lunedì 9 novembre 2009

SVEGLIA POLITICA: ci stanno fregando l'acqua!


Ieri ci sono stati due importanti appuntamenti della Campagna Salva l'Acqua per cui il Meetup ilGrillaio sta mettendo in gioco tutte le forze disponibili, comprese quelle sottratte al riposo!
Domenica mattina siamo stati in P.za Duomo per raccogliere le firme della petizione popolare per l'inserimento nello Statuto del Comune di Altamura del seguente articolo:
"L’acqua è un Bene Comune, diritto inalienabile di ogni essere vivente. Il Servizio Idrico è un servizio di interesse generale, privo di rilevanza economica”.
I cittadini altamurani hanno risposto bene, i politici meno. Il presidente del consiglio regionale Pepe - in particolare - ha pensato bene di dirci che "lui le firme non le dà, le raccoglie". Peccato che a passare la mattinata al freddo siamo stati noi. "Ma lei lo sa chi sono io?", ci ha chiesto Pepe, ma forse neanche lui sa chi siamo noi e quanto impegno stiamo dedicando a questa battaglia di civiltà.

Una bella sorpresa è stato l'incontro presso l'Auditorium di S.Anna: tante presenze, attente e con la voglia di sapere e capire. Il dibattito che si è sviluppato a fine serata ne è stata la prova.
Registriamo l'assenza di quasi tutti i consiglieri comunali, del sindaco e della sua giunta nonostante l'invito recapitato a mano durante l'ultimo consiglio comunale.
Solo Michele Ventricelli (il bi-consigliere) ha partecipato all'incontro ed è intevenuto per ribadire l'impegno della Regione per la ripubblicizzazione dell'AQP.
Ne siamo felici ma da un (bi)consigliere comunale e regionale vogliamo di più: ci aspettiamo che si impegni per organizzare un incontro in Comune sul tema e far discutere la proposta di modifica dello statuto in quella sede. Cosa che, del resto, si è impegnato a fare.
Ad onor del vero un consigliere che - lontano dalle scadenze elettorali - ha mostrato interesse alle nostre piccole e grandi battaglie per la difesa dell'Acqua Bene Comune è stato Enzo Colonna che ha portato in consiglio comunale interpellanze per il pozzo della Putta, per l'uso di acqua di rubinetto in consiglio comunale e nelle mense.
Anche in Regione servirebbe maggiore impegno ed attenzione: il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune ha dovuto faticare due anni per ottenere l'intelocuzione con il Presidente Vendola!
Per impedire alle lobbies e ai "dominanti" di procedere per la privatizzazione del bene comune "acqua" dobbiamo tutti fare uno sforzo.
Ai politici chiediamo di passare dalle promesse ai fatti: non c'è acqua da perdere.

p.s. STAMPA LA PETIZIONE E RACCOGLI ANCHE TU LE FIRME!

sabato 7 novembre 2009

Il Parlamento privatizza l'acqua! Impediamolo!



Domani 8 NOVEMBRE IlGrillaio sarà in p.zza RESISTENZA e p.zza DUOMO dalle 9.00 circa PER LA RACCOLTA FIRME per far inserire nello statuto comunale il seguente articolo:
L’acqua è un Bene Comune, diritto inalienabile di ogni essere vivente. Il Servizio Idrico è un servizio di interesse generale, privo di rilevanza economica.
NON MANCATE!!!

E' urgente e indispensabile una mobilitazione straordinaria!
Il Parlamento privatizza l'acqua!
Impediamolo!


In concomitanza con la discussione dell’Art. 15 del decreto legge 135/09 presso la Camera dei Deputati. Presidio sotto al Parlamento (Piazza Montecitorio) Giovedì 12 Novembre ore 10.30

Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l'Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.
Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da lunedì 09 Novembre (in Commissione 1°) e verrà discusso dall'aula lunedì 16 Novembre.

Il Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua invita la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria partecipando alla manifestazione davanti al Parlamento giovedì 12 Novembre ore 10.30 a Piazza Montecitorio.

Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!
Partecipiamo tutte e tutti al presidio!
Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Per informazioni visitare il sito www.acquabenecomune.org

Oppure contattare:
Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org
--
FIRMA L'APPELLO CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA”

venerdì 6 novembre 2009

Povero Cristo




Povero Cristo in mano a Berlusconi

di Paolo Farinella, prete

I giornali del giorno 5 novembre 2009, riportano la foto di Berlusconi che tiene in mano un Crocifisso, abbastanza grande. Le cronache dicono che glielo abbia dato il prete di Fossa, nell’ambito della consegna delle case. Se c’è una immagine blasfema è appunto questa: colui che ha varato una legge incivile contro i «cristi immigrati», che parla di «difesa dei valori cristiani». Un prete che consegna il crocifisso a Berlusconi è uno spergiuro come e peggio di lui. Povero Cristo! Difeso da una massa di ladroni che non solo lo beffeggiano, ma lo crocifiggono di nuovo con la benedizione del Vaticano, che per bocca del suo esimio segretario di Stato, ringrazia il governo per il ricorso che presenterà alla Corte di appello di Strasburgo.

Possiamo dire che c’è una nuova «Compagnia di Gesù» fatta di corrotti, di corruttori, di ladri, di evasori, di mafiosi, di alti prelati còrrei di blasfemìa e di indecenza, di atei opportunisti, di cultori di valori e radic(ch)i(o) cristiani … chi prepara la croce, chi le fune, chi i chiodi, chi le spine, chi l’aceto … e i sommi sacerdoti a fare spettacolo ad applaudire. Intanto sul «povero Cristo» di nome Stefano Cucchi, morto per mancanza di «nutrizione e idratazione», da nessuno è venuta una parola di condanna verso i colpevoli di omicidio, nemmeno dai monsignori che hanno gridato «assassino» al papà di Eluana Englaro.

Povero Cristo, difeso dai preti come suppellettile e raccoglitore di polvere nei luoghi pubblici e da tutti dimenticato come Uomo-Dio che accoglie tutti e dichiara che sono beati i poveri, i miti, coloro che piangono, i costruttori di pace, i perseguitati, gli affamati! Povero Cristo, difeso dagli adoratori del dio Po e di Odino che ne fanno un segno di civiltà, mentre lasciano morire di fame e di freddo poveri sventurati in cerca di uno scampolo di vita. Povero Cristo, difeso dalla “ministra” Gelmini che trasforma il Crocifisso in un pezzo di tradizione “de noantri”, esattamente come la pizza, il pecorino, i tortellini. Povero Cristo, difeso da Bertone che lo mette sullo stesso piano delle zucche traforate.

Povero Cristo! Gli tocca ringraziare la Corte di Strasburgo, l’unica che si sia alzata in piedi per difenderlo dagli insulti di chi fa finta di onorarlo. Signore, pietà!

Guardando a quel Cristo che è il senso della mia vita di uomo e di prete, ho la netta sensazione che dalla sua comoda posizione di inchiodato alla croce, dica: Beati voi, difensori d’ufficio... beati voi che ho i piedi inchiodati, perché se fossi libero, un calcio ben assestato non ve lo leverebbe nessuno.

(6 novembre 2009)

(http://temi.repubblica.it/micromega-online/povero-cristo/)

P.s. Facciamoci due risate con l'ironia dell'Unità

Dall’opposizione parla Pier Luigi Bersani: «Un’antica tradizione come la croce non può essere offensiva per nessuno, tanto che con D’Alema stavamo pensando di metterla anche nel simbolo della coalizione», mentre per Rutelli la presenza di Gesù in croce non è in discussione ma bisogna rivalutare anche il ruolo di altre figure evangeliche. Per esempio, Giuda. Per Berlusconi è giusto che Gesù crocifisso resti nelle scuole ma bisogna stralciare la posizione dei due ladroni che non possono essere processati perché devono partecipare al Vertice sull’Alimentazione. Per La Russa, infine, è necessario che nelle classi resti il simbolo di Gesù morto in croce, mentre nelle carceri è preferibile il simbolo di Gesù morto cadendo per le scale.

giovedì 5 novembre 2009

Il servizio idrico rimane BUBBICO ehm... pubblico (di nome)



Il PD continua la sua dura, eroica e sanguinolenta battaglia contro un governo che sta massacrando quel poco di COSA PUBBLICA che ancora rimane nei nostri comuni.
Ieri sera Senato ha approvato, con il voto favorevole di PDL e Lega, il decreto legge che obbliga a privatizzare la gestione dei servizi idrici.
Il PD e le altre opposizioni hanno votato contro. Ora la legge passa alla Camera che la discuterà mercoledì 18 novembre.
Sempre ieri sera, però, chi digitava "privatizzazione acqua" su google trovava (tra le pochissime voci che compaiono) un comunicato del Sen. Bubbico che strombazzava

"...Grazie a un emendamento del Pd è stata scongiurata la privatizzazione dell'acqua, bene indispensabile, di primaria importanza per tutti i cittadini..."

Inizialmente non capivamo... poi siamo andati a leggerci questo emendamento ed abbiamo scoperto che il paladino dell'acqua pubblica ha salvaguardato il carattere pubblico dell'acqua, ma (UDITE UDITE!!) la gestione la affidiamo ai privati!!
Grandioso!
Come dire:

l'acqua è pubblica, ma... se non paghi tutta la mia efficienza di privato, non puoi averne!
l'acqua è pubblica, ma... se io turo le falle tu devi pagare...
l'acqua è pubblica, ma... se le banche portano soldi per gli investimenti, le banche vanno remunerate
l'acqua è pubblica, ma... devi paghare questo "prodotto"
l'acqua è pubblica, ma... la stiamo dando ai privati perchè diventi ancora più pubblica!

Hanno stravolto completamente la realtà, al punto che bisognerebbe iniziare a dubitare del loro stato di salute psico-fisico! Non bastava la bufala dell'Europa che impone la privatizzazione (cosa che non è scritta da nessuna parte!)????

Per fortuna, molti cittadini attivi in questi giorni stanno partecipando alle centinaia di incontri, dibattiti, forum più o meno virtuali, convegni, promossi dalla rete dei Movimenti per l'ACQUA. Uscendo da questi inconti hanno la consapevolezza che parlare di acqua pubblica gestita dai privati è una grossa stronzata, un non sense.
Sanno che è il DIRITTO all'ACQUA che andrebbe salvaguardato come parte integrante del DIRITTO alla VITA e non l'aggettivo "pubblico" accanto alla parola "acqua". Cosa è rimasto di pubblico nei Comuni?
Sanno, inoltre, che parlare di diritto all'acqua è il segno di un grave degrado civile e morale della nostra società, dato che nessuno ha mai pensato di mettere per iscritto questa ovvietà.

Quinti, cari PDini, non aggiungete al danno dell'art. 15 la beffa di farci credere che l'acqua pubblica è salva. Almeno state zitti visto che non siete stati capaci di far discutere la legge di iniziativa POPOLARE per l'ACQUA BENE COMUNE che prevedeva una gestione dei servizi idrici PUBBLICA (sì) ma anche PARTECIPATA dai movimenti per l'acqua che forse hanno le mani e le menti più libere di voi.

Come la raccontano i giornali:
Utility, liberalizzazioni senza fretta - Italia Oggi (05-11-09)
Sì alla riforma dei servizi locali - Il Sole 24 Ore (05-11-09)
Il centrodestra sta svendendo anche l’acqua - L’Unità (05-11-09)
Acqua, bene pubblico ma servizio (se possibile) privato - Corriere della Sera (05-11-09)
La svendita dell’acqua pubblica - La Repubblica (05-11-09)

mercoledì 4 novembre 2009

LE FORZE ARMATE DELLA PACE



Sulla terribile vicenda di Stefano Cucchi leggi l'articolo di Carlo Vulpio: licenza di uccidere e il trattato di Lisbona.
DAL SITO: UNIMONDO.ORG
Le associazioni 'Beati i costruttori di pace', il Movimento Nonviolento, Pax Christi e PeaceLink propongono il 4 novembre tutti i pacifisti e gli amanti della nonviolenza una piccola azione diretta nelle piazze d'Italia "per contestare la retorica militarista e guerrafondaia e chiedere di ristabilire la verità storica".
In alternativa all'aggregazione di massa e ai grandi cortei, che consentono la partecipazione solo a chi è in grado di viaggiare ed ha molto tempo a disposizione, PeaceLink propone per il 4 novembre una iniziativa "lillipuziana" che anche singole persone possono realizzare nella propria città, con un minimo dispendio di tempo e di denaro. Per il 4 novembre proponiamo una attività di volantinaggio in tutte le piazze d'italia (il testo del volantino in .pdf).

L'Italia entrò nella prima guerra mondiale nonostante l'Austria avesse promesso la restituzione di Trento e Trieste in cambio nella non belligeranza. L'intento era infatti quello di espandere l'Italia verso territori esteri (come avvenne con la conquista del Sud Tirolo) seguendo il mito dell'imperialismo romano, che ebbe poi nel fascismo la sua massima celebrazione. Dopo la guerra infatti si parlo' di "vittoria mutilata" perche' le mire espansionistiche non furono coronate. La prima guerra mondiale fu un affare per grandi industriali, politici corrotti, funzionari statali senza scrupoli, alti ufficiali con le mani in pasta. Le commesse di guerra fruttarono profitti cosi' scandalosi che fu nominata una commissione di inchiesta parlamentare, prontamente sciolta dal fascismo dopo la marcia su Roma.

La festa del 4 novembre fu una ricorrenza istituita dal fascismo per trasformare le vittime di una guerra spietata e non voluta in eroi coraggiosi che si immolavano per la Patria. Furono costruiti monumenti ai caduti e agli insegnanti fu chiesto di celebrare le forze armate. Questa eredita' non e' stata sufficientemente sottoposta a critica con l'avvento della Repubblica. Tutto questo e molto altro è documentato in un piccolo volantino/dossier (in .pdf) che può essere diffuso nelle piazze d'Italia durante i festeggiamenti "ufficiali" e durante le parate militari che si svolgono puntualmente ogni anno in questa data.

Oggi le edizioni Altreconomia pubblicano "Il caro armato. Spese, affari e sprechi delle Forze Armate italiane": una puntigliosa ricognizione sulla struttura delle Forze Armate e sulle spese militari del nostro Paese e sugli sprechi che a volte sarebbe possibile e doveroso evitare. L’Italia nel 2010 spenderà per armamenti, missioni ed esercito professionale oltre 23 miliardi di euro: in piena crisi, il Governo investe denaro pubblico in fregate e bombardieri" - riporta il volume. Ne sono autori Massimo Paolicelli (presidente dell'Associazione obiettori nonviolenti) e Francesco Vignarca (coordinatore di Rete Italiana per il Disarmo).

L'Italia è oggi all’8° posto al mondo per spese militari ed ha più di 30 missioni internazionali in corso e nei prossimi anni ha in programma di acquistare, per citare solo uno dei faraonici progetti sui cosiddetti “sistemi d’arma”, 131 cacciabombardieri per 13 miliardi di euro. Il “Nuovo Modello di Difesa” ha spostato la linea del fronte dai confini geografici a quelli degli interessi economici occidentali, ovunque siano considerati a rischio. La leva obbligatoria è stata sospesa. Ma scopriamo che, nonostante le “riforme”, il nostro esercito professionale conta ancora 190mila uomini, tra i quali il numero dei comandanti - 600 generali e ammiragli, 2.660 colonnelli e decine di migliaia di altri ufficiali - supera quello dei comandati.

martedì 3 novembre 2009

Influenza MAIALA: rischi e profitti



Riceviamo e diffondiamo:

Aldo Barbona (presidente LIDU 1948 onlus) "Qualche giornale ne sta parlando molto timidamente e allora torniamo sull’argomento perché consideriamo necessario commentare la vicenda in modo più approfondito.. Il 21 settembre 2009 la Corte dei conti, che esercita controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato, ha emanato la Deliberazione n. 16/2009/P.
La Corte con tale atto tenta di dare la sua valutazione sul contratto di fornitura di dosi di vaccino antinfluenzale A(H1N1) stipulato tra il Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali e la Novartis Vaccines and Diagnostics s.r.l.
Chiede perciò chiarimenti sui seguenti 11 punti del contratto:
1) la decima premessa è parte integrante del contratto precisando che l'esito delle ricerche, la capacità di sviluppare con successo il Prodotto, i tempi di produzione, la qualità dell'inoculo virale, la capacità produttiva e il lancio del prodotto sono ancora in corso di definizione, sembra vanificare a favore della Novartis tutti i successivi vincoli contrattuali;
2) la tredicesima premessa prevede l'applicazione dell'IVA vigente al momento della consegna anziché quella vigente alla firma del contratto;
3) l'art. 3.1 (ribadito dall'art. 5.3) prevede la possibilità del mancato rispetto delle date di consegna del Prodotto, senza l'applicazione di alcuna penalità;
4) l'art. 4.1 stabilisce che il Ministero accetti il prodotto anche in assenza dell'autorizzazione all'ammissione in commercio in Italia, concordando in tal caso un generico "Quality Agreement";
5) le garanzie poste a favore del Ministero in caso di mancata autorizzazione all'ammissione in commercio del Prodotto in Italia previste dall'art. 4.2 non appaiono correlate all'esborso finanziario sopportato dal Ministero fino a quella data, né bilanciate con quelle poste a carico del Ministero medesimo dall'art. 9.3 nel caso di impossibilità di ritiro del Prodotto;
6) l'art. 4.4, riguardante eventuali difetti di Fabbricazione o Danni Fisici del prodotto, richiede l'accordo della Novartis sull'esistenza degli stessi;
7) l'art. 4.5 prevede rimborsi al Ministero per danni causati a terzi, limitatamente a causa di Difetti di Fabbricazione, mentre ai sensi dell'art.. 4.6 il Ministero dovrà risarcire Novartis per danni causati a terzi in tutti gli altri casi;
8) l'art. 9.3 prevede il pagamento alla Novartis di euro 24.080.000 (al netto di IVA) ai fini della partecipazione ai costi in caso di non ottenimento dell'autorizzazione all'immissione in commercio del Prodotto, senza alcuna specificazione in merito ai criteri di quantificazione del predetto importo;
9) l'art. 9.5 stabilisce che, qualora il contratto venga risolto per violazione di disposizioni essenziali da parte di Novartis, il pagamento dovrà essere ugualmente effettuato per il prodotto fabbricato e consegnato;
10) l'art. 10.2 considera Informazioni Riservate anche l'esistenza del contratto e le disposizioni in esso contenute, clausola in considerazione dell'evidenza pubblica della procedura impossibile da rispettare;
11) il contratto appare carente di parere di organo tecnico in grado di attestare la congruità dei prezzi in esso concordati. Analizzando il contratto suddetto, la Corte dei conti scopre che non può approfondire, il contratto è a trattativa riservata ed è stato secretato, perché valgono le stesse emergenze previste in caso di eventi calamitosi di natura terroristica (ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3275 del 28 marzo 2003 Disposizioni urgenti di protezione civile per fronteggiare l'emergenza derivante dall'attuale situazione internazionale).
Scopre così che il trattamento dell'influenza A (H1N1) è stata messa nella mani della Protezione civile, alla stessa stregua degli eventi calamitosi come terremoti, frane, guerre batteriologiche, ecc.
Alla luce delle considerazioni della Corte dei conti, veniamo per di più a sapere che:
- Anche se la Novartis non arrivasse in tempo a fornire i vaccini, noi pagheremmo lo stesso 24.08.000 euro. (Vedi punto 8).
- Il Ministero pagherà Novartis anche in caso di non ottenimento dell'autorizzazione all'immissione in commercio del Prodotto. (Vedi punto 8)
- Il fornitore (nel caso specifico Novartis) pagherà l'IVA alla consegna e non alla stipula del contratto. (Vedi punto 2)
- Nell’eventualità che ci siano difetti di fabbricazione, sarà la Novartis a dire l’ultima parola sulla consistenza degli stessi. (Vedi punto 6)
- Novartis pagherà i danni in caso di difetto di fabbricazione, in tutti gli altri casi di danni a terzi pagherà il Ministero. (Vedi punti 6 e 7)
- Per la Novartis non è prevista alcuna penalità. (Vedi punto 3).
La Corte dei conti conclude il documento affermando “Queste dettagliate deroghe - anche se non del tutto esaustive - inducono la Sezione a ritenere il provvedimento al di fuori degli ordinari schemi contrattuali e di conseguenza - nel riconoscere l'eccezionalità e somma urgenza dell'intervento - a non procedere alla disamina dei vari punti di rilievo sollevati dall'Ufficio di controllo.
Se ce ne fosse bisogno, abbiamo avuto ulteriore prova della incapacità dei nostri governanti nello
spendere i soldi dei cittadini governati, come ci attesta la conclusione del documento al punto 11.
Roma lì, 19 ottobre 2009.
Aldo Barbona (Presidente LIDU 1948 onlus Lega Italiana dei Diritti Umani)
Massimo Andellini (Presidente UVA - Unione Vegetariana Animalista)

lunedì 2 novembre 2009

APPELLO-APPELLO-APPELLO ACQUA PUBBLICA



Cari amici dell'acqua bene comune,
venerdì sera si è concluso in Commissione Affari Costituzionali del Senato l'esame del decreto 135/09, quello che all'art. 15 prevede la PRIVATIZZAZIONE dei servizi idrici ovvero dell'ACQUA.

Sono stati respinti tutti gli emendamenti proposti dall'opposizione e anche alcuni presentati da esponenti della Lega che erano apprezzabili!!!!
Quelli accolti che saranno portati in aula con parere favorevole, sostanzialmente peggiorano le cose. Il Senato esamierà il testo il 3 novembre

Nell'invitarvi ad inviare una mail ai nostri senatori (clicca per il MAILBOMBING) vi riportiamo un appello di un componente del Forum Nazionale dei Movimenti per l'ACQUA.
Le sue parole fanno riflettere.


Amici dei beni comuni in via di estinzione.
Amici dell'acqua bene comune e non merce.
Qui stanno chiudendo i Comuni, ma lo stanno facendo così bene che i cittadini non se ne stanno accorgendo.
A difenderli i soli Forum e Comitati un po' in affanno.



Bene l'appello del Forum ai parlamentari che a giorni discuteranno la conversione in legge, entro il 24 novembre, del decreto legge n. 135/09 contenente l'articolo 15 che porta a compimento, con la privatizzazione dei servizi pubblici locali, tutti, perché tutti, potenzialmente, di rilevanza economica, tra cui il servizio idrico, anche la "chiusura" dei Comuni.
Non credo di fare terrorismo psicologico. Mi si risponda che Comuni avremo se non gestiranno più nessun servizio pubblico locale?
Che Comuni avremo se i servizi di interesse generale locali passeranno a logiche di competitività e di concorrenza? A logiche di mercato?
Quali politiche sociali, egualitarie, solidaristiche, perequative, potranno più fare i Comuni, e i rispettivi Consigli Comunali, se non saranno più loro a 'governare' i servizi di interesse generale locali, ma i Consigli di amministrazione delle Società quotate in borsa?
Scrivo tutto questo perché su Il Sole 24 Ore odierno, a pagina 5 c'è la notizia: "SERVIZI PUBBLICI LOCALI. STOP MODIFICHE AL SENATO - GASPARRI: BLINDATE LE LIBERALIZZAZIONI"
Se quanto ho detto sopra, che cioè stanno 'chiudendo' i Comuni, ha un fondamento storico, giudico, sociale, politico, io penso che il problema non sia solo di chiedere che l'acqua non sia privatizzata, ma di chiedere che i Comuni non sono da chiudere.
Solo il fascismo, nel 1929, con lo scioglimento dei Consigli Comunali, è arrivato a tanto. Più indietro, solo con le "Signorie" e la nascita dei nuovi "Regni", a partire dal XVI° secolo hanno fatto contro i "Liberi Comuni" qualcosa di analogo a quello che sta succedendo oggi, cioè 'chiuderli' per affidare i cittadini allora ai nuovi 'Signori' oggi a 'Top manager' di Multi utilities spa.
Nella stessa pagina de Il Sole Odierno anche la notizia che, in sede di finanziaria 2010, sarebbe a buon punto la creazione di "Difesa Spa" per tutti gli acquisti della difesa. In altre parole il "pensiero unico", il mercato, ha conquistato perfino la difesa. Se poi lo fa con una Spa in house che fior di sentenze della Corte di giustizia Ue e decisioni e delibere di Commissione e Parlamento Ue dice che violerebbero il Trattato Ue in tema di libertà di stabilimento, di insediamento e di concorrenza, oramai non preoccupa più di tanto neppure un, così pare dalle ultime notizie, Parlamento in bolletta, cioè senza risorse a copartura di alcune leggi.
Sempre da PLUS24 odierno (inserto de Il Sole 24 Ore), a pagina 20 un'altra notizia che aiuta a capire la corsa verso la chiusura dei Comuni di cui si parla sopra. La notizia è: "Contratti pericolosi. Su 689 amministrazioni pubbliche che hanno stipulato accordi con le banche, 503 registrano un ammanco potenziale di 2,2 miliardi - L'80% degli enti perde sugli swap".
Per i non addetti, questo fatto di centinaia di Comuni che hanno stipulato i predetti accordi, swap, nascondono dietro il fatto che i Comuni sono stati lasciati, direi scientificamente, andare alla deriva forse per l'assalto ora in corso dei servizi pubblici locali, per chiudere, quanto prima, con istruzione e sanità.
Rispetto alla sanità basta seguire un attimo l'aggressione in corso dell'IRAP, imposta che finanzia circa la metà della sanità pubblica. Nei territori c'è un proliferare di Centri di riabilitazione convenzionati e di Centri medici privati ovviamente anch'essi convenzionati.
Proprio oggi ho saputo nel mio piccolo Paese delle Marche, Altidona, di un Costruttore e di un Ristoratore, che sapevo entrambi super interessati a cementificare di tutto e di più sui nostri terreni agricoli, hanno messo gli occhi su uno di questi nuovi Centri benessere. Mica fessi. Visto il calo della domanda in edilizia, hanno pensato bene di investire in servizi. Dove? Ma dove la domanda a più sicura, la sanità lasciata ... allo sbando o quasi.
In tema di istruzione basta leggere il fondo che appare a pagina 10 de Il Manifesto odierno di Domenico Pantaleo Segretario generale FLC Cgil su: "Costruiamo una mobilitazione". Parla del disegno di legge Gelmini sulla università. Scrive: "Se va bene vedremo consigli di amministrazione pieni di sedie vuote o gettoni di presenza spesi inutilmente. Se va male ci troveremo di fronte all'immediata privatizzazione dell'università senza tanti complimenti (e fondazioni di facciata)".
Un saluto
31 ottobre 2009 Luigi Meconi