venerdì 29 aprile 2011

RICORDATI DELLA TESSERA ELETTORALE!



RICORDATI DELLA TESSERA ELETTORALE!


Appello del Comitato Referendario a tutti i lavoratori e studenti fuori sede

Sappiamo che nelle prossime settimane molti/e di voi torneranno a casa per un motivo o per un altro. Vi ricordiamo però che il 12 e il 13 Giugno si vota per il referendum per l'acqua e contro la sua privatizzazione.

Per molti di voi, specie i più distanti da casa, sappiamo che sarà difficile fare avanti e indietro per l'Italia. Ma vi ricordiamo comunque che, per motivi elettorali, avete uno sconto del 60% sul biglietto del treno.

Ad ogni modo è importante che sappiate che c'è la possibilità di votare anche in un comune diverso da quello della vostra residenza.

Basterà diventare rappresentante di lista per il comitato referendario e, per fare questo, sarà attivata a breve una procedura online per poter segnalare la vostra disponibilità.
L'unica accortezza che dovrete avere è di PORTARE CON VOI LA TESSERA ELETTORALE.

Dunque vi auguriamo un buona permanenza lontani dai luoghi di nascita, ma soprattutto vi invitiamo a partecipare alla battaglia in difesa dell'acqua bene comune.


Perchè l'acqua è un diritto.
Perchè l'acqua è di tutti.
Perchè l'acqua non si vende!



Per maggiori informazioni vai sul sito referendumacqua.it

giovedì 28 aprile 2011

Margherita Ciervo (Forum Italiano Movimenti per l'acqua) ad ANNOZERO




Stasera Annozero parlerà anche di acqua pubblica.
Ci sarà, infatti, tra gli interventi dal pubblico, quello di Margherita Ciervo, referente del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune, che è stata invitata a partecipare alla trasmissione quale esponente del Forum italiano dei Movimenti per l'acqua.
Non perdetevi questa GOCCIA di informazione!

p.s. se ve la siete persa ecco il link per ascoltare e guardare l'intervento integrale di Margherita Ciervo

mercoledì 27 aprile 2011

Anche la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva sottoscrive il documento per l'ACQUA




Una buona notizia per tutti noi:
la diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva ha sottoscritto il DOCUMENTO per L'ACQUA della Rete Nuovi Stili di Vita.
In allegato la versione definitiva del documento pubblicato oggi stesso sul sito reteinterdiocesana.wordpress.com (qui la versione per la stampa).

Vorremmo, inoltre, ricordare il contributo dei sacerdoti di Altamura durante la campagna SALVA l'ACQUA (leggi comunicato) che, poco più di un anno fa, vide protagonisti un gruppo di cittadini attivi che riuscirono ad ottenere il riconoscimento DIRITTO all'ACQUA nello STATUTO del Comune di Altamura.

Quello di oggi è un ulteriore passo verso la difesa del DIRITTO UMANO ALL'ACQUA in questo momento molto particolare per il futuro del BENE COMUNE per ECCELLENZA. Infatti, a poco più di un mese al referendum, il silenzio dei media tradizionali sul tema ACQUA è assordante quando non fuorviante!
Ben vengano, dunque, queste iniziative volte a promuovere una SANA CULTURA dell'ACQUA.

Non ci resta che continuare, fino al 12 giugno ce n'è di strada da fare!

a presto
Comitato "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" Altamura

ACQUA
Dono di Dio e bene comune
L’acqua è uno dei grandi doni della creazione, tramite i quali Dio dona la vita a tutte le sue creature. Non a caso, gran parte delle religioni dell’umanità vede in essa un segno della presenza del Mistero e un simbolo di purificazione e rinascita.
Lo stesso tempo pasquale invita a vivere alla luce del Risorto, scoprendolo come sorgente d’acqua che zampilla per la vita eterna (Gv. 4, 14).
Noi stessi, come tanti altri esseri viventi, siamo fatti in gran parte d’acqua e dipendiamo dal suo continuo ciclo. L’acqua è quindi essenziale per la vita delle persone e l’accesso ad essa costituisce un diritto universale inalienabile. (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 485; cf. anche Caritas in Veritate n. 27).
Il principio della destinazione universale dei beni si applica naturalmente anche all’acqua (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 484), ma la fruizione di tale diritto è preclusa a un gran numero di esseri umani, ponendo un grave problema di giustizia.
Un quarto della popolazione del pianeta, infatti, non ha accesso ad una quantità minima di acqua pulita, mentre oltre 2,5 miliardi di persone non hanno accesso ai servizi igienico-sanitari di base, determinando anche la diffusione di gravi malattie endemiche.
Acqua, dono di Dio e bene comune, una proposta cristiana al di sopra di ogni schieramento politico e ideologico, è una campagna che invita ad adottare stili di vita e comportamenti che tutelino questo prezioso bene comune, garantendone la disponibilità per tutti.
Proponiamo alle Chiese locali, la costruzione di percorsi pastorali, adatti al proprio territorio, che conducano i cristiani a riscoprire lo sguardo di Francesco, che chiamava l’acqua “sorella”, rinnovando così coerentemente le proprie pratiche. [...]
Un diritto da tutelare
L’acqua, per la sua stessa natura, non può essere trattata come una mera merce tra le altre e il suo uso deve essere razionale e solidale (Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa, n. 485).
La distribuzione dell’acqua ha dei costi, ma su di essa non si può fare profitto in quanto il diritto al suo uso si fonda sulla dignità della persona umana e non su logiche economiche.
L’acqua è quindi un vero bene comune, che esige una gestione comunitaria, orientata alla partecipazione di tutti e non determinata dalla logica del profitto.
Il diritto all’acqua deve dunque essere garantito anche sul piano normativo, mettendo in discussione quelle leggi che la riducono a bene economico. Sarà importante, quindi, partecipare attivamente al dibattito legato al referendum sulla gestione dell’acqua, che mira a salvaguardarla come bene comune e diritto universale, evitando che diventi una merce privata o privatizzabile, ma ripubblicizzandola mediante una forma di gestione pubblica e partecipata dei servizi idrici.


Diocesi che hanno sottoscritto il documento ACQUA DONO DI DIO E BENE COMUNE proposto dalla Rete Interdiocesana Nuovi Stili di Vita:

Acerenza, Agrigento, Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti,
Belluno-Feltre, Bolzano-Bressanone, Brescia,
Campobasso-Bojano, Carpi, Como, Concordia-Pordenone, Cuneo-Fossano,
Fano, Lanciano-Ortona,
Massa Marittima-Piombino, Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi,
Padova, Parma, Pescara-Penne, Pistoia,
Reggio Emilia-Guastalla,
Senigallia, Termoli-Larino,
Treviso, Venezia, Vicenza.

martedì 26 aprile 2011

EAU de PARIS non fa rima con AQP

Intervista ad Anne Le Strat from meetupparis on Vimeo.


Domani mattina a Bari, nella sede di AQP SpA, il "top management" dell'Acquedotto Pugliese SpA, incontrerà Anne Le Strat (vice sindaco di Parigi e presidente di EAU de PARIS) con delega ai servizi idrici "per una giornata di lavori dedicata all’acqua e uno scambio di best practice".
Il comunicato stampa della Regione diramato a meno di 24 ore dall'inizio della conferenza, dopo aver snocciolato una serie di numeri ("...investimenti decuplicati negli ultimi 4 anni, la gestione di uno dei maggiori parchi di depuratori in Europa ed il recupero di 40 milioni dimetri cubi d’acqua...") chiude definendo quella di domani "una giornata di studio tra due realtà pubbliche per mettere a confronto le esperienze e analizzare l’evoluzione del quadro normativo".

Ora è evidente che qui qualcosa non quadra.
AQP SpA e EAU de PARIS non sono proprio la stessa cosa (cioè due realtà pubbliche) e non è solo una sottigliezza accademica, ma una differenza sostanziale.

AQP SpA è una società per azioni: DEVE FARE PROFITTO... sull'acqua.
EAU de PARIS è una "régie", termine che designa un'azienda pubblica autonoma incaricata della gestione di un servizio pubblico e indica al tempo stesso la modalità di gestione di questo stesso servizio (pubblica).

AQP SpA risponde agli azionisti (oggi la Regione, domani?)
EAU de PARIS risponde ai cittadini di Parigi.

AQP SpA è una società di diritto privato con un amministratore unico ("... il mio Acquedotto..." diceva Vendola ad Annozero lo lo scorso 10 febbrario)
EAU de PARIS è un ente pubblico e PARTECIPATO: tra i dirigenti della stessa vi sono esponenti di associazioni ambientaliste, tecnici e componenti di associazioni dei consumatori.

AQP SpA, avendo come obiettivo il profitto per chi possiede le azioni, non garantisce il diritto all'acqua. Semmai soddisfa il bisogno di quanti possono pagare. Ergo: se non paghi, niente acqua (vedi qui o qui).
EAU de PARIS garantisce il diritto all'acqua. Infatti è prevista la copertura finanziaria delle bollette dell’acqua non pagate, tramite il Fond social au logement (FSL). I gestori privati (fino al 2010) destinavano a tale copertura 175.000 € all’anno. Con Eau de Paris si è passati a 250.000 euro, con un aumento del 50%. Questo fondo offre la possibilità al Comune di garantire la fornitura d’acqua agli occupanti di un alloggio a prescindere dalla loro situazione.

QUANDO la Regione Puglia voleva garantire il diritto all'acqua.

In realtà - quando nel novembre 2009 venne istituito il tavolo tecnico paritario per scrivere il DDL che avrebbe dovuto trasformare AQP SpA in ente pubblico/partecipato- il governo regionale sembrava ben intenzionato ad intraprendere la strada della ripubblicizzazione dell'Acquedotto più grande d'europa.

Il DDL (mai portato in consiglio regionale) scritto con i movimenti per l'ACQUA
è stato un primo passo importante, cui non ne sono seguiti altri, PURTROPPO!
Ad oggi la ripubblicizzazione (promessa per le primarie e ri-promessa in campagna resta "un sogno". Anzi quel sogno rischia di trasformarsi in un incubo da quando sono stati presentati dall'ass. Amati alcuni emendamenti che ne snaturano l'essenza:
  • Il DDL originario prevedeva meccanismi di partecipazione anche attraverso i comuni. Alcuni emendamenti li affievoliscono concentrando ogni poterere decisionale nelle mani del presidente della regione.
  • Il DDL originario garantiva il diritto all'acqua nel quantitativo minimo vitale indicato dall'OMS, con gli emendamenti questo "diritto" è subordinato agli avanzi di gestione (max 18%)
  • Ma soprattutto il DDL originario prevedeva con chiarezza l'istituzione di un soggetto giuridico pubblico. Oggi con i neo-emendamenti si aprono scenari interpretativi dubbi, tanto da far pensare alla possibilità che - a DDL approvato -si possa solo conservare la forma della Società per Azioni a totale capitale pubblico.
Pare di assistere ad un triste tentativo cambiare i significanti laddove non si riesce (per mancanza di volontà politica) a cambiare il significato.
Chissà se domani si parlerà anche di questo.

domenica 24 aprile 2011

Dono pasquale

Bellissimo spot generato (non creato) con Saga2012
by ilNek
Con l'augurio di un buon passaggio (ebr: pesach) tra le ACQUE sempre più mosse verso il Referendum del 12 e 13 giugno

venerdì 22 aprile 2011

No all'ostruzionismo del centrodestra ma la maggioranza non snaturi la legge sulla ripubblicizzazione dell'Aqp





Comunicato stampa
Il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune”: “No all'ostruzionismo del centrodestra ma la maggioranza non snaturi la legge sulla ripubblicizzazione dell'Aqp”.

Nell'ambito del duro confronto tra opposizione e maggioranza alla Regione Puglia sul licenziamento da parte delle commissioni competenti del Disegno di legge sulla Ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese, evidenziato dai capigruppo dei partiti del centrosinistra lunedì 18 aprile in conferenza stampa, da un lato ci sentiamo di stigmatizzare il comportamento del centrodestra, che strumentalmente fa ostruzionismo contro la ripubblicizzazione dei servizi idrici (attraverso la presentazione, da quanto si apprende dalle agenzie regionali, di un centinaio emendamenti), dall'altro non esitiamo a porre degli interrogativi alla maggioranza.

Ci piacerebbe sapere dai capigruppo Losappio (SEL) e De Caro (PD), ad esempio, se gli emendamenti portati nelle commissioni dall’Assessore Amati al testo originario elaborato dal tavolo congiunto fra Regione e Comitato, e su cui il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” aveva espresso nelle audizioni (di cui l’ultima il 23 marzo) un parere negativo, siano stati comunque confermati.

In quel caso avremmo delle grosse difficoltà nel riconoscerci in una legge che non garantisce il minimo vitale di acqua giornaliera, conta su un organigramma gestionale che poco ha a che vedere con la partecipazione attiva dei cittadini, e presenta diverse ambiguità rispetto al tipo di gestione di non meglio specificati servizi e attività "strettamente legati al servizio idrico integrato" che sarebbero attribuiti a società miste.

Cogliamo, infine, l'occasione per ricordare consigliere Schiavone (IDV), che i Referendum per la ripubblicizzazione dei servizi idrici integrati, per cui si andrà a votare il 12 e 13 giugno, sono stati presentati dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e non dall’Italia dei Valori.

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

giovedì 21 aprile 2011

Giù le mani dai referendum sull'acqua



COMUNICATO STAMPA

Giù le mani dai referendum sull'acqua

Mentre tentano lo scippo del referendum sul nucleare – scippo tutto da verificare, visto che devono ancora pronunciarsi un ramo del Parlamento e la Corte di Cassazione – , il Governo e i poteri forti di questo Paese vogliono provare a fare lo stesso con i due referendum sull'acqua.

Alle tuonanti dichiarazioni di ieri del Presidente di Federutility, Roberto Bazzano, che ha chiesto espressamente un intervento legislativo per fermare i referendum sull’acqua, risponde oggi il ministro Romani con l’apertura ad un approfondimento legislativo ad hoc.

A Governo, Federutility e Confindustria diciamo chiaramente : “Non ci provate, giù le mani dai referendum!”.

I referendum sull’acqua hanno ottenuto le firme di un milione e quattrocentomila cittadini. Una straordinaria mobilitazione che chiede l'uscita dell'acqua dal mercato e dei profitti dall'acqua. Che vuole la tutela condivisa di un bene comune essenziale e di un diritto universale. Che rivendica il proprio diritto a decidere in prima persona.

Un grande movimento che non permetterà alcuno scippo dell’acqua e della democrazia. Perché solo la partecipazione è libertà.


Roma, 21 aprile 2011