giovedì 5 febbraio 2009

FOSSILI FOSSILIZZATI

L’ing. Difonzo assieme al C.A.R.S. è stato tra coloro che hanno scoperto l’UOMO di ALTAMURA nel 1993. Da allora la grotta di Lamalunga conservatasi per decine di migliaia di anni, non è più la stessa. Soprattutto da quando si decise di installare delle videocamere e relativi impianti di illuminazione (vedi il BLOG FOSSILIZZATI ).
Questo ed altri motivi hanno spinto Michele Difonzo a rivolgersi alla Procura della Repubblica di Bari (leggi l'esposto).
Lo scorso 22 dicembre l'ing. Difonzo invitava diverse associazioni culturali di altamura ad incontrarsi per parlare del Pover'Uomo di Altamura e per decidere azioni concertate. Da quest'incontro scaturisce una lettera aperta che lo stesso Difonzo consegnerà al Direttore Regionale per i Beni culturali, arch. Ruggiero Martines che risponderà alle suddette associazioni in data 29.01.2009.


L'ing. Difonzo commenta così:
“Alle precitate richieste apparentemente dure e perentorie di alcune associazioni culturali di Altamura è seguito un positivo riscontro da parte dell'arch. Ruggero Martines direttore reg.le dei Beni Culturali che si dichiara sostanzialmente d'accordo e addirittura le ringrazia!
E' la seconda volta che succede. La prima è stata quando, ricevuta copia del pesante esposto alla Magistratura dell'ing. M. Difonzo, lo ringraziò per “la puntuale analisi degli errori commessi”.
Evidentemente l'alto funzionario ha la sensibilità di comprendere che l'azione finora svolta dalle associazioni in parola e dall'ing. Difonzo non vuole accusare o colpire nessuno ma mira soltanto al rispetto della legalità e alla gestione del patrimonio culturale quanto più limpida, corretta ed efficiente possibile.
Non capita spesso poter interloquire senza incomprensioni con politici, amministratori e super burocrati e quindi siamo a nostra volta molto grati all'arch. Martines anche perchè col suo gesto ci conforta sulla giustezza della strada intrapresa.
Ci sentiamo pertanto incoraggiati a proseguire senza però farci molte illusioni ben sapendo che dal dire al fare c'è di mezzo un mare....di difficoltà.”

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