Altro punto importante è la scadenza del dicembre 2010. Per quella data, l'art. 23bis della L.133/08 prevede che i comuni debbano mettere a bando di gara internazionale anche le reti idriche. Pur non essendo la data della fine del mondo, questa data è importante e funzionale ad una calendarizzazione degli obiettivi e della azioni da intraprendere per raggiungere gli stessi.
Diverse le testimonianze di comitati spontanei che raccolgono firme per proporre delibere di iniziativa popolare per chiedere la variazione degli statuti comunali con cui si dica a chiare lettere che l'acqua è un servizio senza rilevanza economica, che a gestitrla sia un ente pubblico con la partecipazione dei cittadini.
La necessità di non abbassare la guardia deriva dal fatto che oltre le insidie "governative" ci sono le multinazionali dell'acqua e le Multiutilities che, sempre più potenti e sempre più agguerrite premono sugli stessi governi nazionali e locali affinchè possano "fregarci" (dopo elettricità, gas...) anche l'acqua. Quindi ben vengano le campagne di sensibilizzazione fatte sul territorio anche insieme a chi porta avanti altre vertenze per i beni comuni.
Forti sono state gli interventi del comitato di Napoli e di quelli siciliani. Nelle terre di mafia schirarsi con i comitati per l'ACQUA PUBBLICA significa non solo avere contro le multinazionali, ma anche i mafiosi locali che con questi potentati condividono l'idea finale: fare soldi, tanti soldi vendendo l'acqua e con essa.... la vita!
Un dato di enorme valore per il movimento è una forte presenza di donne all'interno del Forum, e questo lascia ben sperare per il suo futuro. Come dire l'acqua è donna e la sua difesa come bene comune non può che passare per le donne!
A settembre prossimo il Forum organizza un seminario di 2 giorni per contarsi, valutare le risorse umane ed economiche a disposizione per poi porsi obiettivi concreti, stabilire quali azioni mettere in atto per poi tornare nelle poprie realtà per ricominciare a lavorare.
Il tutto anche in vista della Conferenza per il Cambiamento Climatico dell'ONU (il post Kyoto) prevista per il prossimo dicembre a Copenhagen. Attualmente l'agenda dei lavori non prevede che si parli di ACQUA.
E' come voler fare una pizza.... senza farina, anzi... senz'acqua.
Nel video sotto Riccardo Petrella illustra la situazione in vista dell'appuntamento di Copenhagen
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