sabato 7 maggio 2011

il DIRITTO DI SOGNARE

A tutti coloro che hanno commentato (nel bene e nel male) i nostri post negli ultimi giorni.
Meditate gente, meditate...

venerdì 6 maggio 2011

Il razzismo è di casa. E' proprio vero.


Due giorni fa scrivevamo " il razzismo è di casa". Oggi possiamo purtroppo confermarlo.
Degli oltre quaranta commenti ai due post che abbiamo dedicato al video sul "controllare di razza", ben oltre la metà sono pesantemente "razzisti" o a difesa del controllore, oltre a contenere insulti nei nostri confronti. Peggio ancora per i commenti su youtube!!
Facciamo fatica a capire le reazioni di tutti questi internauti - moltissimi in questi due giorni dopo la segnalazione del video da parte di Repubblica.it e del FattoQuotidiano.it e dopo il servizio di oggi del TG3 - perché il nostro movente era lineare, quasi banale: non si può - in nessun caso - calpestare la dignità di un essere umano.
A prescindere dalle condizioni sociali, a prescindere dal colore della pelle, a prescindere dalla gentilezza/simpatia della persona, a prescindere anche dall'arroganza...la dignità spetta all'individuo in quanto individuo.
E' un fondamento di civilità che talvolta potrà essere anche difficile da rispettare, ma è un paletto che non si può oltrepassare se si vuole evitare di cadere nella banalità del male.
L'esasperazione - che molti lettori ritengono giustificativa del comportamento del controllore - non può essere sufficiente a scusare le violazioni della dignità umana, in questo come in altri casi.
Non è nostra intenzione creare uno stigma sociale a carico della persona che ha proferito quelle parole offensive ma il suo comportamento non può essere giustificato o passare inosservato.

giovedì 5 maggio 2011

Controllore CONTROLLATO!

Dal sito di repubblica.it
Il video del Controllore di Razza che abbiamo ripreso nel post di oggi ha fa comincia a sortire qualche effetto. Centinaia di visualizzazioni in poche ore, tam tam su facebook e...
Il presidente delle FAL, in una nota su FB chiede pubblicamente scusa per l'accaduto, invitando chi ha girato il video a segnalare bene giorno e tratta:


in serata la notizia arriva anche su Repubblica.it. e sul sito dell'Osservatorio sulla repressione.
Bene così!

il razzismo è di casa



Alcuni giorni fa dei ragazzi ci hanno segnalato un video girato su una carrozza delle Ferrovie Appulo Lucane che collegano Bari a Potenza (passando per Altamura e Matera).
Le immagini non sono chiarissime, ma l'audio è sconcertante. Un uomo del personale di bordo pronuncia frasi gravissime nei confronti di persone straniere (forse nord-africani).
La cattiveria gratuita non ha niente a che vedere con il ruolo di controllore di un servizio pubblico locale. Al "simpaticissimo" operatore delle FAL non bastava multare (o fare accomodare fuori, dato che il treno è fermo) i passeggeri non muniti di regolare biglietto?

Un invito ai ragazzi che hanno registrato: NON TACETE DINANZI A QUESTI ABUSI!
Sarebbe stato bello sentire un'ALTRA voce (oltre quella del simpaticone).

Vogliamo sperare che l'Amministrazione delle FAL prenda provvedimenti nei confronti del controllore "di razza" per evitare il ripetersi di queste situazioni incresciose!

mercoledì 4 maggio 2011

CensuRAI




Dopo la triste vicenda della censura al concertone del 1 maggio, con i vari artisti costretti a firmare una liberatoria che impediva loro di fare qualsiasi cenno al prossimo Referendum ecco oggi un'altra prova del fatto che la situazione è grave e che al peggio non c'è mai fine!
Si tratta di una mail che gira da qualche ora in alcune mailing list nazionali. Fatela girare. La commissione di Vigilanza Rai che dovrebbe emanare il regolamento sulla par condicio proprio in vista del prossimo referendum, ritarda "stranamente" i lavori (mancanza numero legale). TUTTO CIO' E' GRAVISSIMO!

Sono una ricercatrice, mi occupo di diritto ambientale e di risorse idriche. Ieri mattina dovevo intervenire ad un programma RADIO RAI (programmato ormai da due settimane) per parlare del referendum sulla privatizzazione dell'acqua e chiarirne meglio le implicazioni giuridiche.

'E arrivata una circolare interna RAI alle 8 di ieri mattina che ha vietato con effetti immediati a qualunque programma della RAI di toccare l'argomento fino a giugno (12-13 giugno quando si terrà il referendum), quindi il programma è saltato e il mio intervento pure.

Questo è un piccolo esempio delle modalità con cui "il servizio pubblico" viene messo a tacere e di come si boicotti pesantemente la possibilità dei cittadini di essere informati e di intervenire (secondo gli strumenti garantiti dalla Costituzione) nella gestione della res publica. Di fronte a questa ennesima manifestazione di un potere esecutivo assoluto che calpesta non solo quotidianamente le altre istituzioni, ma anche il popolo italiano di cui invece si fregia di esser voce ed espressione, occorre riappropriarci della nostra voce prima di perderla definitivamente.

Il referendum è evidentemente anche questo!

M. A.

E' tempo dunque di assumere iniziative forti e di grande impatto mediatico per denunciare questo vero e proprio golpe indirizzato a impedire la celebrazione dei Referendum.
Il primo obiettivo deve essere la RAI e quindi tutta la carta stampata.

martedì 3 maggio 2011

Appello per i referendum


Sottoscrivi l'appello per i referendum Grande Stevens, Rodotà, Zagrebelsky ed altre personalità del mondo dell'economia, della cultura e della scienza.

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Le recenti manovre del Governo volte ad evitare il voto referendario attraverso l’ affrettata predisposizione di atti aventi forza di legge in materia di nucleare e di acqua costituiscono un caso di scuola di abuso del potere della maggioranza ai danni del pronunciamento diretto tramite referendum del corpo elettorale. Quali che siano le forme tecniche che si porranno in essere, è del tutto evidente che il solo scopo di questa iniziativa è scongiurare un voto popolare che si teme ampiamente a favore dell’ abrogazione definitiva di ogni piano nucleare e delle norme di legge relative all c.d. privatizzazione dell’ acqua.

Oltretutto la forma del Decreto Legge, resa necessaria dai tempi ormai prossimi del voto, mancherebbe dei requisiti costituzionali della necessità e dell’ urgenza, oltreché della tempistica necessaria per la sua conversione, aggiungendo un ulteriore vulnus costituzionale a questo triste attacco alla democrazia diretta. Il Governo, non pago di aver rifiutato l’ election day confidando in tal modo di poter scongiurare il realizzarsi del quorum referendario, sperperando centinaia di milioni di Euro in violazione del precetto costituzionale di imparzialità e buona amministrazione, cerca con ogni mezzo di impedire il legittimo esercizio del pronunciamento popolare richiesto da oltre due milioni di cittadini che hanno firmato per i referendum.
Indipendentemente dalla nostra posizione sul merito dei quesiti, riteniamo che il fine perseguito dal Governo sia così palesemente in contraddizione con lo spirito delle richieste referendarie da rendere giuridicamente impercorribile questo escamotage.

Ugo Mattei, Franzo Grande Stevens, Luca Nivarra, Gianni Ferrara, Gaetano Azzariti, Alberto Lucarelli, Giangiacomo Migone, Stefano Rodotà, Gustavo Zagrebelsky, Elisabetta Grande, Giacomo Marramao, Livio Pepino, Nerina Boschiero, Laura Pennacchi, Cristina Trucco, Giorgio Parisi, Eva Cantarella, Pietro Rescigno, Elena Paciotti, Lorenza Carlassarre, Marcello Cini, Luigi Ferrajoli, Guido Martinotti, Elsa Fornero.

lunedì 2 maggio 2011

BARI? NON E’ COSI’ VICINA A PARIGI!


Che EAU de PARIS non fa rima con AQP, avevamo lo avevamo scritto il giorno prima della conferenza stampa con Anne Le Strat. Il nostro però era una riflessione ex ante, e non essendo presenti non abbiamo potuto commentare. E' di oggi il comunicato del Comitato Pugliese.
BARI? NON E’ COSI’ VICINA A PARIGI!

Mercoledì 27 aprile abbiamo partecipato alla conferenza stampa tenuta presso la sede dell’Acquedotto Pugliese di Via Cognetti dal Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola, dal’Assessore regionale alle Opere Pubbliche Fabiano Amati, e dal Vicesindaco di Parigi Anne Le Strat, giunta a Bari per sancire una partnership e uno scambio di best practice fra l’amministrazione della capitale francese e la Regione Puglia.

L’esempio di Parigi, tornata l’anno scorso a una gestione pubblica dei servizi idrici integrati dopo 25 anni di mal gestione privata e di aumenti di tariffa vertiginosi, rappresenta l’emblema della possibilità di smentire quanti sostengono che “privato è bello, pubblico è sperpero”.

Vorremmo poter dire la stessa cosa del nostro Acquedotto Pugliese e della sua gestione, che Vendola e Amati in conferenza stampa hanno indicato come segno della volontà di chi governa la Regione di tutelare i beni comuni: vorremmo, perché da parte nostra non smetteremo di ripetere che salvare l’Acquedotto dagli appetiti dei privati non è sufficiente, perché l’ente rimane a capitale interamente pubblico ma assoggettato alla disciplina del diritto privato (è infatti una SPA), così come ammesso dal Presidente della Regione e dall’assessore al ramo durante l’incontro di mercoledì.

La strada per rendere davvero “Bari come Parigi” ci sarebbe: si tratterebbe di approvare il disegno di legge sull’Acquedotto Pugliese rispettando il testo originario, alla cui stesura noi stessi abbiamo partecipato, senza snaturarlo, e rendendo così l’Aqp un’azienda pubblica assoggettata al diritto pubblico e libera dalla logica degli utili e dei profitti.

Gli emendamenti proposti dalla maggioranza nelle commissioni competenti invece, ahinoi, sembrano andare in altra direzione: non c’è alcuna chiarezza sulla forma giuridica dell’ente, non è prevista la quota minima gratuita giornaliera di acqua per tutti i cittadini pugliesi (scopriamo da Vendola stesso, a distanza di un anno, che i soldi non ci sono o se ci sono le priorità sono altre) e neppure il modello di governance risponde a quelle esigenze di controllo democratico e di partecipazione che per noi sono un punto irrinunciabile.

Vendola e Amati oggi ci dicono che la partecipazione va bene ma fino ad un certo punto, oltre il quale chi governa è tenuto a “fare sintesi” e scegliere anche in maniera impopolare e che c’è una legislazione nazionale da rispettare; argomenti legittimi che però stridono con gli impegni e i proclami dei mesi scorsi ma anche con i paragoni affrettati fra la Puglia e Parigi.
Insomma, l’impressione che ricaviamo è che per chi amministra la Regione "l’efficienza" abbia la priorità rispetto alle pratiche democratiche e di partecipazione.

A noi non resta che continuare a vigilare, portando avanti la battaglia per l’acqua pubblica senza fare sconti a nessuno come abbiamo sempre fatto, perché si scrive acqua ma si legge democrazia.
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”


Breve rassegna stampa

Vendola risponde al Comitato "Acqua Bene Comune"
http://www.linkredulo.it/politica/2005-qla-nostra-sfida-coniugare-democrazia-ed-efficienzaq-vendola-risponde-al-comitato-acqua-bene-comune.html

Il quotidiano
http://www.rassegnastampacrp.com/archivio.aspx?id=2063795467