martedì 2 dicembre 2008

IRREALITY


riceviamo e pubblichiamo.
In seguito alla vittoria di Vlaidimir Luxuria all'Isola dei famosi,
ed allo spazio dato alla notizia sulle pagine di Liberazione (con
tanto di intervista di una pagina a Simona Ventura), abbiamo deciso
di avviare una raccolta firme in calce a questa lettera/appello che
vorremmo inviare al quotidiano di Rifondazione comunista.
Inviate le vostre adesioni a: martinelli@manitese.it.

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"Forza Vladimir, hai vinto tu". Davvero? Ne siamo sicuri?
Le parole con cui Angela Azzaro celebra la "vittoria" di Luxuria all'Isola dei
famosi mi fanno vergognare. Secondo la giornalista di Liberazione,
Luxuria "ha spiegato a milioni e milioni di italiani che la realtà è
diversa e che anche questa realtà deve godere degli stessi diritti
della presunta maggioranza".
Dovremmo ringraziare "anche Simona Ventura, che con
Vladimir ha tirato su gli ascolti (è l'edizione più vista dell'Isola)
ma anche il nostro morale"; e non è un caso se il 28 novembre
Liberazione intervista in prima pagina proprio la conduttrice Rai.
Il nostro morale, purtroppo, è a terra: Luxuria aveva
promesso di portare sull'isola e in televisione il tema dei diritti
indigeni delle popolazioni garifuna -quelle che vivono nell'arcipelago dei Cayos
Cochinos, che non è disabitato né uno scoglio sperduto in mezzo al
mare-. Non lo ha fatto, il "compagno" Luxuria, ma non ne avevo dubbi:
non ci ha voluto mostrare il suo contratto, le clausole che aveva
firmato con la Magnolia di Giorgio Gori.
Magnolia, la società produttrice del format; la società a cui la
televisione di Stato, la Rai, dà ogni anno soldi dei cittadini per
permetterci di vedere questo "irreality" in televisione.
Soldi che gravano sul bilancio pubblico.
Quanto paga, ogni cittadino italiano, per permettere la
trasmissione dell'Isola dei famosi?
E allora un invito:
boicottiamo la seconda rete che scende allo stesso livello delle
televisioni private del presidente del Consiglio, complice -negli
ultimi quindici anni- di una deriva consumista che ha messo in
ginocchio il Paese e le coscienze degli italiani.
Mi stupisce, di fronte a tutto questo, che Rifondazione comunista
stia zitta, anzi celebri la vittoria di "una di noi" all'Isola.
Soprattutto, però, mi spiace che la Azzaro -e Liberazione- celebrino
la vittoria di Luxuria come una vittoria dei "diritti".
Perché la parola diritti si declina, appunto, al plurale, e non
può limitarsi a considerare che con Vladimir "si rompe il tabù
dell'eterosessualità a tutti i costi".
Ai lettori di Liberazione, a Rifondazione, di certo sensibili al
tema dei diritti umani a tutto tondo, mi piace ricordare solo un paio
di episodi accaduti nella zona dei Cayos Cochinos e
nella Bahia de Tela. Notizie, purtroppo, che non hanno trovato spazio
tra le pieghe della televisione di Stato.
Il 24 settembre 2008 è stato assassinato il pescatore garifuna di
Triunfo de la Cruz Guillermo Norales. L'omicidio è firmato da soldati
della Marina honduregna della città de La Ceiba, che pattugliavano le
acque nei pressi del Refugio de Vida Silvestre de Cuero y Salado.
Sì perché in Honduras, come in tutto il Sud del mondo, quando si crea
un'area protetta, impedendo la pesca, ciò avviene per permettere uno
sviluppo turistico "per gli occidentali" (nel caso della Bahia de
Tela il progetto si chiama "Los Mycos Beach and Resosrt Centre"),
togliendo di mezzo gli abitanti originari del luogo.
Lunedì 13 ottobre, invece, un incontro con la Marina honduregna di
stanza nell'arciplego dei Cayo Cochinos (quello dell'Isola) è toccato
invece a Joel García e Minor López. I due pescatori garifuna sono stati bloccati nei pressi del Cayo Bulaños, minacciati di morte, privati del loro cayuco (l'imbarcazione tradizionale dei garifuna), e gettati in mare. Gli effettivi della
Marina si sono poi ritirati, portando con loro il cayuco, unica fonte
di sostentamento per le famiglie garifuna dei Cayos Cochinos, verso
la base di Cayo Mayor.
Eccolo, il mare "aperto" dell'Isola dei famosi.

1 commento:

Giancarlo ha detto...

Meditiamo sulla nostra stessa follia. Dovremmo disfarcene dell'arma di distruzione di massa più pericolosa e ahimè più diffusa che esiste: la TV. I nostri cervelli, le vittime ignare, ma non per tutti...
Tanto per rincarare la dose di assurdità quotidiana visto che non ne abbiamo ancora abbastanza per "risvegliarci" e cambiare rotta: http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=2942