giovedì 27 novembre 2014

ilGRILLAIO A SCUOLA di ALTRA AMMINISTRAZIONE




Comunicato stampa
Il Movimento ilGRILLAIO VA A SCUOLA di
ALTRA AMMINISTRAZIONE

Venerdì 28 Novembre, in occasione della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, si terrà a Bari l’appuntamento con la Scuola di Altra Amministrazione evento organizzato anche quest’anno dall’associazione “Comuni Virtuosi”.
La Scuola di Altra Amministrazione si pone come obiettivo quello di favorire lo scambio di conoscenze e buone pratiche tra diverse amministrazioni, mettendo in rete i progetti e soluzioni, creando supporti e servizi per ulteriori iniziative e sviluppando una strategia comune per perseguire i migliori risultati nella gestione dei beni comuni. In questa edizione saranno presenti:
Ezio Orzes assessore all’ambiente di Ponte delle Alpi, (il comune più virtuoso e riciclone d’Italia), il quale parlerà del servizio “porta a porta spinto”;
Gabriele Folli assessore con delega all’ambiente / mobilità / gestione del verde pubblico per il comune di Parma;
Michelangelo Marchesi assessore con delega per le materie dell'ambiente e mobilità per il comune di Trento.
Paolo Contò, direttore del Consorzio Priula, che gestisce una rete di 400.000 assunti, il quale presenterà il punto di vista di chi, con i rifiuti, riesce a fare impresa sana;
Eliana Bruschera, della Novamont di Novara, specializzata in comunicazione ambientale e raccolta differenziata che presenterà l’esperienza della raccolta domiciliare dell’umido nel Comune di Milano.
Amministratori e tecnici spiegheranno come si possono estendere a città di medie dimensioni i loro stessi progetti ottenendo risultati altrettanto positivi.

Ricordiamo che Altamura vive ancora una sorta di “anomalia” in merito alla gestione dei rifiuti. Impegniamo oltre un terzo del nostro bilancio comunale per coprire l’intero costo del servizio di gestione e ciò nonostante i risultati di raccolta differenziata sono lontani anni luce da quel 65% fissato dall’art. 205 del Dlgs 152/06. Questo accade in barba alla direttiva quadro del 2008 approvata dall’Unione Europea la quale, peraltro, stabilisce che prevenzione abbia un ruolo fondamentale all’interno del sistema di gestione dei rifiuti.
A fronte di tutto ciò, nei giorni scorsi, il movimento IlGrillaio ha protocollato presso gli uffici del comune di Altamura un invito rivolto all’intera amministrazione, convinti che questa possa essere una grande occasione per ogni Comune per condividere l’esperienza di quelle amministrazioni che hanno intrapreso da tempo il percorso per una sana gestione dei rifiuti.
Considerato che un’attenta politica di gestione dei rifiuti che punti alla logica della prevenzione e del riuso di beni e materiali, produce risultati in termini di benefici per la salute dell’ambiente e dei cittadini, abbiamo ritenuto importante estendere tale invito anche ai nostri amministratori, che ancora faticano a far propri tali concetti.
Siamo convinti sempre più che occuparsi di RIFIUTI sia un atto di profonda responsabilità verso la città oltre che di assoluta necessità.
Come sosteniamo da anni, l’unica strada percorribile è quella dei “RIFIUTI ZERO”.

PERCHE’ IL FUTURO E’ NERO SE NON E’ A RIFIUTI ZERO.
Movimento Il Grillaio Altamura


mercoledì 19 novembre 2014

CICLOPROTESTA “SALVA L'ACQUA DAL PETROLIO”


comunicato stampa
CICLOPROTESTA “SALVA L'ACQUA DAL PETROLIO”
L'ACQUA NON SI FERMA AL CONFINE REGIONALE ED UNISCE PUGLIA E BASILICATA



Domenica 23 novembre 2014 partenza ore 9,00 la Puglia e la Basilicata saranno unite dall'allegria di una ciclopasseggiata (a petrolio zero) per riaffermare la priorità della tutela dell'acqua potabile di fronte ai rischi derivanti dalle estrazioni petrolifere in terra lucana.
La RETE APPULO-LUCANA SALVA L'ACQUA (costituitasi lo scorso 5 aprile) invita TUTTI a partecipare alla cicloprotesta SALVA L'ACQUA dal petrolio.
Due le partenze in sincrono alle 9,00: da Altamura (Piazza Zanardelli) e da Matera (sta­zione Villa Longo). L'arrivo è previsto per le 11,00 nel piazzale del centro commerciale di Borgo Venusio, dove i 2 “fiumi” di biciclette pugliesi e lucane si incontreranno, come si incontrano quotidianamente i nostri destini rispetto alle estrazioni petrolifere.
Le indagini scientifiche condotte da ARPAB e da EHPA (prof.ssa Colella - Univer­sità Basilicata) fanno sospettare che l'invaso del Pertusillo, che serve l'Acquedotto Pugliese, sia già occasionalmente soggetto a picchi di inquinamento. In ogni caso appare evidente che, in assenza di azioni rivolte a ridurre la pressione antropica (effetto di de­purazioni inefficienti o assenti e di estrazioni petrolifere) lo stato ecologico dell’invaso sia destinato a peggiorare e, potenzialmente, ad oltrepassare la soglia critica.
La mappa accanto è molto eloquente: circa 3/4 della Basilicata sono mi­nacciati dalle tri­velle.
La recente approvazione del­la legge c.d. “Sblocca Italia” rende il quadro ancora più preoccumpante. L'obiettivo di raddop­piare le estrazioni petrolifere sia sulla terra che in mare, mette ancora più in pericolo il DIRITTO ALL'ACQUA POTABI­LE con conseguente danno per tutta la catena alimenta­re, dall'agricoltura, all'alle­vamento, al turismo e alla vita in generale. Le attività turistiche ed agricole (e le attività economiche ad essi con­nesse rischiano la chiusura a fronte di benefici irrisori per il territorio regionale e trascu­rabili per l’intera nazione.
L’inquinamento di acqua, aria, suolo non si ferma ai confini geografici. Occorre una presa di coscienza anche delle comunità pugliesi: l'adesione alle istanze dei movi­menti lucani è dettata dal principio di solidarietà ma anche dalla necessità di tutelare in particolare l’Acqua, un bene vitale che la Puglia riceve dalla Basilicata.
UN SOLO BICCHIERE D'ACQUA VALE PIÙ DI MILLE BARILI DI PETROLIO!
Tutti i componenti della Rete Appulo-Lucana Salva-l'acqua vi aspettano pieni di energia VERDE, PULITA per dire NO AL PETROLIO e SÌ all'ACQUA, alla VITA.
Perchè si scrive salva l'acqua e si legge salva la vita

Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA

Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Movimento Aria Fresca, Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, 
AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata, Medi­terraneo NO TRIV, Ass. Ross@, 
Legambiente Matera, AcquaBeneComune Giovinazzo,, AcquaBeneComune Lecce, NO TRIV Terra di Bari.
#salvalacqua

lunedì 17 novembre 2014

La Rete SALVA l'ACQUA scrive al vescovo e ai parroci di Altamura e Matera





La data del 23 novembre si avvicina, si iniziano a preparare le bici... Nel frattempo la Rete SALVA L'ACQUA lancia un appello al Vescono ed ai parroci di Altamura e Matera. 












Alla c.a.
del Vescovo Giovanni Ricchiuti
del Vescovo Salvatore Ligorio
di tutti i Parroci di Altamura, Gravina e Matera
ALLA STAMPA




LETTERA APERTA
16.11.2014

Gentili Vescovi, gentili Parroci,
la Rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA riunisce comitati, gruppi e associazioni di cittadini attivi di Puglia e Basilicata che hanno tutti a cuore il diritto all'Acqua potabile e la salvaguardia del Bene Comune per eccellenza: l'ACQUA.
La Rete è nata ad aprile 2014 in seguito alla diffusione di preoccupanti notizie diffuse da alcuni mezzi di informazioni e da diversi comitati lucani. Tali informazioni, supportate da studi scientifici (anche della stessa ARPAB) evidenziano come il lago sia già occasionalmente soggetto a picchi di inquinamento; comunque appare evidente che, in assenza di azioni rivolte a ridurre la pressione antropica (soprattutto per le estrazioni petrolifere) lo stato ecologico dell’invaso sia destinato a peggiorare e, potenzialmente, ad oltrepassare la soglia critica.
In particolare sono motivo di forte allarme gli ultimi provvedimenti normativi (legge c.d. Sblocca Italia) prefigurano un raddoppio delle estrazioni petrolifere in Basilicata e di conseguenza i pericoli sono destinati ad aumentare mettendo a serio rischio il DIRITTO ALL'ACQUA POTABILE con conseguente danno per tutta la catena alimentare, dall'agricoltura, all'allevamento, al turismo e alla vita in generale.
Potrebbe facilmente ripetersi ciò che è avvenuto in Texas qualche decennio fa ossia la trasformazione definitiva di questo territorio in un deserto inservibile, una nuova terra dei fuochi.
Ci rendiamo conto che queste affermazioni possono apparire apocalittiche ma dati scientifici e la storia di altri siti non lasciano ben sperare.
Il decreto sbocca-italia, recentemente convertito in legge, non consente più agli enti locali di invocare il principio di precauzione che consentiva ai comuni di impedire lo scempio. Le istanze per la ricerca di idrocarburi, poi, sono aumentate vertiginosamente in quanto diverse multinazionali senza scrupoli si sono gettate nell'affare.
Dall'altra parte sono tanti i movimenti e le associazioni che cercano di opporsi a questa operazione il cui risultato sarebbe l'ulteriore impoverimento del territorio.
I vescovi di Molise e Abruzzo (Bregantini e Valentinetti) hanno redatto un documento in cui si dicono molto preoccupati per le conseguenze delle estrazioni nell'Adriatico.
Non possono suscitare meno allarme le estrazioni fatte nel territorio dove insistono falde acquifere che forniscono acqua potabile a 3 regioni!!
Il clima di ignavia così largamente diffuso rende difficile il coinvolgimento e l'impegno anche su un tema così grave.
Siamo convinti che i temi della pace e della difesa del creato siano a pieno titolo temi spirituali e religiosi come ci insegnano tanti Profeti e Testimoni cristiani, da san Francesco a don Tonino Bello. “Risvegliare” le coscienze e stimolare l’assunzione di responsabilità individuale e collettiva, è necessario in un momento in cui il diritto all'acqua potabile è messo a serio rischio dalle trivelle petrolifere.
Vi invitiamo, dunque, a promuovere momenti di informazione e presa di coscienza nelle Vs. parrocchie.
L’autunno appena iniziato vedrà partire in Puglia e in Basilicata una straordinaria mobilitazione con una campagna di sensibilizzazione sul tema della salvaguardia del DIRITTO ALL’ACQUA POTABILE a partire da una

Ciclopasseggiata SALVA-L'ACQUA dal petrolio
prevista per il 23 novembre 2014 Ore 9,00
con PARTENZA da ALTAMURA (p.zza Zanardelli) e
da MATERA (Stazione Villa Longo) e
e ARRIVO al piazzale del centro commerciale di Borgo Venusio.
La Rete appulo-lucana SALVA l'ACQUA si rende disponibile a partecipare ai momenti di confronto che vorrete promuovere nelle Vs. comunità parrocchiali.
Sicuri che la tutela dell'ACQUA (e dunque della VITA) incontri la Vostra sensibilità porgiamo
saluti di Pace.

Rete appulo-lucana
SALVA L'ACQUA
 


sabato 8 novembre 2014

NO ALLO SBLOCCA ITALIA: MILLE BARILI DI PETROLIO NON VALGONO UN SOLO BICCHIERE DI ACQUA



Al Presidente della Regione Puglia - Nichi Vendola
Al presidente del Consiglio regionale pugliese - Onofrio Introna
Agli assessori della Regione Puglia
Ai Consiglieri della Regione Puglia

La Rete SALVALACQUA appulo-lucana che fonde le sorti di cittadini/e, movimenti e associazioni uniti per salvare l’acqua dalle trivelle, esprime preoccupazione sul Decreto “Sblocca Italia” varato dal governo Renzi il 12 settembre 2014.

L’intenzione del Governo di convertire in legge il Decreto “Sblocca Italia” dimostra che ci troviamo dinanzi ad un POTERE CENTRALE che, impedendo alle Regioni di prendere posizioni politiche, vuole soffocare ogni forma di interlocuzione con gli abitanti dei territori e ogni libera iniziativa di movimenti ed associazioni che ormai da anni chiedono di poter partecipare alle scelte energetiche del paese (artt. 7, 36, 37 e 38).

Noi della Rete SALVALACQUA riteniamo che il potere della Regione non possa essere ridotto al mero rilascio di un nullaosta ma si configuri come un chiaro atto di responsabilità verso il territorio. In ambiti così delicati, che si legano in maniera viscerale al nostro quotidiano, l’opinione dei nostri rappresentanti deve essere coerente con l’indirizzo politico di appartenenza, affinché si palesi la volontà di tutelare paesaggio e salute come sancito nella costituzione.

Avallare un atto legislativo espressamente in contrasto con i principi della Carta Costituzionale significa privare i cittadini di ogni possibilità di confronto.

La salvaguardia di TERRA, ACQUA e ARIA é il presupposto imprescindibile per un’economia sana e sostenibile in cui noi cittadini attivi crediamo e che può essere l’antidoto vero alla crisi che stiamo vivendo; la politica dell’oro nero non rappresenta la soluzione per i più, ma sicuramente un buon affare per pochi.

Attività estrattive

Renzi nel suo Decreto per le “semplificazioni” descrive le attività petrolifere come l’anticrisi per eccellenza, dimenticando che sono anni che le popolazioni locali pongono l’accento sul fatto che questa “logica di sviluppo”, non guarda al futuro ed è in contrapposizione con le vocazioni del nostro territorio, non rispetta il principio della tutela e salvaguardia ambientale e pone un freno ai settori che rappresentano la vera ricchezza di questo paese: quello agropastorale, ittico e turistico. Il Decreto semplifica realmente solo i vincoli, le procedure e le tempistiche che servono ad impedire ai soliti affaristi di depredare e violentare la nostra terra.

Acqua Bene Comune SI / Acqua Bene Comune NO

Se da un lato, disattendendo il referendum del 2011, si dà sempre più spazio alla mercificazione e privatizzazione di un bene comune, dall’altro non possiamo essere più sicuri neanche di ciò che la natura ci offre: si mette in discussione la QUALITA’ dell’acqua, quella dei nostri mari e quella di cui è ricco il nostro sottosuolo e che entra nella nostra catena alimentare.


MILLE BARILI DI PETROLIO NON VALGONO UN SOLO BICCHIERE DI ACQUA

La Rete Salva l'acqua alla luce di queste imminenti minacce intende difendere il territorio e la salute pubblica anche appellandosi agli aspetti INCOSTITUZIONALI del Decreto “Sblocca Italia” e con la presente

CHIEDE

· al Consiglio Regionale pugliese ed al suo Presidente Nichi Vendola, che siano impugnati dinanzi alla Corte Costituzionale gli artt. 7, 36, 37 e 38 del decreto sblocca Italia - nonché l'eventuale legge di conversione qualora vengano confermati o modificati in peius - entro il 12 Novembre 2014, termine ultimo per la conversione dello stesso in legge, così come fatto dai Consigli regionali di Basilicata e Abruzzo;

· alla Regione Puglia di farsi promotrice di tale istanza verso le altre regioni, riavviando il percorso che aveva portato cinque consigli regionali (Puglia, Veneto, Abruzzo, Molise e Marche) ad approvare una proposta di legge riguardante il “divieto di ricerca, prospezione e coltivazione di idrocarburi liquidi”.


Contrastare il decreto “Sblocca Itala” è un obbligo per ogni cittadino e per gli amministratori locali, affinché la bellezza e la genuinità della nostra regione non siano soffocate dagli interessi di pochi petrolieri, cementificatori, gestori di discariche, inceneritori e poche finte bonifiche.


Perché si scrive salva l’acqua e si legge salva la vita

Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA


Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata, Mediterraneo NO TRIV, Ass. Ross@, AcquaBeneComune Giovinazzo, AcquaBeneComune Lecce, AcquaBeneComune Brindisi, Legambiente Circolo di Matera

sabato 25 ottobre 2014

La Rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA: RIAFFERMARE IL PRIMATO DELL'ACQUA sul PETROLIO



 comunicato stampa

 La Rete appulo-lucana SALVA L'ACQUA alla sua 5^assemblea
ANNUNCIATE NUOVE INIZIATIVE contro lo SBLOCCA ITALIA per
RIAFFERMARE IL PRIMATO DELL'ACQUA sul PETROLIO
NON SI ESCLUDE UN RICORSO ALLA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA


Domenica 19.10.2014, ad Altamura ha avuto luogo la 5^ assemblea della Rete SAL­VA L'ACQUA che riunisce comitati e gruppi attivi pugliesi e lucani che operano in diversi contesti, ma hanno tutti a cuore il diritto all'Acqua potabile e la salvaguardia del Bene Comune per eccellenza. All'odg l'allerta suscitata dagli ultimi sviluppi legislativi che, con il decreto “Sblocca-Ita­lia” creano le condizioni per ulteriori catastrofi ambientali inevitabili laddove le leggi del mercato e del profitto hanno il sopravvento sulla salvaguardia della salute, della ter­ra nella quale viviamo e delle persone stesse.
“In tutta Italia sono centinaia i Comitati e le Associazioni che si stanno opponendo a qua­lunque trivellazione, in mare e sulla terra ferma, consapevoli dei grandissimi rischi sani­tari, sociali ed ambientali derivanti dall’oro nero (sic!) e che restano a carico delle Co­munità. Noi siamo parte attiva di questa decisa opposizione”.
Diversi sindaci lucani stanno facendo rete per cercare di arginare la deriva vertici­stica e deregolamentatrice del governo Renzi che con il decreto (che diventerà legge il prossimo 12 novembre) Lo stesso provvedimento definisce “strategiche” e quindi incom­patibili con le “lungaggini burocratiche”, le trivellazioni, ignorando gli effetti devastanti che le attività estrattive e di lavorazione del petrolio hanno ed avranno su un ecosiste­ma delicato com'è quello della Basilicata.
“L'acqua lucana disseta (e non solo) anche i pugliesi, ecco perché durante l'ultima l'as­semblea la Rete APPULO-LUCANA ha messo in cantiere una serie di iniziative volte a sol­lecitare i governi regionali di Puglia e Basilicata affinché chiedano il rispetto della pro­pria prerogativa in materia di tutela del territorio e della salute”.
I governi di Puglia e Basilicata saranno chiamati in causa con la richiesta che presentino ricorso alla Corte Costituzionale. Verranno corresponsabilizzati anche i sindaci pugliesi: non si può pensare di lasciare soli i primi cittadidi lucani. Il sindaco ha il compito di tutelare la salute dei concittadini con una delibera di consiglio o di giunta, con altro atto pubblico può lanciare un messaggio chiaro al governo nazionale: L'ACQUA VIENE PRIMA DEL PETROLIO – LA SALUTE E LA VITA STESSA VENGONO PRIMA DEI SOLDI.
La nostra protesta raggiungerà anche i parlamentari tra i quali non mancano coloro che predicano bene (in campagna elettorale) e razzolano male in Parlamento. “Per ottenere il rispetto dei nostri diritti (all'acqua, ad un ambiente salubre, alla salute) non esiteremo, infine, a rivolgerci alla Corte di Giustizia Europea”

23.10.14


Perchè si scrive salva l'acqua
e si legge salva la vita
Rete APPULO-LUCANA Salva l'ACQUA

Comitato Pugliese AcquaBeneComune, AcquaBeneComune Altamura, 
Movimento ilGrillaio Altamura, QuiBariLibera, Movimento Aria Fresca, 
Centro Studi Torre di Nebbia, Ass. Carthage, RifiutiZero Prov. Bari, 
AcquaBeneComune Bari, Coord. Acqua Pubblica Basilicata, 
Mediterraneo NO TRIV, Ass. Ross@, AcquaBeneComune Giovinazzo, 
AcquaBeneComune Lecce, AcquaBeneComune Brindis

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giovedì 9 ottobre 2014

URGE DELIBERA COMUNALE CONTRO LO "SFASCIA-ITALIA" anche ad Altamura

Comunicato stampa
Il consiglio comunale tuteli il territorio di Altamura e la sua economia sana
chieda alla regione di impugnare lo sblocca-italia” dinanzi alla Corte Costituzionale

URGE DELIBERA COMUNALE CONTRO LO SFASCIA-ITALIA
Il decreto che distrugge il Belpaese preferendo l'economia nera del petrolio
alle eccellenze di un turismo eno-gastronomico e paesaggistico unico al mondo


Il Decreto “Sblocca Italia” varato dal Governo Renzi il 12 settembre scorso è un provvedimento che porterebbe il Belpaese in un vicolo cieco... e nero come il petrolio.

NON DI SOLO PETROLIO VIVONO PUGLIESI E LUCANI: nel decreto, l'economia nera del petrolio prevarica ogni aspetto sano della nostra economia:
  • Il mare, che fa vivere milioni di persone con il turismo e la pesca;
  • la terra, dove l’agricoltura di qualità produce vino e olio venduti in tutto il mondo;
  • le montagne, con i paesaggi sopravvissuti a decenni di uso dissennato del territorio.

Renzi rilancia le attività petrolifere (addirittura nel Golfo di Napoli tra Capri ed Ischia!) con un obiettivo chiaro e inquietante: la petrolizzazione di tutta la penisola a discapito dei delicatissimi equilibri ambientali, soprattuto dei corpi idrici.

DOP (Denominazione di Origine Petrolifera): nel decreto si dà poca importanza alle produzioni agro alimentari di qualità (il PANE DOP, la frutta biologica...) ed il nostro paesaggio è un optional come tutte le attività economiche non inquinanti.
D'altra parte, si considerano strategiche e di rilevanza nazionale i pozzi e l'economia del petrolio, attività altamente inquinanti che arricchiscono le grandi multinazionali del petrolio e lasciano ferite insanabili nel territorio. L'economia nera del petrolio non ha portato alcun vantaggio ai cittadini ed ha costituito solo un ostacolo per una economia “pulita”.

BRUCIA-ITALIA? NON ROMPETECI I POLMONI!: Nel decreto si torna a spingere verso la dannosa pratica dell'incenerimento dei rifiuti, andando contro le stesse direttive europee che parlano di RIDUZIONE ALLA FONTE. Bruciare i rifiuti significa spostare ceneri e pericolosissimi inquinanti nell'aria (NOSTRI POLMONI!).

L'ACQUA (quel poco che resta) SI VENDE E SI MORTIFICA LA DEMOCRAZIA: la privatizzazione del servizio idrico e le grandi opere vengono ancora una volta spacciati come i toccasana per la “crescita” con l'aiuto di commissari e general contractor che gestiranno grandi aree urbane in tutto il Paese. Questo Decreto anticipa, di fatto, le peggiori previsioni della modifica della Costituzione: accentra il potere escludendo le comunità locali da qualsiasi forma di partecipazione alla gestione del loro territorio. Alla faccia del referendum del 2011.

Noi del Movimento ilGrillaio riteniamo che le vere risorse strategiche dell'Italia ed in particolare della nostra città siano il nostro sistema agro-ambientale, le forme di economia diffusa, dal turismo all’agricoltura, dalle rinnovabili diffuse alle filiere del riciclo e del riutilizzo.

Contrastare il decreto “Sblocca Itala” è un obbligo per la cittadinanza attiva e per gli amministratori locali responsabili affinché la bellezza e la genuinità di un paese non siano soffocate dagli interessi di pochi petrolieri, cementificatori e affaristi dei rifiuti e delle bonifiche.

Sottoponiamo al sindaco, al presidente del consiglio e a tutti i consiglieri LA SEGUENTE PROPOSTA DI DELIBERA chiedendo, infine, che la stessa sia inviata alla Regione con la richiesta di IMPUGNARE IL DECRETO SBLOCCA-ITALIA dinanzi alla Corte Costituzionale.

Movimento ilGrillaio Altamura

SCARICA IL TESTO DELLA PROPOSTA DI DELIBERA

lunedì 6 ottobre 2014

I RIFIUTI E L'ARO BA4 PAGATA DAI CITTADINI PER DELEGARE AL CONSIP



Comunicato stampa

I nuovi sindaci di Cassano, Toritto e Poggiorsini chiedano spiegazioni ai colleghi di Aro BA4

I RIFIUTI E L'ECOTASSA NON ASPETTANO I COMODI DELL'ARO
 
PAGATA DAI CITTADINI PER NON DECIDERE

I consigli comunali sono stati informati della svolta pilatesca che delega tutto al CONSIP? Chi pagherà per tutto questo inutile e dannoso ritardo?


Le convocazioni ufficiali dell'ARO sono ferme, sulla carta, al 13 gennaio scorso quando grazie ad un presidio organizzato dalla Rete RZ sotto al comune di Gravina si riuscì a bloccare l'approvazione di un regolamento ed una carta dei servizi che presentavano non poche perplessità:
    - POSSIBILITA' DI BRUCIARE  PARTE DI QUELLO CHE I CITTADINI DIFFERENZIANO;
    - ASSENZA di meccanismi  di PARTECIPAZIONE dei cittadini;
    - CAUZIONE SUI BIDONI DELLA DIFFERENZIATA PORTA A PORTA FINO A 1000 Euro;
Da allora ne è passata di monnezza sotto i palazzi, sempre di più e sempre più senza controllo. La raccolta differenziata ferma al palo (solo 20%  a giugno 2014) ed i soliti fessi che pagheranno caro tutto questo.
E' bene ricordare che l'ARO Ba4 (istituita con la leggere regionale del 2012) aveva il compito di preparare un bando di gara unico per tutti i sette comuni (Altamura, Gravina, Santeramo, Cassano, Poggiorsini, Grumo Appula, Toritto).
In due anni, oltre ad un sacco di chiacchiere su ipotetiche e fantomatiche affidamenti, di rassicurazioni da parte del segretario dell’ARO Ba4, dott. D’Amore (quanto è costata la segreteria dell'ARO ai cittadini dei sette comuni?) le cose sono sostanzialmente ferme, anzi si muovono al di fuori. Ad essere cattivi ci sarebbe da pensare che coloro che hanno lasciato passare tutto questo tempo possono avere un qualche interesse a lasciare le cose così come sono (a parte Cassano, tutti i comuni sono in una sorta di proroga) ed è facile ipotizzare chi sono i veri beneficiari di questa stasi.
Su COLORO CHE LA PAGHERANNO CARA, invece, le ipotesi lasciano il posto alle certezze.
A PAGARE CARO questo ritardo saranno i cittadini e le cittadine che tra qualche mese sborseranno i vari aumenti previsti con la TASI e con la ECOTASSA.
E' di questi giorni, poi, la notizia che il presidente dell'ARO BA4, Alesio Valente (sindaco di Gravina), ha siglato un accordo con la CONSIP (società per azioni del Ministero dell'Economia e delle Finanze che svolge attività di consulenza, assistenza e supporto nell'ambito degli acquisti di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche) per la messa al bando del servizio di raccolta dei rifiuti. Come dire: “Scusate. Per un anno abbiamo scherzato!”. Per un anno, infatti, l'ARO è stata ferma al palo, anzi al bidone. Soldi e risorse buttati al vento.
E' lecito chiedere in quale sede si è deciso di delegare al CONSIP e da quale documento ufficiale si desume l’assegnazione dell’incarico? I consigli comunali sono stati informati di questa svolta pilatesca che espropria ancora di più il ruolo politico dei consigli comunali?
Come si giustificano i soldi spesi per la costituzione dell’ARO Ba4  e dei lavori da esso svolti? Quali ulteriori costi nasconde questa operazione?
I politici devono dar conto alla collettività delle decisioni che dovrebbero essere prese nell’interesse di tutti. Chiediamo la TRASPARENZA e la CHIAREZZA, tanto declamate da alcuni nostri politici ma solo a mezzo stampa.
La "monnezza" deve smettere di essere qualcosa da "scaricare", in discarica o in mano a terzi lontani dalla collettività! I rifiuti sono beni da recuperare, riutilizzare e solo alla fine da riciclare! Il futuro è nero se non è a rifiuti zero (o se almeno non ci proviamo)
05.10.2014
Movimento ilGRILLAIO Altamura

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