giovedì 30 giugno 2011
ANTIUSURA
Conoscere il diritto per non prestare il fianco all'usura, all'estorsione e alle mafie.
Ad Altamura ne abbiamo bisogno visto che gli spari riecheggiano ancora sulle nostre strade (e neanche aspettano le ore serali, sicuri della capacità di non avere "testimoni") e sembra ci siano più imprenditori taglieggiati di quanti si pensi (o si voglia credere, per maggiore serenità d'animo).
Ora c'è anche lo strumento dello sportello antiusura, pensato anni fa e divenuto realtà pochi giorni fa anche grazie (sic!) all'omicidio di Bartolo Dambrosio con la sua coda di polemiche non ancora sopite.
Noi, che abbiamo seguito e contribuito a portare ad Altamura la Scuola del vivere insieme -sessione finanza, siamo convinti che sia necessario anche ripensare il nostro sistema economico e finanziario.
L'usura è la punta di un iceberg che affonda anche nella economia "legale" (cioè conforme alle norme) ma intrisa di principi deleteri che negli ultimi anni hanno dimostrato tutta la loro fallacia.
lunedì 27 giugno 2011
Estate di Fuoco
Domenico Fraccalvieri di Altamura, già noto alle forze dell'ordine è stato ucciso meno di un'ora fa.
E' davvero estate. Di fuoco.
sabato 25 giugno 2011
RIFIUTI
Febbraio 2012. No, non è la data dell'apocalisse, ma quella della scadenza del contratto d'appalto per la raccolta dei rifiuti solidi urbani con la Tra.de.co.
Altamura potrà lasciarsi alle spalle anni di polemiche, inchieste e contenziosi ma non è detto che sappia affrontare la sfida con il giusto "spirito".
La nostra idea è nota ed è stata ben sintetizzata dall'incontro con Paul Connet che si è tenuto lo scorso 16 gennaio.
Rifiuti zero, di cui in questi giorni si parla anche a proposito del disastro napoletano, non è uno slogan o un'utopia. Non lo è perché città come Novara (70.000 abitanti) l'hanno reso realtà, perché città come Salerno raggiungono livelli di differenziata che qui ci sogniamo, perché nel vicino Ato di Brindisi la quantità di rifiuti prodotti...scende!
Nel consiglio comunale dedicato al "diritto all'acqua" (9.06.11) abbiamo fatto alcune proposte concrete che vanno nella direzione della soluzione (e non del tamponamento) del problema dei rifiuti che ha creato la nostra società usa e getta. Abbiamo proposto che nelle mense scolastiche (e quindi nell’ambito del servizio appaltato dal Comune), negli ambienti del Palazzo di Città ed in particolare in occasione dei lavori consiliari comunali, di riunioni di giunta e di riunioni o incontri di qualunque altro tipo, venga utilizzata solo acqua di rubinetto.
Stiamo ancora aspettando che questa proposta venga accolta e resa cogente.
Sembra una goccia ma è questa (la riduzione dei rifiuti) una delle direttrici fondamentali se si vuole costruire un contratto d'appalto che non ci faccia inciampare in diatribe interpretative e aumenti della Tarsu.
lunedì 20 giugno 2011
RIGENERA ALTAMURA (un po' in ritardo...)
Il comune di Altamura dopo la brutta esperienza del progetto di parcheggio in p.zza Castello, decide di indire due assemblee cittadine "PER LA FORMAZIONE PARTECIPATA DEL DOCUMENTO PROGRAMMATICO PER LA RIGENERAZIONE URBANA" EX L.R.21/2008 (2008!!!)
A 3 settimane dalla scadenza dei termini il primo incontro: abbiamo registrato il contributo dell'arch. Raffaele Difonzo (che condividiamo).
Vigileremo anche noi affinchè il "documento programmatico" recepisca i contributi dei cittadini e che sia davvero partecipazione...che è libertà!
giovedì 16 giugno 2011
L'ONDA EMOTIVA
L'opinione pubblica è gestita dalle leggi della fisica, immaginate il pensiero di ogniuno di noi come un inerte corpuscolo incapace di muoversi da solo, la posizione della gente è un galleggiare nel mare della sufficienza e del menefreghismo. I vecchi della politica usano le masse con questi criteri e gli va sempre bene, ma a volte capita un imprevisto, un evento straordinario, unespectected exception, l'inaspettato si presenta prepotente alla porta del presente.
La chiamano onda emotiva, come se gli inerti venissero sospinti passivamente in una direzione per poi tornare dov'erano, le coscienze galleggianti si elevassero per qualche secondo per tornare nella mediocrità che le caratterizza, un movimento involontario privo di senso che la massa subisce senza potersi opporre.
Si sbagliano. l'onda emotiva è e sarà una sollevazione volontaria, una forza corale attiva che si sprigiona dalla coscienza di ognuno di noi, lo tsunami che sta arrivando è il sentimento della gente che non è inerte. Meno male che l'uomo non ha solo la testa ma anche il cuore.
Meno male che, anche se in ritardo, l'essere umano reagisce. cominciavo a credere che si fosse spento qualcosa, che il cuore di un popolo non battesse più, che tutto cio' che si potesse violare fosse stato violato. Eppure abbiamo continuato a lottare per un futuro migliore.
Il referendum rappresenta un primo segno di uno spostamento dettato dagli animi e se è vero che è in forte ritardo, se è vero che è nato dalla coscienza di milioni di persone, sarà anche vero che non finirà qui. Anzi è solo l'inizio.
Risveglierà il sentimento, rianimerà lo stomaco delle persone...
Ass. Amati, le poltrone non ci interessano!

Ieri sera è stato diffuso un GRAVE ed OFFENSIVO comunicato stampa dell'assessore regionale Amati. Le parole dei questi "politicanti", ad una prima analisi fanno incazzare e ti verrebbe voglia di mandarli bellamente affan... Poi, a pensarci bene sono la prova provata (come dicevamo ieri) che questi signori
1. fingono di non capire cos'è successo con l'ultimo referendum;
2. non riescono (è più forte di loro) ad immaginare che ci possano essere persone motivate a tal punto che possano addirittura passare diverse ore ogni giorno, quando non intere notti (visto che di giorno si lavora per poco più di mille euro al mese!) a leggere, scrivere mail, preparare incontri, andare nelle piazze, spostarsi nei comuni vicini, raccogliere firme, partecipare ad assemblee... con il SOLO ed UNICO obiettico di PROMUOVERE una PARTECIPAZIONE DEMOCRATICA orientata ad una DEMOCRATICA GESTIONE dei Beni Comuni.
Solo chi è avvezzo ad applicare le logiche di mercato alla politica può pensare una cosa simile! Solo chi è abituato a far politica per mestiere (a 15.000 euro al mese) può ritenere inconcepibile un impegno come quello del Comitato Pugliese AcquaBeneComune e del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua, portato avanti con molta dedizione e... a gratis!
Dal sito della Regione Puglia:
Una dichiarazione dell’assessore ai lavori pubblici Fabiano Amati in risposta alle critiche dei movimenti all’indomani dell’approvazione della legge Aqp azienda pubblica.
“Leggo con stupore che il Comitato pugliese Acqua bene comune ed alcuni partiti e movimenti di sinistra criticano la legge approvata ieri in Consiglio regionale su Aqp azienda pubblica imperniando tale critica su due argomenti: il quantitativo minimo vitale e il numero e le modalità di selezione degli amministratori dell’azienda. Dalla quantità delle parole utilizzate sull’uno e sull’altro argomento, deduco che come al solito il secondo risulta più importante, per cui rispondo rispettando le priorità implicitamente dichiarate.
Non siamo disponibili a pagare più di uno stipendio per l’amministratore dell’azienda e pertanto la richiesta di un consiglio di amministrazione, detto tecnicamente, o comitato dei lavoratori, detto con eleganza, non può essere da noi accolta.
Se qualcuno avesse pensato che la collaborazione nella stesura della legge si sarebbe potuta trasformare in reclutamento negli organi di amministrazione di Aqp, sappia che ha sbagliato indirizzo, perché questo modo di fare è esecrabile sempre, non solo quando si tratta di selezionare i manager della sanità.
Sulla questione per noi importantissima del quantitativo minimo vitale (poichè a questo punto risulta certamente meno importante per chi ci critica) mi rivolgo più ai cittadini che con entusiasmo hanno accolto in queste ore la nostra “piccola grande rivoluzione”.
Quando adottammo la prima volta il disegno di legge eravamo in un tempo geologico completamente diverso in materia di norme di finanza pubblica, per cui osammo legittimamente pensare al diritto all’acqua, quale quantitativo minimo vitale, a carico del bilancio regionale e sulla base di un recupero gradualistico dalla fiscalità generale. Dopo qualche mese dalle elezioni regionali, il quadro normativo sulla finanza pubblica è mutato e abbiamo scatenato le nostre più vive proteste perché conoscevamo l’incidenza che queste norme avrebbero avuto sulle nostre attività, compresa quella del quantitativo minimo vitale da garantire.
Naturalmente le nostre proteste non furono mai accompagnate né da parole né da sorrisi di chi oggi si erge a pontificare, perché molti comunicatori professionisti sono abituati a pensare che le norme generali non hanno alcuna incidenza sulle attività o sulle battaglie settoriali: il classico modo di fingere il pensiero per tutti pensando a niente. In realtà la garanzia del quantitativo minimo vitale inciderebbe sul bilancio regionale per una cifra non inferiore ai 70 milioni di euro all’anno, somma che assolutamente non abbiamo nella nostra disponibilità.
Per questo abbiamo preferito la verità al manifesto politico e nessuno con le sue critiche potrà convincerci a svolgere la parte degli attacchini di illusioni.
L’unica cosa che potevamo fare l’abbiamo fatta ed è contenuta nell’ordine del giorno depositato presso il Consiglio regionale con il quale auspichiamo che l’Autorità idrica pugliese possa rimodulare la dinamica tariffaria in base a fasce reddituali e sul minimo vitale, senza intaccare il piano degli investimenti.
Questo è tutto e sull’argomento non interverrò più, anche ad evitare che le polemiche scatenate possano servire solo per realizzare il piano di autopromozione che molti e legittimamente stanno pensando di perseguire attraverso un argomento che si fonda sulla migliore concezione del bene comune: a noi piacciono i fatti ed il fatto di oggi è che la Puglia è stata la prima regione a legiferare in materia dopo lo straordinario risultato referendario".
mercoledì 15 giugno 2011
DDL sull'ACQUA della Regione Puglia: quello approvato NON è il testo ORIGINARIO
Il governo pugliese (Vendola e Amati in testa) e l'intero consiglio regionale pugliese hanno dimostrato di non aver compreso il vero significato del REFERENDUM: la gente ha capito che sull'acqua e sul nucleare si stava prendendola in giro e che la vera DEMOCRAZIA è quella della PARTECIPAZIONE! Il popolo dell'acqua (riunito in Puglia nel Comitato Pugliese Acqua Bene Comune) che aveva apprezzato il METODO utilizzato nella stesura del DDL nel 2009 (pre-elezioni 2010) non può tacere sul metodo "dopo-elezioni" con il quale il governo regionale ha modificato unilateralmente il testo originario stravolgendolo nei punti chiave.
All'indomani dello straordinario risultato del 12 e 13 giugno, l'approvazione "ACCELERATA" di questa legge stride con le istanze emerse con forza dalla valanga di Sì. Quella di ieri è sembrata più un'operazione dettata dai tempi dell'onda mediatica che una vera inversione di tendenza. Tanto più che l'ambiguità di alcuni articoli, pur necessitanto di un'attenta analisi, sembra contrastare con i titoli di giornali e tiggì.
Sull'acqua, però, c'è poco da scherzare e le alchimie giuridico-propagandistiche si scioglieranno presto nel fiume della NUOVA CULTURA DEL BENE COMUNE che questo con questo Referendum è nato.
Comunicato stampa
Valutazioni sulla Legge per la "cosidetta" ripubblicizzazione dell'Acquedotto pugliese
Ieri, lunedì 13 giugno, l’esito del voto referendario segnava una svolta storica in questo Paese rispetto non solo al processo di privatizzazione ma anche al processo democratico e partecipativo.
Oggi, martedì 14 giugno - così come appreso esclusivamente dalla stampa - il Governo regionale della Puglia ha posto in discussione in Consiglio il Disegno di Legge sulla gestione del Servizio Idrico Integrato. Il testo portato in aula sulla “cosiddetta” ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese non è quello originario, scaturito dal tavolo tecnico congiunto fra Governo Regionale e Comitato Pugliese – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.
In sede di discussione in Consiglio, agli emendamenti proposti dall’Assessore Amati (e approvati dalle Commissioni competenti) si sono aggiunti altri presentati grazie alla tempestiva mobilitazione realizzata dal “popolo dell’acqua” di tutto il Paese, di cui abbiamo appreso durante la seduta del Consiglio alla quale abbiamo assistito.
Per il momento, vi diamo conto dei punti principali, rinviando la valutazione complessiva a un’analisi più approfondita del testo approvato dal Consiglio appena sarà reso disponibile.
Il riferimento al 23-bis è stato eliminato. Operazione giuridicamente dovuta in seguito all’esito del referendum!
L’articolo che faceva riferimento alla possibilità di gestire attraverso società miste le “attività strettamente connesse” alla gestione del SII è stato ulteriormente emendato a seguito della mobilitazione di oggi. La nuova formulazione non fa più riferimento alle “attività strettamente connesse” (come appreso in sede di Consiglio) bensì alle attività “diverse dal servizio idrico integrato ma da esso rivenienti”. Questo significherebbe che il ricorso eventuale a società di capitale non dovrebbe riguardare le attività di potabilizzazione, depurazione e distribuzione idrica.
L’erogazione gratuita del minimo vitale resta legata esclusivamente all’avanzo netto annuale di gestione”. Questo non è accettabile se si vuole garantire realmente il diritto all’acqua potabile, affinché non sia solo una mera dichiarazione di principio.
- L’articolo che faceva riferimento all’amministratore unico nominato e revocato dal Presidente della Regione sentita la Giunta è rimasto invariato nonostante la proposta di un ulteriore emendamento che stabilisse la scelta, almeno del direttore generale, attraverso concorso pubblico. Si prende atto che anche questa proposta non ha trovato accoglimento nell’articolato della norma, lasciando ancora una volta la scelta in capo esclusivamente al Presidente della Regione e, quindi, a una forte influenza di carattere politico-partitico.
Con queste premesse riteniamo necessario sottolineare che non si potrà parlare di Acquedotto pugliese pubblico fin quando rimarrà una società per azioni non in grado, fra l’altro, di garantire l’erogazione gratuita del minimo vitale e, quindi, il diritto all’accesso all’acqua potabile.
In ultimo, poiché in aula consigliare abbiamo assistito a un ridicolo tentativo di strumentalizzazione riguardo alle nostre osservazioni e richieste - da parte di alcuni consiglieri del PDL che fino ad oggi hanno avversato il processo di ripubblicizzazione e la campagna referendaria - riteniamo doveroso ribadire che il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”– Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua non intende accettare alcuna strumentalizzazione sul proprio operato, né interpretazioni del proprio pensiero.
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Segreteria del Comitato Referendario Pugliese "2 SI per l'Acqua Bene Comune"