sabato 16 gennaio 2010
L'ACQUA può Aspettare?!?
Agrigento è la città peggiore d'Italia per la qualità della vita. E' quanto si evince dalla statistica annuale del Sole 24 Ore. E se si parla di VITA, si parla di ACQUA che ad Agrigento dal 2008 è gestita (indovinate un po?) da una società privata GIRGENTI ACQUE SPA. E' l'ennesimo esempio, semmai ce ne fosse bisogno, di cosa significa affidare il servizio idrico a società private. I cittadini di Sciacca si sono visti recapitare bollette anche da 20.000 euro (scarica il dossier di L'ALTRASCIACCA.IT).
(...) Nella provincia notoriamente più assetata d'Italia i militari fanno la guardia alle condotte idriche per contrastarne i furti. Sul tavolo del procuratore della repubblica sono arrivate tremila firme di cittadini che chiedono che si indaghi sulla Girgenti Acque la società privata a cui l'Ato idrico ha affidato il servizio e che ha inviato bollette salatissime ("pazze" dicono ad Agrigento) stabilite senza la necessaria lettura dei contatori, ma con il sistema del pagamento forfettario e dei conguagli. La media delle bollette è di oltre 500 euro, contro i 229 della media nazionale (ma sono arrivate anche bollette con pagamenti a conguaglio di tre e quattromila euro). Un paradosso che emerge da un'indagine di Cittadinanzattiva che ha preso in esame, per tutti i capoluoghi di provincia italiani, il servizio idrico integrato (acquedotto, canone di fognatura e depurazione, quota fissa o ex nolo contatori) in riferimento al costo annuo sopportato da una famiglia di tre persone che consuma mediamente 192 metri cubi d'acqua ogni anno. Ad Agrigento il costo del servizio è aumentato in modo particolare negli ultimi due anni, da quando è gestito da Girgenti Acque, con un incremento del 38%. (leggi tutto articolo da manifesto.it del 15/01/2010)
Diversi sono i consigli comunali della Sicilia che si sono riuniti per sancire i principi della legge di iniziativa popolare: l'acqua è un diritto, il servizio idrico è un servizio privo di rilevanza economica.
Meditate gente, meditate sindacati, meditate consiglieri Altamurani.
E' stato pubblicato l'ordine del giorno unico per tutte e 7 le sedute di gennaio e febbraio del Consiglio comunale: l'integrazione dello statuto, con l'introduzione del diritto all'acqua e della considerazione del servizio idrico come privo di rilevanza economica, manca!
Non ci spieghiamo il motivo di questa scelta, tenuto conto delle 2208 firme di cittadini e dei 19 consiglieri (17+2) che hanno firmato la proposta di deliberazione per l'integrazione dello statuto.
Anche il Sindaco si è detto pubblicamente favorevole.
Al popolo dell'acqua non bastano le DICHIARAZIONI, servono i FATTI!
Non ci interessano le firme se non corrispondono ad una reale impegno per l'ACQUA BENE COMUNE!
Venerdì 22 gennaio ore 20.15, si terrà il 16° incontro Acqua si nasce Pubblica si Resta c/o salone parrocchiale S.M. CONSOLAZIONE (clicca qui)
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venerdì 15 gennaio 2010
UNA MAIL CONTRO la DERIVA RAZZISTA del nostro paese
Nei giorni scorsi un ministro leghista con i baffetti e gli occhiali rossi ha detto che il diritto alla vita viene prima di tutto.... Parlava dei body scanner, quei congegni che vogliono mettere negli aeroporti per spiarci nelle mutande o nei reggiseni. Ma per il diritto alla vita si fa questo e al... e basta!
Il diritto alla vita lo si sbandiera dinanzi all'ipotesi attentati (per alimentare quel clima di PAURA dell'altro che è l'humus per l'intolleranza, madre del terrorismo) , ma lo si nasconde quando si tratta di gente estra-italiana. Ma il diritto alla vita prima di tutto vale solo negli aeroporti? E chi non vola? Capite in che mani siamo?
La vita diventa uno stendardo da difendere fanaticamente al capezzale di un malato terminale o nell'utero di una donna. PRIMA (troppo presto) e DOPO (troppo tardi) si difende la vita.
E DURANTE? Dov'è il diritto alla vita se "Rosarno" è solo la punta di un iceberg che è il frutto del freddo che ha preso in ostaggio i nostri cuori?
"Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri."
(Don Milani)
Allo scopo di mostrare il proprio dissenso verso una politica sempre più discriminatoria che troppo spesso parteggia per i più forti opprimendo oltre misura i deboli, è partita dal gruppo web “non sono bianco, non sono nero, voglio essere a colori” l’iniziativa di inviare una mail di protesta alla Presidenza della Repubblica.
Se anche voi condividete la necessità di non essere complici del degrado morale verso il quale ci stà portando questa politica discriminatoria, copia/incollate il testo che segue ed inviatelo tramite questo link al Presidente Giorgio Napolitano.
Alla Presidenza della Repubblica.
Il nostro Paese oggi non è quello immaginato, né dagli Italiani del Risorgimento, né dai Partigiani della Resistenza, specialmente quando esso si macchia di gravissime colpe come quella di essere diventato terra di discriminazioni razziali.
La Storia italica ha nelle sue stesse radici, più che in ogni altro angolo del mondo, una componente : la risultante millenaria dell’incontro tra grandi civiltà diverse, che hanno fatto sì che nel nostro stesso patrimonio genetico di abitanti di questa penisola siano inevitabilmente presenti elementi di multietnicità. Persino i nostri stessi caratteri somatici testimoniano questa verità: si provi ad entrare in una qualsiasi aula scolastica frequentata anche da soli cittadini italiani in qualunque regione italiana e si noterà che, a differenza che in paesi anglosassoni, scandinavi, slavi, lì troviamo volti i più diversi : mori, biondi, rossi, castani ; occhi neri, occhi azzurri, pelle scura, pelle olivastra, pelle chiara: sono proprio loro, i nostri figli !
I Padri Costituenti la Repubblica vollero solennemente sancire principi fondamentali che l’art. 3C ci ricorda:
Noi Le inviamo questa nostra richiesta fiduciosi.
Ci auguriamo quanto prima che vengano presi provvedimenti chiari, intesi a porre un freno a quest’ondata di razzismo nel nostro Paese.
Il nostro gruppo, che non è il solo, ha però anche una precisa posizione che è quella, nel caso di insensibilità a questa nostra richiesta, di procedere a manifestazioni e proteste senza fermarci, intenzionati a condurre un’azione di civile lotta contro ogni forma di discriminazione razziale e ingiustizia sociale nei confronti dei deboli di qualsiasi etnia.
La ringraziamo per l’attenzione.
IL GRUPPO CONTRO IL RAZZISMO: “NON SONO BIANCO, NON SONO NERO VOGLIO ESSERE A COLORI” indirizzo mail : fratellicolorati@gmail.com
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giovedì 14 gennaio 2010
LUCA TORNATORE E' LIBERO
Luca Tornatore, ricercatore in astrofisica all'università di Trieste, è stato arrestato nella serata di lunedì 14 dicembre in seguito alla maxi-operazione repressiva svolta dalla Polizia danese nel quartiere di Christiania a Copenhagen.
Tornatore era stato coinvolto in alcuni scontri all’uscita da un incontro di attivisti e la prova incriminante era costituita da una fotografia in cui lo stesso ricercatore sarebbe stato in procinto di lanciare una molotov. Ma i difensori di Tornatore e diversi testimoni presenti, hanno sempre sostenuto lo scambio di identità.
Luca Toratore, adesso, è Libero!
Link audio intervista appena uscito dal carcere.
Clicca Qui!
Tornatore era stato coinvolto in alcuni scontri all’uscita da un incontro di attivisti e la prova incriminante era costituita da una fotografia in cui lo stesso ricercatore sarebbe stato in procinto di lanciare una molotov. Ma i difensori di Tornatore e diversi testimoni presenti, hanno sempre sostenuto lo scambio di identità.
Luca Toratore, adesso, è Libero!
Link audio intervista appena uscito dal carcere.
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mercoledì 13 gennaio 2010
ACQUA in MOVIMENTO a BOCCIAE ferme.
PUGLIA. Nella confusione sui nomi dei candidati alla presidenza della Regione pare che giochi un importante ruolo la questione ACQUEDOTTO PUGLIESE. I partiti vicini al PDL, si sa, continuerebbero quanto iniziato dai loro colleghi al Governo con l'art. 15 del Decreto 135/2009. GESTIONE degli acquedotti ai privati (leggi grosse multinazionali) che saprebbero come rimpinguare le tasche dei loro azionisti e... se non paghi ti arrangi!
Per non parlare dell'UDC (Unione di Caltagirone). Pare che il suocero di Casini sia tra le i più affamate della nostra acqua. Per fare soldi bisogna togliere NON ai ricchi, ma ai poveri: hanno poco ma sono tantissimi. Poco per tanti fa una fortuna come sanno i miliardari in euro del nostro Paese. Privatizzare i profitti e socializzare le perdite è sempre stato il motto degli affaristi che si travestono da imprenditori. Purtroppo queste teorie trovano terreno fertile anche nel centro(ex)sinistra come quella parte del PD che avrebbe fatto entrare i privati nel capitale AQP già lo scorso febbraio (vedi qui). Per non parlare dell'UDC (Unione di Caltagirone) che pare sia tra le più affamate della nostra acqua. Ma torniamo all'AQP. Nei giorni scorsi il candidato del PD Boccia aveva fatto delle dichiarazioni in favore dell'ingresso di capitali privati nell'Acquedotto Pugliese SPA. Il Comitato Pugliese ACQUA BENE COMUNE, sabato scorso usciva con un comunicato che metteva in chiaro quali sono le priorità del POPOLO dell'ACQUA, prima tra tutte il processo di Ripubblicizzazione dell'AQP appena intrapreso. Ieri Boccia ha risposto al Comitato con una lettera a Barilive.it Oggi il Comitato pugliese Acqua Bene Comune ha diramato un altro comunicato che riportiamo integralmente.
Gentile Francesco Boccia, la ringraziamo per la sua risposta di cui leggiamo sul suo sito e su alcune testate giornalistiche. Anche noi vogliamo, con questa nostra, fare ulteriore chiarezza e partiamo proprio dall’acquedotto pugliese oggetto del suo intervento del 2004. L’acquedotto di cui lei lamentava la cattiva gestione (e, fra le altre cose, la poca chiarezza della qualità e dei tempi di investimento) era allora (come oggi) una società per azioni a capitale pubblico da 5 anni, da quando cioè, nel 1999, il governo D’Alema aveva trasformato l’Ente Autonomo in una società commerciale disciplinata dal diritto privato. Anche noi ci permettiamo di portare alla sua attenzione e a quella della cittadinanza alcune riflessioni. La forma giuridica dell’impresa non è neutra ma definisce gli obiettivi di gestione. Nel caso di una società disciplinata dal diritto privato (art. 2247 c.c.), come una Spa, anche se a capitale pubblico, l’obiettivo è il profitto che sarà tanto più alto quanto più elevati saranno i ricavi (cioè il prezzo) e minori i costi. Dovunque il servizio idrico è gestito con logiche privatistiche le tariffe aumentano poiché su queste deve essere “caricato” l’utile (oltre che i costi di gestione e gli investimenti). Del resto, se il profitto è l’obiettivo di gestione, un’eventuale diminuzione dei consumi (traducendosi in una diminuzione delle entrate) determina un incremento delle tariffe come avvenuto, ad esempio a Firenze, dove il servizio idrico è gestito da Publiaqua, una SpA a maggioranza pubblica, le cui azioni sono possedute 49 Comuni e da 3 imprese private. Lei afferma che le tariffe dell’Acqua in Puglia sono più alte di quelle della Lombardia e del Veneto. Vero. Ma questo si spiega anche con il fatto che l’Acquedotto pugliese – attingendo la risorsa dai bacini e dalle fonti della Basilicata e della Campania ubicati a centinaia di chilometri di distanza – deve sostenere (a differenza dei casi citati e di numerosi altri) dei costi superiori per l’approvvigionamento idrico dovuti, ad esempio, all’impiego significativo di energia elettrica (i dati del 2007 parlano di 70 milioni di euro) per il trasporto dell’acqua (si veda sito AQP spa) . Del resto la determinazione delle tariffe del Servizio Idrico Integrato (come l’attività di controllo e la vigilanza sui servizi di gestione, nonché la determinazione dei livelli e degli standard di qualità e di consumo) – in base della normativa nazionale e regionale - spetta già all’ATO, ovvero ai Comuni consorziati che vi fanno parte (http://www.aatopuglia.it/index.aspx?area=17 ). D’altro canto non solo la ripubblicizzazione non esclude i Comuni, ma al contrario ne prevede un loro diretto coinvolgimento. La posizione da lei espressa a favore di una gestione del servizio idrico attraverso una società per azioni e l’apertura ai privati (alla quale faceva riferimento nelle sue dichiarazioni rese alla stampa la settimana scorsa ma non nella sua lettera di risposta) non solo è dissimile ma è in assoluta contraddizione rispetto alla delibera regionale dello scorso 20 ottobre approvata all’unanimità (e, dunque, anche dal PD) nella quale - oltre a sancire l’acqua come diritto umano universale non assoggettabile a meccanismi di mercato e il servizio idrico come servizio di interesse generale, privo di rilevanza economica - assume l’impegno di trasformare l’acquedotto da SpA in soggetto di diritto pubblico con partecipazione sociale (www.acquabenecomune.org/spip.php?article6640 ). Il processo in corso, del resto, è in linea con quanto accade a livello mondiale ed europeo, dove sono numerosi i Paesi che hanno stabilito per legge la gestione pubblica dell’acqua e diffusi i casi di ripubblicizzazione a partire dalla Francia e da Parigi - sede delle prime due multinazionali mondiali del settore (Veolia e Suez) - che, dopo 25 anni di gestione privata, ha deciso di ripubblicizzare, incoraggiando le municipalità della regione a fare lo stesso. Lei ci chiede se “Siamo sicuri che il tema della gestione dell'Acquedotto Pugliese debba leggersi per tramite della dicotomia: acqua bene pubblico Vs acqua bene privato”. La risposta è si. L’acqua è sicuramente un “bene indispensabile e il relativo servizio è di pubblica utilità” ma, ancor prima, l’acqua è un bene vitale il cui accesso costituisce un diritto umano inalienabile, e tutti hanno il diritto e la responsabilità di essere informati e di decidere su come deve essere gestita e per quali obiettivi. Ci dispiace che a lei appaia surreale tale dibattito, ma a noi sembra assolutamente reale e ragionevole e riteniamo importantissimo che esso sia al centro della campagna elettorale e - visto gli ulteriori riscontri che abbiamo ricevuto a seguito alla nostra lettera (Centro Missionario Diocesano di Lecce, Medicina Democratica, Cittadinanzattiva, Associazione Libera di Taranto, Redazione del Barometro, per citare solo alcune realtà oltre ai singoli cittadini) - abbiamo ragione di credere che l’acqua e la gestione pubblica sia argomento centrale e importante per tutti cittadini. Come dice Vandana Shiva (2003), “la democrazia non è semplicemente un rituale elettorale ma il potere delle persone di forgiare il proprio destino, determinare in che modo le loro risorse naturali debbono essere possedute e utilizzate, come la loro sete vada placata, come il loro cibo vada prodotto e distribuito, quali sistemi sanitari e di istruzione debbono avere ”. Invitiamo tutti coloro i quali vogliono esprimere la loro adesione al processo di ripubblicizzazione in corso a inviarci un messaggio all’email del Comitato (segreteriacomitatopugliese@gmail.com) e, soprattutto, ad aprire il dibattito sull’acqua bene pubblico vs acqua bene privato in tutte le sedi, nei luoghi pubblici – fisici (le piazze) e virtuali (facebook, i blog, internet) - e attraverso i mezzi di comunicazione. Invitiamo a moltiplicare i momenti di confronto su un tema che non è ideologico ma valoriale e sociale. Invitiamo a mettere al centro della campagna elettorale il dibattito sui beni comuni. Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia. 13 gennaio 2010
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
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martedì 12 gennaio 2010
ACQUA in COMUNE n. 5: SIATE MAGGIORANZA QUALIFICATA!
Stamattina abbiamo depositato altre 563 firme che si aggiungono alle 1645 depositate il 25 novembre 2009 per la petizione che chiede la modifica dello statuto comunale sancendo il diritto all'acqua come diritto umano e la non rilevanza economica del servizio idrico.
Siamo a quota 2208 firme. Si tratta di risultati imponenti per chi si muove senza strutture, senza fondi e, soprattutto, senza secondi fini.
Questa mattina è stata consegnata anche la proposta di deliberazione per l'integrazione dello STATUTO COMUNALE con i principi di cui sopra: ai 16 consiglieri dell'elenco pubblicato nel post di ieri si è aggiunto Sanrocco Giuseppe (PDL) che ha firmato proprio stamattina. Quindi se ai 17 consiglieri aggiungiamo i due consiglieri PD (che non hanno firmato ma si sono espressi a favore della ripubblicizzazione) ed il Sindaco (che ha firmato la petizione e si è pubblicamente espresso a favore> guarda il video)...SIAMO a 20! La maggioranza qualificata sulla carta c'è: ora sta alla conferenza dei capigruppo calendarizzarla.
Ora bisogna fare in modo che venga messa nell'o.d.g. e che venga votata!
A quanti non comprendono la NECESSITA' di INTEGRARE LO STATUTO COMUNALE rispondiamo: se non per la VITA, dunque se non per l'ACQUA, per COSA?
A chi ci chiede - quasi come contropartita dell'approvazione della modifica dello statuto comunale - una sorta di rinuncia preventiva all'eventuale candidatura per le prossime amministrative rispondiamo sdegnati che la battaglia per l'acqua bene comune non è uno strumento di consenso bensì una NECESSITA' DI BUON SENSO.
Non vediamo le ragioni di contrapposizioni ideologiche e riteniamo sintomatico della bassezza cui è giunto il confronto politico lo scontro su questo tema.
Che l'acqua sia un bene comune e il servizio idrico sia un servizio PRIVO di rilevanza economica è per noi talmente ovvio che questi discorsi ci sembrano risibili.
Continueremo ad impegnarci per diffondere la VERA CULTURA DELL'ACQUA, per trasmettere le informazioni che, con lo studio (importantissima è stata la Facoltà dell'Acqua) e la passione, abbiamo recepito.
Siamo aperti al confronto, al dialogo anche con chi la pensa diversamente da noi ma non siamo disposti a scendere a squallidi compromessi.
L'ACQUA è VITA e poi, ricordate: Si scrive ACQUA ma si legge DEMOCRAZIA.
Prossimo incontro pubblico: giovedì 21 gennaio 2009 ore 20,00 salone parrocchiale SM Consolazione. Spargete la voce!
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lunedì 11 gennaio 2010
ACQUA IN COMUNE (n. 4): è quasi maggioranza qualificata!
Torniamo a parlare di acqua. E ci torneremo ancora finchè il comune di Altamura non avrà sancito nello Statuto comunale il riconoscimento del DIRITTO ALL'ACQUA e che SULL'ACQUA NON SI FA PROFITTO! Torniamo sull'argomento dopo aver pubblicato la lista dei consiglieri che hanno/non hanno risposto alla nostra lettera del 15 dicembre 2009.
In quell'occasiono abbiamo dimenticato la giunta.

Nessuno di loro ha risposto e questo ci dispiace molto. Abbiamo provveduto anche a rinviare la ns lettera alle loro caselle e.mail. Nei prossimi giorni torneremo ad occuparci della giunta, la stessa che nel 2008 si espresse con grande chiarezza in materia di diritto all'acqua (vedi delibera), e vi parleremo anche della posizione (rispettabile, ma non condivisibile) del presidente del consiglio Nunzio Lagonigro per il quale "la privatizzazione rende di più!".
Ma torniamo in consiglio comunale. Ad una proposta di deliberazione per l'integrazione dello STATUTO COMUNALE (secondo quanto chiesto dal movimento per l'ACQUA BENE COMUNE) presentata il 24 novembre scorso dal consigliere Enzo Colonna, sta per aggiungersene un'altra sottoscritta da un gruppo di consiglieri "trasversale".
Questo documento è stato sottoscritto ad oggi da:
1. Iurino Massimo
2. Cornacchia Michele (PD)
3. Dambrosio Nicola (PDL)
4. Forte Giacinto (IDV)
5. Ventricelli Michele (SEL)
6. Diperna Saverio (PD)
7. Natuzzi Nicola (PD)
8. Petronella Francesco (PD)
9. Ventricelli Michele (UDC)
10. Centonze Gioacchino (UDC)
11. Colonna Giacinto (UDC)
12. Crapuzzo Pascquale (UDC)
13. Donatangelo Ferrulli (PDL)
14. Giandomenico Marroccoli (MPA)
15. Lucariello Oronzio (Rinnovamento Altamura)
aggiungete E. Colonna e siamo a 16, aggiungete altri due consiglieri del PD, che hanno risposto alla ns lettera come gruppo consigliare esprimendosi a favore... siamo a 18 su 29! Con il sindaco siamo a 19 su 29! E' una maggioranza assoluta!!!! E dato che per le modifiche dello STATUTO serve il voto favorevole della maggioranza qualificata (cioè i due terzi, cioè 20 persone) basterebbe SOLO UN ALTRO VOTO A FAVORE per recepire il diritto all'acqua all'interno del nostro statuto comunale. Ricordiamo che ad oggi lo chiedono (oltre che il buon senso) anche 2300 cittadini che hanno sottoscritto la petizione ed hanno chiaro che il servizio idrico in mano a i privati è un rischio per il diritto alla vita che va scongiurato!
La raccolta firme continua e ci auguriamo che la suddetta proposta di deliberazione vada in consiglio prima possibile: i tempi stringono!
In quell'occasiono abbiamo dimenticato la giunta.

Nessuno di loro ha risposto e questo ci dispiace molto. Abbiamo provveduto anche a rinviare la ns lettera alle loro caselle e.mail. Nei prossimi giorni torneremo ad occuparci della giunta, la stessa che nel 2008 si espresse con grande chiarezza in materia di diritto all'acqua (vedi delibera), e vi parleremo anche della posizione (rispettabile, ma non condivisibile) del presidente del consiglio Nunzio Lagonigro per il quale "la privatizzazione rende di più!".
Ma torniamo in consiglio comunale. Ad una proposta di deliberazione per l'integrazione dello STATUTO COMUNALE (secondo quanto chiesto dal movimento per l'ACQUA BENE COMUNE) presentata il 24 novembre scorso dal consigliere Enzo Colonna, sta per aggiungersene un'altra sottoscritta da un gruppo di consiglieri "trasversale".
Questo documento è stato sottoscritto ad oggi da:
1. Iurino Massimo
2. Cornacchia Michele (PD)
3. Dambrosio Nicola (PDL)
4. Forte Giacinto (IDV)
5. Ventricelli Michele (SEL)
6. Diperna Saverio (PD)
7. Natuzzi Nicola (PD)
8. Petronella Francesco (PD)
9. Ventricelli Michele (UDC)
10. Centonze Gioacchino (UDC)
11. Colonna Giacinto (UDC)
12. Crapuzzo Pascquale (UDC)
13. Donatangelo Ferrulli (PDL)
14. Giandomenico Marroccoli (MPA)
15. Lucariello Oronzio (Rinnovamento Altamura)
aggiungete E. Colonna e siamo a 16, aggiungete altri due consiglieri del PD, che hanno risposto alla ns lettera come gruppo consigliare esprimendosi a favore... siamo a 18 su 29! Con il sindaco siamo a 19 su 29! E' una maggioranza assoluta!!!! E dato che per le modifiche dello STATUTO serve il voto favorevole della maggioranza qualificata (cioè i due terzi, cioè 20 persone) basterebbe SOLO UN ALTRO VOTO A FAVORE per recepire il diritto all'acqua all'interno del nostro statuto comunale. Ricordiamo che ad oggi lo chiedono (oltre che il buon senso) anche 2300 cittadini che hanno sottoscritto la petizione ed hanno chiaro che il servizio idrico in mano a i privati è un rischio per il diritto alla vita che va scongiurato!
La raccolta firme continua e ci auguriamo che la suddetta proposta di deliberazione vada in consiglio prima possibile: i tempi stringono!
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sabato 9 gennaio 2010
Regionali 2010: nè di LA, nè di QUA ma nelL'AcQUA!!
Pubblichiamo e condividiamo il comunicato Stampa diffuso dal Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune (di cui il Meetup ilgrillaio è parte).
Esiste una pregiudiziale assoluta per noi rispetto ai candidati di qualsiasi competizione elettorale: il sostegno (reale e incondizionato) al riconoscimento del diritto all'acqua in tutte le sedi e l'attuazione della ripubblicizzazione dei servizi idrici.
Difendere l'acqua pubblica significa difendere il più essenziale dei beni comuni e aderire all'idea di democrazia come possibilità di partecipazione alle scelte di gestione dei beni comuni.
Qualunque c.d. politico (candidato) non aderisce pienamente a questi principi, NON FA POLITICA! si allontana dalla vita stessa.
Questi principi etici e morali non sono nè la, nè qua, ma nell'ACQUA.
Francesco Boccia sull'acquedotto pugliese: sarà una SpA aperta ai privati
Apprendiamo dalla stampa la notizia che “l’esploratore-candidato” della coalizione di centro-sinistra, Francesco Boccia, rispetto all’acqua dice a chiare lettere che l’acquedotto deve rimanere una società per azioni (dunque, un’impresa finalizzata al profitto) che dovrà essere aperta ai privati.
Questa dichiarazione è agli antipodi del processo di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese in corso, voluto da una grande parte della cittadinanza pugliese e avviato dal Governo regionale, con la delibera approvata all’unanimità lo scorso 20 ottobre e, dunque, approvata anche da quei partiti (PD e Verdi) che oggi, stando alle dichiarazioni di F. Boccia, sembrano appoggiare una coalizione pronta a riportare l’acquedotto pugliese esattamente nella situazione di 10 anni fa, quando nel 1999 fu trasformato dal Governo D’Alema in una società per azioni. Analogamente dicasi per gli altri partiti (indicati tra quelli della coalizione) che hanno sostenuto con forza il processo di ripubblicizzazione in corso (Pdci e IdV, ma anche i Giovani Socialisti) e le attività del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”. E come si può, non ricordare l’impegno di Enzo Divella, Presidente della Provincia di Bari nella scorsa legislatura, che ha guidato il Coordinamento pugliese degli Enti Locali per la Ripubblicizzazione dei Servizi Idrici (primo in Italia) chiedendo (e ottenendo) un’audizione alla Commissione Ambiente della Camera per esprimere la contrarietà alla privatizzazione e il sostegno alla legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici, sottoscritta con delibera da circa 50 Comuni pugliesi (fra cui il Comune di Bari)?
Non intendiamo entrare nelle vicende dei partiti ma, viste le dichiarazioni, ci sentiamo in dovere di manifestare la nostra forte preoccupazione rispetto al fatto che i gruppi politici di cui sopra possano sostenere una posizione contraria a quanto da loro fino ad oggi espresso. Ricordiamo che il processo di ripubblicizzazione in corso è frutto non solo del lavoro assiduo e della tenacia delle tante (180) associazioni e realtà (del mondo cattolico e ambientalista, dell’associazionismo e del volontariato) che compongono il Comitato “Acqua bene comune” quanto e soprattutto dell'impulso forte e chiaro proveniente da una parte cospicua della cittadinanza pugliese che è convinta della necessità ormai improrogabile di riappropriarsi, in quanto collettività, di un bene comune quale l'acqua, sottraendolo al pericolo di farne una merce a disposizione di qualche multinazionale (come altrove, in questa stessa Italia, è avvenuto e sta tuttora avvenendo...). Ricordiamo che oggi, più di ieri, l’attenzione e il dibattito su questo tema è vivo. Infatti, risalgono ad appena qualche settimana fa le delibere del Comune di Taranto e del Comune di Terlizzi che sanciscono i servizi idrici, come servizi di interesse generale, privi di rilevanza economica; le dichiarazioni pubbliche dei Missionari Comboniani di Lecce e dei Sacerdoti di Altamura contro la privatizzazione dei servizi idrici e a sostegno del processo di ripubblicizzazione in corso; la campagna “Salva l’acqua” con la quale è partita da novembre una petizione popolare per chiedere ai Comuni di sancire nei rispettivi Statuti l’acqua come diritto e i servizi idrici privi di rilevanza economica, che ha già raccolto decine di migliaia di firme.
È per questo ed anche a nome dei 30.000 cittadini pugliesi che hanno firmato della legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dei servizi idrici, che il Comitato “Acqua bene comune”
Chiede a tutti coerenza esprimendo con altrettanta chiarezza che sosterremo con forza e determinazione SOLO i partiti e i candidati che confermano (NEI FATTI) i contenuti della delibera dello scorso 20 ottobre le coalizioni che mettono fra i punti fondanti del loro programma la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese e una politica partecipata al governo dei beni comuni.
Perché si scrive acqua, ma si legge democrazia.
Bari, 9 gennaio 2010 Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”
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