma da un (bi)consigliere comunale e regionale vogliamo di più: ci aspettiamo che si impegni per organizzare un incontro in Comune sul tema e far discutere la proposta di modifica dello statuto in quella sede. Cosa che, del resto, si è impegnato a fare.
Ad onor del vero un consigliere che - lontano dalle scadenze elettorali - ha mostrato interesse alle nostre piccole e grandi battaglie per la difesa dell'Acqua Bene Comune è stato Enzo Colonna che ha portato in consiglio comunale interpellanze per il pozzo della Putta, per l'uso di acqua di rubinetto in consiglio comunale e nelle mense.
Anche in Regione servirebbe maggiore impegno ed attenzione: il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune ha dovuto faticare due anni per ottenere l'intelocuzione con il Presidente Vendola!
Per impedire alle lobbies e ai "dominanti" di procedere per la privatizzazione del bene comune "acqua" dobbiamo tutti fare uno sforzo.
Ai politici chiediamo di passare dalle promesse ai fatti: non c'è acqua da perdere.

p.s. STAMPA LA PETIZIONE E RACCOGLI ANCHE TU LE FIRME!

sabato 7 novembre 2009

Il Parlamento privatizza l'acqua! Impediamolo!



Domani 8 NOVEMBRE IlGrillaio sarà in p.zza RESISTENZA e p.zza DUOMO dalle 9.00 circa PER LA RACCOLTA FIRME per far inserire nello statuto comunale il seguente articolo:
L’acqua è un Bene Comune, diritto inalienabile di ogni essere vivente. Il Servizio Idrico è un servizio di interesse generale, privo di rilevanza economica.
NON MANCATE!!!

E' urgente e indispensabile una mobilitazione straordinaria!
Il Parlamento privatizza l'acqua!
Impediamolo!


In concomitanza con la discussione dell’Art. 15 del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati. Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio) Giovedì 12 Novembre ore 10.30

Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l'Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.
Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da lunedì 09 Novembre (in Commissione 1°) e verrà discusso dall'aula lunedì 16 Novembre.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua invita la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento giovedì 12 Novembre ore 10.30 a Piazza Montecitorio.

Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!
Partecipiamo tutte e tutti al presidio!
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Per informazioni visitare il sito www.acquabenecomune.org

Oppure contattare:
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org
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FIRMA L'APPELLO CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA”

venerdì 6 novembre 2009

Povero Cristo




Povero Cristo in mano a Berlusconi

di Paolo Farinella, prete

I giornali del giorno 5 novembre 2009, riportano la foto di Berlusconi che tiene in mano un Crocifisso, abbastanza grande. Le cronache dicono che glielo abbia dato il prete di Fossa, nell’ambito della consegna delle case. Se c’è una immagine blasfema è appunto questa: colui che ha varato una legge incivile contro i «cristi immigrati», che parla di «difesa dei valori cristiani». Un prete che consegna il crocifisso a Berlusconi è uno spergiuro come e peggio di lui. Povero Cristo! Difeso da una massa di ladroni che non solo lo beffeggiano, ma lo crocifiggono di nuovo con la benedizione del Vaticano, che per bocca del suo esimio segretario di Stato, ringrazia il governo per il ricorso che presenterà alla Corte di appello di Strasburgo.

Possiamo dire che c’è una nuova «Compagnia di Gesù» fatta di corrotti, di corruttori, di ladri, di evasori, di mafiosi, di alti prelati còrrei di blasfemìa e di indecenza, di atei opportunisti, di cultori di valori e radic(ch)i(o) cristiani … chi prepara la croce, chi le fune, chi i chiodi, chi le spine, chi l’aceto … e i sommi sacerdoti a fare spettacolo ad applaudire. Intanto sul «povero Cristo» di nome Stefano Cucchi, morto per mancanza di «nutrizione e idratazione», da nessuno è venuta una parola di condanna verso i colpevoli di omicidio, nemmeno dai monsignori che hanno gridato «assassino» al papà di Eluana Englaro.

Povero Cristo, difeso dai preti come suppellettile e raccoglitore di polvere nei luoghi pubblici e da tutti dimenticato come Uomo-Dio che accoglie tutti e dichiara che sono beati i poveri, i miti, coloro che piangono, i costruttori di pace, i perseguitati, gli affamati! Povero Cristo, difeso dagli adoratori del dio Po e di Odino che ne fanno un segno di civiltà, mentre lasciano morire di fame e di freddo poveri sventurati in cerca di uno scampolo di vita. Povero Cristo, difeso dalla “ministra” Gelmini che trasforma il Crocifisso in un pezzo di tradizione “de noantri”, esattamente come la pizza, il pecorino, i tortellini. Povero Cristo, difeso da Bertone che lo mette sullo stesso piano delle zucche traforate.

Povero Cristo! Gli tocca ringraziare la Corte di Strasburgo, l’unica che si sia alzata in piedi per difenderlo dagli insulti di chi fa finta di onorarlo. Signore, pietà!

Guardando a quel Cristo che è il senso della mia vita di uomo e di prete, ho la netta sensazione che dalla sua comoda posizione di inchiodato alla croce, dica: Beati voi, difensori d’ufficio... beati voi che ho i piedi inchiodati, perché se fossi libero, un calcio ben assestato non ve lo leverebbe nessuno.

(6 novembre 2009)

(http://temi.repubblica.it/micromega-online/povero-cristo/)

P.s. Facciamoci due risate con l'ironia dell'Unità

Dall’opposizione parla Pier Luigi Bersani: «Un’antica tradizione come la croce non può essere offensiva per nessuno, tanto che con D’Alema stavamo pensando di metterla anche nel simbolo della coalizione», mentre per Rutelli la presenza di Gesù in croce non è in discussione ma bisogna rivalutare anche il ruolo di altre figure evangeliche. Per esempio, Giuda. Per Berlusconi è giusto che Gesù crocifisso resti nelle scuole ma bisogna stralciare la posizione dei due ladroni che non possono essere processati perché devono partecipare al Vertice sull’Alimentazione. Per La Russa, infine, è necessario che nelle classi resti il simbolo di Gesù morto in croce, mentre nelle carceri è preferibile il simbolo di Gesù morto cadendo per le scale.

giovedì 5 novembre 2009

Il servizio idrico rimane BUBBICO ehm... pubblico (di nome)



Il PD continua la sua dura, eroica e sanguinolenta battaglia contro un governo che sta massacrando quel poco di COSA PUBBLICA che ancora rimane nei nostri comuni.
Ieri sera Senato ha approvato, con il voto favorevole di PDL e Lega, il decreto legge che obbliga a privatizzare la gestione dei servizi idrici.
Il PD e le altre opposizioni hanno votato contro. Ora la legge passa alla Camera che la discuterà mercoledì 18 novembre.
Sempre ieri sera, però, chi digitava "privatizzazione acqua" su google trovava (tra le pochissime voci che compaiono) un comunicato del Sen. Bubbico che strombazzava

"...Grazie a un emendamento del Pd è stata scongiurata la privatizzazione dell'acqua, bene indispensabile, di primaria importanza per tutti i cittadini..."

Inizialmente non capivamo... poi siamo andati a leggerci questo emendamento ed abbiamo scoperto che il paladino dell'acqua pubblica ha salvaguardato il carattere pubblico dell'acqua, ma (UDITE UDITE!!) la gestione la affidiamo ai privati!!
Grandioso!
Come dire:

l'acqua è pubblica, ma... se non paghi tutta la mia efficienza di privato, non puoi averne!
l'acqua è pubblica, ma... se io turo le falle tu devi pagare...
l'acqua è pubblica, ma... se le banche portano soldi per gli investimenti, le banche vanno remunerate
l'acqua è pubblica, ma... devi paghare questo "prodotto"
l'acqua è pubblica, ma... la stiamo dando ai privati perchè diventi ancora più pubblica!

Hanno stravolto completamente la realtà, al punto che bisognerebbe iniziare a dubitare del loro stato di salute psico-fisico! Non bastava la bufala dell'Europa che impone la privatizzazione (cosa che non è scritta da nessuna parte!)????

Per fortuna, molti cittadini attivi in questi giorni stanno partecipando alle centinaia di incontri, dibattiti, forum più o meno virtuali, convegni, promossi dalla rete dei Movimenti per l'ACQUA. Uscendo da questi inconti hanno la consapevolezza che parlare di acqua pubblica gestita dai privati è una grossa stronzata, un non sense.
Sanno che è il DIRITTO all'ACQUA che andrebbe salvaguardato come parte integrante del DIRITTO alla VITA e non l'aggettivo "pubblico" accanto alla parola "acqua". Cosa è rimasto di pubblico nei Comuni?
Sanno, inoltre, che parlare di diritto all'acqua è il segno di un grave degrado civile e morale della nostra società, dato che nessuno ha mai pensato di mettere per iscritto questa ovvietà.

Quinti, cari PDini, non aggiungete al danno dell'art. 15 la beffa di farci credere che l'acqua pubblica è salva. Almeno state zitti visto che non siete stati capaci di far discutere la legge di iniziativa POPOLARE per l'ACQUA BENE COMUNE che prevedeva una gestione dei servizi idrici PUBBLICA (sì) ma anche PARTECIPATA dai movimenti per l'acqua che forse hanno le mani e le menti più libere di voi.

Come la raccontano i giornali:
Utility, liberalizzazioni senza fretta - Italia Oggi (05-11-09)
Sì alla riforma dei servizi locali - Il Sole 24 Ore (05-11-09)
Il centrodestra sta svendendo anche l’acqua - L’Unità (05-11-09)
Acqua, bene pubblico ma servizio (se possibile) privato - Corriere della Sera (05-11-09)
La svendita dell’acqua pubblica - La Repubblica (05-11-09)

mercoledì 4 novembre 2009

LE FORZE ARMATE DELLA PACE



Sulla terribile vicenda di Stefano Cucchi leggi l'articolo di Carlo Vulpio: licenza di uccidere e il trattato di Lisbona.
DAL SITO: UNIMONDO.ORG
Le associazioni 'Beati i costruttori di pace', il Movimento Nonviolento, Pax Christi e PeaceLink propongono il 4 novembre tutti i pacifisti e gli amanti della nonviolenza una piccola azione diretta nelle piazze d'Italia "per contestare la retorica militarista e guerrafondaia e chiedere di ristabilire la verità storica".
In alternativa all'aggregazione di massa e ai grandi cortei, che consentono la partecipazione solo a chi è in grado di viaggiare ed ha molto tempo a disposizione, PeaceLink propone per il 4 novembre una iniziativa "lillipuziana" che anche singole persone possono realizzare nella propria città, con un minimo dispendio di tempo e di denaro. Per il 4 novembre proponiamo una attività di volantinaggio in tutte le piazze d'italia (il testo del volantino in .pdf).

L'Italia entrò nella prima guerra mondiale nonostante l'Austria avesse promesso la restituzione di Trento e Trieste in cambio nella non belligeranza. L'intento era infatti quello di espandere l'Italia verso territori esteri (come avvenne con la conquista del Sud Tirolo) seguendo il mito dell'imperialismo romano, che ebbe poi nel fascismo la sua massima celebrazione. Dopo la guerra infatti si parlo' di "vittoria mutilata" perche' le mire espansionistiche non furono coronate. La prima guerra mondiale fu un affare per grandi industriali, politici corrotti, funzionari statali senza scrupoli, alti ufficiali con le mani in pasta. Le commesse di guerra fruttarono profitti cosi' scandalosi che fu nominata una commissione di inchiesta parlamentare, prontamente sciolta dal fascismo dopo la marcia su Roma.

La festa del 4 novembre fu una ricorrenza istituita dal fascismo per trasformare le vittime di una guerra spietata e non voluta in eroi coraggiosi che si immolavano per la Patria. Furono costruiti monumenti ai caduti e agli insegnanti fu chiesto di celebrare le forze armate. Questa eredita' non e' stata sufficientemente sottoposta a critica con l'avvento della Repubblica. Tutto questo e molto altro è documentato in un piccolo volantino/dossier (in .pdf) che può essere diffuso nelle piazze d'Italia durante i festeggiamenti "ufficiali" e durante le parate militari che si svolgono puntualmente ogni anno in questa data.

Oggi le edizioni Altreconomia pubblicano "Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane": una puntigliosa ricognizione sulla struttura delle Forze Armate e sulle spese militari del nostro Paese e sugli sprechi che a volte sarebbe possibile e doveroso evitare. L’Italia nel 2010 spenderà per armamenti, missioni ed esercito professionale oltre 23 miliardi di euro: in piena crisi, il Governo investe denaro pubblico in fregate e bombardieri" - riporta il volume. Ne sono autori Massimo Paolicelli (presidente dell'Associazione obiettori nonviolenti) e Francesco Vignarca (coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo).

L'Italia è oggi all’8° posto al mondo per spese militari ed ha più di 30 missioni internazionali in corso e nei prossimi anni ha in programma di acquistare, per citare solo uno dei faraonici progetti sui cosiddetti “sistemi d’arma”, 131 cacciabombardieri per 13 miliardi di euro. Il “Nuovo Modello di Difesa” ha spostato la linea del fronte dai confini geografici a quelli degli interessi economici occidentali, ovunque siano considerati a rischio. La leva obbligatoria è stata sospesa. Ma scopriamo che, nonostante le “riforme”, il nostro esercito professionale conta ancora 190mila uomini, tra i quali il numero dei comandanti - 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali - supera quello dei comandati.

martedì 3 novembre 2009

Influenza MAIALA: rischi e profitti



Riceviamo e diffondiamo:

Aldo Barbona (presidente LIDU 1948 onlus) "Qualche giornale ne sta parlando molto timidamente e allora torniamo sull’argomento perché consideriamo necessario commentare la vicenda in modo più approfondito.. Il 21 settembre 2009 la Corte dei conti, che esercita controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato, ha emanato la Deliberazione n. 16/2009/P.
La Corte con tale atto tenta di dare la sua valutazione sul contratto di fornitura di dosi di vaccino antinfluenzale A(H1N1) stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis Vaccines and Diagnostics s.r.l.
Chiede perciò chiarimenti sui seguenti 11 punti del contratto:
1) la decima premessa è parte integrante del contratto precisando che l'esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell'inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in corso di definizione, sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali;
2) la tredicesima premessa prevede l'applicazione dell'IVA vigente al momento della consegna anziché quella vigente alla firma del contratto;
3) l'art. 3.1 (ribadito dall'art. 5.3) prevede la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l'applicazione di alcuna penalità;
4) l'art. 4.1 stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza dell'autorizzazione all'ammissione in commercio in Italia, concordando in tal caso un generico "Quality Agreement";
5) le garanzie poste a favore del Ministero in caso di mancata autorizzazione all'ammissione in commercio del Prodotto in Italia previste dall'art. 4.2 non appaiono correlate all'esborso finanziario sopportato dal Ministero fino a quella data, né bilanciate con quelle poste a carico del Ministero medesimo dall'art. 9.3 nel caso di impossibilità di ritiro del Prodotto;
6) l'art. 4.4, riguardante eventuali difetti di Fabbricazione o Danni Fisici del prodotto, richiede l'accordo della Novartis sull'esistenza degli stessi;
7) l'art. 4.5 prevede rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a causa di Difetti di Fabbricazione, mentre ai sensi dell'art.. 4.6 il Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi in tutti gli altri casi;
8) l'art. 9.3 prevede il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di IVA) ai fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell'autorizzazione all'immissione in commercio del Prodotto, senza alcuna specificazione in merito ai criteri di quantificazione del predetto importo;
9) l'art. 9.5 stabilisce che, qualora il contratto venga risolto per violazione di disposizioni essenziali da parte di Novartis, il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato;
10) l'art. 10.2 considera Informazioni Riservate anche l'esistenza del contratto e le disposizioni in esso contenute, clausola in considerazione dell'evidenza pubblica della procedura impossibile da rispettare;
11) il contratto appare carente di parere di organo tecnico in grado di attestare la congruità dei prezzi in esso concordati. Analizzando il contratto suddetto, la Corte dei conti scopre che non può approfondire, il contratto è a trattativa riservata ed è stato secretato, perché valgono le stesse emergenze previste in caso di eventi calamitosi di natura terroristica (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003 Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l'emergenza derivante dall'attuale situazione internazionale).
Scopre così che il trattamento dell'influenza A (H1N1) è stata messa nella mani della Protezione civile, alla stessa stregua degli eventi calamitosi come terremoti, frane, guerre batteriologiche, ecc.
Alla luce delle considerazioni della Corte dei conti, veniamo per di più a sapere che:
- Anche se la Novartis non arrivasse in tempo a fornire i vaccini, noi pagheremmo lo stesso 24.08.000 euro. (Vedi punto 8).
- Il Ministero pagherà Novartis anche in caso di non ottenimento dell'autorizzazione all'immissione in commercio del Prodotto. (Vedi punto 8)
- Il fornitore (nel caso specifico Novartis) pagherà l'IVA alla consegna e non alla stipula del contratto. (Vedi punto 2)
- Nell’eventualità che ci siano difetti di fabbricazione, sarà la Novartis a dire l’ultima parola sulla consistenza degli stessi. (Vedi punto 6)
- Novartis pagherà i danni in caso di difetto di fabbricazione, in tutti gli altri casi di danni a terzi pagherà il Ministero. (Vedi punti 6 e 7)
- Per la Novartis non è prevista alcuna penalità. (Vedi punto 3).
La Corte dei conti conclude il documento affermando “Queste dettagliate deroghe - anche se non del tutto esaustive - inducono la Sezione a ritenere il provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali e di conseguenza - nel riconoscere l'eccezionalità e somma urgenza dell'intervento - a non procedere alla disamina dei vari punti di rilievo sollevati dall'Ufficio di controllo.
Se ce ne fosse bisogno, abbiamo avuto ulteriore prova della incapacità dei nostri governanti nello
spendere i soldi dei cittadini governati, come ci attesta la conclusione del documento al punto 11.
Roma lì, 19 ottobre 2009.
Aldo Barbona (Presidente LIDU 1948 onlus Lega Italiana dei Diritti Umani)
Massimo Andellini (Presidente UVA - Unione Vegetariana Animalista)

lunedì 2 novembre 2009

APPELLO-APPELLO-APPELLO ACQUA PUBBLICA



Cari amici dell'acqua bene comune,
venerdì sera si è concluso in Commissione Affari Costituzionali del Senato l'esame del decreto 135/09, quello che all'art. 15 prevede la PRIVATIZZAZIONE dei servizi idrici ovvero dell'ACQUA.

Sono stati respinti tutti gli emendamenti proposti dall'opposizione e anche alcuni presentati da esponenti della Lega che erano apprezzabili!!!!
Quelli accolti che saranno portati in aula con parere favorevole, sostanzialmente peggiorano le cose. Il Senato esamierà il testo il 3 novembre

Nell'invitarvi ad inviare una mail ai nostri senatori (clicca per il MAILBOMBING) vi riportiamo un appello di un componente del Forum Nazionale dei Movimenti per l'ACQUA.
Le sue parole fanno riflettere.


Amici dei beni comuni in via di estinzione.
Amici dell'acqua bene comune e non merce.
Qui stanno chiudendo i Comuni, ma lo stanno facendo così bene che i cittadini non se ne stanno accorgendo.
A difenderli i soli Forum e Comitati un po' in affanno.



Bene l'appello del Forum ai parlamentari che a giorni discuteranno la conversione in legge, entro il 24 novembre, del decreto legge n. 135/09 contenente l'articolo 15 che porta a compimento, con la privatizzazione dei servizi pubblici locali, tutti, perché tutti, potenzialmente, di rilevanza economica, tra cui il servizio idrico, anche la "chiusura" dei Comuni.
Non credo di fare terrorismo psicologico. Mi si risponda che Comuni avremo se non gestiranno più nessun servizio pubblico locale?
Che Comuni avremo se i servizi di interesse generale locali passeranno a logiche di competitività e di concorrenza? A logiche di mercato?
Quali politiche sociali, egualitarie, solidaristiche, perequative, potranno più fare i Comuni, e i rispettivi Consigli Comunali, se non saranno più loro a 'governare' i servizi di interesse generale locali, ma i Consigli di amministrazione delle Società quotate in borsa?
Scrivo tutto questo perché su Il Sole 24 Ore odierno, a pagina 5 c'è la notizia: "SERVIZI PUBBLICI LOCALI. STOP MODIFICHE AL SENATO - GASPARRI: BLINDATE LE LIBERALIZZAZIONI"
Se quanto ho detto sopra, che cioè stanno 'chiudendo' i Comuni, ha un fondamento storico, giudico, sociale, politico, io penso che il problema non sia solo di chiedere che l'acqua non sia privatizzata, ma di chiedere che i Comuni non sono da chiudere.
Solo il fascismo, nel 1929, con lo scioglimento dei Consigli Comunali, è arrivato a tanto. Più indietro, solo con le "Signorie" e la nascita dei nuovi "Regni", a partire dal XVI° secolo hanno fatto contro i "Liberi Comuni" qualcosa di analogo a quello che sta succedendo oggi, cioè 'chiuderli' per affidare i cittadini allora ai nuovi 'Signori' oggi a 'Top manager' di Multi utilities spa.
Nella stessa pagina de Il Sole Odierno anche la notizia che, in sede di finanziaria 2010, sarebbe a buon punto la creazione di "Difesa Spa" per tutti gli acquisti della difesa. In altre parole il "pensiero unico", il mercato, ha conquistato perfino la difesa. Se poi lo fa con una Spa in house che fior di sentenze della Corte di giustizia Ue e decisioni e delibere di Commissione e Parlamento Ue dice che violerebbero il Trattato Ue in tema di libertà di stabilimento, di insediamento e di concorrenza, oramai non preoccupa più di tanto neppure un, così pare dalle ultime notizie, Parlamento in bolletta, cioè senza risorse a copartura di alcune leggi.
Sempre da PLUS24 odierno (inserto de Il Sole 24 Ore), a pagina 20 un'altra notizia che aiuta a capire la corsa verso la chiusura dei Comuni di cui si parla sopra. La notizia è: "Contratti pericolosi. Su 689 amministrazioni pubbliche che hanno stipulato accordi con le banche, 503 registrano un ammanco potenziale di 2,2 miliardi - L'80% degli enti perde sugli swap".
Per i non addetti, questo fatto di centinaia di Comuni che hanno stipulato i predetti accordi, swap, nascondono dietro il fatto che i Comuni sono stati lasciati, direi scientificamente, andare alla deriva forse per l'assalto ora in corso dei servizi pubblici locali, per chiudere, quanto prima, con istruzione e sanità.
Rispetto alla sanità basta seguire un attimo l'aggressione in corso dell'IRAP, imposta che finanzia circa la metà della sanità pubblica. Nei territori c'è un proliferare di Centri di riabilitazione convenzionati e di Centri medici privati ovviamente anch'essi convenzionati.
Proprio oggi ho saputo nel mio piccolo Paese delle Marche, Altidona, di un Costruttore e di un Ristoratore, che sapevo entrambi super interessati a cementificare di tutto e di più sui nostri terreni agricoli, hanno messo gli occhi su uno di questi nuovi Centri benessere. Mica fessi. Visto il calo della domanda in edilizia, hanno pensato bene di investire in servizi. Dove? Ma dove la domanda a più sicura, la sanità lasciata ... allo sbando o quasi.
In tema di istruzione basta leggere il fondo che appare a pagina 10 de Il Manifesto odierno di Domenico Pantaleo Segretario generale FLC Cgil su: "Costruiamo una mobilitazione". Parla del disegno di legge Gelmini sulla università. Scrive: "Se va bene vedremo consigli di amministrazione pieni di sedie vuote o gettoni di presenza spesi inutilmente. Se va male ci troveremo di fronte all'immediata privatizzazione dell'università senza tanti complimenti (e fondazioni di facciata)".
Un saluto
31 ottobre 2009 Luigi Meconi