mercoledì 9 settembre 2009

Piano dell'OFFESA formativa


Giorgio Stracquadanio, deputato PDL e consulente politico di Maria Stella Gelmini, viene intervistato da RaiNews24. Il super-esperto sostiene che il taglio dei docenti è dovuto alla riduzione delle iscrizioni nei vari ordini di scuola. Ma vediamo se è vero:
  1. Scuola materna: per la prima volta supereremo il milione di bambini. 28 mila in più dell’anno scorso. Una media di quasi 24 bambini per classe.
  2. Scuola media: da settembre ci saranno 18 mila studenti in più. Contestualmente, ci saranno ben 120 classi in meno.
  3. Scuola superiore: Dai 21,8 alunni per classe dello scorso anno, si passa a 22,1 alunni. Ci saranno classi con più di 30 alunni, esclusi uno o più eventuali alunni disabili.
  4. Disabili: sarà l’anno record per la presenza di alunni disabili: oltre 178 mila contro i 176.000 dell’anno scorso. Gli insegnanti di sostegno, tuttavia, restano invariati: 90.469.
E allora? E allora avremo meno docenti e più alunni per classe... Ad essere penalizzati sono soprattutto i ragazzi in situazione di handicap: gli insegnanti di sostegno in numero insufficiente cercheranno di sobbarcarsi più casi gravi contemporaneamente. Molti dirigenti hanno adottato l'escamotage di sistemare più alunni in situazione di handicap per classe e spesso non si riesce nemmeno a garantire un numero adeguato di alunni per classe. Ma si tratta di un palliativo che avrà come unico risultato quello di influire negativamente sulla qualità del rapporto delicatissimo tra insegnante di sostegno e alunni con gravi handicap. Questi bambini sono certamente una risorsa umana importante per il gruppo classe se messi nelle condizioni di relazionarsi positivamente ed integrarsi con gli amichetti. Quando questo non avviente (perchè carente è l'intervento specialistico) le dinamiche che si creano sono negative per tutta la classe e non solo.

Sul fronte precari a Bari la situazione è particolarmente calda per l'accoglienza che i precari stanno riservando a Supernan per l'inaugurazione della Fiera del Levante prevista per sabato prossimo. Quest'anno sono circa 200 i docenti che non riusciranno ad ottenere una supplenza annuale e 500 sono i collaboratori scolastici. Il presidio sotto l'Ufficio Scolastico Regionale continua da diversi giorni e da ieri circola una bozza della proposta della Regione Puglia inviata al MIUR:
progetti in 250 scuole primarie e medie, finanziate dal Fondo Sociale Europeo (22 milioni di euro), di 350 ore, per 6 mesi e mezzo, stipendio leggermente superiore a quello dei docenti precari e punteggio pieno. Progetti nelle scuole superiori sarebbero finanziati da altri fondi per 34 milioni di euro. Nel primo caso si utilizzerebbero le graduatorie ad esaurimento, nel secondo le graduatorie d'istituto. L'offerta di lavoro non è destinata solo a chi ha avuto l'incarico annuale lo scorso anno. Ora bisogna sorvegliare sulla effettiva destinazione di questi soldi.

Domani giovedì 10 settembre 2009 alle ore 17.00 la Rete Docenti Precari Bari convoca un’assemblea pubblica presso l'ass. Terre del Mediterraneo, in via Piave 59 a Bari.

E’ prevista anche la partecipazione del sindaco di Bari Michele Emiliano, in segno di solidarietà per il difficile momento che vivono i precari della scuola (clicca per saperne di più)

martedì 8 settembre 2009

GRATTAti pure tanto PERDI



E tristissimo vedere agli Autogrill, scolaresche intente nell'acquisto dei c.d. Gratta e Vinci.
E' il frutto dell'istigazione di Stato al gioco d'azzardo perpetrata dalle TV di Stato attraverso le pubblicità e gli pseudo-TG che rilanciano quotidianamente notizie riguardanti giochi, lotterie, lotto... Sarà pure che con tutte le notizie che non si devono dare, sorga la necessità di riempire di stronzate il tempo a disposizione, ma... a questo punto perchè non istituire direttamente una rubrica tenuta dal mago ZAGANGA che si metta a "dare i numeri".
Si potrebbe anche chiedere ai soliti politicanti intervistati di suggerire ai telespettatori cosa giocare. In questo modo risolveremmo due annose questioni:
- i giornalisti avrebbero sempre la SECONDA DOMANDA (ne fanno sempre e solo una);
- daremmo un senso a tutti quei bei faccioni che i numeri li danno già.

Le lotterie istantanee accelerano i processi di dipendenza (non devi nemmeno aspettare!), inoltre non bisogna neanche affrontare il senso di vergogna: compri direttamente alla cassa (nessuno ti vede) e giochi a casa!! Grandioso!
Le famiglie rovinate sono sempre di più. Ho cercato dei video su youtube (dipendenza da Gratta e Vinci, ma non ho trovato molto). Vi consiglio questo (GUARDA)

da CNR.it
Non solo Superenalotto: italiani a rischio ‘gambling’

Sono circa 15 milioni, il 38,3% della popolazione tra i 15 e i 64 anni, gli italiani che almeno una volta nella vita, hanno giocato d’azzardo. E di questi a risultare maggiormente coinvolta sarebbe la popolazione maschile, attestandosi al 50% a fronte del 29,2% delle donne. Lo evidenzia un’indagine condotta dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa, Sezione di Epidemiologia e ricerca sui servizi sanitari, analizzando i dati Ipsad-Espad 2007-2008. Si tratta di un fenomeno dunque diverso dal boom di giocate indotto dal ‘6’ da record messo in palio dal Superenalotto ma che può essere interessante focalizzare proprio in corrispondenza della ‘febbre’ da jackpot, che ha ormai superato i 100 milioni.

“I soggetti di età compresa tra i 25 ed i 34 anni sono quelli che hanno maggiormente dichiarato di avere giocato almeno una volta: il 55,1% dei maschi ed il 34,5% delle femmine”, spiega Sabrina Molinaro dell’Ifc-Cnr. “Ma lo studio evidenzia soprattutto che ben il 10,8% dei giocatori, pari a un milione e mezzo di persone, prova l’impulso a giocare somme di denaro sempre più consistenti. Un fenomeno che riguarda il 13,1% degli uomini e l’8% delle femmine. Tra questi giocatori, il 5,3% nasconde addirittura l’entità del denaro speso ai familiari”.

Il dato più preoccupante è però quello della rilevante parte che rientra nella vera e propria dipendenza da ‘gambling’. “Tra i residenti in Italia che hanno giocato almeno una volta”, continua Molinaro, “il 19,8%, pari a tre milioni di persone, potrebbe sviluppare una dipendenza da gioco d’azzardo, e fra questi il 12,4% - secondo la valutazione del Canadian Problem Gambling Index - è nella fascia a rischio minimo, il 4,6% a rischio moderato e lo 0,8%, ovvero 120.000 persone, risulta avere un profilo da gambler”.

La ‘febbre del gioco’ non risparmia neanche i ragazzi. “Circa il 40% degli studenti italiani alle scuole superiori, poco meno di un milione di iscritti”, evidenzia la ricercatrice dell’Ifc-Cnr citando i dati dell’indagine ESPAD 2008 condotta dal suo Istituto fra 45.000 studenti di età compresa fra i 15 ed i 19 anni, “dice di aver giocato con soldi almeno una volta nel corso del 2008. Sono i ragazzi a giocare di più rispetto alle coetanee, il 52,6 contro il 28,8%”.

Tra i giochi preferiti dai giovani di entrambi i generi risultano in pole position quelli tipo ‘gratta e vinci’, seguiti da Lotto, Supenalotto e simili. Tipicamente maschili, invece, i videopoker (ci hanno giocato almeno una volta il 14% dei maschi e il 4% delle ragazze) e le scommesse sportive (30% dei ragazzi e appena il 3% delle studentesse). Tra gli studenti giocatori, il 69% ha speso nell’ultimo mese fino a 10 euro, il 24% tra gli 11 e i 50 euro ed il 7% dai 51 euro in su.

“Per il 30% circa degli studenti ‘giocatori’”, conclude Molinaro, “si rileva un profilo di gioco ‘a rischio’ basso o moderato, stimato utilizzando il ‘South Oaks Gambling Screen: Revised for Adolescents’. Per lo 0,4%, si è evidenziato un profilo di rischio problematico. Anche in questo caso sono i ragazzi a far rilevare i profili più gravi”. Circa il 5% dei ragazzi ammette di essere tornato a giocare sperando di recuperare i soldi persi.

Il gioco in generale è un comportamento comunque percepito come rischioso dal 71,5% della popolazione fra i 15 ed i 64 anni, in particolare dal 75,8% delle donne e dal 66%degli uomini, e disapprovato dal 60,5% degli italiani: il 65,9% delle donne 53,5% degli uomini.

Roma, 28 luglio 2009


lunedì 7 settembre 2009

Ci pensa papi!



No, non stiamo parlando del Papi nazionale ma di un papi altamurano che - deciso ad aiutare il figliolo alle prese con il test di odontoiatria - avrebbe messo a disposizione del pargolo una commissione di esperti dediti a cercare le risposte ai quiz contenuti nella traccia.
La notizia è apparsa sulla Gazzetta del Mezzogiorno di oggi che fa il nome del nostro assessore e odontotecnico Francesco Miglionico, proprietario dell'appartamento in via dei Papaveri in cui sono stati trovati gli otto esperti con la traccia del tema inviato ad Altamura attraverso una e-mail forse partita da una delle aule di esame. Si parla anche dell’ipotetico utilizzo di un sistema fotografico (forse quello installato sui cellulari) per riprodurre e inviare i quesiti.
Ad attendere l'aiuto sarebbero stati una quindicina di studenti, non solo dell'Ateneo Barese, anche perché il test è lo stesso in tutta Italia.
Nella casa dell'assessore gli investigatori della guardia di finanza hanno trovato anche diversi oggetti di interesse archeologico di cui si è ipotizzata la provenienza illecita.
Le indagini sono in corso e sul loro esito e sulle responsabilità individuali nulla può dirsi. Certo è che gli ingegnosi stratagemmi che la fantasia e l'amor paterno o materno inventano per bypassare le selezioni non fanno bene a nessuno. E poi, con notizie così, sai come cresce l'ansia da dentista?!?

Leggi l'articolo di Luca Natile sulla Gazzetta del Mezzogiorno.





Ultim'ora:
COMUNICATO STAMPA DEL COMUNE DI ALTAMURA
L’assessore Francesco Miglionico ha immediatamente messo a disposizione del sindaco Mario Stacca il mandato fiduciario.
Appena avuta la notizia dell’inchiesta che vede coinvolto lo stesso Miglionico, per fatti comunque estranei all’attività amministrativa del Comune, il sindaco ha richiesto attraverso un colloquio l’immediata disponibilità del mandato assessorile, trovando da parte di Miglionico la piena adesione a quanto richiesto dallo stesso sindaco.
Miglionico si è quindi impegnato a formalizzare le dimissioni stesse.
Si auspica che su questa vicenda non ci siano speculazioni politiche e che si lasci alla persona la possibilità di difendersi ed alla magistratura l’accertamento dei fatti.

domenica 6 settembre 2009

Giochi d'acqua pre-elettorali




L'articolo sopra riportato è comparso sul settimanale Left Avvenimenti in edicola il 28 agosto 2009 (clicca sull'immagine per ingrandire).

Qualche giorno prima contemporaneamente (il 27 agosto) sul blog dell'On. Zazzera, si ipotizzava uno strano "giro" largo dell'imprenditore Caltagirone (suocero di Casini) dietro le avances dei PD e PDL all'UDC. Attualmente Pierferdy è l'unico in grado di intercettare il voto dei vaticanini pentiti del PDL (non di essere vaticanini ma di aver creduto a Silvio).

Alle dichiarazioni di Zazzera alla stampa (precedenti il post sul suo blog) sono seguite due comunicati rispettivamente degli assessori pugliesi Amati e Losappio (fonte: regione.puglia.it
Il primo scrive:
"Zazzera mi dica ciò che sa sulle voci di corridoio circa la svendita dell’acqua pugliese a una famiglia vicina all’Udc quale premio dell’accordo politico con quel partito. Vorrei che me lo dicesse per capire di quale acqua si tratta, da quale fonte provenga e quale sia il prezzo attualmente praticato sulle bancarelle delle risorse naturali. Lo prego di non essere riservato, perché alla sua riservatezza corrisponde la mia impossibilità ad intervenire con risolutezza per appagare la “sede” di giustizia di Zazzera e dell’Idv. Mi mandi quindi un dettagliato rapporto su ciò che sa, anche confidenziale, e gli assicuro che non avrò bisogno di alcuna altra manifestazione di incitamento per andare avanti, perché non appena avrò ricevuto più dettagliate informazioni, degne del senso civico di un rappresentante del popolo, il mio passo sulla strada della legalità avrà percorso parecchi chilometri”

Losappio aggiunge:
"Il carattere pubblico dell’acqua come bene comune e dell’Acquedotto Pugliese (nella attuale configurazione societaria) come strumento della sua distribuzione costituisce uno dei punti qualificanti il programma del centrosinistra, la vittoria di Vendola, la costituzione della Giunta. Esso non è in discussione, anche per la determinata convinzione del Presidente e di larga parte della maggioranza che si riconosce culturalmente in questa posizione. Non capisco perchè l’adesione dell’Italia dei Valori a questo programma e dunque un allargamento a un altro partito di tale scelta venga presentata dai dirigenti di IdV come elemento di divisione o randello per polemiche nello stesso schieramento. Per valutare le posizioni in campo non c’è bisogno di dietrologia, né di fantasia. Basta leggere gli atti del recente Consiglio Regionale monotematico e l’abbondante rassegna stampa che l’ha preceduto ed accompagnato per poter verificare come Vendola e la sua Giunta abbiano confermato la validità della gestione pubblica di acqua ed AQP e quali invece siano gli alfieri della privatizzazione, ad iniziare dal Partito delle Libertà. Non c’è dunque alcun cambiamento per l’oggi e per il domani. Se non si vuole far parte del centrosinistra che Vendola guiderà alla riconquista della Regione si cerchino divergenze reali, non c’è necessità di inventarle."
La corsa per le prossime elezioni regionali del marzo 2010 è già iniziata e la questione AQP giocherà un ruolo importante per quei 30.000 pugliesi che hanno firmato la legge di iniziativa popolare (ferma alla commissione ambiente) e che non si accontenteranno di promesse o di giochi di parole:
l'Acquedotto Pugliese è una S.p.A. (anche se a capitale pubblico) e "l'attuale configurazione societaria" di cui parla Losappio non garantisce affatto il diritto all'acqua bene comune; semmai garantisce gli azionisti, ad oggi la Regione, ma.... mozione Maniglio docet!!
l'AQP SpA "deve", da statuto, fare utile e questo obiettivo contrasta con una politica di riduzione degli sprechi;
In un momento storico in cui il modello capitalistico mostra tutti i suoi limiti non possiamo permetterci il rischio della privatizzazione della nostra rete idrica che è stata costruita con soldi pubblici e deve tornare ad essere ente pubblico e partecipato dai comuni pugliesi.
Non scherziamo con l'acqua!

sabato 5 settembre 2009

agende rosse il 26 settembre a Roma



Scrive Salvatore Borsellino

Da ogni parte mi stanno chiedendo di organizzare a Settembre una grande manifestazione a Roma.
Non dobbiamo dare tregua agli assassini ed ai loro complici. Dobbiamo farla di Sabato, in un giorno non lavorativo, Roma è il punto più facile da raggiungere da ogni parte d'Italia e dovremo esserci tutti, da Milano, da Palermo, da Napoli, dalle Marche, dall'Emilia, da ogni parte d'Italia.
La data che ho indivduato per questa manifestazione che sarà la continuazione ideale di quella che abbiamo fatto il 20 luglio davanti al palazzo di Giustizia in sostegno di quei magistrati che, a rischio della propria vita, stanno combattendo per arrivare alla Verità sulle stragi del '92 e del '93 è il 26 Settembre.
Questa data è abbastanza lontana per permettere di poterla preparare in modo adeguato e abbastanza vicina da non essere superata dal ritmo degli avvenimenti che si stanno susseguendo in maniera sempre più incalzante.
Sarà una giornata dli lotta ed è per questo che ho preferito non sovrapporla ad un'altra giornata, il 12 settembre, che sarà invece di festa per l'elezione fortmente voluta e sostenuta da tutti noi, di Sonia Alfano e Luigi De Magistris al Parlamento Europeo.
Ci saremo tutti, tutti noi che salimmo sotto il sole le rampe che portano al Castello Utveggio portando un pezzo di Paolo dentro il nostro cuore, tutti noi che eravamo in Via D'Amelio quando all'ora della strage per un interminabile minuto si sono sentiti solo i battiti dei nostri cuori, tutti noi che abbiamo percorso le vie di palermo che ci portavano alla Magione levando in alto le nostra agende rosse e tutti noi che abbiamo gridato la nostra rabbia e la nostra voglia di Verità davanti al palazzo di Giustizia. E ci saranno tanti altri ancora, tutti quelli che in tante piazze d'Italia hanno urlato insieme a noi e avremo ancora in mano la nostra agenda rossa, un'agenda rossa che ora fa paura a tutti. Mobilitiamoci tutti, ognuno di noi si impegni a far venire quante altre persone può, in una catena che non deve avere fine.Adesso hanno paura e si stanno muovendo, cominciano a muovere le loro pedine, Rutelli, Violante, il PG Barcellona, noi dobbiamo agire più rapidamente di loro, impedire che fermino Sergio Lari, Antonio Ingroja, Nino Di Matteo, non lasciamoli soli, impediamo che chiudano la bocca a Massimo Ciancimino, che si muova il CSM, facciamogli capire che dovranno passare sui nostri corpi, che dopo 17 anni non ci lasceremo strappare ancora una volta la verità. Il nostro grido di RRRESISTENZAAAAA deve essere un urlo nelle loro orecchie, un urlo gridato da vicino, sotto le finestre di quei palazzi in cui sono in tanti a sapere ed ad avere occultato la verità. Il 19 luglio in via d'Amelio abbiamo fatto scoccare la scintilla, ora è necessario l'incendio.

S.B.

qualche giorno dopo...

SIAMO STATI IN QUESTURA A CHIEDERE LE AUTORIZZAZIONI PER LA MANIFESTAZIONE. A CAUSA DI UN PROTOCOLLO FIRMATO DAL SINDACO DI ROMA ALEMANNO NON CI E' STATO AUTORIZZATO IL CORTEO DAL CSM AL QUIRINALE MA SOLO DA PIAZZA DELLA REPUBBLICA (ESEDRA) A PIAZZA BARBERINI (manco un km.!) PIU' UNA RAPPRESENTANZA AUTORIZZARA A RECARSI DAVANTI AL CSM: DOBBIAMO SOTTOSTARE A QUESTI DIKTAT DA STATO DI POLIZIA
MA LE NOSTRE AGENDE ROSSE LE PORTEREMO EGUALMENTE, IN ORDNE SPARSO,
COME SEMPLICI CITTADINI, NEI POSTI CHE CI ERAVAMO PREFISSATI.
OGGI ATTENDIAMO DAL COMUNE l'AUTORIZZAZIONE ALL'OCCUPAZIONE DI SUOLO PUBBLICO PER IL PALCO.

S.B.

Il 26 settembre a Roma con Salvatore Borsellino e chi si riconosce nella nuova Resistenza.

giovedì 3 settembre 2009

Sport elettorale ad Altamura



dal sito del Comune di Altamura

La Coppa del Mondo di Calcio sarà esposta il 5 ed il 6 settembre ad Altamura, nella Sala Consiliare (via Pasquale Caso, Palazzo di Città), per iniziativa dell'Amministrazione comunale (Assessorato allo sport) e della FIGC.
Sabato 5 settembre è in programma presso la Sala Consiliare una presentazione ufficiale. Partecipano il sindaco Mario Stacca, l’assessore allo sport Giovanni Saponaro, il presidente del Comitato regionale della FIGC, Vito Tisci, l’allenatore di calcio Provessor Franc Dbndett (“Seminatore d’oro” 1979-1980) e Franco Selvaggi, campione del mondo di calcio “Spagna ‘82” ed ex calciatore di Udinese, Torino e Inter.

I fedeli(ssimi) potranno rendere omaggio al simulacro di Santa Fifa nei seguenti giorni:
Sabato 5 sett.: ore 11-13 (esposizione); ore 18-20 (abluzioni); ore 20-24 (esposizione in concomitanza con la "Notte Bianca nei claustri")
Domenica 6 sett.: ore 10-13 (prima di pranzo).

Durante le ore di adorazione saranno consentiti soltanto gruppi composti da almeno 30 uomini (di cui almeno 6 in evidente stato di ebbrezza) che potranno osannare gli ultras dei paesi limitrofi anche con cori cinesi (per es. "ciucciallà ciucciallà") o strofette in vernacolo.

Le visite avranne inizio e terminerano al suono della troccola ad opera degli amministratori comunali che ne faranno richiesta. La coppa non si potrà toccare nè baciare, ma alla stessa si potranno rivolgere preghiere presenti sui santini-ricordo che saranno distribuiti gratuitamente.

P.S.: Non essendo possibile portare la suddetta coppa in processione per le vie del paese preceduta da una suggestiva calvacata d'asini (la chiesa locale non era d'accordo) si invitano tutti gli Ultracittani a non perdere l'appuntamento.
E miss Altamura?

Meditate gente, meditate... Succede ad Altamura. Notare le bottiglie che volano.


questo sport specialmente nella sua versione passiva (tifo) non ha quasi più niente di "sano" da offrire soprattutto ai nostri ragazzini.

Respinti o condannati?

ROMA – Adesso abbiamo le prove. Sono quindici foto in bassa definizione. Scattate con un telefono cellulare e sfuggite alla censura della polizia libica con la velocità di un mms. Ritraggono uomini feriti da armi di taglio. Sono cittadini somali detenuti nel carcere di Ganfuda, a Bengasi, arrestati lungo la rotta che dal deserto libico porta dritto a Lampedusa. Si vedono le cicatrici sulle braccia, le ferite ancora aperte sulle gambe, le garze sulla schiena, e i tagli sulla testa. I vestiti sono ancora macchiati di sangue. E dire che lo scorso 11 agosto, quando il sito in lingua somala Shabelle aveva parlato per primo di una strage commessa dalla polizia libica a Bengasi, l'ambasciatore libico a Mogadiscio, Ciise Rabiic Canshuur, aveva prontamente smentito la notizia. Stavolta, smentire queste foto sarà un po' più difficile.



A pubblicarle per primo sulla rete è stato il sito Shabelle. E oggi l'osservatorio Fortress Europe le rilancia in Italia anche attraverso Unimondo.org.

Tutto è scoppiato la sera del 9 agosto, quando 300 detenuti, in maggioranza somali, hanno assaltato il cancello, forzando il cordone di polizia, per scavalcare e fuggire. La repressione degli agenti libici è stata fortissima. Armati di manganelli e coltelli hanno affrontato i rivoltosi menando alla cieca. Alla fine degli scontri i morti sono stati sei. Ma il numero delle vittime potrebbe essere destinato a salire, visto che ancora non si conosce la sorte di un'altra decina di somali che mancano all'appello.

Il campo di Ganfuda si trova a una decina di chilometri dalla città di Bengasi. Vi sono detenute circa 500 persone, in maggior parte somali, insieme a un gruppo di eritrei, alcuni nigeriani e maliani. Sono tutti stati arrestati nella regione di Ijdabiyah e Benghazi, durante le retate in città. L'accusa è di essere potenziali candidati alla traversata del Mediterraneo. Molti di loro sono dietro le sbarre da oltre sei mesi. C’è chi è dentro da un anno. Nessuno di loro è mai stato processato davanti a un giudice. Ci sono persone ammalate di scabbia, dermatiti e malattie respiratorie. Dal carcere si esce soltanto con la corruzione, ma i poliziotti chiedono 1.000 dollari a testa. Le condizioni di detenzione sono pessime. Nelle celle di cinque metri per sei sono rinchiuse fino a 60 persone, tenute a pane e acqua. Dormono per terra, non ci sono materassi. E ogni giorno sono sottoposti a umiliazioni e vessazioni da parte della polizia.

Sull'intera vicenda, i deputati Radicali hanno depositata lo scorso 18 agosto un'interrogazione urgente al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Esteri, chiedendo se l'Italia “non ritenga essenziale, anche alla luce e in attesa della verifica dei fatti sopraesposti, garantire che i richiedenti asilo di nazionalità somala non siano più respinti in Libia”. Probabilmente la risposta all'interrogazione tarderà a venire in sede parlamentare. Ma nella realtà dei fatti una risposta c'è già. E il respingimento dei 75 somali ne è la triste conferma.
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