venerdì 12 febbraio 2010

Diritto all'Acqua silente




Altamura è il primo comune Pugliese ad aver inserito il diritto all'acqua nello statuto comunale. E' un fatto importante che farà certamente da catalizzatore per molti altri comuni pugliesi (e non solo) a seguito della campagna "salva l'acqua" lanciata dal forum nazionale dei movimenti per l'acqua. E' un fatto, dicevamo.
Ed è un fatto che il comune stesso non abbia dato adeguata pubblicità alla notizia: solo un rigo confuso tra gli altri provvedimenti da parte dell'ufficio stampa del comune, come se l'acqua avesse la stessa importanza di un provvedimento urbanistico.
Chi prova a fare informazione nella nostra città, non sembra essersi accorto di questo significativo atto Politico (con la P).
Gli unici ad aver diffuso la notizia sono notizie online e altamura2001, che ricorda l'impegno di Enzo Colonna (Aria Fresca), primo dei 17 consiglieri firmatari della proposta di integrazione dello Statuto Comunale.
Neanche il sito dell'UDC giovani - a dispetto dei valori cui si ispira - ritiene necessario spendere una riga: si spende un comunicato per il crocifisso, ma non per il diritto all'acqua.


Ora, sperando di fare cosa gradita ai nostri colleghi piemontesi, riportiamo una notizia simile alla nostra, ma dalla portata ancora più grande trattandosi della città di Torino che conta quasi 900.000 abintanti (più di 10 volte Altamura).

Anche a Torino l'acqua rimane pubblica grazie a una delibera di iniziativa popolare approvata in Consiglio Comunale. La delibera è stata sottoscritta da 12.000 cittadini su iniziativa del Comitato Acqua Pubblica e ha avuto parere favorevole delle 10 circoscrizioni torinesi. E' stato inserito nello Statuto del Comune il testo:
"In osservanza della legge, la proprietà delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato è pubblica e inalienabile. La Città si impegna per garantire che la gestione del servizio idrico integrato sia effettuata esclusivamente mediante soggetti interamente pubblici"
Il Governo delle privatizzazioni è stato sconfitto. Il sindaco Chiamparino in tutto questo non c'entra, anzi. L'approvazione è stata ardua: due votazioni, ma ne sarebbe stata sufficiente una se nella prima avessero detto sì i due terzi dei consiglieri. Mancavano tre voti, uno era del sindaco Chiamparino. Loro non si arrenderanno mai. Noi neppure. (info su: acquapubblicatorino.org)

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