lunedì 12 luglio 2010

La voce del padrone



(da ilFatto Quotidiano del 11.07.2010)
di Michela Vittoria Brambilla
Cari lettori, forse non lo sapete, ma è la prima volta che un premier mette a disposizione della patria la sua voce e la sua autorevolezza per promuovere il proprio Paese in uno spot. Voglio che lo sappiate: per fare questo meraviglioso regalo all’Italia, il Presidente non ha voluto un euro. Certo, nel fervorino si è dimenticato di citare le Alpi e gli abitanti di Val D’Aosta, Piemonte, Liguria Lombardia Trentino, Friuli, Veneto si sono incazzati. Ingrati. Non è colpa sua se nell’archivio di Mediaset questa catena montuosastranieraègiàcatalogata come “Monti Padani”. Ha ragione il nostro premier: la sua voce è calda, pastosa, sensuale. Lo speakeraggio è così appassionato che le salivazioni indotte dalla pasta biadesiva sono una risorsa poetica. La voce di Berlusconi nelle prossime ore produrrà un effetto messianico sulle prenotazioni alberghiere, i soggiorni di nostri concittadini all’estero passeranno da 180 milioni di pernottamenti a zero. Agevoleremo il risultato chiudendo frontiere e spazi areo-navali a tutti, tranne religiosi, missionari, spalloni, contrabbandieri e ovviamente gli yacht battenti bandiera delle Cayman: rispettiamo chi svolge una funzione sociale, dagli aiuti umanitari all’evasione. So che il presidente è soddisfatto. Ma purtroppo non si gode il suo successo: E’ tornato in sala di incisione per doppiare il sonoro della Metro A di Roma, da “Anagnina” a “Ottaviano”, a “non oltrepassate la linea gialla”. Preso da uno slancio di generosità si è sostituto anche al segnale orario di Raiuno (“Troppo triste, pare Bondi”), al “Cis-Viaggiare informati” di Isoradio (“Troppo lento, pare Iannuzzi”), alle istruzioni di emergenza delle hostess Alitalia (“Posso mimare anche le tette, se serve”). Per fugare ogni sospetto di conflitto di interesse, il presidente ha generosamente coinvolto alleati e Opposizione: Fini mimerà il sonoro dei semafori per ciechi, i gutturali di Bossi copriranno lo scarico degli Autogrill, Di Pietro sarà la nuova voce delle avvertenze d’uso dei lassativi. Bersani - che voleva un ruolo istituzionale - darà la sua voce all’annuncio dei ritardi per Trenitalia. Dalla Bicamerale all’Audiocamerale.
(testo raccolto in playback da LuTel )

domenica 11 luglio 2010

LE PISTE CICLABILI AD ALTAMURA DIVENTANO AREE DI SOSTA




Riceviamo, condividiamo e pubblichiamo.

Come non pensarci prima? Perché dubitare della concretezza delle risposte di amministratori ed amministrati? Ecco, ci stavamo preoccupando [leggi] della pericolosità della strada di collegamento tra via Corato e via Vecchia Buoncammino per l'integrità fisica di pedoni e ciclisti (arditi provocatori), quando la risposta era nei fatti, anzi, questi avevano preceduto la domanda stessa. Il teorema: se v'è una situazione che crea un rischio, si cancella la situazione ed il rischio non c'è più. Ecco fatto: la pista non più ciclabile o pedonabile, ma solo "parcheggiabile", comodamente, a misura!! Una barriera di auto proteggerà gli impavidi ed incoscienti soggetti che volessero prodursi in performance fisiche. Semplicemente impedirà loro di arrischiarsi in una pista pedo-ciclabile ad Altamura!

Movimento Aria Fresca

sabato 10 luglio 2010

Un mare nero

Free TV Show from Ustream


Qualche settimana fa il Tar della Puglia detto NO alle trivellazioni off shore in Puglia tra Brindisi e Monopoli. L’assessore regionale pugliese all’Ambiente, Lorenzo Nicastro, ha reso noto che il Tar ha accolto il ricorso della Regione contro il decreto di VIA che dava l’ok a Northern Petroleum per l’esecuzione di sondaggi geosismici per la ricerca di idrocarburi al largo delle coste tra Monopoli e Brindisi.

Nell'epoca in cui il petrolio sia in via di esaurimento, si intensificano le attività di ricerca di nuovi giacimenti e sembra non fare più notizia lo sversamento tutt'oggi in corso di milioni di litri di petrolio nel golfo del messico. Nei prossimi giorni un nuovo tentativo, dopo diversi fallimenti, di bloccare la fuoriuscita di greggio che come marea nera sembra essere arrivata in Florida

Il contatore sopra conta la perdita ad oggi in galloni (1 gallone = 4 litri)

venerdì 9 luglio 2010

Partiti dalla Sinistra



I comitati campani per l'acqua pubblica denunciano la decisione di Sinistra, Ecologia e Libertà e Rifondazione comunista di entrare, martedì 6 luglio, nel Consiglio di amministrazione della Arin Spa di Napoli, società privata a capitale pubblico per la gestione dell'acqua. Una scelta in netto contrasto con la battaglia del Forum nazionale che ha dato vita al referendum sostenuto anche da SEL e PRC. Anche se si tratta di due singoli, sarebbe auspicabile una presa di distanza da parte di Vendola e Ferrero.

Ieri, martedi 6 luglio 2010, ci é giunta la notizia che nel nuovo Consiglio d'Amministrazione dell'Arin Spa sono stati nominati il segretario regionale di Sinistra Ecologia e Libertà, Peppe De Cristofaro, e Domenico De Falco, membro di Rifondazione Comunista.
Questi due partiti che hanno aderito a livello nazionale nel comitato sostenitore per il referendum, e che in Campania si sono mobilitati nella raccolta firma, sono in chiaro contrasto con la posisione del Forum nazionale dei movimenti dell'acqua, accettando la nomina di propri esponenti nel CdA di una Società per azione.

In questi mesi, ci siamo mobilitati nella raccolta firma per proporre tre quesiti referendari che hanno lo scopo di abrogare le leggi che in Italia costringono gli enti locali ad organizzare gare di appalto per aprire il mercato dell'acqua ai privati. La scelta di tre quesiti per abrogare 3 articoli di 2 leggi diverse vuole permettere di tornare ad una situazione in cui i comuni saranno liberi di scegliere il tipo di gestione che vogliono, e quindi di potere ripubblicizzare l'acqua liberamente .
Ricordiamo che il secondo quesito, che vuole l'abrogazione dell'articolo 150 della legge 152/2006, esprime nettamente l'opposizione dei movimenti dell'acqua alla gestione del servizio idrico con Società per azioni, esse siano con una partecipazione pubblica o meno.
Una società per azione, anche se detta Spa pubblica é sempre una società di diritto privato, società che per definizione tende a fare profitto. Riteniamo che l'acqua sia un bene comune fondamentale e che la sua gestione debba essere assolutamente pubblica, senza che nessuno possa fare profitto su un bene che consideriamo un diritto e non una merce. Per questo chiediamo da anni la ripubblicizzazione totale del servizio idrico.

Aderendo al comitato sostenitore per il referendum, e partecipando alla raccolta firma per i referendum, Sinistra Ecologia e Libertà e Rifondazione Comunista si erano quindi schierati nettamente con la linea del Forum Italiano dei movimenti per l'acqua pubblica.
Ma a Napoli, accettando di sedersi nel Cda di una Società per azione, la loro situazione é più che ambigua.
Questa scelta non é solo incoerente, ma é anche una scelta grave perché danneggia la battaglia in corso da anni a Napoli per arrivare alla gestione pubblica. Il Comitato acqua Napoli ha sempre rifiutato l'affidamento della gestione del servizio idrico ad aziende Spa, e se questi due partiti avessero rifiutato i posti proposti, questa scelta avrebbe rafforzato la nostra campagna.

Domenico De Falco e Rifondazione Comunista sostengono che il mandato é stato accettato con «l'impegno di operare per la ripubblicizzazione dell’acqua in piena sintonia con lo spirito referendario e con la consapevolezza del ruolo decisivo che questo organo avrà nei prossimi mesi.»
Questa é la scelta del partito, ma non é certo la nostra posizione. Questo Consiglio d'amministrazione nominato per 6 o 8 mesi sarà sicuramente uno degli ultimi, se non l'ultimo dell'attuale amministrazione Iervolino. Lavorare dall'interno per arrivare alla ripubblicizzazione totale diventa pressoché impossibile, considerando che le prossime elezioni amministrative sono previste a Napoli per la primavera del 2011.

Ricordiamo che il 30 giugno del 2006, i sindaci di Ato 2 deciserò di ritirare la delibera del 23 novembre 2004 che affidava la gestione dell'acqua ai privati. La Iervolino si espresse chiaramente a favore della gestione pubblica in house. In questi mesi, il sindaco Iervolino ha anche firmato per i nostri tre quesiti, esprimendosi in questo modo, in presenza della stampa, a favore della gestione pubblica del servizio idrico.
La nomina di questo nuovo Cosiglio di Amministrazione dell'Arin Spa é quindi in netta opposizione con le dichiarazioni precedentemente fatte.

Non solo a Napoli, ma in tutt'Italia, é chiara la posizione del Pd e del Pdl; entrambi questi partiti sono contrari alla gestione pubblica.
Ci saremmo però aspettati da chi si é mobilitato per raccogliere le firme per i nostri referendum un rifiuto di dividersi con Pd e Pdl i seggi del Cda dell'Arin Spa. Allienandosi alle scelte di Pd e Pdl, Sinistra ecologia e libertà e Rifondazione comunista sono in contrasto con la linea del Comitato campano per l'acqua pubblica.
Vogliamo però ringraziare i militanti di Rifondazione comunista che in provincia di Napoli si sono apertamente opposti alla scelta del loro partito e che in questi mesi di campagna si sono mobilitati con noi per la raccolta firma dando un enorme contributo.

Comitato campano per l'acqua pubblica

martedì 6 luglio 2010

FORMI GO HOME ?



da Movimento 5 stelle lombardia

Formigoni non solo è un presidente di Regione illegittimo per aver superato i due mandati consecutivi, ma è anche senza casa.
"Il MoVimento 5 Stelle nel presentare il ricorso contro l’eleggibilità di Roberto Formigoni ha riscontrato un fatto molto curioso relativo alla sua residenza. Il nostro avvocato ha provato a notificare l’atto del ricorso all’indirizzo di residenza che risulta dal sistema informativo del Comune di Milano, ma l’ufficiale giudiziario ha restituito l’atto sostenendo che l’edificio è disabitato. Inizialmente abbiamo pensato ad un errore del sistema, un mancato aggiornamento, ma quando è stato depositato il controricorso lo stesso Formigoni ha dichiarato come indirizzo di residenza lo stesso al quale avevamo provato a notificare l’atto. Incuriositi, abbiamo voluto provare a verificare di persona, telecamera alla mano, e ci siamo recati all’indirizzo in questione. Ebbene, a quell’indirizzo, c’è un edificio ancora in costruzione disabitato. Quando siamo arrivati c’erano dei vigilantes che vista la telecamera si sono defilati. Un cartello all’esterno parla di “lavori di completamento” iniziati (come risulta dalla DIA indicata nel cartello esposto) nell’aprile 2009. Un qualunque cittadino quando richiede la residenza in un comune è soggetto a controlli rigidi, vengono a trovarti i vigili urbani, controllano la casa, verificano che ci siano i letti per il numero di persone che sostengono di risiedere in quella casa, ti chiedono un bicchiere d’acqua o un caffè per verificare che in quella casa ci sia un frigorifero realmente funzionante e i generi di prima necessità. Se hanno dei dubbi contestano la residenza e te la negano. Chi ha verificato la residenza anagrafica di Formigoni? Dove ha la residenza anagrafica Formigoni? Ha forse preso la residenza al Pirellone con la convinzione di risiedere li a vita? Magari nel mega attico con giardino pensile costruito a nostre spese? Ma ci chiediamo ancora: Formigoni ha forse dichiarato il falso nella sua accettazione della candidatura? Ci poniamo queste domande e aspettiamo delle risposte. Loro non molleranno mai, noi neppure!"

venerdì 2 luglio 2010

Ieri & oggi di NICO DAMBROSIO



Gli italiani sono un popolo senza memoria si dice spesso e, molte volte, a ragione.
Non siamo abituati a guardare alle nostre spalle per capire quali passi ci hanno condotto al punto in cui siamo e, quindi, finiamo per muoverci come chi ha improvvisamente perso la vista come accade ai personaggi del romanzo "Cecità" di Saramago.
In questi giorni gira su facebook il ricordo di un'intervista rilasciata al Periodico Free dal nuovo presidente del Consiglio Nico Dambrosio e gira anche una foto (pubblicata sul sito Tillate.com) in cui si vede lo stesso Dambrosio che festeggia in compagnia di imprenditori altamurani (chi sono? Basta leggere le scritte sulle magliette...).
Padre Perlage ha dedicato una nota al passato e al presente intitolata "Altamura: La politica a misura d'azienda"
Quello che ci piacerebbe capire chiaramente è quali siano stati i passi, che da ciechi non abbiamo visto, che hanno portato questi "cambiamenti" e quanto queste modifiche siano anche nostre.
I nostri rappresentanti (politici, sindacali, religiosi...) sono lo specchio di quello che la maggior parte della comunità è: non sono anomalie o deformità ma semplici proiezioni.
I loro vizi sono i nostri, le loro virtù sono quelle che chiediamo a noi stessi.
Probabilmente ha ragione Saramago quando fa dire alla moglie del medico "Secondo me non siamo diventati ciechi, secondo me lo siamo, Ciechi che vedono, Ciechi che, pur vedendo, non vedono" [Cecità].




Quel che segue è semplicemente un pensiero dettato dall' intervista rilasciata a Free quattro anni fa e la situazione presente.
Nulla di personale nei confronti di costoro, ma considerato che rappresentano anche la mia persona mi permetto di fare qualche osservazione.
Innanzitutto parto dal presupposto che, le foto in questione non fanno parte di un album segreto o rubato a qualcuno; nè tantomeno foto scattate con apparecchiature da 007 e/o paparazzo.
Le foto in questione sono presenti sul sito Tillate.com, che immortala i più bei momenti discotecari scattando fotografie ai danzanti.
Non ne ero a conoscenza, salvo poi essere avvertito via mail da un anonimo che si dichiara pure di centrodestra.
Non voglio giudicare il tenore di vita di chi per una festa di compleanno decide di fare t-shirt, cappellini accompagnati da beveroni di prima qualità.
Quello che non riesco a digerire è la spudoratezza con cui chi dovrebbe rivestire un ruolo super partes, dato l'impegno politico decennale, manda all'aria tutte le regole e decide di mostrare pubblicamente un volto poco conosciuto.
La cosa si fa ancor più grave se soltanto quattro anni prima si è eretti paladini della giustizia, denunciando potentati economici che "condizionavano l'economia e la politica cittadina".
A me 'sta cosa non va proprio giù.
E a poco servono i commenti di chi è cieco e non guarda al di là del proprio orto.
Su certi argomenti non vale lo schieramento politico di appartenenza.
E' buon senso, è rispetto per chi in passato ti ha dato fiducia.
Tralasciando il fatto che, in questi giorni proprio esponenti del centrodestra hanno cavalcato l'onda di queste simpatiche fotografie.
Ma mi rendo conto delle grosse difficoltà di questa nuova amministrazione Stacca che, nonostante la bulgara vittoria, non riesce ad accontentare tutte le parti in gioco.
Ora mi chiedo..
C'era realmente bisogno di mostrarsi sino a questo punto, giocando a carte scoperte?
Che cosa si vuole dimostrare??
Che da paladini della buona politica si è diventati costola aziendale nella cosa pubblica??
Certo è che se sino a ieri l'ombra aziendale si intravedeva all'orizzonte, oggi abbiamo la conferma che è parte integrante di questa amministrazione comunale.
Senza però non guardare dall'altra parte.
Perchè la grande mammella ha allattato tutti gli schieramenti.
Ma, e mi ripeto, la spudoratezza in politica è la fine della politica.
Vi abbraccio.
Vs. Padre Perlage

giovedì 1 luglio 2010

1° Luglio: sciopero dei magistrati e manifestazione contro la Legge Bavaglio



Oggi i magistrati protestano...sapete perché?
I magistrati -afferma un comunicato della Anm (Associazione nazionale magistrati) - sono consapevoli della crisi economica in cui versa il Paese e non intendono sottrarsi al loro dovere di cittadini e di contribuenti, ma devono denunciare che le misure approvate dal Governo sono ingiustamente punitive nei loro confronti e di tutto il settore pubblico. E' inaccettabile essere considerati non una risorsa, ma un costo o addirittura uno spreco per la giustizia.
Questa manovra -afferma la nota-
1)incide unicamente sul pubblico impiego, senza colpire gli evasori fiscali (gia' beneficiati da numerosi condoni), i patrimoni illeciti, le grandi rendite e le ricchezze del settore privato; 2)paralizza l'intero sistema giudiziario e scredita e mortifica il personale amministrativo; svilisce la dignita' della funzione giudiziaria e mina l'indipendenza e l'autonomia della magistratura; 4)incide in misura rilevante sulle retribuzioni dei magistrati nella prima fase della carriera, soprattutto dei piu' giovani che subiscono una riduzione di stipendio fino al 30 per cento. Questo significhera' allontanare i giovani dalla magistratura; 5)colpisce in maniera iniqua, indiscriminata e casuale. Ad esempio, un pubblico dipendente (magistrato o altro funzionario) con uno stipendio lordo di 150.000 euro subira' un taglio di stipendio di 3.000 euro lordi l'anno (cioe' il 2% dello stipendio), mentre un magistrato di prima nomina con uno stipendio lordo di circa 40.000 euro subira' tagli complessivi per circa 10.000 euro lordi l'anno (circa il 25% dello stipendio)''.
'L'Anm -prosegue la nota- chiede al Governo interventi strutturali che consentirebbero di ridurre le spese nel settore giustizia e di recuperare risorse per lo Stato, secondo le proposte piu' volte avanzate dalla magistratura associata:
a)la soppressione dei piccoli Tribunali, delle sezioni distaccate di Tribunale e della meta' degli Uffici del Giudice di pace; misure che consentirebbero di risparmiare, a regime, decine di milioni di euro;
b)il recupero delle pene pecuniarie e delle spese di giustizia, circa 1 miliardo di euro l'anno;
c)la sospensione dei processi con imputati irreperibili (che costano decine di milioni di euro solo per il pagamento delle spese di patrocinio). I magistrati intendono denunciare all'opinione pubblica e al Paese le gravi disfunzioni del sistema giudiziario, rappresentando le attivita' di supplenza di cui si fanno carico quotidianamente nell'interesse dei cittadini''.

Se i magistrati hanno deciso di fermare la macchina della giustizia, la Federazione nazionale della Stampa e numerosissime associazioni hanno deciso di fermare l'attenzione dell'opinione pubblica sulla legge bavaglio ovvero il disegno di legge che ridisegna le regole per l'utilizzo e la pubblicazione delle intercettazioni.
Le due proteste non sono unite solo dalla data scelta ma anche dall'oggetto comune: la giustizia. Troppo lenta, troppo invasiva della privacy (invocata per proteggere alte cariche dello stato ma inesistente quando si tratta, ad esempio, di stranieri), troppo politicizzata, dicono.
E sul banco degli imputati finisce anche chi racconta i processi e quindi la stampa e così, anzicché limitarsi ad applicare le norme che già tutelano la dignità di indagati e imputati e proteggono la segretezza degli atti processuali, si decide di impedire del tutto la pubblicazione delle intercettazioni e, addirittura, di rendere farraginoso e ancor più difficile il ricorso a questo importantissimo mezzo di ricerca della prova.
Eppure la cronaca e la critica giudiziaria sono essenziali alla democrazia.

All'interno delle società democratiche deve riconoscersi alla stampa e ai mass media il ruolo di fori privilegiati per la divulgazione extra moenia dei temi agitati all'interno delle Assemblee rappresentative e per il dibattito in genere su materie di pubblico interesse, ivi compresi la giustizia e l'imparzialità della magistratura. Il ruolo fondamentale nel dibattito democratico svolto dalla libertà di stampa non consente in altri termini di escludere che essa si esplichi in attacchi al potere giudiziario, dovendo convenirsi con la giurisprudenza della Corte EDU allorchè afferma che i giornali sono i "cani da guardia" (watch-dog) della democrazia e delle istituzioni, anche giudiziarie (tra molte: Kobenter e Standard c. Austria caso n. 60899/00). Proprio la Giurisprudenza CEDU ha costantemente ribadito che questi ultimi costituiscono il mezzo principale diretto a garantire un controllo appropriato sul corretto operato dei giudici. Sulle medesime premesse, la giurisprudenza di questa Corte ha già da tempo riconosciuto come sia, da un lato, "di enorme interesse per la comunità nazionale la corretta e puntuale esplicazione dell'attività giudiziaria e, dall'altro, come critica e cronaca giornalistica volte a tenere o a ricondurre il giudice nell'alveo suo proprio vadano non solo giustificate, ma propiziate" (Cass. sez. 5^, n. 3743 del 23.1.1984, Franchini, in Cass.pen. 1984, 1539). [CASSAZIONE 25138 del 2007]

La Federazione nazionale della Stampa italiana (FNSI) insieme con numerose associazioni promuove il primo luglio a Roma e in altre località d’Italia una mobilitazione nazionale contro il disegno di legge Alfano. "Un’iniziativa nel segno della Costituzione, per dar voce ai soggetti e ai temi che verrebbero oscurati se passasse un provvedimento che colpisce al tempo stesso il lavoro dei giornalisti e il diritto dei cittadini di conoscere le vicende del Paese"-


La manifestazione avrà luogo anche a Bari.

Giovedì 1 luglio a Bari, in Piazza della Libertà, presso il porticato antistante il Teatro Piccinni, si terrà la manifestazione nazionale promossa dalla FNSI contro la proposta di legge del Governo nota come “Legge Bavaglio” a cui il Popolo Viola aderisce.
Abbiamo il dovere di protestare contro questo decreto perché vogliamo che l’informazione sia libera e soprattutto alla portata di tutti.
Chiediamo a tutti voi di partecipare a questo importante evento.
Vi aspettiamo dalle 19.30.

“DISOBBEDIENZA CIVILE ALLA LEGGE BAVAGLIO”

Il popolo viola Bari.