venerdì 7 agosto 2009
Rifiuti SALATI
Per l'anno 2009 pagheremo ancora di più per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. La brutta notizia la si può leggere nelle pagine 49-52 del bollettino regionale del 9 luglio o sul sito altamura2001. Altamura (come molti altri comuni) dovrà pagare 15 euro per ogni tonnellata di rifiuti non differenziati non avendo raggiunto nel 2008 l'obiettivo minimo di raccolta differenziata fissato al 32%.
A dire il vero il dato della raccolta differenziata della nostra città non è mai pervenuto al Servizio Gestione Rifiuti e Bonifiche della Regione puglia, come si evince dalla lettura della pag. 50 del bollettino ("il Comune di Altamura non ha inviato la dichiarazione relativa a produzione rifiuti e raccolte differenziate").
Il costo economico si aggiunge a quello ecologico che la nostra terra ha già pesantemente pagato. La cultura della riduzione e della raccolta differenziata dei rifiuti non è radicata nel nostro territorio, ma le istituzioni dovrebbero fare di più a meno di volersi arrendere a pagare costi esorbitanti. Non solo in denaro.
giovedì 6 agosto 2009
influenza suina
Vendere farmaci a gente sana. Inventare malattie piuttosto che farmaci. E’ un business in voga che rende l’industria farmaceutica la più florida del pianeta. Una strategia per rafforzare posizioni di monopolio ed assicurarsi solide fette di mercato, spesso a danno della salute pubblica dei cittadini. Lo denuncia “Inventori di Malattie” , una co-produzione Rai Tre/C’era una volta e Alhambra Factory, in onda ieri sera su RaiTre alle 23.40. Il viaggio-inchiesta che parte dagli Stati Uniti e traccia un inquietante racconto sulla "colonizzazione farmaceutica" di larghe fette di popolazione del pianeta, attraverso le suggestioni ammiccanti delle campagne pubblicitarie, gli innumerevoli conflitti d’interesse e le tante complicità occulte.
L’industria farmaceutica, costretta dalla Borsa ad aumentare sempre di più i propri profitti, non si può permettere battute d’arresto.
Numerose le interviste del documentario: a medici (Marcia Angell, Silvio Garattini, Steve Woloshin, Lisa Shwartz), giornalisti (Melodie Petersen, Merrill Goozner), oltre che avvocati ed economisti (J. Stiglitz) e due importanti insider (Peter Rost, ex vice direttore marketing della Pfizer e Mike Oldani, ex informatore farmaceutico).
Ecco alcune frasi tratte dalle interviste:
- “L’unica innovazione degli ultimi anni nel settore farmaceutico è il marketing” (Marcia Angel)
- “Ho definito il settore farmaceutico una mafia perché agisce e si comporta esattamente come la mafia” (Peter Rost)
- “Dal momento in cui viene fatta una causa ad una casa farmaceutica al momento in cui questa dovrà pagare una multa passa talmente tanto tempo che il guadagno dalla vendita di quel farmaco è molto, molto superiore al costo della multa che la casa farmaceutica dovrà pagare” (K. B. Menzies, avvocato)
- “Vendono paura, paura d’invecchiare, di ammalarsi, paura di essere adolescenti, paura degli altri…” (M. Petersen)
- “La Chadd, l’associazione di pazienti per la cura dell’ADHD, ha poi ammesso di aver preso 700.000 dollari dalla Novartis, la casa farmaceutica produttrice del Ritalin” (M. Oldani)
Fonte: Unimondo [che fin dall'inizio ha sostenuto la serie di documentari "C'era una volta" ideata da Silvestro Montanaro].
mercoledì 5 agosto 2009
LA PILLOLA NON VA GIU'
I vescovi italiani non si sono risparmiati contro la pillola abortiva RU-486, minacciando di scomunica donne e medici che ne faranno uso.
A loro due domande:
il diritto alla vita non riguarda anche quei neonati degli immigrati irregolari che non potranno essere riconosciuti dai propri genitori perchè rei di clandestinità? Oppure un neonato essendo ormai nato, può badare da solo a se stesso!
Il diritto alla vita passa anche per il diritto all'acqua (acqua che in Italia è divenuta merce per legge da più di un anno): dove sono i vostri anatemi e le vostre denunce a riguardo?
La pillola non va giù (fonte Manifesto.it)
martedì 4 agosto 2009
Unicef a tutto gas
Il TG1 delle 13,30 del 2 agosto dedicava diversi minuti ad una notizia inutile quanto dannosa (notizia quasi del tutto assente sul web).
A l'Aquila l'Unicef ha patrocinato un evento del Ferrari Club Passione Rossa per portare 50 Ferrari nel parcheggio di un centro commerciale del capoluobo abruzzese.
Cosa centra l'Unicef con la Ferrari? Nel sito dell'associazione di Pescara si legge "...i bambini avranno modo durante la giornata di provare l'emozione di un giro su una rossa di Maranello". Poveri bimbi rincoglioniti da rombi assordanti e puzza di smog in un parcheggio assolato dei un romantico centro commerciale (l'Aquilone).
Un we in mezzo ai boschi o al mare?
lunedì 3 agosto 2009
Pacchetto (in)sicurezza? Noi disobbediamo!
“Se voi avete diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri allora vi dirò che, nel vostro senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e oppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia Patria, gli altri i miei stranieri”. Don Lorenzo Milani
Si estende il fronte della protesta al cosiddetto "pacchetto sicurezza" approvato con voto di fiducia dal Parlamento ai primi di luglio che inizierà a entrare in vigore il prossimo 8 agosto.
Tra le numerose norme contestate vi è quella che obbliga gli stranieri irregolarmente presenti in Italia a mostrare il permesso di soggiorno negli atti di stato civile.
Raffaele Salinari, presidente di Terre des Hommes Italia, ha dichiarato: "L’impossibilità di registrare all’anagrafe i figli degli immigrati irregolarmente presenti sul nostro territorio significa che questi bambini saranno condannati all’invisibilità e che non potranno né andare a scuola né essere curati dalla sanità pubblica. L'alternativa per loro è essere dichiarati figli di nessuno e quindi adottabili, pur avendo dei genitori".
Terre des hommes ha perciò chiesto al Governo di correggere in fase di attuazione alcune delle ingiustizie più palesi e delle storture più evidenti e chiediamo di aprire sin d’ora un tavolo tecnico con la partecipazione di magistrati ed esponenti del mondo dell’Associazionismo per restituire ai bambini, indipendentemente dal loro status giuridico, il diritto all’identità".
Richieste al Governo sono avanzate anche dalle associazioni che nei mesi scorsi aveva lanciato la campagna "Siamo medici non spie!" per mantenere il "divieto di segnalazione" per gli stranieri privi di permesso di soggiorno che ricevono cure sanitarie. MSF, ASGI, SIMM e OISG chiedono al Governo di introdurre disposizioni che garantiscano la piena applicazione del "divieto di segnalazione" degli stranieri privi di permesso di soggiorno. Le associazioni sollecitano inoltre "le Autorità sanitarie nazionali e regionali, a diramare chiare e tempestive disposizioni volte a confermare che l'accesso alle strutture sanitarie da parte degli stranieri non in regola con le norme sull'ingresso e il soggiorno non può comportare, da parte del personale sanitario, alcun obbligo (ma neanche la facoltà) di denuncia degli stranieri in oggetto se non nei casi in cui sia obbligatorio il referto, a parità di condizioni con il cittadino italiano".
Dal mondo cattolico è partito l'appello 'Onoriamo i poveri' firmato da oltre 100 religiosi per attuare pratiche di accoglienza, di solidarietà e di disobbedienza pubblica verso le norme contenute nel pacchetto sicurezza. L'appello lanciato dall'associazione 'Beati i costruttori di pace' e ripreso da diversi siti cattolici non intende proporre i religiosi "come oppositori politici", ma "come portatori di una necessità pastorale e civile, dichiarandoci obiettori di coscienza". "Con i fatti e non solo a parole - ribadiscono i religiosi - ci riconosciamo nella umanità e nella dignità di tutte le persone, che vengono colpite da questa legge iniqua; intendiamo onorare i poveri. Se non lo facessimo negheremmo le nostre persone e la nostra missione e tradiremmo le nostre comunità. Perciò dichiariamo in coscienza la nostra obiezione pubblica. Vale anche per noi bisogna obbedire a Dio, invece che agli uomini".
E numerose associazioni trentine invitano a continuare ad aderire all'appello online "Pacchetto (in)sicurezza? Noi disobbediamo!" che chiede ai referenti politici "sostanziali modifiche alla legge appena approvata", di "non permettere il sorgere di alcuna associazione volontaria per la sicurezza" e "favorire le iniziative di relazione e integrazione"; ai pubblici ufficiali di "praticare la disobbedienza civile non denunciando lo straniero irregolare" e alla cittadinanza di "sostenere tutte le iniziative di accoglienza, solidarietà e tutela dei diritti fondamentali di ogni persona".
Fonte: Unimondo.org
domenica 2 agosto 2009
L'AUSTRALIA contro l'acqua in bottiglia
Americani e italiani in testa, seguiti a ruota dal resto dei Paesi industrializzati, bevono sempre di più acqua in bottiglia. Quanto contribuiscono al deterioramento dell'ambiente? Spiega Todd Jarvis della Water Resources Graduate Program alla Oregon State University (Usa): "Ogni anno, nel mondo, si consumano 81 milioni di litri di petrolio e 600 miliardi di litri di acqua (necessari per la lavorazione della plastica) per produrre 154 miliardi di acqua minerale in bottiglia. E questo alimenta un favoloso business che oggi ha raggiunto i 100 miliardi di dollari all'anno e che continua a crescere, visto che dal 1978 ad oggi è aumentato del 2.000%".
Per produrre 1 chilo di Pet (polietilen-tereftalato), la plastica usata per le bottiglie, sono necessari poco meno di 2 chili di petrolio e 17 litri di acqua, la cui lavorazione rilascia nell'atmosfera 2,3 chili di anidride carbonica, o40 grammi di idrocarburi, 25 grammi di ossidi di zolfo e 18 grammi di monossido di carbonio. A cui poi va aggiunto l'inquinamento per il trasporto, visto che solo il 25% delle acque in bottiglia bevute in un Paese provengono dalle industrie nazionali, le altre devono varcare uno o più confini. Forse vale la pena rifletterci.
(Fonte: La Repubblica)
Del resto in un sistema competitivo di mercato - in cui le relazioni hanno natura strumentale, lo scambio è mediato dalla moneta e finalizzato al profitto - sembra "normale" che anche il mondo naturale sia valutato in funzione della sua utlità produttiva ed economica. In fondo la "mercificazione dell'acqua" non è che la punta dell'iceberg di un processo iniziato da secoli che ha prodotto risultati fallimentari da un punto di vista etico (giacché lesivo della dignità umana e "produttore" di disuguaglianze), ambientale (poiché causa di danni ed alterazione dei cicli ecologici) e socio - economico (quale motivo di miseria e conflitti). Margherita Ciervo, Geopolitica dell'acqua
sabato 1 agosto 2009
Il Comitato Pugliese AcquaBeneComune incontra Vendola
Il 27 luglio - finalmente - si è svolto l'incontro del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” e del Forum Nazionale dei Movimenti per l’Acqua con il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola e con il capo di gabinetto Francesco Manna.
"La delegazione che ha incontrato il Presidente Vendola era composta da 14 persone: 10 del Comitato Pugliese [n.d.r. c'eravamo anche noi!!], Marco Bersani, Rosario Lembo, Corrado Oddi e Tommaso Fattori.
La riunione – durata oltre due ore – è stata piuttosto interessante. Qui di seguito, per brevità, riportiamo i punti salienti.
Per primo è stata posta la questione della candidatura della città di Bari ad ospitare il Forum Mondiale dell’Acqua (delle multinazionali) nel 2015. Rispetto a questo è stato ribadito da parte nostra la totale contrarietà a questa ipotesi e, invece, l'utilità che la Regione Puglia interloquisca con l'ONU perché esso si faccia promotore di un proprio Forum mondiale dell'acqua e che, in tale contesto, la Regione Puglia avanzi la propria candidatura ad ospitarlo. Su quest'impostazione la Regione ha convenuto e, dunque, si attiverà conseguentemente.
Secondo punto all’ordine del giorno è stato il processo di ripubblicizzazione dei servizi idrici e dell’acquedotto pugliese SpA.
A tale riguardo è stata decisa l’apertura di un tavolo di lavoro fra Regione, Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” e Forum nazionale dei Movimenti dell’Acqua che si avvierà il prossimo settembre per esaminare gli scenari e le possibilità alla luce dell’attuale quadro nazionale e regionale.
Inoltre, l’incontro è stato anche l'occasione per chiedere e aprire un’interlocuzione diretta con la Regione, chiarendo e superando le chiusure in passato emerse, che avevano fatto slittare di ben due anni la possibilità di incontro".
Comitato Pugliese Acqua Bene Comune