martedì 8 dicembre 2009

Università delle Idee, Altamura



Capitolo 1 _ Netloving (messaggio d’amore non elettorale)

Mi rendo conto solo oggi che anche la geologia può offrire agli altamurani una chiave di lettura delle proprie complesse e periture relazioni sociali; ci relazioniamo in un carsismo sociale fatto di buchi e infiltrazioni di odio e individualismi, che scorrono nel sottosuolo insieme agli interessi nascosti. E sarà proprio la reiterazione di questo indiscriminato modo di fare comunità, separati piuttosto che assieme, antagonisti più che collaboratori, distruttori prima che creatori, che un giorno farà crollare le volte di tufo e aria che sostengono in un equilibrio labile e provvisorio i palazzi degli egoismi.

Ben Sterling uno degli esponenti di punta della fantascienza cyberpunk, ha pubblicato un romanzo ambientato nel non distante futuro, basato sull’assunzione che il degrado dei sistemi politici porterà a una proliferazione decentralizzata di esperimenti del vivere, e l’economia informatica che supporta queste diversità è chiamata la ‘Rete’.

La rete intesa come scambio di informazione e comunicazione non dipende dalla tecnologia computer: la posta, il passaparola, catene telefoniche e così via, sono sufficienti a costruire un’intelaiatura d’informazione; la chiave non è il tipo o il livello di tecnologia necessaria, ma l’apertura e l’orizzontalità della struttura.

La logica dell’ open source delle reti è quella della generosità e della cooperazione, senza riguardi per l’ideologia o l’antideologia, è la vita che spende sé stessa vivendo invece che sopravvivendo solamente, e non può essere definita della tecnica o dall’antitecnica, perché vuole porsi ad ogni costo contro la perfezione di fronte all’immobilità del fine.

La decodifica di alcuni sistemi complessi come la mappa del dna, di internet e delle relazioni sociali hanno permesso di verificare su vasta scala le leggi interne alla formazione dei gruppi di persone e delle interazioni che sono alla base di una rivoluzione silenziosa della politica.

La rete di relazioni interpersonali può essere utilizzata per stabilire dei contatti, per organizzarsi,condividere risorse, ottimizzandone l’utilizzo e sviluppare progetti, grazie alla crezione di u’intelligenza collettiva, formata da molte menti con un obiettivo comune.

Nell’obiettivo comune, la ragione seminale è l’amore per il futuro, per sé stessi, per i propri figli, per l’aria e le energie diffuse; il fine, che la città si possa aprire a un popolo di amanti e di amati, animati dal coraggio che solo le cose belle ispirano, e la res pubblica non potrebbe trarre migliore giovamento,quando amministrata da uomini e donne che si astengono dalle bruttezze, quindi dagli atteggiamenti vili e vergognosi.

La nostra natura mortale, e a volte persino paesana, cerca per quanto possibile di essere eterna e immortale, ma lo può fare solo con la generazione, in quanto lascia sempre dietro di sé, in luogo del vecchio,qualcos’altro di giovane. Abbiamo bisogno di umanità gravida rispetto all’anima e al bene comune, per partorire sia la saggezza che l’eccellenza, quelle cose appunto che sono generate da tutti i creativi e da quanti tra gli artefici vengono chiamati inventivi.

L’ ‘Università delle Idee’ è un prodotto di cooperazione sociale, ma prima ancora è un progetto di bellezza, di amore e di cambiamento per creare una nuova micro domanda di benvivere.

Per quanti si fossero sentiti nel bene o nel male toccati da questa trattazione, vorrei che l’articolo possa avere seguito in una conversazione aperta con gli scettici, gli interessati, i curiosi, per poter entrare nel merito delle idee. Stiamo cercando eccellenze per metterci assieme, è ora di fare outing e venire allo scoperto, perché la crisi è un’opportunità per creare, a partire dalle nostre risorse (dal nostro valore, dai nostri studi e dal nostro nuovo saper fare e pensare) il lavoro che desideriamo, sviluppo, innovazione e sostenibilità, in altri termini le premesse per un progetto di tipo territoriale che ci consenta forse un giorno di voler restare consapevolmente e con soddisfazione nella nostra materna Altamura.


giovdiele@gmail.com

Università delle Idee _ change club di Altamura (on Facebook)

lunedì 7 dicembre 2009

L'ACQUA in COMUNE (parte 2)



CRONACA di UNA PETIZIONE POPOLARE per il DIRITTO all'ACQUA

Sull'ACQUA NON SI FA' PROFITTO!!!
Chi non si oppone a questo disegno è complice di un grave processo di MERCIFICAZIONE della VITA!


giovedì 25 novembre
Come già scritto in un precedendte post il 25 nov 09 viene protocollata una richiesta di MODIFICA dello STATUTO COMUNALE corredato da 1650 firme (oggi siamo a 2000 e la campagna SALVA l'ACQUA è appena iniziata!). Una petizione popolare per chedere la modifica/integrazione dello statuto comunale, non ha valore legale (lo sappiamo), ma ha un forte valore SIMBOLICO e POLITICO.
2000 cittadini non possono rimanere inascoltati!

Soprattutto se tra questi c'è il primo cittadino Mario Stacca!!! (guarda il video)

mercoledì 2 dicembre
Incontro con lo stesso sindaco nel suo ufficio. Egli rassicura (di nuovo!) sulla fattibilità della cosa, ma.... " la redazione dell'o.d.g. non è di mia competenza...".
In effetti se ne occupa il Presidente del Consiglio comunale Lagonigro con la conferenza dei capigruppo.
Il sindaco si impegnava, però, ad inoltrargli la richiesta.

venerdì 4 dicembre
si riunisce alle 18 la conferenza dei capigruppo. Una rappresentanza di 7 cittadini si reca al comune e, su concessione dello stesso presidente, consegna ad ognuno dei capigruppo presenti (Clemente, Centonze, Colonna, Iurino, Loizzo, Natuzzi, Marroccoli, Lorusso) una copia della richiesta protocollata. Una copia viene consegnata allo stesso presidente il quale esprime le sue perplessità riguardanti la gestione del servizio idrico affermando: "Sono d'accordo con la posizione della mia forza politica di riferimento!"
Dello stesso avviso anche i consiglieri Clemente e Loizzo.
I tre dicono sostanzialmente: "L'ACQUA è PUBBLICA, sì, ma.... se è una socità privata a gestire è meglio!". Nel merito di queste posizioni (se mai ce ne fosse bisogno!) entreremo in seguito... con una scheda dettagliata! Vi basti per ora ricordare che chiunque sappia cosa è successo dove si è privatizzato, invece, chiede che siano gli enti locali a gestire!

Alla fine la ns. proposta non è stata accolta (come era prevedibile), ma non è stata accettata neanche una proposta di o.d.g. per la MODIFICA dello STATUTO (questa sì che ha valore legale amministrativo!) del consigliere E. Colonna. Il presidente Lagonigro ha spiegato che la richiesta di Colonna non era "formalmente" corretta...

Al di là della forma, quello che preme al popolo dell'acqua è la sostanza!
Per esempio, ci sarebbe piaciuto che fosse stato lo stesso sindaco e la sua maggioranza a FORMAlizzare il diritto all'acqua nello statuto della nostra città.
Perchè lasciare ad un solo consigliere (per di più di minoranza) questo onore?

2000 cittadini (per ora!) lo chiedono.
Nessun ente locale può permettere che un servizio pubblico VITAle come quello idrico venga gestito da mercanti. Sull'ACQUA NON SI FA' PROFITTO!!! e chi non si oppone a questo disegno è complice di un grave processo di MERCIFICAZIONE della VITA!
stay tuned

sabato 5 dicembre 2009

Waiting for "NO PD DAY"



(da voglioscendere.it)
Per quindici anni di motivi - Pino Corrias

Si va oggi in piazza contro il signor Silvio Berlusconi per quindici anni di motivi, a respirare aria, nella luce di Roma, contro i veleni del rancore sociale immesso, giorno dopo giorno, nella vita pubblica di questo Paese. Umiliando giustizia, etica, convivenza e buona educazione. A prendere ossigeno contro questo blocco di potere diventato rancorosa ideologia, mai abbastanza contrastata dalla tremante opposizione, e razzismo, clientela e anche reticolato che ci imprigiona separandoci da tutto il resto d’Europa e quasi dall’intero mondo. Frequentando il quale siamo obbligati a rispondere ogni volta e vergognandoci alla stessa domanda: “Ma voi in Italia siete pazzi o cosa?”.

Adesso è importante camminare insieme - Peter Gomez
Il No B. Day è una buona notizia per la democrazia. Perché dimostra che in questo paese la politica non è morta. Infatti quando i partiti - quasi tutti - non riescono o non possono più rappresentare i loro elettori, c’è chi si organizza da solo per esprimere le proprie idee. Certo, può preoccupare, o indignare, che il Pd di fatto non ci sia. Ma resta un punto. Anzi il punto: molte persone hanno in mente un’Italia diversa, più giovane, più onesta, più giusta. E adesso attendono solo una classe dirigente che lo dica con chiarezza. Arriverà? Io non ho dubbi. In politica il vuoto non esiste. Per questo è bello pensare che, anche se non sappiamo ancora chi siano, i nuovi leader esistono già oggi. Alcuni di loro li ritroveremo in piazza questa mattina. Altri li scopriremo lungo il cammino. Ma non dobbiamo preoccuparci. In questo momento conta una sola cosa: mettersi, tutti assieme, a camminare.

In attesa del “No Pd Day” - Marco Travaglio
L’altro giorno, sotto il titolo "Dialogo", il Corriere pubblicava una foto della capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro, in allegro conversare col presidente Schifani e con quell'altro statista di Quagliariello. Quella foto, come dice Ellekappa, dovrebbe chiamarsi Pdc: Partito Diversamente Concordi. Se vi si aggiungono le ultime uscite di Violante, Letta e Latorre sul dovere dell'opposizione di salvare Berlusconi dai processi, non si può che giungere, dopo 15 anni di inciuci, all'inevitabile conclusione: il problema non è Berlusconi, ma il centrosinistra. Il centrosinistra che prende i voti (sempre meno) per opporsi al Cavaliere e poi regolarmente gliele dà tutte vinte. Sceso in politica per salvarsi da debiti e galera, Berlusconi è sempre rimasto coerente: si occupa solo degli affari e dei processi suoi. Chi non fa il suo mestiere sono gli "altri". Oggi tutti i cittadini che amano la Costituzione e la democrazia saranno in piazza. Ma subito dopo dovranno lavorare a una nuova manifestazione che costringa il Pd a deberlusconizzarsi: il No Pd Day. Come disse Petrolini al disturbatore che lo contestava da un palco: "Io non ce l'ho con te, ma col tuo vicino che non ti butta di sotto".

venerdì 4 dicembre 2009

SBILANCIAMOCI!



Fonte: unimondo.org

C'è una Finanziaria da 40 miliardi di euro in grado di fronteggiare le conseguenze della crisi economica e rilanciare l'economia. L'ha presentata ieri a Roma la campagna Sbilanciamoci!. E' un rapporto da titolo "Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo" (in .pdf) di quasi 120 pagine che contiene le proposte alternative alla finanziaria governativa e agli altri decreti anti-crisi e che mostra come trovare i soldi e di come spenderli in modo diverso per uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo, sostenibile e di qualità: dalla parte del lavoro, dell'ambiente, dei diritti, della pace. "Soldi da spendere in due anni per sostenere un'economia diversa, al servizio della società e delle persone, non degli speculatori e degli inquinatori" - sostiene Sbilanciamoci!... (leggi tutto)

giovedì 3 dicembre 2009

BIODAY vs BIOMASSE (centrali)


Ieri sera i giovani di Rinnovamento Altamura hanno promosso un incontro dal tilolo BIODAY: per un'agricoltura a km 0. E' stata una buona occasione per parlare di filiera corta, produzioni locali da valorizzare attraverso appropriate strategie di marketing, biodiversità da salvaguardare, tutela e valorizzazzione di varietà vegetali e animali autoctone.
Queste ultime, in particolare (pecora e agnello murgiani, cavallo murgiano, lenticchia bionda di Altamura, grano Cappelli...) sono sempre più in pericolo di estinzione perchè soppiantate da varietà "globali" più redditizie, ma che niente hanno a che vedere con i sapori tipici e l'ecosistema locale.
A concludere l'incontro una relazione sulla "grande oppurtunità per la nostra Regione" di utilizzare la terra per "ridurre le emissioni di C02 attraverso le centrali a biomasse".

Ora... cosa accade se un incontro dal titolo BIODAY: per un'agricoltura a km 0, termina con una relazione-promozione della centrali a biomasse??
Succede che il senso principale dell'incontro (esplicitato nel titolo) viene un po' deformato rischiando di annullare la bontà di quanto detto/fatto prima.
Dopo aver parlato della necessità (per valorizzare i prodotti tipici) di non cedere alle lusinghe di un mercato globale che annienta le economie locali (perdita di biodiversità, scomparsa delle varietà vegetali ed animali autoctone...), si spiega questo nuovo modo di emungere contributi statali contribuendo al consumo e depauperamento della terra e dell'ecosistema in generale. In questo momento difficile, i nostri agricoltori andrebbero aiutati a resistere dalla voglia di abbandonare la terra per 30 denari di fotovoltaico o biomasse! Magari evitando che Altamura esca fuori dal PARCO dell'ALTA MURGIA (come, invece, si vorrebbe con la delibera di riperimetrazione del parco).

Questo modo di stuprare le nostre terre affosserà le PRODUZIONI AGRO-ALIMENTARI LOCALI:
1. le diossine prodotte da queste centrali si accumulano nell'ambiente.
2. ciò che verrà bruciato (cippato) proviene per lo più da agricoltura convenzionale (leggi schifezze chimiche a go go!) che se bruciato sprigiona nell'aria il peggio di questi prodotti;
3. la biomassa necessaria per alimentare una centrale di queste impiegherebbe tanta di quella terra che per il trasporto delle biomasse stesse, il bilancio energetico sarebbe passivo.
Basti pensare che per coprire il 10% dei consumi energetici italiani servirebbe una superficie tre volte superiore alla terra attualmente arabile nel nostro paese, che non produce eccedenze di cibo, ma anzi importa cereali dall'estero.
4. la mistificazione delle EMISSIONI ZERO, poi, è presto chiarita: è vero che la c02 prodotta da tot quintali di biomassa è pari a quella assorbita dalla stessa biomassa assorbe per crescere (solo se vegetale!!!), ma in questo bilancio si "dimentica" di considerare la co2 prodotta per arare, seminare, concimare (con concimi chimici derivanti dal petrolio), diserbare e raccogliere quelle biomasse!!!

Ma secondo voi, chi vorrà acquistare prodotti biologici, D.O.P. e altri prodotti tipici provenienti da zone in cui sorgono centrali del genere? Senza contare poi che in certi casi, dopo analisi di laboratorio si potrebbero trovare valori fuori norma, specialmente riguardo le polveri sottili e la diossina. In questo caso i sacrifici e il lavoro dei coltivatori e di chi promuone i prodotti tipici verrebbero vanificati.

Una centrale a biomasse, poi, non è un caminetto. Una volta accesa DEVE BRUCIARE... non importa cosa... l'importante è bruciare... E allora succede che si inventano nuovi significati per vecchie parole. E' il vocabolario di una politica che sembra impazzita, dopo aver perso ogni legame con l'ambiente. Diventa allora "legale" bruciare anche parte dei rifiuti solidi urbani (di esempi ce ne sono tanti purtroppo!).
E dove questo accade, meno si differenzia meglio è!
Nonostante la Regione Puglia abbia un eccesso di produzione di energia elettrica (circa il 25% della corrente prodotta non ci serve...) si continua a proporre questo assurdo modo di gestire l'ambiente in cui viviamo, come se fosse uno sportello bancomat.

Il vero problema dell'agro-alimentare locale sta nel fatto che i consumatori vengono plagiati, non vengono messi nelle condizioni di saper/poter scegliere. In un paese in cui l'opinione pubblica si forma a colpi di spot pubblicitari (un ragazzino che guarda la tv 2 ore/giorno, a 15 anni ha già sorbito 300.000 spot pubblicitari) è facile capire CHI decide COSA farci mangiare. Questi ragazzini sono, poi, gli stessi che a scuola trovano, nei corridoi, i distributori di merendine che certo non aiutano a promuovere nè una corretta alimentazione, nè una sana cultura del cibo, ma.... soprattutto modificano le percezioni dei sapori.
Il rischio già palpabile è quello di ritrovarsi nel giro di pochi anni consumatori che
non apprezzeranno il latte crudo perchè.... sa troppo di latte (meglio quello pastorizzato, microfiltrato!) Quanta gente non compra più il pecorino nostrano perchè "troppo forte?"
Di questi esempi se ne possono fare tanti e tutti molto preoccupanti.

E' per questo che agricoltori, esperti di marketing, gruppi di consumatori consapevoli, associazioni che lavorano per la tutela del territorio... non possono perdere questa possibilità di lavorare insieme per evitare di farsi abbagliare dalle promesse di facili profitti che distruggono una cultura agricola, economica e artigianale secolare.
Si potrebbe iniziare sperimentando la sostituzione di tutti gli snaks dei distributori degli edifici pubblici (nessun medico li prescrive!) con alimenti salutari (yogurt, formaggio, latte fresco, frutta, frutta secca...) provenienti da agricoltura locale (magari biologica o biodinamica!).
Buon lavoro.

mercoledì 2 dicembre 2009

Acqua in COMUNE


A meno di una settimana dalla consegna delle prime 1650 firme (diventate oggi quasi 2000!), questa mattina abbiamo incontrato il sindaco di Altamura!
Ci ha detto di aver visionato la petizione e che la trasmetterà al Presidente del Consiglio (Lagonigro) visto che lui non ha competenza sull'ordine del giorno. Auspichiamo, comunque, che faccia valere la sua forza politica per arrivare ad una rapida discussione e approvazione.
Abbiamo anche incontrato il consigliere Loizzo che ha espresso dubbi sulla possibilità di arrivare alla modifica dello statuto comunale (sancendo il diritto all'acqua come diritto umano e la non rilevanza economica del servizio idrico) entro questa legislatura dato che sarebbe necessaria una doppia votazione. Ha anche gentilmente tentato di metterci in contatto con il presidente Lagonigro ma non è stato possibile rintracciarlo in mattinata.
Andando a leggere lo Statuto abbiamo verificato che la modifica dello stesso (disciplinata dall'art. 119) richiede la maggioranza dei 2/3 dei consiglieri comunale oppure, qualora questa maggioranza qualificata non venga raggiunta, due votazioni a maggioranza assoluta, da tenersi entro trenta giorni.
Questo significa che se (come è ragionevole pensare) tutti sono d'accordo, il Comune di Altamura ENTRO QUESTO MANDATO potrebbe mettere un importante paletto a difesa del diritto all'acqua degli altamurani. Questa è una cosa da fare in fretta anche perchè bisogna anche giocare sull'effetto domino che si verrebbe a creare tra i comuni limitrofi. Del resto il meetUp ilGrillaio ha promosso la stessa petizione anche nel comune di Gravina durante alcuni incontri della serie ACQUA si NASCE, PUBBLICA si RESTA.
Questa non è una battaglia che si vince da soli!
Dato che la competenza sull'odg spetta alla conferenza dei capigruppo la nostra priorità ora è "intercettarli" prima possibile per spingerli a prendere posizione a riguardo, posizioni che verranno prontamente rese pubbliche sul nostro blog!
Stiamo anche seguendo con grande attenzione (e qualche preoccupazione) le vicende regionali data l'enorme importanza della scelta che la giunta Vendola sta compiendo nel senso della ripubblicizzazione dell'AQP. Per questo abbiamo chiesto chiarimenti all'IDV in merito alle politiche delle alleanze per le prossime regionali: con l'acqua ci giochiamo tutto!
Seguiremo con attenzione gli sviluppi della situazione.

martedì 1 dicembre 2009

Periodo di cachi

SUOLI d'ORO (parte 2 di 2)



Riprendiamo una interessante nota pubblicata da giovanni diele su facebook (clicca per originale) relativa all'incontro di ieri sera di cui ricordiamo il titolo (a scanso di equivoci: SUOLI d'ORO: banca, varianti e svendita dei beni pubblici.

Periodo di cachi