mercoledì 30 marzo 2011

Antiracket Altamurano



Nella mattinata di sabato 26 marzo l’Associazione Provinciale Antiracket Antimafia di Molfetta ha presentato la nuova campagna pubblicitaria “io denuncio”, patrocinata dalla Regione Puglia, dalla Provincia di Bari e dai Comuni di Molfetta e Altamura.
Sul sito dell'associazione Antiracket si legge
Punto cardine della campagna sarà ancora una volta l’invito e la sensibilizzazione allo strumento della denuncia, l’unico atto consapevole e coraggioso per vittime ingiuste, per chi ogni giorno vive nell’ombra il dramma di minacce e soprusi. Un invito alla denuncia dei propri aguzzini che
l’Associazione Antiracket Antimafia di Molfetta continua a gridare a gran voce e la cui importanza si ritrova nei successi degli ultimi mesi dei processi per estorsione ed usura in cui l’Associazione al fianco delle vittime si è costituita parte civile.
L'Ufficio stampa del comune di Altamura ha diffuso un comunicato con cui si afferma che
Il Comune di Altamura è prossimo, insieme all’Associazione, ad aprire uno Sportello Antiracket cittadino. “E’ un impegno molto serio quello che abbiamo preso per sostenere questa battaglia contro il racket e l’usura che inquinano e danneggiano l’economia sana e legale e per far prevalere la legalità sul territorio”, afferma il sindaco Mario Stacca.
Accogliamo - ovviamente - con grande piacere questa notizia e la prossima apertura di uno sportello che sia punto di riferimento per gli imprenditori che vogliano denunciare la pratica del racket e dell'usura.
Ci spiace solo constatare che ci sia stato bisogno di sangue, articoli di giornale, denunce istituzionali (vedi Mantovano)...per far ripartire il processo di collaborazione con l'associazionismo che si occupa di queste tematiche.

lunedì 28 marzo 2011

il 26 marzo a Roma

Per non dimenticare che la Puglia c'era per la grande manifestazione nazionale per la ripubblicizzazione dei servizi idrici.
Volete le prove?
Eccole (dal gruppo facebook acqua bene comune Puglia)





sabato 26 marzo 2011

L'ACQUA TERAPEUTICA (di mio nonno)

Nel giorno della manifestazione nazionale a favore dei referendum abrogativi delle leggi sulla privatizzazione dell’acqua e per la reintroduzione dell’energia nucleare nel nostro paese, torniamo a parlare di acqua. Di un'aberrazione del contetto di acqua: l'acqua che spreca l'acqua ovvero l'acqua in bottiglia (per ogni litro bevuto se ne sprecano 15 per fabbricare la bottiglietta di plastica) . Legambiente e la rivista Altreconomia hanno, infatti, da poco presentato il dossier Acque Minerali: la privatizzazione delle sorgenti in Italia (.pdf) per fare il punto della situazione sulla gestione delle sorgenti del bel paese a pochi anni dai documentati libri di Luca Martinelli “Imbrocchiamola” e “L’acqua è una merce”.Il dato che emerge è chiaro e preoccupante allo stesso tempo: gli italiani bevono troppa acqua in bottiglia. Con 192 litri di acqua minerale pro capite si conferma il paese con il più alto consumo di acqua in bottiglia in Europa (nella maggior parte dei casi in plastica). Un volume di affari di 2,3 miliardi di euro. Questi dati, inoltre sono la cifra che noi itagliani deleghiamo la scelta dell'acqua che beviamo al bancone di un supermercato e alla pubblicità che questo richiama alla nostra mente. L'acqua che beviamo, quella che bevono i nostri bambini è troppo importante per essere scelta a colpi di spot.

E' indiscutibilmente un segno di regressione culturale. Mio nonno a volte comprava l'acqua in bottiglia (molto a malincuore per quanto costava), ma lo faceva perchè glie lo aveva detto il medico, non certo perchè aveva sentito una sconosciuta (seppure avvenente) alla radio o in tv. Abbiamo rinvenuto in cantina una di queste bottiglie (di vetro ovviamente) e guardate un po' cosa abbiamo scoperto. Un'etichetta che sembra (giustamente) il bugiardino di un prodotto farmaceutico con tanto MODALITA' D'USO. Del resto mio nonno quella bottiglia l'aveva certamente comprata in farmacia. Qualcuno può obiettare: che c'è di male?

(rispondiamo citando Giuseppe Altamore)

«La prima ragione del 'male', sta per l'appunto nell'ingiustificata credenza che l'acqua minerale sia più pura e più sicura dell'acqua potabile. L'acqua minerale non è né per definizione né in pratica necessariamente più pura e più sana dell'acqua potabile, si legge nella relazione. Anzitutto l'acqua minerale non è considerata dal legislatore un'acqua potabile, ma come un'acqua terapeutica in ragione di certe caratteristiche fisico-chimiche che ne suggeriscono un uso per fini specifici. Per queste ragioni è consentito alle acque minerali di contenere sostanze come l'arsenico, il sodio, il cadmio in quantità superiori a quelle invece interdette per l'acqua potabile. Mentre non è permesso all'acqua potabile di avere più di 10µg/l (microgrammi per litro) di arsenico, è frequente che la maggior parte delle acque minerali siano contenute 40/50µg/l di arsenico senza l'obbligo di dichiararlo sulle etichette. Lo stesso vale per altre sostanze.

Valore limite di alcune sostanze contenute nell’acqua potabile e nell’acqua minerale


Valori limite acque potabili
Decreto L. 31/2001

Valori limite acque minerali
Decreto 542/92 – Dm 31/05/2001

Arsenico totale (µg/l) 10 50
Bario (µg/l) - 1
Cromo (µg/l) 50 50
Piombo (µg/l) 10-25 10
Nitrati (mg/l) 50 45-10*
Alluminio (µg/l) 200 Nessun limite
Ferro (µg/l) 200 Nessun limite
Manganese (µg/l) 50 2000
Fluoruro (mg/l) 1,50 Nessun limite

* Valore relativo ad acque destinate all’infanzia

Una clamorosa omissione che può essere pericolosa per la salute di chi beve sistematicamente la stessa acqua minerale per anni senza controllo medico. Ricordiamo, inoltre, che nel febbraio 2000, l'Italia ha ricevuto un ammonimento da parte della Commissione dell'Unione europea, perché i valori massimi previsti per alcune sostanze tossiche e indesiderabili nelle acqua minerali italiane erano superiori alle norme imposte a livello comunitario»
«La seconda ragione del 'male' risiede nel fatto che se - come abbiamo visto - l'acqua minerale non è né più pura né più sana della potabile è certamente molto più cara: dalle 300 alle 600 e persino 1000 volte più cara», aggiunge Petrella.
Secondo gli ultimi dati, derivati da un'inchiesta della Federconsumatori, il costo medio in Italia di 200 metri cubi d'acqua potabile, corrisponde al consumo medio di una famiglia, è pari, nel 2000, a 361.269 lire annue, cioè 1
806 lire al metrocubo (0.93 euro).
Un litro di Perrier costa più di 1000 litri di acqua di rubinetto, la più cara d'Italia (quella di Forlì) e quasi 3000 volte di più dell'acqua potabile di Milano.
«Il successo di mercato delle acque minerali è chiaramente uno scandalo», continua Petrella.

(fonte:
Qualcuno vuol darcela a bere, Giuseppe Altamore, giugno 2003)
Provate poi a confrontare questa etichetta con quella attualmente in circolazione!

giovedì 24 marzo 2011

Audizione del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” 23 marzo


Ieri mattina si è svolta, come previsto, l’audizione del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” con le Commissioni consiliari competenti in materia idrica (II e V) che ha visto anche la presenza dell’Assessore alle OO. PP. Fabiano Amati (firmatario del DDL per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese e autore degli emendamenti in discussione), del Presidente del Consiglio Regionale, Onofrio Introna, nonché di altri componenti della giunta come Maria Campese.
Tra le reazioni all'incontro ve n'è uno che fa sorridere. Si tratta del simpatico tentativo del consigliere Domi Lanzillotta (chissà se è parente della Linda che fortissimamente volle privatizzare i servizi idrici durante il passato governo) di screditare la
"gestione interamente pubblica quale quella in carica dell’AQP, che continua a disperderne troppa e a farcela pagare troppo cara, con un aumento della tariffa del 27,5% negli ultimi due anni". Chiariamolo una volta per tutte: l'AQP SpA è (appunto) una Società per Azioni e come tale HA COME OBIETTIVO il PROFITTO attraverso L'ACQUA. Non occorre essere scienziati per comprendere che per raggiungere questo obiettivo ci sono due modi:
1. DIMINUIRE I COSTI (investimenti, assunzioni, unità territoriali...)
2. AUMENTARE LE TARIFFE (ecco spiegato il 27,5%).


Durante l’audizione è stato fatto presente come la richiesta di approvazione del DDL (nella sua forma originaria o, quanto meno, senza emendamenti che ne snaturano il contenuto e ne stravolgono il senso), a seguito della manifestazione di sabato 12 marzo, non è solo del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” ma anche di tutti quei soggetti che hanno sottoscritto la piattaforma della suddetta manifestazione, Comuni compresi. Abbiamo anche evidenziato la presenza della segreteria del Forum e di esponenti dei comitati territoriali del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua quale “indicatore” significativo di come il processo di ripubblicizzazione sia al centro dell’attenzione e dell’interesse di tutto il Popolo dell’Acqua e dell’intero Paese.

Inoltre, è stato rilevato come il Coordinamento EE.LL. per la ripubblicizzazione S.I.I. sia composto da Amministrazioni di centro-destra e di centro-sinistra e come i primi Comuni pugliesi a integrare lo Statuto siano stati Altamura e Modugno. Questo a sottolineare il fatto che il processo di ripubblicizzazione in corso nonriguarda solo il Governo regionale ma tutte le forze partitiche in Consiglio chiamate a contribuire allatrasformazione del DDL in Legge prima del Referendum.

A questo punto, è stato fatto presente (articoli del DDL alla mano), che solo una piccola parte degliemendamenti proposti sono direttamente riconducibili alla sentenza della Corte Costituzionale dello scorso novembre, mentre la maggior parte risulta “semplicemente” non in linea con i principi che hanno guidato fin dall’inizio il percorso di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese (primi fra tutti la gestione attraverso un organismo di diritto pubblico e la garanzia del diritto all’acqua).

Sono stati, dunque, sintetizzati – evidenziandone la rilevanza politica - i punti per noi irrinunciabili (nel testo ufficiale depositato per l’audizione e qui in allegato) in quanto qualificanti il contenuto del Disegno di Legge e del percorso di ripubblicizzazione, importanti per rafforzare” la legge e “sgombrare” il campo da eventuali ambiguità, fra cui: il riferimento alle modalità previste dall'ordinamento comunitario e alla risoluzione ONU del 28 luglio 2010; la qualificazione del SII come “servizio pubblico locale di interesse generale”; l’eliminazione delriferimento all’art. 23 bis; il reinserimento del Fondo regionale per l’erogazione minima gratuita al fine di garantire il diritto all’acqua; l’eliminazione del riferimento alle società miste.

In conclusione è stato fatto presente, sulla base della chiarezza e della correttezza che ci ha sempre contraddistinti nella relazione con i cittadini e con le istituzioni, che se il DDL dovesse passare con questi emendamenti noi non potremmo condividerlo né sostenerlo.

Il Presidente Pentassuglia ha fatto presente che le Commissioni avrebbero iniziato l’esame degli emendamenti già nella prossima settimana e che il Comitato potrebbe essere sentito nuovamente in audizione, per un ultimo confronto, prima che il DDL venga inoltrato in Consiglio.

Interessanti, le numerose agenzie regionali sull’incontro (qui di seguito riportate). In particolare, si segnala un comunicato dell’UDC intitolato “L'acqua deve restare un bene pubblico!”.

A prestissimo.


Segreteria del Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune"



Agenzia nr. 1417 del 23/03/2011
Longo. “L'acqua deve restare un bene pubblico!” (consigliere regionale UDC)

Agenzia nr. 1423 del 23/03/2011
Il Comitato "acqua bene comune" in Commissione per il Ddl Amati

Agenzia nr. 1424 del 23/03/2011
Ventricelli su audizione con il comitato “Acqua bene comune” (consigliere SEL)


Agenzia nr. 1435 del 23/03/2011
Lanzilotta: “Nostro dovere è garantire ai pugliesi più acqua” (consigliere regionale PDL)

Agenzia nr. 1438 del 23/03/2011
PpV - "Acqua, un 'minimo garantito' per tutti" Ascoltare le esigenze del Comitato acqua pubblica

mercoledì 23 marzo 2011

A GIUGNO...TUTTI A VOTARE (IL REFERENDUM!)



Il giorno dopo la celebrazione della giornata mondiale sul diritto all'acqua arriva la decisione del Consiglio dei ministri che ostacola il suo riconoscimento e l'espressione democratica dei cittadini.
I referendum - acqua, nucleare e legittimo impedimento - si terranno, infatti, il 12 e 13 giugno alla faccia degli inviti dei movimenti e della possibilità di risparmiare 400 milioni di euro (mica bruscolini) accorpando la votazione per i referendum alle amministrativa.
Paura del voto dei cittadini? Paura dell'ondata di preoccupazione e riflessione (internazionale) sull'opportunità del nucleare dopo la tragedia giapponese?
Beh, ci sarà un perchè alla moratoria di 12 mesi al nucleare decisa nella stessa seduta del CDM...moratoria che vuol dire "prendiamo tempo, lasciamo che la paura passi e che la gente dimentichi...magari al prossimo aumento della benzina saranno indotti a più miti consigli rispetto al nucleare..."
Magari.
Noi intanto non ci arrendiamo né ci lasciamo spaventare dalla calura di giugno: il 12 e 13 giugno saremo per le strade a invitare i cittadini a dire come vogliono che sia gestita l'acqua, il bene comune per eccellenza e quanto sono disposti a puntare sull'energia nucleare con il suo carico di richi e di sicure scorie da smaltire.

lunedì 21 marzo 2011

22 MARZO 2011 GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA



Soltanto lo scorso luglio l'ONU ha sancito con una risoluzione che l'ACQUA è un diritto umano universale. All'inizio viene da pensare: MENO MALE! Riflettendo, ci assale l'angoscia: stiamo messi talmente male che abbiamo bisogno di scrivere cose che nessuno finora aveva pensato di dover scrivere perchè OVVIE. E' come mettere per iscritto il diritto all'aria (ops! pensate a Taranto...).
DOMANI 22 marzo è la giornata mondiale dell'acqua e ad Altamura il Comitato ACQUABENECOMUNE organizza una serata presso la parrocchia TRASFIGURAZIONE, invitando tutti gli altamurani a partecipare (vedi ACCANTO): è in gioco la sorte dei nostri rubinetti per i prossimi 20-30 anni (tanto durano le concessioni).

OGGI invece è la giornata della poesia. Allora mettiamo le due cose insieme.



22 MARZO 2011
GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA
PARROCCHIA TRASFIGURAZIONE ore 20,00
ALTAMURA
incontro con il Comitato AcquaBeneComune Altamura


L'acqua è una risorsa dalla quale dipende la vita di tutti gli esseri viventi e dell'intero pianeta. Tale consapevolezza ha portato numerosi popoli nel corso della storia a percepirla come un dono divino (o della natura), risorsa vitale di cui prendersi cura. Un Bene Comune da preservare e utilizzare con rispetto. LA SACRALITA' dell'ACQUA.

Nelle società moderne come la nostra, la parola acqua evoca, da qualche decennio altri scenari... “innaturali”. Oggi la preziosità dell'acqua pare misurarsi NON in relazione alla vita, ma come strumento per trasformare la sete in profitto. Ne è prova il fatto che all'indomani dell'approvazione del Decreto Ronchi le quotazioni in borsa dei titoli legati alle multinazionali dell'acqua hanno fatto registrare una forte impennata.

Siamo tra i primi paesi al mondo a sancire per legge che l'ACQUA è UNA MERCE e che il Servizio Idrico DEVE essere gestito dalle regole del mercato. Siamo anche tra i primi paesi al mondo per consumo di acqua in bottiglia e questi due primati sono connessi tra loro: chi compra l'acqua (e a che prezzi!!) accetta che la stessa acqua possa essere venduta come una qualsiasi merce. In questo passaggio avviene uno stravolgimento culturale che solo 20 anni fa avrebbe fatto rabbrividire i nostri genitori: l'acqua siamo noi (il nostro corpo è al 70% acqua) e MERCIFICARE L'ACQUA SIGNIFICA MERCIFICARE LA VITA e la sua SACRALITA'.

Siamo ormai nel vivo della campagna referendaria per dire SI all'ACQUA BENE COMUNE e il ruolo di ogni comunità è fondamentale per aiutare i movimenti, le associazioni già attive sul territorio a chiedere di preservare il diritto all'acqua che deve restare accessibile a tutti ed essere sottratto alle pure logiche del profitto e della speculazione finanziaria.

Questo incontro cade nella GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA istituita dalle Nazioni Unite nel 1992 con l'obiettivo di promuovere momenti di riflessione sul tema dell'acqua all'interno dei paesi membri.

“C'è un tempo per tacere e un tempo per parlare”, perché si scrive Acqua ma si legge democrazia.

La cittadinanza è invitata,

Comitato AcquaBeneComune Altamura

domenica 20 marzo 2011

REFERENDUM e FUTURO



Il referendum che (è quasi certo) andremo a vorare il prossimo 12 giugno è un evento storico. Abbiamo la responsabilità di su due aspetti fondamentali della nostra vita:
  1. come vogliamo che sia gestito l'accesso all'acqua per i nostri figli, le future generazioni. Se l'acqua dev'essere considerata una merce con cui soddisfare un bisogno oppure un bene comune da salvaguardare per garantire un diritto umano (il DIRITTO ALLA VITA);
  2. come vogliamo continuare a vivere: condiderando o ignorando i limiti (oggettivi) del nostro pianeta? I rischi di una centrale nucleare ad Alberobello (magari a forma di trullo) valgono una vita passata con le magliettine in inverno e giacca e cravatta d'estate? L'angoscia delle radiazioni dietro l'angolo vale la "ebbrezza" di città illuminate giorno e notte, edifici che divorano energia per riscaldarsi e raffreddarsi a finestre aperte.

I nuclearisti hanno messo la sordina al Giappone. Per loro non è un problema, controllano televisioni e giornali, che hanno già declassato Fukushima nelle pagine interne. Nelle versioni on line è scivolato al terzo o quarto posto. Sedare, sopire, prendere per il culo con ritirate strategiche per arrivare al referendum in silenzio. In modo da non raggiungere il quorum. La Prestigiacomo, unico ministro dell'Ambiente nuclearista nel mondo, ha dettato la linea: "E' finita, non possiamo mica rischiare le elezioni per il nucleare. Non facciamo cazzate. Bisogna uscirne ma in maniera soft. Ora non dobbiamo fare nulla, si decide tra un mese." Per queste persone le elezioni, e il potere che ne consegue, sono la priorità, non la salute dei nostri figli. Se ne devono andare.
Ps: Le "Facce da nucleare" dell'opposizione che si sono assentate alla votazione per l'accorpamento del referendum con le elezioni amministrative sono: Capano, Cimadoro, Ciriello, D'Antona, Farina, Fassino, Fedi, Gozi, Madia, Mastromauro, Porcino, Samperi.
- Scarica il volantino delle "Facce da nucleare" e diffondilo
- Partecipa a "Spegni il nucleare" su FB

(www.beppegrillo.it)