sabato 22 marzo 2014

Petizione “NON BRUCIATE IL NOSTRO FUTURO”. Raccolte 600 firme





Il movimento il Grillaio continua la raccolta firme
in piazza Duomo ad altamura

Petizione “NON BRUCIATEIL NOSTROFUTURO”.  
Raccolte 600 firme

La petizione per una sana gestione dei rifiuti. Sindaco, maggioranza e affini escludano il rischio incenerimento


In tre mattinate il Movimento ilGrillaio Altamura è riuscito a raccogliere le richieste di oltre 600 altamurani a sostegno della petizione Popolare “NON BRUCIATECI IL FUTURO”.
L'obiettivo è quello di chiedere al consiglio comunale di Altamura di prendere una posizione chiara sulla spinosa questione dei rifiuti.

In una città con un governo serio non ci sarebbe bisogno di scendere in piazza per chiedere che su di un tema così delicato siano garantite scelte all'insegna del buon senso e della ragionevolezza. Ma soprattutto che queste scelte siano fatte pubblicamente in consiglio comunale.

COSA CHIEDONO GLI ALTAMURANI:

raccolta “porta a porta” con tariffa puntuale (meno rifiuti meno paghi)
gestione virtuosa: che sostenga e premi i cittadini attenti e le imprese che si impegnano a ridurre l'immensa mole di imballaggi. Che pretenda il ritorno per i materiali differenziati resi.
centri di riuso: accanto ai centri di raccolta multimateriali siano previsti, luoghi in cui poter conferire – prendere gratuitamente MOBILI, PASSEGGINI, BICICLETTE, SEGGIOLONI, ... oggetti spesso nuovi.
rispetto della legge che imponeva il 65% di differenziata già nel 2012!!!
partecipazione dei cittadini: che siano previste comunità di utenti che possano contribuire a migliorare il servizio per differenziare meglio e pagare meno.
impianto di compostaggio dei comuni per quel 40% rappresentato dall'umido. Così risparmeremmo davvero.
E soprattutto che
LA RACCOLTA DIFFERENZIATA DELL'ARO Ba4 ABBIA COME OBIETTIVO IL RECUPERI DEI MATERIALI E NON L'INCENERIMENTO CON IL SUO CARICO DI MORTE E MALATTIE
I rifiuti differenziati devono essere riciclati NON BRUCIATI.

La nostra terra, la nostra aria, la nostra acqua sono le stesse di paesi limitrofi e appartengono ai nostri figli prima cha a noi.
in piazza Duomo ad Altamura anche domenica 23 marzo

mercoledì 19 marzo 2014

AMATI IL COCCODRILLO E L'ENNESIMA MANOVRA ELETTORALE DI SEL



Il 22 marzo è la giornata mondiale dell'Acqua. Il comitato Pugliese AcquaBeneComune (del quale anche noi siamo parte) ha diramato il comunicato che riportiamo integralmente. 
Nei giorni scorsi, infatti, come in ogni vigiglia elettorale pugliese che si rispetti, qualche politico si ricorda dell'Acquedotto Pugliese. Se ne ricordano non già per risolverne le relative problematiche (per es. tariffazione che non rispetta il risultato referendario, la forma giuridica spa lontanissima dal recepire le istanze di 27 milioni di italiani che hanno detto NO all'obbligo di privatizzare e NO ai profitti sull'acqua.
Se ne ricordano dimenticando che per 10 anni hanno governato la regione che oggi detiene il 100% delle azioni di AQP e che (a volerlo davvero) l'AQP oggi sarebbe al sicuro!
MOCCAVVOI!

Comunicato stampa



L’Appello dell’Ex-Assessore Amati: LACRIME DI COCCODRILLO

La proposta di legge di SEL: ENNESIMO TENTATIVO DI MANOVRA ELETTORALE



Per evitare REALMENTE la privatizzazione, il GOVERNO REGIONALE

TRASFORMI subito Acquedotto pugliese da SpA a soggetto di DIRITTO PUBBLICO

e dia corso al RISPETTO dei risultati REFERENDARI



Il Manifesto-Appello promosso dall’ex Assessore Fabiano Amati per “impedire la vendita o la gara d’appalto” dell’acquedotto pugliese NON E’ CREDIBILE. E’ sostanzialmente RIDICOLO nei contenuti, oltre che OFFENSIVO  della memoria e dell’intelligenza dei cittadini pugliesi. Lo stesso dicasi – con riferimento alla mancanza di credibilità - per la proposta di legge che Sinistra Ecologia Libertà ha presentato, lo scorso 13 marzo, al Senato e alla Camera per la "Ripubblicizzazione del servizio idrico e per la costituzione di un'azienda pubblica regionale in Puglia" (rispetto al merito ci riserviamo eventualmente di esprimerci dopo aver visionato il testo anche se, dalla presentazione, ci sembra che il ricorso alle SpA non sia venuto meno).

L’ex Assessore Amati e il Presidente Vendola per ben due legislature hanno fatto della ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese motivo di campagna elettorale per poi disattendere puntualmente gli impegni istituzionali assunti in tal senso (DG 1959/2010 e 2032/2009).

Il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, dopo aver collaborato con insigni giuristi esperti al tavolo tecnico istituito con Delibera di Giunta 2032/2009, avente a oggetto l’elaborazione di un disegno di legge che ripubblicizzasse l’acquedotto pugliese, ha successivamente a più riprese e pubblicamente denunciato il comportamento reticente del Governo regionale.

Entrando nel merito di quanto sostenuto dall’ex Assessore Amati, rileviamo che:

-          L’unica maniera seria e sicura per garantire “la necessità inderogabile” di una gestione totalmente pubblica ed impedire che l’acquedotto pugliese potesse passare ai privati attraverso la vendita delle azioni sarebbe stato quello di ripubblicizzare l’acquedotto, trasformando l’attuale società per azioni in un soggetto di diritto pubblico.

-          Non c’è alcun obbligo di affidamento attraverso gara, come non c’è e non c’era alcun obbligo comunitario di privatizzare il servizio idrico integrato. Nel 2018 scade semplicemente la concessione attribuita dal d.lgs. 141/1999 dopo di che l’Autorità Idrica Pugliese cui è attribuito la funzione “di affidamento del servizio idrico” potrà decidere il tipo di affidamento e non è certo obbligata – grazie anche al risultato referendario del 2011 – ad indire una gara. Del resto, l’obbligo di vendere le azioni stabilito con Legge n. 448 del 28 dicembre 2001, art. 25, comma 4, faceva riferimento ai sei mesi immediatamente successivi all’emanazione della legge in questione. Non si comprende, dunque, come tale obbligo, di fatto disatteso per quasi 18 anni, diventi cogente proprio allo scadere della concessione.

L’unica normativa a garanzia della ripubblicizzazione sarebbe stata la proposta di legge licenziata dal tavolo tecnico congiunto con il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” nella sua versione originale, senza gli emendamenti difformi dal testo originario proposti dall’ex Assessore Amati e approvati dal Consiglio regionale nel giugno 2011 che, di fatto, ne hanno snaturato la portata politica e stravolto l’impianto giuridico a tal punto da ricevere la bocciatura di alcuni articoli da parte della Corte Costituzionale che ne ha dichiarato l’incongruenza giuridica. Si ricorda che più volte il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” ha chiesto direttamente al Presidente della Regione Nichi Vendola e all’ex Assessore alle OO. PP. Fabiano Amati un confronto che, fra le altre cose, scongiurasse i rischi di illegittimità che si andavano profilando al quale, però, il Governo regionale si è sottratto, rivolgendo al Comitato in risposta solo gravi insinuazioni.


E le successive, quanto intempestive, scuse 

http://www.regione.puglia.it/index.php?page=pressregione&opz=display&id=12604 non hanno cancellato i danni prodotti anche a causa della mancanza di ascolto, confronto e interlocuzione.



La verità è che l’ex-Assessore Amati, insieme al Presidente Vendola, nell’autunno del 2011,

-          respinsero perfino la richiesta del capogruppo del PD di rendere attuativo il rispetto del referendum affermando – con un “colpo” di contabilità “creativa” (!) - che in Puglia “non è percorribile ogni richiesta di riduzione della tariffa del servizio idrico integrato, compresa la riduzione del 7% di remunerazione del capitale investito, che è per noi un costo”. Ma la remunerazione del capitale non è un costo. Neanche in Puglia, naturalmente;

-          e, successivamente, definirono l’ingresso dei privati nella gestione di rifiuti, trasporti e acqua, in ottemperanza a una non meglio precisata normativa nazionale (http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=522457&IDCategoria=1), annunciando una legge regionale con cui si sarebbe messo “in sicurezza la natura pubblica dei servizi locali” tutelandone contemporaneamente la privatizzazione (!!!) (http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/politica/2012/29-maggio-2012/vendola-l-ingiuriariparte-smart-cities-201378970047.shtml).



La verità è che, oggi, dopo due legislazioni del Governo Vendola

-          l’acquedotto pugliese non è stato trasformato in un soggetto di diritto pubblico ed è ancora una Società per Azioni

-          i risultati referendari non sono stati attuati

-          in Puglia il diritto umano all’acqua potabile non è garantito



Ricordiamo all’ex-Assessore Amati e al Presidente Vendola che, affinché parole come libertà, giustizia e legalità non siano contenitori vuoti da utilizzare per la prossima campagna elettorale, è necessario che vengano rispettate, iniziando dall’attuazione dei risultati referendari del 2011 che stabiliscono l’obbligo di eliminare la remunerazione del capitale dalle tariffe, nonché la possibilità di gestire il servizio idrico integrato con soggetti di diritto pubblico.

Se il GOVERNO REGIONALE intendesse seriamente garantire “la necessità inderogabile” di una gestione del servizio idrico totalmente pubblica e impedire che l’acquedotto pugliese possa passare ai privati ha ancora il tempo per farlo: TRASFORMI SUBITO – senza indugio – l’Acquedotto pugliese in un soggetto di diritto pubblico con partecipazione sociale!

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua


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Segreteria del Comitato Referendario Pugliese "2 SI per l'Acqua Bene Comune"

giovedì 13 marzo 2014

La scuola "fortunata" di Altamura sara....?



Oggetto: edilizia scolastica.


Apprendiamo dalla stampa che il neo premier Matteo Renzi ha inviato a tutti i sindaci d'Italia una lettera in cui invita i suoi "colleghi" (li chiama così) a segnalare una scuola da "ammodernare".
"Vi chiedo di scegliere all'interno del vostro comune un edificio scolastico. Di inviarci entro il 15 marzo una  nota molto sintetica sullo stato dell'arte. Non vi chiediamo progetti esecutivi o dettagliati: ci occorre - per il momento - l'indicazione della scuola, il valore dell'intervento, le modalità di finanziamento che avete previsto, la tempistica di realizzazione. Semplice e operativo come sanno essere i sindaci".

Ad Altamura c'è sicuramente una (anzi più di una) scuola bisognosa di essere ristrutturata, basti pensare ad esempio a quegli edifici che presentato impenetrabili barriere architettoniche che li rendono fruibili solo in parte. E un'occasione così è troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire. D'altra parte, 15 marzo è praticamente tra 4 giorni.

Noi speriamo che non si tratti di sola fuffa, così com'è accaduto per le "case pronte" a L'Aquila millantate nella passata legislatura. Se, invece, non lo aveste ancora fatto, Vi chiediamo di inviare velocemente una proposta all'indirizzo sindaci@governo.it predisposto appositamente dal Governo.

Nell'attesa di un Vostro certo riscontro, auguriamo buona giornata.

Movimento il Grillaio Altamura.






lunedì 10 marzo 2014

Lettera aperta al sindaco sull'utilizzo del pet-coke nello stabilimento Ila Valdadige di Venusio








AL

SINDACO DI ALTAMURA
Dott.Mario Stacca
Plazzo di città


p.c. Agli organi di stampa


OGGETTO: conseguenze utilizzo pet-coke come combustibile a Borgo Venusio

Il Movimento IlGrillaio e la cittadinanza attiva da esso rappresentata
CONSIDERATO
che in data 10/08/2010 con deliberazione n. 1357, la Regione Basilicata rilasciava a I.L.A. Valdadige l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) relativa all'utilizzo, come combustibile solido, del Pet Coke;

che i prodotti della combustione del Pet Coke, diffusi in atmosfera, possono avere impatti ambientali rilevanti e significativi su ampie estensioni di territorio circostanti lo stabilimento;

i confini dell'agro del Comune di Altamura distano poco meno di 300 metri dallo stabilimento I.L.A. Valdadige, e poco più di 600 dalle ciminiere della stessa:
lo stop temporaneo all’utilizzo del pet-coke nello stabilimento della Ila Valdadige, intervenuto il 17 febbraio 2014;

Il tavolo tecnico, riunitosi lo scorso 24 febbraio, presso il Comune di Matera, al quale ha preso parte anche il Movimento ilGrillaio, dal quale è emersa la completa disponibilità del sindaco dott. Adduce a fare chiarezza sulla situazione nello stabilimento materano, così come sollecitato dai cittadini di Borgo Venusio e dai lavoratori, in merito all’attività svolta dallo stabilimento, nel corso degli ultimi 60 anni;

La disponibilità, espressa al termine del tavolo tecnico, dal sindaco di Matera, Salvatore Adduce, a sottoscrivere, a breve, un protocollo d’intesa assieme a Regione Basilicata, Arpab, impresa, organizzazioni sindacali, associazioni ambientaliste, rappresentanti dei cittadini, finalizzato a verificare l’intero processo produttivo all’interno dell’IlaLaterizi.
l'interpellanza presentata dai consiglieri comunali Enzo Colonna, Rosa Melodia e Lello Rella del Comune di Altamura;

la risposta alla suddetta interpellanza, del sindaco di Altamura che, nel corso del Consiglio Comunale del 7 marzo 2014, ha affermato di non essere stato consultato ai sensi del comma 2 bis dell'art. 32 del D.L.152/2006 (Impatti ambientali interregionali) nè di aver avuto notizia in altro modo;

VISTO
La missiva del 26 Febbraio c.a. da Lei e indirizzata alla Regione Basilicata e al sindaco di Matera, nella quale si chiedevano chiarimenti circa il ciclo produttivo per “fugare ogni dubbio sulle ricadute ambientali e sulla incolumità pubblica” relativa all'uso del pet-coke nello stabilimento;
La missiva del 4 marzo c.a., inviata anche al Movimento Il Grillaio, in qualità di interlocutore del sopra descritto tavolo tecnico, nella quale la Ila Laterizi annuncia la volontà di riprendere la combustione di pet-coke, mediante una “messa in prova dell’impianto per un periodo di un mese, di modo che si possa iniziare la produzione a combustione Pet Coke;
La nota del Comune di Matera, datata 5 marzo c.a. in cui, oltre a ribadire l’interesse per l’intera comunità a sottoscrivere il protocollo d’intesa con l’azienda, si richiama un dato allarmante. Il Sindaco riferisce, infatti, «una comunicazione, nel frattempo pervenuta, del Comando Stazione di Matera del Corpo Forestale dello Stato del 19 febbraio 2014 prot. n. 206 Pos. 08.01.09 indirizzata a questo Comune, alla Provincia di Matera, all’ASM Matera, all’ARPAB Basilicata con cui sono state accertate alcune anomalie all’interno dello stabilimento quali “la gestione non autorizzata di rifiuti speciali anche di presunta natura pericolosa … lastre ondulate per coperture di fabbricati di presumibile origine pericolosa (eternit) … ecc.“. A tutto ciò va aggiunta la preoccupazione più volte manifestata circa l’uso di polistirolo alle alte temperature».

Alla luce di quanto sopra riportato e, considerata la necessità che anche la nostra comunità possa ricevere adeguate rassicurazioni in ordine alla sicurezza ambientale e all'incolumità pubblica
CHIEDE
Al sindaco dott. Stacca
di far chiarezza su quello che sta accadendo nello stabilimento della IlaLaterizi, subito fuori l’agro di Altamura e sul reale impatto che la combustione del pet-coke potrebbe avere sul centro abitato e sulle campagne circostanti. Terra, acqua e aria legano, infatti, le sorti della nostra gente a quella degli abitanti di tutti i comuni limitrofi;
di indagare, con mezzi a sua disposizione, sui pericoli per la propria comunità, anche in applicazione del prinicipio di precauzione;

CHE IL COMUNE DI ALTAMURA PARTECIPI CON PROPRI RAPPRESENTANTI AL TAVOLO TECNICO CONVOCATO DAL COMUNE DI MATERA PREVISTO PER IL GIORNO 11 MARZO 2014 ORE 11.00 presso la sala giunta del Comune di Matera, in ossequio a quanto previsto dal comma 2 bis dell'art. 32 del D.L.152/2006 (Impatti ambientali interregionali), convocato su iniziativa del Sindaco di Matera.

Certi di un pronto riscontro e pronti ad offrire tutta la collaborazione necessaria per risolvere la gravosa questione,
porgiamo i nostri saluti.

PERCHE’ IL FUTURO E’ NERO SE NONE’ RIIFUTI ZERO

Movimento ilGrillaio Altamura

meetup.ilgrillaio@gmail.com

giovedì 6 marzo 2014

Valdadige-Venusio: il sindaco di Matera chiede la sospensione dell'uso del Pet-Coke e rilancia.




Ieri vi parlavamo della lettera inviata dall'ILA VALDADIGE di Borgo Venusio. Lettera che annunciava l'avvio di una "sorta di messa in prova" della combustione del PEt Coke per un mese.
Oggi arriva la replica del sindaco di Matera (leggi la lettera inviata per conoscenza anche al Movimento ilGrillaio di Altamura), con oggetto "vs. lettera del 4 marzo 2014 senza numero di protocollo e con firma illeggibile" che invita l'azienda a confermare l'impegno alla sospensione sull'uso del PET-COKE, ma non solo...
Adduce rilancia. Il problema sembrerebbe non essere solo il pet-coke. Il senatore, sindaco di Matera, elenca una serie di criticità:
  • fanghi di lavorazione della carta;
  • sversamento di scarti di lavorazione nel vicino canale di bonifica e nel laghetto adiacente la cava;
  • anomalie all’interno dello stabilimento quali “la gestione non autorizzata di rifiuti speciali anche di presunta natura pericolosa … lastre ondulate per coperture di fabbricati di presumibile origine pericolosa (eternit) …come accertato dal Corpo Forestale dello staro il 19 febbraio u.s.";
  • preoccupazione più volte manifestata circa l’uso di polistirolo alle alte temperature. 
L’ARPAB avrebbe, inoltre, assunto l’impegno di procedere al monitoraggio tramite centralina mobile e successivamente con una centralina fissa al fine di controllare le emissioni e la conseguente qualità dell’aria: MATERA 2019 dovrebbe significare anche questo!
Staremo a vedere...  

mercoledì 5 marzo 2014

A Borgo Venusio: PET-COKE alla prova (come i meloni!)



Lunedì 24 febbraio abbiamo presenziato il tavolo tecnico presso il comune di Matera sulla questione PET COKE a Venusio. L'incontro si chiuse con molte incognite (leggi il c.s. del comitato Borgo Venusio) ma con due certezze: 1. l'ILA VALDADIGE aveva sospeso l'utilizzo della "prova" del PET-COKE nei suoi impianti; 2. la VIA (concessa nel 2010) è in corso di revisione.
E' di ieri 4.3.2014, invece, una lettera (indirizzata anche al Movimento ilGrillaio di Altamura) nella quale l'azienda che produce laterizi a Borgo Venusio dice sostanzialmente:
visto che da quando è iniziata la sospensione non è accaduto nulla, noi riprendiamo le attività.
Loro, del resto, hanno le carte a posto!
E il loro ragionamento non fa una grinza. Come spesso accade in ItaGlia chi ha la responsabilità politica arriva sempre un po' dopo.
La Politica per come la intendiamo noi dovrebbe guidare la macchina burocratica, non rincorrerla.

Intanto qualcuno (prima al comune di Altamura, poi alla Regione Basilicata) ha cominciato a volerci vedere chiaro: 
Ad Altamura 3 consiglieri di minoranza (Enzo Colonna, Rosa Melodia e Lello Rella) hanno presentato una interpellanza urgente: al sindaco è stato chiesto un parere in merito alla VIA così come previsto dallo stesso codice dell'ambiente art. 30 c.2 ? E se così non è (come sembra leggendo la VIA) cosa succede? 
E cosa succede se alla lista dei non ascoltati si aggiungono i comuni di Santeramo, Gravina, Laterza, la Provincia di Bari e la Regione Puglia?

Anche in Regione Basilicata c'è stata una interrogazione a risposata immediata da parte del Movimento 5 stelle Basilicata (leggi qui).

Uno schiaffo per la comunità di Borgo Venusio che si prepara per una nuova e più incisiva mobilitazione. 

domenica 2 marzo 2014

NON BRUCIATE IL NOSTRO FUTURO - Da oggi in p.zza Duomo

 Le prossime domeniche in piazza Duomo ad Altamura
NON BRUCIATEIL NOSTRO FUTURO
La petizione per sindaco e maggioranza: prendano una posizione su una sana gestione dei rifiuti che escluda l'incenerimento degli stessi

Il Movimento ilGrillaio Altamura in vista della nuova gestione per la raccolta dei rifiuti che interesserà i comuni dell'ARO Ba4 (Altamura, Gravina, Santeramo, Cassano, Poggiorsini, Grumo, Toritto) lancia la petizione Popolare “NON BRUCIATECI IL FUTURO” in piazza Duomo ad Altamura da domenica prossima.
L'obiettivo è quello di chiedere che il consiglio comunale di Altamura prenda una posizione sulla spinosa questione dei rifiuti.

Gli altamurani pagano 400.000 euro di ecotassa l'anno per la differenziata ferma al 15%. Cioè sversiamo l'85% della monnezza in discarica pagando pure profumatamente per questo. Oggi siamo nelle condizioni di cambiare rotta, per farlo però non si può prescindere da quanto sotto:

raccolta “porta a porta” con tariffa puntuale (meno rifiuti meno paghi)
gestione virtuosa: che sostenga e premi i cittadini attenti e le imprese che si impegnano a ridurre l'immensa mole di imballaggi. Che pretenda il ritorno per i materiali differenziati resi.
centri di riuso: accanto ai centri di raccolta multimateriali siano previsti, luoghi in cui poter conferire – prendere gratuitamente MOBILI, PASSEGGINI, BICICLETTE, SEGGIOLONI, ... oggetti spesso nuovi.
rispetto della legge che imponeva il 65% di differenziata già nel 2012!!!
partecipazione dei cittadini: che siano previste comunità di utenti che possano contribuire a migliorare il servizio per differenziare meglio e pagare meno.
impianto di compostaggio dei comuni per quel 40% rappresentato dall'umido. Così risparmeremmo davvero.
E soprattutto:
NO ALL'INCENERIMENTO ED AL SUO CARICO DI MORTE E MALATTIE
Il consiglio comunale ESCLUDA LA POSSIBILITA' CHE I NOSTRI RIFIUTI siano bruciati e finiscano nei nostri polmoni, nel nostro sangue...
OGGI, anche alla luce di quanto sta accadendo nella vicina Matera (vedi cementeria che brucia rifiuti e mattonificio autorizzato a bruciare Pet-coke) urge che il Consiglio dia indicazioni chiare per evitare il rischio che i nostri rifiuti anche differenziati finiscano in un inceneritore o cementeria. (leggi art. 12 e 16 del Regolamento dell'ARO di prossima adozione). I rifiuti differenziati devono essere riciclati NON BRUCIATI.

La nostra terra, la nostra aria, la nostra acqua sono le stesse di paesi limitrofi e appartengono ai nostri figli prima cha a noi.
Il Sindaco di Altamura si faccia portavoce di queste richieste in A.R.O.