lunedì 6 agosto 2012

DDL RIFIUTI e TRASPORTI: Regione Puglia SORDA non ascolta cittadinanza


Lo scorso venerdì avevamo diffuso un appello ai consiglieri regionali pugliesi (allo stesso Ventricelli), ma siamo rimasti inascoltati. La fretta di approvare il DDL su RIFIUTI e TRASPORTI, sinceramente non la capiamo. La fretta, si sà, è cattiva consigliera e Vendola non ha imparato la lezione con quella legge per la (finta) ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese votata in fretta e furia all'indomani del Referendum per le prime pagine dei quotidiani... 
Sapete com'è andata a finire? La Regione non ha mai fatto il decreto attuativo, la Consulta l'ha bocciata e l'AQP è ancora una Società per Azioni.


Comunicato stampa

Considerazioni su modalità approvazione ddl rifiuti e trasporti
Regione Puglia SORDA
non ascolta cittadinanza


Venerdì 3 agosto è stato approvato a maggioranza il ddl pugliese sui rifiuti e i trasporti. Il testo approvato non è ancora disponibile per cui ci esprimeremo nel merito solo dopo averlo letto.

Tuttavia, stigmatizziamo l’atteggiamento sordo del Governo e di buona parte del Consiglio regionale che non hanno inteso dare  ascolto alle istanze della cittadinanza organizzata.

In queste giornate di agosto, anche la politica dei palazzi è diventata afosa e soffocante: chiediamo al Governatore Vendola in che modo ritenga di conciliare il fatto di aver impugnato le leggi privatizzatrici di Berlusconi e Monti (dichiarate, infatti, anticostituzionali e quindi illegittime dalla Sentenza 199/2012), con l’esclusione della possibilità di gestione dei rifiuti da parte di soggetti di diritto pubblico dalla legge regionale appena approvata.

Il Presidente “più volte al fianco di esponenti dell’opposizione e dell’ex ministro Fitto, per risolvere questioni serie e importanti per la nostra Regione”, lascia per strada il suo impegno di governo basato sulla partecipazione della cittadinanza e quella che, in altre occasioni, ha definito “connessione sentimentale” con la popolazione pugliese oltre che l’interlocuzione con l’insieme delle istituzioni locali.  


 Rete dei Comitati per i Beni Comuni                                                                                                          retecomitati@benicomuni.org - www.benicomuni.org

Promuovono e aderiscono alla Rete dei Comitati per i Beni Comuni:
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Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune"
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Forum "Ambiente e Salute del Grande Salento"
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Comitato "Attiva Lizzano" - Taranto
Comitato "Assemblea popolare" - Taranto
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Comitato "Cambiamo Aria" - Galatina (LE)
Comitato "Capitanata rifiuti zero" 
Comitato "Contro sprechi e privilegi"
Comitato "per la corretta gestione dei rifiuti" - Massafra (TA)
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Gruppo "Egerthe Onlus" - Galatina (LE)
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Comitato "Pro Ambiente" - Modugno
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Associazione "Gaia" - Corsaro (LE)
Associazione "Grilli salentini" - Lecce
Associazione "Ingegneria Senza Frontiere - Bari" - Bari
Associazione "Nuova Messapia"
Associazione "Pensa Libero" - Bari
Associazione "Sviluppo Sostenibile" - Bari
Associazione "WWF Taranto" – Taranto
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Gruppi territoriali
Collettivo "Atenei in Rivolta"
Collettivo EXIT - Barletta
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Collettivo "Rivolta il Debito"
"Laboratori Sociali Alchera" - Laterza (TA)
Meetup – Lecce
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Canosa in Movimento

sabato 4 agosto 2012

Succede a Taranto

Il sangue bolle in questi giorni a Taranto, a temperatura maggiore della già soffocante aria estiva. In questi giorni ho visto i leader dei sindacati sconfessati dagli operai, ho visto cittadini furiosi contro l'operato della politica che continua a non fare nulla per pianificare delle soluzioni valide per il benessere della città, ho visto operai piangere e battere forte il pugno al petto mentre chiedevano scusa alla città e ai prorpi figli perchè in passato non avevano denunciato lo schifo che avviene in quella fabbrica, vedo mamme e giovani donne che gridano e pretendono a gran voce il rispetto della vita e vedo uomini che stanno riprendendo la dignità di essere cittadini e non sudditi riconquistando le piazze, vedo finalmente operai e cittadini che insieme chiedono il rispetto delle decisioni dei magitrati e indicano chiaramente che se il riesame confermasse quello che il tribunale ha già deciso, sono due i soggetti che devono provvedere al mantenimento delle famiglie: Il Privato e lo Stato Italiano.
Una cosa è certa, quello che sta avvenendo a Taranto in questi giorni, è qualcosa di estremamente importante, non solo per la città ma per l'Italia intera e inevitabilmente sta segnando la storia.
SU LA TESTA! 
(postato su Facebook da Giovanni Vianello - Rete dei Comitati per i Beni Comuni e referente per Taranto del Comitato Acqua Bene Comune)

venerdì 3 agosto 2012

In consiglio regionale pugliese hanno accelerato l'iter per il DDL sui RIFIUTI che prevede anche INCENERITORI PRIVATI. NOI DICIAMO NO ALL'INCENERIMENTO.NO AGLI INCENERITORI


Le migliori porcherie, anche in Puglia, si fanno ad Agosto!

Comunicato stampa

DDL sui rifiuti. NO ai privati e all’incenerimento.
I consiglieri non approvino il DDL.
Comitati pronti a utilizzare strumenti legislativi e referendari.


Con riferimento al DDL “ Rafforzamento delle pubbliche funzioni nell’organizzazione e nel governo dei servizi pubblici locali” apprendiamo con interesse le dichiarazioni del consigliere regionale Patrizio Mazza (IdV) che ha proposto alcuni emendamenti che richiamano le richieste della Rete dei Comitati per i Beni Comuni, come:
- l’affidamento a soggetti di diritto pubblico;
- le modalità di gestione del ciclo dei rifiuti coerenti con “Strategia rifiuti zero”;
- la richiesta di rinvio dell’approvazione del DDL necessaria per l’approfondimento della materia (http://www.consiglio.puglia.it/applicazioni/cadan/cms_AgenziaNotizie/dataview.aspx?id=175149).  

Dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale 199/2012 con la quale sono state abrogate le norme che, in spregio all’esito referendario, avevano reintrodotto l’obbligo di gestione dei servizi pubblici locali attraverso Società per Azioni, ci saremmo aspettati che la Regione Puglia nella “nuova” bozza di DDL avesse almeno introdotto come opzione la possibilità di gestione attraverso azienda speciale o altro soggetto di diritto pubblico.
E, invece, nulla! Alla SpA mista e privata, si aggiunge solo l’opzione SpA con capitale pubblico.
Lo stesso dicasi per gli inceneritori che figurano ancora nel testo, nel ddl, infatti, è stabilito di mandare a incenerire la parte del rifiuto residuo con alto potere calorifero, contravvenendo alle indicazioni che giungono dalle risoluzioni del parlamento Europeo che invece chiedono “un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati, con riferimento alla gerarchia prevista nella direttiva quadro sui rifiuti”.
E tutto questo nonostante le osservazioni presentate da comitati e organizzazioni. Perché non avviare un momento di confronto serio e strutturato con la cittadinanza e i Comuni – come richiesto ufficialmente (vedi testo in allegato) su una materia tanto delicata e controversa?
Questa non è partecipazione ma, soprattutto, non è democrazia.
Non può essere considerata democrazia alcuna decisione presa utilizzando la forza del potere sordo alle richieste di approfondimento, confronto e condivisione avanzate dalla cittadinanza.
Per questo torniamo, in queste ore, a chiedere ai Consiglieri di rispondere all’esigenza della cittadinanza di fermare l’approvazione del DDL per avere il tempo di discutere e decidere democraticamente sui destini del territorio che appartiene prima di tutto a chi lo abita.
I cittadini e i Comuni non possono essere estromessi dalle decisioni riguardanti la gestione del ciclo dei rifiuti.
Nel caso in cui il DDL in questione fosse approvato, conservando l’incenerimento come modalità di smaltimento dei rifiuti e come unica opzione quella della Società per Azioni, allora, i Comitati, i gruppi e le Organizzazione della Rete dei Comitati per i Beni Comuni metteranno in atto tutte le azioni giuridiche, politiche e sociali possibili, al fine di impedire la devastazione ambientale e sanitaria della nostra Regione. Al riguardo, siamo pronti a utilizzare tutti gli strumenti legislativi e referendari previsti nello Statuto regionale. Con l’ambiente e la salute non si scherza!
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Rete della Conoscenza Puglia.

venerdì 27 luglio 2012

L'Ilva e le pecore



“Chi gestiva e gestisce l’Ilva ha continuato in tale attività inquinante con coscienza e volontà per la logica del profitto, calpestando le più elementari regole di sicurezza”(GIP di Taranto).

Nei giorni in cui Taranto (finalmente) viene posta crudelmente dinanzi al bivio MORTE DI FAME o MORTE PER AVVELENAMENTO il nostro pensiero non va agli operai, ma ai contadini, agli allevatori, ai pescatori e mitilicoltori del capoluogo jonico.
Nelle ore in cui quasi tutti si schierano con gli operai chiedendo che l'ILVA non chiuda, noi pensiamo a tutti quei campi, quei pascoli, quelle pecore, quelle mucche, quelle cozze e quei pesci avvelenati dall'attività dell'ILVA. Pensiamo alle mamme il cui latte presenta tracce di diossina, pensiamo alle famiglie del rione Tamburi. Sono queste le prime vittime dell'ignavia dei politici che ancora oggi dichiarano che CHIUDERE L'ILVA NON HA SENSO (Clini, ministro). In effetti un senso ce l'avrebbe qualora fosse fatta fuori ogni forma di vita tarantina.
Le immagini del video sopra (girato a giugno 2012) nel mare di Taranto dovrebbero essere fatte vedere a chiunque si accinga a parlare di connubio ILVA e ambiente.
Evidentemente si tratta di un ossimoro poichè non si tratta solo di adeguare gli impianti: la diossina e le altre schifezze riversate in aria, terra e mare si sono accumulate e necessitano di secoli per "dissolversi".

Ancora una volta c'è voluta la magistratura a cercare di togliere le fette di prosciutto dagli occhi dei politici comunali, provinciali, regionali e nazionali. Le immagini che da anni fanno il giro del mondo via web non sono state in grado di farlo.

Riceviamo e condividiamo con i nostri lettori il comunicato di Medicina Democratica sulla vicenda di Taranto. Ci rispecchiamo nella loro analisi.

giovedì 26 luglio 2012

ZERO PRIVILEGI PUGLIA: consegnate le 20'000. 2000 da Altamura


comunicato stampa
 2000 firme ad Altamura per DIMEZZARE gli STIPENDI dei politici
ed ELIMINARE I VITALIZI degli ex-politici

Sono oltre duemila le firme raccolte dal Movimento ilGrillaio a sostegno della proposta di legge Zero Privilegi Puglia consegnate (e protocollate) il 12 luglio da una rappresentanza dei centinaia di attivisti del Movimento 5 Stelle pugliesi che, dal Gargano al Salento col freddo pungente di Febbraio e il caldo afoso di Giugno, sono scesi per le strade di Puglia incontrando decine di migliaia di concittadini, informandoli e confrontandosi con loro. Le firme raccolte a livello regionale sono state circa 20.000, 2.000 nella sola Altamura e tutte raccolte alla presenza del cons. comunale Enzo Colonna (noi le cose le facciamo sempre nel pieno rispetto della legge!).
L'approvazione di questa legge avrebbe come risultato il dimezzamento delle indennità dei consiglieri regionali, l’abolizione dell'assegno di fine mandato e del vitalizio e consentirebbe risparmi per 10 milioni di euro all'anno e di ulteriori 10 milioni nel lungo periodo (vitalizio).
Una proposta concreta che può diventare realtà nel corso di una sola seduta di consiglio regionale, al contrario di altre iniziative che appaiono specchietti per le allodole. Ci riferiamo, in particolare, al referendum anti-casta contro "gli stipendi d'oro dei parlamentari" promossa da Unione POPOLARE, coordinata dalla sig.ra Di Prato, già democristiana e poi UDC “fermamente convinta della necessità di un partito di centro che guardi con interesse al centro-destra"(così su http://www.unionepopolare.eu/component/content/article/38-curricula-cv/93-maria-di-prato.html). La proposta referendaria prevede l'abolizione dell’art. 2 della legge 31 Ottobre 1965, n. 1261, che stabilisce il diritto alla DIARIA dei parlamentari (cioè il "rimborso spese" per il soggiorno a Roma, corrisposto anche a chi a Roma ci abita), quesito condivisibile...
Peccato, però, che le firme raccolte in questo periodo siano inutilizzabili. Basta leggere la legge che regola i referendum (L. 352/1970) per capire che la richiesta di referendum deve essere presentata alla Corte di Cassazione entro 3 mesi dalla data del timbro apposto sui fogli da parte del funzionario comunale competente, in questo caso dunque entro il 30 settembre 2012. Tuttavia, ciò non è possibile, a causa dell’articolo 31 il quale spiega che “non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime”. Di conseguenza, risulta improbabile, se non del tutto impossibile, utilizzare le firme raccolte in questi mesi.
Anche la sola riduzione del numero dei consiglieri (proposta di recente con la manovra di revisione della spesa) ridurrebbe sì i costi ma avrebbe lo spiacevole effetto di mortificare la rappresentanza senza peraltro incidere davvero su quello che è il vero scandalo dei costi della politica: i vitalizi (ovvero gli emolumenti per chi era politico), l'assegno di fine mandato e le diarie che sono svincolate da una reale rendicontazione delle spese e incidono in maniera consistente sul bilancio regionale.
Zero Privilegi Puglia è l'ennesima proposta POLITICA a cui aderisce il Movimento ilGrillaio che da anni si impegna con proposte concrete per consentire la partecipazione democratica e ridurre i costi dell'apparato politico che è diventato un'agenzia di collocamento e non un luogo di servizio per la collettività.

Chiunque sia interessato a questa e alle altre nostre attività può contattarci sul web (www.ilgrillaio.blogspot.com) o scrivendo a meetup.ilgrillaio@gmail.com.
Ci trovate anche su Facebook e Twitter digitando IlGrillaio Altamura Cinque Stelle.

Loro non si arrenderanno mai...noi neppure!
Movimento ilGRILLAIO Altamura

martedì 24 luglio 2012

BUONE NUOVE SUL FRONTE DEI BENI COMUNI



c.s. INVITO a Conferenza Stampa
promossa e organizzata dalla Rete Regionale dei Comitati per i Beni Comuni
Verso la Ripubblicizzazione dei Beni Comuni
Mercoledì 27 luglio alle ore 11.30,
                                       a Bari, in Via Capruzzi                                                                                                                            
 (sotto i portici, davanti all’entrata della sede del Consiglio regionale)
si terrà la Conferenza Stampa per:

  • ·        Contestualizzare, a livello regionale, i risultati della Sentenza 199/2012 della Consulta che dichiara incostituzionali le norme contrarie agli esiti referendari dello scorso giugno;
  • ·        Presentare le proposte esposte e consegnate ai consiglieri della Regione Puglia dalla Rete dei Comitati per i Beni Comuni nel corso dell'audizione in Consiglio Regionale, stabilita per lo stesso giorno, mercoledì 25 luglio, alle ore 10.30 (presso la Presidenza del Consiglio regionale), in merito alle modalità di gestione dei servizi pubblici locali, con particolare riguardo al servizio idrico integrato e al ciclo integrato della gestione virtuosa mediante “Strategia Rifiuti Zero” dei rifiuti urbani.
  • ·        Aggiornare sull’evoluzione e i risultati della campagna “Obbedienza Civile – Il mio voto va rispettato” con riferimento all’eliminazione della remunerazione del capitale dalla bolletta del servizio idrico integrato

In attesa di vostra conferma, si saluta cordialmente.

Rete dei Comitati per i Beni Comuni

Per ulteriori informazioni: retecomitati@benicomuni.org

domenica 22 luglio 2012

IL REFERENDUM SULL'ACQUA e SUI SERVIZI PUBBLICI LOCALI è SACRO



La corte costituzionale nella sentenza di ieri 20 luglio 2012 ha sancito qualcosa che era chiaro a noi tutti: l'esito referendario non può essere aggirato com'è stato fatto finora da Berlusconi (agosto 2011 leggi qui) e da Monti qualche mese fa. La volontà di 27 milioni di italiani va rispettata e l'obbligo di privatizzare i servizi pubblici locali (gestione rifiuti e trasporti) sbandierato anche da qualche politico del c.d. centro-sinistra, sostanzialmente non esiste perchè è stato cancellato dal referendum del giugno 2011.
La sentenza è un sano bicchiere d'acqua per quanti, assetati di legalità e di democrazia, nella terra di Tristalia, cominciavano a dubitare dell'utilità del Referendum.
E' appena il caso di ricordare che l'altra faccia del referendum riguardava quell'8,24 % che ancora a noi pugliesi (e non solo) viene chiesto di pagare (illegittimamente).
DUNQUE, NO ALLA PRIVATIZZAZIONE
e NO ALLA REMUNERAZIONE DEL CAPITALE IN BOLLETTA. 

Da oggi siamo ancora più forti e continueremo a raccogliere lettere di diffida nei confronti di AQP SpA. 


Stefano Rodotà, Ugo Mattei e Alberto Lucarelli - tra gli estensori dei quesiti referendari sull'Acqua -erano a capo di un gruppo di giuristi i quali "suggerirono" al governatore Vendola dalle pagine del Manifensto di fare ricorso per l'incostituzionalità dell'art. 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Al ricorso della Puglia seguirono quelli di Lazio, Marche, Emilia Romagna, Umbria e Sardegna.
Non si esagera dicendo che questa è una sentenza storica perché in concreto denuncia e elimina una clamorosa frode del legislatore. Nella sentenza infatti si dice esplicitamente che i vari decreti in materia hanno riprodotto parti delle norme abrogate col referendum, addirittura rendendole più restrittive, violando così l'articolo 75 della Costituzione. Inoltre i giudici scrivono che le nuove discipline in materia sono contraddistinte da «identica ratio ispiratrice» di quelle abrogate col referendum. In primo luogo, dunque, è stata ripristinata la legalità costituzionale... 
Con questa nettezza, non era mai stato affermato il diritto del cittadini di veder rispettato il referendum .
(Stefano Rodotà su "il Manifesto" di oggi 21 Luglio 2012, intervista di Eleonora Martini)
COMUNICATO STAMPA
FORUM ITALIANO DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA

Grande vittoria dei movimenti, la Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali
Oggi, 20 Luglio, la Corte Costituzionale restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese.
Lo fa dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l'articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti.
La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l'articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l'articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini.
La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l'acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici.
Si scrive acqua, si legge democrazia!