domenica 5 febbraio 2017

L'ACQUEDOTTO PUGLIESE E' IN PERICOLO!!! APPELLO alla mobilitazione



Appello alla mobilitazione
per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese
per l'affermazione del diritto umano all’acqua potabile
per tutelare la qualità dell'acqua dai rischi delle trivelle petrolifere


L'ACQUEDOTTO PUGLIESE E' IN PERICOLO!!!


Organizza un'assemblea in Comune, in parrocchia, a scuola...
Informarsi è il primo passo per agire: Occorre una grande mobilitazione
per SALVARE l'Acquedotto Pugliese dalla privatizzazione



IL FUTURO DELL'ACQUEDOTTO PUGLIESE E' ANCORA UNA VOLTA NELLE NOSTRE MANI. In passato, la mobilitazione diffusa e determinata dei cittadini organizzati ha impedito il peggio e fermato pericolose derive!
E' successo quando la Regione Puglia voleva istituire la figura del magistrato dell’acqua (che avrebbe ridotto trasparenza e controllo), quando la Regione si era candidata a ospitare il Forum Mondiale dell'ACQUA promosso dalle multinazionali che diffondono la visione dell’acqua come bene economico (!); quando si impedì di votare la mozione Maniglio che avrebbe aperto l'AQP ai capitali privati...
Oggi, come allora, il nostro Acquedotto, costruito con i sacrifici dei nostri nonni e bisnonni, è utilizzato come merce di scambio elettorale. Emiliano, come Vendola, continua a scherzare con l'acqua. Quello (Vendola) con le filastrocche (senza peraltro dar seguito a una ripubblicizzazione che era possibile e necessaria già 10 anni fa!), questo (Emiliano) che dice tutto e il contrario di tutto pur di costruire un'immagine di sé che sia piacevole e mediaticamente accettata, ma senza scontentare nella sostanza i poteri forti.
Oggi, come ieri, saremo vigili e terremo informati i cittadini su quanto accade in Regione ma, soprattutto, saremo pronti alla mobilitazione.
C'è bisogno del contributo di tutti noi, anche se piccolo, perché la riattivazione di ognuno di noi può fare la differenza.

Oggi il nostro acquedotto è più che mai in pericolo. Con il 2018 arriverà la scadenza della la gestione di Aqp Spa, e vi sarà una gara d'appalto, che ne potrebbe sancire la definitiva privatizzazione. A tutto questo si aggiunga la miopia di chi, oggi come ieri, non si preoccupa della salvaguardia delle risorse (vedi Invaso del Pertusillo sul cui pende la spada di Damocle di 27 pozzi petroliferi).

Abbiamo poco tempo per scongiurare scenari bui. Da mesi chiediamo alla Regione Puglia di istituire il tavolo tecnico paritetico (con i comitati) per la ripubblicizzazione di AQP SpA (così come approvato all’unanimità dal Consiglio Regionale lo scorso 3 agosto). Fino a oggi, però, tale rivendicazione è rimasta inascoltata. Nel frattempo il Presidente Emiliano rilascia dichiarazioni non veritiere – come “l’AQP è un’azienda pubblica” (è invece è una società per azioni a capitale pubblico!) – e che ci lasciano perplessi: “L'AQP SpA non si può ripubblicizzare perché è troppo grosso” (sic!). Tutto questo mentre i cittadini che non possono pagare si vedono staccare la fornitura idrica (come in queste settimane accade a Lecce e provincia) e le bollette continuano ad aumentare (di circa il 20% negli ultimi 4 anni, percentuale che si va ad aggiungere all’ulteriore 20% registrato nei quattro anni precedenti).

Non vogliamo un acquedotto pugliese che sia una holding né una multiutility aperta anche al mercato dei rifiuti e dell’energia, e nemmeno una società per azioni che calpesti il diritto vitale ed umano all’acqua potabile.
Vogliamo, invece, un acquedotto che sia realmente pubblico e partecipato.
Vogliamo che la Regione Puglia segua com maggiore interesse lo stato di salute degli acquiferi ed rischi derivanti dalle estrazioni petrolifere attorno all'invaso del Pertusillo.


Per questo, vi invitiamo ad aderire alla campagna ACQUAeDEMOCRAZIA (telematicamemte, ma soprattutto fisicamente) inviando una mail a:
segreteriareferendumacqua@gmail.com a sostegno del percorso di ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese e di affermazione del diritto all’acqua potabile, indicando NOME, ASSOCIAZIONE/ORGANIZZAZ./COMITATO/GRUPPO di appartenenza, TERRITORIO DI APPARTENENZA

COSA PUOI FARE:
  1. Organizzare un incontro pubblico per INFORMARE;
  2. Promuovere un Consiglio comunale monotematico per INFORMARE anche le istituzioni;
  3. PARTECIPARE ALLE ASSEMBLEE, ai SIT-IN, alle manifestazioni del Comitato Pugliese AcquaBeneComune

Perché si scrive acqua e si legge democrazia.


PROSSIMO APPUNTAMENTO:
martedì 7 febbraio ore 10.00. Presidio per un acquedotto davvero pubblico!
Davanti al Consiglio Regionale Puglia · Bari
Chiederemo che una delegazione partecipi al Consiglio regionale

Aderenti alla campagna Acqua e democrazia”


Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”
AIAB, Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica
ABAP Puglia (Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi)
Associazione “Sviluppo Sostenibile”
Attivisti a 5 stelle Martina Franca (TA)
Azione Civile -Ingroia
Banca Etica – Gruppo Iniziativa Territoriale (Bari)
Beni Comuni - Taranto
Collettivo “Terra Rossa” di Lecce
Comitato Acqua - Palo del Colle (BA)
Comitato Acqua - Bari
Comitato di Terra di Bari per il NO alla Riforma Costituzionale
Comitato NO TRIV Terra di Bari
Consulta Ambiente - Santeramo (BA)
Forum Ambiente e Salute – Lecce
Lecce Bene Comune
Masseria dei Monelli - Conversano (BA)
Missionari Comboniani Bari
Movimento Beni Comuni – Mesagne (BR)
Movimento “ilGrillaio” – Altamura (BA)
M5S Puglia
Popoli e Culture -
PRC - Bari
RifiutiZero Bari


giovedì 2 febbraio 2017

INCENERITORI E BIOMASSE BRUCIANO IL FUTURO... ANCHE LE MAGGIORANZE




Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa del Movimento 5 Stelle Altamura in merito agli inceneritori ed alle centrali a biomasse.
Siamo in un periodo in cui basta il prefisso "BIO" sembra pulire/legittimare anche le peggiori pratiche. E' il caso di fare un po' di chiarezza. Occorre porre un freno alle #Biocazzate,
INTANTO, come ricorda giustamente Pietro Masi, la nostra petizione "NON BRUCIATECI IL FUTURO" aspetta da 3 anni di essere discussa in consiglio comunale


 
 
 
comunicato stampa
 
L’ultimo consiglio comunale si è sciolto in anticipo: Sindaco e 4 consiglieri fanno mancare il numero legale

LOIZZO VUOL PARLARE DI INCENERITORI A BIOMASSE: SINDACO E PARTE DELLA MAGGIORANZA LO BRUCIANO.
QUAL E' LA POSIZIONE DELLA MAGGIORANZA IN MERITO?

Alla richiesta di inversione dei punti all’odg, per anticipare la discussione sulle centrali a Biomasse, proposta da Loizzo, il Sindaco e quattro consiglieri di maggioranza abbandonano l’aula facendo venir meno il numero legale. Tralasciando ogni speculazione meramente elettorale, qualche considerazione sull'argomento ci teniamo a farla.
Produrre energia attraverso la combustione di checchessia è una delle pratiche più impattanti per l'ambiente e per le persone che in quel territorio vivono.
Uno studio dell'università di Bari nel 2007 (Studio per la valorizzazione energetica di biomasse agro forestali nella Regione Puglia - ISBN 978-88-89010-06-8) evidenzia come una terra senza foreste e senza alberi non possiede una quantità di biomasse tali da giustificare la costruzione di nuove centrali. Quali biomasse brucerebbero? E' lecito pensare che comincerebbe a viaggiare sulle nostre strade un numero spropositato di TIR per consentire l'arrivo di combustibile di varia natura. Il pezzo forte della maggioranza Forte, colui che siede in Consiglio da diversi anni farebbe bene ad esplicitare la sua posizione in merito alle centrali a biomasse.
Trattasi, infatti, di un terreno assai scivoloso, a cavallo tra la materia energetica e quella dei rifiuti e non di rado finisce per essere attenzionata dalle cosiddette ecomafie che in molti territori hanno fatto un sacco di quattrini sulla pelle dei cittadini.
Qualche anno fa Loizzo aveva diffidato il commissario prefettizio di Santeramo dall’approvare, con apposita delibera commissariale, lo schema della convenzione e dell'atto di impegno tra il Comune di Santeramo in Colle e la ditta (sempre santermana) che aveva progettato una centrale a biomasse nel comune di Santeramo al confine con quello altamurano.Era la fine del 2011 e Loizzo alle centrali a biomasse diceva chiaramente NO. Ora sarebbe interessante conoscere la sua posizione oltre che quella della maggioranza e magari anche di qualcuno della minoranza.
I vari pezzi del carrozzone forte (sempre meno forte!) farebbero bene a preoccuparsi di come evitare che gli altamurani continuino a pagare l'ecotassa più alta. Non ci servono centrali a biomasse, ma strumenti per incrementare la raccolta differenziata a cominciare dalle Isole Ecologiche già finanziate anni fa, mai realizzate ed oggi rifinanziate (per fortuna) dalla Regione.
A Loizzo in veste di presidente della prima commissione vorremmo ricordare che questi sono argomenti per i quali è necessario il massimo coinvolgimento della città e a tal proposito c'è una petizione popolare “NON BRUCIATECI IL FUTURO” che da quasi tre anni attende di essere discussa e ricevere risposte.
 

CARO EMILIANO. LEGGE NON VA A PESO!

Aqp non si può ripubblicizzare perché è troppo grosso. L'ultima del Presidente Emiliano.

Ma la LEGGE NON VA A PESO!
Ieri, 31 gennaio, una delegazione del Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” e di “Acqua e Democrazia” si è recata a un’iniziativa sul tema "famiglia e legalità", con ospite Don Ciotti, organizzata al Redentore di Bari dai Salesiani. È stato chiesto molto educatamente agli organizzatori di poter porre a fine incontro una semplice domanda al Presidente Emiliano, presente tra i relatori, rispetto ai tempi previsti per la costituzione del tavolo tecnico per la ripubblicizzazione di Aqp votato all'unanimità dal Consiglio Regionale il 3 agosto scorso.

Nonostante lo stesso Don Ciotti nel proprio intervento, abbia parlato anche del diritto all'acqua pubblica, non ci è stato possibile porre la domanda pubblicamente.

Ed è un peccato, dato che non crediamo si possa parlare di legalità, se non si include nel pacchetto anche il rispetto dei diritti basilari, come quello all'acqua, specie in una Regione in cui si contano in media 5000 distacchi per morosità all'anno.

Ad ogni modo, abbiamo raggiunto il Presidente Emiliano a sala ormai semi-vuota, per chiedergli personalmente del tavolo tecnico.

Le risposte, surreali, sono state, in ordine sparso:

"E pure se facciamo il tavolo tecnico, che ci dobbiamo dire?"

"Aqp non si può ripubblicizzare perché è troppo grosso"

Non sappiamo la raffinata analisi secondo cui le cose "troppo grosse" non possano essere pubbliche su quale manuale di diritto sia reperibile, ma ricordiamo che 7 anni fa venne depositata una proposta di legge che, al netto di alcuni successivi emendamenti voluti dal PD e puntualmente bocciati dalla Corte Cosituzione, potrebbe ripubblicizzare Aqp SpA, l'acquedotto più grande d'Europa.

E per questo continueremo a batterci. Acqua è democrazia. 
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

martedì 24 gennaio 2017

La Rete RIFIUTIZERO dell'ARO Ba4 scrive ai sindaci dell'ARO


Al Presidente dell'ARO BA4
Dott. Alesio Valente
Al vice-presidente dell'ARO BA4
Dott. Michele Dambrosio
Alla SEGRETERIA DELL'ARO BA4
Dott. D'Amore

e p.c. al
Sindaco di Altamura e capigruppo consiglio
Sindaco di Cassano Murge e capigruppo consiglio
Sindaco di Toritto e capigruppo consiglio
Sindaco di Grumo Appula e capigruppo consiglio
Sindaco di Poggiorsini e capigruppo consiglio

ai parlamentari della provincia di Bari

AGLI ORGANI di STAMPA




I comitati, le associazioni, i circoli, i movimenti di cittadini appartenenti ai comuni dell'ARO BA4
riuniti in ASSEMBLEA pubblica il giorno 17 dicembre 2016 ad Altamura,

PREMESSO CHE

- si reputa PREOCCUPANTE il ritardo nella definizione del bando di gara espletato dalla Consip SpA per l'individuazione del nuovo gestore unico per il servizio di raccolta dei Rifiuti nei comuni di Altamura, Gravina, Santeramo, Grumo, Toritto, Poggiorsini. LA PREOCCUPAZIONE aumenta dinanzi alle ultime notizie di stampa secondo le quali diversi esponenti della Consip sarebbero indagati in merito ad alcune gare d'appalto;

- è necessario di improntare ogni atto amministrativo in materia di gestione dei rifiuti nella direzione dei principi fondanti della Legge d'Iniziativa Popolare “RIIFUTI ZERO” (vedi schema allegato);

- oggi come nel 2013, si registra l'assenza di meccanismi di informazione e partecipazione da parte dei soggetti che in questi anni si sono interfacciati con le istituzioni per fornire il proprio contributo;

- la situazione in alcuni comuni (dopo l'ennesima proroga) ha raggiunto livelli di criticità tali che qualche amministratori ha espresso la volontà di procedere con non meglio precisata “gara ponte”;

- che a causa del ritardo nell'aggiudicazione del servizio di raccolta differenziata “porta a porta” in molti dei comuni dell'ARO BA4 si pagherà l'aliquota massima di ecotassa;

PER QUANTO SOPRA SI CHIEDE

Ai vertici dell'ARO Ba4 e dell'Unicam

  • di convocare un'assemblea dell'Aro in presenza di una delegazione della Rete RifiutiZero al fine di condividere informazioni e documenti riguardanti la gara Consip,
  • di rendere più trasparente l'azione amministrativa quantificando i costi dell'intera operazione di predisosizione ed espletamento del bando da parte di Consip;
  • di quantificare i costi di gestione delle stessa ARO Ba4;

AI PARLAMENTARI PUGLIESI
  • di adoperarsi affinchè una delegazione della Rete RIFIUTIZERO dell'ARO Ba4 incontri pubblicamente i responsabili della Consip responsabili del bando relativo all'ARO Ba4.


I suddetti gruppi aderenti alla Rete RIFIUTIZERO
CHIEDONO, IN OGNI CASO,

  • di incrementare gli sforzi da parte delle amministrazioni locali per promuovere comportamenti virtuosi dei cittadini attraverso un reale sensibilizzazione degli stessi anche coinvolgendo associazioni ecologiste e comunità parrocchiali;
  • di adoperarsi per la realizzazione dei Centri Comunali di Raccolta (CCR) indispensabili per l'attuazione del servizio previsto nel bando Consip.



Altamura, 23 gennaio 2017
Rete RIFIUTI ZERO dell'ARO BA4
Movimento ilGrillaio Altamura
Comitato RIFIUTI ZERO Altamura
Legambiente Santeramo
G.A.S. “Chiacchiereffrutt”
Ass. Ri-Puliamoci
Comitato AcquaBeneComune Altamura
Associazione Santeramo in Movimento
Movimento 5 stelle Altamura
Gravina 5 stelle
Altamura Bene Comune

contatti: rete.rifiutizero.aro.ba4@gmail.com
328 9696 766


PRINCIPI DISEGNO DI LEGGE RIFIUTIZERO
1. far rientrare il ciclo produzione-consumo all’interno dei limiti delle risorse del pianeta;
2. riduzione della produzione dei rifiuti del 20% al 2020 e del 50% al 2050 rispetto alla
produzione del 2000;
3. riduzione progressiva del conferimento in discarica e dell'incenerimento;
4. scelta di un sistema di raccolta “porta a porta” (eliminando i cassonetti per strada);
5. passaggio dalla TASSA alla TARIFFA PUNTUALE con sconti per i cittadini che differenziano;
6. prevedere clausole che escludano la possibilitˆ di ricorrere all'incenerimento e/o la
produzione di CDR o CSS.
7. assicurare l'informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente
e rifiuti nonchŽ la partecipazione delle stesse ai processi decisionali e ai meccanismi di
controllo.

sabato 21 gennaio 2017

AQP: basta mistificazioni!



Comunicato stampa
AQP: basta mistificazioni!
Siamo indignati. Tavolo tecnico subito

Siamo rimasti profondamente indignati dalle recenti parole del Presidente Emiliano all'ultimo Consiglio Regionale, riportate dalla stampa “Aqp va ai Comuni così non diranno che voglio svendere ai privati”.
In primis perché il Presidente Emiliano cerca – seppur fra le righe - di attribuire al Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” le origini di una SUA scelta che, invece, va nel senso opposto rispetto alle richieste del Comitato e della maggioranza dei Pugliesi che, nel referendum 2011, si sono espressi per abrogare l’obbligo di gestione attraverso società di diritto privato, a scopo di lucro, qual è, per l’appunto, AQP SpA.
In secondo luogo perché cedere le azioni di Aqp ai Comuni, non solo non cambierebbe nulla dal punto di vista della forma giuridica, che rimarrebbe privatistica ma, anzi, faciliterebbe una potenziale accelerazione di un processo di privatizzazione definitiva, dal momento che sarebbe più facile la compravendita di azioni di Aqp dai Comuni-azionisti, che magari, strozzati dal Patto di Stabilità e impossibilitati a fornire i servizi più basilari ai propri cittadini, sarebbero costretti a venderle per un po' di “ossigeno” sul piano economico. E in questo senso, ogni patto parasociale inteso a vietare la compravendita di azioni a privati sarebbe nullo (fatto confermato da illustri giuristi come il prof. Alberto Lucarelli).
Inoltre, c'è un altro aspetto piuttosto deludente: la sensazione è che cedere oggi le azioni di Aqp ai Comuni, sia un buon modo da parte del Presidente Emiliano e dell’amministrazione regionale per lavarsi le mani rispetto alla scadenza dell'attuale gestione di Aqp nel 2018, passando la patata bollente ad altri (i Comuni).
L’AQP SpA non è una “azienda pubblica” come continua a dichiarare il Presidente ai giornalisti. Come sa bene ogni studente di diritto oltre che ogni cittadino che abbia aperto il codice civile, AQP è una società per azioni che, in quanto tale (e a prescindere dal fatto che sia a capitale pubblico), ha come scopo il conseguimento dell’utile senza alcun meccanismo di partecipazione alla gestione da parte della cittadinanza.
Pertanto, tali dichiarazioni potrebbero indurre a pensare che in Regione Puglia si abbiano le idee confuse o che, piuttosto, si voglia confonderle agli altri! “Confusione” che, probabilmente non per caso, agevola le manovre di “investitori” privati per impossessarsi del nostro Acquedotto e così rubarci la nostra acqua. L’AQP deve invece restare nostro, gestito da noi, bene comune al servizio di tutti gli abitanti della Puglia.
Pertanto,
-          torniamo a chiedere con determinazione l’istituzione del tavolo tecnico per la ripubblicizzazione di Aqp (così come approvato all'unanimità dal Consiglio Regionale del 3 agosto scorso) entro il mese di gennaio (così come assicurato nel Consiglio regionale di dicembre)
-          torniamo a convocare tutti i cittadini per un’ASSEMBLEA aperta domenica 29 gennaio alle ore 16.30 presso “Bread and Roses” (Via Amendola, 189/A).
Un governo per dirsi democratico non può ignorare le istanze dei cittadini che esigono il rispetto del loro diritto all’accesso all’acqua, bene comune, né, tanto meno, gli impegni presi
Oggi, più che mai, Si scrive ACQUA e si legge e DEMOCRAZIA
Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”

venerdì 20 gennaio 2017

DALL'ABRUZZO inferno di neve e scosse di terremoto


DALL'ABRUZZO
Riceviamo via mail e inoltriamo


Cari tutti,
qui in Abruzzo siamo così disperati (io no che sono a Pescara ma sulle colline e in montagna è una cosa indescrivibile) che anch'io ho iniziato a scrivere ai giornalisti nazionali sulla reale situazione di vero e proprio crash delle istituzioni. Ci sono anche post di sindaci e presidenti di provincia disperati. Faccio solo notare che come forum acqua avevamo mandato un' email di fuoco a Calenda già lunedì!
Questo il messaggio,
ciao,
augusto
cara...,
mi permetto di scrivervi da semplice cittadino perchè qui in Abruzzo ci sono centinaia di migliaia di persone senza energia elettrica e riscaldamento da giorni e giorni, in una gravissima inefficienza delle strutture che dovrebbero garantire il servizio (TERNA e ENEL).
Ciò sta causando gravissimi problemi a cascata, come denunciano i messaggi di stamattina di cariche istituzionali (qui alcuni).
Addirittura i sindaci hanno denunciato di non riuscire neanche a parlare con enel.
Scusate, ma qui la situazione è veramente grave nonostante l'arrivo della perturbazione fosse nota almeno con cinque giorni di anticipo (e in quella precedente di 12 giorni fa era capitato lo stesso in scala minore).
Stiamo tutti chiedendo una mano per far conoscere la reale situazione e far arrivare quanti più mezzi possibile.
Augusto

>>>>Sindaco di Lanciano
“E’ una situazione intollerabile, non più sostenibile, di cui chiederemo conto ai gestori Enel e Terna. Ma ora l’urgenza non più differibile è offrire un posto caldo alle famiglie stremate di Santa Maria dei Mesi, parte di Torre Marino e di altre eventuali zone senza luce dalle ore 9.25 di lunedì scorso – dichiara il sindaco Mario Pupillo – sono in totale 74 ore senza energia elettrica, non tornata neanche per un minuto. In qualità di responsabile della Protezione Civile del Comune di Lanciano ho disposto questa misura per fronteggiare i disagi di questa vera e propria emergenza; ringrazio fin da ora per la collaborazione le strutture alberghiere che si metteranno a disposizione”

>>>>Presidente Provincia di Teramo
“La mancanza di elettricità, ormai da quattro giorni, sta creato una catena di problemi: non riusciamo a parlare con gli operatori sulle strade , con i sindaci, i cittadini non riescono a chiamare e segnalare le emergenze – spiega il presidente Renzo Di Sabatino – abbiamo centinaia di messaggi sui social da parte di parenti che non hanno notizie dei congiunti da giorni. Le ultime ore sono state da Apocalisse: abbiamo anche un problema con i mezzi che ci inviano, in molti casi sono del tutto inutilizzabili per la nostra situazione: ci vogliono turbine di sfondamento e terne le abbiamo affittate ma non sono certo sufficienti”.

>>>>Sindaco di Notaresco
“Mi scuso per l’ora, siamo nelle case con 5 gradi. La mia comunità deve sapere di che morte morire, per potersi organizzare. Siamo a mercoledì notte e ancora manca energia elettrica a Notaresco, GuardiaVomano, Pianura, Collemarino, Bivio Fontanelle, Villascapoli, Ponte cavalcavia, Veniglio, Caporipe, Grasciano, Cordesco, Capracchia, Crocevecchia. Entro questa mattina voglio sapere con una nota quante zone saranno ripristinate, altrimenti dovrò predisporre un piano di evacuazione per garantire l’incolumità dei miei concittadini

giovedì 5 gennaio 2017

Acquedotto pugliese: Emiliano come Vendola Tante parole e pochi fatti


Comunicato stampa
Acquedotto pugliese: Emiliano come Vendola
Tante parole e pochi fatti

«Nel nostro programma di Governo la privatizzazione dell’Acquedotto pugliese è esclusa, non è possibile, non ci sarà mai, almeno fino a quando io sarò Presidente della Regione» ha dichiarato qualche giorno fa il Presidente Emiliano in Consiglio regionale. La stessa affermazione che fece Vendola a più riprese durante le passate legislazioni!
E se è vero che le azioni di AQP SpA non sono state vendute a privati è anche vero che il governo Vendola non ha fatto l’unica cosa che avrebbe dovuto fare per mettere al riparo l’Acquedotto da una possibilità del genere, ovvero ripubblicizzarlo, cioè trasformarlo in Azienda speciale di Diritto Pubblico, sull'esempio dell’Azienda speciale “Acqua Bene Comune” di Napoli.

A tale proposito, ricordiamo al Presidente che in data 3 agosto 2016, il Consiglio Regionale Pugliese ha votato una mozione presentata dal M5S che ha fatto propria la nostra richiesta di istituzione di un tavolo tecnico paritario fra Regione e Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” per la ripubblicizzazione di Aqp SpA (ultimamente, il Presidente Emiliano sembra si sia impegnato a convocare il tavolo per il mese di gennaio).
Ma intanto il Presidente Emiliano cosa fa? Va nella direzione opposta con la proposta di trasformazione dell’Acquedotto in una multiutility, per arrivare a trasformare Aqp SpA in una vera e propria holding che diverrebbe l’unico gestore del Sud, inglobando tutti gli altri acquedotti!  
«Stiamo andando ad una gestione puramente manageriale, che probabilmente ci porterà anche alla fine a risparmiare dei soldi» anche ciò è simile a quanto sostenne Vendola al momento della nomina dell’Ing. Monteforte (fino ad oggi non è stato possibile visionare il puano industriale di Aqp). E a distanza di qualche anno abbiamo visto come è andata in termini di assenza di trasparenza, mancanza di applicazione dell’esito referendario, violazione del diritto umano all’acqua potabile, … infine l’ingegnere è finito indagato per reati ambientali e, più recentemente, per truffa e peculato (ovviamente sempre nell’esercizio delle sue funzioni di amministratore unico AQP)!
La storia dimostra – a tutti i livelli - che i manager (o i cosiddetti tecnici) non è detto che siano più onesti dei politici, ancor meno che siano interessati a indirizzare l’attività economica a fini sociali, come prescrivono gli art. 41 e 43 della Costituzione e la volontà espressa da 27 milioni di cittadini nel referendum del 12 e 13 Giugno 2011. Ancora una volta si cerca di sviare l’attenzione dal nodo della questione: il rispetto della volontà dei cittadini pugliesi e la ripubblicizzazione di AQP SpA.

L’istituzione immediata del tavolo tecnico per la ripubblicizzazione dell’Acquedotto pugliese è condizione ineludibile per scongiurare la privatizzazione di AQP SpA!
Tutto il resto sono chiacchiere!

Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”


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Comitato pugliese "Acqua Bene Comune"

per ulteriori informazioni sulla campagna per la ripubblicizzazione del servizio idrico in Puglia si invita a visitare il blog  www.lacquanonsivende.blogspot.com o il sito internet: www.benicomuni.org

per informazioni sulla campagna a livello nazionale, si invita a visitare il sito: www.acquabenecomune.org"