sabato 26 aprile 2025

Approvato in consiglio l'OdG "Fermiamo la Follia Criminale di tutte le guerre" proposto dal Comitato Altamura per la Pace

 Potrebbe essere un'immagine raffigurante il seguente testo "APPROVATO GRAZIE AL NOSTRO IMPEGNO Proposta di ordine del giorno Fermiamo la criminale follia di tutte le guerre Appello per la Pace per il cessate il fuoco . 16 I|consiglio Il comunale chiede l'immediato Cessate il Fuoco in Ucraina ed in Medio orientc; si impegna farsi portavoce, attraverso il Sindaco, presso Governo italiano, anche sollecitando 'Associazione Nazionale dei comuni Italiani. ffinché talaceh AoHBAKoH LOPORCARO SINDACO SEMI FUTURO FIRMATARL Aeya- 000 yTaCA Mr MOVIMENTO 文文文文 2050 ADMANTE Movimento Stelle Altamura DEUSRA"

 

Nel giorno dell'addio a Papa Francesco, vogliamo rendergli omaggio dando conto di un Ordine del giorno approvato durante il consiglio comunale del 16 aprile, il giovedì prima di Pasqua.
L'odg "FERMIAMO LA FOLLIA CRIMINALE DELLA GUERRA" è una dichiarazione di principio proposta dal Comitato Altamura per la PACE, sottoscritto da centinaia di persone altamurane e consegnato al Sindaco il 25 aprile 2024.
Il consigliere M5S-SdF Michele Loporcaro depositava l'OdG in data 15 maggio 2024 dopo averlo fatto sottoscrivere a diversi consiglieri sia di maggioranza sia di minoranza.
Da quel 15 maggio i conflitti in Ucraina, in Libano e soprattutto a GAZA si sono ulteriormente inaspriti ed, in particolare a Gaza, hanno raggiunto picchi di disumanità più volte condannati anche dal Papa.
"L'approvazione dell'ordine del giorno è significativa - dichiara Michele Loporcaro - perchè è frutto di un ampio confronto tra forze di colore diverso che, tuttavia, hanno trovato un'intesa approvando il documento all'unanimità".
La PACE cammina anche sulle nostre gambe.

 

 



 

lunedì 21 ottobre 2024

Stati Generali dei Rifiuti Altamura: risultati TAVOLO 1

 


Uno degli esiti più belli degli #StatiGeneralideiRifiutiAltamura è stata la partecipazione dei cittadini presenti. Guidata da Angela Masi, già deputata M5S, in veste di facilitatrice, i cittadini si sono cimentati con quattro temi: comunicazione; riduzione e buona gestione dei rifiuti: cosa sei disposto a fare?; riduzione e buona gestione: cosa vorresti?; abbandoni e decoro urbano.
Nelle quattro grafiche potete vedere le parole chiave emerse. In una mezz’ora abbiamo raccolto sollecitazioni, idee e una grande voglia di #INFORMAZIONE, #SENSIBILIZZAZIONE e #CONTROLLO. Possiamo solo immaginare cosa produrrebbe una partecipazione vasta di tutta la cittadinanza: il cambiamento che auspichiamo e che, come comunità, meritiamo.
📣 SINTESI TAVOLO “COMUNICAZIONE”:
La parola chiave è SENSIBILIZZARE. I luoghi individuati come centrali sono le scuole, le associazioni, le associazioni di categoria, le parrocchie e le imprese. Più in generale si propone di organizzare incontri pubblici, anche per quartieri. Si tratta di modalità di coinvolgimento praticamente assenti in questi 7 anni. Grande importanza è riconosciuta all’informazione tramite media: da quelli più tradizionali, come la TV, ai social. Si chiede una informazione mirata sugli abbandoni e sui rischi che comportano, ipotizzando anche un ruolo di segnalazione e presidio degli abitanti delle case sparse. Si propongono anche workshop e questionari. Si chiede #CHIAREZZA. #M5SAltamura #semidifuturoaltamura #rifiutizero
Domani post sul secondo tavolo
 
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domenica 21 febbraio 2021

Emiliano mette sott'olio i diritti delle bambine e dei bambini

 

Potrebbe essere un cartone raffigurante 3 persone, occhiali e il seguente testo "PUGLIA, REGIONE IN ZONA GIALLA ma con EMILIANO, LEO e LOPALCO SCUOLE CHIUSE AL 100% SHAME ON YOU"

COMUNICATO STAMPA

Emiliano mette sott'olio i diritti delle bambine e dei bambini e getta nel caos scuole e famiglie. Dalla scuola on demand alla scuola “per chi ha problemi non diversamente affrontabili".

Il comitato per il diritto alla Salute e all’istruzione e Priorità alla scuola Puglia invitano ad un presidio lunedì 22 febbraio ore 8,00 dinanzi a tutte le scuole.

Pronta la comunicazione da inviare ai dirigenti al link shorturl.at/cinzM


Il Presidente Emiliano, tra un pomodoro secco e l’altro, ha messo sott’olio i diritti ancora una volta. Nell’ordinanza odierna,  n. 56, scrive per quindici giorni ma sappiamo bene che il periodo potrebbe facilmente allungarsi. Tutti in DDI salvo alunni con disabilità, con Bisogni Educativi Speciali ed alunni con “ragioni non diversamente affrontabili”. Il presidente aveva promesso “un’ordinanza innovativa” e, come sempre, non ha deluso. Nasce, infatti, una nuova categoria sociale: gli alunni che dimostrino “ragioni non diversamente affrontabili” che impediscano la meravigliosa esperienza della DDI che, dati Istat alla mano, ha regalato meno competenze, meno conoscenza e più disturbi psicologici ad una larga fetta di popolazione. Ci chiediamo quale sadica motivazione induca il Presidente ad emanare ordinanze di sabato lasciando nel caos famiglie e scuole (ma tanto c’è la mamma pugliese che prepara orecchiette e cime di rapa e prepara pomodori secchi fuori stagione).

Ci aspettiamo dai presidi e dalle presidi di Puglia un sussulto di dignità che, ahimè, è mancato totalmente ai sindacati confederali che hanno chiesto a gran voce questo scempio giuridico e sociale. Le scuole, infatti, dovranno – in base all’ordinanza – assicurare “ogni adempimento”, ove “necessaria una implementazione tecnologica” ai fini della DDI “con l’urgenza del caso”. Nessuna risorsa, nessun supporto ma una bacchettata sulle dita se non siete capaci di fare miracoli tra sabato e domenica. Eh spicciatevi, che il Presidente ha altro da fare!
Cosa? Per esempio organizzare in 15 giorni la copertura vaccinale della classe docente. Tutta? Richiami compresi? Chi può dirlo. Per ora sappiamo che entro fine mese la Regione avrà dosi a sufficienza per coprire il 70% del personale e che l’efficacia protettiva del vaccino è a 21 giorni. Due conti bastano per dire che nessuna certezza vi è sulla riapertura né il 5 marzo né in un’altra data. Né dati numerici vengono forniti sulla dichiarata incidenza del virus su bambini e adolescenti, anche per aiutare i cittadini a comprendere l’effettivo rischio derivante dalla frequenza scolastica.

Quello che sappiamo per certo è che bambine e bambini della Puglia contano molto meno degli altri minori in Italia. Non hanno diritto alla scuola e, addirittura, per la scuola dell’infanzia si immagina che possa servire a qualcosa la DDI. Della loro istruzione e formazione in Puglia non importa nulla a nessuno. Una regione di serie B, insomma!

Nessuna misura compensativa, nessun aiuto alle famiglie che abbiano esaurito permessi e congedi. Se poi il provvedimento incida soprattutto sulle donne ad Emiliano e al suo governo poco interessa.

L’importante – come è stato pure dichiarato – è salvare la stagione estiva. Se volete essere presi sul serio in Puglia conviene vestirsi da ombrellone.

Ai seguenti link trovate la comunicazione da inviare al più presto a scuola: shorturl.at/cinzM

Comitato per il Diritto alla Salute ed all’Istruzione – Altamura
Comitato Genitori Speciali – Altamura


CONTATTI: +39 347 552 8837

giovedì 7 gennaio 2021

La disORDINANZA di Emiliano è una vergona per tutti

 

 

Riceviamo e, con piacere pubblichiamo, il comunicato del Comitato Salute e Istruzione di Altamura

 

 

Mentre infanzia, elementari e medie tornano in presenza in tutta Italia,

in Puglia “decidono” le famiglie intontite dai post ambigui del Presidente su FB


La disORDINANZA DI EMILIANO

è una vergogna per tutti!

Lopalco: “Vogliamo garantire il sacrosanto diritto delle famiglie ad essere spaventati” ed Emiliano posta: “Nessuno deve ritornare a scuola”.

In tutta Italia non vi sono precedenti della confusione creata dal governatore pugliese. Un'ordinanza dovrebbe dare indicazioni chiare ai cittadini, invece - per la seconda volta - le famiglie, gli insegnanti e tutte le comunità scolastiche pugliesi vengono gettate nel caos da chi decide di non decidere. In Puglia, dunque, continua la scuola “on demand” che trasforma un diritto/dovere in un'elemosina/capriccio: la scuola è in presenza SOLO SE i genitori ne fanno RICHIESTA per elementari e medie (in estrema sintesi). Ventiquattro ore dopo la pubblicazione dell'ordinanza, Emiliano, con un post Facebook, getta nel panico i genitori: “Domani nessuno studente di ogni ordine e grado deve andare a scuola”, si legge. Il post diventa, solo pochi minuti dopo, “Domani nessuno studente di ogni ordine e grado è obbligato ad andare a scuola”.

A pagare le spese di questo inqualificabile comportamento, neanche a dirlo, sono i bambini e le bambine, i ragazzi e le ragazze colpevoli di essere nati nella regione governata da Michelone Emiliano e dal suo assessore Lopalco. I due, infatti, sono determinati più a tutelare il “sacrosanto diritto (?!?) delle famiglie ad essere spaventate ed a tenere i figli a casa” (cit. Lopalco) che a garantire i diritti costituzionali alla salute e all'istruzione. Questo lo specchio di un approccio populista alla crisi epidemiologica in atto, slegato da riferimenti precisi a dati e circostanze.

Nelle motivazioni iniziali dell'ordinanza, peraltro, si fa genericamente cenno ad un importante numero di focolai scolastici, ma a leggere il Rapporto ISS COVID-19 n. 63/2020 relativo al periodo dall'apertura delle scuole fino al 27 dicembre, i focolai segnalati dalla Regione Puglia sarebbero stati 28.

Come genitori ed insegnanti ci sentiamo presi in giro e vediamo mortificato il diritto all'istruzione (e alla salute intesa come benessere psico-fisico) dei nostri figli se pensiamo che in Emilia Romagna con 1018 focolai la Regione non ha chiuso un solo giorno le scuole del primo ciclo.

Sempre nell'ordinanza leggiamo di un piano per gli “indirizzi operativi per la riapertura in sicurezza delle scuole nella Regione Puglia che sarebbero in via di approvazione”: ci aspettiamo azioni forti, concrete e soprattutto immediate in questa direzione.

Ci aspettiamo, soprattutto, che a marzo si levi un'unica voce che impedisca la formazione delle nuove classi con criteri che non garantiscono la sicurezza né con il COVID, né senza. Se questo non verrà richiesto da sindacati, famiglie, comitati, enti locali e, soprattutto, dalla REGIONE a settembre sarà di nuovo caos e scontro.

È ora di finirla con questo scaricabarile e di assumersi le responsabilità di governo senza gettare nel panico l'intera Regione già penalizzata dalle dis-ordinanze emanate dal 27 ottobre 2020 ad oggi.


07.01.2021

Comitato cittadino Permanente per i diritti alla Salute e all'Istruzione

venerdì 14 febbraio 2020

LA SCUOLA INSEGNA A PRENDERSI CURA DEL PIANETA, ENI PUÒ INSEGNARE A TRIVELLARE.

Vi invitiamo a sottoscrivere una petizione che parte proprio da altamura.
Promossa dal Comitato ScuolaBeneComune la PETIZIONE SU CHANGE.ORG circa 2000 firme ed il numero è in costante crescita. (Clicca QUI per firmare)


http://chng.it/PckyHth6cR

LA SCUOLA INSEGNA A PRENDERSI CURA DEL PIANETA, ENI PUÒ INSEGNARE A TRIVELLARE.

I Dirigenti scolastici ritirino l'accordo con la multinazionale del petrolio, le scuole di tutta Italia adottino l'agenda Onu2030 per progettare percorsi di cittadinanza attiva.
Apprendiamo con preoccupazione che due giorni fa l'Associazione Nazionale Presidi ha siglato un accordo con ENI per formare i docenti in vista dell'insegnamento dell'Educazione Civica che dovrebbe partire nelle scuole il prossimo anno scolastico. Non è la prima volta che ENI entra nelle scuole (in Basilicata, per esempio, non si contano le scolaresche che vanno "in gita" al centro oli di Viggiano).

Oggi appare al limite del paradosso l'incursione del gigante del petrolio nel mondo della scuola nella sua più delicata missione: la formazione dei docenti. Dall'anno prossimo ogni consiglio di classe dovrà pianificare n.33 ore per la c.d. Educazione Civica in attuazione della recente L. 92/2019. Formare i docenti a progettare percorsi multidisciplinari per declinare questa importante attività è compito della scuola. Eni si occupa di trivellare, estrarre e trattare petrolio. L'educazione civica è altro e dev'essere appannaggio di altri (istituzioni scolastiche soprattutto in collaborazione con tutto il mondo educativo). Perché?
È appena il caso di ricordare che ENI è protagonista di uno storico processo a Milano: i legali della ONG Friends of the earth, che rappresentano il re Francis Ododo e gli oltre 5 mila abitanti della comunità Ikebir (un popolo che vive di pesca e agricoltura sul delta del Niger, in Nigeria) hanno citato in giudizio Eni, insieme alla sua controllata Nigerian Agip Oil Company (Naoc). La comunità nigeriana chiede 2 milioni di euro di risarcimento danni per un disastro ambientale avvenuto nel 2010 a Clough Creek, nello Stato meridionale del Beyalsa.
Eni è, inoltre, indagata per disastro ambientale, abuso d’ufficio e falso ideologico nella vicinissima Basilicata nell'ambito dell'inchiesta della procura di Potenza. Coinvolti anche i rappresentanti del Comitato tecnico regionale, organo dell’amministrazione pubblica che avrebbe dovuto vigilare sulle operazioni del COVA di Viggiano, in quanto impianto a rischio di incidente rilevante. Incidente verificatosi e riconosciuto nel 2017, quando 400 tonnellate vengono sversate (è la stessa Eni a dichiararlo) in un territorio importantissimo dal punto di vista idrologico. Infatti il cova si trova a soli 2 km (a monte!!) dall'invaso del Pertusillo che porta acqua in Puglia, Basilicata e Calabria.
Anche Amnesty International ha evidenziato "gravi negligenze da parte delle aziende petrolifere Shell ed Eni, il cui approccio irresponsabile alle fuoriuscite di petrolio nel Delta del fiume Niger sta aggravando la crisi ambientale in quella regione della Nigeria" (https://www.amnesty.it/nigeria-scoperte-gravi-negligenze-parte-shell-ed-eni/
Non si comprende, infine, l'opportunità di scegliere una azienda che si occupa di energia fossile quando documenti scientifici internazionali e documenti di impegno sottoscritti anche dal nostro paese definiscono chiaramente l'esigenza di abbandonare tali fonti per la salvaguardia del pianeta e dei suoi abitanti.
I dirigenti, le dirigenti, gli insegnanti, le insegnanti, i maestri, le maestre, gli studenti e le studentesse ed i relativi genitori di tutta Italia non si prestino a questa operazione di greenwashing e progettino insieme alle scuole percorsi di educazione civica all'insegna della cittadinanza attiva per l'attuazione dell'agenda 2030.
La petizione può essere sottoscritta anche da ogni singolo/a cittadino/a attivo/a che abbia a cuore le sorti della scuola e delle generazioni future.

Comitato ScuolaBeneComune Altamura
#FRIDAYSFORFUTURE Altamura
Rete Appulo-lucana SALVALACQUA
Coordinamento Nazionale NO TRIV
TEACHERS FOR FUTURE ITALIA
Agorà degli Abitanti della Terra
Cobas Scuola Puglia
Cobas Scuola Basilicata
Cobas Scuola Sardegna
Comitato Pugliese AcquaBeneComune
Coordinamento Acqua Pubblica Basilicata
Epha Basilicata
Liberiamo la Basilicata
Fondazione Capta, Vicenza
Abruzzo Beni Comuni Tortoreto
Comitato NO al petrolio nel Vallo di Diano (Sa)
Comitato di piani del mattino
Ri-Puliliamoci Altamura
Il Grillaio Altamura
Città Plurale Matera
Con.Pro.Bio. Lucano

domenica 9 febbraio 2020

09.02.2010 - 09.02.2020. 10 anni fa il diritto all'acqua nello Statuto comunale di Altamura

09.02.2010 - 09-02-2020
DIECI ANNI FA IL DIRITTO ALL'ACQUA NELLO STATUTO COMUNALE DI ALTAMURA

Festeggiare non è un obbligo, ricordare Sì.
Il Comune di Altamura sollecitato da un gruppo di cittadini attivi e determinati riconosce il DIRITTO UMANO ALL'ACQUA anticipando di diversi mesi la deliberazione ONU del luglio 2010 che integra la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani con il Diritto Umano all'Acqua.

Il 9 febbraio 2010 il consiglio comunale di Altamura approva all'unanimità la modifica dello statuto comunale per sancire il DIRITTO ALL'ACQUA in quella che è la "piccola" Costituzione di ogni comune.
L'operazione avveniva in a seguito di una grande mobilitazione cittadina promossa dal Movimento IlGrillaio con il suppporto delle scuole, delle parrocchie e quello più o meno consapevole dei gruppi politici. Altamura è stato il primo comune in puglia e tra i primi in italia ad ottenere questo grande risultato.

Siamo consapevoli che questo compleanno lo festeggeranno in pochi. Eppure se festeggiare non è un obbligo, ricordare lo è soprattutto in un momento in cui i temi della politica main-stream soffrono di superficialità e caducità.

Abbiamo l'obbligo di ricordare cosa abbiamo scritto perchè il diritto umano all'acqua passa (ora come allora) per la gestione pubblica e partecipata del servizio idrico e deve salvaguardare le sorgenti e le fonti degli stessi dal petrolio e dai profitti.
I DIRITTI VANNO ESERCITATI PENA LA PERDITA DI CIO' che si è duramente conquistato.
A breve il popolo dell'acqua tornerà a far parlare di sè.

venerdì 18 ottobre 2019

Condotta antisindacale al Liceo “Cagnazzi” di Altamura (BA)




Nel paese in cui il mondo della scuola non rispetta le regole, non può esserci futuro.
Il contratto dei lavoratori della scuola è un insieme di regole. 
I lavoratori si riuniscono in sindacati che li tutelano da chi non rispetta le regole (leggi contratto).
I vari organi collegiali funzionano bene se si rispettano le regole....
Perchè sono queste (le regole) che garantiscono l'equilibrio dei poteri.
Solo grazie al rispetto delle prerogative di ognuno dei diversi soggetti che nella scuola lavorano, studiano, insegnagno e dirigono VI PUO' ESSERE TRASPARENZA anche (e soprattuto) nei flussi di denaro nelle scuole arrivano.



Accolto il ricorso dei COBAS Scuola per
condotta antisindacale al Liceo “Cagnazzi” di Altamura (BA)
                                                                                                                               
Il Giudice del Lavoro ha acclarato un comportamento antisindacale di omessa, tardiva e parziale informazione preventiva e successiva alla RSU

I Cobas - Comitati di base della scuola della provincia di Bari, esprimono viva soddisfazione per il recente Decreto del Giudice del Lavoro del Tribunale di Bari (43495/2019) a tutela delle prerogative sindacali della RSU e dell’Organizzazione Sindacale Cobas Scuola.

Il fatto: Il dirigente scolastico del Liceo “Cagnazzi” di Altamura (Bari) non adempiva compiutamente all’obbligo di fornire, in modo tempestivo ed esauriente, l'informazione preventiva e successiva  alla RSU eletta nella lista dei Cobas, impedendo, di fatto, lo svolgimento della funzione della RSU in sede di contrattazione, “..in quanto le è stato impedito di formulare pareri, osservazioni, informare i propri iscritti, chiedere, eventualmente, pronunce sui  pareri formulati, ecc…, sulla base di una completa informazione”.

La RSU Cobas, prima, e i Cobas Scuola (Bari), successivamente, avevano invitato e diffidato più volte la dirigenza scolastica a fornire i documenti relativi all'informazione preventiva e successiva così come stabilito dal CCNL vigente.
Il DS forniva solo parte dell'informazione e con "ingiustificato ritardo", negando, di fatto, il diritto della RSU di partecipare attivamente ed efficacemente alla contrattazione integrativa, in rappresentanza del personale della scuola.

I Cobas Scuola hanno depositato ricorso ex art. 28 dello Statuto dei Lavoratori (L. n. 300/1970) per vedere riconosciuto il diritto negato e chiedere la condanna del DS per comportamento antisindacale.

Il giudice del lavoro del Tribunale di Bari ha accolto le richieste dei Cobas della Scuola facendo chiarezza, tra l'altro, sul diritto della RSU di conoscere, acquisendone copia, i nominativi e tutti i compensi accessori, di fonte contrattuale e non contrattuale, riconosciuti al personale, nonché l'elenco dettagliato dei docenti assegnatari del BONUS premiale docenti, con i relativi importi e con l'indicazione dei punteggi analitici attribuiti dal Dirigente Scolastico a ciascun docente.

Il giudice ha dichiarato, con provvedimento ex art. 28 Statuto lavoratori, l'antisindacalità della condotta posta in essere dal Dirigente del Liceo “consistente nella omessa e/o insufficiente e, in ogni caso, tardiva informativa preventiva e successiva ai sensi degli artt. 5-6-22 CCNL Comparto Scuola 2016-2018”, ordinando “di rimuovere gli effetti di tale condotta, astenendosi per il futuro dal porre in essere analoghi comportamenti e fornendo la prescritta informativa preventiva e successiva alla organizzazione sindacale ricorrente;” e condannava, altresì, l’amministrazione resistente al pagamento delle spese di lite.

I Cobas scuola di Bari e della Puglia esprimono viva soddisfazione per questa positiva sentenza che ristabilisce diritti sindacali spesso negati, da taluni dirigenti scolastici, e colgono l'occasione per esprimere grande apprezzamento sia per la RSU Cobas Scuola, prof. Vincenzo Rinaldi, per la determinazione e la perseveranza dimostrata nel perseguire l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro del personale e contribuire al corretto funzionamento della scuola, sia per l'avvocata Loretta Moramarco, per la professionalità ed il contribuito dato al conseguimento di questo risultato.

Bari, 15 ottobre 2019            
COBAS Scuola Bari

mercoledì 25 settembre 2019

LETTERA DAL PIANETA TERRA





In occasione del prossimo #FirdaysforFuture del 2 vi proponiamo l'allegato "Lettera dal Pianeta Terra" spunto di riflessione, in coerenza con le ultime sollecitazioni del Ministro dell'Istruzione.
Si tratta di un documento frutto del lavoro di alcuni insegnanti #TEACHERSFORFUTURE 



https://drive.google.com/file/d/1mWNvrEkMBQ67rvMZR67EdXyQQEJvEw46/view

martedì 24 settembre 2019

Assemblea n.2 #FridaysforFuture Altamura




DA FRIDAYSFORFUTURE Altamura:
Questa sera eravamo davvero in tanti per #fridaysforfutureAltamura ad Altamura.
I primi ad arrivare sono stati gli alunni di una classe terza della scuola media “Padre Pio” seguiti a ruota da studenti e stutentesse del Liceo Scientifico, Liceo Classico e pedagogico; poi diversi insegnanti da diverse scuole (P.Pio, Serena-Pacelli, istituto Tecnico Genco, Liceo Scientifico) anche alcuni genitori della Bosco-Fiore ed esponenti delle associazioni ilGrillaio e Ri-puliamoci... Non mancano sono mancati liberi cittadini.
Tanto entusiasmo e voglia di fare.

A breve info su come/quando/dove sarà l'evento del 27 settembre 2019. Stay tuned

domenica 22 settembre 2019

#FridaysforFuture Altamura - la scuola "Serena-Pacelli" scrive Lettera al Sindaco



15 marzo 2019
La scuola "Serena-Pacelli" di Altamura risponde all'appello della giovanissima attivista svedese Greta Thumberg. Alunni delle classi terze ed i loro docenti, si incontrano, approfondiscono l'argomento. Per lo SCIOPERO GLOBALE PER IL CLIMA si recano in comune ad Altamura (accompagnati dai docenti e dalla dirigente). Qui, prococollano un documento (Lettera al sindaco) incontrano esponenti del governo locale ai quali espongono le loro proposte e fanno alcune richieste. Come è andata a finire? il #FridayforFuture del #27settembre2019 è un ottima occasione per scoprirlo. 



https://drive.google.com/file/d/0B_pUJAvIktxmc1JaUTVGZzN1c0RjVjhsRUlzUV9sVUlVR1Vv/view?usp=sharing

Clicca sull'immagine per scaricare il documento.

lunedì 27 maggio 2019

XYLELLA FA RIMA CON TRIVELLA (tavola rotonda)




Xylella fa rima con Trivella
Emergenze ambientali, emergenze sanitarie, emergenze democratiche


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Sabato 1° Giugno 2019
15.00 - 19.30
CISTERNINO
presso
Masseria “Villa Cenci”
(strada provinciale Cisternino - Ceglie Messapica)    

 PROGRAMMA   

15.00 ‐15.15
Registrazione dei partecipanti

15.15 ‐15.45
Per una introduzione, LUCA MARINI ,
già Vice Presidente del Comitato Nazionale per la Bioetica

15.45 ‐17.30
Tavola rotonda

Partecipano:

 ANDREA CARLINO  storico, Università di Ginevra
 ALBINA COLELLA geologa, Università della Basilicata 
 MARGHERITA CIERVO geografa, Università di Foggia
 CARLO DE MICHELE medico, Associazione medici per l’ambiente (ISDE)
 MARIA PICCARRETA soprintendente all’Archeologia, alle Belle Arti e al Paesaggio per le provincie di Brindisi, Lecce e Taranto

Modera:
 MASSIMO BLONDA biologo, ricercatore del CNR 

17.30‐18.00
Aperitivo

18.00‐19.30
Dibattito e conclusioni

La tavola rotonda si inserisce nelle iniziative scientifiche promosse dalla Cattedra Jean Monnet Ad Personam “EULaB” della Commissione europea e dall’European Centre for Science, Ethics and Law (ECSEL) ed è organizzata in collaborazione con
l’ Osservatorio Permanente sull’Emergenza Xylella ( OPEX ), l’Institut Ethique Histoire Humanités dell’Università di Ginevra, con l’associazione " Terra d’Egnazia " e con il " Comitato per la salvaguardia dell’Ambiente e del Territorio" della Valle d’Itria ( COSATE ).

Segreteria e ufficio stampa:
Marco Moro ‐ segreteria@ecsel.org
tel. 0044.7717096878



https://www.facebook.com/events/457107231716259/?ti=cl

sabato 25 maggio 2019

Ulivi abbattuti ad Ostuni il 24 maggio 2019

La recente conversione in Legge del Decreto Emergenze, in particolare l'articolo 8 espone tutti gli ulivi di Puglia ad azioni vandaliche legalizzate, nonostante ancora nessuno è nella piena facoltà di esibire una autorizzazione per procedere a questi abbattimenti. Avvengono perciò in modo abusivo, senza osservare nessuna norma di precauzione per la salute, né con i protocolli di misure fitosanitarie previste da questa legge brutale (e malgrado essa sia una sorta di carta bianca per la distruzione di tutto il paesaggio). Stiamo documentando la negligenza, il pressappochismo e la sciatteria con cui vengono effettuati gli espianti, in deroga a qualsiasi norma di tutela della salute e di vincolo ambientale; quella mala condotta menzionata dai verbali della recente indagine archiviata della Procura di Legge.

PROSSIMAMENTE MANIFESTAZIONE A 

domenica 24 marzo 2019

GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA tra referendum traditi, leggi di iniziativa popolare abbandonate e l'insostenibile "leggerezza" delle acque in bottiglia.


Se non visualizzi il video CLICCA QUI


comunicato stampa
GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA

tra referendum traditi, leggi di iniziativa popolare abbandonate
e l'insostenibile "leggerezza" delle acque in bottiglia.


Il 22 marzo è la giornata mondiale dell’acqua. Il tema dell'appuntamento fissato dalle Nazioni Unite è "Non lasciare nessuno indietro". Il motto: “Chiunque tu sia, ovunque tu sia, l’acqua è un tuo diritto umano”.

A Matera, capitale europea della Cultura 2019  la giornata mondiale dell'acqua sarà declinata all'insegna delle acque minerali e dei mercanti d'acqua per i quali il diritto all'acqua significa al massimo regalare acqua in bottiglie (di plastica) ai senzatetto o finanziare (magari ad una ditta italianissima!) la costruzione di un pozzo in un villaggio africano.

Il consumo di acqua in bottiglia è il simbolo dell'ottusità di uomini e donne che continuano a mantenere stili di vita insostenibili. Scegliere di bere acqua da una bottiglia che ha percorso migliaia di km prima di arrivare sulla nostra tavola è uno schiaffo a Greta Thumberg ed a tutti quei ragazzi che con lei ci sbattono in faccia la realtà: "abbiamo solo 11 anni per cambiare sistema".



Mai come oggi, che i cambiamenti mettono a rischio il futuro delle nuove generazioni, l'ACQUA diventa il paradigma culturale delle POSSIBILITA' DI VITA DEGLI ESSERI UMANI SUL PIANETA.

Con i #FridaysForFuture milioni di ragazzi hanno rivendicato il diritto al futuro e chiesto azioni concrete per contrastare i cambiamenti climatici.

Nel paese (Italia) tra i primi al mondo per consumo di acque in bottiglia, i cambiamenti climatici si combattono ANCHE mettendo un freno all'uso dell'acqua in bottiglia ed alla sua pubblicità sui mass media.

Nel paese del Referendum del 2011 con 27 MILIONI di persone che voluto l'acqua fuori dal mercato il diritto all'acqua di difende con una gestione pubblica e partecipata degli acquedotti.

Nella città di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 urge una nuova Cultura dell'Acqua perchè l'acqua in bottiglia è la prova che siamo riusciti a rendere insostenibile finanche un gesto semplice come... bere un bicchiere d'acqua. Urge nuova Cultura dell'Acqua a Matera perchè proprio in Basilicata la tutela quali-quantitativa delle fonti (che dissetano alcuni milioni di persone anche in Puglia e Calabria) è messa continuamente a rischio da oltre 100 pozzi petroliferi e da 39 centrali di raccolta e trattamento (27 di olio greggio e 12 di gas naturale).

Riteniamo preoccupante il tentativo di strumentalizzazione di Papa Francesco ed dell'Enciclica "Laudato sii" per promuovere le acque in bottiglia.

Nella giornata Mondiale dell'Acqua sono altre le parole e le azioni che servono.



Esattamente un anno fa veniva ripresentata la proposta di legge sull'acqua pubblica alla Camera, a firma di diversi eletti del Movimento 5 stelle. Un testo che che deriva dalla legge d'iniziativa popolare presentata nel 2007 dal Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua e sottoscritta in centinaia di banchetti da oltre 400 mila cittadini (di cui qualche migliaio ad altamurani).
Il percorso in Commissione Ambiente è fermo da settimane e ci sono oltre 200 emendamenti di maggioranza (!!) e di opposizione che rischiano di far cadere nel nulla anche questa iniziativa. Nel frattempo i mass media si affannano a dar voce ai privatizzatori e alle loro “ragioni”, dimentichi della volontà popolare espressa da oltre 27 milioni di italiani e italiane nei referendum del 2011.

Anche sul fronte regionale tutto tace, nonostante la proposta di ripubblicizzazione di AQP s.p.a. elaborata dal prof. Lucarelli per il Comitato Pugliese Acqua Bene Comune nel tavolo tecnico paritetico dell'ormai lontano 2017.

Popolo dell'acqua, torniamo a far sentire la nostra voce, quella del bene comune al di sopra di ogni profitto!

#Salvalacqua

W l'ACQUA SAN RUBINETTO

Si scrive acqua, si legge democrazia



ilGrillaio Altamura



martedì 12 marzo 2019

#FridaysForFuture Altamura: una lettera agli amministratori di Altamura




Egregi Presidente, Sindaco, Consiglieri tutti,
    venerdì 15 marzo avrà luogo il primo sciopero globale per il clima. Le parole  Greta Thumberg (studentessa svedese di 15 anni), sono diventate in breve tempo, globali. Dal virtuale al reale, la consapevolezza di dover agire a fronte dell'urgenza di ridurre l'emissione di C02 e individuare processi di adattamento al cambiamento climatico, ormai in atto, ha prodotto incontri, dibattiti e proposte concrete.
    Anche la città di Altamura farà la propria parte. Infatti a partire dall'iniziativa di Ri-puliamoci e de ilGrillaio si è costituito un nucleo di persone che sta coinvolgendo scuole, parrocchie, singoli per sensibilizzare la cittadinanza e produrre cambiamenti concreti. Nelle ultime settimane si sono aggregati gruppi di studenti, gruppi e singoli cittadini che desiderano impegnarsi per conoscere, attivarsi e promuovere nuovi stili di vita per attivare processi di cambiamento. I cambiamenti climatici, la sostenibilità ambientale, l'impronta ecologica... sono argomenti che riguardano tutti eppure abbiamo difficoltà a considerarli vicini e direttamente influenzabili.
    Serve una rivoluzione culturale, sociale, economica e politica, è necessario un  cambio di paradigma. Dobbiamo pensare che tutto ciò che facciamo ha un impatto, e agire secondo ciò che è bene anche per gli altri e per le future generazioni. Dobbiamo pretendere che chi ci governa agisca per il bene comune e che le imprese, come ad esempio quelle legate ai combustibili fossili, smettano di danneggiare il pianeta e conformino la propria attività all'utilità sociale e ambientale.
    Ci rivolgiamo a voi amministratori locali, nella vostra qualità di rappresentanti dei cittadini altamurani, per chiedere:
  • l'implementazione di buone pratiche (contrastare l'usa e getta in favore di materiali compostabili soprattutto in occasione di eventi pubblici; ridurre la produzione di rifiuti, incentivare l'uso di mezzi pubblici e la mobilità dolce, tutelare la qualità dell'acqua e dell'aria, incremento del verde pubblico...);
  • il sostegno a gruppi, associazioni, parrocchie e scuole, nelle iniziative nazionali della rete #FridayforFuture – Italia contribuendo alle spese di viaggio per la partecipazione ad eventi nazionali;
  • l'indizione di un consiglio monotematico aperto (magari in occasione della giornata mondiale dell'acqua - 22 marzo – ma anche dopo) che abbia ad oggetto “le azioni comunali di contrasto ai cambiamenti climatici”; la “tutela quali-quantitativa delle acque”. Quanto sopra anche al fine di “istituire un tavolo tecnico congiunto, composto da giuristi ed esperti di nomina comunale, altri indicati dalle scriventi e rappresentanti degli studenti e delle associazioni”;
  • di inserire nello statuto comunale di Altamura un chiaro impegno a mettere in atto iniziative volti a contrastare i cambiamenti climatici.
Ringraziandovi per l’attenzione, restiamo in attesa di un vostro pronto riscontro.

#FridaysforFuture Altamura

domenica 10 marzo 2019

lunedì 4 marzo 2019

4 MARZO 2019 ore 19 #FridaysForFuture Altamura

Buona la prima!



Se avete a cuore il futuro della Terra, rilassatevi.
IL PIANETA NON E' AFFATTO IN PERICOLO. E' LA SPECIE UMANA CHE STA RISCHIANDO GROSSO!!
Piccoli animali, batteri, virus e funghi sopravvieranno benissimo.

Quando diciamo che bisogna salvare il pianeta, facciamo senza saperlo 2 errori:
1. è abbastanza improbabile che la Terra scompaia (mentre è altamente probabile che l'essere umano mal-sopporti innalzamenti di temperatura);
2. il Pianeta viene sempre percepito come qualcosa di esterno (noi da una parte, l'ambiente dall'altra) e questa percezione ci allontana dal problema e dalla possibilità di attivarci per risolverlo.

IL PIANETA NON E' IN PERICOLO, NOI SI #fridaysforfuture #fridaysforfutureAltamura

venerdì 1 marzo 2019

Lettera sul Movimento 5 Stelle di Loretta Moramarco e Michele Loporcaro

In questa lunga lettera Michele Loporcaro e Loretta Moramarco spiegano con le ragioni della loro uscita dal Movimento 5 Stelle.
E' bene specificare che la loro fuoriuscita dal movimento 5 stelle avviene prima che si formalizzassero le liste per le primarie.
SCARICA IL PDF della lettera sul Movimento 5 Stelle

 
Lettera sul M5S
di Loretta Moramarco e Michele Loporcaro


“Movimento 5 stelle?”- “No grazie: ho letto il nuovo statuto ed il nuovo codice etico!”

Car* (e)lettore/(e)lettrice,
sono M.L. un* cittadin*-attiv* che, stanco di votare turandosi il naso ha lavorato per anni alla costruzione di una alternativa alle forze politiche ritenute non degne di fiducia. Ho creduto che la struttura dei Meetup (prima), delle liste civiche (poi) ed del Movimento 5 Stel­le (alla fine), potesse offrire una speranza ai delusi dai vecchi contenitori politici. Alla costruzio­ne di questa “alternativa” ho dedicato una decina di anni della mia vita.
Leggendo queste pagine, avrai alcuni elementi per capire:
  • perché il M5S delle ultime elezioni non è lo stesso del 2013;
  • perché l'accettazione del nuovo Statuto e del nuovo Codice Etico lede gravemente la dignità di chiunque li sottoscriva;
  • perché, oggi, ne sono fuori avendo rinunciato, di fatto, ad una candidatura in un partito quotato al 30%.
“DI MAIO VUOLE CANDIDARTI ALL'UNINOMINALE”

 A fine gennaio 2018 via sms mi comuni­cavano che Di Maio, il nuovo capo politico del nuovo Movimento 5 Stelle, intendeva candidar­mi all'uninominale. Avevo da qualche giorno iniziato a leggere i contenuti del nuovo Statuto e del nuovo Codice Etico, già frettolosamente accettati. Eppure quei documenti, che nessuno aveva votato e pochi avevano letto, e che andavano contestati da subito (nel merito per il metodo), consentivano quale unico esercizio di libertà la libertà di non sottoscriverli (sic!). Ovviamente al costo di andar via dal movimento/partito abbandonando la relativa possibilità di candidarsi.
Inizialmente il mio nome campeggiava tra i pochi sopravvissuti alla selezione di Di Maio & Co. per le parlamentarie. Avrei potuto essere elett* ma c'era un piccolo particolare: dopo aver cliccato SI alla candidatura avevo revocato la mia disponibilità (via mail) e non avevo inviato i documenti richiesti. A scanso di equivoci ho pubblicato un breve post su facebook per evitare una inutile dispersione del voto on line. Ancora oggi lo staff non ha riscontrato la mia comunicazione. 
 
NUOVO M5S, NUOVO STATUTO, NUOVE PRIMARIE

Non tutti sanno che, tra Natale e Capodanno del 2017, nasce la nuova associazione Movimento 5 Stelle e da quel momento, i documenti costitutivi del nuovo M5S vengono sottoscritti da migliaia di attivisti pronti a scendere in campo per il bene comune, per il popolo, la democrazia, la Costituzione. Tantissimi tra questi sono stati eliminati dagli elenchi prima ancora delle primarie. In tanti, poi, non hanno superato lo scoglio delle c.d. parlamentarie. Diverse centinaia di questi siedono oggi nel Parlamento italiano, alcuni sono ministri, sottosegretari.
Tutti hanno un piccolo neo in comune: una sorta di patto di sangue con una nuova struttura iper-verticistica. Un partito-franchising a trasparenza interna quasi zero che in cambio del LOGO acchiappavoti di fatto controlla il tuo operato. Nello statuto, infatti, si parla di “eletti sotto il simbolo del MoVimento 5 Stelle”, di semplici “portavoce”.
La proclamata assenza di una ideologia di riferimento (“il m5s è post-ideologico”) ed il vincolo inscindibile di un “contratto” per governare con chicchessia, fanno di questo governo un pericoloso esperimento (per citare Jacoboni) sociale, politico e culturale.
Per quello che vale in un paese come l'Italia, mi sono accontentat* di non prendere in giro nessuno di coloro che mi avevano sostenut* alle elezioni del 2015. Non ho voluto essere complice di quella che si sta dimostrando una pericolosissima deriva.
Per alcuni ho sprecato la mia “occasione”. Io penso di aver evitato di sprofondare nel ridicolo e bruciare anni di attività sul territorio. Appena in tempo o, forse, un po' troppo tardi.

LE CLAUSOLE CONTRATTUALI DEL “PORTAVOCE”

Vediamo quali erano (e sono ad oggi) sono le condizioni per candidarsi:
  • sottoscrivere uno Regolamento che pre­vede che si possa “non convalidare” la tua elezione alle primarie senza peraltro addurre alcuna motivazione (come, di fatto, è avvenuto per le parlamentarie);
  • sottoscrivere uno statuto/codice etico che prevede una penale di € 100.000,00 (centomila) se “cambi ca­sacca” ma anche in caso di dimissioni “per dissenso politico”;
  • Accettare a priori di votare la fiducia ogni volta che questa verrà posta;
  • Accettare di cedere € 300,00 mensili ad una associazione privata che (tra le al­tre cose) possiede tutti i dati di tutti gli iscritti, nonché la piattaforma telemati­ca che governa tutte le consultazioni degli iscritti al portale delle stelle.
  • Sapere che 300 euro/mese (che sono po­chini) diventano 300 x 12mesi= 3600 x 5 anni=18.000 x230 eletti= € 4.140.000,00 ed il tutto senza nessun obbligo di rendi­contazione;
  • Accettare il controllo totale della comu­nicazione politica, sganciato da ogni meccanismo di controllo della base;
  • Accettare il sostanziale divieto di as­semblea fisica tra gruppi di attivisti du­rante tutta la campagna elettorale e delle c.d. graticole;
  • Accettare di concepire la partecipazione SOLO come un click.

A ben vedere, quindi, il termine porta-voce per indicare i parlamentari è la cifra di quale sia l'idea che gli ideologi del M5S hanno di deputati e senatori della repubblica: meri por­tavoce. Non occorre fare altro che portare la voce dei cittadini nel palazzo. Ma la voce di chi, se non sono previste assemblee o discussioni? Come per le penali previste e le minacce di espulsione, anche l'idea del mero porta-voce (ben interiorizzata da gran parte dei parlamen­tari) cozza con l'art. 67 cost. che non prevede il vincolo di mandato. Il M5S, da tempo, ne chiede l'introduzione ma tale modifica, lungi da rappre­sentare la soluzione ai cambi di casacca “per in­teresse”, determinerebbe un potere assoluto dei partiti. Lo sconcerto prodotto da cambi re­pentini di campo dovrebbe portare, semplice­mente, a chiedere a gran voce il ritorno delle preferenze che consentono all’elettore di “san­zionare” il parlamentare “ballerino” per mero interesse con la mancata rielezione. Con il vin­colo di mandato, invece, il partito vincola il parlamentare ma il “popolo” non vincola il partito. Quale sanzione colpirebbe un partito che cambia la propria linea in itinere o che re­puta, ad es., di tutelare l’ambiente privatizzan­do il servizio idrico o autorizzando gli inceneri­tori? E quale parlamentare potrebbe mai denun­ciare le incoerenze del “partito” a fronte della possibilità di essere “punito” dallo stesso?

Nella schiera dei fortunati “scampati” alla selezione delle parlamentarie, ovviamente, c'erano tutti i parlamentari uscenti (tranne qualche rara eccezione), tutti top score nelle primarie!! Pochi sanno che già nel 2013 essi ave­vano accettato di devolvere tutti i soldi che ogni gruppo parlamentare riceve per la comunicazio­ne a Beppe Grillo s.r.l.. Si tratterebbe di una ci­fra che va dai 400.000 ai 500.000 euro annui, che in 5 anni fa 2,5 milioni di euro. Se a questi si aggiungono le spese varie per consulenze e rimborsi ai vari collaboratori la cifra raggiunge i 30 milioni di euro solo nella scorsa legislatura.
Eppure la devastazione delle menti, causata dal giocattolo Movimento 5 Stelle ed il livello di sudditanza interno è tale che nessuno chiede pubblicamente conto di alcunché.
Quando nel 2013 chiesi lumi ad alcuni neo eletti (tutti rieletti a marzo 2018), mi risposero che non avevano avuto scelta e che confidavano nell'operato di Grillo, nonché nel fatto che i soldi sarebbero stati rendicontati. Cosa che non mi risulta sia accaduto.
Oggi più che mai ci sarebbe da chieder­si quale e quanta è la libertà di un candidato che sarebbe stato escluso se non avesse sottoscritto quegli impegni?

LO SLOGAN TI PIGLIA, LA RETE TI IMBRIGLIA

Attraverso una serie di slogan minimal e grazie alla pervasività del web, la propaganda di Casaleggio a 5 Stelle ha provocato una involuzione culturale.

UNO VALE UNO: è stato lo sdoganamento di una marea tuttologi on-line, ma anche off-line, nei gruppi locali. Erroneamente ma volutamente tradotto in “siamo tutti uguali ed interscambiabili”, lo slogan ha fatto perdere di vista la realtà delle cose. Sarà pure che uno vale uno, ma se la l'ultima parola, quella decisiva spetta per statuto a 2-3 persone (Grillo-Casaleggio-DiMaio) significa che queste governano il M5S senza alcun controllo. E' tutto scritto nero su bianco: “il capo politico può invalidare il risultato di una votazione on-line” e, in questo caso, la votazione andrà ripetuta e ritenuta valida solo se vota il 50%+1 degli iscritti (numero noto forse solo a Casaleggio, dato che nessun esponente locale o nazionale può accedere agli elenchi degli iscritti).

Il M5S è POST-IDEOLOGICO: con questo motto si è sdoganata sostanzialmente una ideologia dell'usa e getta: l'ideologia “fluida” si adatta a vari contesti ed uditori, può dire tutto ed il contrario di tutto e che alla fine si è palesata in una ideologia reazionaria, securitaria e nazionalista.

W la Democrazia DIRETTA: per molti è aggettivo, per altri è participio passato: diretta da chi? La democrazia ridotta a mesa consultazione (nemmeno vincolante, a leggere bene lo statuto) e la partecipazione che diventa un click! La demenza digitale (cfr. Alfred Spitzer) è una cosa maledettamente seria!

DA RIVOLUZIONARI A RIBELLI (funzionali ai reazionari): il declino degli attivisti (esempi virtuosi di cittadinanza attiva prima della nascita del Movimento 5 Stelle) è lento ma inesorabile. Nei Meetup c'era un'idea di società, di economia, di concezione dei diritti umani... insomma c'era una ideologia! Oggi a guardare quanto accade in parlamento, pare che si viva alla giornata.
Nato per contrastare il sistema partitocratico in vigore, il M5S si è trasformato in una sorta di strumento funzionale alla persistenza del sistema stesso.

IL BRAND M5S

Il M5S è un brand con ottime capacità di fidelizzazione dell'utente/consumatore. Gli eletti, dal 2013 ad oggi, sempre più testimonial. L'idea di porta-voce è calzante. Non l'individuo con le proprie capacità ma un volto (o una storia) assimilabile al brand, che porta con sé dei valori che devono essere correttamente e opportunamente veicolati.
La genialità dell'operazione (che non è nuova alla nostra storia politica ma, di certo, molto spinta e innovativa nei mezzi) è evidente se si guarda al capitolo “costi”.
I costi dell'attività locale – decisamente meno rilevanti per qualsiasi brand – sono a carico dei portavoce locali e dei gruppi di riferimento. Per i portavoce regionali e nazionali, invece, c'è un cospicuo “rimborso” che prevede, però, un contributo (rectius percentuale) da riconoscere alla “casa madre”. In fondo, senza il “simbolo”, senza il “marchio” chi sarebbero questi soggetti perlopiù sconosciuti?
Il brand vende il brand e la sua funzione è incrementare il brand.
La titolarità del marchio e delle strutture (tutte on line) non è pubblica o collettiva, bensì privata. È il mercato, bellezza! La privatizzazione dello spazio politico, il marketing elettorale che fagocita la politica.
A livello - locale e non - funziona come un
franchising. Tu metti i soldi (l'investimento iniziale) e l'impegno personale (il capitale umano), io M5S il mio potente brand. Maggiore è il ritorno economico (es. parlamentare), minore è la tua libertà di espressione. Il codice etico lo dimostra. L'obbligo di utilizzo della piattaforma Rousseau £come principale mezzo di comunicazione”, il controllo delle dichiarazioni pubbliche e le sanzioni colpiscono i consiglieri regionali e i parlamentari. Il consigliere comunale, ultima ruota del carro, è molto meno controllato/condizionato a fronte di un risibile ritorno economico e di una limitatissima notorietà.
L'utilizzo di nuovi strumenti di creazione e conservazione del potere non esclude, tuttavia, i vecchi schemi: l'occupazione dei posti di potere tramite affidamento a cerchie ristrette, la cooptazione, la selezione dei candidati (rectius dei candidabili) secondo criteri di fedeltà, le lotte interne.

LA DEMOCRAZIA NON È UN CLICK

Il M5S non è democratico. Se lo fosse avrei accettato di essere in minoranza. Mi sarebbe bastato avere un luogo in cui discutere le mie idee e provare a con-vincere la maggioranza. Ma questo luogo, per il M5S, semplicemente non esiste.
Da persona che 10 anni fa ha voluto creare un'alternativa ai partiti tradizionali, ho investito anni in attività sul territorio, unitamente a qualche migliaio di euro, in un contenitore che aveva sì delle falle ma che speravo potesse migliorare soprattutto facendo crescere al proprio interno un gruppo di persone che potessero dare vita ad una classe dirigente: in 5 anni non si è investito in questa direzione.
Anche i MeetUp (i primi gruppi di cittadini attivi nel proprio comune) sono stati lasciati morire “scientificamente” spostando tutta l'organizzazione sulla piattaforma Rousseau che ovviamente non è gestita dai singoli gruppi, ma dallo Staff (!!!). Una fine nefasta che mi ha ricordato (nella sua diabolica programmazione) quella riservata alle c.d. Fabbriche di Nichi, fatte nascere e fatte morire da Vendola a cavallo delle elezioni regionali pugliesi del 2010.

Il M5S non è democratico, neppure, nella scelta dei candidati, essendoci un filtro ossia un sistema di selezione che individua (dall'alto verso il basso) i “meritevoli”. Non essendoci nessuna trasparenza in ordine ai “referenti territoriali”, nominati e non eletti da alcuno, l'elettore/simpatizzante deve adottare un atteggiamento di fiducia anzi di fede nell'infallibilità del leader che deve essere accompagnato dalla fiducia nelle sanzioni applicate al selezionato che si riveli immeritevole. Anche il sistema sanzionatorio non prevede alcun serio sistema di controllo da parte della base che, in assenza di luoghi decisionali, si “sfoga” sui social dove, infatti, fioriscono gruppi informali a livello locale, regionale e nazionale. I social hanno, tuttavia, una eco limitata dal numero di “ascoltatori”. Anche i media tradizionali, tuttavia, non sono un'alternativa perché privi di credibilità. Ogni critica da questi proveniente è attaccata come frutto di un accordo tra “media nemico” e avversario politico con l'effetto di identificare ogni media critico (a prescindere dal contenuto della critica) con l'avversario politico.
Non esiste, poi, alcuna democrazia nelle scelte fondamentali del partito M5S.
La base non ha un luogo dove assumere le decisioni. I luoghi fisici sono banditi ab origine dal M5S che, per segnare la propria distanza dai partiti, non ha mai voluto aprire “sezioni” e, nelle sue ultime elaborazioni, ha negato ogni valore ai meet-up. Il simbolo è concesso, anche localmente, con tempi variabili e, comunque, solo in prossimità di un'elezione politica. Il vantaggio dovrebbe essere quello di evitare “rendite di posizione” e “politici di professione”. In realtà, poiché è impossibile – almeno a livello locale – prescindere dalle personalità, chi vuole presentare una lista deve crearsi una notorietà territoriale e, ovviamente, accreditarsi ai leader (o alla sua corte) per prevalere in eventuali scontri interni alla stessa comunità.
Nulla di nuovo rispetto a quanto avviene nei partiti con la differenza che si vende all'elettorato una differenza, una “verginità” che non esiste. E che soprattutto non può più esistere oggi, a sei anni dalla nascita del M5S, con rendite di posizione ben consolidate.
Il capo politico, i parlamentari, i consiglieri regionali sono piccoli centri di potere che – a loro volta- devono aver fiducia nel sistema on line da cui possono comunque essere facilmente esclusi. Basta un click. In un contesto fisico (es. assemblea) non è semplice far scomparire una candidatura. La si può osteggiare, si possono “comprare” i voti contrari, minacciare i favorevoli, costringere il candidato a ritirarsi o a non presentarsi ma un minimo di difficoltà e di polvere si crea.
On Line la candidatura sgradita semplicemente scompare. Anzi, suprema magia del digitale, scompare il candidato. Ovviamente i più visibili non possono venir meno così facilmente ed è, per questo, che il privilegio della visibilità è dato a pochissimi attraverso regole stringenti fino al ridicolo sotto il capitolo “comunicazione”, in mano a soggetti del tutto svincolati dagli organi politici e di nomina non elettiva (Casaleggio junior è, infatti, mero erede dinastico e il ruolo di Casalino non è discutibile nemmeno on line). Tutti hanno inoltre accettate supinamente che Casaleggio junior fosse allo stesso tempo presidente, tesoriere e amministratore unico dell'Associazione Rousseau che, gestisce (leggi controlla) i dati degli iscritti al Movimento 5 Stelle!
La possibilità di essere esclusi e l'impossibilità di difendersi (si può occupare una sezione di partito ma non un sito web) crea una auto-censura difensiva in (quasi) tutti. Nessuno vuole essere il prossimo escluso, il reietto, il traditore, il colluso con il “nemico”. Sia perché mosso dalla sincera (e illusoria) volontà di cambiare le cose, sia per mera convenienza.
I simpatizzanti non vogliono smettere di credere. Alcuni hanno da tempo smesso di credere che esista qualcosa di meglio. Ad altri va semplicemente bene così, perché almeno i “politici” hanno pagato prezzo per le loro azioni.

LE TRE FASI DEL MOVIMENTO

Da attivista, ho visto il M5S attraversare 3 fasi:
  1. Ia fase DELLA SPERANZA: periodo iniziale. Il M5S ancora non esiste, i vari meetup, non contenti dello stato dell'arte, si adoperano nei propri territori progettando, autodeterminandosi, percorsi di cittadinanza attiva che conducano anche ad una alternativa in sede elettorale;
  2. fase DELLA FIDUCIA: dal 2013 con l'ingresso in Parlamento dei primi “portavoce”, in molti si accorgono che la struttura che si andava creando attorno a questi, non era proprio il massimo; la trasparenza sui soldi dei gruppi parlamentari lasciava molto a desiderare. “Eppure -ci dicevamo- in questo momento non possiamo buttare all'aria tutto: diamo loro fiducia”!
  3. La terza fase (attuale) è quella DELLA FEDE: come accade in ogni religione, il M5S (versione 2018) ha dei dogmi che vanno accettati così come sono. Se li accetti (sottoscrivendoli anche da semplice attivista) sei dentro, altrimenti sei fuori.

Il “merito” degli oligarchi è stato quello di creare nel giro di una settimana una nuova associazione M5S nella quale hanno fatto confluire tutti i soci della prima versione, facendone accettare il nuovo Statuto, il nuovo Codice Etico, il nuovo Capo Politico, il nuovo Garante e soprattutto l'inedito, inscindibile e mortifero legame con l'associazione Rousseau. Accettazione, peraltro, propedeutica alla candidatura alle c.d. parlamentarie che si sarebbero svolte di lì a 2 mesi.
Appare evidente, dunque, come il Movimento 5 Stelle si sia geneticamente modificato. Da struttura libera e votata a scardinare il sistema politico-sociale del tempo, è diventato un giocattolino funzionale alla sopravvivenza di quello stesso sistema.
Se ci pensi bene, il M5S ha di fatto svuotato tantissimi movimenti politico-culturali di base (di destra e di sinistra) portandone gli esponenti di spicco a Roma e neutralizzandoli con la Rete (mai termine fu più appropriato).
Solo così ci si riesce a spiegare la svolta reazionaria di tutti quelli che oggi possiamo a ragione definire finti rivoluzionari fedeli alla linea del grande fratello.
Forse non lo sai, ma la primissima iniziativa di quelli che hanno creduto nella possibilità di una alternativa (il c.d. V-Day) fu organizzato per reintrodurre con una legge di iniziativa popolare il voto di preferenza: oggi di questa istanza non vi è nemmeno l'ombra nel c.d. contratto di governo. Come mai?

Caro lettore/elettore,
la soluzione, a mio avviso, non è guardare indietro. La degenerazione del discorso politico non è un'invenzione del M5S che ne è solo uno degli interpreti e degli artefici. Bisogna creare un nuovo campo da gioco. In cui fare rete, senza caderci dentro.

Altamura, 1 marzo 2019
Loretta Moramarco e Michele Loporcaro


 
Michele Loporcaro e Loretta Moramarco sono co-fondatori del movimento di cittadinanza attiva "IlGrillaio" e del relativo "Blog del Grillaio". Insieme hanno promosso la nascita di diversi comitati cittadini (Comitato AcquaBeneComune Altamura, Comitato ScuolaBeneComune Altamura, Comitato RifiutiZero, Rete RifiutiZero dell'ARO BA4 e la Rete Appulo-Lucana Salvalacqua".
Nel 2015 hanno partecipato alle elezioni sotto il simbolo del Movimento 5 Stelle. Il primo, con 945 preferenze è risultato il candidato più suffragato al comune di Altamura, la seconda ha raccolto 2129 preferenze nella lista regionale.