giovedì 10 marzo 2011

ACQUA per TUTTI, TUTTI per l'ACQUA


Oggi non sappiamo ancora quando saremo chiamati a votare per il referendum, ma una cosa è certa: siamo in ritardo.
I mezzi di informazione (soprattutto i grandi network) sono ostaggio di diversi potentati economici, magari gli stessi che fanno lobbing presso i governi nazionali e locali affinchè la gestione degli acquedotti venga affidata ai privati, magari per 30-40 anni.
La maggior parte della gente non sa nulla dei prossimi referendum con i quali si deciderà il nostro futuro e quello dei nostri figli.
E allora? Allora tutto dever passare attraverso le persone. Uomini e donne che parlano con altri uomini ed altre donne, ragazzi che invitano altri giovani...
Ovviamente sfruttando i mezzi che abbiamo a disposizione: internet (e i social network), giornali e radio locali, ma soprattutto il passaparola.
Un annetto fa, per la campagna SALVA L'ACQUA è stato così che noi del Grillaio siamo riusciti ad arrivare a quelle 3 mila persone che hanno firmato la petizione per la modifica dello statuto comunale.
E stato con il tam tam da persona a persone, con i banchetti in piazza e non solo, che il Comitato Acqua Bene Comune (di cui noi non siamo che una parte) è riuscito a raggiungere quota 5.000 firme per il referendum.
Ora c'è bisogno che ancora più gente, ancora più gruppi, ancora più persone comuni diventino "portatori d'acqua".
Partecipiamo ed invitiamo a partecipare ad iniziare da domani, venerdì 11 marzo nella sala consiliare della nostra casa comunale. Perchè si scrive acqua ma si legge democrazia.


comunicato stampa
ACQUA per TUTTI TUTTI per l'ACQUA
venerdì 11 marzo 2011 – ore 18.00
SALA CONSILIARE - Comune di Altamura
il Comitato AcquaBeneComune Altamura
vi invita
a partecipare alla presentazione di
Geopolitica dell'Acqua
di Margherita Ciervo (referente Com.Pugliese ACQUA BENE COMUNE)

“FUORI L'ACQUA DAL MERCATO, FUORI I PROFITTI DALL'ACQUA” questo è stato lo slogan della campagna referendaria L'ACQUA NON SI VENDE che ha visto una partecipazione eccezionale di migliaia di realtà aderenti al Forum Italiano Movimenti per l'Acqua.

Siamo tra i primi paesi al mondo a sancire per legge che l'ACQUA è UNA MERCE e che il Servizio Idrico DEVE essere gestito dalle regole del mercato. Siamo anche tra i primi paesi al mondo per consumo di acqua in bottiglia e questi due primati sono connessi tra loro: chi compra l'acqua (e a che prezzi!!) accetta che la stessa acqua possa essere venduta come una qualsiasi merce. In questo passaggio avviene uno stravolgimento culturale che solo 20 anni fa avrebbe fatto rabbrividire i nostri genitori: l'acqua siamo noi (il nostro corpo è al 70% acqua) e MERCIFICARE L'ACQUA SIGNIFICA MERCIFICARE LA VITA e la sua SACRALITA'.

Nel giro di un ventennio, a colpi di spot per l'acqua in bottiglia e di provvedimenti legislativi (rigorosamente bi-partisan), siamo passati dalla sacralità dell'acqua per la vita alla “sacralità” dell'acqua per il mercato. Chiunque può toccare con mano la “preziosità” dell'acqua non già come bene essenziale per la vita, ma come strumento per trasformare la sete in profitto. Infatti all'indomani dell'approvazione del suddetto Decreto Ronchi (novembre 2009) le quotazioni in borsa dei titoli legati alle multinazionali dell'acqua hanno fatto registrare una forte impennata. Chiedetevi a quali società sono legati i vostri risparmi in banca. In questo contesto culturale, quello che è accaduto la scorsa estate è un miracolo: un “fiume” di persone si è attivato in Italia GRATUITAMENTE (spesso rimettendoci) per salvare l'acqua. Oltre 1milione 400 mila italiani hanno firmato per un referendum che cancelli queste leggi e dica SI all'Acqua Bene Comune. Ad Altamura il Comitato AcquaBeneComune ha raccolto oltre 5.000 firme.

Con questa iniziativa il Comitato Altamurano “2Sì per l'ACQUA BENE COMUNE” la campagna referendaria nel entra vivo con l'obiettivo di portare a votare almeno 25mila altamurani: ogni altamurano che ha firmato ne dovrà convincere altri 5 a votare!

Siamo certi che gli altamurani risponderanno con la stessa attenzione e sensibilità che ha portato Altamura ad essere il primo comune in Puglia a modificare lo Statuto Comune inserendo il riconoscimento del diritto all'acqua.



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Abbiamo invitato Margherita Ciervo, referente del Comitato Pugliese Acqua Bene Comune e autrice di Geopolitica dell'acqua, un testo che offre uno sguardo completo su quanto avviene nel mondo circa la gestione della risorsa ACQUA intesa molto spesso non come bene comune delle singole collettività ma come bene economico controllato da potenti multinazionali. L'autrice cerca di dare risposte ad interrogativi quali: l'acqua è un bene comune o un bene economico? Perché, pur essendo la risorsa più abbondante, è sempre più scarsa? Qual è la relazione fra scarsità e sistema produttivo e stili di vita? Esiste una connessione fra la mancanza di accesso all’acqua potabile e le multinazionali? È un caso che le guerre dell’acqua aumentino in maniera esponenziale? Quali sono le ragioni e gli effetti della privatizzazione? Quali le responsabilità dei governi? Chi decide realmente sulle risorse? A nome di chi? Sulla base di quale legittimità?

Margherita Ciervo è ricercatrice presso l'università di Foggia; è stata ricercatrice presso il dipartimento di Scienze Geografiche e Merceologiche dell'Università di Bari, collabora con il “Bollettino della Società Geografica Italiana” Ha svolto attività di ricerca in diversi paesi del Sud America. E' membro del Comitato Italiano del Contratto Mondiale sull'acqua nonché coordinatrice del Forum Regionale Acqua Bene Comune.

Comitato AcquaBeneComune Altamura

mercoledì 9 marzo 2011

sabato 12 a BARI per l'ACQUA PUBBLICA e la ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese






COMUNICATO STAMPA

12 MARZO 2011 – Giornata di MOBILITAZIONE nazionale
ore 9.30 - Piazza Umberto, BARI

promossa da Comitato pugliese “Acqua Bene Comune” - Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua - Studenti per l’Acqua

Il popolo dell'acqua torna in piazza per

Chiedere che il disegno di legge per la ripubblicizzazione dell’acquedotto pugliese (nella sua versione originaria e senza emendamenti) diventi Legge regionale prima dello svolgimento dei referendum;
sostenere i 2 Sì ai referendum sull’acqua bene comune;
sostenere il Sì al referendum per fermare il nucleare.
PER LA DIFESA DEI BENI COMUNI
per bloccare gli inceneritori, le discariche inquinanti e lo scempio del territorio
per arrestare la privatizzazione dell’istruzione pubblica e dei saperi
Alla manifestazione saranno presenti anche il Comitato dei Lavoratori per l’Acqua Pubblica AQP e il Coordinamento degli Enti Locali per la ripubblicizzazione dei Servizi Idrici. Fra le adesioni degli Enti Locali c'è quella, particolarmente significativa, del Comune di Bari. Ampia e trasversale l'adesione dei sindacati (tutti presenti ad eccezione della Cisl), dei movimenti consumatori, delle realtà del mondo cattolico, dell'Anpi, dei comitati territoriali del Forum dei Movimenti per l'acqua che da tutta Italia (dalla Lombardia alla Sicilia, passando per Aprilia) saranno presenti sabato a Bari.
In Italia, e in Europa, negli ultimi 15 anni le politiche liberiste dei governi che si sono susseguiti, indipendentemente dal loro colore, hanno portato a una vera e propria privatizzazione dei beni comuni e dei servizi pubblici, acqua compresa. L’ultima fase, in senso cronologico, di questo processo è rappresentata dall’art. 15 del Decreto Ronchi convertito in Legge, che sancisce l’obbligo della messa a gara della gestione dei servizi pubblici locali, ivi compreso l’acqua, e di cessione ai privati di almeno il 40% delle azioni detenute dagli Enti locali. I referendum, promossi dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e da un'ampia coalizione sociale costituita da forze culturali e sociali riunitesi nel "Comitato Referendario 2 Sì per l'Acqua Bene Comune”, costituiscono lo strumento costituzionale di cui disponiamo per fermare la loro privatizzazione e avviare il processo di ripubblicizzazione.
In Puglia, l’acquedotto è una Società per Azioni e, pertanto, pur essendo a totale capitale pubblico (la Regione Puglia detiene il 100% delle azioni), è gestito secondo il diritto privato. Il pericolo che incombe, fra l’altro, sull’AQP è quello che una parte delle azioni venga venduta ai privati. Per questo chiediamo che il Consiglio Regionale approvi quanto prima il disegno di legge per la ripubblicizzazione dell'Acquedotto pugliese, redatto dal tavolo tecnico Regione Puglia – Movimenti per l’Acqua Bene Comune e oggi fermo nelle commissioni congiunte.
Qui di seguito le realtà che ad oggi hanno comunicato ufficialmente la partecipazione alla manifestazione:

Oltre ai Comitati territoriali della Puglia partecipano:
ABAP, Associazione Biologi Ambientalisti Pugliesi
ACeT - Associazione Cittadini e Territorio
ACLI Foggia
ACLI Puglia
Acquainsicilia.org - Forum Siciliano dei Movimenti per l’acqua.
ANPI Brindisi
ANPI – Fasano (BR) – sezione "Giovanni Pesce"
ANPI – Lecce
Arci "Carlo Cafiero" di Barletta.
ARCI Comitato Provinciale di Foggia
ARCI Comitato Provinciale Lecce.
ARCI Molfetta
Associazione "Artemia Salina" di Margherita di Savoia (FG)
Associazione “Donne Protagoniste” di Altamura
Associazione “Libera” - Taranto
Associazione “Mondo in Cammino”
Associazione “Pensa Libero”
Associazione di promozione sociale " Una Puglia Migliore"
Associazione Sacco e Vanzetti
Associazione “Sviluppo Sostenibile”
AteneinRivolta Bari
Attac - PG
CGIL Puglia
Circolo Legambiente Abron Conversano
Cobas Sicilia
Collettivo EXIT di Barletta
Comitato Cittadino Acqua Pubblica Aprilia
Comitato Cittadino Antinucleare di Maruggio (TA)
Comitato Cittadino Fibronit di Bari
Comitato Cittadino Salute Pubblica SAVA (TARANTO)
Comitato Pro Ambiente Modugno
Comitato referendario Friuli Venezia Giulia 2 Sì per l'acqua bene comune
Comitato Spontaneo contro l'inceneritore di Capitanata
Comitato Umbro Acqua Pubblica
Coordinamento Genitori Democratici
Commissione Giustizia, Pace e Salvaguardia del Creato
Contratto Mondiale sull’Acqua
Coordinamento nazionale Laici Comboniani
Don Angelo Cassano - Parrochia di San Sabino
Emergency - Gruppo Territoriale Provincia di Brindisi
Federconsumatori Provinciale di Bari
FIAB Cicloamici Lecce (con le proprie bici)
FIOM Puglia
FLC-CGIL Puglia
Forum Bergamasco dei Movimenti per l’Acqua
Forum Energia Territorio e Beni Comuni – Puglia
FP CGIL - Foggia
Frates Annunciazione Bari
Gioventù Francescana di Puglia
Gruppo Laici Comboniani lecce
Ingegneria Senza Frontiere – Bari
Libera Foggia
Link Rete della Conoscenza Foggia
meetUp il Grillaio Altamura
MeetUp "i Grilli delle 100 Masserie" Taranto
Meetup "Salentini uniti con Beppe Grillo"
Mondo In Cammino
Movimento Consumatori Puglia
Movimento di cittadinanza attiva d'ispirazione cristiana L'ALTRA VIA –TRIGGIANO
PARROCCHIA DEL SALVATORE E SAN GIORGIO MARTIRE (LOSETO) - Don Lino Modesto
PARROCCHIA SAN GIUSEPPE MOSCATI (TRIGGIANO) - Don Salvatore De Pascale
Popolo Viola Bari
Rete Docenti Precari Bari
UIL BAT (Barletta - Andria - Trani)
UIL Puglia
UILCEM – UIL BAT
UNI.CONS.
Unione Sindacale di Base (USB) della provincia di Brindisi
Unione Sindacale di Base (USB) - Puglia
WWF di Bisceglie

Enti Locali:
Comune di Bari
Comune di Cisternino (BR)
Comune di Terlizzi (BA)
Comune di Villa Castelli (BR)

Sostengono:
Alternativa comunista.
Cambia l'Italia Puglia
Circolo del Partito Democratico di Valenzano
Circolo "Giuseppe Di Vittorio" del P.d.C.I. - Federazione della Sinistra di Fasano (BR)
Circolo P.R.C. - Federazione della Sinistra "A. Gramsci" di Conversano
Circolo SEL “Rosa Luxemburg” - Foggia
Circolo Sinistra Ecologia e Libertà "Angelo Vassallo” di Bari
Circolo territoriale "Peppino Impastato" della Federazione della Sinistra – Fasano (BR)
Cittadini in mobilitazione di Taranto e Provincia
Gruppo Consiliare la Sinistra l'Arcobaleno del Comune di Imola
Fabbrica di Nichi Foggia
Fabbrica di Nichi di Molfetta
Federazione Regionale dei Verdi Puglia
PRC Federazione della Sinistra - Foggia
PRC Puglia
Sinistra Critica - Organizzazione per la Sinistra anticapitalista

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Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
stampa-forum-acqua@acquabenecomune.org
+39 338 83 64 299
Skype: lucafaenzi
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel. 06 6832638; Fax. 06 68136225
www.acquabenecomune.org

martedì 8 marzo 2011

Diritti, non mimose



In questo ennesimo carnevalesco 8 marzo in cui i misogini possono trasvestirsi con le mimose e il profumo dei fiori può far dimenticare la puzza dei diritti negati, per fortuna qualcuno ricorda che cosa viene ancora oggi negato ad una persona perché donna.

Dal sito: Se non ora quando

C’era una volta una legge.
Ora, naturalmente, non c’è più.

La legge 188 del 17 ottobre 2007 era nata per impedire la pratica delle cosiddette dimissioni in bianco, un vero e proprio abuso di potere compiuto nei confronti di lavoratrici e lavoratori.
Cos’ è la dimissione in bianco? È una lettera di dimissioni volontarie, senza data, che il datore di lavoro può far firmare al lavoratore al momento dell’assunzione.
La data è in bianco perché… verrà messa successivamente. Quando quella ragazza sarà incinta, per esempio, o quando quel ragazzo avrà avuto un infortunio o una lunga malattia.
Che questa pratica sia diffusa è confermato dai dati delle Acli, dell’Isfol e dagli uffici vertenze del sindacato. Le giovani donne sono le più colpite.

L’obiettivo dell’abuso è quello di aggirare il divieto di licenziamento che vige nel nostro ordinamento in assenza di giusta causa e giustificato motivo (art.18 dello statuto dei lavoratori).

La legge 188 del 17 ottobre 2007 aveva una funzione preventiva: le dimissioni volontarie, per qualunque tipologia di rapporto di lavoro, dovevano essere date esclusivamente su moduli numerati progressivamente. Avendo una scadenza di quindici giorni, i moduli non potevano essere compilati prima del loro utilizzo.
Era una legge semplice ed efficace, priva di costi. Quando fu presentata si cercò il consenso delle donne di centro sinistra e di centro destra. Venne votata all’unanimità alla Camera e a maggioranza al Senato, dove l’opposizione principale fu condotta dall’allora senatore e oggi Ministro del lavoro Maurizio Sacconi.

Nel giugno 2008 il governo Berlusconi, appena insediato, ha abrogato la legge.

domenica 6 marzo 2011

o la BORSA o l'ACQUA!



Alla vigiglia del referendum c'è chi si preoccupa di informare quanta più gente possibile di ciò che è già accaduto nei comuni, nelle regioni italiane che hanno "provato" le fregature della gestione privata degli acquedotti (noi del Grillaio siamo tra questi, ovviamente). Ma c'è anche chi si preoccupa degli effetti che il referendum potrebbe avere sui mercati finanziari!
Quelli di acqualiberatutti.it per esempio. Si tratta di personaggi (quasi tutti del PD Lanzillottiano) che hanno deciso di battersi CONTRO il referendum per l'ACQUA PUBBLICA. Questi paladini del mercato a go go, sono preoccupati dei rischi che corrono i titoli in borsa a seguito della consultazione referendaria. Siamo al paradosso. E' come se per non compromettere il fiorente mercato delle armi si impedissero quegli opportuni controlli sulle transazioni finanziarie di queste industrie (vedi qui) ostacolando le iniziative pacifiste. E' come se per evitare di stoppare il flusso di denaro generato dagli stupefacenti si smettesse di parlare di dipendenze (ops! già fatto!).
L'importante è salvare il valore dei titoli in borsa, poco importa se per farlo "gioco" con i rubinetti = la sete = la vita della gente.
E' la prova (già provata) che l'acqua deve essere tirata fuori da queste logiche. Oggi, chiunque può toccare con mano la “preziosità” dell'acqua non già come bene essenziale per la vita, ma come strumento per trasformare la sete in profitto. Infatti all'indomani dell'approvazione del suddetto Decreto Ronchi (novembre 2009) le quotazioni in borsa dei titoli legati alle multinazionali dell'acqua hanno fatto registrare una forte impennata.
Ed è significativo quanto avvenuto in Emilia Romagna dove i cittadini hanno acquistato titoli emessi dalla società che gestiva il servizio idrico "scommettendo" sull'aumento delle tariffe (le proprie!). Domani andate in banca e chiedete a quali società sono legati i vostri risparmi.

Ecco uno stralcio della lettera del gruppo "acqualiberatutti":
"All’onorevole Vegas, presidente della Consob -prosegue Giannino- abbiamo segnalato che il servizio idrico e’ attualmente gestito da societa’ quotate in Borsa, ed il referendum – se si svolgera’ di lunedi’ – avra’ effetti impropri sull’andamento dei titoli a mercati aperti. Si possono tenere le consultazioni di sabato e domenica, oppure sospendere dalla trattazione i titoli interessati dalla consultazione. Certo e’ che si tratta di un problema della massima gravita’ che va valutato e affrontato per tempo. Sono a rischio i risparmi e gli investimenti di migliaia e migliaia di famiglie italiane"
E non è tutto!
In un post, i dottori di acqualiberatutti arrivano ad elogiare il PDL che organizza presso la Camera dei Deputati un convegno sponsorizzato da Veolia (prima multinazionale dell'acqua al mondo, addirittura ringraziata sul volantino!) a cui partecipa lo stato maggiore di Federutility, quello dell'ACEA , quello di Veolia ed il firmatario del Decreto... Ronchi.


sabato 5 marzo 2011

Puglia, a proposito del referendum sull'acqua pubblica




fonte: LIBERAZIONE 2 Marzo

Il silenzio inquietante degli esponenti del partito di maggioranza regionale

Gli articoli pubblicati nei giorni scorsi da "Liberazione" sulla ripubblicizzazione dell'Acquedotto Pugliese aprono uno spazio di discussione su una vicenda davvero complessa, come si può evincere sia dalle posizioni del Forum dei Movimenti per l'Acqua, riportate il 16 febbraio, che dalle precisazioni del 18 febbraio di Maria Campese, nella "duplice veste di assessora regionale della Puglia e di responsabile nazionale Ambiente di Rifondazione Comunista".
Mi permetto di contribuire alla discussione per il mio impegno dentro il Comitato "Acqua Bene Comune" oltre che come compagna del Prc regionale, ritenendo l'esperienza pugliese emblematica di quanto sia difficile e controverso il percorso della ripubblicizzazione, nonostante la particolare specificità della nostra regione: siamo la "Puglia migliore".
Qui, oltre ad un presidente narratore dell'acqua pubblica, c'è un movimento molto determinato: questa coincidenza consentì di giungere nell'ottobre 2009 alla stesura di un disegno di legge, frutto del lavoro congiunto della Regione Puglia con il Comitato Pugliese ed il Forum nazionale dei Movimenti per l'Acqua, che prevedeva la trasformazione dell'AqP da s.p.a. - soggetto per sua natura finalizzato al profitto - in azienda pubblica, con gestione partecipata dei cittadini e dei lavoratori. Il presidente Vendola si impegnò a portare il provvedimento in Consiglio entro la fine di quella legislatura e, non essendosi ciò verificato, ne fece il tema centrale della campagna elettorale delle primarie e delle regionali: il ddl sarebbe andato in Consiglio nei primi cento giorni della nuova consigliatura. Rifondazione lo sostenne in maniera convinta.
Cosa è successo nel frattempo? La Corte Costituzionale ha rigettato il ricorso delle regioni contro il decreto Ronchi. La notizia non coglie impreparati: l'assessore Amati afferma che se lo aspettava. D'altra parte lo stesso Vendola aveva dichiarato: "È inevitabile che dopo il varo della legge regionale che cancellerà la s.p.a. il Governo si farà sentire. Ma stiamo cercando di scardinare quella prescrizione con una legge regionale. Che vale meno di una legge statale ma è supportata da una deliberazione dell'assemblea dell'Onu, quella del 28 luglio. La battaglia è culturale e ideale: l'acqua ha un valore che non è quello di mercato ma è quello dei diritti. Noi rendiamo esplicito quello che non è: idee diverse su acqua e acquedotti".
Condividiamo alla lettera. Tuttavia, dopo la delibera di Giunta di maggio 2010, il ddl si è arenato.
Al Comitato Pugliese, che il 28 dicembre scorso aveva indetto un presidio sotto la Regione per sollecitare l'approvazione della legge, l'assessore Amati garantiva: la legge sarebbe andata in Consiglio entro gennaio, con alcuni emendamenti finalizzati a blindarla contro eventuali impugnazioni del Governo Berlusconi: "Si può procedere ad affidamento diretto del servizio in virtù della particolare conformazione geomorfologica del territorio; è un principio conforme alla legge che la Corte Costituzionale ha ritenuto immune da censure". Però gli emendamenti annunciati vanno molto oltre gli accorgimenti previsti: per esempio, non compare il riferimento alla risoluzione Onu e invece figura il richiamo all'art 23 bis, proprio quello oggetto di referendum; inoltre si prevede di affidare all'AqP ripubblicizzato "la parte più importante della propria attività" e a "società miste" le attività "in stretta conseguenza". Queste e altre modifiche appaiono molto rischiose e suscitano non poche perplessità.
Il fatto è che una legge, se non approvata, rimane poco più che "intenzione" politica.
Davvero questa empasse dipende unicamente da difficoltà burocratiche? Possiamo dimenticare che l'AqP s.p.a. fu opera del Governo D'Alema? Che il capogruppo Pd presentò una mozione per spingere sulla privatizzazione? Che recentemente il capogruppo di Sel ha fantasiosamente proposto di votare, contestualmente alla legge di ripubblicizzazione, un o.d.g. che ne congeli gli effetti? Che sul referendum vi è un silenzio inquietante degli esponenti del più importante partito di maggioranza regionale? Che si tratta del più grande acquedotto europeo?
A questo punto, con i referendum abrogativi alle porte, non vi sono margini per ulteriori dilazioni, che potrebbero nuocere alla limpidezza di una battaglia difficile ma anche entusiasmante quale quella referendaria. Dunque, la Regione Puglia è in grado di legiferare in contrasto con il Governo nazionale, lo faccia, e avrà il sostegno pieno di Rifondazione Comunista, del movimento e dei tanti cittadini/e che hanno affollato i banchetti delle firme e votato il governatore dell'acqua; se viceversa non ve ne sono le condizioni, lo si dica chiaramente, si evitino mediazioni al ribasso e si attenda l'esito dei referendum.
In tal caso sarà la volontà popolare a restituire l'acqua e i servizi pubblici, non solo in Puglia, alle comunità.

Tonia Guerra (segreteria Prc Puglia)


02/03/201

giovedì 3 marzo 2011

MARONI, il REFERENDUM da 400 milioni (di soldi nostri)



Il Governo deve stabilire le date in cui i cittadini italiani saranno chiamati a votare per i referendum.
Questa mattina, il Comitato "Vota Sì per fermare il nucleare" e il Comitato Referendario "2 Sì per l'Acqua Bene Comune" hanno organizzano un presidio davanti a Montecitorio per chiedere che la tornata referendaria sia accorpata a quella delle elezioni amministrative che con ogni probabilità si terranno entro maggio. Di fronte a Montecitorio, stamattina si è tenuna una manifestazione, ma pare proprio che questo governo abbia paura paura del voto degli italiani.
Dobbiamo tutti quanti impegnarci di più, abbiamo tutti i poteri forti (ergo i mezzi di informazione nazionale contro).
Abbiamo motivo di pensare che NON sarà sufficiente rimandare il più possibile la data dei referendum per mandare gli italiani al mare nel giorno in cui si deciderà il futuro dell'acqua in italia!

Il ministro Maroni vuole far votare i referendum il 12 giugno,
a scuole chiuse, per evitare il quorum

Il ministro Maroni ha dichiarato oggi che al prossimo consiglio dei ministri proporrà il 12 giugno come giorno per lo svolgimento dei referendum.

Come è noto, si tratta dell’ultima data consentita dalla legge (che prevede che i referendum si svolgano tra il 15 aprile e il 15 giugno), altrimenti avremmo potuto anche rischiare di dover andare a votare a ferragosto.

E’ chiaro infatti che la scelta non è casuale: il 12 giugno le scuole saranno già chiuse e l’inizio della stagione estiva rappresenterà per chi può permetterselo un incentivo ad andarsene fuori città. Questo almeno nei desiderata del ministro e del governo di cui fa parte, che evidentemente teme che questa volta i referendum possano raggiungere il quorum e i sì vincere.

I timori del governo sono fondati - anche se non giustificano la decisione presa - come dimostra il 1.400.000 firme raccolte per i quesiti sulla ripubblicizzazione dell’acqua, un risultato mai ottenuto prima.

Per questo Maroni ha scelto la strada del boicottaggio, consapevole che la normale dialettica politica fra sostenitori del sì e del no lo vedrebbe perdente.

Meglio allora usare altri mezzi, pur di rendere difficoltosa la libera espressione della volontà dei cittadini.

Al ministro va inoltre ricordato che fu proprio su sua proposta che nel 2009 le elezioni amministrative furono accorpate alle europee. Allora era preoccupato che non si sperperassero inutilmente soldi pubblici (calcolò un risparmio di 400 milioni di euro) con più tornate elettorali. Oggi, malgrado si sia nel pieno della crisi economica, quella preoccupazione non c’è più.

Il comitato promotore dei referendum per la ripubblicizzazione dell’acqua e quello contro il nucleare hanno da tempo avviato una petizione, che ha raccolto migliaia di firme, per chiedere l’accorpamento delle date di amministrative e referendum. Hanno chiesto un incontro al ministro per illustrargli le ragioni che sostengono l’accorpamento: ragioni economiche ma soprattutto di maggiore garanzia di partecipazione.

La risposta è stata quella che apprendiamo dalle agenzie: una arrogante chiusura al confronto e l’assoluta indifferenza alla possibilità che cittadine e cittadini siano messi nelle condizioni migliori per esercitare il loro diritto al voto.

Già ci fu chi nel passato disse “tutti al mare” e gli andò male. Sarà così anche questa volta.

Roma, 3 marzo 2011

COMITATO REFERENDARIO 2 SI’ PER L’ACQUA BENE COMUNE
COMITATO VOTA SI’ PER FERMARE IL NUCLEARE

ORA VI INVITIAMO ad aderire all'appello di Greenpeace:

Chiedere al Ministro dell'Interno On. Roberto Maroni di accorpare l'appuntamento referendario con le elezioni amministrative che si terranno in molte città a maggio.

Per due motivi:
> facilitare la partecipazione democratica al referendum
> risparmiare soldi pubblici per 400 milioni di euro

Pensa, con 400 milioni di euro si potrebbero istallare impianti eolici per dare energia a circa 200.000 famiglie italiane.

Chiedi al On. Ministro Maroni di votare a maggio, favorendo la partecipazione democratica e risparmiando soldi pubblici. Se saremo in tanti fare pressione, il Ministro dovrà ascoltarci.
CLICCA QUI

martedì 1 marzo 2011

Bocconi Amari

Chiusa la vicenda giudiziaria si avvia la nuova gestione la sala ricevimenti "Parco dei templari", bene confiscato in via definitiva alla criminalità organizzata negli scorsi giorni.
Mantovano è tornato nella nostra Altamura per presenziare alla consegna della sala Parco dei Templari e - interrogato dai giornalisti sulla vicenda Dambrosio - ha usato parole durissime e criticato la sentenza del Tar che ha ritenuto illegittima la mozione di sfiducia nei confronti del presidente del consiglio (di Altamura).
«Un personaggio - ha affermato il sottosegretario agli Interni - che a mio avviso non dovrebbe stare a presiedere il Consiglio comunale, ma forse non dovrebbe stare neanche nel Consiglio comunale, trova invece piena legittimazione a starci per sentenza. Così non va bene».
Il video integrale delle dichiarazioni è stato pubblicato da Altamuralife.
Bocconi amari per la cittadinanza che si interroga anche sul motivo per cui sia stato scelto Vissani quale responsabile della struttura: ci sarebbe piaciuto il coinvolgimento di chef più "local" che "global".
In ogni caso ci auguriamo che questo bene confiscato diventi il segno della possibilità di portare la legalità nel tessuto economico, anche quello più compromesso.