lunedì 10 gennaio 2011

L'AIDS non ci interessa




L'Italia è un popolo di oratori ma è spesso incapace di mantenere le proprie promesse: dopo aver promosso l'isitituzione di un Fondo Globale contro Aids, Tubercolosi e Malaria al G8 del 2001, infatti, non avrebbe versato quanto promesso nel 2009 e nel 2010 e sembra si avvii a fare lo stesso per il 2011.
Le parole, però, non mancano, anche dallo Stato Vaticano che si è preoccupato di far sapere al mondo che: l'educazione sessuale e civile impartita nelle scuole di alcuni Paesi europei costituisce una minaccia alla libertà religiosa. Si riferiva forse anche all'insegnamento dei metodi contraccetivi?!?

Dal sito: Unimondo.org

S’è tenuta il 4 e 5 ottobre al quartier generale dell’Onu di New York, presieduta dal segretario generale Ban Ki-moon, la conferenza sul Fondo Globale contro Aids, Tubercolosi e Malaria. L’appuntamento, a cadenza triennale, riunisce tutti i paesi donatori del Fondo che in quell’occasione dichiarano con quale cifra s’impegnano a sostenere i progetti finanziati nel triennio successivo.

Il Fondo svolge un ruolo decisivo nella risposta internazionale all’emergenza sanitaria ancora causata da Aids, Tubercolosi e Malaria ed è fondamentale per avvicinarsi, se non per raggiungere entro il 2015 l’accesso universale alle cure e contribuire alla realizzazione del sesto Obiettivo del millennio.

[...] Ad oggi inoltre, l’efficacia di tale strumento è stata limitata proprio dai paesi del G8 che, al momento dell’istituzione, si sono opposti al meccanismo del finanziamento obbligatorio, optando per un sistema basato su donazioni volontarie.

Per questo il rappresentante italiano alla conferenza (un semplice funzionario in assenza di una delegazione politica ufficiale) ha potuto ammettere l’impossibilità di prendere, per ora, impegni nonostante l’Italia sia stato uno dei paesi promotori del Fondo che venne lanciato a Genova da Berlusconi nel G8 del 2001. Entriamo così nella storia per aver ideato il Fondo ed essere il primo paese a non mantenere gli impegni presi.

La situazione del nostro paese a riguardo è imbarazzante”, denuncia Giorgio Menchini dell’Osservatorio Aids, rete di 20 ong italiane e internazionali impegnate nelle lotta contro l’Aids. E l’imbarazzo nasce non solo dal fatto che l’Italia ha fatto scena muta sui soldi da versare in futuro, ma anche “dalla condizione di insolvenza del nostro governo riguardo alle quote del 2009 e, finora, anche del 2010”.

Per la Lila “l’Italia sta mettendo in gioco non solo la sua reputazione, ma la vita di milioni di persone. Il Governo italiano ha deciso di restare fuori da ogni azione internazionale (.pdf) di lotta all'Hiv/Aids. Assente dalla Conferenza mondiale sull'Aids di Vienna del luglio scorso, assente dal summit di New York sul rifinanziamento del Fondo Globale, inadempiente nelle sue promesse economiche, silente all'interno delle istituzioni europee dove pure è chiamato a partecipare attivamente, incapace di accogliere le indicazioni di documenti ufficiali e letteratura scientifica, il nostro Paese ha evidentemente scelto di sottrarsi a ogni confronto in materia di lotta all'Aids”.[...]

Ma per il momento l’unica risposta ufficiale è quella di Elisabetta Belloni, direttore del dipartimento Cooperazione sviluppo del ministero degli Esteri, che ha così dichiarato: "Il nostro dipartimento sta trattando con Palazzo Chigi e con il ministro Giulio Tremonti per definire un piano di rientro per i contributi che l'Italia non ha erogato al Fondo negli ultimi due anni" circa 260 milioni di euro più 30 milioni di dollari annunciati da Berlusconi al vertice G8 del 2009 a L'Aquila.

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