giovedì 29 luglio 2010

FINALMENTE SI INIZIA A SCRIVERLO. Dal Consiglio Comunale di Altamura all'Assemblea Generale dell'ONU. L'ACQUA é UN DIRITTO.



All’indomani del risultato referendario quasi due altre buone notizie.

1. la scorsa notte l'assemblea Generale delle Nazioni Unite ha votato una risoluzione che (badate bene) sancisce che "L'accesso all'acqua potabile è un diritto umano".
E' stata la Bolivia (teatro della prima guerra dell'acqua di questo secolo a Cochabamba nel 2000) a presentare il documento che è passato con il voto a favore di 122 Paesi, nessun contrario e 41 astensioni. Nel documento si afferma che "l'accesso a un'acqua potabile pulita e di qualità, e a installazioni sanitarie di base, è un diritto dell'uomo, indispensabile per il godimento pieno del diritto alla vita". E si invitano gli Stati e le organizzazioni internazionali ad adoperarsi per fornire aiuti finanziari e tecnologici ai Paesi in via di sviluppo, esortandoli ad "aumentare gli sforzi affinché tutti nel mondo abbiano accesso all'acqua pulita e a installazioni mediche di base".
Ci hanno messo 15 anni ed ovviamente i paesi ricchi (molti tra gli astenuti) non vedevano di buon occhio una cosa ovvia: L'ACQUA e LA VITA coincidono. NO ACQUA, NO VITA. Il diritto alla vita passa per il diritto all'acqua. Una ovvietà che oggi necessita di essere scritta e questa è la cifra (lo ribadiamo) della grave deriva morale che caratterizza noi moderni.

Il Comune di Altamura, lo ricordiamo, lo scorso 9 febbraio ha votato all'unanimità l'integrazione dello statuto comunale: per il nostro comune l'acqua è un diritto. Il meetUp ilGrillaio ha giocato un ruolo politico importante nei mesi subito prima facendosi promotore di una campagna informativa e partecipazione attiva di diverse forze della società civile alla vita politica di Altamura (oltre 3000 firme raccolte e tante iniziative di sensibilizzazione)
I primi settembre 2010 a Roma si riunisce il Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la ripubblicizzazione dei Servizi Idrici. Durante la precedente amministrazione è stato l'ass. Firorelli a seguire gli incontri del coordinamento pugliese. Chi si occuperà ora di rappresentare il primo comune pugliese ad aver modificato lo statuto comunale per l'acqua?
Vedremo.

2. Regione Puglia. E' di qualche giorno fa la presentazione del testo di legge sulla ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese che trasformerà l'AQP Spa da società per azioni a soggetto di diritto pubblico alla riunione congiunta della II e della V commissione consiliare.
Ai primi di settembre sono previste le audizioni in modo da calendarizzare la discussione in Consiglio nel mese di settembre.

I prossimi mesi saranno decisivi per la battaglia per diferendere l'acqua come Bene Comune: i mezzi di (dis)informazione di massa in mano ai grandi potentati economici faranno di tutto per gettare fango sul Referedum e sul Forum Italiano. Le varie Vespe, Scodinzolini, Fede delle tivù pubbliche e private non aspettano che un cenno dei padroni. Sarà anche divertente. Davie contro Golia, l'informazione di PORTA A PORTA contro quella del porta a porta, quella spinta a colpi di spot contro quella che passa per i cuori delle persone, quella che ha una sola motivazione (il denaro) contro quella che resiste e lotta per diferendere quello che ancora resta del Bene Comune. State attenti perché Davide ha già vinto una volta.

lunedì 26 luglio 2010

Futuro nero. Al contadino non far sapere quanto fanno schifo le verdure nere (di petrolio).


"For the ignorance of the public is the real capital of monopoly"
Hanry Demarest Lloyd

Come dire: al contadino non far sapere quanto fan fan schifo le verdure nere (di petrolio).
Lo sanno bene i petrolieri: la prima cosa da fare è nascondere le carte, agire in sordina, non far parlare dei reali rischi che comportano tutte le attività estrattive. La mistificazione della realtà con la promessa di progresso e posti di lavoro, magari con la faciloneria degli amministratori locali fa il resto.
Dei 15 comuni interessati dal progetto di ricerca petrolifera "Palazzo San Gervasio" solo due comuni pugliesi hanno dato l'ok: Mivervino Murge e Spinazzola, due comuni i cui territori ricadono all'interno del PARCO NAZIONALE DELL'ALTA MURGIA.
Com'è possibile conciliare il petrolio con i prodotti tipici? Mangereste voi il fungo cardoncello nero?
Alcuni di questi amministratori locali ritengono erroneamente che le attività di trivellazione per cercare il petrolio siano senza rischi: QUESTO E' FALSO e lo sa bene chi ha seguito il convegno trasmesso in diretta streaming dal Blog del Grillaio sul nostro canale web tv (http://www.ustream.tv/ilgrillaio). A 24 ore dall'evento già 112 visualizzazioni.
Una comunità locale, dunque, vuole capirci di più, organizza un convegno, chiama a raccolta i cittadini ed invita a parlare chi ne sa un po' di più chiedendo al comune di patrocinare l'iniziativa. Il sindaco di Spinazzola Scelsi non ha patrocinato l'evento ed è stato triste sentire dalla voce di Cosimo Forina (portavoce del Comitato No all'Italia Petrolizzata di Spinazzola che ha organizzato il convegno) che lo stesso comune ha negato l'utilizzo delle sedie che sono state gentilmente offerte dai "vicini" di Poggiorsini.
Il convegno è stato molto partecipato da cittadini e mezzi di informazione. Assenti i sindaci dei comuni limitrofi invitati dal comitato.
Noi ad Altamura possiamo stare tranquilli per il nostro pane dop, il grano duro con cui viene fatto il nostro pane, viene da lontano. E' al sicuro dal petrolio nostrano!
Al comune sono talmente tranquilli che all'interpellanza del 31 maggio 2010 presentata dal Movimento Aria Fresca sull'argomento non è stata data finora alcuna risposta.

La Prof.ssa Maria Rita D'Orsogna, Docente di Fisica al Dipartimento di Matematica della California State University, a Northridge, è innamorata dell'Abruzzo terra d'origine di cui è strenuo difensore contro ogni speculazione nella battaglia contro le trivellazioni ad Ortona. Coordina le sue attività di paladina dell'ambiente dal suo blog (dorsogna.blogspot.com) e la scorsa settimana ha tenuto un convegno a Metaponto ed uno, appunto, a Spinazzola.
La D'Orsogna, dispiaciuta per l'assenza degli amministratori locali, ha messo in guardia da quelli che sono i rischi legati alle trivellazioni (anche quelle esplorative): i fanghi e fluidi perforanti la cui composizione chimica molto tossica è un segreto industriale.

Cassandra del nostro territorio, Carlo Vulpio, autore de La città delle Nuvole, ha illustrato i casi allarmanti delle pecore alla diossina di Taranto, del miele agli idrocarburi della Val d'Agri e ha messo in guardia da quella che è una errata concezione di progresso in cambio di Royalties che si aggirano sul 7% (una miseria). Le conseguenze sull'ambiente e sulla salute non sono le sole, ha continuato Vulpio, la Basilicata dei giagimenti di petrolio continua ad accusare una emigrazione di giovani da fare paura. Insomma anche in questo caso si privatizzano i profitti ed in cambio di miseri compensi si socializzano gli ingenti costi.

All'incontro era presente anche il vice presidente del Parco Nazionale dell'Alta Murgia Michele Di Lorenzo che ha parlato delle difficoltà da parte dello stesso Ente Parco a reperire la documentazione relativa a questo progetto di trivellazioni ed ha chiarito che questa attività non ha "nessuna possibilità di convivenza" con quelle che sono le finalità dello stesso Parco.

sabato 24 luglio 2010

NO a Puglie e Basilicata petrolizzate

Video streaming by Ustream
DIRETTA STREAMING A PARTIRE DALLE 19,30 circa
relatori:

- dott.sa Maria Rita D’Orsogna. paladina dell’ambiente: Fisico, Docente al Dipartimento di Matematica della California State University, a Northridge. ricercatrice nel campo della Statistica meccanica, nei modelli matematici e nella simulazione computerizzata. Autrice di decine di pubblicazioni, in gran parte incentrate sui modelli matematici applicati alla biologia. La docente della State University è referente della Physical Review Letters, della Physical Review E, dell'Institute of Electrical and Electronics Engineers Conference Proceedings, e membro dell'American Physical Society, della Società per le applicazioni matematiche per l'industria, e della Biophysical Society;
- dott. Carlo Vulpio giornalista, inviato del Corriere della Sera. Autore del libro “Roba Nostra” e “La Città delle Nuvole”;
- l’avv. Michele Di Lorenzo vice presidente dell’Ente Parco Nazionale dell’Alta Murgia.


intanto a Spinazzola, l'iniziativa di questa sera deve superare una serie di incredibili ostacoli:


Intanto il Comune permette di occupare parte della Piazza San Sebastiano

Come è noto il sindaco di Spinazzola Carlo Scelzi ha affermato di non voler contrastare sul suo territorio le ricerche petrolifere. Ma a chi è del parere opposto succede anche questo. “Definiamolo cosi: un episodio ridicolo, neanche increscioso. Il peggior declino di chi si sottrae al confronto”. E’ quanto afferma Cosimo Forina del Comitato “No all’Italia Petrolizzata” che ricostruisce: “sin dall’8 luglio il sindaco Carlo Scelzi ci ha autorizzato l’uso di piazza San Sebastiano, senza concedere il patrocinio del Comune e l’uso delle sedie dell’Ente per il convegno in programma il 24 luglio alle 19,30. Ieri mattina, inspiegabilmente, uffici e adepti del sindaco hanno concesso di far occupare gran parte della piazza, che sarebbe stata utilizzata ad ospitare l’evento, ad una attività

commerciale. Una struttura in metallo, un enorme gazebo, che ben sarebbe potuto essere montato il giorno dopo la manifestazione”.
Quest’oggi componenti del comitato “No all’Italia petrolizzata” di Spinazzola constatata l’occupazione, a meno di 24 ore dall’evento, si sono rivolti ai vigili urbani e ai carabinieri, mostrando la loro regolare autorizzazione concessa dal sindaco Scezi dove inequivocabile si legge: “si concede la disponibilità all’utilizzo di Piazza San Sebastiano per la giornata di sabato 24 luglio”.I più per quell’autorizzazione sono persino cascati dalle nuvole. Come se non avessero nemmeno notato le decine di manifesti affissi in città.
Il comandante dei Vigili Urbani Michele De Marinis ha dichiarato: “l’ufficio tecnico e un assessore mi hanno riferito che anche l’attività commerciale è autorizzata se pur da poche ore”.
Una doppia autorizzazione quindi all’utilizzo dello stesso luogo che produce una sintesi innegabile, pur nella necessità di garantire ordine pubblico: “noi facciamo quello che vogliamo”.
Meno superficialità è stata mostrata dal comandante della locale caserma dei carabinieri, maresciallo Giuseppe Vitale, il quale ha cercato in tutti i modi di far conciliare le parti chiamando in caserma il titolare dell’esercizio commerciale Canio De Bonis e un esponente del comitato promotore del convegno.
Enigma in diritto: “far smontare il gazebo che si è scoperto in vero non essere ancora autorizzato o riorganizzare con diversi allacci elettrici e cavi di collegamento per la diretta web tutto il convegno”.
Per non essere tacciati di impedire la crescita alle attività commerciali in un paese che sempre più va morendo, riferisce Forina, il comitato ha optato per la seconda soluzione. Il convegno si svolgerà regolarmente pur in spazi più ristretti. Si è cercato di mettere i bastioni tra le ruote per la buona riuscita di un momento d’informazioni verso i cittadini sui tantissimi dubbi, rischi ambientali, della salute, dovuti alla ricerca e alla perforazione per il petrolio anche sul nostro territorio. In vero più che di bastoni dovremmo parlare di stecchini. Come la ridicola storia di non mettere a disposizione le sedie tra l’altro frutto di donazione di un cittadino, neanche comprate dal Comune. Quanti giungeranno a Spinazzola e gli stessi cittadini comunque stiano tranquilli, potranno comodamente seguire il convegno perché a mettere a disposizione le sedie ci ha pensato, con la sensibilità di sempre sui temi ambientali, il Comune di Poggiorsini”.
Credo, ha concluso Forina, che alla fine ci toccherà ringraziare l’amministrazione comunale di Spinazzola. I suoi bizzarri atteggiamenti sono il più grande veicolo pubblicitario alla nostra iniziativa”.
Per il comitato, Cosimo Forina

venerdì 23 luglio 2010

PANINO “MC ITALY”? Cancellato dai menù



Vi ricordate la storia del panino Mc Italy che doveva portare la qualità nei Mc Donalds?
Ricordate che doveva rilanciare nel mondo il Pane di Altamura oltre ad altre prelibatezze DOP?
Bene. Per fortuna tutto ciò no avverrà: se non avete assaggiato finora questa prelibatezza super genuina, non potrete più farlo. Era solo una campagna di prova durata solo 6 settimane (spiega al ilFattoQuotidiano di oggi il responsabile marketing della nota multinazionale delle pagnotte americana) "non era possibile andare oltre, si tratta di ingredienti particolari...".
Rimarranno delusi i panificatori industriali altamurani, come delusi sono certamente i tanti agricoltori che hanno abboccato alle parole dell'ex ministro Zaia: "per prodotti Dop e Igp che forniscono i consorzi, Mc Donald’s paga gli agricoltori tre milioni e mezzo di euro ogni mese. Fanno 40 milioni l’anno che si riversano sui nostri campi". Insomma la campagna aveva tutto da guadagnare... avrebbe avuto... Invece a guadagnarci non è stata la campagna dei contadini quanto la campagna elettorale di Zaia.

(fonte ilFattoQuotidiano)
[...] lo scorso febbraio era andata in scena “la disfida europea del panino”. L’allora ministro all’Agricoltura Luca Zaia, aveva lanciato in collaborazione con McDonald’s il “Mc Italy”, un panino “tutto italiano”. Per la sua scelta Zaia era stato criticato dal Matthew Fort, blogger culinario del quotidiano britannico Guardian: “È chiaro che il signor Zaia non permetterebbe mai a tali prodotti di entrare nella sua bocca”. L’allora ministro aveva replicato, sempre online: “La sinistra e i suoi megafoni sono sempre più lontani dai problemi reali e rinchiusi nella loro sterile ortodossia morale. Vogliamo dare a questa sinistra una cattiva notizia: Stalin è morto. E non ha mai frequentato McDonald’s”. Sarà, eppure domenica “il Giornale” informava che in questi mesi sono state così poche le richieste del panino Mc Italy, che la catena di fast food ha deciso di eliminarlo dal menu. Sarà stata sicuramente colpa dei comunisti, Guardian compreso.

La scomparsa del Mc Italy fa tirare un sospiro di sollievo anche ai salutisti visto che il panino "nostrano" in chiave Mc Donald's era stato bocciato anche da chi ne aveva studiato l'apporto energetico e la quantità di sale presente. Risultato? Facendo il confronto tra i valori nutrizionali risultava essere meno peggio il Big Mac! (leggi l'indagine di Altroconsumo).

mercoledì 21 luglio 2010

Benedetta ricchezza!



Il rampollo dei Columella, Saverio, convolato a nozze in pompa magna (foresta di fiori, auto super-lusso, body-guards, fotografi, cineoperatori, vips, musiche profane e schiavi originali negri che scacciavano le mosche dei presenti) ha causato le ire del Vescovo. Il vescovo arrabbiato è mons. Paciello che si è scagliato contro queste "nozze da teatro di posa, musiche proibite durante le azioni liturgiche, suscita giustificata indignazione nel popolo, [...] è una ricchezza che dà scandalo e non ha rispetto del prossimo" (leggi tutto). Per un vescovo che si arrabbia, c'è un arcivescovo che se ne rallegra: quello che ha celebrato il matrimonio in questione (ops!), mons. Michele Castoro.
Lo stesso che ha inaugurato la nuova cripta tutta d'oro di Padre Pio: roba di lusso!
Ognuno, però, è libero di scegliersi il vescovo che più gli aggrada ed i Columella non si fanno mancare niente, neanche il monsignore.
Che si sia trattato di una deviazione dalle norme cristiane (sobrietà per esempio) sembra abbastanza evidente, ma riteniamo che il Vescovo possa e debba usare la penna per questioni più scottanti di questa. Per esempio sull'acqua nulla è stato detto da parte della diocesi per incoraggiare i fedeli a salvaguardare un bene comune e sacro che tanto conta (anche e non solo) per i cristiani. L'acqua che coincide con la vita è ridotta a merce nel quotidiano (uso dell'acqua in bottiglia) di gran parte di noi ed in tanti campi estivi parrocchiali si continua ad utilizzare l'ACQUA CHE SPRECA L'ACQUA (per fabbricare una bottiglietta di plastica si impiegano 10-14 litri di acqua).

Ci sembra poi stridente la benedizione, da parte dello stesso vescovo, delle Ferrari che sfilano per le città di Gravina ed Altamura (leggi qui) ed il fatto che portino in giro bambini con handicap non le trasforma in un simbolo di sobrietà. Sono o no, anche queste l'emblema di una "ricchezza che dà scandalo e non ha rispetto del prossimo"?
Chi spende centinaia di migliaia di euro per il proprio matrimonio fa un uso irresponsabile del proprio denaro, o no?
Chi si indebita per la prima comunione "con lo sparo" dei propri figli ha perso il senno o no?
Chi spende centinaia di migliaia di euro per il gusto di guidare un'auto sportiva bassa e rossa fa un uso irresponsabile del proprio denaro, o no?
Chi decide di rivestire d'oro una cripta, in un periodo nero per molte famiglie, fa un uso irresponsabile del denaro, o no?
Ma non bisognava scegliere tra Dio e Mammona?

martedì 20 luglio 2010

L'acqua e il silenzio



Ieri il Comitato Promotore dei Referendum per l'acqua pubblica ha consegnato oltre un milione e quattrocentomila firme presso la Corte di Cassazione. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme (il record era per quello sul divorzio con 1.370.000 firme).

Ora ovviamente si tratterà di portare 25 milioni di italiani a votare tre “SI” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Noi del meetUp ilGrillaio siamo ottimisti nonostante il freddo con cui è stato accolto il comunicato del Comitato Referendario per Altamura. Solo il sito altamuralife.it ne ha dato notizia (qui), NotizieOnLine l'ha messa in un angolo... della posta. All'inizio della campagna le cose andavano diversamente (vedi qui): 5.000 sono un dato POLITICO importante, o no?
Tutto il resto tace, per ora.

Il Forum Italiamo dei Movimenti per l'Acqua chiede ora al governo di "emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum". E alle amministrazioni locali "di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze" (come il comune di Roma, nds)
Prossimo appuntamento per il popolo dell'acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l'assemblea dei movimenti per l'acqua.

A proposito di silenzi, è stato assordante, esplosivo (come Eyjafjallajökull) quello con cui si è tenuto fuori l'argomento Acqua dagli Stati Generali delle Fabbriche di Nichi dello scorso fine settimanta a Bari. L'ACQUA è stato uno degli argomenti elettorali con cui Vendola ha vinto sia le primarie che le regionali qualche mese fa. Tantissime poi sono state le "Fabbriche" che hanno promosso incontri pubblici per parlare di una diversa cultura dell'acqua, di Diritto all'Acqua, dei rischi legati a privatizzazione e mercificazione di un Diritto Umano non scritto, noi stessi abbiamo preso parte a tante iniziative (Ruvo, Barletta, Conversano, Rutigliano, Locorotondo, Palo...). E' un silenzio tanto più inspiegabile quanto più il fine settimana che chiamava a raccolta i vendoliani d'Italia, coincideva con la chiusura della campagna referendaria che già aveva superato UN MILIONE DI FIRME. E poi c'è la legge di trasformazione dell'AQP SpA in Ente Pubblico (i cento giorni scadono al rientro delle vacanze!). Quale teatro migliore del capoluogo pugliese in questo momento? Invece niente!
Tra le eruziondi di buona politica non c'è spazio per la Buona Politica dell'Acqua. Pensate che l'argomento avrebbe RAFFREDDATO il clima vulcanico? Secondo noi NO, anzi.

Staremo a vedere...abbiamo fiducia nei ragazzi che fanno parte delle fabbriche e che si sono avvicinati con entusiasmo al tema dell'Acqua e che, ne siamo sicuri, hanno interesse quanto noi a mantenere "caldo" il tema!

lunedì 19 luglio 2010

Riflettori sui rifiuti. Pecunia non olet??



Brutto periodo per la famiglia Columella sotto i riflettori per un provvedimento cautelare contro due suoi esponenti.
Nell'ambito dell'inchiesta relativa allo smaltimento dei rifiuti speciali, costola dell'inchiesta madre sulla sanità pugliese (che vedrebbe come protagonista il senatore PD Alberto Tedesco) sono, infatti, finiti agli arresti domiciliari Michele Columella (figlio di Carlo Dante) legale rappresentante della Vi.ri. (gruppo Tra.de.co.) e di Francesco Petronella (cognato di Carlo Dante), titolare di fatto della stessa società, sottoposto alla stessa misura cautelare insieme ad altre tre persone, Antonio Colella (ex capo degli appalti della Asl di Bari), e i funzionari Asl Nicola Del Re e Filippo Tragni.
Francesco Petronella ha da poco lasciato la carica di consigliere comunale dopo aver ricoperto tale carica per dieci anni circa, prima con i Socialisti poi col Partito democratico. Alle ultime elezioni ha deciso di non ricandidarsi, probabilmente anche alla luce delle inchieste a suo carico.
Le vicende di cronaca giudiziaria - ricorda la Gazzetta del Mezzogiorno - hanno già legato Michele Columella e Petronella, con esito a loro favorevole. Furono arrestati il 15 marzo del 2006 per la gestione di rifiuti alla discarica di Canosa. Anche in quel caso andarono ai domiciliari: due anni fa, insieme a tutti gli altri indagati, sono stati assolti dal gup di Trani, Teresa Giancaspro, perché «il fatto non sussiste». Il loro avvocato Raffaele Emilio Padrone è convinto che finirà così anche stavolta: «Gli investigatori hanno preso una cantonata».
Le accuse mosse ai cinque indagati questa volta sono turbativa d'asta, corruzione, rivelazione di segreti d'ufficio, falsità materiale in atti pubblici.
Il provvedimento che dispone gli arresti domiciliari è incentrato su tre episodi. Il primo è l’appalto per la gestione dei rifiuti speciali della Asl di Bari, che secondo gli investigatori la Viri avrebbe vinto (per 1,627 milioni) a danno della Manutencoop (che aveva offerto 2,328 milioni): gli investigatori ritengono che Colella, su richiesta di Tedesco, avrebbe consentito alla Viri di sostituire l’offerta. In cambio del suo interessamento - secondo la procura, Tedesco avrebbe chiesto «appoggio elettorale» per le elezioni politiche del 2008, ma anche la disponibilità «ad acquistare un appartamento del valore di 550.000 euro, di cui il Tedesco non aveva la disponibilità economica, rivolta al Columella Carlo Dante per il tramite del Petronella». Gli altri due episodi sono relativi ad appalti per le attrezzature del nuovo Oncologico di Bari.
Leggi tutto l'articolo.

Famiglia Columella a parte, la situazione rifiuti non è affatto rosea. Ben vengano le inchieste che gettino luce sulle ambiguità della gestione, ma ci vuole anche un sussulto di senso civico per rialzare le percentuali di raccolta differenziata ancora a livelli ridicoli.
Magari potrebbe aiutare una strategia dello stupore, quella suggerita da Jacopo Fo (vedi il video!).



Oppure potremmo fare come a Tivoli dove chi ricicla di più, e meglio, paga di meno (la tassa per l'igiene ambientale, la TIA).
Il criterio è molto semplice: chi conferisce materiale differenziato in una delle isole ecologiche riceve un tot di punti, a seconda del quantitativo conferito.I punti vengono accumulati in una scheda magnetica, proprio come quelle del supermercato, ed alla fine dell’anno ad un tot di punti accumulati corrisponde uno sconto proporzionale sulla tasse sui rifiuti solidi urbani.
Alcuni cittadini hanno inventato una vera e propria caccia al tesoro per accumulare rifiuti da portare in discarica e così aumentare il bonus di risparmio, innescando in questo modo una spirale di comportamenti virtuosi.