martedì 30 giugno 2009
La censura ha i capelli biondi
Assicurare la certezza della pena! Zam Zam!
Troppe condanne non vengono eseguite! Zam Zam!
Eleggiamo i magistrati del territorio! Prrrrrrrrr
Va beh la Carolina Lussana (Lega Nord) ha chiaramente un mix di idee banali e pericolose ma dalla sua intervista sembrava interessata a chiudere i cancelli delle carceri il più a lungo possibile.
Qualcosa deve averle fatto cambiare idea (magari la lunga frequentazione del Parlamento degli inquisiti) e averla spinta a presentare un simpatico disegno di legge per l'oblio in internet. Non si tratta del diritto a vedersi cancellate le foto da facebook quando si lascia il social network ma del diritto di inquisiti e condannati e non essere più esposti - udite udite - alla memoria elettronica.
E mi sembra sacrosanto: un povero imprenditore condannato per pubblicità ingannevole ha diritto a non risultare più sulla rete in modo che il consumatore sia sempre più consapevole...no?
Oppure un condannato per concorso esterno in associazione mafiosa (reato che può essere punito anche con una pena inferiore ai cinque anni) ha diritto di veder cancellata ogni traccia del suo misfatto entro cinque anni, insomma in tempo per candidarsi!
Questa non è tutela della privacy ma garanzia di impunità signora mia e soprattutto è garanzia per chi ha soldi e tempo da perdere a far causa ai vari siti inadempienti.
Ed è censura - bella bionda - verso un archivio accessibile a tutti come internet.
Qual è la prossima proposta di legge? Mandare al macero i giornali dopo dieci anni?
Bruciare le biblioteche dopo cinquanta? Guardare per 128 ore di fila il Grande Fratello fino a perdere l'uso del cervello come pena per aver voluto ricordare troppo?!?
Leggi qui il disegno di legge della simpatica Carolina o ascoltane una lettura critica fatta da Marco Travaglio
lunedì 29 giugno 2009
Il comunismo al contrario
La propaganda dei media e del pensiero dominante spesso è talmente martellante da riuscire non solo a convincere il pubblico ad accettare condizioni pubblicizzate come sicure, buone e vantaggiose che in realtà sono evidentemente devastanti, ma anche ad indurre il pubblico stesso a richiederle. Così martellante da far passare bugie abnormi per verità, come quando Scajola disse che il nucleare è sicuro, ecologico ed economico oppure quando Veronesi disse che il rischio cancro legato agli inceneritori è pari a zero, seguendo gli insegnamenti del nazista Goebbles, quello che
ripeti una bugia dieci, cento, mille volte e diventerà veritàe capovolgendo così la percezione della realtà.
Ultime news in tal senso provengono dall'Inghilterra: alcuni dipendenti di una compagnia aerea, sotto richiesta del proprio amministratore delegato, hanno rinunciato allo stipendio di un mese, altri alla retribuzione delle ferie. Se da un lato potrebbe apparire come un bel gesto di attaccamento al gruppo per cui si lavora, dall'altro accade che alle vittime di questo folle sistema economico viene addirittura richiesto di salvarlo - cornuti e mazziati; la crisi continua ad esser vista come una maledizione scesa dal cielo mentre i veri colpevoli dormono sonni tranquilli e, dulcis in fundo, si profila il pericolo dell'abolizione di diritti acquisiti a caro prezzo, per di più con il consenso degli stessi lavoratori:
Lo spettro del licenziamento in conseguenza della grave congiuntura economica sembra sempre più prefigurarsi come l’uovo di Colombo attraverso il quale smantellare decenni di conquiste sociali, bypassando le normative vigenti con la complicità degli stessi lavoratori, disposti ad immolare parti sempre più cospicue dei propri diritti nella speranza di riuscire a conservare l’ambito posto di lavoro.Qui la fonte della notizia.
domenica 28 giugno 2009
L'acqua in Movimento è donna
Altro punto importante è la scadenza del dicembre 2010. Per quella data, l'art. 23bis della L.133/08 prevede che i comuni debbano mettere a bando di gara internazionale anche le reti idriche. Pur non essendo la data della fine del mondo, questa data è importante e funzionale ad una calendarizzazione degli obiettivi e della azioni da intraprendere per raggiungere gli stessi.
Diverse le testimonianze di comitati spontanei che raccolgono firme per proporre delibere di iniziativa popolare per chiedere la variazione degli statuti comunali con cui si dica a chiare lettere che l'acqua è un servizio senza rilevanza economica, che a gestitrla sia un ente pubblico con la partecipazione dei cittadini.
La necessità di non abbassare la guardia deriva dal fatto che oltre le insidie "governative" ci sono le multinazionali dell'acqua e le Multiutilities che, sempre più potenti e sempre più agguerrite premono sugli stessi governi nazionali e locali affinchè possano "fregarci" (dopo elettricità, gas...) anche l'acqua. Quindi ben vengano le campagne di sensibilizzazione fatte sul territorio anche insieme a chi porta avanti altre vertenze per i beni comuni.
Forti sono state gli interventi del comitato di Napoli e di quelli siciliani. Nelle terre di mafia schirarsi con i comitati per l'ACQUA PUBBLICA significa non solo avere contro le multinazionali, ma anche i mafiosi locali che con questi potentati condividono l'idea finale: fare soldi, tanti soldi vendendo l'acqua e con essa.... la vita!
Un dato di enorme valore per il movimento è una forte presenza di donne all'interno del Forum, e questo lascia ben sperare per il suo futuro. Come dire l'acqua è donna e la sua difesa come bene comune non può che passare per le donne!
A settembre prossimo il Forum organizza un seminario di 2 giorni per contarsi, valutare le risorse umane ed economiche a disposizione per poi porsi obiettivi concreti, stabilire quali azioni mettere in atto per poi tornare nelle poprie realtà per ricominciare a lavorare.
Il tutto anche in vista della Conferenza per il Cambiamento Climatico dell'ONU (il post Kyoto) prevista per il prossimo dicembre a Copenhagen. Attualmente l'agenda dei lavori non prevede che si parli di ACQUA.
E' come voler fare una pizza.... senza farina, anzi... senz'acqua.
Nel video sotto Riccardo Petrella illustra la situazione in vista dell'appuntamento di Copenhagen
sabato 27 giugno 2009
Il mondo secondo Monsanto
L'uomo non è libero. Dal momento del concepimento fino alla morte ogni individuo è sottoposto a leggi, non quelle create dai politici, bensì quelle naturali; e l'evoluzione della nostra specie è proporzionale al grado di comprensione e rispetto di queste leggi, non al grado di violazione delle stesse, come si cerca di far credere.
Un esempio clamoroso è quello degli OGM: interferire con una intelligenza biologica andando a manipolare i suoi geni senza nemmeno sapere cosa si stia realmente facendo significa appunto trasgredire le regole naturali provocando conseguentemente una condizione anomala negli organismi implicati: la malattia.
Monsanto si sta muovendo proprio in questa direzione. Alcuni punti inquietanti che il documentario qui sotto mostra sono:
- il rischio di perdere a livello mondiale e definitivamente l'agricoltura biologica
- monopolizzazione delle sementi: i semi si potranno richiedere solo alla Monsanto
- la nascita di nuove malattie
- una scienza succube dell'economia, per cui la salute umana è secondaria
Il mondo secondo Monsanto, durata: quasi 2 ore; sottotitoli in italiano.
venerdì 26 giugno 2009
Asini e cazzate
Il ministero ha reso noti i risultati parziali degli scrutini: il 28.6% degli studenti delle superiori termina l'anno con un giudizio sospeso con debiti mentre il 13.6% non è stato ammesso.
Gli studenti non ammessi nei soli primi due anni delle medie, se sarà confermato il trend, potrebbero arrivare a circa 70.000 rispetto ai 45.000 dell'anno scorso.
I Tg a questi dati hanno legato la Gelmini che affermava il ritorno alla serietà della scuola...ma di quale serietà stiamo parlando?
70.000 ragazzini che non superano le scuole medie sono 70.000 sconfitte del sistema educativo.
Sono bambini che non vengono seguiti dalle famiglie e che la scuola non riesce a recuperare.
Questo succede quando si investe poco nella istruzione.
La scuola dovrebbe dare gli strumenti di base per affrontare il mondo degli adulti, ma con 70.000 non ce l'ha fatta.
Anzicché plaudere al ritorno della serietà bisognerebbe farsi un esame di coscienza per capire se questo modo di (non) finanziare la scuola pubblica e di abbassarne il livello impedendo l'entrata di nuovi insegnanti e facendogli perdere tempo solo tra POR e PON non stia creando delle pericolose sacche d'ignoranza.
Questa domanda non se la fa nessuno.
Probabilmente perché nell'alto dei ministeri la risposta è perfettamente coincidente con il proprio programma di governo.
L’ultimo rapporto Ocse, pubblicato sempre in questi giorni, boccia la scuola italiana.
La verità è che l’aumento dei bocciati è stato determinato dai provvedimenti ministeriali, incoerenti in sé e contraddittori nel loro succedersi. Provvedimenti che hanno creato disorientamento e si sono prestati alle più diverse interpretazioni da parte delle scuole.
Non tutti sanno della grande confusione dei provvedimenti sul voto in condotta: non fa media... fa media... si boccia con il cinque in condotta... chi è stato di sospenso per gravi motivi prende cinque in condotta, anzi no. Poi sui voti in genere: per essere ammessi all’esame di maturità occorre avere la sufficienza in tutte le materie, ma dall’anno prossimo. Quest’anno no... però si è ammessi con la media del sei, senza la condotta... Contrordine! voto di condotta incluso.
I docenti delle medie, a fronte di lacune o risultati modesti, volevano far passare gli alunni più deboli alla classe successiva con un sei “rosso”. Il ministro ha detto che il sei è sei, e chi aveva meno di sei lo bocciassero pure. Non si è resa conto il ministro, e nessuno dei suoi consiglieri, di non aver previsto per questi bambini una sospensione di giudizio e un’attività didattica di recupero, come avviene alle superiori. O più semplicemente ha voluto risparmiare i soldi dei corsi di recupero.
L’anno scolastico che si sta concludendo ha visto un taglio significativo dell’organico dei docenti e degli ata, non bilanciato da nessuna iniziativa di riorganizzazione o di integrazione con servizi presenti sul territorio. Vede ancora in grosse sofferenze finanziarie le scuole, che hanno nominato meno supplenti, hanno ridotto l’acquisto di sussidi, ma anche le spese di funzionamento.
L’Ocse ha pubblicato un’indagine che forse ci spiega perché aumentano i bocciati in Italia. L’indagine riguarda temi strategici, quali l’apprendimento, la valutazione, la carriera dei docenti, il reclutamento. Dà inoltre suggerimenti per contenere la spesa, migliorare e rafforzare l’autonomia, la qualità dell’insegnamento, la professionalità dei dirigenti, le prestazioni degli alunni, i risultati delle scuole. L´Ocse boccia la scuola italiana perché i livelli di apprendimento degli studenti sono tra i più bassi. Le strutture scolastiche sono vecchie e spesso senza palestre e laboratori moderni. Anche la valutazione degli studenti lascia a desiderare.
C’è poco da compiacersi, come fa la Gelmini. C’è da spendere invece un sacco di soldi. Quando risolveremo tutti questi problemi, la scuola sarà finalmente seria. E forse non boccerà più nessuno. La scuola seria crea la condizione di bisogno di apprendere... e promuove la voglia di imparare, non boccia. Tutto il contrario di quello che pensa e dice il ministro (fonte: orizzontescuola.it)
giovedì 25 giugno 2009
L'Aquila e le bugie dell'utilizzatore finale
Oggi il nostro Primo utilizzatore finale, a l'Aquila con i FarmIndustriali, decantava quello che il governo ha fatto per i terremotati d'Abruzzo. A sentirlo parlare sembra davvero che tutto sia risolto: pasti caldi di ottima qualità nelle tendopoli... i servizi igienici... per il G8 sono quasi pronti 1000 appartamenti (già arredati "divertendosi" con tanto di mobili per "fare sfoggio della nostra qualità")... Ormai nei TG, la gente dell'abruzzo è scomparsa. E' scomparsa anche quando, la settima scorsa sono andati in massa a protestare a Roma (guarda video): "SIETE BRAVI SOLO ALLA TV" hanno gridato.
La lettera che segue è stata scritta da Andrea Gattinoni*, un attore che si trovava a L'Aquila per presentare un film. Le parole sono dirette a sua moglie ma rappresentano un'efficace testimonianza per tutti quelli che a L 'Aquila non ci sono ancora stati.
*Andrea, per chi non se lo ricordasse era uno degli interpreti del recente film "Si può fare" con Claudio Bisio, su un gruppo di "pazzi".
Oggetto: HO VISTO L 'AQUILA
Lettera a mia moglie scritta ieri notte
Ho visto l'Aquila. Un silenzio spettrale, una pace irreale, le case distrutte, il gelo fra le rovine. Cani randagi abbandonati al loro destino. Un militare a fare da guardia a ciascuno degli accessi alla zona rossa, quella off limits.
Camionette, ruspe, case sventrate. Tendopoli. Ho mangiato nell'unico posto aperto, dove va tutta la gente, dai militari alla protezione civile. Bellissimo. Ho mangiato gli arrosticini e la mozzarella e i pomodori e gli affettati.
Siamo andati mentre in una tenda duecento persone stavano guardando "Si Può Fare". Eravamo io, Pietro, Michele, Natasha, Cecilia, Anna Maria, Franco e la sua donna. Poi siamo tornati quando il film stava per finire. La gente piangeva. Avevo il microfono e mi hanno chiesto come si fa a non impazzire, cosa ho imparato da Robby e dalla follia di Robby, se non avevo paura di diventare pazzo quando recitavo.
Ho parlato con i ragazzi, tutti trentenni da fitta al cuore.
Chi ha perso la fidanzata, chi i genitori, chi il vicino di casa.
Francesca, stanno malissimo. Sono riusciti ad ottenere solo ieri che quelli della protezione civile non potessero piombargli nelle tende all'improvviso,anche nel cuore della notte, per CONTROLLARE. Gli anziani stanno impazzendo.
Hanno vietato internet nelle tendopoli perché dicono che non gli serve. Gli hanno vietato persino di distribuire volantini nei campi, con la scusa che nel testo di quello che avevano scritto c'era la parola "cazzeggio". A venti chilometri dall'Aquila il tom tom è oscurato. La città è completamente militarizzata. Sono schiacciati da tutto, nelle tendopoli ogni giorno dilagano episodi di follia e di violenza inauditi, ieri hanno accoltellato uno. Nel frattempo tutte le zone e i boschi sopra la città sono sempre più gremiti di militari, che controllano ogni albero e ogni roccia in previsione del G8. Ti rendi conto di cosa succederà a questa gente quando quei pezzi di ***** arriveranno coi loro elicotteri e le loro auto blindate? Là ???? Per entrare in ciascuna delle tendopoli bisogna subire una serie di perquisizioni umilianti, un terzo grado sconcertante, manco fossero delinquenti, anche solo per poter salutare un amico o un parente.
Non hanno niente, gli serve tutto. (Hanno) rifiutato ogni aiuto internazionale e loro hanno bisogno anche solo di tute, di scarpe da ginnastica. Per far fare la messa a Ratzinger, il governo ha speso duecentomila euro per trasportare una chiesa di legno da Cinecittà a L'Aquila.
Poi c 'è il tempo che non passa mai, gli anziani che impazziscono. Le tendopoli sono imbottite di droga. I militari hanno fatto entrare qualunque cosa, eroina, ecstasy, cannabis, tutto. E' come se avessero voluto isolarli da tutto e da tutti, e preferiscano lasciarli a stordirsi di qualunque cosa, l'importante è che all'esterno non trapeli nulla. Berlusconi si è presentato, GIURO, con il banchetto della Presidenza del Consiglio. Il ragazzo che me l 'ha raccontato mi ha detto che sembrava un venditore di pentole. Qua i media dicono che là va tutto benissimo.
Quel ragazzo che mi ha raccontato le cose che ti ho detto, insieme ad altri ragazzi adulti, a qualche anziano, mi ha detto che "quello che il Governo sta facendo sulla loro pelle è un gigantesco banco di prova per vedere come si fa a tenere prigioniera l 'intera popolazione di una città, senza che al di fuori possa trapelare niente". Mi ha anche spiegato che la lotta più grande per tutti là è proprio non impazzire. In tutto questo ci sono i lutti, le case che non ci sono più, il lavoro che non c'è più, tutto perduto.
Prima di mangiare in quel posto abbiamo fatto a piedi più di tre chilometri in cerca di un ristorante, ma erano tutti già chiusi perchè i proprietari devono rientrare nelle tendopoli per la sera.
C'era un silenzio terrificante, sembrava una città di zombie in un film di zombie. E poi quest'umanità all'improvviso di cuori palpitanti e di persone non dignitose, di più, che ti ringraziano piangendo per essere andato là. Ci voglio tornare. Con quella luna gigantesca che mi guardava nella notte in fondo alla strada quando siamo partiti e io pensavo a te e a quanto avrei voluto buttarmi al tuo collo per dirti che non ti lascerò mai, mai, mai.
Dentro al ristoro privato (una specie di rosticceria) in cui abbiamo mangiato, mentre ci preparavano la roba e ci facevano lo scontrino e fuori c 'erano i tavoli nel vento della sera, un commesso dietro al bancone ha porto un arrosticino a Michele, dicendogli "Assaggi, assaggi". Michele gli ha detto di no, che li stavamo già comprando insieme alle altre cose, ma quello ha insistito finchè Michele non l'ha preso, e quello gli ha detto sorridendogli: "Non bisogna perdere le buone abitudini".
Domani scriverò cose su internet a proposito di questo, la gente deve sapere.
Anzi metto in rete questa mia lettera per te.
mercoledì 24 giugno 2009
martedì 23 giugno 2009
Manco gli animali
"Voglio difendere i Romeni, i Rom, la Romania.
Voglio difenderli tutti, anche quei due che un giorno a Bologna mi hanno fregato il cellulare sotto gli occhi con una destrezza e un’eleganza fuori dal comune.
Voglio difendere tutto ciò che è romeno, nel calcio, nella musica, nella cultura e nella leggende. Steaua e Dinamo Bucuresti, Bucovina e Università di Craiova, Dracula e la Transilvania.
Voglio difenderli tutti senza distinzioni, dopo che ho visto come il 26 maggio scorso, a Napoli, otto italiani camorristi a bordo di quattro moto hanno ammazzato “per sbaglio” il suonatore di fisarmonica Petru Birladeanu.
Birladeanu era di Iasi, città romena al confine con la Moldova. Padre di due figli, Birladeanu è morto come un cane, sotto gli occhi della moglie Mirela. E’ stato colpito a una gamba e al petto da due proiettili e si è trascinato, insieme con la sua fisarmonica, fin sotto i tornelli della stazione Cumana. Qui, è crollato e si è spento. Senza che nessuno di tutti quei napoletani, cioè italiani, “brava gente” avesse anche soltanto tentato di aiutarlo.
Ecco cosa stiamo diventando. Animali.
Aiutare l’altro in difficoltà sembra essere un principio che non ci appartiene più.
I migranti africani in mezzo al Mediterraneo, con donne incinte e bambini allo stremo? “Respingeteli”, dicono Maroni e Fassino. E gli altri si accodano. Mentre l’Italia si azzuffa con quell’altra grande potenza che è Malta su chi deve soccorrere i naufraghi.
E la Legge del Mare? E le antiche consuetudini internazionali della navigazione, che impongono di aiutare chiunque si trovi in pericolo di vita, anche se fosse un criminale? Per non parlare del diritto d’asilo previsto dalla nostra Costituzione…
I Romeni, i Rom e la Romania? Per carità! Quelli sono venuti qui a milioni. Ci stanno invadendo. E stanno portando qui soltanto delinquenza (questa, poi: a noi che siamo in vetta alle classifiche internazionali per l’export di questo prodotto).
Si fa finta di non sapere che dal 2007 la Romania, i Rom e i Romeni fanno parte a pieno titolo dell’Unione europea, eppure si continua a disprezzarli (sempre dopo i negri però, e stando attenti a risparmiare le badanti, perché quelle son brave e ci servono, a noi che i vecchi li rottamiamo fuori e dentro agli ospizi).
Animali, ecco cosa stiamo diventando. In nome della “sicurezza”, che pure è un concetto ben più vasto del miserabile slogan di ordine pubblico a cui è stata ridotta. La sicurezza, del portafoglio contro il borseggio e della propria incolumità contro le aggressioni, è un diritto sacrosanto. Ma non lo sono altrettanto la sicurezza sul lavoro, la sicurezza dell’ambiente, la sicurezza nella tutela della salute? Perché questa dannata sicurezza dev’essere legata soltanto all’ordine pubblico? E perché un immigrato dev’essere inchiodato al concetto di “clandestino”, e il “clandestino” perseguito come un reo per il fatto stesso di essere immigrato irregolare?
Stiamo tornando indietro negli anni. Forse nei secoli.
Ve la ricordate quella improbabile santa Maria Goretti che era Irene Pivetti, l’ex presidente (leghista) della Camera dei deputati? Era il 1997 e gli albanesi, un giorno sì e uno no, sbarcavano sulle nostre coste. Lei si lasciò scappare un “Buttateli a mare” e finì che la corvetta militare italiana Sibilla, involontariamente, nel tentativo di dissuadere i profughi, fece colare a picco una vecchia motovedetta albanese con 120 persone a bordo. Morirono tutti e molti di loro sono ancora in fondo al mare.
Se sei a Milano e cadi per terra, si diceva scherzando fino a non molti anni fa, nessuno si ferma ad aiutarti per rispetto della tua privacy. Ma se la stessa cosa ti succede a Napoli, si fermano tutti. A costo di farti morire soffocato per eccesso di soccorso. Balle. A Napoli con Birladeanu sono stati freddi e indifferenti, eppure la moglie urlava e si disperava.
Paura? Diffidenza? Discutiamone un’altra volta, per favore.
Adesso, e con urgenza, bisogna capire perché a Milano un tale Matteo Salvini abbia potuto chiedere, senza essere travolto da un moto di sdegno collettivo, che sul metrò vengano previsti posti riservati ai milanesi. Proprio così, ai “milanesi”. Devono essersi mantenute “pure” da ogni contaminazione, le donne della sua stirpe, se questo Salvini sa individuare i “milanesi”. Chissà come li riconosce. Dall’odore? Dalla erre moscia? Dal fatto che mangiano il panetùn anche a Pasqua e comprano tutti i giorni il Curierùn?
Adesso, e con urgenza, bisogna chiedersi cos’è questa roba delle ronde previste dal “pacchetto sicurezza” proposto dal governo. E bisogna bloccare sul nascere le ronde nere, “nazionaliste”, le ronde verdi, “leghiste”, e tutte le altre che dovessero sorgere, con le loro divise, i loro stemmi e la loro follia xenofoba e razzista.
Birladeanu è morto nell’indifferenza generale, ma sembra che nessuno abbia voglia voglia di chiedersi come mai sia potuto accadere un fatto del genere. Molti, invece, quelli che hanno detto che se Birladeanu se ne stava a casa sua… Già. Cosa credeva di trovare in Italia, quel mite suonatore di fisarmonica? Non lo sapeva che Napoli è meno sicura di Bucarest? Ecco, appunto, la sicurezza…"
(fonte: www.carlovulpio.it)
lunedì 22 giugno 2009
Le strisce antipedonali
Il progetto del parcheggio in piazza Castello, le domeniche ecologiche ormai smarrite nell'oblio più profondo, il furgone Arpa per il rilevamento delle emissioni posizionato lontano dalla strada e dietro un edificio, il passaggio delle automobili nel centro storico, il loro crescente numero, per cui la nostra città rischia di assomigliare all'inferno automobilistico che affligge Bari (fateci caso se visitate il capoluogo), l'assenza di misure serie per ridurle, una cementificazione selvaggia e la costruzione di nuove strade che rendono sempre più invitante per l'altamurano lo spostamento motorizzato...
Tutto questo ed altro ancora farebbe pensare che questa nostra amministrazione sia particolarmente appassionata di automobilismo, tuttavia dopo l'ultima chicca il sindacato dei pedoni ha gridato ad una vera e propria cospirazione contro gli interessi di chi si sposta senza inquinare.
Quanto è ingegnoso tracciare delle strisce pedonali in corrispondenza di una curva? Sulla nuova strada (ancora non inaugurata) di collegamento tra viale Padre Pio e piazza Stazione è stato fatto proprio questo, strisce pedonali in curva:
Ad una prima analisi sembrerebbe una scelta piuttosto folle, visto che le probabilità di investimento in una condizione simile sono innegabilmente più elevate, tuttavia siccome non conosciamo ancora le vere cagioni del fenomeno è bene non lanciarsi in giudizi affrettati: forse forse qualche spiegazione logica c'è, arrovelliamoci a cercarla. Se non dovessimo farcela, chiederemo al sindaco la soluzione. Intanto buona passeggiata a tutti e occhio alle curve!
domenica 21 giugno 2009
I SCREAM FOR ICE CREAM
Chi vuole il gelato dietetico che non si scioglie?
Sicuramente la Unilever, la multinazionale che attraverso il marchio Algida commercializza Cornetto, Magnum, Card d'Or, Cucciolone, Kids, Solero e Viennetta.
L'azienda ha ottenuto dalla Commissione Ue il via libera alla commercializzazione di gelati prodotti con una proteina sintetica isolata da un pesce artico e riprodotta in laboratorio attraverso la fermentazione di un lievito geneticamente modificato.
Questa proteina si chiama ISP e secondo i ricercatori dell'Indipendent Science Panel costituirebbe un allergene.
Questi studi non sono stati tenuti in considerazione e la nuova proteina entrerà nei gelati di tutta Europa ad un livello massimo dello 0,01% nel ghiaccio commestibile e in sostituzione di alcuni amidi nei prodotti a ridotto apporto calorico.
Grazie alla Commissione UE non ci sarà nessuna indicazione "prodotto OGM" sull'etichetta ma solo un'incomprensibile "proteina ISP" (fonte: Il Manifesto).
La scienza e la tecnologia non potrebbero occuparsi di cose più serie anzicché di creare gelati che non è necessario leccare?!?!?
W IL GELATO ARTIGIANALEEEEEEE
sabato 20 giugno 2009
L'odore della fogna
Immaginate l'odore...Questo è quello che NOI facciamo all'acqua del torrente Jesce...
Dopo la manifestazione di lunedì scorso ad Altamura, il 18 giugno, convocati, dall'assessore regionale all'ambiente Santochirico, si sono incontrati il sindaco di Matera, Emilio Nicola Buccico, il direttore generale di Acquedotto Lucano, Gerardo Marotta, e quello dell'Autorità d'ambito territoriale ottimale, Mario Fanelli, il presidente dell'Ente parco della Murgia, Roberto Cifarelli, il dirigente dell'Arpa Basilicata, Nicola Vignola.
Nel corso dell'incontro sono state esaminate le cause di inquinamento nel bacino dello Jesce e del Gravina, che ricade in parte nei Comuni pugliesi di Altamura e Gravina e in parte nel Materano: scarichi di aziende agricole e zootecniche, scarichi industriali, nonché quelli provenienti da alcune abitazioni di via Santo Stefano, via Casalnuovo e via Muro.
Esaminata, inoltre, la situazione delle infrastrutture fognarie e di depurazione, da cui è emersa la necessità di adeguare gli impianti dal punto di vista del dimensionamento e delle tecnologie. Sono state evidenziate le attività di controllo della qualità delle acque: otto stazioni di rilevamento, tre delle quali poste in prossimità del confine pugliese.
Il quadro conoscitivo sarà ulteriormente approfondimento, con una serie di controlli amministrativi sugli scarichi. Acquedotto Lucano e Ato redigeranno un prospetto degli interventi in corso e degli investimenti necessari all'adeguamento tecnico e funzionale delle infrastrutture fognanti e di depurazione. Saranno incrementati, altresì, i controlli sullo stato delle acque. Nel frattempo, l'assessore Santochirico ha chiesto ed ottenuto la disponibilità ad un esame congiunto della situazione con la Regione Puglia, che dovrà vedere il coinvolgimento anche di Acquedotto Pugliese, delle Amministrazioni provinciali di Matera e Bari, e dei Comuni di Altamura e Gravina.
FONTE: http://robertocifarelli.ilcannocchiale.it/
Bene: le parole e i progetti ci sono tutti. Si passi ai fatti!
venerdì 19 giugno 2009
Niki, dimmi quando quando quando?
Martedì nove giugno vi avevamo informato della lettera del Presidente della Regione Puglia Niki Vendola al Forum dei Movimenti dell'acqua che comunicava di "accogliere l’invito avanzatomi dai Movimenti ad incontrarli" (dopo due anni di richieste...era ora!) e comunicava "che lo stesso è fissato per il giorno 19 giugno alle ore 12,00 presso i miei uffici".
L'agognato incontro tra Vendola e il Forum Pugliese ACQUA BENE COMUNE doveva quindi tenersi oggi, ma, purtroppo, per "impegni istituzionali del presidente" l'incontro è stato rimandato.
La data indicata dalla segreteria di Niki Vendola è il 2 luglio, salvo imprevisti e previa verifica della disponibilità dei rappresentanti del Forum (che si erano organizzati per non mancare all'appuntamento di oggi e che hanno dovuto anche disdire biglietti aerei).
Altrimenti...dimmi quando quando quando?!?!