sabato 28 settembre 2013

LIP RIFIUTI ZERO: SUPERATE LE 70mile FIRME. PUGLIA: 10miIa di cui 1.400 ALTAMURA



Massimo Piras, componente della Segreteria Nazionale Operativa della LIP (legge iniziativa popolare) RIFIUTI ZERO ha inviato sulla mailing list del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua la bella notizia del superamento delle 70mila firme di cittadini contro lo spreco di risorse (anhe i rifiuti lo sono) e per uno stravolgimento delle logiche di gestione e raccolta dei rifiuti (leggi qui la proposta Rifiuti Zero).
Arrivano anche i complimenti per la Puglia che ha raccolto un settimo delle firme nazionali attestandosi a quota 10mile firme.
Straordinario anche il risultato della nostra città: delle 10mila firme pugliesi un settimo sono quelle di Altamura: 1.400 firme che il Comitato Rifiuti Zero Altamura ha raccolto grazie alla sua perseveranza nell'informare gli altamurani la cui vita politica è indubbiamente segnata dall'appalto per raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Un bel risultato che dà la carica per continuare a lavorare!
Riprendendo le parole di Paul Connet: Make love, not waste!

----Messaggio originale----

LA CHIUSURA DELLA CAMPAGNA LEGGE RIFIUTI ZERO CI STA' RISERVANDO UNA POSITIVA SORPRESA: SIAMO IN GRADO DI CONFERMARE IL DATO DELLE 70.000 FIRME GIA' CONTEGGIATO SUL SITO ...... MA PROBABILMENTE LO SUPEREREMO !!!!

Un ringraziamento speciale riteniamo di fare per il momento allo splendido lavoro fatto dagli amici della PUGLIA, CON CIRCA 10.000 FIRME !!!!

UN RINGRAZIAMENTO CHE COMUNQUE VA A TUTTI PER L'IMPEGNO MESSO ANCHE IN CONSIDERAZIONE CHE IN ALCUNE REGIONI POLEMICHE STERILI HANNO INFLUITO SU UN RISULTATO ATTESO MIGLIORE.

MA OGGI POSSIAMO DIRE CHE LA LEGGE RIFIUTI ZERO E' UNA PROPOSTA DI LEGGE DA DEPOSITARE E CHE SARA' DEPOSITATA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI LUNEDI 30 SETTEMBRE ORE 12  ALLA PRESIDENTE ON. LAURA BOLDRINI ED ALL'UFFICIO COMPETENTE PER AVVIARE L'ITER

GRAZIE ANCORA A TUTTI NOI !!!!!

SEGRETERIA NAZIONALE OPERATIVA

giovedì 26 settembre 2013

Dichiariamo illegale la povertà – Banning Poverty 2018 in PUGLIA



Inoltriamo un c.s. proveniente dalla Rete dei Comitati per i Beni Comuni: 

2^ Conferenza Nazionale ITINERANTE
Dichiariamo illegale la povertà – Banning Poverty 2018


Puglia, 30 settembre – 5 ottobre 2013


La povertà non è un fatto di natura, inevitabile, come la pioggia, ma è invece il risultato di processi sociali, culturali, economici e politici.
Un'economia ingiusta e una società ineguale comportano la creazione dei fattori strutturali all'origine dei processi di impoverimento, come dimostra l'aumento scandaloso dei poveri in Italia. Non si nasce poveri ma si diventa impoveriti.
Per questo occorre non limitarsi a curare i sintomi o gli aspetti dolorosi della povertà, ma è necessario intervenire sulle cause strutturali dell'impoverimento.
Di questo e delle iniziative specifiche che per fermare i meccanismi dell’impoverimento se ne parlerà durante le tappe della conferenza itinerante qui di seguito elencate (per maggiori informazioni sui singoli appuntamenti www.banningpoverty.org), alle quali prenderà parte il 
Prof. Riccardo Petrella insieme a rappresentanti del mondo associativo e della cittadinanza attiva.

NON MANCARE! …. Partecipa e invita a partecipare :-)
 
30 settembre  CONVERSANO
Biblioteca Seminario Vescovile, ore 19:00
 1 ottobre  LECCE
Officine Cantelmo, ore  18:00
 2 ottobre  BRINDISI
Sala M.M. Guadalupi del Comune,  ore 17:30
 giovedì 3 ottobre  ALTAMURA

Sala convegni ABMC, ore 18:30
 4 ottobre POLIGNANO A MARE
Sala Consiliare D. Modugno, ore 19:00

5 ottobre BARI
 Sala Consiliare del Comune, ore 17:00
Riccardo PETRELLA
Università del Bene Comune, Bruxelles
Antonietta POTENTE
teologa, Università di Verona
Antonio Felice URICCHIO
Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”
 Cattedrale di San Sabino, ore 20:30
Orchestra MusicaInGioco-MomART 

Gruppo “Dichiariamo Illegale la Povertà – Puglia”

Iniziativa organizzata in collaborazione con
i Missionari Comboniani di Bari e la “Rete dei Comitati per i Beni Comuni”
 per maggiori informazioni:


Rete dei Comitati per i Beni Comuni

martedì 24 settembre 2013

RIFIUTI ZERO A 1400 firme. PAUL CONNETT, la nuova narrazione e la vecchia gestione dei Rifiuti


Sono passati 3 anni dal 16 gennaio 2011, giorno in cui il meetup il Grillaio ed il circolo delle formiche invitavano ad Alamura PAUL CONNETT (guarda il video e leggi questo post).
CAPITE? 3 ANNI?!?! A quell'incontro avevamo invitato i nostri amministratori: il sindaco c'era! Eravano alla vigiglia della scadenza del contratto decennale con la Tradeco e speravano che le parole e l'esperienza di Connett avrebbero illuminato chi si apprestava a scrivere il nuovo bando per la raccolta dei rifiuti. 
I fatti dimostrano che l'estate successiva tutti hanno dormito bellamente... e noi paghiamo ancora per avere livelli di differenziata (13%) che, producono l'effetto di farci pagare un sacco di soldi in più per non rispettare adeguati livelli di differenziazione.

Per fortuna le parole di CONNETT non sono cadute nel vuoto. Da quell'incontro nacque l'idea (concretizzata dall'ass. Circolo delle Formiche) del primo negozio altamurano senza imballaggi TUTTO SFUSO. Ma il risultato più importante è stato aver iniziato a parlare di Strategia RIFIUTI ZERO, 
RIDUZIONE DELLA PRODUZIONE DI RIFIUTI, 
INSOSTENIBILITA' dell'USA e GETTA
della FOLLIA che alimenta l'attuale sistema di produzione/consumo di merci.
Insomma è iniziata (per dirla con Riccardo Petrella) una nuova narrazione che non può che aver innescato un circolo virtuoso. Per il comune, il bando della mensa scolastica non è che il primo passo. 


                                                     Comunicato stampa

TERMINATA CAMPAGNA RIFIUTI ZERO: ALTAMURA a 1400 FIRME
MA CON LA NUOVA  TARES NUOVA MAZZATA PER I CITTADINI

Terminata la campagna raccolta firme a sostegno della legge di iniziativa popolare “Rifiuti zero” Altamura si dimostra una delle città pugliesi con il maggior numero di firme. Oltre 1400 le firme raccolte, certificate e consegnate dal Comitato Altamurano ai referenti regionali.
Un risultato importante che conferma l’attenzione della cittadinanza altamurana al tema sensibile come quello della “monnezza”, soprattutto in un periodo di ristrettezze economiche come l'attuale.
“Ringraziamo tutti coloro che aderendo al Comitato Altamura Rifiuti Zero hanno contribuito a questo buon risultato. Fondamentale è stata la disponibilità dei consiglieri Enzo Colonna (Aria Fresca) e Lello Rella (SEL) ad autenticare tutte le firme ai nostri banchetti” afferma Pietro Masi del Comitato Altamura RIFIUTI ZERO”.
Riteniamo che a questo impegno civico in difesa del diritto ad un ambiente senza discariche, non corrisponda altrettanta attenzione da parte del governo cittadino.
Nel 2012 - quando era ancora (giuridicamente) possibile - abbiamo dovuto “incassare” la mancata predisposizione di un nuovo bando di gara che ponesse le basi per un nuovo contratto per la raccolta dei Rifiuti.
Nel 2013 abbiamo perso anche la possibilità di coordinare i lavori dell'ARO BA4 - Ambito di Raccolta Ottimale, ex ATO di cui il Comune di Altamura aveva la presidenza - cioè l'insieme dei sette comuni che devono stabilire la gestione unitaria del servizio di raccolta RSU.
Dell'ARO fanno parte i comuni di Gravina, Santeramo, Grumo, Toritto, Poggiorsini, Cassano e Altamura. Ente Capofila dell'ARO è l'UNICAM (Unione dei Comuni dell'Alta Murgia a cui hanno aderito cinque comuni) e a presiedere l'ARO BA4 sarà il sindaco di Gravina. Sarebbe utile conoscere i motivi della mancata adesione del nostro comune all'UNICAM cosa che avrebbe consentito ad Altamura di presiedere l'ARO BA4.
Con una differenziata al 13% (media 2012),
Un contratto con la “sempreverde” Tradeco scaduto, rinnovato per un anno e prossimo a scadere;
A fronte di milioni di euro di ecotassa pagati ogni hanno perché si differenzia poco.... NON POSSIAMO PIU’ ASPETTARE. A questo si aggiunga che il consiglio comunale da mesi ha all'ordine del giorno la questione TARES. Si tratta del NUOVO tributo che sostituirà la TARSU a partire dal 2013.
In che modo, l'amministrazione intende sostenere la riduzione dei rifiuti nel regolamento per la TARES?
Oggi 1400 cittadini chiedono che sui rifiuti si cambi pagina. Non c'è tempo da perdere. La strada giusta è quella intrapresa con il bando per la mensa scolastica che ha posto tra i suoi principi la strategia rifiuti zero.


Perché la Terra non l'abbiamo ereditata dai nostri padri,

ma l'abbiamo presa in prestito dai nostri figli



Comitato Altamura RIFIUTI ZERO

venerdì 20 settembre 2013

Baci a 5 Stelle contro l'omofobia



Un bacio è un apostrofo rosa tra le parole t'amo...Ma è anche uno straordinario strumento di opposizione politica all'omofobia. Il bacio libero (e liberatorio) che riesce a scatenere insulti, violenze o semplici sguardi disgustati è stato praticato nell'aula di Montecitorio dai deputati del Movimento Cinque Stelle in segno di protesta verso la nuova legge contro l'omofobia svuotata da emendamenti bi-partisan.
Un bacio che segna anche lo spartiacque all'interno degli attivisti, alcuni dei quali visibilmente a disagio rispetto ad un gesto che mostra chiaramente da che parte stanno i deputati.

Certo l'aggravante di omofobia non è tutto. Soprattutto se si riflette sul tempo di giacenza di una querela. Il cambiamento è soprattutto culturale. E passa dal riconoscimento dei diritti civili (unioni civili in primis anche vista la nosrta posizione solitaria nel panorama europeo che a quanto pare viene tirato in ballo solo per privatizzare anzicché per dare diriti). Da qui l'importanza di questa "schioccante" iniziativa. 
Come scriveva bene Giuseppe Pontiggia - riguardo ai disabili - in Nati due volte "Riconoscere la diversità non è razzismo. E' un dovere che abbiamo tutti. Il razzismo, però, deduce dalla diversità degli uomini la diversità dei diritti".
E quel bacio, praticato tra diversi che (etero, omo, bisex...), è il segno dell'esigenza di diritti uguali e il fastidio che causa segna la distanza per arrivare al loro riconoscimento. 

sabato 14 settembre 2013

I REFERENDUM SULL'ACQUA NON SONO TUTTI UGUALI

I referendum non sono tutti uguali! Infatti mentre a Berlino si da (giustamente) seguito al risultato di un referendum sull'acqua del 2011 (leggi qui) riprendendosi la gestione (pubblica) del servizio idrico, in Ita(g)lia lo stesso sull'ACQUA viene BELLAMENTE ignorato soprattutto in quello che era il messaggio politico più forte e chiaro: FUORI I PROFITTI DAL BENE ACQUA, L'ACQUA SIA GESTITA DA ENTI PUBBLICI (e partecipati dai cittadini).
L'ultima perla di questa triste vicenda ce la regala l'Autorità Idrica Pugliese che nonostante le rassicurazioni durante un incontro con il Comitato Pugliese AcquaBeneComune, qualche settimana fa comunica che procederà con la restituzione di quanto pagato ingiustamente dai cittadini pugliesi per il solo periodo luglio-dicembre 2011. E PER IL PERIODO SUCCESSIVO? Niente!
NON CE LA DANNO A BERE
Dopo due anni ancora inattuato il referendum
Apprendiamo con sconcerto che anche l'AIP (Autorità Idrica Pugliese) ha lasciato che l'AEEG (Autorità Energia Elettrica e Gas) producesse l'ennesima truffa ai cittadini in merito all'attuazione del secondo quesito del referendum del 12 e 13 Giugno 2011.
Con la delibera n. 26 del 16.07.2013 - trasmessa a fine agosto anche al Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune” - l'AIP ha, infatti, avviato il procedimento di attuazione alla delibera AEEG del 25 giugno 2013 che stabilisce le modalità di restituzione della remunerazione del capitale investito garantita ai gestori dall'art. 154 comma 1 del Decreto Legislativo 152/06, abrogato dal secondo quesito.
Anche per la Puglia, dopo oltre due anni dal travolgente risultato referendario, si prospetta quindi un'attuazione parziale e scorretta dell'esito referendario: ad essere oggetto di restituzione è, infatti, solo la quota di remunerazione del capitale investito relativa al periodo luglio-dicembre 2011 e comunque "al netto dei costi finanziari e fiscali".
Quanto al periodo successivo viene applicato il nuovo metodo tariffario, approvato nel 2013 ma valido anche retroattivamente (in barba ai principi espressi dalla giurisprudenza e in particolare dal Consiglio di Stato); questo metodo reintroduce forme di garanzia sostanzialmente analoghe alla abolita remunerazione del capitale. Quel che era uscito dalla porta, viene fatto rientrare dalla finestra.
La gravità del comportamento della AEEG e, conseguentemente, dell'Autorità Idrica Pugliese e dei Comuni presenti nel Consiglio Direttivo, nonostante le interlocuzioni chieste ed ottenute con il Comitato, si accompagna alle dichiarazioni contraddittorie e al silenzio degli amministratori regionali a cui si continua a chiedere con forza l'attuazione piena ed effettiva dell'esito referendario.
Il processo di ripubblicizzazione di AQP SpA è bloccato nonostante i titoli dei giornali all'indomani del referendum. E il governo regionale si ostina nel rifiutare ogni richiesta di confronto del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”, in barba alla propaganda sulla partecipazione della cittadinanza.
Del resto, il DIRITTO all'acqua è rimasto un mero spot elettorale: degli interventi a garanzia del minimo vitale non v'è più traccia. E a chi non può pagare viene interrotta la fornitura idrica.
Eppure il referendum ha dato un segnale chiaro: l'acqua non è una merce, è un bene comune finalizzato alla tutela di diritti umani fondamentali e slegati da ogni logica economico-produttivista. La legalità, solidarietà e la ragionevolezza e non la mera efficienza economica e il profitto devono guidare gli amministratori a tutti i livelli nella gestione del Servizio Idrico Integrato.
Invitiamo quindi le autorità competenti a rivedere le determinazioni assunte e i Comuni e la Regione a rendere effettivo il diritto all'acqua.

Ai cittadini rivolgiamo ancora un appello per continuare questa battaglia di democrazia per riaffermare la SOVRANITA' esercitata attraverso il referendum.

domenica 7 luglio 2013

SE SCRIVI LEGGI sull'ACQUA e NON LEGGI DEMOCRAZIA


Mentre diversi parlamentati e meetup si apprestato a "scusarsi" in merito alla vicenda del ddl sull'Acquedotto pugliese, in alcuni gruppi Facebook altamuresi, pare non si riesca a non buttarla in caciara e neanche a rimanere sul tema.
RIschio inevitabile considerato che mancano le informazioni minime su come stanno le cose a livello di Acquedotto Pugliese, di cosa sia avvenuto a livello di governo regionale dal 2008 ad oggi, di cosa sia il comitato Pugliese AcquaBeneComune (un soggetto POLITICO) di cosa sia il Forum italiano dei movimenti per l'acqua (altro soggetto Politico), di quale sia il ruolo di alcuni senatori del M5S nell'intreccio tra Vendola e l'Acquedotto Pugliese, della differenza tra leggi nazionali e leggi regionali (capisc' ammè!) ...
Non è affatto una questione di "prima io": solo una mente priva di giudizio (o con il gusto della caciara) può continuare meccanicamente a ripetere------.
Quando si dice che il METODO è SOSTANZA ci si riferisce al fatto che non è sufficiente RIPUBBLICIZZARE l'acquedotto pugliese attualmente una Società per Azioni il cui unico azionista AD OGGI è la Regione Puglia (capisc' a mmè!!), ma è FONDAMENTALE che la forma giuridica sia quella di Ente di diritto pubblico PARTECIPATO. Pochi di voi sanno che Vendola - che Ciampolillo mandò ad intervistare in giacca e cravatta alla vigilia delle ultime elezioni facendogli promettere una cosa che avrebbe potuto/dovuto fare prima delle elezioni (guarda Vendola e il sogno dell'Acquedotto Pubblico) - per anni ha sostenuto che l'Acquedotto era pubblico dato che era in mano alla regione e che la FORMA giuridica era una "questione OZIOSA"... l'importante è l'ACQUA PUBBLICA (come pure si legge in alcuni commenti)... SBAGLIATO!!
Anche in questo caso la FORMA (giuridica) il METODO (di gestione) NON E' NEUTRO.
E' evidente allora che questo non è un campo dove misurarsi a "CHI ARRIVA PRIMA" e questo il sen. Ciampolillo non l'ha considerato.
Del resto alcune settimane fa era stato lo stesso M5S a stigmatizzare la "FUGA" in avanti di SEL in parlamento: QUESTA NON è UNA BATTAGLIA DA STRUMENTALIZZARE! L'ACQUA NON HA COLORE (neanche partitico).
SAPETE PERCHE' GLI ULTIMI REFERENDUM SONO STATI UN SUCCESSO CON 27 MILIONI DI PARTECIPANTI?
SAPETE COME SI RIESCE A PORTARE AVANTI BATTAGLIE COME LA MODIFICA DEGLI STATUTI COMUNALI?
creando un fronte ampio su temi (come l'ACQUA) che non possono non essere sposati da chiunque abbia un minimo di comprendonio. E il fronte ampio OGGI il M5S non ce l'ha, il M5S oggi doveva/deve essere uno strumento al servizio del bene comune che passa dalla PARTECIPAZIONE ad un percorso CONDIVISO (anche da altre forze politiche, sennò col cacchio che passa quel DDL!!).
Chi continua a dire l'importante è avere il DDL non capisce che quel DDL, se non PARTECIPATO dal fronte ampio fatto di cittadini, di comitati, di associazioni è destinato a rimanere Disegno...  chi pensa che il fine giustifica i mezzi non ha idea della superficialità di queste parole e della miopia politica di un simile approccio.
Da qui la posizione critica di chi da diversi anni ha forse imparato qualcosina che potrebbe evitarci qualche altro colpo basso (come quello all'indomani del referendum o dopo la sentenza della Corte costituzionale sulla legge regionale).

A questo proposito, forse non tutti sanno che all'epoca della raccolta firme per i referendum, l'italia dei Valori di Di Pietro tentò una fuga in avanti scavalcando i movimenti per l'acqua e presentando altri quesiti sul tema acqua. Sapete com'è andata a finire? Bocciati dalla corte costituzionale!

Provate ad immaginare cosa sarebbe successo se non ci fossero stati i due quesiti del Comitato per l'ACQUA BENE COMUNE... Obbligo di andare a gara e campagna mediatica del tipo: "Visto? I quesiti non sono ammissibili! La privatizzazione della gestione degli acquedotti è inevitabile! Ma non vi preoccupate: L'ACQUA RESTA PUBBLICA e noi rimaniamo il popolo bue che SE LE BEVE TUTTE!

giovedì 4 luglio 2013

il DDL del M5S sull'AQP: la cultura dell'acqua tra CONSULTAZIONE e PARTECIPAZIONE

Un paio di senatori del M5S pensano che l'importante sia andare avanti, che non conta il "COME". Ignorano l'importanza del metodo e pensano di poter imporre per legge un cambiamento culturale come quello che sta alla base del riconoscimento e della pratica del DIRITTO ALL'ACQUA. E' come voler imporre per decreto  l'utilizzo della moon cup o dei pannolini lavabili... In un paese come l'Italia, 2° al mondo per consumo (e acquisto!!) di acqua/merce in bottiglia, l'acqua come elemento vitale l'abbiamo trasformata (a colpi di spot) in una merce come le altre. E' questa involuzione culturale il vero problema.

Per quanto concerne l'Acquedotto Pugliese, pensare che trasformarlo in Ente di diritto pubblico sia il vero ostacolo, l'obiettivo finale, significa non aver capito una cippa!

Gli italiani e soprattutto i pugliesi devono recuperare il proprio amore per l'acqua dopo diversi decenni di anti-cultura grazie alla quale i nostri ragazzi confondono l'acqua con le bottigliette di PET: contenitore e contenuto!

La Puglia sitibonda (di Orazio) conosceva il valore dell'acqua che cadeva dal cielo e si precipitava nelle viscere della terra; bisognava recuperarla e soprattutto bisognava salvaguardare quella enorme riserva che si accumulava nel sottosuolo. Oggi arriviamo all'assurdo che ci preoccupiamo dell'acqua che ci arriva da lontano (e facciamo bene, per carità!) ma perdiamo di vista quella che abbiamo sotto i piedi. Quelli di Corigliano ne sanno qualcosa! Nei dintorni di Altamura l'acqua delle fonti del "VUCCOLO", e de "LA PUTTA" non è più potabile e non solo per la presenza di batteri fecali (GUARDA IL VIDEO) e sempre ad Altamura abbiamo un depuratore che è assolutamente sottodimensionato che ci fa restituire alla Basilicata un torrente di merda (video).

All'incontro del 29 giugno tra Comitato Pugliese AcquaBeneComune ed alcuni esponenti del gruppo deputati e senatori del Movimento 5 Stelle c'eravamo anche noi (guarda il video). Abbiamo avuto modo di apprezzare la disponibilità dei parlamentari presenti (in evidente difficoltà per la mossa poco saggia di un loro "collega" senatore). Abbiamo constatato la sincera volontà di recuperare, ma come?

Se la parola d'ordine dev'essere PARTECIPAZIONE, ci sarebbe un solo modo: il senatore Ciampolillo dovrebbe RITIRARE il progetto di legge presentato il 25 giugno, fare un passo indietro per ripartire insieme ai comitati di cittadini e  favorire per un reale percorso condiviso che non precluda la strada ad altri deputati e senatori.

Perchè (mai come ora) SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA (partecipata).


dopo il comunicato vi consigliamo di leggere questa nota Fb del cittadino/deputato Delorenzis che espone in maniera molto chiara i fatti  

 

comunicato stampa
IL M5S PRESENTA UN DISEGNO PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DELL'AQP E DIMENTICA LA DEMOCRAZIA

 E’ con sconcerto e preoccupazione che il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” apprende che il 25 giugno scorso il gruppo del Movimento Cinque Stelle Senato ha presentato un disegno di legge sulla “ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese” a firma di Lello Ciampolillo e Carlo Martelli e sottoscritto da tutti i senatori M5S.

Ciò avviene, infatti, quattro giorni prima (29 giugno) dell’incontro programmato – da tempo – dal Comitato Pugliese con tutti i parlamentari pugliesi del M5S al fine di concretizzare gli impegni da questi ultimi assunti durante la campagna elettorale in tema di garanzia del diritto umano all’acqua, di rispetto e applicazione dell’esito referendario e di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.

Non conoscendo il testo del DDL (che non è stato ancora pubblicato) non entriamo nel merito di una sua valutazione. Ci lascia, comunque assolutamente perplessi il metodo seguito per la sua elaborazione e presentazione.

 Nel breve testo pubblicato sul blog beppegrillo.it, il M5S Senato dichiara che «il nuovo Ente pubblico AQP dovrà essere l’occasione per una forte innovazione sul piano della effettiva partecipazione dei cittadini alla definizione e alla decisione sulle scelte e le priorità della gestione ed al suo controllo».

I principi di partecipazione democratica, però, appaiono violati fin dalla presentazione del DDL che non ha in alcun modo coinvolto tutti quei cittadini e quelle realtà associative che, per anni, si sono battute per la ripubblicizzazione, né il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” che da oltre 7 anni è attivamente impegnato mettendo le proprie competenze a disposizione della battaglia comune cosa che ha portato, nel 2009, ad essere parte integrante (insieme, fra gli altri, al prof. Alberto Lucarelli) del tavolo tecnico istituito con delibera regionale per l’elaborazione di un testo di legge per la ripubblicizzazione.

“Si scrive acqua si legge democrazia” non è un mero slogan ma un’indicazione del metodo da adottare per le decisioni sui beni comuni che non possono dirsi tali se sono assunte dai “dominanti” di turno.

Auspichiamo, quindi, che il M5S voglia ritirare il DDL presentato e avviare immediatamente unpercorso di ripubblicizzazione del servizio idrico realmente partecipato, attivando un tavolo tecnico a cui diamo, fin d’ora, piena disponibilità al fine di scrivere insieme una nuova storia dell’acqua in Puglia e in Italia. Riteniamo che questa nostra richiesta possa essere agevolmente accolta dai firmatari del DDL, nel caso in cui la mancanza di coinvolgimento sia dovuta solo a un banale errore, una dimenticanza, una distrazione (errare humanum est) e non vi sia invece una precisa volontà politica di agire sentendosi automaticamente investiti da una sorta di autorità di “rappresentanza assoluta e aprioristica” della volontà dei cittadini.

Comitato Pugliese Acqua Bene Comune