mercoledì 10 dicembre 2008

Goodbye AQP



Popoli di Puglia,
a breve toccherà anche a noi. Siete pronti per la guerra dell'acqua?

Insieme al decreto di Tremonti, che concede ai privati la gestione dell'acqua, è già viva la propaganda che fa presagire aspre battaglie: il 3 dicembre 2008 a Bari si è tenuta una conferenza su questo nostro bene di primissima necessità. In questa sede, tra le altre cose, si proponeva la privatizzazione dell'acquedotto pugliese. E sapete chi è stato l'organizzatore di questa conferenza-scempio? Non la destra emblema del capitalismo e della "liberalizzazione", bensì il Partito Democratico - cari "PDuisti", visto che vi piace tanto essere appellati col termine di "opposizione", vi ricordo che questa va esercitata contro la cattiva legiferazione del governo, non contro gli interessi del popolo che (non) vi ha eletti.

E dulcis in fundo, il TG regione, come da copione, non fa minimamente menzione della pericolosità di una privatizzazione tanto scandalosa; anzi, ne parla con una serenità psicopatica, una tranquillità patologica, come se la notizia fosse normale o di second'ordine. Come tutti i TG del XXI secolo che si rispettino, non osa affatto mettere in dubbio la parola delle autorità intervistate, lasciando scorrere senza alcun freno una cascata di insulti alla nostra intelligenza e alla nostra dignità.

"DIO E' NELLA PIOGGIA" (dal film V per Vendetta)

martedì 9 dicembre 2008

Le(a)zioni plurali

Le(a)zioni plurali, democrazia e partecipazione nella società interculturale
Sala Tommaso Fiore, presso l'ex Monastero del Soccorso (porta Matera)
all'interno del ciclo di convegni
ALLA RICERCA DEL BENE COMUNE
Percorso di formazione per la cittadinanza attiva
Terzo appuntamento venerdì 5 dicembre ore 18,30




non basta sperare BENE e sperare COMUNE.
bisogna saper fare BENE COMUNE, e non si finisce mai di imparare. collegatevi a questo blog, a questo post e guardatevi il convegno. da sottolineare al minuto 1:19 la testimonianza di Dorothy L. zinn riguardo alla costruzione di una scuola. se noi aiutiamo i rom albanesi a fare una scuola, loro ci insegnano ad avere voglia di conoscenza. hanno infatti chiesto la scuola più dell'acqua corrente, o di un'ospedale, "perchè così non ci prendono in giro" hanno detto.
ho l'impressione che in italia ci prendono in giro sempre di più perchè sempre di più non ci importa di sapere, di conoscere la realtà delle cose.
da non perdere anche l'intervento di Luigi Perrone al minuto 1:48 con arringa finale e scoprirete perchè il razzismo ed il problema immigrati mettono allo specchio la nostra società.
un grazie anche a Gianluigi De Vito per la moderazione con trasporto.






lunedì 8 dicembre 2008

Compro_mettere il cervello



dal blog di Marco Cedolin:

...Venerdì scorso alle 4,55 del mattino, circa 2000 persone si sono ritrovate assiepate dinanzi all’ingresso di un ipermercato della catena Wal – Mart (New York), che proprio alle 5 del mattino avrebbe aperto le proprie porte sull’universo degli acquisti, fatto di schermi al plasma, forni microonde, macchine fotografiche digitali, cellulari all’ultimo grido, console per videogiochi, piumini imbottiti, robot da cucina e mirabilie di ogni genere. Molte di loro, per guadagnare le prime posizioni, si erano messe in fila già il giorno prima ed erano all’addiaccio nel parcheggio dell’ipermercato da 24 ore.
Quando ormai non mancavano che pochi minuti all’apertura, quasi fosse caduta preda di una sorta di fervore mistico, sconosciuto perfino a chi, come Berlusconi e Unieuro si dice pronto a giurare sull’onnipotenza dell’ottimismo, la folla ha iniziato a premere, sfondando i cancelli ancora chiusi e travolgendo qualunque cosa si frapponesse sul suo cammino. Ne ha fatto le spese Jdimypai Damou... (LEGGI TUTTO)

giovedì 4 dicembre 2008

Il Mistero di Piazza Castello



Ieri pomeriggio alcuni volontari del Comitato Cittadino di Piazza Castello hanno affisso 4 striscioni a dei balconi privati che si affacciano su Piazza Castello.
Gli striscioni:
  • non offendevano nessuno (come alcuni manifesti partitici);
  • non erano indecorosi (come taluni annunci pubblicitari);
  • non erano abusivi (come molti manifesti elettorali).
Erano una semplice manifestazione di una idea COMUNE ad un numero sempre maggiore di persone: uno spazio pubblico com'è Piazza Castello deve continuare ad essere un BENE COMUNE.

Stamattina dei 4 striscioni ne era rimasto solo 1. PERCHE'?
Come mai, dato che i proprietari di quei balconi avevano acconsentito all'esposizione?
Tira un brutto vento...

Meglio non parlarne...



Durante lo scorso consiglio comunale è stata messa al voto la "proposta di inversione" per l'argomento parcheggio in piazza Matteotti, che era al punto 21 dell' O.d.G. (vedi qui).

In lingua vulgaris, significa che se la "proposta di inversione" fosse passata, i signori consiglieri avrebbero potuto parlare subito della questione, dandone priorità rispetto a tutti gli altri punti da trattare. E invece hanno votato in maggioranza NO. Si è preferito rimandare... Perché? Eppure in questo periodo la vicenda del parcheggio in piazza Castello è decisamente tra le più scottanti, se non la più scottante... c'è il rischio di bruciarsi?

mercoledì 3 dicembre 2008

l' acQUA qua



Acqua, acqua, acqua... ripete questa parola e vi ritroverete ad pronunciare il posto in cui l'acqua deve rimanere: qua. L'acqua deve tornare ad essere qua anche nei nostri discorsi: non accorgiamoci della pioggia solo quando questa ci bagna il vestito nuovo o ci "rovina" le vacanze. L'acqua è in noi, noi siamo l'acqua. Non restiamo indifferenti quando ci dicono che il 50% delle falde italiane è inutilizzabile perchè molto inquinate.
L'acqua è vita. L'acqua non è una bevanda!
Convinciamo chi ci circonda dell'assurdità di comprare l'acqua imbottigliata.
Chi compra acqua in bottiglia anzichè bene l'acqua di rubinetto acconsente alla mercificazione della vita stessa.
L'estate scorsa il nostro governo con l'art. 23bis della legge n. 133 ha sancito che per l'Italia l'acqua è una merce.
Rosario Lembo (Segretario nazionale Comitato Italiano Contratto mondiale sull'acqua) è anche direttore dell'Università del bene Comune che prevede una Facoltà dell'Acqua. Intervistato da Piero Ricca riassume molto bene la situazione dell'acqua. Loro (GovernIndustria) la vorrebbero sempre più di là che di qua. I cittadini stanno comprendendo che sull'acqua si giocano tutto.... acqua qua!

martedì 2 dicembre 2008

IRREALITY


riceviamo e pubblichiamo.
In seguito alla vittoria di Vlaidimir Luxuria all'Isola dei famosi,
ed allo spazio dato alla notizia sulle pagine di Liberazione (con
tanto di intervista di una pagina a Simona Ventura), abbiamo deciso
di avviare una raccolta firme in calce a questa lettera/appello che
vorremmo inviare al quotidiano di Rifondazione comunista.
Inviate le vostre adesioni a: martinelli@manitese.it.

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"Forza Vladimir, hai vinto tu". Davvero? Ne siamo sicuri?
Le parole con cui Angela Azzaro celebra la "vittoria" di Luxuria all'Isola dei
famosi mi fanno vergognare. Secondo la giornalista di Liberazione,
Luxuria "ha spiegato a milioni e milioni di italiani che la realtà è
diversa e che anche questa realtà deve godere degli stessi diritti
della presunta maggioranza".
Dovremmo ringraziare "anche Simona Ventura, che con
Vladimir ha tirato su gli ascolti (è l'edizione più vista dell'Isola)
ma anche il nostro morale"; e non è un caso se il 28 novembre
Liberazione intervista in prima pagina proprio la conduttrice Rai.
Il nostro morale, purtroppo, è a terra: Luxuria aveva
promesso di portare sull'isola e in televisione il tema dei diritti
indigeni delle popolazioni garifuna -quelle che vivono nell'arcipelago dei Cayos
Cochinos, che non è disabitato né uno scoglio sperduto in mezzo al
mare-. Non lo ha fatto, il "compagno" Luxuria, ma non ne avevo dubbi:
non ci ha voluto mostrare il suo contratto, le clausole che aveva
firmato con la Magnolia di Giorgio Gori.
Magnolia, la società produttrice del format; la società a cui la
televisione di Stato, la Rai, dà ogni anno soldi dei cittadini per
permetterci di vedere questo "irreality" in televisione.
Soldi che gravano sul bilancio pubblico.
Quanto paga, ogni cittadino italiano, per permettere la
trasmissione dell'Isola dei famosi?
E allora un invito:
boicottiamo la seconda rete che scende allo stesso livello delle
televisioni private del presidente del Consiglio, complice -negli
ultimi quindici anni- di una deriva consumista che ha messo in
ginocchio il Paese e le coscienze degli italiani.
Mi stupisce, di fronte a tutto questo, che Rifondazione comunista
stia zitta, anzi celebri la vittoria di "una di noi" all'Isola.
Soprattutto, però, mi spiace che la Azzaro -e Liberazione- celebrino
la vittoria di Luxuria come una vittoria dei "diritti".
Perché la parola diritti si declina, appunto, al plurale, e non
può limitarsi a considerare che con Vladimir "si rompe il tabù
dell'eterosessualità a tutti i costi".
Ai lettori di Liberazione, a Rifondazione, di certo sensibili al
tema dei diritti umani a tutto tondo, mi piace ricordare solo un paio
di episodi accaduti nella zona dei Cayos Cochinos e
nella Bahia de Tela. Notizie, purtroppo, che non hanno trovato spazio
tra le pieghe della televisione di Stato.
Il 24 settembre 2008 è stato assassinato il pescatore garifuna di
Triunfo de la Cruz Guillermo Norales. L'omicidio è firmato da soldati
della Marina honduregna della città de La Ceiba, che pattugliavano le
acque nei pressi del Refugio de Vida Silvestre de Cuero y Salado.
Sì perché in Honduras, come in tutto il Sud del mondo, quando si crea
un'area protetta, impedendo la pesca, ciò avviene per permettere uno
sviluppo turistico "per gli occidentali" (nel caso della Bahia de
Tela il progetto si chiama "Los Mycos Beach and Resosrt Centre"),
togliendo di mezzo gli abitanti originari del luogo.
Lunedì 13 ottobre, invece, un incontro con la Marina honduregna di
stanza nell'arciplego dei Cayo Cochinos (quello dell'Isola) è toccato
invece a Joel García e Minor López. I due pescatori garifuna sono stati bloccati nei pressi del Cayo Bulaños, minacciati di morte, privati del loro cayuco (l'imbarcazione tradizionale dei garifuna), e gettati in mare. Gli effettivi della
Marina si sono poi ritirati, portando con loro il cayuco, unica fonte
di sostentamento per le famiglie garifuna dei Cayos Cochinos, verso
la base di Cayo Mayor.
Eccolo, il mare "aperto" dell'Isola dei famosi.