sabato 14 settembre 2013

I REFERENDUM SULL'ACQUA NON SONO TUTTI UGUALI

I referendum non sono tutti uguali! Infatti mentre a Berlino si da (giustamente) seguito al risultato di un referendum sull'acqua del 2011 (leggi qui) riprendendosi la gestione (pubblica) del servizio idrico, in Ita(g)lia lo stesso sull'ACQUA viene BELLAMENTE ignorato soprattutto in quello che era il messaggio politico più forte e chiaro: FUORI I PROFITTI DAL BENE ACQUA, L'ACQUA SIA GESTITA DA ENTI PUBBLICI (e partecipati dai cittadini).
L'ultima perla di questa triste vicenda ce la regala l'Autorità Idrica Pugliese che nonostante le rassicurazioni durante un incontro con il Comitato Pugliese AcquaBeneComune, qualche settimana fa comunica che procederà con la restituzione di quanto pagato ingiustamente dai cittadini pugliesi per il solo periodo luglio-dicembre 2011. E PER IL PERIODO SUCCESSIVO? Niente!
NON CE LA DANNO A BERE
Dopo due anni ancora inattuato il referendum
Apprendiamo con sconcerto che anche l'AIP (Autorità Idrica Pugliese) ha lasciato che l'AEEG (Autorità Energia Elettrica e Gas) producesse l'ennesima truffa ai cittadini in merito all'attuazione del secondo quesito del referendum del 12 e 13 Giugno 2011.
Con la delibera n. 26 del 16.07.2013 - trasmessa a fine agosto anche al Comitato Pugliese "Acqua Bene Comune” - l'AIP ha, infatti, avviato il procedimento di attuazione alla delibera AEEG del 25 giugno 2013 che stabilisce le modalità di restituzione della remunerazione del capitale investito garantita ai gestori dall'art. 154 comma 1 del Decreto Legislativo 152/06, abrogato dal secondo quesito.
Anche per la Puglia, dopo oltre due anni dal travolgente risultato referendario, si prospetta quindi un'attuazione parziale e scorretta dell'esito referendario: ad essere oggetto di restituzione è, infatti, solo la quota di remunerazione del capitale investito relativa al periodo luglio-dicembre 2011 e comunque "al netto dei costi finanziari e fiscali".
Quanto al periodo successivo viene applicato il nuovo metodo tariffario, approvato nel 2013 ma valido anche retroattivamente (in barba ai principi espressi dalla giurisprudenza e in particolare dal Consiglio di Stato); questo metodo reintroduce forme di garanzia sostanzialmente analoghe alla abolita remunerazione del capitale. Quel che era uscito dalla porta, viene fatto rientrare dalla finestra.
La gravità del comportamento della AEEG e, conseguentemente, dell'Autorità Idrica Pugliese e dei Comuni presenti nel Consiglio Direttivo, nonostante le interlocuzioni chieste ed ottenute con il Comitato, si accompagna alle dichiarazioni contraddittorie e al silenzio degli amministratori regionali a cui si continua a chiedere con forza l'attuazione piena ed effettiva dell'esito referendario.
Il processo di ripubblicizzazione di AQP SpA è bloccato nonostante i titoli dei giornali all'indomani del referendum. E il governo regionale si ostina nel rifiutare ogni richiesta di confronto del Comitato pugliese “Acqua Bene Comune”, in barba alla propaganda sulla partecipazione della cittadinanza.
Del resto, il DIRITTO all'acqua è rimasto un mero spot elettorale: degli interventi a garanzia del minimo vitale non v'è più traccia. E a chi non può pagare viene interrotta la fornitura idrica.
Eppure il referendum ha dato un segnale chiaro: l'acqua non è una merce, è un bene comune finalizzato alla tutela di diritti umani fondamentali e slegati da ogni logica economico-produttivista. La legalità, solidarietà e la ragionevolezza e non la mera efficienza economica e il profitto devono guidare gli amministratori a tutti i livelli nella gestione del Servizio Idrico Integrato.
Invitiamo quindi le autorità competenti a rivedere le determinazioni assunte e i Comuni e la Regione a rendere effettivo il diritto all'acqua.

Ai cittadini rivolgiamo ancora un appello per continuare questa battaglia di democrazia per riaffermare la SOVRANITA' esercitata attraverso il referendum.

domenica 7 luglio 2013

SE SCRIVI LEGGI sull'ACQUA e NON LEGGI DEMOCRAZIA


Mentre diversi parlamentati e meetup si apprestato a "scusarsi" in merito alla vicenda del ddl sull'Acquedotto pugliese, in alcuni gruppi Facebook altamuresi, pare non si riesca a non buttarla in caciara e neanche a rimanere sul tema.
RIschio inevitabile considerato che mancano le informazioni minime su come stanno le cose a livello di Acquedotto Pugliese, di cosa sia avvenuto a livello di governo regionale dal 2008 ad oggi, di cosa sia il comitato Pugliese AcquaBeneComune (un soggetto POLITICO) di cosa sia il Forum italiano dei movimenti per l'acqua (altro soggetto Politico), di quale sia il ruolo di alcuni senatori del M5S nell'intreccio tra Vendola e l'Acquedotto Pugliese, della differenza tra leggi nazionali e leggi regionali (capisc' ammè!) ...
Non è affatto una questione di "prima io": solo una mente priva di giudizio (o con il gusto della caciara) può continuare meccanicamente a ripetere------.
Quando si dice che il METODO è SOSTANZA ci si riferisce al fatto che non è sufficiente RIPUBBLICIZZARE l'acquedotto pugliese attualmente una Società per Azioni il cui unico azionista AD OGGI è la Regione Puglia (capisc' a mmè!!), ma è FONDAMENTALE che la forma giuridica sia quella di Ente di diritto pubblico PARTECIPATO. Pochi di voi sanno che Vendola - che Ciampolillo mandò ad intervistare in giacca e cravatta alla vigilia delle ultime elezioni facendogli promettere una cosa che avrebbe potuto/dovuto fare prima delle elezioni (guarda Vendola e il sogno dell'Acquedotto Pubblico) - per anni ha sostenuto che l'Acquedotto era pubblico dato che era in mano alla regione e che la FORMA giuridica era una "questione OZIOSA"... l'importante è l'ACQUA PUBBLICA (come pure si legge in alcuni commenti)... SBAGLIATO!!
Anche in questo caso la FORMA (giuridica) il METODO (di gestione) NON E' NEUTRO.
E' evidente allora che questo non è un campo dove misurarsi a "CHI ARRIVA PRIMA" e questo il sen. Ciampolillo non l'ha considerato.
Del resto alcune settimane fa era stato lo stesso M5S a stigmatizzare la "FUGA" in avanti di SEL in parlamento: QUESTA NON è UNA BATTAGLIA DA STRUMENTALIZZARE! L'ACQUA NON HA COLORE (neanche partitico).
SAPETE PERCHE' GLI ULTIMI REFERENDUM SONO STATI UN SUCCESSO CON 27 MILIONI DI PARTECIPANTI?
SAPETE COME SI RIESCE A PORTARE AVANTI BATTAGLIE COME LA MODIFICA DEGLI STATUTI COMUNALI?
creando un fronte ampio su temi (come l'ACQUA) che non possono non essere sposati da chiunque abbia un minimo di comprendonio. E il fronte ampio OGGI il M5S non ce l'ha, il M5S oggi doveva/deve essere uno strumento al servizio del bene comune che passa dalla PARTECIPAZIONE ad un percorso CONDIVISO (anche da altre forze politiche, sennò col cacchio che passa quel DDL!!).
Chi continua a dire l'importante è avere il DDL non capisce che quel DDL, se non PARTECIPATO dal fronte ampio fatto di cittadini, di comitati, di associazioni è destinato a rimanere Disegno...  chi pensa che il fine giustifica i mezzi non ha idea della superficialità di queste parole e della miopia politica di un simile approccio.
Da qui la posizione critica di chi da diversi anni ha forse imparato qualcosina che potrebbe evitarci qualche altro colpo basso (come quello all'indomani del referendum o dopo la sentenza della Corte costituzionale sulla legge regionale).

A questo proposito, forse non tutti sanno che all'epoca della raccolta firme per i referendum, l'italia dei Valori di Di Pietro tentò una fuga in avanti scavalcando i movimenti per l'acqua e presentando altri quesiti sul tema acqua. Sapete com'è andata a finire? Bocciati dalla corte costituzionale!

Provate ad immaginare cosa sarebbe successo se non ci fossero stati i due quesiti del Comitato per l'ACQUA BENE COMUNE... Obbligo di andare a gara e campagna mediatica del tipo: "Visto? I quesiti non sono ammissibili! La privatizzazione della gestione degli acquedotti è inevitabile! Ma non vi preoccupate: L'ACQUA RESTA PUBBLICA e noi rimaniamo il popolo bue che SE LE BEVE TUTTE!

giovedì 4 luglio 2013

il DDL del M5S sull'AQP: la cultura dell'acqua tra CONSULTAZIONE e PARTECIPAZIONE

Un paio di senatori del M5S pensano che l'importante sia andare avanti, che non conta il "COME". Ignorano l'importanza del metodo e pensano di poter imporre per legge un cambiamento culturale come quello che sta alla base del riconoscimento e della pratica del DIRITTO ALL'ACQUA. E' come voler imporre per decreto  l'utilizzo della moon cup o dei pannolini lavabili... In un paese come l'Italia, 2° al mondo per consumo (e acquisto!!) di acqua/merce in bottiglia, l'acqua come elemento vitale l'abbiamo trasformata (a colpi di spot) in una merce come le altre. E' questa involuzione culturale il vero problema.

Per quanto concerne l'Acquedotto Pugliese, pensare che trasformarlo in Ente di diritto pubblico sia il vero ostacolo, l'obiettivo finale, significa non aver capito una cippa!

Gli italiani e soprattutto i pugliesi devono recuperare il proprio amore per l'acqua dopo diversi decenni di anti-cultura grazie alla quale i nostri ragazzi confondono l'acqua con le bottigliette di PET: contenitore e contenuto!

La Puglia sitibonda (di Orazio) conosceva il valore dell'acqua che cadeva dal cielo e si precipitava nelle viscere della terra; bisognava recuperarla e soprattutto bisognava salvaguardare quella enorme riserva che si accumulava nel sottosuolo. Oggi arriviamo all'assurdo che ci preoccupiamo dell'acqua che ci arriva da lontano (e facciamo bene, per carità!) ma perdiamo di vista quella che abbiamo sotto i piedi. Quelli di Corigliano ne sanno qualcosa! Nei dintorni di Altamura l'acqua delle fonti del "VUCCOLO", e de "LA PUTTA" non è più potabile e non solo per la presenza di batteri fecali (GUARDA IL VIDEO) e sempre ad Altamura abbiamo un depuratore che è assolutamente sottodimensionato che ci fa restituire alla Basilicata un torrente di merda (video).

All'incontro del 29 giugno tra Comitato Pugliese AcquaBeneComune ed alcuni esponenti del gruppo deputati e senatori del Movimento 5 Stelle c'eravamo anche noi (guarda il video). Abbiamo avuto modo di apprezzare la disponibilità dei parlamentari presenti (in evidente difficoltà per la mossa poco saggia di un loro "collega" senatore). Abbiamo constatato la sincera volontà di recuperare, ma come?

Se la parola d'ordine dev'essere PARTECIPAZIONE, ci sarebbe un solo modo: il senatore Ciampolillo dovrebbe RITIRARE il progetto di legge presentato il 25 giugno, fare un passo indietro per ripartire insieme ai comitati di cittadini e  favorire per un reale percorso condiviso che non precluda la strada ad altri deputati e senatori.

Perchè (mai come ora) SI SCRIVE ACQUA SI LEGGE DEMOCRAZIA (partecipata).


dopo il comunicato vi consigliamo di leggere questa nota Fb del cittadino/deputato Delorenzis che espone in maniera molto chiara i fatti  

 

comunicato stampa
IL M5S PRESENTA UN DISEGNO PER LA RIPUBBLICIZZAZIONE DELL'AQP E DIMENTICA LA DEMOCRAZIA

 E’ con sconcerto e preoccupazione che il Comitato Pugliese “Acqua Bene Comune” apprende che il 25 giugno scorso il gruppo del Movimento Cinque Stelle Senato ha presentato un disegno di legge sulla “ripubblicizzazione dell’Acquedotto Pugliese” a firma di Lello Ciampolillo e Carlo Martelli e sottoscritto da tutti i senatori M5S.

Ciò avviene, infatti, quattro giorni prima (29 giugno) dell’incontro programmato – da tempo – dal Comitato Pugliese con tutti i parlamentari pugliesi del M5S al fine di concretizzare gli impegni da questi ultimi assunti durante la campagna elettorale in tema di garanzia del diritto umano all’acqua, di rispetto e applicazione dell’esito referendario e di ripubblicizzazione del servizio idrico integrato.

Non conoscendo il testo del DDL (che non è stato ancora pubblicato) non entriamo nel merito di una sua valutazione. Ci lascia, comunque assolutamente perplessi il metodo seguito per la sua elaborazione e presentazione.

 Nel breve testo pubblicato sul blog beppegrillo.it, il M5S Senato dichiara che «il nuovo Ente pubblico AQP dovrà essere l’occasione per una forte innovazione sul piano della effettiva partecipazione dei cittadini alla definizione e alla decisione sulle scelte e le priorità della gestione ed al suo controllo».

I principi di partecipazione democratica, però, appaiono violati fin dalla presentazione del DDL che non ha in alcun modo coinvolto tutti quei cittadini e quelle realtà associative che, per anni, si sono battute per la ripubblicizzazione, né il Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” che da oltre 7 anni è attivamente impegnato mettendo le proprie competenze a disposizione della battaglia comune cosa che ha portato, nel 2009, ad essere parte integrante (insieme, fra gli altri, al prof. Alberto Lucarelli) del tavolo tecnico istituito con delibera regionale per l’elaborazione di un testo di legge per la ripubblicizzazione.

“Si scrive acqua si legge democrazia” non è un mero slogan ma un’indicazione del metodo da adottare per le decisioni sui beni comuni che non possono dirsi tali se sono assunte dai “dominanti” di turno.

Auspichiamo, quindi, che il M5S voglia ritirare il DDL presentato e avviare immediatamente unpercorso di ripubblicizzazione del servizio idrico realmente partecipato, attivando un tavolo tecnico a cui diamo, fin d’ora, piena disponibilità al fine di scrivere insieme una nuova storia dell’acqua in Puglia e in Italia. Riteniamo che questa nostra richiesta possa essere agevolmente accolta dai firmatari del DDL, nel caso in cui la mancanza di coinvolgimento sia dovuta solo a un banale errore, una dimenticanza, una distrazione (errare humanum est) e non vi sia invece una precisa volontà politica di agire sentendosi automaticamente investiti da una sorta di autorità di “rappresentanza assoluta e aprioristica” della volontà dei cittadini.

Comitato Pugliese Acqua Bene Comune

giovedì 27 giugno 2013

DICHIARIAMO ILLEGALE LA POVERTA' - Bari 29 giugno 2013





Nel paese in cui l'essere clandestino è ancora un reato (nel silenzio assordante dei vertici vaticani) quella di "BANNING POVERTY" è una gran bella sfida.
Si tratta di una campagna lanciata l'8 settembre 2012 da diversi soggetti (gruppo promotore) che ruotano intorno al Monastero del Bene Comune di Sezano (VR), dove ha sede l'Università del Bene Comune promossa da Riccardo Petrella, Rosario Lembo e la comunità degli Stimmatini di Sezano. 

Sabato prossimo si parte anche a Bari con la Rete dei Comitati per i Beni Comuni.


 I Assemblea pugliese
per Campagna internazionale “Dichiariamo Illegale la Povertà – 2018”
convocata dalla Rete dei Comitati per i Beni Comuni
Sabato 29 giugno, ore 16.00
presso la Casa dei Padri Comboniani di Bari
(Via Giulio Petroni, 101)

 “La povertà non è un fatto di natura, inevitabile, ma il risultato di processi sociali, economici, culturali e politici. L'obiettivo dell'Iniziativa è di mostrare che è possibile una società "senza povertà" mettendo "fuori legge" le leggi e disposizioni amministrative, le istituzioni e le pratiche sociali e collettive che sono all'origine dei fattori generatori dei processi strutturali dell'impoverimento”.    Un’utopia? Forse, oggi. Parafrasando Danilo Dolci, non domandiamoci se è facile o difficile, ma se è necessario o no. “E quando una cosa è necessaria, magari occorreranno molta fatica e molto tempo, ma sarà realizzata".             
                                                           
Ordine del Giorno:
A) CAMPAGNA “BANNING THE POVERTY - Dichiariamo Illegale la Povertà 2018”:
-            presentazione e approfondimento dei temi con riferimento ai concetti di povertà e ai meccanismi di impoverimento
-            individuazione delle azioni prioritarie (vedi documento in allegato) sulle quali focalizzarsi da proporre al gruppo promotore nazionale
-            disponibilità delle varie realtà ad aderire alla DIP e a ospitare una tappa della carovana-conferenza itinerante (e prima bozza del calendario della Carovana)
-            organizzazione dell’evento
B) LIP “Rifiuti Zero”: raccolta moduli con le firme certificate. Si invita tutti i comitati a portare i propri moduli.

Tutte le realtà/associazioni/gruppi/reti/cittadini/e interessate ad approfondire l’argomento dell’impoverimento e a conoscere la campagna “Dichiariamo illegale la povertà” sono invitate a partecipare :-)

Si invita quanti prenderanno parte alla riunione
- a darne comunicazione, per questioni organizzative, a: retecomitati@benicomuni.org
- a leggere (e condividere con il proprio gruppo) il documento in allegato (principi fondatori, obiettivi e campagne con le azioni prioritarie) e a visitare il sito: www.banningpoverty.org.

L’incontro sarà trasmesso via streaming.
A prestissimo :-)


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Rete dei Comitati per i Beni Comuni


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mercoledì 12 giugno 2013

acqua e nucleare: 4 referendum e un funerale (la democrazia)


Oggi ricorre il compleanno (o anniversario di morte) dei 4 Referendum storici sull'acqua e sul nucleare. Era il 12 e 13 giugno del 2011 e oltre 27 milioni di italiani hanno detto chiaramente come volevano che fosse gestita l'acqua. 
Da allora non è cambiato assolutamente niente (o quasi). 

Se all'inizio c'erano Berlusconi col suo ministro Ronchi a trovare mille scuse per giustificare la privatizzazione dei servizi pubblici locali (tra cui la gestione del servizio idrico) con grandi menzogne come "E' l'europa che ce lo chiede!",
 con Monti e i suoi ministri/banchieri non è andata meglio. A traghettarci tra i due c'era (e c'è ancora) il presidente Giorgio Napolitano che da garante dell'unità nazionale e della costituzione avrebbe dovuto tenere in considerazione l'eccezionale portata del risultato referendario, invece niente.   

Sebbene si trattasse di un referendum abrogativo, dato che in Italia abbiamo sono quelli, il voto e la partecipazione assolutamente non scontati, non lasciavano adito a dubbi: gli italiani volevano (e vogliono) che l'acqua sia gestita da enti pubblici e sull'acqua non ci sia nessun profitto (mediamente paghiamo un + 7% in bolletta).

In Puglia, dunque ci aspettavamo un acquedotto soggetto di diritto pubblico e diminuzione delle tariffe, invece...  l'AQP resta una SpA e la tariffa è pure aumentata. 

All'indomani del referendum il governo Vendola che sulla carta (dei giornali) aveva pure sostenuto il referendum, da un lato sbandierava la cosiddetta ripubblicizzazione dell'Acquedotto (legge bocciata per motivi diversi sia dal comitato pugliese ABC sia dal consiglio di stato!!), dall'altro lo stesso Vendola dichiarava "non abbasseremo le tariffe" «Non abbasseremo le tariffe.... Occorre fare i conti con la realtà... Perché non l'ho detto prima? Nessuno me lo ha chiesto». Che gran burlone!

Referendum inutile allora? MA CERTO CHE NO!
Con quel risultato straordinario abbiamo cancellato quelle norme (già esistenti) che obbligavano gli enti locali a mettere in mano ai privati (leggi: multinazionali) per vent'anni almeno la gestione del servizio idrico. 
ABBIAMO CANCELLATO L'OBBLIGO DI PRIVATIZZARE! CHE NON E' POCO!
Certo, dopo quei numeri, ci si aspettava qualcosa qualche mossa politica più ardita, soprattutto da chi sul tema dell'acqua ha impostato ben 2 campagne elettorali. Ma tant'è.

Oggi per una strana coincidenza apprendiamo delle dimissioni del neo amministratore unico Maselli dopo a soli 6 mesi dalla nomina.

Tra due giorni invece presso il tribunale di Ginosa avrà luogo una delle cause pilota che il comitato pugliese AcquaBeneComune ha promosso contro l'AQP SpA proprio sul mancato rispetto dell'esito referendario in bolletta. 
Auguri.
Stay tuned

lunedì 3 giugno 2013

Taranto e l'informazione senza ricatti di un cittadino libero e pensante



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Vendola convoca i parlamentari pugliesi per discutere di Ilva di Taranto... a Bari.
I parlamentari del M5S nei giorni scorsi hanno diffuso il seguente comunicato che condividiamo.
Roma, 31 mag. (Adnkronos) - I parlamentari M5S non parteciperanno all'incontro sulla questione Ilva in programma lunedi' prossimo, 3 giugno. Il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha invitato al Cineporto della Fiera del Levante, a Bari, tutti i deputati e i senatori pugliesi, ma i 12 parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno declinato l'invito perche' "lo considerano l'ennesima mancanza di rispetto nei confronti degli abitanti di Taranto".
"A Taranto bisogna discutere del presente e del futuro della citta' assieme ai tarantini, perche' la citta' e' dei suoi abitanti", rimarcano. I deputati e i senatori M5S pugliesi ribadiscono al "residente Vendola che i temi riguardanti l'Ilva "si devono discutere a Taranto, non a Bari o altrove. Non si tratta di una questione geografica, ma della volonta' di avviare un percorso partecipativo: i cittadini devono essere coinvolti e informati sulle decisioni che li riguardano"
Oggi il gruppo dei senatori del M5S è stato accuratamente informato sulla questione ILVA non già dai "tecnici" che dicono e non dicono, ma da un cittadino-attivo di Taranto appartenente al meetup di Taranto e già referente provinciale del comitato AcquaBeneComune. Giovanni Vianello, cittadino libero e pensante, ha analizzato con precisione e dovizia di particolari quanto è indispensabile sapere su Taranto prima di una qualsiasi azione. Ma soprattutto la sua è una analisi che non risente dell'eterno ricatto "o salute o lavoro".